- Item
- AIAC_546
- Name
- Rossano di Vaglio
- Date Range
- 400 BC – 100
- Monuments
- Sanctuary
Seasons
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AIAC_546 - Rossano di Vaglio - 2001This latest excavation campaign aimed to test the nature of the archaeological remains in the western area of the sanctuary under investigation. Today, this area is slightly sloped, with an increase in the incline towards the west where it reaches a group of large boulders which show evident signs of ancient quarrying . Three trenches were opened, forming a "U" shape, which revealed the existence in situ of structures belonging to the sanctuary and thus the latter's great extension: it was also shown to occupy the terrace above. The first trench, dug in correspondence with the axis of the main entrance to the sanctuary revealed the presence of three walls, orientated N-S, and thus on a slightly different alignment with respect to that found in front of the temple. Found below a collapse was a silver denarius of Quintus Antonius Barbatus (83-82B.C.), which provided useful dating information. A second trench was dug with the aim of understanding the conformation of the plateau in this area at the time of the sanctuary's latest construction phase. Numerous alluvial layers came to light, over 2 metres deep in the area nearest to the already known sanctuary structures; these layers filled the deep rift caused by the great landslide which probably lead to the definitive obliteration of the sanctuary. Collapsed material from the so-called temenos and east wall of room F were found in situ. Above the collapse an antefix of the "Artemis Bendis" type was found, together with a bronze "paragnatide", which probably belonged to a Roman helmet of the "Hagenau" type (1st century B.C.-1st century A.D.), which would have originally hung inside room F. It seems certain that this latter structure would have had some kind of roof and thus it is unlikely that it was simply a boundary wall. (Maria Luisa Nava)
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AIAC_546 - Rossano di Vaglio - 2002Nell'area del santuario lucano di Rossano di Vaglio si sono svolte approfondite ricerche geologiche da parte dei tecnici del CNR di Potenza. L'obiettivo primario era di descrivere e monitorare la frana che ha interessato le strutture del santuario. Per quanto riguarda lo scavo è stato aperto un saggio, finalizzato alla messa in luce dei resti di un muro databile al I secolo a.C., con la probabile funzione di terrazzare un'area in cui si era creato un nuovo, piccolo salto di quota. Il muro (lungh. m. 6), taglia strati databili tra il IV e il III secolo a.C. (ceramiche a vernice nera, assi romani in bronzo). Nell'area sono emersi i resti di una pavimentazione a basole litiche, del tutto simile a quella rinvenuta nel c.d. sagrato, databile al I secolo a.C. Un altro saggio ha dimostrato che il supposto muro di _temenos_, che ingloba le fontane, non svolgeva, in antico, funzione di terrazzamento, ma faceva parte di uno o più ambienti muniti di tetto in tegole. Inglobata nel muro è stata rinvenuta una nuova iscrizione incisa su un blocco frammentario di arenaria. Il blocco reca su una faccia un'iscrizione su tre righe, mutila, in alfabeto greco e lingua osca, databile, in base ai primi accertamenti condotti da Paolo Poccetti, a non prima del III sec. a.C. Il testo è il seguente: (Mefitis) Utianai …pies - t (Ma)mertoi Si tratta, probabilmente, di una dedica a Mefitis Utiana e a Mamerte da parte di un personaggio, il cui nome termina in "…PIES". Il blocco E'stato reimpiegato e inglobato nel corpo del muro.
