- Item
- AIAC_1197
- Name
- Roca
- Date Range
- 1700 BC – 1600
- Monuments
- Cult area
Seasons
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AIAC_1197 - Roca - 2006Grazie ai risultati dell’ultima campagna di scavo è possibile valutare nel loro sviluppo le costruzioni distrutte da un incendio nel corso del Bronzo finale e la relazione delle stesse con altri monumenti coevi e contigui (mura, porta d’accesso all’abitato, tracciati stradali). Nuovi dati sono emersi per la valutazione delle strutture (alzati, fortificazioni, drenaggio delle acque), per il riconoscimento delle principali destinazioni d’uso e funzioni al momento della distruzione. Sono stati eseguiti interventi a ridosso del pendio dell’aggere, che hanno permesso di disporre di ordinate sequenze stratigrafiche relative agli interventi di sistemazione del pendio stesso e dell’area che si estendeva alla base. Sono stati riconosciuti imponenti ed estesi interventi ricostruttivi sulle rovine provocate da un incendio delle strutture murarie del Bronzo medio (XV sec. a.C.): tali interventi, relativi a muri e scarpe degli stessi, vedono per la prima volta nella storia delle tecniche costruttive preistoriche del Salento, l’impiego prevalente della calcarenite estratta da cava e la messa in opera con allettamenti costanti in “tufina” e scarso uso del legno. La frequenza degli interventi di manutenzione delle nuove costruzioni è evidenziata dal numero di battuti che si sovrappongono al primo, messo in opera nel Bronzo recente. L’estensione limitata dei saggi non ha permesso di valutare a pieno le evidenze relative alle frequentazioni sulle superfici dei vari battuti (che sono evidenti nelle tracce di buche di palo e in resti di fornelli). Lo scavo ha però confermato che nelle fasi del Bronzo recente notevole è la presenza di materiale ceramico di importazione, che ha permesso di riconoscere la principale funzione dell’area oggetto di indagine in quella di luogo di culto. Dato straordinario è inoltre offerto dalla continuità di destinazione nei secoli successivi e fino agli inizi del II sec. a.C. della stessa area, che si arricchisce di monumenti e strutture che, nel loro insieme, ripropongono pratiche cultuali.
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AIAC_1197 - Roca - 2007La campagna di scavo 2007 si è svolta nei mesi di settembre, ottobre e novembre e ha interessato i livelli protostorici dei saggi II, IV, IX e X della cd. ‘area Castello’. In tutti i casi si tratta di saggi contigui tra loro e vicini al fronte interno delle fortificazioni dell’età del Bronzo e costituiscono ampliamenti e approfondimenti di indagini condotte nelle precedenti campagne. Nello stesso periodo è stato effettuato nell’area della ‘Porta Monumentale’ delle fortificazioni appenniniche un intervento finalizzato alla rimozione ed alla sostituzione di alcune strutture lignee protettive ormai usurate. Le indagini nel SAS IX e nell’adiacente SAS II hanno interessato i livelli relativi alle fasi del Bronzo recente e finale; è stato ampliato il fronte di scavo in direzione dell’area della porta. L’intervento si prefiggeva di arricchire il quadro topografico generale relativo alle varie fasi di occupazione protostoriche, la cui complessità era stata evidenziata nelle precedenti campagne. Di particolare rilievo si sono rivelati i dati riferibili al Bronzo finale 2. Si è avuta conferma dell’esistenza di una serie di grandi edifici, i cui spazi interni sono scanditi da allineamenti regolari di grossi pali e il cui perimetro è segnato da percorsi stradali pavimentati con massicciate. Lo scavo del SAS II ha permesso di individuare parte di un edificio ubicato a S-SE della ‘capanna-tempio’, al di là di un’area libera e al margine della rampa che doveva condurre alla porta. Al suo interno, su un battuto pavimentale di argilla, sono stati rinvenuti alcuni forni di terracotta e abbondante ceramica, sia d’impasto sia figulina. Le indagini condotte nel SAS IV hanno portato ad un limitato ampliamento del settore già indagato nel 2006; si segnala in particolare il rinvenimento di almeno altri due forni di terracotta in buono stato di conservazione e di due grandi bacini in ceramica figulina con decorazione protogeometrica, posti l’uno accanto all’altro con i fondi incassati nel battuto