- Item
- AIAC_539
- Name
- Masseria Nigro
- Date Range
- 400 BC – 350 BC
- 350 BC – 350 BC
- 310 BC – 250 BC
- 200 BC – 100 BC
Seasons
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AIAC_539 - Masseria Nigro - 2001All'occupazione lucana del territorio grumentino si riferisce un monumentale edificio collocato su un dosso dominante il versante sinistro dell'Agri. Ad un primo momento (IV secolo a.C.) vanno riferite strutture lignee e numerose fosse rituali contenenti statuette, patere, coppette, bombylia, integri e fratturati, associati a resti di focolari. Sempre nel corso del IV secolo viene realizzato un edificio con grandi muri a doppio paramento con emplekton, di cui resta solo un tratto. Con la terza fase si costruisce una nuova estesa struttura (circa 1000 mq) realizzata con muri poco spessi in cui sono reimpiegati frammenti di tegole e di kalypteres del precedente edificio. Gli ambienti sono coperti da tetto in tegole ad eccezione di un vano. Un ambiente contiene un monumentale focolare-eschara costituito da quattro blocchi angolari che delimitano un'area rettangolare, con al centro un punto concotto. Ivi sono documentate deposizioni rituali di oggetti (olpetta e coppette a vernice nera), pesi da telaio e un fascio di spiedi spezzati avvolti da una catena. Il vano adiacente è destinato alla cottura di cibi e alla lavorazione dei cereali (presenza di macina per grano), è in parte pavimentato con lastre calcaree. Un altro vano funge da magazzino (presenza di cinque grandi pithoi). All'esterno si trova una fornace per vasellame di medie e grandi dimensioni (camera di combustione a pianta quadrangolare, sostegno a doppio corridoio e praefurnium unico) e un pozzo monumentale per il rifornimento idrico. L'edificio, per la particolarità dei rinvenimenti sembra essere stato destinato, oltre che a funzioni abitative, anche a luogo di riunione delle élites lucane locali. Il complesso viene distrutto e abbandonato nel corso della prima metà del III secolo a.C., in concomitanza con la fondazione di Grumentum e riutilizzato parzialmente nel corso del II secolo a.C., quando alcuni ambienti risultano utilizzati come singole cellule abitative. (Maria Luisa Nava)
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AIAC_539 - Masseria Nigro - 2002Le indagini relative al monumentale edificio esteso su una superficie di ca. 1400 mq, di cui 1000 indagati e 400 individuati tramite indagini geofisiche sono state concluse. I dati disponibili permettono di ricostruire tre fasi di occupazione. Fase I (prima metà del IV secolo a.C.). Edificio articolato in lunghi ambienti rettangolari. Un ambiente porticato è destinato ad attività domestiche (presenza di un focolare centrale e fosse con resti di fornelli). Fase II (metà IV secolo a.C.). Viene impiantato un monumentale edificio incentrato su un cortile lastricato, attorno a cui si sviluppano 16 ambienti, disposti in doppia fila sui lati occidentale e settentrionale. In due ambienti la presenza di numerosi pesi da telaio e di resti di macina indica una funzione domestica, legata ad attività femminili; in un altro, aperto sul cortile, la presenza di un forno con volta in concotto va connessa alla cottura dei cibi. L'ambiente interpretabile come sala da banchetto restituisce abbondante ceramica a vernice nera. Il cortile è circondato da portici con colonne su tre lati. Fase III (fine IV-prima metà del III secolo a.C.). L'edificio subisce alcune trasformazioni con la rifunzionalizzazione degli spazi. Vengono creati nuovi ambienti (per un totale di 25 vani) e il lato settentrionale viene monumentalizzato con un portico. Il cortile lastricato viene coperto da un tetto e destinato a magazzino. Gli ambienti disposti a nord del nuovo cortile basolato sono destinati ad attività rituali, come testimoniano le deposizioni rituali e l'eschara. Nell'ambiente connesso con il vano dotato di eschara si trovano ossa di animali nei pressi di una struttura a pianta rettangolare, probabile ara per la macellazione degli animali. L'edificio viene abbandonato nel corso del III secolo a.C. La presenza di tutti questi elementi confermano la destinazione polifunzionale, politico-religiosa e abitativa dell'edificio evidentemente destinato a luogo di riunione delle élites locali. (Maria Luisa Nava)
Media
- Name
- Masseria Nigro
- Year
- 2001
- Summary
-
it
All'occupazione lucana del territorio grumentino si riferisce un monumentale edificio collocato su un dosso dominante il versante sinistro dell'Agri.