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AIAC_546 - Rossano di Vaglio - 2007Nel settembre 2007 sono state riprese le indagini archeologiche nel santuario di Rossano di Vaglio, a cura della Soprintendenza Archeologica della Basilicata, sotto la direzione di Marcello Tagliente, e in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera, con il coordinamento del prof. Emmanuele Curti; parimenti è stato avviato uno riesame complessivo dei materiali degli scavi Adamesteanu, a cura del prof. Massimo Osanna. Il progetto di scavo ha perseguito due obiettivi principali: 1) definire, con maggiore puntualità, le diverse fasi di vita del complesso; 2) verificare la presenza di strutture riferibili alla fase più antica di vita del santuario fra IV e III sec. a.C., sinora attestata esclusivamente dagli ex voto e dalle iscrizioni. Lo scavo ha riguardato la zona dell’altare e del lastricato centrale e l'area meridionale interessata da una serie di ambienti (II, IV e III). Nel primo settore, i dati sembrano confermare l'assenza di strutture monumentali pertinenti alle fasi più antiche del santuario e l'altare e il lastricato risultano realizzati quasi a diretto contatto con il banco naturale del terreno, dopo un semplice operazione di livellamento. Nel settore meridionale, che aveva restituito alcuni tra i reperti più significativi del santuario (iscrizioni, statue in marmo), i risultati hanno riguardato: 1) l'individuazione di una serie di ‘azioni’ rituali legate alla fase di monumentalizzazione del santuario 2) la scoperta ad una quota inferiore e al di sotto di livelli di riempimento e di risistemazione complessiva dell'area, di strutture riferibili alla fase più antica del santuario. Si tratta, in particolare di un grande muro in blocchi di terrazzamento o di sostruzione di un edificio di grandi dimensioni. L’emplecton ha restituito materiali e monete della fine del IV sec. a.C. Sono, in sintesi, eccezionalmente documentati i riti conseguenti sia alla ristrutturazione del santuario che alla sua monumentalizzazione. I riempimenti hanno restituito una notevole quantità di terracotte votive, ceramica, oggetti in bronzo e numerose le monete ellenistiche e romane, sia bronzee che in argento. I reperti, che consentono di datare la fase di monumentalizzazione del santuario (sinora attribuita genericamente al II secolo a.C.), sono riferibili all’inizio del II sec. a.C., se non alla seconda metà del III a.C. Nel corso dello scavo sono state effettuate analisi archeobotaniche. Tra le specie arboree attestate a Rossano prevalgono il cerro, ancora oggi presente, il faggio, l’acero, ed anche l’abete bianco, accanto ad alberi di castagno, noce e nocciolo. Nell’ambito delle nuove indagini la Faber srl di Matera è stata chiamata ad eseguire lavori di rilievo tridimensionale dell’intero complesso attraverso l’utilizzo del laser scanner. La scelta di questo metodo, è stata dettata dalle seguenti motivazioni scientifiche: - la possibilità di produrre in tempi ridotti una documentazione esatta in ogni sua dimensione; - la creazione di un modello tridimensionale esatto che costituisca la base scientifica necessaria per qualsiasi ricostruzione virtuale del monumento; - l’integrazione di un modello così generato in un percorso di ricostruzione del paesaggio antico e dello santuario di Mefite interessato nel tempo da profondi sconvolgimenti di carattere geologico.
FOLD&R
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167 - Lucia Colangelo, Emmanuele Curti, Girolamo Fiorentino, Sabrina Mutino, Donatella Novellis, Chiara Prascina, Neelson Witte - 2009Nuovi scavi e moderne metodologie di documentazione nel santuario della dea Mefite a Rossano di Vaglio (PZ)
Media
- Name
- Rossano di Vaglio
- Year
- 2001
- Summary
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en
This latest excavation campaign aimed to test the nature of the archaeological remains in the western area of the sanctuary under investigation. Today, this area is slightly sloped, with an increase in the incline towards the west where it reaches a group of large boulders which show evident signs of ancient quarrying .
Three trenches were opened, forming a "U" shape, which revealed the existence in situ of structures belonging to the sanctuary and thus the latter's great extension: it was also shown to occupy the terrace above.
The first trench, dug in correspondence with the axis of the main entrance to the sanctuary revealed the presence of three walls, orientated N-S, and thus on a slightly different alignment with respect to that found in front of the temple. Found below a collapse was a silver denarius of Quintus Antonius Barbatus (83-82B.C.), which provided useful dating information.
