- Item
- AIAC_265
- Name
- Grotta Reali
- Date Range
- 35000 BC – 35000 BC
- Monuments
- Cave
Seasons
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AIAC_265 - Grotta Reali - 2006La scoperta del giacimento musteriano di Grotta Reali, nel comune di Rocchetta a Volturno (Is), risale al 2001, a seguito di ricognizioni in località Olivella, nei pressi della Madonna delle Grotte, zona interessata da fenomeni di carsismo che prendono forma di cavità di varia ampiezza. Poiché la grotta si apre alla base di una parete di travertino interessata da lavori di cava che ne hanno alterato la morfologia, le ricerche si sono svolte in forma di prospezioni e raccolte sistematiche di materiale litico e faunistico di superficie. Questa prima fase si è incrociata con lo studio dei reperti litici che, in assenza di dati sulle modalità di formazione del deposito, hanno permesso una collocazione cronologica del complesso in un orizzonte recente del Paleolitico medio (75-35000 anni fa) e alla facies del Musteriano. Lo scavo sistematico e stratigrafico ha messo in evidenza un sito antropizzato, come rivela il recupero, di abbondante materiale litico in giacitura primaria. In particolare, reperti litici e ossei recanti tracce di alterazione da calore. Tali evidenze, unite alla presenza di cenere e frustoli carboniosi e, in generale, alla forte componente organica, lasciano ipotizzare che si tratti di un focolare o di un’estesa area di combustione. L’elevato grado di frammentarietà di reperti ossei risulta imputabile all’attività antropica, come rivela la presenza, su alcuni elementi, di strie di macellazione e incavi di percussione. Le determinazioni faunistiche hanno rilevato la presenza di diverse specie quali cervo, capriolo, stambecco, uro, orso, iena, volpe e lupo, alcune delle quali probabilmente cacciate in un’area prossima alla grotta. La presenza di uccelli acquatici, come l’anatra, chiarisce il tipo di ambiente circostante la grotta, verosimilmente caratterizzato dalla presenza di specchi d’acqua. (MiBAC)
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AIAC_265 - Grotta Reali - 2009Il sito neandertaliano di Grotta Reali è ubicato nel comune di Rocchetta a Volturno, poco lontano dalle sorgenti del Volturno, a circa 500 metri s.l.m. Individuato nel 2001 dall’amatore P. Berardinelli è stato dapprima oggetto di ricognizioni archeologiche di superficie (anni 2001 e 2005) e successivamente di interventi sistematici di scavo, attivati tra il 2006 e il 2007 che hanno portato a tracciare un quadro complessivo delle modalità di formazione del deposito e delle dinamiche occupazionali. Il sito si apre in una parete di _calcareous tufa_ parzialmente erosa dalle attività di cava le quali hanno limitato la leggibilità della sua morfologia originaria; sembra tuttavia condivisibile che si trattasse di una grotta di piccole dimensioni occupata da gruppi neandertaliani durante l’ultimo Interglaciale in un periodo di interruzione della deposizione dei _tufa_. L’analisi stratigrafica condotta su un deposito archeologico dello spessore di circa due metri, ha portato al riconoscimento di due orizzonti di frequentazione antropica (US 5 e US 2β-2γ) definiti da numerosi manufatti in selce, frammenti ossei e da due focolari, intercalati a livelli sterili (US 3 e 4). Successivamente l’abbandono da parte dell’uomo, la grotta è stata occupata dai carnivori poiché negli orizzonti più recenti (US 1 e US 2abc) le tracce legate alla loro attività prevalgono su quelle antropiche. L’industria litica di Grotta Reali è costituita da circa 8000 manufatti, confezionati su selce locale raccolta nelle vicinanze e trasportata al sito in forma greggia e successivamente sgrossata e lavorata. Tutte le fasi della catena operativa, dunque, si svolgevano sul sito. Nei livelli archeologici sono infatti presenti elementi appartenenti ai diversi