Name
Alberto Cazzella
Organisation Name
Università degli Studi di Roma, “La Sapienza”, Dipartimento di Scienze Storiche, Archeologiche e Antropologiche dell’Antichità, Sezione di Paletnologia

Season Director

  • AIAC_1119 - Coppa Nevigata - 2006
    L’intervento condotto nel 2006 nell’insediamento fortificato dell’età del Bronzo di Coppa Nevigata, ha interessato diversi punti. Nell’area della postierla appenninica, si è raggiunto il piano di posa delle mura ed è stata approfondita l’esplorazione della fronte interna delle mura stesse verso est, individuando una prima fase costruttiva. Nel vano della torre orientale è stato asportato l’acciottolato riferibile all’Appenninico e il sottostante crollo riferibile al Protoappenninico, raggiungendo il piano di base dell’ambiente, ascrivibile a quest’ultimo contesto culturale. Sono stati rinvenuti numerosi frammenti ceramici e una punta di freccia in selce. Nella zona antistante la parte anteriore della torre orientale, risalente all’Appenninico, quando quest’ultima fu parzialmente riedificata, sono state individuate le tracce di quella che doveva essere la fronte originaria della torre protoappenninica, sporgente di oltre 12 m dalla linea esterna delle relative mura. E’ stata completata l’esplorazione della stradina (riferibile al Subappenninico, ma che ricalca un precedente percorso) che esce dalle mura appenniniche e del tratto di fossato, riferibile agli inizi dell’età del Ferro, che la intercetta. Ad est del filare di pietre che delimita la stradina sono state poste in luce tre fronti murarie che si intersecano. La più antica, posta a sud delle altre e con andamento rettilineo nord-sud, appare riferibile all’Appenninico Iniziale; le altre due, che hanno un margine curvilineo, non sono databili con precisione, ma devono comunque essere successive a tale fase e precedere la sistemazione subappenninica della stradina, oltre che il rifacimento del fossato che taglia la più settentrionale di esse. Potrebbero quindi essere riferibili a sistemazioni difensive esterne risalenti all’Appenninico. Ad ovest della stradina è stata definita meglio una struttura sub-rettangolare, ascrivibile all’Appenninico Iniziale e conservata in elevato per quasi 1 m. Rinforzata con alcuni contrafforti verso nord, alla sua base è addossata anche una struttura curvilinea di difficile interpretazione. Ancora più ad ovest è stato meglio definito l’andamento del rivestimento in pietrame del fossato attribuibile all’Appenninico e delle sistemazioni in terra che si trovano alle sue spalle. Nell’area dell’abitato subappenninico si è messo in luce un battuto di forma sub-rettangolare, con tracce di bruciato ed episodi di rifacimento, riferibile ad una struttura abitativa.
  • AIAC_1119 - Coppa Nevigata - 2010
    Nella campagna di scavo che si è svolta nel mese di settembre del 2010 si è operato in cinque aree, con particolare riferimento ai livelli dell’età del Bronzo. 1) Nei settori F2H, F2R, G1O, G2A da un lato si è continuata la messa in luce della struttura individuata nelle precedenti campagne e dall’altro si è avviato un approfondimento dell’esplorazione relativa al tratto di mura protoappenniniche presente nel primo dei quadrati citati. Per quel che riguarda la struttura, sono stati individuati subito a nord quattro buchi di palo che dovevano sorreggere la copertura e si sono riconosciute le tracce del battuto precedente quello già messo in luce. Nella parte settentrionale di F2H si è condotto un saggio nel riempimento delle mura dell’Appenninico Antico, realizzato con terreno misto a calcare giallo frantumato, con lo scopo di verificare se in questo punto si potesse riconoscere l’esterno della postierla individuata a suo tempo nel settore F2N. La fronte esterna della postierla è conservata fino alla sua copertura ed è stata messa in luce per gran parte della sua altezza originaria, raggiungendo la base dei livelli del Protoappenninico Recente, costituiti da un piano in terreno misto a calcare giallastro. 