- Item
- AIAC_940
- Name
- Grotta Rutina presso Bocca di Valle
- Date Range
- 120000 BC – 35000 BC
- Monuments
- Cave
Seasons
-
AIAC_940 - Grotta Rutina presso Bocca di Valle - 2004Gli scavi nella Grotta Rutina hanno riportato alla luce materiali paletnologici in quantità abbondante, costituiti prevalentemente da schegge di lavorazione in selce, rari frammenti di ceramica e alcune schegge di ossidiana. La commistione di reperti litici in selce e ossidiana e di ceramiche di impasto non tornite (alcune con caratteristiche che ricordano complessi dell’Età del Rame), suggerisce che il livello superficiale in cui sono stati rinvenuti i reperti costituisca un palinsesto che testimonia più frequentazioni diluite nel tempo. La grande quantità di frammenti di selce suggerisce che la Grotta possa essere stata sede di lavorazione della selce ricavata in loco dalle formazioni affioranti nell’area. L’industria litica è caratterizzata da supporti su scheggia, mentre quelli laminari sono rari. Questo aspetto, unito alla presenza di ossidiane, lascia supporre che almeno parte del complesso litico derivi da attività di scheggiatura più recenti legate alle culture neolitiche. Riguardo ai livelli inferiori, questi testimoniano di fasi climatiche e culturali decisamente più antiche, attribuibili al Pleistocene superiore e alle popolazioni in possesso di culture sia del Paleolitico superiore che del Musteriano. (MiBAC)
Media
- Name
- Grotta Rutina presso Bocca di Valle
- Year
- 2004
- Summary
-
it
Gli scavi nella Grotta Rutina hanno riportato alla luce materiali paletnologici in quantità abbondante, costituiti prevalentemente da schegge di lavorazione in selce, rari frammenti di ceramica e alcune schegge di ossidiana. La commistione di reperti litici in selce e ossidiana e di ceramiche di impasto non tornite (alcune con caratteristiche che ricordano complessi dell’Età del Rame), suggerisce che il livello superficiale in cui sono stati rinvenuti i reperti costituisca un palinsesto che testimonia più frequentazioni diluite nel tempo.
La grande quantità di frammenti di selce suggerisce che la Grotta possa essere stata sede di lavorazione della selce ricavata in loco dalle formazioni affioranti nell’area. L’industria litica è caratterizzata da supporti su scheggia, mentre quelli laminari sono rari. Questo aspetto, unito alla presenza di ossidiane, lascia supporre che almeno parte del complesso litico derivi da attività di scheggiatura più recenti legate alle culture neolitiche. Riguardo ai livelli inferiori, questi testimoniano di fasi climatiche e culturali decisamente più antiche, attribuibili al Pleistocene superiore e alle popolazioni in possesso di culture sia del Paleolitico superiore che del Musteriano. (MiBAC) -
en
Excavations in the Grotta Rufina uncovered a large quantity of paleo-ethnological material, comprising mainly flakes from flint working, occasional fragments of pottery and some obsidian flakes. The mixture of flint and obsidian lithics and handmade impasto (some with characteristics similar to some Copper Age groups), suggests that the upper layer in which they were found constitutes a palimpsest representing different occupation phases.
The great quantity of flint suggests the cave may have been used for working flint collected locally from outcrops in the area. The stone working was characterized by chipped striking platforms whilst lamellar supports were rare. This aspect together with the presence of obsidian suggests that at least a part of the lithic material came from later flaking activity associated with the Neolithic culture. As regards the lower levels, these attest decidedly earlier climactic and cultural phases, probably attributable to the Lower Pleistocene and to the populations of the Upper Paleolithic and Musterian periods. (MiBAC)