- Item
- AIAC_210
- Name
- Chiesa di S. Calocero
- Date Range
- 600 – 700
- 1100 – 1900
- Monuments
- Church
Seasons
-
AIAC_210 - Chiesa di S. Calocero - 2005Il progetto generale di restauro del complesso della Casa del Cieco a Civate, di cui fanno parte la chiesa di S. Calocero con affreschi e strutture a partire dal XII secolo, il chiostro e i locali dell’ex monastero, ha comportato anche un primo intervento di scavo nei locali della ex penitenzieria – che collegava chiesa e monastero in origine staccati. Sia il passaggio che la sacrestia sono elementi accessori ricavati con interventi di trasformazione della struttura nel sec. XIX quando, sconsacrata, era adibita ad uso deposito; qui è stato effettuato lo scavo archeologico. Al di sotto del piano pavimentale attuale, si è rinvenuto un strato di macerie di livellamento, la cui asportazione ha messo in luce i resti di un tracciato di accesso alla zona dell’altare. Questo, costituito da un sottile strato di malta di calce, era gettato su uno strato di maceria mista (pietre, blocchi di malta e frammenti di laterizi). Il tutto poggiava sui resti di un altro sottofondo pavimentale in malta magra di calce che a sua volta copriva un lacerto di abside relativo ad una precedente fase edilizia, tagliato dal muro della cripta e dal muro perimetrale del monastero. L’asportazione della maceria ha consentito di mettere in luce il residuo in alzato di circa cm 60 - realizzato in pietra locale squadrata legata da malta di calce - e i resti a questa sottostanti di una struttura di forma circolare realizzata in pietra naturale a secco, collocati direttamente sulla roccia affiorante. Poiché nel muro della sacrestia erano stati inseriti in tempi recenti frammenti architettonici e di lapidi altomedievali confrontabili con altri rinvenuti con lo scavo attuale in stratigrafia, si può ipotizzare una datazione per il residuo di abside al sec. VII d.C., termine ante quem per la precedente struttura, in quanto non sono stati rinvenuti reperti che consentano una datazione più precisa. (Paolo Corti)
-
AIAC_210 - Chiesa di S. Calocero - 2006Nella sacrestia il pavimento poggiava sulla roccia di base. Non è stato rinvenuto alcun reperto ma si è potuto comprendere che l’abside è stata aggiunta, collegando la cripta al monastero. Nella cripta sotto al pavimento, soprelevato nell’abside di cm. 20, si è trovato un basamento d’altare al centro del Presbiterio su un piano in magrone ad unico livello che copre la soglia di una porta sfondata nell’abside durante l’uso “civile” della chiesa e tamponata intorno al 1930 col recupero al culto. Sotto al magrone si sono trovati un sottofondo in malta con tracce delle pianelle in cotto, tre trincee ricolme di maceria e, nella zona absidale, altra maceria che, rimossa ha messo in luce un pavimento in cocciopesto grossolano. Nella zona Ovest della cripta sono state rinvenute tracce dei gradini di collegamento con la chiesa sovrastante. Presso una lesena dell’abside è stata trovata una “cassetta” in porzioni di tegulae, che, svuotata, non ha portato ad alcuna interpretazione: l’ipotesi è quella di un nascondiglio per capselle. Svuotate le trincee, rinvenendo frammenti di elementi decorativi architettonici, si è raggiunto il livello di roccia, constatando che le colonne in pietra, attualmente al naturale, in antico erano intonacate. I lacerti di cocciopesto nell’abside sono stati asportati mettendo in luce la sua massicciata in pietre, poggiata su malta gettata direttamente sulla roccia. La base del muro absidale presenta una risega su cui poggiano le lesene che, in origine semicircolari in pietra intonacata e demolite a livello del magrone come il muro perimetrale dell’abside, vennero ricostruite rettangolari con un orientamento sfalsato rispetto alle precedenti. Si ipotizza che tali resti, preesistenti alla chiesa del XII secolo, appartengano a una struttura indipendente, demolita e successivamente riutilizzata come fondazione nell’ampliamento della chiesa.
Media
- Name
- Chiesa di S. Calocero
- Year
- 2005
- Summary
-
it
Il progetto generale di restauro del complesso della Casa del Cieco a Civate, di cui fanno parte la chiesa di S. Calocero con affreschi e strutture a partire dal XII secolo, il chiostro e i locali dell’ex monastero, ha comportato anche un primo intervento di scavo nei locali della ex penitenzieria – che collegava chiesa e monastero in origine staccati. Sia il passaggio che la sacrestia sono elementi accessori ricavati con interventi di trasformazione della struttura nel sec. XIX quando, sconsacrata, era adibita ad uso deposito; qui è stato effettuato lo scavo archeologico.
Al di sotto del piano pavimentale attuale, si è rinvenuto un strato di macerie di livellamento, la cui asportazione ha messo in luce i resti di un tracciato di accesso alla zona dell’altare. Questo, costituito da un sottile strato di malta di calce, era gettato su uno strato di maceria mista (pietre, blocchi di malta e frammenti di laterizi).
Il tutto poggiava sui resti di un altro sottofondo pavimentale in malta magra di calce che a sua volta copriva un lacerto di abside relativo ad una precedente fase edilizia, tagliato dal muro della cripta e dal muro perimetrale del monastero.