A second trench was dug with the aim of understanding the conformation of the plateau in this area at the time of the sanctuary's latest construction phase. Numerous alluvial layers came to light, over 2 metres deep in the area nearest to the already known sanctuary structures; these layers filled the deep rift caused by the great landslide which probably lead to the definitive obliteration of the sanctuary. Collapsed material from the so-called temenos and east wall of room F were found in situ. Above the collapse an antefix of the "Artemis Bendis" type was found, together with a bronze "paragnatide", which probably belonged to a Roman helmet of the "Hagenau" type (1st century B.C.-1st century A.D.), which would have originally hung inside room F. It seems certain that this latter structure would have had some kind of roof and thus it is unlikely that it was simply a boundary wall. (Maria Luisa Nava) -
it
Scopo dell'ultima campagna di scavo era di conoscere la qualità e la consistenza delle tracce archeologiche nella zona ad Ovest del santuario già indagato. La zona si presenta attualmente in leggero pendìo, con un aumento dell'inclinazione verso Ovest, fino a raggiungere un gruppo di grandi massi erratici con evidenti tracce di cava antica.
L'indagine archeologica ha comportato l'apertura di tre trincee, disposte a "U", che hanno dimostrato l'esistenza _in situ_ di strutture pertinenti al santuario e la grande estensione di questo, che occupava anche la terrazza sovrastante.
Con il primo saggio, collocato in corrispondenza dell'asse mediano dell'accesso principale al santuario, si é potuta verificare la presenza di tre setti murari orientati Nord-Sud, ma con andamento leggermente diverso rispetto a quello riscontrato nella parte occupata dal sagrato. Un'utile indicazione cronologica proviene da una struttura sotto al cui crollo si trovava un denario d'argento di Quinto Antonio Barbato (83-82 a.C.).
Un secondo saggio, è stato praticato con l'obiettivo di descrivere la conformazione del pianoro in questa zona, al momento dell'ultima fase costruttiva del santuario: sono stati messi in luce numerosi strati colluviali, spessi oltre due metri nella parte più vicina alle strutture santuariali già da tempo note; strati che hanno riempito la profonda spaccatura creatasi a seguito della grande frana che ha probabilmente, portato alla definitiva obliterazione del santuario. Lo scavo ha rivelato la presenza dei materiali di crollo, questa volta _in situ_, relativi al cosiddetto _temenos_ e al muro occidentale dell'ambiente F. Al di sopra del crollo, si è trovata una antefissa del tipo _Artemis Bendis_ e una paragnatide in bronzo, pertinente con ogni probabilità ad un elmo romano del tipo "Hagenau" (I secolo a.C.-I secolo d.C.), in origine appeso all'interno dell'ambiente F. Sembra accertata, riguardo a quest'ultima struttura, la presenza di una copertura, che mal si coniugherebbe con un semplice muro di delimitazione. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
Media
- Name
- Rossano di Vaglio
- Year
- 2002
- Summary
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it
Nell'area del santuario lucano di Rossano di Vaglio si sono svolte approfondite ricerche geologiche da parte dei tecnici del CNR di Potenza. L'obiettivo primario era di descrivere e monitorare la frana che ha interessato le strutture del santuario. Per quanto riguarda lo scavo è stato aperto un saggio, finalizzato alla messa in luce dei resti di un muro databile al I secolo a.C., con la probabile funzione di terrazzare un'area in cui si era creato un nuovo, piccolo salto di quota. Il muro (lungh. m. 6), taglia strati databili tra il IV e il III secolo a.C. (ceramiche a vernice nera, assi romani in bronzo). Nell'area sono emersi i resti di una pavimentazione a basole litiche, del tutto simile a quella rinvenuta nel c.d. sagrato, databile al I secolo a.C.
