- Item
- AIAC_437
- Name
- Carrozze
- Date Range
- 1600 BC – 1400 BC
- 900 BC – 700 BC
- 600 BC – 200 BC
Seasons
-
AIAC_437 - Carrozze - 1999L'area risulta occupata sino agli ultimi decenni del IV secolo a.C. da nuclei abitativi sparsi, alternati a tombe e a spazi vuoti. Della fase di IV secolo a.C. si sono individuate e scavate tombe a fossa e a semicamera, monosome. Si segnala all'interno di una tomba una coppetta a vernice nera, con alfabetario di tipo arcaizzante graffito sul fondo. Alla stessa fase è pertinente una fossa di scarico, con terreno cineroso mescolato a frammenti di ceramica a vernice nera, a figure rosse (owl-skyphos) e a decorazione vegetale, oltre a vasi integri (epichysis, kylix sovraddipinta), probabilmente pertinenti a resti di sacrifici celebrati nell'area di necropoli. Dopo la presa di Lavello-Forentum da parte dei Romani, al precedente abitato sparso si sostituisce sulla collina di Gravetta uno stanziamento di limitata estensione. Alla necropoli è riservata la zona in contrada Carrozze, con l'uso ormai generalizzato delle tombe a camera ipogee a carattere familiare. Tra i rinvenimenti nelle sepolture più antiche (fine IV-inizi III secolo a.C.) si segnala una statuetta femminile seduta con polos e velo, che reca una patera e una colomba e uno stamnos miniaturistico con coperchio decorato nello stile di Gnathia. Ad un periodo più recente (post metà III secolo a.C.) è riferibile una tomba a camera con dromos. Alle due deposizioni rinvenute sono pertinenti servizi di ceramica listata C (askoi, brocche, vasi situliformi, askoi ornitomorfi), unguentari, ollette miniaturistiche, uno specchio in bronzo, strigili in ferro, statuette ellenistiche, tra cui una tanagrina e un attore comico. Uno dei defunti recava sul capo una corona di cinque rosette in oro con tracce di colore rosso, oltre ad uno splendido thymiaterion, con evidenti tracce di bruciato nella coppetta, una statuetta di figura sdraiata su kline, uno specchio in bronzo, uno strigile in ferro e una serie di rocchetti fittili. (Maria Luisa Nava)
-
AIAC_437 - Carrozze - 2001E' stata esplorata una struttura ipogeica dell'età del bronzo (lungh. totale 14,50 m, largh. da 2 m a 4 m), scavata nel banco di roccia tufacea e orientata nord/ovest-sud/est. L'ipogeo è costituito da un lungo dromos con pareti "a secco" realizzate da filari di grandi blocchi calcarei e piccole zeppe; il piano di calpestio è in terra battuta. Dal dromos si accede ad un'anticella subrettangolare e alla cella principale subellittica con banchine perimetrali. A metà della parete destra della cella si accede ad una seconda cella a pianta subcircolare. All'interno degli ambienti sono documentate diverse attività rituali, ricollegabili alla sfera cultuale-funeraria. Il rito iniziale, identificabile nella deposizione di una costola di grande mammifero, all'interno di una sistemazione di pietre sul fondo della cella, rimanda ad un atto propiziatorio della fertilità e di consacrazione della struttura. La presenza, nei livelli soprastanti, di numerosi focolari e di resti ossei di animali sessualmente maturi (bovini, ovicaprini e suini) rimanda a pasti rituali. Bollitoi e numerose tazze alludono allo svolgimento di libagioni da effettuarsi forse con il latte. La deposizione di un individuo di sesso femminile (20/23 anni) sigilla i livelli rituali. Gli oggetti di corredo sono una borchia di lamina di bronzo con decorazione puntiforme a sbalzo e una tazzina miniaturistica d'impasto. La frequenza di "accumuli" di cenere e carboni pertinenti a focolari, documentati in tutti gli ambienti dell'ipogeo sono da ricollegare ad atti rituali. Sono documentate tazze carenate con ansa a nastro con apici revoluti e/o con doppia ansa sottostante e fondo arrotondato e, probabilmente, scodelle troncoconiche; contenitori situliformi, olle, ollette con decorazioni plastiche a cordoni con "tacche" o "ditate", aghi o spilloni di osso, una fuseruola e diverse schegge di lavorazione di selce. La tipologia della ceramica permette di collocare l'ipogeo nella sfera culturale del Protoappenninico B iniziale. (Maria Luisa Nava)
-
