Name
Pasquale Favia
Organisation Name
Università degli Studi di Foggia, Dipartimento di Scienze Umane

Season Director

  • AIAC_1118 - S. Lorenzo in Carmignano - 2006
    La presenza di una consistente fase insediativa di età romana a S. Lorenzo era già stata prefigurata dalle prospezioni del 2005 che restituivano molto materiale ceramico di epoca imperiale e tardoantica. I risultati dei saggi effettuati (saggi V e VI), hanno dato conferma di una frequentazione fra il II e il VI sec. d.C. Il ritrovamento di una vasca in opera laterizia, rivestita di cocciopesto verosimilmente comunicante con altre strutture, fa supporre l’esistenza di un articolato impianto produttivo artigianale, forse legato ad attività di lavorazione di risorse agricole. Tale impianto può far parte o della _pars rustica_ di una villa (a cui richiamano le tessere musive e i numerosi marmi pregiati), o di un agglomerato di natura vicanica, o di un\'articolazione abitativa di tipo espanso. I riscontri incrociati fra la ricognizione e lo scavo testimoniano un insediamento di vaste proporzioni. Ci si è posto il problema dell’instaurazione di un nesso fra i resti archeologici rinvenuti ed il toponimo _Carmeianum_, attestato nelle fonti sempre come aggettivo di realtà territoriali ( _ager_, _saltus_, _ecclesi_ ), più che di specifico nucleo abitato, ma evoca comunque una realtà del paesaggio daunio. Una distribuzione topografica su ampia superficie dell’insediamento di età romana e tardoantica nell’area è del resto suggerita dal ritrovamento nel saggio V di una seconda testimonianza stratigrafica, forse di età romana o tardo antica-medievale. Sebbene sia chiaro che i resti medievali (XI–XII secolo?) obliterino quelli romani e tardo-medievali, risulta ancora difficile scandire una cronologia precisa. Nel saggio VI, sono emerse tre strutture ipogee scavate nel sostrato calcarenitico naturale, interpretabili come fosse-silos per immagazzinamento e conservazione di cereali, o come cisterne, e comunque legate all’approvigionamento alimentare o idrico dell’insediamento.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2015
    Dal 16 giugno al 30 luglio 2015 si è svolta la decima campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, prov. di Foggia). Questo intervento costituisce la 8a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione della residenza vescovile, addossata alla cattedrale (saggio) e nel settore settentrionale dell’area castrense (saggi III-IV). Per ragioni logistiche, non è stato possibile proseguire la ricerca nell’abitato _Area della cattedrale. Saggio I_ Le ricerche svolte nel luglio 2015 nell’area dell’episcopio sono state orientate da un lato al completamento dell’indagine stratigrafica all’interno del corridoio 28, esplorato nel 2012 esclusivamente nella porzione orientale, dall’altro hanno investito principalmente il settore a Ovest degli ambienti 24-28, quasi del tutto inesplorato. Gli scavi nel corridoio 28 hanno consentito di raggiungere il livello da cui prese avvio la costruzione dell’ampliamento dell’episcopio (periodo IVb), un piano argilloso apprestato per regolarizzare la superficie di calpestio tra le tombe del cimitero che occupava fino a quel momento (periodi II e III) l’area a Sud della Cattedrale; al di sopra di questo suolo sono stati rintracciati lembi del battuto di frequentazione del periodo IVb; su queste superfici si sono poi avvicendati crolli (contenenti materiali relativi sia al disfacimento dei tetti, sia delle murature d’ambito) e piani di frequentazione precari relativi alle fasi più tarde (periodi IVc-d e V). Per quanto riguarda invece il settore ad Ovest degli ambienti 24-28, le ricerche hanno permesso di portare in evidenza le strutture perimetrali di un nuovo ambiente (38), affiancato al 24 e costruito contestualmente ad esso nel periodo IVb, dotato di un affaccio sul lato nord, prospiciente su uno spazio aperto, rivestito da un acciottolato; questo piano d’uso è sembrato realizzato in modo da inglobare al suo interno i resti delle strutture tombali del cimitero del periodo II e III . Nell’angolo tra gli ambb. 24 e 38 è stata portata in luce la struttura di una scala che consentiva l’accesso dall’esterno al piano superiore dell’episcopio. Diversi strati di crollo, depositatisi tra periodo IV c e V, andarono ad obliterare le tracce di questa occupazione. _Area del castrum. Settore Nord-Est. Saggio III_ In questo settore della zona signorile è stato messo più chiaramente in luce un lungo fronte murario con testata, interpretabile come la risistemazione, verosimilmente di età angiona del fronte di ingresso al poggio rialzato della rocca castrense. Questa cortina muraria è preceduta, sul fronte rivolto verso l’abitato da due paralleli muretti di semplice fattura, edificati controterra; verosimilmente essi fungono da strutture di contenimento, supporto terrazzamento della fascia antistante l’ingresso bassomedievale alla zona signorile e alla rocca castrense. Successivamente fra i due muretti controterra venne praticate una rozza canaletta, verosimilmente per il deflusso delle acque discendenti dal rilievo del _castrum_. _Area del castrum. Settore Nord-Ovest. Saggio IV_ In questo settore è stato messo in luce un segmento murario, purtroppo non definibile nella suo sviluppo, stratigraficamente attribuibile a epoca bizantina o normanna. Lo scavo ha portato in evidenza uno spesso, imponente setto murario verosimilmente in rapporto con la torre pentagonale settentrionale di fortificazione del _castrum_, databile forse ad epoca sveva. Presso questo grosso muro vi era un silos granario. Successivamente in appoggio alla torre pentagonale, nel corso del XIII secolo fu edificato un nuovo fronte settentrionale di recinzione dell’area; esso servì anche come muro portante per la formazione di un nuovo vano giustapposto alla torre, munito di una nuova fossa granaria che obliterò la precedente.