pavimentale. Nel SAS X lo scavo ha interessato un’area di 20 mq ca., al centro della quale una profonda escavazione di epoca tardo-medievale consentiva di osservare una potente stratigrafia; le indagini si sono limitate a raggiungere le giaciture riferibili alla Fase IV (Bronzo finale 1). Da segnalare, per questa fase, il rinvenimento del piano pavimentale e delle palificazioni riferibili ad una capanna già individuata nel 2006. Si è potuta identificare, inoltre, un’area esterna, posta tra la struttura e il fronte interno delle fortificazioni, pavimentata con una grossolana massicciata di pietre. L’area della ‘Porta Monumentale’ nelle fortificazioni appenniniche è stata oggetto di un intervento di manutenzione straordinaria e si è provveduto ad alcune operazioni di scavo stratigrafico mirate e di revisione e completamento della documentazione grafica e fotografica. Gli interventi hanno interessato i crolli che ingombravano il vano della porta, le buche di palo poste lungo i paramenti murari e un tratto del battuto pavimentale delimitato da ortostati. Si segnala il rinvenimento di alcuni frammenti di una kylix micenea databile al TEIIIA2, che fornisce un utile aggancio cronologico.
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AIAC_1197 - Roca - 2008La campagna di scavi 2008 si è svolta dal 10 settembre al 15 ottobre. Il programma di lavoro prevedeva interventi in tre differenti settori: nel SAS IX, ubicato in zona ‘Castello-Carrare’, in una struttura funeraria ipogea in zona ‘Grotta Poesia Grande’, parzialmente esplorata alla fine della campagna 2007, e nell’area di ‘Grotta Poesia Piccola’, con l’apertura di nuovi saggi esplorativi (SAS XVIII-XIX). Nel SAS IX sono state portate a termine le indagini stratigrafiche avviate nelle precedenti campagne e sono stati acquisiti nuovi dati riferibili alle fasi del Bronzo recente e agli sviluppi dell’uso di questo settore di abitato fino al Bronzo finale 2. Si è confermata la preminente destinazione cultuale dell’area, con chiari resti riferibili alla celebrazione di sacrifici cruenti, alla deposizione di quarti di animali di grossa taglia con tutte le carni e alla consumazione di pasti comunitari, da cui si desumono preziose informazioni sulle credenze e i rituali delle popolazioni indigene del II millennio. Altrettanto importante è il rinvenimento in questo saggio di un’ingente quantità (oltre 2000 frammenti) di ceramica figulina di tipo egeo. Di particolare interesse è la struttura ipogea individuata nella zona in cui si aprono due cavità carsiche note come ‘Poesia Grande’ e ‘Poesia Piccola’, ca. 200 m a S dell’abitato protostorico. Questa era già stata liberata dagli apporti recenti nella campagna 2007; comprende due grotticelle in comunicazione tra loro precedute da un breve dromos; la volta della prima è parzialmente crollata. Si è avviato lo scavo sistematico, protrattosi per parte della campagna, e sono stati raggiunti alcuni importanti risultati. Si è avuta conferma della destinazione funeraria della cavità, che rappresenta la prima sepoltura monumentale riferibile alla comunità protostorica a Roca. La tomba, che è stata indagata in misura limitata, sembra contenere i resti di decine di individui; gli scarsi materiali finora venuti alla luce suggeriscono una generica datazione all’età del bronzo. Due ampi saggi di scavo (XVIII e XIX) sono stati aperti a W e S della ‘Grotta Poesia’. Nel SAS XVIII è stato localizzato ed indagato un fossato scavato nel banco roccioso, seguito per un tratto di ca. 100 m. Ha una larghezza di ca. 2,50 m e una profondità di 2 m. Per quanto concerne la datazione, la parte più alta del riempimento (50 cm ca.) consiste in riporti eseguiti alla fine del IV secolo a.C. quando il fossato era stato già colmato con gettate di terreno misto a pietrame che contiene frammenti ceramici databili ad età tardo-arcaica. Lo scavo condotto saggi XVIII e XIX ha inoltre fornito importanti e nuovi dati sulla vita di Roca nel corso del IV e III secolo a.C. Si sono individuati resti di edifici e di recinti e un tratto (80 m ca.) di una larga strada orientata E-W, con due traverse, fiancheggiata da costruzioni. Nella stessa area sono state individuate e scavate 22 tombe , con sepolture monosome e polisome, databili anch’esse tra il IV e il III sec. a.C.