stadi: schegge di decorticazione e sgrossatura, sottoprodotti di messa in forma del nucleo, scarti di lavorazione, prodotti finiti, nuclei. I metodi di scheggiatura utilizzati per produrre schegge e strumenti ritoccati quali raschiatoi e denticolati risultano vari; si va da una produzione opportunista, mirata alla produzione veloce del maggior numero possibile di schegge da utilizzare, ad una produzione predeterminata come quella Levallois o laminare. Lo studio della fauna ha permesso di stabilire che il gruppo umano che ha occupato la grotta si è cibato in particolare di cervi, caprioli, stambecchi e bue primigenio, tutte specie probabilmente cacciate in un areale relativamente prossimo alla grotta e caratterizzato dalla presenza di ambienti boschivi con alternanza di zone più aperte e di acque libere. L’analisi archeozoologica ha permesso il riconoscimento di diverse tracce legate ad un intervento antropico; l’osservazione allo stereomicroscopio ha evidenziato la presenza su alcune superfici ossee di cutmarks prodotte dall’azione di scorrimento del bordo di uno strumento litico all’atto del depezzamento delle masse carnee, e di incavi e bordi di frattura derivanti da azioni di fratturazione intenzionale per il recupero del midollo osseo. Il sito di Grotta Reali rappresenta una delle prime testimonianze, analizzate in modo approfondito, dell’occupazione di _Homo neanderthalensis_ nel territorio molisano e con la sua datazione radiometrica a 33-40.000 anni BP, occupa le ultime fasi del Paleolitico medio, inserendosi tra i siti di riferimento per le fasi terminali del Paleolitico medio.
Media
- Name
- Grotta Reali
- Year
- 2006
- Summary
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it
La scoperta del giacimento musteriano di Grotta Reali, nel comune di Rocchetta a Volturno (Is), risale al 2001, a seguito di ricognizioni in località Olivella, nei pressi della Madonna delle Grotte, zona interessata da fenomeni di carsismo che prendono forma di cavità di varia ampiezza.
Poiché la grotta si apre alla base di una parete di travertino interessata da lavori di cava che ne hanno alterato la morfologia, le ricerche si sono svolte in forma di prospezioni e raccolte sistematiche di materiale litico e faunistico di superficie. Questa prima fase si è incrociata con lo studio dei reperti litici che, in assenza di dati sulle modalità di formazione del deposito, hanno permesso una collocazione cronologica del complesso in un orizzonte recente del Paleolitico medio (75-35000 anni fa) e alla facies del Musteriano.
Lo scavo sistematico e stratigrafico ha messo in evidenza un sito antropizzato, come rivela il recupero, di abbondante materiale litico in giacitura primaria. In particolare, reperti litici e ossei recanti tracce di alterazione da calore. Tali evidenze, unite alla presenza di cenere e frustoli carboniosi e, in generale, alla forte componente organica, lasciano ipotizzare che si tratti di un focolare o di un’estesa area di combustione. L’elevato grado di frammentarietà di reperti ossei risulta imputabile all’attività antropica, come rivela la presenza, su alcuni elementi, di strie di macellazione e incavi di percussione. Le determinazioni faunistiche hanno rilevato la presenza di diverse specie quali cervo, capriolo, stambecco, uro, orso, iena, volpe e lupo, alcune delle quali probabilmente cacciate in un’area prossima alla grotta. La presenza di uccelli acquatici, come l’anatra, chiarisce il tipo di ambiente circostante la grotta, verosimilmente caratterizzato dalla presenza di specchi d’acqua. (MiBAC) -
en
The discovery of the Musterian deposit of Grotta Reali, in the territory of Rocchetta a Volturno (Is) occurred in 2001 following a field survey in the locality of Olivella, near the Madonna delle Grotte, an area where karstick phenomena have led to the formation of cavities of various sizes.