AIAC_437 - Carrozze - 2003A Lavello, in località Carrozze si sono continuate le indagini volte a contrastare l'attività clandestina, sempre intensa in quest'area. Lo scavo ha consentito il recupero di 25 sepolture databili tra l'età arcaica e la fine del IV secolo a.C., spesso private di tutto o di parte del corredo in recente passato. Le tipologie tombali sono quelle usualmente note per Lavello, a fossa con copertura in lastroni di arenaria, a pozzo, a camera con dromos. Ulteriori, importanti informazioni sulle fasi di frequentazione dell'area sono emerse dalla messa in luce di una capanna di età arcaica, di cui è stato rinvenuto il fondo, quasi interamente occupato dai frammenti di un grande pithos e due buche per palo. La struttura risultava fortemente disturbata dalla presenza, al di sotto del piano di crollo del pithos, della tomba a camera 1117, e dal successivo crollo della volta. Interessante, in questa sepoltura, il rinvenimento di offerte votive nel dromos. Altrettanto importante, a pochi metri di distanza dal complesso appena descritto, è stata la scoperta di un impianto produttivo, databile alla fine del IV sec. a.C., consistente in una vasta area in pendio con fosse, buche per pali e piccole canalizzazioni scavate nel tenero banco roccioso naturale. I pochi reperti recuperati fanno ritenere che si trattasse di un impianto per la produzione di olio o vino, data la massiccia presenza, sul piano roccioso, di frammenti di grandi pithoi. (Maria Luisa Nava)
-
AIAC_437 - Carrozze - 2004Sono proseguite, anche quest'anno, le indagini in Località Carrozze, proprietà Di Ruvo e Duregon. La presenza di sepolture databili tra il VI e il III secolo a.C., pertinenti alle ormai ben note tipologie a fossa con copertura litica e a camera con dromos scavate nel banco roccioso, è confermata anche se, purtroppo, si è dovuta riscontrare una altissima percentuale di tombe depredate in tempi relativamente recenti, specie nelle aree più lontane dalla strada delle Carrozze. Di particolare interesse è il rinvenimento di una sepoltura della prima età del Ferro che consente di ampliare e precisare ulteriormente le diverse fasi di occupazione dell'area. Per quanto riguarda l'età classica, invece, la scoperta dei resti di un edificio, in discreto stato di conservazione, ha peraltro consentito di confermare l'impressione di una sostanziale omogeneità della zona rispetto alle altre della stessa Forentum. L'edificio, composto da un solo ambiente a pianta rettangolare, conservava ancora i livelli d'uso e parte del crollo della copertura in tegole. Le fasi di vita riscontrate si datano tra la metà del V e la fine del IV secolo a.C. (Maria Luisa Nava)
Media
- Name
- Carrozze
- Year
- 1999
- Summary
-
it
L'area risulta occupata sino agli ultimi decenni del IV secolo a.C. da nuclei abitativi sparsi, alternati a tombe e a spazi vuoti. Della fase di IV secolo a.C. si sono individuate e scavate tombe a fossa e a semicamera, monosome. Si segnala all'interno di una tomba una coppetta a vernice nera, con alfabetario di tipo arcaizzante graffito sul fondo. Alla stessa fase è pertinente una fossa di scarico, con terreno cineroso mescolato a frammenti di ceramica a vernice nera, a figure rosse (owl-skyphos) e a decorazione vegetale, oltre a vasi integri (epichysis, kylix sovraddipinta), probabilmente pertinenti a resti di sacrifici celebrati nell'area di necropoli.
Dopo la presa di Lavello-Forentum da parte dei Romani, al precedente abitato sparso si sostituisce sulla collina di Gravetta uno stanziamento di limitata estensione. Alla necropoli è riservata la zona in contrada Carrozze, con l'uso ormai generalizzato delle tombe a camera ipogee a carattere familiare.
Tra i rinvenimenti nelle sepolture più antiche (fine IV-inizi III secolo a.C.) si segnala una statuetta femminile seduta con polos e velo, che reca una patera e una colomba e uno stamnos miniaturistico con coperchio decorato nello stile di Gnathia. Ad un periodo più recente (post metà III secolo a.C.) è riferibile una tomba a camera con dromos. Alle due deposizioni rinvenute sono pertinenti servizi di ceramica listata C (askoi, brocche, vasi situliformi, askoi ornitomorfi), unguentari, ollette miniaturistiche, uno specchio in bronzo, strigili in ferro, statuette ellenistiche, tra cui una tanagrina e un attore comico. Uno dei defunti recava sul capo una corona di cinque rosette in oro con tracce di colore rosso, oltre ad uno splendido thymiaterion, con evidenti tracce di bruciato nella coppetta, una statuetta di figura sdraiata su kline, uno specchio in bronzo, uno strigile in ferro e una serie di rocchetti fittili. (Maria Luisa Nava)
Media
- Name
- Carrozze
- Year
- 2001
- Summary
-
it
E' stata esplorata una struttura ipogeica dell'età del bronzo (lungh. totale 14,50 m, largh. da 2 m a 4 m), scavata nel banco di roccia tufacea e orientata nord/ovest-sud/est.