L’asportazione della maceria ha consentito di mettere in luce il residuo in alzato di circa cm 60 - realizzato in pietra locale squadrata legata da malta di calce - e i resti a questa sottostanti di una struttura di forma circolare realizzata in pietra naturale a secco, collocati direttamente sulla roccia affiorante. Poiché nel muro della sacrestia erano stati inseriti in tempi recenti frammenti architettonici e di lapidi altomedievali confrontabili con altri rinvenuti con lo scavo attuale in stratigrafia, si può ipotizzare una datazione per il residuo di abside al sec. VII d.C., termine ante quem per la precedente struttura, in quanto non sono stati rinvenuti reperti che consentano una datazione più precisa. (Paolo Corti) -
en
The overall project for the restoration of the House for the Blind at Civate, which includes the church o S, Calocero with frescoes and structures of the 12th century onwards, the cloister and the structures of the ex-monastery. also involved an excavation. This was undertaken in the ex-prison which linked the church and monastery that were originally detached from each other. Both the passageway and the sacristy are additional elements created during the transformation of the structure in the 19th century when, having been deconsecrated, it was used for storage. It was here that the excavation took place.
Below the present floor level was a layer of levelling rubble, the removal of which revealed the remains of a path providing access to the altar zone. This was constituted by a by a thin layer of lime mortar laid over mixed rubble (stones, blocks of mortar and brick fragments).
This rested on the remains of another pavement make up in a weak lime mortar which in turn covered a tract of apse wall from an earlier building phase, cut by the crypt wall and the monastery’s perimeter wall.
The removal of the rubble revealed the wall standing to a height of 60cm and built in local squared stone blocks bonded with lime mortar. Below this were the remains of a dry-stone circular structure placed directly on the bed-rock. In recent times architectural fragments and early medieval tombstones had been inserted into the sacristy walls that are comparable to others recovered from the stratigraphic excavation, thus it is possible to suggest a date of the 7th century A.D. for the apsidal remains. This provides a terminus ante quem for the earlier structure. as no finds came to light which provide more precise dating. (Paolo Corti) - Director
- Jolanda Lorenzi
- Research Body
- Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
- Funding Body
- Fondazione Casa del Cieco
Media
- Name
- Chiesa di S. Calocero
- Year
- 2006
- Summary
-
it
Nella sacrestia il pavimento poggiava sulla roccia di base. Non è stato rinvenuto alcun reperto ma si è potuto comprendere che l’abside è stata aggiunta, collegando la cripta al monastero.
Nella cripta sotto al pavimento, soprelevato nell’abside di cm. 20, si è trovato un basamento d’altare al centro del Presbiterio su un piano in magrone ad unico livello che copre la soglia di una porta sfondata nell’abside durante l’uso “civile” della chiesa e tamponata intorno al 1930 col recupero al culto.
Sotto al magrone si sono trovati un sottofondo in malta con tracce delle pianelle in cotto, tre trincee ricolme di maceria e, nella zona absidale, altra maceria che, rimossa ha messo in luce un pavimento in cocciopesto grossolano.
Nella zona Ovest della cripta sono state rinvenute tracce dei gradini di collegamento con la chiesa sovrastante.
Presso una lesena dell’abside è stata trovata una “cassetta” in porzioni di tegulae, che, svuotata, non ha portato ad alcuna interpretazione: l’ipotesi è quella di un nascondiglio per capselle.
Svuotate le trincee, rinvenendo frammenti di elementi decorativi architettonici, si è raggiunto il livello di roccia, constatando che le colonne in pietra, attualmente al naturale, in antico erano intonacate.
I lacerti di cocciopesto nell’abside sono stati asportati mettendo in luce la sua massicciata in pietre, poggiata su malta gettata direttamente sulla roccia.
La base del muro absidale presenta una risega su cui poggiano le lesene che, in origine semicircolari in pietra intonacata e demolite a livello del magrone come il muro perimetrale dell’abside, vennero ricostruite rettangolari con un orientamento sfalsato rispetto alle precedenti.
Si ipotizza che tali resti, preesistenti alla chiesa del XII secolo, appartengano a una struttura indipendente, demolita e successivamente riutilizzata come fondazione nell’ampliamento della chiesa. -
en
The vestry floor rested on the bedrock. There were no finds but it was ascertained that the apse had been added, linking the crypt to the monastery.
Below the crypt floor, raised in the apse by 20 cm, the base of an altar was found in the centre of the presbytery. This rested on a thin concrete floor forming a single level, which covered the threshold of a door made in the apse during the church’s “civil” use and blocked up in around 1930 when cult use resumed.
Below the concrete was a mortar makeup showing traces of terracotta floor tiles, three rubble filled trenches and, in the apse, more rubble which when removed revealed a rough opus signinum floor.
In the western part of the crypt traces of steps leading to the upper church were found.
Near a pilaster in the apse a “casetta” made of tile segments was found. As it was empy no certain interpretation was possible: the hypothesis being that it was a hiding place for reliquaries.
Excavation of the trenches produced fragments of decorative architectural elements and reached down to the bedrock. It was also ascertained that the stone columns, at present in their natural state, were plastered in antiquity.
The patches of _opus signinum_ floor in the apse were removed revealing a makeup of stones overlying mortar cast directly on the bedrock.
The base of the apse wall had an offset on which the pilasters rested. The stone pilasters were originally semicircular and faced with plaster. They were demolished down to the level of the cement, as was the exterior apse wall, and subsequently rebuilt in rectangular form and in a staggered position with respect to the originals.
It is suggested that these remains, pre-existing the 12th century church, belonged to an independent structure that was demolished and subsequently used as the foundations for the enlargement of the church. - Research Body
- Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
- Funding Body
- Fondazione Casa del Cieco
Media
-
Corti 2005P. Corti, 2005, Civate (LC). Chiesa di S. Calocero, in NOTIZIARIO 2005, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia: 117.
-
Lorenzi et al. c.s.J. Lorenzi, P. Corti, B. Castelli, c.s., CIVATE (LC). Chiesa di San Calocero – Cripta e sacrestia annessa, in NOTIZIARIO 2007. Soprintendenza Beni Archeologici Lombardia.