As the cave opens at the base of a travertine rock face whose morphology has been altered by quarrying activity, research took the form of survey with the collection of lithic and faunal surface material. This first phase included the study of the stone finds which, in the absence of data regarding the way in which the deposit was formed, provided a date for the complex within a late horizon of the middle Paleolithic (75-35000 years ago) and to the Musterian facies.
The stratigraphic excavation evidence of occupation consists of a large quantity of stone and bone finds, some of which bearing traces of discolouration caused by exposure to heat. This evidence, together with ashes and lumps of charcoal and the heavy presence of organic material in general, suggests that this was a hearth or an extensive area of burning. The highly fragmented nature of the bones can be attributed to human activity, as attested by the butchering marks and percussion cavities present on some bones. The faunal study revealed the presence of various species such as deer, roe deer, ibex, aurochs, bear, hyena, fox and wolf, some of which probably caught in the area near the cave. The presence of waterfowl, such as duck, indicates that the environment surrounding the cave was probably characterised by expanses of water. (MiBAC)
Media
- Name
- Grotta Reali
- Year
- 2009
- Summary
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it
Il sito neandertaliano di Grotta Reali è ubicato nel comune di Rocchetta a Volturno, poco lontano dalle sorgenti del Volturno, a circa 500 metri s.l.m. Individuato nel 2001 dall’amatore P. Berardinelli è stato dapprima oggetto di ricognizioni archeologiche di superficie (anni 2001 e 2005) e successivamente di interventi sistematici di scavo, attivati tra il 2006 e il 2007 che hanno portato a tracciare un quadro complessivo delle modalità di formazione del deposito e delle dinamiche occupazionali.
Il sito si apre in una parete di _calcareous tufa_ parzialmente erosa dalle attività di cava le quali hanno limitato la leggibilità della sua morfologia originaria; sembra tuttavia condivisibile che si trattasse di una grotta di piccole dimensioni occupata da gruppi neandertaliani durante l’ultimo Interglaciale in un periodo di interruzione della deposizione dei _tufa_.
L’analisi stratigrafica condotta su un deposito archeologico dello spessore di circa due metri, ha portato al riconoscimento di due orizzonti di frequentazione antropica (US 5 e US 2β-2γ) definiti da numerosi manufatti in selce, frammenti ossei e da due focolari, intercalati a livelli sterili (US 3 e 4). Successivamente l’abbandono da parte dell’uomo, la grotta è stata occupata dai carnivori poiché negli orizzonti più recenti (US 1 e US 2abc) le tracce legate alla loro attività prevalgono su quelle antropiche.
L’industria litica di Grotta Reali è costituita da circa 8000 manufatti, confezionati su selce locale raccolta nelle vicinanze e trasportata al sito in forma greggia e successivamente sgrossata e lavorata.
Tutte le fasi della catena operativa, dunque, si svolgevano sul sito. Nei livelli archeologici sono infatti presenti elementi appartenenti ai diversi stadi: schegge di decorticazione e sgrossatura, sottoprodotti di messa in forma del nucleo, scarti di lavorazione, prodotti finiti, nuclei.
I metodi di scheggiatura utilizzati per produrre schegge e strumenti ritoccati quali raschiatoi e denticolati risultano vari; si va da una produzione opportunista, mirata alla produzione veloce del maggior numero possibile di schegge da utilizzare, ad una produzione predeterminata come quella Levallois o laminare.
Lo studio della fauna ha permesso di stabilire che il gruppo umano che ha occupato la grotta si è cibato in particolare di cervi, caprioli, stambecchi e bue primigenio, tutte specie probabilmente cacciate in un areale relativamente prossimo alla grotta e caratterizzato dalla presenza di ambienti boschivi con alternanza di zone più aperte e di acque libere.
L’analisi archeozoologica ha permesso il riconoscimento di diverse tracce legate ad un intervento antropico; l’osservazione allo stereomicroscopio ha evidenziato la presenza su alcune superfici ossee di cutmarks prodotte dall’azione di scorrimento del bordo di uno strumento litico all’atto del depezzamento delle masse carnee, e di incavi e bordi di frattura derivanti da azioni di fratturazione intenzionale per il recupero del midollo osseo.