2) Nei settori G2H, H2E, H2I (parte nord) è proseguita l’esplorazione dei livelli del Protoappennico Recente posti al di fuori delle prime mura di fortificazione, interessati da tracce di incendio. E’ stata così messa in luce una parte più bassa della postierla coperta qui presente, senza raggiungere ancora la base. Le mura protoappenniniche sono qui conservate in elevato per almeno 2 m, ma anche di queste non si è raggiunta la base. Nel settore H2E, alla base dei livelli d’incendio riferibili al Protoappenninico Recente, è stata posta in luce una struttura di combustione di forma circolare. E’ stata riconosciuta inoltre una precedente fase di occupazione relativa al medesimo periodo, caratterizzata dalla presenza di un acciottolato e di numerosi buchi di palo, che in parte seguono l’andamento della fronte esterna delle mura protoappenniniche. 3) In G2R, H2I (parte sud), H2O è proseguita l’esplorazione del lato interno delle mura protoappenniniche e dei successivi rifacimenti. Anche in H2I e H2O, come già visto in G2M e G2N, tale lato interno subì in antico una vasta depredazione delle pietre, ma anche una risistemazione non accurata del paramento interno. A tale paramento fu addossata una certa quantità di terreno giallastro. A sua volta al di sopra e a contenimento parziale di esso fu realizzata una nuova fronte interna. Quando anche questa andò in rovina, i residui furono coperti con una gettata di terreno argilloso, al di sopra del quale, almeno in parte, fu realizzato un acciottolato; ancora al di sopra di esso, nel Subappenninico Antico, fu accumulato nuovamente uno strato di terreno giallastro. La parte meridionale dei settori G2R e H2O risulta pesantemente disturbata dall’intervento della ruspa del 1979: in gran parte questo ha asportato il riempimento di due strutture sub-cilindriche di grandi dimensioni, simili ad altre tre già messe in luce precedentemente nei settori adiacenti, probabilmente scavate alla fine del Subappenninico Recente. 4) In G2O, G2P, G3B, G3C da un lato è proseguita l’esplorazione dei livelli subappenninici, dall’altro si è proceduto nello scavo del riempimento di una struttura in pietrame che si presentava a pianta semicircolare, successiva all’età del Bronzo. Dai livelli del Subappenninico Recente indagati in quest’area provengono diversi frammenti di metallo, alcuni elementi in corno di cervo segati e un vago in cristallo di rocca. Tali livelli non sembrano essere riferibili a una struttura ben definita: la presenza di un allineamento di pietre di grandi dimensioni è forse da interpretare come una banchina più che come base di un muro. In due punti localizzati si hanno tracce di combustione con presenza di fibre vegetali, forse tavole connesse con una copertura piana o un soppalco soggetto a un crollo parziale. La struttura sopra citata, che appare a pianta semicircolare (ma non si può escludere che fosse in origine circolare), risulta realizzata con più filari in pietrame sovrapposti, il cui diametro aumenta scendendo verso il basso. All’esterno non c’è una faccia vista, per cui si può ipotizzare che la struttura fosse stata costruita scavando una grande fossa e appoggiando il pietrame alle sue pareti. 5) L’ampia area pavimentata con pietrisco non è stata oggetto di ulteriori indagini, ma sono stati scavati alcuni settori nelle sue adiacenze. Nel quadrato F3D, o meglio nella parte a L di esso non scavata precedentemente al di sotto dello strato 1, si è effettuata l’asportazione dei livelli subappenninici precedenti la realizzazione della struttura a pianta sub-rettangolare qui presente: in particolare nei quadrati di 1 m di lato F e G è stata individuata una concentrazione di materiali ceramici, con indizi di frammentazione sul posto. A sud-est, invece, sono stati aperti due nuovi quadrati (G3H, H3E). Il primo dei due è interessato per un’ampia parte dall’azione della ruspa, di cui si sono individuate le tracce; nella restante parte e in H3E, invece, il deposito archeologico risulta conservato a partire da circa 20 cm sotto l’attuale superficie. Si conservano, sia pure in modo discontinuo, diversi elementi, tra cui tre piani di cottura e accumuli di concotto.