Un altro saggio ha dimostrato che il supposto muro di _temenos_, che ingloba le fontane, non svolgeva, in antico, funzione di terrazzamento, ma faceva parte di uno o più ambienti muniti di tetto in tegole. Inglobata nel muro è stata rinvenuta una nuova iscrizione incisa su un blocco frammentario di arenaria. Il blocco reca su una faccia un'iscrizione su tre righe, mutila, in alfabeto greco e lingua osca, databile, in base ai primi accertamenti condotti da Paolo Poccetti, a non prima del III sec. a.C. Il testo è il seguente:
(Mefitis) Utianai
…pies - t
(Ma)mertoi
Si tratta, probabilmente, di una dedica a Mefitis Utiana e a Mamerte da parte di un personaggio, il cui nome termina in "…PIES". Il blocco E'stato reimpiegato e inglobato nel corpo del muro. -
en
An in-depth study has been undertaken by geologists from CNR at Potenza in the area of the Lucanian sanctuary of Rossano di Vaglio. The primary objective was to get an exact idea of the nature of the land-slippage that has effected the sanctuary's structures and to monitor its movements. As regards the excavation, a trench was opened with the aim of uncovering the remains of a 1st century B.C. wall, probably built to create a terrace in an area where the ground level had been slightly raised. The wall (6m long) cuts levels dating to between the 4th to 3rd century B.C. (a date based on the presence of black glaze ware and Roman bronze as} The remains emerged of a pavement of stone basoli, the same as that which came to light in the area known as the front of the temple, dating to the 1st century B.C.
Another trench has shown that the supposed _temenos_ wall incorporating the fountains did not function as a terrace wall in antiquity. It was in fact part of one or more rooms with tiled roofs. A new inscription was found within the wall, incised on a fragmentary sandstone block. On one face is a three line inscription, partially obliterated in the Greek alphabet and Oscan language, which according to the preliminary research undertaken by Paolo Pocetti cannot be earlier than the 3rd century B.C. The text is as follows:
(Mefitis) Utianai
…pies - t
(Ma)mertoi
This is probably a dedication to Mefitis Utiana and to Mamaerte made by some person of rank whose name ends in "...PIES". The block had been reused in the wall's construction. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
- Research Body
- Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata
Media
- Name
- Rossano di Vaglio
- Year
- 2007
- Summary
-
it
Nel settembre 2007 sono state riprese le indagini archeologiche nel santuario di Rossano di Vaglio, a cura della Soprintendenza Archeologica della Basilicata, sotto la direzione di Marcello Tagliente, e in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera, con il coordinamento del prof. Emmanuele Curti; parimenti è stato avviato uno riesame complessivo dei materiali degli scavi Adamesteanu, a cura del prof. Massimo Osanna. Il progetto di scavo ha perseguito due obiettivi principali:
1) definire, con maggiore puntualità, le diverse fasi di vita del complesso;
2) verificare la presenza di strutture riferibili alla fase più antica di vita del santuario fra IV e III sec. a.C., sinora attestata esclusivamente dagli ex voto e dalle iscrizioni.
Lo scavo ha riguardato la zona dell’altare e del lastricato centrale e l'area meridionale interessata da una serie di ambienti (II, IV e III). Nel primo settore, i dati sembrano confermare l'assenza di strutture monumentali pertinenti alle fasi più antiche del santuario e l'altare e il lastricato risultano realizzati quasi a diretto contatto con il banco naturale del terreno, dopo un semplice operazione di livellamento.
Nel settore meridionale, che aveva restituito alcuni tra i reperti più significativi del santuario (iscrizioni, statue in marmo), i risultati hanno riguardato:
1) l'individuazione di una serie di ‘azioni’ rituali legate alla fase di monumentalizzazione del santuario
2) la scoperta ad una quota inferiore e al di sotto di livelli di riempimento e di risistemazione complessiva dell'area, di strutture riferibili alla fase più antica del santuario. Si tratta, in particolare di un grande muro in blocchi di terrazzamento o di sostruzione di un edificio di grandi dimensioni. L’emplecton ha restituito materiali e monete della fine del IV sec. a.C.
Sono, in sintesi, eccezionalmente documentati i riti conseguenti sia alla ristrutturazione del santuario che alla sua monumentalizzazione. I riempimenti hanno restituito una notevole quantità di terracotte votive, ceramica, oggetti in bronzo e numerose le monete ellenistiche e romane, sia bronzee che in argento. I reperti, che consentono di datare la fase di monumentalizzazione del santuario (sinora attribuita genericamente al II secolo a.C.), sono riferibili all’inizio del II sec. a.C., se non alla seconda metà del III a.C.