Il sito di Grotta Reali rappresenta una delle prime testimonianze, analizzate in modo approfondito, dell’occupazione di _Homo neanderthalensis_ nel territorio molisano e con la sua datazione radiometrica a 33-40.000 anni BP, occupa le ultime fasi del Paleolitico medio, inserendosi tra i siti di riferimento per le fasi terminali del Paleolitico medio. -
en
The Neanderthalian site of Grotta Reali is situated in the municipality of Rocchetta al Volturno, a short distance from the source of the river Volturno, at circa 500 m a.s.l. Discovered by the amateur archaeologist P. Berardinelli in 2001, the site was surveyed in 2001 and 2005 and excavations were undertaken in 2006 and 2007. This research produced a picture of how the deposit was formed and of the settlement dynamics.
The site opens in a wall of _calcareous tufa_ partially eroded by quarrying activity which has limited the legibility of the original morphology. However, it appears that this was a small cave occupied by a group of Neandertals during the last inter-glacial period at a time of interruption in the tufa’s formation.
The stratigraphic analysis of a deposit circa two metres deep showed two occupation horizons (US 5 and US 2β-2γ) characterised by the presence of numerous flint artefacts, bone fragments and two hearths, alternating with sterile layers (US 3 e 4). Following the abandonment of the cave it was occupied by carnivorous animals. Traces of their activity was present in the more recent layers (US 1 and US 2abc) and were predominant over the traces left by man.
The lithic industry of Grotta Reale was constituted by 8000 artefacts, made of local flint collected in the vicinity and taken to the site in its natural state where it was refined and worked. Therefore, all phases of the working process were undertaken on the site. In fact, elements from the various stages were present in the occupation layers: flakes from the initial rough preparation, by-products from the formation of the nucleus, waste products, finished artefacts, nuclei.
Various methods were used for producing flakes and retouched tools such as scrapers and toothed implements from opportunist production aimed at the fast production of the largest number of usable flakes possible to a predetermined production such as Levallois flakes.
The faunal study established that the group of humans had occupied the cave and had mainly eaten deer, roe deer, ibex and primitive ox, all species probably hunted in an area relatively close to the cave and characterised by the presence of forests, open areas and rivers.
The archeo-zoological analyses identified diverse traces linked to anthropological activity. Examination under a stereoscopic microscope revealed the presence of cut marks on a number of bones produced by lithic tools during the butchering of a carcass, and signs of intentional fracturing in order to get at the bone marrow.
The site of Grotta Reale represents some of the earliest evidence, analysed in depth, of the occupation of Homo neanderthalensis in the territory of Molise. Its radiometric dating to 33-40.000 years BP places it in the final phases of the middle Paleolithic, making it one of the reference sites for this period. - Summary Author
- Marta Arzarello
- Annarosa Di Nucci
- Giuseppe Lembo
- Antonella Minelli
- Carlo Peretto
- Ursula Thun Hohenstein
- Carmela Vaccaro
- Ettore Rufo
Media
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Arzarello et al. 2004M. Arzarello, P. Berardinelli, A. Minelli, M. Pavia, E. Rufo, B. Sala, U. Thun Hohenstein, C. Peretto, 2004, Il sito Paleolitico medio di Grotta Reali (Rocchetta al Volturno, Molise). Rivista di Scienze Preistoriche LIV: 249-269.
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Peretto, Minelli 2006C. Peretto, A. Minelli (a cura di), 2006, Preistoria in Molise. Gli insediamenti del territorio di Isernia. Collana Ricerche 3: 393.
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Rufo 2008E. Rufo, 2008, Sistemi tecnici di produzione nel Musteriano recente. Analisi tecnologica dell’industria litica del sito di Grotta Reali (Rocchetta a Volturno, Molise, Italia). Tesi di Dottorato. Università di Ferrara.