AIAC_2841 - Mass. Pagliarone - 2010Tra ottobre e novembre del 2010 si è svolta la prima campagna di scavo in località Pagliarone presso Otranto, su un poggio a Ovest del lago Alimini Grande.
L’intervento di scavo si inserisce in un più ampio progetto di ricerca che riguarda l’intero comprensorio dei Laghi Alimini, le sue dinamiche di popolamento nell’antichità e la storia ambientale dei due bacini (Alimini Lake Project – PAL), in collaborazione tra l’Università del Salento - Dipartimento di Beni Culturali, il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione – CEDAD e il CSIC – Istituciòn Milà y Fontanas.
Le indagini archeologiche si sono svolte in un’area dove precedenti ricerche di superficie hanno restituito ceramiche di età bizantina e angioina, una moneta di Eraclio (610-614 d.C.), e la presenza di diverse fosse granarie. Due saggi di scavo, A e B, sono stati aperti in prossimità dell’ambiente rupestre e a ridosso di un allineamento di pietre informi. La rimozione dell’humus in entrambi i saggi ha chiarito la formazione dell’allineamento delle pietre visibile in superficie, interpretato come delimitazione a secco della parte sommitale del poggio realizzata in età post-medievale.
Nel saggio A, lo scavo è stato portato fino al banco di roccia interessato, lungo il versante sud, da tracce di lavori agricoli realizzati in età moderna. Le uniche tracce di attività antropiche più antiche sono costituite dal rinvenimento di tagli circolari realizzati nel banco naturale, individuati lungo il limite sud dell’area di scavo. I resti ceramici rinvenuti nel saggio denotano una frequentazione dell’area in età bizantina tra VIII-IX secolo, con sporadici frammenti riferibili all’XI secolo.
Il saggio B, è stato aperto in corrispondenza di una cripta, e ha inglobato i resti della delimitazione a secco, conservatasi anche nel saggio A. Il muro a secco è stato realizzato sopra un accumulo di terreno i cui materiali sono riferibili all’età basso medievale (XIII-XIV sec.), e che corrisponde alla fase di abbandono del sito. Sotto tali accumuli sono stati intercettati i resti di una serie di muri pertinenti una chiesa abbandonata già entro la fine del XIII secolo.
Della chiesa, orientata in senso est-ovest con catino absidale a doppio giro di conci, è stato intercettato il muro perimetrale sud, riconoscibile per 4.50 m di lunghezza e 0.60 m di larghezza, costruito con doppio paramento di pietre calcaree alternate a blocchi squadrati. Il muro si interrompe verso ovest, dove invece è stato rinvenuto un affioramento del banco naturale, probabilmente utilizzato nella struttura della chiesa. Non è stato intercettato, invece, il suo muro di delimitazione ovest. A sud del muro meridionale dell’edificio absidato, è stata rinvenuta e, parzialmente scavata, una struttura realizzata con blocchi parallelepipedi; probabilmente si tratta di un vano costruito a ridosso della chiesa, dotato di pavimentazione in basoli di calcare e calcarenite, al di sopra del quale è stato rinvenuto il crollo del tetto in laterizi.
Contestualmente allo scavo è stato realizzato il rilievo dell’ambiente rupestre localizzato in parte sotto la chiesa. Probabilmente si tratta di una più antica chiesa rupestre dotata di due accessi, attualmente visibili, uno posto sul lato ovest, uno sul lato nord. La cripta (5.40 x 4m), si presenta dotata di una sorta di “abside” ricavata nel banco di roccia lungo il lato est e nicchie lungo i lati nord e sud. Sulle pareti si conservano croci incise e lacerti di affresco.
AIAC_2841 - Mass. Pagliarone - 2012La campagna archeologica del 2012 si è concentrata sulla ricognizione delle emergenze archeologiche di superficie intorno al bacino di Alimini Grande e sul prelievo di un carotaggio continuo ai bordi dello stesso bacino.
_Ricognizione di superficie_
La presenza di materiale archeologico interessa tutto il poggio (8-9 m s.l.m.) prospiciente la riva occidentale di Alimini Grande. L’area interessata dalla presenza di materiale archeologico si estende su una superficie di ca. 1,2 ha. In corrispondenza del limite settentrionale del sito si distingue chiaramente la prosecuzione verso E dell’allineamento di blocchi in pietra calcarea, in parte già indagato con un saggio di scavo nel 2010, che corre parallelamente all’alveo del canale _Zuddea_. Un ulteriore allineamento di blocchi, in parte obliterato dalla vegetazione, si conserva ad W della chiesa scavata nel 2010; la parte visibile misura ca. 13 m e presenta orientamento E-W, eccetto nell’estremità più occidentale, dove sembra apparentemente curvare verso S.
Nella parte centrale e più alta del sito sono state individuate due fosse granarie/cisterne: entrambe sono scavate nel banco roccioso affiorante e presentano l’imboccatura subcircolare e il profilo interno campaniforme.
Per quanto riguarda l’evidenza ceramica, la ricognizione ha consentito di distinguere diverse tipologie di materiali presenti sulla superficie del sito: la classe senza dubbio più rappresentativa è costituita dai contenitori da cucina di età bizantina, prevalentemente pentole in argilla di colore arancio o grigiastro.
Oltre al poggio presso cui sono stati eseguiti i due interventi di scavo, le indagini di superficie sono state estese anche nei campi limitrofi, al fine di delineare l’estensione spaziale dell’insediamento di loc. Pagliarone. Le ricognizioni hanno portato alla localizzazione e alla delimitazione di due ulteriori aree di frammenti fittili ubicate a pochi metri di distanza da quella descritta in precedenza, che hanno restituito in prevalenza materiali di età medievale apparentemente coevi a quelli del sito posto sul poggio.
_Attività di campionamento: esecuzione di carotaggi_
La realizzazione della carota di sedimento (di seguito denominata ALI 2), prelevata nei pressi del Lago Alimini Grande e prospiciente l’insediamento medievale di Loc. Pagliarone, ha previsto l’uso di un carotiere a percussione continuo in grado di asportare il sedimento palustre senza interruzioni e senza contaminazioni.
La sonda utilizzata ha permesso il recupero di una successione sedimentaria di circa 9 metri, costituita prevalentemente da torbe di origine palustre e, nella porzione inferiore, da sabbie le cui caratteristiche, ad una prima ricognizione, farebbero supporre una probabile origine eolica. In seguito ad una prima analisi della stratigrafia di ALI 2 effettuata sul campo, sembra possibile l’ipotesi che l’intera sequenza possa ascriversi almeno agli ultimi 12 mila anni.