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AIAC_1197 - Roca - 2009La campagna 2009 si è protratta dal 7 settembre al 13 novembre. Le operazioni di scavo hanno interessato l’area all’interno delle fortificazioni protostoriche e si sono concentrate nel SAS IX, dove sono stati esplorati alcuni settori dell’abitato posti in prossimità del fronte interno, in particolare nell’area a N della Porta. Hanno riguardato soprattutto i livelli protostorici e sono state finalizzate alla verifica e raccolta di nuovi dati relativi alla sequenza stratigrafica messa in luce nelle precedenti campagne (2005, 2006, 2007, 2008). Tale sequenza è caratterizzata da livelli di occupazione pertinenti ad almeno sette fasi distinte, inquadrabili in un arco cronologico compreso tra il Bronzo recente 1-2 ed il Bronzo finale 2. Gli interventi effettuati nella campagna 2009 hanno riguardato in particolare le fasi cronologiche che vanno dalla fine del Bronzo recente 1 ad un orizzonte di transizione Bronzo recente 2-Bronzo finale 1 (fasi I-V). Le indagini si prefiggevano sia di approfondire ed arricchire in quest’area il quadro dell’organizzazione spaziale nelle varie fasi, sia di trarre conferme sulla destinazione cultuale di questo settore di abitato nelle fasi anteriori al BF2, quando venne costruita la cd. “capanna-tempio”. Nei livelli riferibili al Bronzo recente 2 sono stati rinvenuti abbondanti resti scheletrici animali in connessione anatomica, riferibili a sacrifici seguiti da deposizioni rituali, e, in associazione con questi, un’ingente quantità di ceramica, sia d’impasto sia figulina di tipo egeo. Degni di nota sono il basso grado di frammentazione e dispersione ed il buon livello di ricostruibilità di gran parte dei manufatti ceramici. Gli strati sottostanti, apparentemente riferibili ad un orizzonte avanzato del Bronzo recente 1 e a un momento iniziale del Bronzo recente 2, erano caratterizzati dalla presenza di fitte e spesse lenti di ceneri associate a manufatti in metallo, resti malacologici, resti botanici, resti faunistici con segni di macellazione e contenitori ceramici quasi interamente ricostruibili. L’esplorazione della fronte interna delle fortificazioni ha consentito di acquisire nuovi dati su due interventi edilizi anteriori al Bronzo finale 2. Il più antico è documentato da lunghi tratti di un muro a scarpa costruito a secco con conci parallelepipedi di calcarenite locale; il più recente da un muro verticale costruito con materiali simili, lievemente più avanzato. A ridosso di questi paramenti murari sono stati indagati i livelli di occupazione coevi, che hanno restituito abbondante ceramica indigena d’impasto e figulina di tipo egeo ed hanno consentito di datare i due interventi rispettivamente al Bronzo recente 2 e ad una fase di transizione Bronzo recente 2-Bronzo finale 1. Da segnalare, tra i materiali indigeni, numerosi vasi d’impasto con decorazione a solcature che rinviano, per i motivi e la sintassi, a produzioni tipiche dell’area terramaricola ed offrono un’ulteriore testimonianza dell’importanza del sito nella rete di traffici commerciali che collegava l’Egeo all’Adriatico settentrionale.