L'ipogeo è costituito da un lungo dromos con pareti "a secco" realizzate da filari di grandi blocchi calcarei e piccole zeppe; il piano di calpestio è in terra battuta. Dal dromos si accede ad un'anticella subrettangolare e alla cella principale subellittica con banchine perimetrali. A metà della parete destra della cella si accede ad una seconda cella a pianta subcircolare.
All'interno degli ambienti sono documentate diverse attività rituali, ricollegabili alla sfera cultuale-funeraria. Il rito iniziale, identificabile nella deposizione di una costola di grande mammifero, all'interno di una sistemazione di pietre sul fondo della cella, rimanda ad un atto propiziatorio della fertilità e di consacrazione della struttura. La presenza, nei livelli soprastanti, di numerosi focolari e di resti ossei di animali sessualmente maturi (bovini, ovicaprini e suini) rimanda a pasti rituali.
Bollitoi e numerose tazze alludono allo svolgimento di libagioni da effettuarsi forse con il latte.
La deposizione di un individuo di sesso femminile (20/23 anni) sigilla i livelli rituali. Gli oggetti di corredo sono una borchia di lamina di bronzo con decorazione puntiforme a sbalzo e una tazzina miniaturistica d'impasto. La frequenza di "accumuli" di cenere e carboni pertinenti a focolari, documentati in tutti gli ambienti dell'ipogeo sono da ricollegare ad atti rituali.
Sono documentate tazze carenate con ansa a nastro con apici revoluti e/o con doppia ansa sottostante e fondo arrotondato e, probabilmente, scodelle troncoconiche; contenitori situliformi, olle, ollette con decorazioni plastiche a cordoni con "tacche" o "ditate", aghi o spilloni di osso, una fuseruola e diverse schegge di lavorazione di selce.
La tipologia della ceramica permette di collocare l'ipogeo nella sfera culturale del Protoappenninico B iniziale. (Maria Luisa Nava) -
en
A Bronze Age structure dug into a tufa bank was investigated. Aligned on a NW-SE axis, it is 14.50m long and between 2 and 4m wide. The structure was composed of a long dromos with dry-stone walls, built with large limestone blocks and small wedges, and a beaten earth floor. The dromos lead to a small sub-rectangular anti-chamber and the main, sub-oval chamber with benches around its walls. Halfway along its right hand wall was the entrance to a second, sub-circular chamber.
The chambers contained evidence of various ritual activities which can be linked to cult-funerary practices. The initial rite, attested by the deposition of a large mammal's rib within an arrangement of stones on the chamber floor, was a propitiary fertility rite for the consacration of the structure. The presence in the overlying layers of numerous hearths containing the remains of the bones from mature animals (bos, sheep-goat, pig) attests ritual banqueting.
Milk boilers and numerous cups suggest that libations were made using milk.
The ritual levels are sealed by the inhumation of a female (aged 20-23 years). The tomb group comprised a stud in bronze lamina with embossed, dotted decoration and a miniature impasto cup. The numerous accumulations of ash and charcoal from the hearths present throughout the structure are the result of ritual practices.
The material recovered included carinated cups with ribbon handles with out-turned points and/or a double handle below and rounded base, what are probably truncated-cone shaped bowls, situliform containers, jars, small jars with applied cordon decoration (either notched or impressed), bone needles or large pins, a spindle whorl and various splinters from flint working. The pottery typology places this structure within the early Proto-Appenine B culture. (Maria Luisa Nava)
Media
- Name
- Carrozze
- Year
- 2003
- Summary
-
it
A Lavello, in località Carrozze si sono continuate le indagini volte a contrastare l'attività clandestina, sempre intensa in quest'area.
Lo scavo ha consentito il recupero di 25 sepolture databili tra l'età arcaica e la fine del IV secolo a.C., spesso private di tutto o di parte del corredo in recente passato. Le tipologie tombali sono quelle usualmente note per Lavello, a fossa con copertura in lastroni di arenaria, a pozzo, a camera con dromos. Ulteriori, importanti informazioni sulle fasi di frequentazione dell'area sono emerse dalla messa in luce di una capanna di età arcaica, di cui è stato rinvenuto il fondo, quasi interamente occupato dai frammenti di un grande pithos e due buche per palo. La struttura risultava fortemente disturbata dalla presenza, al di sotto del piano di crollo del pithos, della tomba a camera 1117, e dal successivo crollo della volta. Interessante, in questa sepoltura, il rinvenimento di offerte votive nel dromos.
