Name
Masseria Stevanato
Date Range
3500 BC – 3000 BC

Seasons

  • AIAC_551 - Masseria Stevanato - 2004
    Alla periferia occidentale di Bari scoperta fortuita dell'insediamento del tardo neolitico su un terrazzo ai margini Lama Valenzano, una delle antiche incisioni a carattere torrentizio che attraversando la Conca di Bari scendono verso la costa. In un'area funzionale alle attività di stoccaggio, occupata da silos e pozzetti artificiali nel banco calcareo, il deposito archeologico si presentava esiguo e fortemente eroso. Poco distante, nell'area di scavo del saggio F, è stato possibile indagare un'analoga struttura ipogeica a pozzetto, intatta, a profilo circolare all'imboccatura e sezione tronco-conica (prof. m 1,70, diam. 1 m.), foderata sul lato SO da pietre e frammenti di macine in pietra calcarea. Sul fondo si trovava un deposito (5 corna di Bos con parti craniali, un cranio umano integro e parti craniali e ossa lunghe umane disposti a circolo lungo la base della fossa) collegabile a manifestazioni rituali, magico-religiose del mondo neolitico. Macine subovali e contenitori in ceramica (coppa troncoconica in impasto grigio con decorazione incisa all'interno, scodella con ansa subcutanea in impasto grigio di dimensioni diverse, vaso a collo a superfici chiare o lucide di colore rosso vivo, pareti di olle in impasto grigio con decorazione graffita a reticolo), inquadrano la struttura nella seconda metà del IV millennio a.C. Industria litica in selce e ossidiana, tra cui alcune punte di freccia, accompagnavano la deposizione, dislocata intorno a tre grandi e piatte lastre in pietra, al centro del pozzetto. Contestuale ad essa l'accensione di un fuoco, attestata da lenti di cenere sul fondo. A 20 metri di distanza, in direzione NE, si intercetta un'area di frequentazione delimitata da un battuto argilloso e da una fossa con pietre combuste e cenere, coevo alla struttura precedente. Nelle immediate adiacenze una deposizione umana in giacitura primaria, ancora in connessione, priva tuttavia di fossa, la cui postura è fortemente disarticolata, lascia immaginare un decesso dell'individuo per cause accidentali e quindi una deposizione non intenzionale. (Francesca Radina)

Media

Name
Masseria Stevanato
Year
2004
Summary
it Alla periferia occidentale di Bari scoperta fortuita dell'insediamento del tardo neolitico su un terrazzo ai margini Lama Valenzano, una delle antiche incisioni a carattere torrentizio che attraversando la Conca di Bari scendono verso la costa. In un'area funzionale alle attività di stoccaggio, occupata da silos e pozzetti artificiali nel banco calcareo, il deposito archeologico si presentava esiguo e fortemente eroso. Poco distante, nell'area di scavo del saggio F, è stato possibile indagare un'analoga struttura ipogeica a pozzetto, intatta, a profilo circolare all'imboccatura e sezione tronco-conica (prof. m 1,70, diam. 1 m.), foderata sul lato SO da pietre e frammenti di macine in pietra calcarea. Sul fondo si trovava un deposito (5 corna di Bos con parti craniali, un cranio umano integro e parti craniali e ossa lunghe umane disposti a circolo lungo la base della fossa) collegabile a manifestazioni rituali, magico-religiose del mondo neolitico.
Macine subovali e contenitori in ceramica (coppa troncoconica in impasto grigio con decorazione incisa all'interno, scodella con ansa subcutanea in impasto grigio di dimensioni diverse, vaso a collo a superfici chiare o lucide di colore rosso vivo, pareti di olle in impasto grigio con decorazione graffita a reticolo), inquadrano la struttura nella seconda metà del IV millennio a.C. Industria litica in selce e ossidiana, tra cui alcune punte di freccia, accompagnavano la deposizione, dislocata intorno a tre grandi e piatte lastre in pietra, al centro del pozzetto. Contestuale ad essa l'accensione di un fuoco, attestata da lenti di cenere sul fondo.
A 20 metri di distanza, in direzione NE, si intercetta un'area di frequentazione delimitata da un battuto argilloso e da una fossa con pietre combuste e cenere, coevo alla struttura precedente. Nelle immediate adiacenze una deposizione umana in giacitura primaria, ancora in connessione, priva tuttavia di fossa, la cui postura è fortemente disarticolata, lascia immaginare un decesso dell'individuo per cause accidentali e quindi una deposizione non intenzionale. (Francesca Radina)
en On the western outskirts of Bari a late Neolithic settlement came to light as the result of a chance find. It is situated on the edge of the "Lama Valenzano", one of the ancient torrent beds running across the "Conca di Bari" towards the coast. The archaeological deposit was severly eroded and only slight traces remained of what was a storage area occupied by silos and pits dug into the limestone bed-rock. Nearby, in trench F, excavations revealed an intact underground structure "a pozzetto". It had a circular plan and section shaped like a truncated cone (depth 1.70m, diam. 1m), and was lined on the south-west side with stones and the fragments of a limestone mill. The bottom contained a deposit comprising 5 horns (Bos) with parts of the skull attatched, a complete human skull and parts of another human skull and human long bones arranged in a circle. This structure must have had some role in the ritual activities of the period.
The finds from the deposit, sub-oval millstones and pottery vessels ( a truncated cone shaped cup of grey impasto with internal incised decoration, grey impasto bowls of varying sizes with tenons, necked vases with either a light coloured or bright red shiny surface, wall sherds from grey impasto jars with incised reticulate decoration) date the structure to the second half of the 4th millenium B.C. The deposition was accompanied by obsidian and flint artefacts including several arrow heads arranged around three large, flat stone slabs at the centre of the "pozzetto". Lenses of ash on the bottom of the feature show that fire had been lit there.
At 20m to the north-east is the site of an occupation area, contemporary with the above structure, consisting of a beaten clay surface and a pit filled with burnt stones and ash. Nearby lay a human skeleton which was still articulated but lying in a very distorted position. The skeleton was not within a grave and it seems likely that the cause of death was accidental and the deposition of the body was not intentional. (Francesca Radina)
Team
Anthropologist - Sandro Sublimi
Anthropologist - Vito Scattarella
Archaeologist - Alessandro De Marco
Archaeologist - Michele Sicolo
Architect - Gianluca Caramia
Conservator - Marilisa Amatulli
Field director - Francesca Radina
Photographer - Emanuele Arciuli

Media

  • Radina 2003
    F. Radina, 2003, Strutture d’abitato del Neolitico lungo il basso corso ofantino. Il silos di S.Giovanni – Setteponti, in Atti del 23 Convegno di Preistoria e protostoria della Daunia (S. Severo, 23-24 novembre 2002), S. Severo: 59-70.

Location

Location
Carbonara
Easting
16.8762503154
Northing
41.0810363892