Ad un primo momento (IV secolo a.C.) vanno riferite strutture lignee e numerose fosse rituali contenenti statuette, patere, coppette, bombylia, integri e fratturati, associati a resti di focolari.
Sempre nel corso del IV secolo viene realizzato un edificio con grandi muri a doppio paramento con emplekton, di cui resta solo un tratto.
Con la terza fase si costruisce una nuova estesa struttura (circa 1000 mq) realizzata con muri poco spessi in cui sono reimpiegati frammenti di tegole e di kalypteres del precedente edificio. Gli ambienti sono coperti da tetto in tegole ad eccezione di un vano. Un ambiente contiene un monumentale focolare-eschara costituito da quattro blocchi angolari che delimitano un'area rettangolare, con al centro un punto concotto. Ivi sono documentate deposizioni rituali di oggetti (olpetta e coppette a vernice nera), pesi da telaio e un fascio di spiedi spezzati avvolti da una catena. Il vano adiacente è destinato alla cottura di cibi e alla lavorazione dei cereali (presenza di macina per grano), è in parte pavimentato con lastre calcaree. Un altro vano funge da magazzino (presenza di cinque grandi pithoi). All'esterno si trova una fornace per vasellame di medie e grandi dimensioni (camera di combustione a pianta quadrangolare, sostegno a doppio corridoio e praefurnium unico) e un pozzo monumentale per il rifornimento idrico.
L'edificio, per la particolarità dei rinvenimenti sembra essere stato destinato, oltre che a funzioni abitative, anche a luogo di riunione delle élites lucane locali.
Il complesso viene distrutto e abbandonato nel corso della prima metà del III secolo a.C., in concomitanza con la fondazione di Grumentum e riutilizzato parzialmente nel corso del II secolo a.C., quando alcuni ambienti risultano utilizzati come singole cellule abitative. (Maria Luisa Nava) -
en
A monumental building, dating to the period of Lucanian occupation of the territory of Grumentum, is situated on a rise overlooking the left-bank of the river Agri.
The earlist phase (4th century B.C.) is attested by wooden structures and numerous ritual pits containing figurines, paterae, copette, bombylia (some complete) and the remains of hearths.
During the course of the 4th century B.C. a building was constructed using the emplekton technique (two external faces with an earth or burnt clay mortar infill). However, only one stretch of wall survives.
In the third phase a new, extensive structure (c.1000 sq.m) was built with narrow walls which reused fragments of tile and kalypteres (ridge tiles) form the previous building. All the rooms except one were roofed with tiles. One room contains a monumental hearth-eschara comprising four corner blocks delimiting a rectangulaer area, with a patch of burnt clay in the centre. The ritualistic deposition of objects is documented by small jugs, small black glaze cups, loom weights and a bundle of broken skewers bound up in a chain. The adjacent room, used for cooking and working cereals (a mill stone was found here), was partially paved with limestone slabs. Another room, containing 5 large pithoi, was used for storage. Outside is a kiln for the production of medium to large pottery vessels. It has a square firing chamber, double supporting corridor and single praefurnium. Also present is a monumental well.
The particular nature of the finds seem to indicate that this was a building that functioned not only as a residence but also as a meeting place for the local Lucanian elite.