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AIAC_1197 - Roca - 2010La campagna 2010 si è svolta dal 4 ottobre al 14 dicembre. L’esplorazione ha interessato il settore nord-occidentale dell’abitato e in particolare un’area al margine settentrionale delle fortificazioni protostoriche, dove è stato delimitato un nuovo saggio (SAS XX), che ha un’estensione di ca. 350 mq. In questo tratto le murature dell’età del bronzo risultano interrotte da costruzioni e da fossati del XV sec. d.C. e sono disturbate da interventi (scavi di trincee e ridotti) riferibili alla seconda guerra mondiale, nonché da scassi per piantumazioni arboree eseguiti dal Corpo Forestale dello stato negli anni ’50. Poiché la campagna era finalizzata preminentemente allo studio dell’impianto di fortificazione protostorico, le indagini si sono concentrate sulle strutture di difesa riferibili alle fasi edilizie più antiche, inquadrabili nel Bronzo medio 2-3. Tra le scoperte più significative sono da segnalare l’individuazione e lo scavo di una quinta postierla, designata con la lettera E, e di un tratto di fossato lungo la fronte esterna che, come negli altri segmenti riportati alla luce, è interrotto da un ponte di roccia in corrispondenza dell’uscita della postierla. Sia la postierla sia il fossato sono risultati ingombri di materiali provenienti dai crolli delle strutture sovrastanti. Lungo la fronte interna, alla base della muratura più antica, è stato individuato e in minima parte scavato uno spesso deposito contenente ceneri, carboni, frammenti ceramici d’impasto (uniformemente riferibili al BM3), frammenti di ceramica di tipo minio, abbondanti ossa animali e alcuni grossi manufatti lignei, che sono stati consolidati, ricoperti e protetti con tettoie, rinviando il loro recupero alla prossima campagna. Su questo deposito poggiavano alcune strutture realizzate con pietrame a secco che si addossavano alla muratura più antica; la loro funzione non è ancora chiara e potrà essere compresa con il prosieguo delle indagini. Oltre a numerosi rilievi planimetrici, nel corso della campagna è stato possibile realizzare una sezione completa E-W delle fortificazioni in prossimità del margine N.
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AIAC_1197 - Roca - 2014La campagna di scavi del 2014 si è protratta per tre settimane, dal 22 settembre all’17 ottobre. Le indagini si sono concentrate nel settore nordoccidentale dell’insediamento, nei SAS XX e IX, ed hanno interessato la fronte esterna delle fortificazioni del Bronzo medio, tra la porta monumentale e la postierla A, e alcuni livelli di occupazione del Bronzo recente e finale nella cd. area cultuale. Nel tratto delle fortificazioni oggetto delle indagini i paramenti murari si conservavano in alzato per poche decine di centimetri; l’area, è stata suddivisa in quattro settori e sono state condotte accurate operazioni di pulizia delle creste dei muri e dei crolli; questi ultimi sono stati parzialmente asportati dopo la realizzazione dei rilievi. È stata eseguita una battuta di fotografie zenitali al fine di comporre un fotomosaico che, elaborato con un software di raddrizzamento, è stato utilizzato come base per i rilievi georeferenziati. Immediatamente a sud della postierla A, oltre ad un ampio crollo di pietre per lo più lastriformi a ridosso del fronte esterno, si è costatata la presenza di un basamento quadrangolare, verosimilmente da riferire ad una piccola torre che difendeva la postierla stessa. Resti di un basamento simile, apparentemente riferibile a una seconda torre, sono stati individuati all’estremità opposta del tratto esplorato, sul lato nord della porta monumentale all’altezza del corridoio degli ortostati. Queste strutture dimostrano che le difese del Bronzo medio presentavano un’articolazione assai più complessa di quanto si fosse supposto. Tra i crolli sono stati rinvenuti rari frammenti di ceramica d’impasto riferibili al Bronzo medio 3. Un piccolo saggio in profondità è stato avviato nel settore 1, immediatamente a sud della postierla A, al fine di verificare se questa presentasse all’esterno una sistemazione analoga a quella riscontrata nelle postierle C, D ed E, con il fossato che ripartiva a sud oltre il ponte di roccia risparmiata posto in corrispondenza dell’ingresso. Dopo la parziale asportazione dei crolli che lo colmavano, si è potuto costatare che in questo tratto il fossato