Nel corso dello scavo sono state effettuate analisi archeobotaniche. Tra le specie arboree attestate a Rossano prevalgono il cerro, ancora oggi presente, il faggio, l’acero, ed anche l’abete bianco, accanto ad alberi di castagno, noce e nocciolo.
Nell’ambito delle nuove indagini la Faber srl di Matera è stata chiamata ad eseguire lavori di rilievo tridimensionale dell’intero complesso attraverso l’utilizzo del laser scanner. La scelta di questo metodo, è stata dettata dalle seguenti motivazioni scientifiche:
- la possibilità di produrre in tempi ridotti una documentazione esatta in ogni sua dimensione;
- la creazione di un modello tridimensionale esatto che costituisca la base scientifica necessaria per qualsiasi ricostruzione virtuale del monumento;
- l’integrazione di un modello così generato in un percorso di ricostruzione del paesaggio antico e dello santuario di Mefite interessato nel tempo da profondi sconvolgimenti di carattere geologico.
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en
In September 2007 excavations recommenced on the sanctuary at Rossano di Vaglio. The work was directed by Marcello Tagliente for the Archaeological Superintendency of Basilicata, and coordinated by Prof. Emmanuele Curti. At the same time an overall re-examination of the material from the Adamesteanu excavations was carried out under the direction of Prof. Massimo Osanna. The excavation campaign had two main objectives:
1) a more precise definition of the various occupation phases of the complex;
2) to check for the presence of structures relating to the earliest phase of the sanctuary between the 4th and 3rd century B.C., to date only attested by ex voto and inscriptions.
The excavation examined the zone of the altar and the central paved area and the area to the south with a series of rooms (II, IV and III). In the first sector, the data seemed to confirm the absence of monumental structures belonging to the earliest phases of the sanctuary and the altar and paved area resulted as almost directly in contact with the natural bedrock which had been simply levelled.
In the southern sector, which produced some of the most important finds from the sanctuary (inscriptions, marble statues), the results were as follows:
1) a series of ritual ‘actions’ linked to the phase when the sanctuary was monumentalised were identified
2) the discovery at a greater depth and below the levels of fill and overall reorganisation of the area, of structures relating to the earliest phase of the sanctuary, in particular a great wall in stone blocks. This was either terracing or the substructure of a large building. The emplecton produced materials and coins dating to the end of the 4th century B.C.
In synthesis the rituals carried out both at the restructuring of the sanctuary and its monumentalisation are exceptionally well documented. The fills produced a substantial quantity of votive terracottas, pottery, bronze artefacts and numerous Hellenistic and Roman coins, both bronze and silver. The finds, which date the sanctuary’s monumentalisation phase (to date generically attributed to the 2nd century B.C.), are from the beginning of the 2nd century B.C., if not the second half of the 3rd century B.C.
Archaeobotanical analyses were undertaken during the course of the excavation. Turkey oak (still present today), beech, maple and silver fir were predominant among the tree species attested at Rossano. Chestnut, walnut and hazelnut trees were also present.
As part of the new investigations the Faber srl of Matera was brought in to undertake a three dimensional survey of the entire complex using a laser scanner. This method was chosen for the following reasons:
- the possibility of quickly producing precision documentation in all dimensions;
- the creation of an exact three dimensional model that constitutes the scientific base necessary for any type of virtual reconstruction of the monument;
- the integration of such a model in the reconstruction of the ancient landscape and sanctuary of Mefite whose geology has been heavily disturbed through time. - Director
- Marcello Tagliente
FOLD&R
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167 - Lucia Colangelo, Emmanuele Curti, Girolamo Fiorentino, Sabrina Mutino, Donatella Novellis, Chiara Prascina, Neelson Witte - 2009Nuovi scavi e moderne metodologie di documentazione nel santuario della dea Mefite a Rossano di Vaglio (PZ)
Media
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Nava 2002M.L. Nava, 2002, L`attivitá archeologica in Basilicata nel 2001, Atti del XLI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2001), Taranto: 717-765.
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Nava 2003M.L. Nava, 2003, L`attivitá archeologica in Basilicata nel 2002, in Atti del XLII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2002), Taranto: 651-717.