Altrettanto importante, a pochi metri di distanza dal complesso appena descritto, è stata la scoperta di un impianto produttivo, databile alla fine del IV sec. a.C., consistente in una vasta area in pendio con fosse, buche per pali e piccole canalizzazioni scavate nel tenero banco roccioso naturale.
I pochi reperti recuperati fanno ritenere che si trattasse di un impianto per la produzione di olio o vino, data la massiccia presenza, sul piano roccioso, di frammenti di grandi pithoi. (Maria Luisa Nava) -
en
At Lavello, località Carrozze, work has continued in an effort to limit damage caused by clandestine excavations in the area.
Excavations have recovered 25 burials dating to between the archaic period and the end of the 4th century B.C. Unfortunately many of the burials have had part or all of their tomb groups removed in the recent past. The tomb typologies are those usually found at Lavello, that is "a fossa" with a sandstone slab cover, "a pozzo" and chamber tombs with dromos. New, important information regarding the occupation phases of the area was provided by the discovery of the bottom of an archaic hut. This was cut by two post-holes and was almost entirely covered by the fragments of a large pithos. The structure was heavily disturbed by the presence, below the pithos collapse, of chamber tomb 1117 and the subsequent collapse of its vault. The presence of votive offerings in the dromos of this tomb is worthy of note.
Another important find, situated a few metres away from the above complex, was a production site dating to the 4th century B.C. This covered a vast slope and was composed of pits, post-holes and small channels dug into the soft bed-rock. The few finds recovered suggest that this was a plant for oil or wine production, given the many fragments of large pithoi which lay on top of the bed-rock. (Maria Luisa Nava)
Media
- Name
- Carrozze
- Year
- 2004
- Summary
-
it
Sono proseguite, anche quest'anno, le indagini in Località Carrozze, proprietà Di Ruvo e Duregon. La presenza di sepolture databili tra il VI e il III secolo a.C., pertinenti alle ormai ben note tipologie a fossa con copertura litica e a camera con dromos scavate nel banco roccioso, è confermata anche se, purtroppo, si è dovuta riscontrare una altissima percentuale di tombe depredate in tempi relativamente recenti, specie nelle aree più lontane dalla strada delle Carrozze. Di particolare interesse è il rinvenimento di una sepoltura della prima età del Ferro che consente di ampliare e precisare ulteriormente le diverse fasi di occupazione dell'area.
Per quanto riguarda l'età classica, invece, la scoperta dei resti di un edificio, in discreto stato di conservazione, ha peraltro consentito di confermare l'impressione di una sostanziale omogeneità della zona rispetto alle altre della stessa Forentum. L'edificio, composto da un solo ambiente a pianta rettangolare, conservava ancora i livelli d'uso e parte del crollo della copertura in tegole. Le fasi di vita riscontrate si datano tra la metà del V e la fine del IV secolo a.C. (Maria Luisa Nava) -
en
This year investigations have continued in Località Carrozze, on the Di Ruvo-Duregon property. These have confirmed the presence of tombs dating to the 6th-3rd centuries B.C. The tombs are of the well known "fossa" type with a stone cover and chamber tombs, with dromos, dug into the bed rock. Unfortunately, a high percentage have been robbed quite recently, especially those situated away from the Carrozze road. The discovery of an early Iron age burial is of particular interest as it widens the site's chronology and provides preciser dating for the various occupation phases.
As regards the Classical period, the identification of a fairly well conserved building confirms the overall impression of uniformity in this area, compared to other parts of Forentum. The structure comprises a single, rectangular room, with occupation levels and part of the tile roof collapse. The levels date to between the mid 5th and the end of the 4th centuries B.C. (Maria Luisa Nava) - Director
- Alfonsina Russo
- Research Body
- Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata
Media
-
Nava 2002M.L. Nava, 2002, L`attivitá archeologica in Basilicata nel 2001, Atti del XLI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2001), Taranto: 717-765.
-
Nava 2004M.L. Nava, 2004, L`attivitá archeologica in Basilicata nel 2003, Atti XLIII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2003), Taranto: 933-1000, con rapporto di scavo di M. Denti: 956.
-
Nava 2005M.L. Nava, 2005, L`attivitá archeologica in Basilicata nel 2004, in Atti del XLIV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2004), Napoli, con rapporto di scavo di M. Denti: 332-336
-
Nava 2000M.L.Nava, 2000, L’attività archeologica in Basilicata nel 1999, Atti del XXXIX Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 1999), Napoli.