The complex was destroyed and abandoned in the first half of the 3rd century B.C., at the same time as the foundation of Grumentum and was partially reused in the 2nd century B.C. when several rooms seem to have been used as individual dwellings. (Maria Luisa Nava) - Research Body
- Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata
- Funding Body
- ENI
Media
- Name
- Masseria Nigro
- Year
- 2002
- Summary
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it
Le indagini relative al monumentale edificio esteso su una superficie di ca. 1400 mq, di cui 1000 indagati e 400 individuati tramite indagini geofisiche sono state concluse. I dati disponibili permettono di ricostruire tre fasi di occupazione.
Fase I (prima metà del IV secolo a.C.). Edificio articolato in lunghi ambienti rettangolari. Un ambiente porticato è destinato ad attività domestiche (presenza di un focolare centrale e fosse con resti di fornelli).
Fase II (metà IV secolo a.C.). Viene impiantato un monumentale edificio incentrato su un cortile lastricato, attorno a cui si sviluppano 16 ambienti, disposti in doppia fila sui lati occidentale e settentrionale. In due ambienti la presenza di numerosi pesi da telaio e di resti di macina indica una funzione domestica, legata ad attività femminili; in un altro, aperto sul cortile, la presenza di un forno con volta in concotto va connessa alla cottura dei cibi. L'ambiente interpretabile come sala da banchetto restituisce abbondante ceramica a vernice nera. Il cortile è circondato da portici con colonne su tre lati.
Fase III (fine IV-prima metà del III secolo a.C.). L'edificio subisce alcune trasformazioni con la rifunzionalizzazione degli spazi. Vengono creati nuovi ambienti (per un totale di 25 vani) e il lato settentrionale viene monumentalizzato con un portico. Il cortile lastricato viene coperto da un tetto e destinato a magazzino. Gli ambienti disposti a nord del nuovo cortile basolato sono destinati ad attività rituali, come testimoniano le deposizioni rituali e l'eschara.
Nell'ambiente connesso con il vano dotato di eschara si trovano ossa di animali nei pressi di una struttura a pianta rettangolare, probabile ara per la macellazione degli animali. L'edificio viene abbandonato nel corso del III secolo a.C.
La presenza di tutti questi elementi confermano la destinazione polifunzionale, politico-religiosa e abitativa dell'edificio evidentemente destinato a luogo di riunione delle élites locali. (Maria Luisa Nava) -
en
The exploration has been completed of a monumental building which extends over an area of circa 1400 sq.m, of which 1000 have been investigated and 400 located using geophysical techniques. The data collected provided evidence of three occupation phases.
Phase I (first half of the 4th century B.C.) is represented by a series of long, rectangular rooms. One has a portico and was used for domestic activities as attested by a central hearth and pits containing fragments of stoves.
Phase II (mid 4th century B.C.) saw the construction of a monumental building centred on a paved courtyard around which are 16 rooms, arranged in a double row on the west and north sides. The presence of numerous loom weights and the remains of mill stones in two rooms indicate their use for female, domestic activities. A room opening onto the courtyard contained an oven with a baked-clay vault and must have been used for cooking. One room produced a large quantity of black glaze ware and may be interpreted as a banqueting room. The courtyard had a columned portico on three sides.
In phase III (end of thr 4th - mid 3rd century B.C.) the building underwent several alterations and room functions changed. New rooms were created (a total of 25) and the north side was monumentalised by the addition of a portico. The paved courtyard was roofed in and became a store room.The rooms north of the new basalt courtyard were used for ritual purposes, as attested by ritual depositions and the eschara (shallow brazier for grilling meat).
In the room connected to the latter, animal bones were found near a rectangular structure, probably an altar for animal sacrifices. The building was abandoned during the 3rd century B.C.
The evidence presents a picture of a multi-functional building: apart from being a residence it also had political and religious functions for the local elite. (Maria Luisa Nava) - Research Body
- Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata
- Funding Body
- ENI
Media
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Nava 2002M.L. Nava, 2002, L`attivitá archeologica in Basilicata nel 2001, Atti del XLI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2001), Taranto: 717-765.
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Nava 2003M.L. Nava, 2003, L`attivitá archeologica in Basilicata nel 2002, in Atti del XLII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2002), Taranto: 651-717.