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Year
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2006
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Summary
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it
Una lunga serie di campagne di scavo ha rivelato uno dei più vasti complessi cimiteriali d’età longobarda nel territorio bresciano, superiore per consistenza numerica alle necropoli, pur assai estese dei vicini comuni di Leno e Calvisano.
Il luogo del ritrovamento è ubicato sulle pendici del cordone morenico più esterno del lago di Garda e si affianca ad un antico percorso che metteva in comunicazione Montichiari gli abitati a nord e a sud, costeggiando il paleoalveo del fiume Chiese. Su un’area di circa 6000 mq sono state scavate finora 311 tombe appartenenti al cimitero di un villaggio del VII secolo, forse situato nell’adiacente valletta, appena oltre la quale, su un altro rilievo, fu rinvenuta nel 1995 una piccola necropoli altomedievale, probabilmente anch’essa riferibile al medesimo insediamento.
Solo 79 sepolture hanno restituito complessi di oggetti d’abbigliamento e di corredo di consistenza e composizione assai varia - databili nel corso VII secolo. Gli oltre 300 reperti, dei quali sono attualmente in corso il restauro e lo studio, sono classificabili secondo le funzioni in sei gruppi principali: lame, finimenti metallici di cinture e corregge, oggetti d’abbigliamento e d’ornamento metallici, oggetti d’abbigliamento e d’ornamento non metallici, oggetti da toilette, arnesi d’uso domestico e quotidiano. Tra di essi i più significativi per numero e varietà - che rendono la necropoli di Monte S. Zeno un _unicum_ in tutto il panorama lombardo - sono i 48 pettini in osso o corno, spesso arricchiti da complesse decorazioni, fra i quali spicca un esemplare eccezionale lavorato a giorno con un motivo di arcatelle sorrette da colonnette con capitelli. Il rinvenimento delle due vicinissime necropoli lascia intravedere la nascita, fin dal VII secolo, di un consistente abitato che, dopo il Mille, si trasferì più a nord attorno ad un nuovo castello edificato in vicinanza della grande via Brescia – Mantova. Di questo ed altri ritrovamenti si darà conto nella mostra e nella pubblicazione “I Longobardi a Montichiari” che verranno presentate prevista nel marzo 2007. (Andrea Breda)
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en
A long series of excavation campaigns has revealed one of the largest cemetery complexes of the Lombard period in the territory of Brescia, containing more burials than the much larger necropolis of the nearby towns of Leno and Calvisano.
The site is situated on the slopes of the outermost cordon of the glacial morain of Lake Garda by the side of an ancient road which linked Monitichiari with the settlements to the north and south, skirting the paleo river bed of the Chiese. To date 311 tombs have been excavated over an area of circa 6000 m2 . The cemetery belonged to a 7th century village, perhaps situated in the adjacent valley, where, just to its other side on another rise, a small early medieval cemetery was found in 1995 probably relating to the same village.
Only 79 burials contained assemblages of clothing and grave goods, of very different composition , datable to within the 7th century. The over 300 finds, which are at present being conserved and studied, can be divided according to their function into six main groups: blades, metal finishings for belts and leather straps, items of clothing and metal ornaments, items of clothing and non-metal ornaments, cosmetic articles, tools for domestic and daily use. Amongst these, the most significant in number and variety – which make the necropolis of Monte S. Zeno unique in the entire Lombard panorama – are 48 combs made of bone and horn. These combs often have complex decorations, including an exceptional example in open work forming a pattern of small arches held up by columns with capitals. The discovery of two necropoli so close to each other indicates the birth in the 7th century, of a substantial settlement, which after the year one thousand, transferred further north to set up around a new castle built near the major Brescia-Mantua road. This and other finds will be illustrated in the exhibition and publication “I Longobardi a Montichiari” which are planned for March 2007. (Andrea Breda)