non terminava con una parete regolare, ma con una rozza rampa, verosimilmente funzionale ad attività di cantiere. Da questo elemento si è dedotto che probabilmente il fossato non era stato completato quando l’abitato fu distrutto dall’incendio che causò anche il crollo delle fortificazioni; la breve durata dell’esposizione alle intemperie spiegherebbe perché le sue pareti presentino ancora segni molto netti degli strumenti utilizzati per scavarlo, altrimenti inspiegabili vista la facile degradabilità della calcarenite. Nel SAS IX si è intervenuti lungo il margine orientale della ‘capanna tempio’ del Bronzo finale 2. Sono state individuate e svuotate alcune buche di palo, che consentiranno d’integrare i rilievi planimetrici della struttura, ed è stato asportato uno degli ultimi lembi dello strato d’incendio sopra il battuto pavimentale. Questo ha restituito alcuni manufatti ceramici d’impasto e il fondo di un grande dolio cordonato in argilla figulina. Sono stati prelevati vari campioni di terreno ed è stata eseguita una setacciatura sistematica che ha consentito di recuperare semi carbonizzati e microfauna. Si è inoltre proseguito lo scavo, già avviato nella precedente campagna, di un testimone lasciato al di sotto dei muri di una struttura tardomedievale (già smantellati) al fine di raggiungere il grande battuto pavimentale che contrassegna la riorganizzazione urbanistica di quest’area dell’abitato nel Bronzo recente 2. A conclusione della campagna dieci giornate lavorative sono state dedicate a interventi di restauro e protezione. I lavori sono stati affidati ad una ditta di costruzioni tramite gara e sono stati seguiti dal responsabile scientifico.
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AIAC_1197 - Roca - 2015La campagna di scavi del 2015 si è protratta per quattro settimane, a cavallo tra i mesi di settembre e ottobre. Ad essa hanno partecipato 41 studenti dell’Università del Salento, organizzati in due turni, che hanno conseguito crediti formativi. Le indagini si sono concentrate nel settore sudoccidentale dell’insediamento, nel SAS VI, dove due distinte campagne condotte nel 1994 e 1995 avevano consentito di riportare alla luce vari ambienti di edifici tardomedievali dislocati ai lati di una strada che attraversava l’abitato da N a S. Lungo la strada si aprivano numerosi silos granari interrati, alcuni dei quali conservavano in posto i coperchi litici originari. Nella stessa area erano stati riportati alla luce anche i resti di una torre quadrangolare medievale, precedente all’impianto dell’abitato, e un pozzo quadrangolare di epoca protoellenistica, di cui rimaneva pressoché integra la vera costruita con conci squadrati. Con il prosieguo delle indagini in questo settore nelle stesse campagne erano stati raggiunti i livelli di occupazione protostorici e indagati alcuni lembi superstiti di una grande struttura del Bronzo finale 2, denominata capanna-magazzino per la presenza al suo interno di numerosi dolii cordonati in ceramica figulina. Analisi gascromatografiche condotte di recente hanno dimostrato che questi grossi contenitori erano destinati allo stoccaggio di olio di oliva. Si è operato in quest’area perché un progetto del Comune di Melendugno (proprietario dei terreni), recentemente ammesso ai finanziamenti, prevede di attuarvi una serie di interventi di protezione, restauro e valorizzazione. Tra questi interventi programmati figura il ripristino dei piani pavimentali e dei rivestimenti stradali dell’abitato tardomedievale alle quote originarie al fine di impedire ulteriori erosioni e scalzamenti sotto il piano di fondazione dei muri, che ne causerebbero il crollo. Si è ritenuto, quindi, fosse urgente e necessario indagare e asportare i livelli di occupazione protostorici ancora in posto, al di sopra degli strati sterili e della bancata calcarenitica di base. Le indagini hanno consentito di riportare alla luce varie buche di palo, sia circolari sia quadrangolari, che consentiranno di integrare la restituzione planimetrica della capanna-magazzino. Sono stati inoltre recuperati abbondanti materiali ceramici pertinenti alla fase di occupazione della stessa struttura; una concentrazione particolare di manufatti è stata riscontrata all’interno di una fossa rettangolare che si apriva nel piano pavimentale. A conclusione della campagna, una settimana è stata dedicata al completamento dei rilievi.
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AIAC_1197 - Roca - 2016La campagna di scavi del 2016 si è protratta per sole tre settimane, a cavallo tra i mesi di settembre e ottobre. Ad essa hanno partecipato dieci studenti dell’Università del Salento, che hanno conseguito crediti formativi. Non è stato possibile realizzare gli interventi originariamente previsti per questa campagna perché dal 30 marzo 2016 opera nel sito la ditta appaltatrice dei lavori previsti nel progetto ‘Restauro conservativo, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica di Roca Vecchia’ (Fondo per lo Sviluppo e Coesione 2007-2013) del Comune di Melendugno, proprietario dei terreni, approvato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto. La presenza del cantiere, recintato a norma di legge lungo il perimetro dell’intera penisola di Roca, ha creato una situazione nuova e posto inevitabili problemi di sicurezza per quanto concerne la compresenza e le concomitanti attività degli operai e dei mezzi della ditta nelle medesime aree in cui operavano il personale e gli studenti dell’Università del Salento. Questi problemi sono stati parzialmente risolti con un apposito Piano Operativo di Sicurezza redatto dal Servizio Protezione e Prevenzione dell’Università del Salento, grazie al quale è stato reso possibile l’accesso al cantiere dei soli studenti e di personale strutturato. Le prescrizioni indicate nel piano di sicurezza hanno limitato la mobilità e l’operatività degli studenti partecipanti alla campagna che, oltre alle consuete attività formative, sono stati prevalentemente impiegati in operazioni di supporto ai professionisti incaricati dalla direzione dei lavori di eseguire i rilievi e agli operai nelle attività più delicate di pulizia delle strutture che dovevano essere restaurate nonché degli strati esposti che dovevano essere coperti e protetti, in funzione del ripristino dei piani pavimentali degli edifici dell’abitato tardo-medievale previsto dal progetto. Il progetto stesso, benché finalizzato preminentemente al restauro delle strutture murarie e alla valorizzazione del sito, prevede alcuni limitati interventi di scavo archeologico che nei prossimi mesi interesseranno soprattutto la porta monumentale delle fortificazioni del Bronzo medio, la cd. ‘Capanna tempio’ del Bronzo finale e un edificio chiesastico tardo-medievale nel settore orientale della penisola con annesse sepolture. I risultati di queste indagini saranno tempestivamente comunicati e illustrati nel sito: https://www.facebook.com/RocaArchaeologicalProject/?fref=ts curato dal dott. Teodoro Scarano.
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AIAC_1197 - Roca - 2017La campagna di scavi didattici del 2017 si è protratta per cinque settimane nei mesi di settembre e ottobre. Gli studenti, gli specializzandi e le altre figure con coperture assicurative istituzionali hanno maturato i crediti formativi previsti dai loro precorsi di studio e di ricerca svolgendo prevalentemente operazioni di supporto alle attività dei professionisti di fiducia della Soprintendenza incaricati dalla direzione dei lavori di eseguire i saggi di scavo e i rilievi topografici nell’ambito del progetto ‘Restauro conservativo, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica di Roca Vecchia’. Le attività si sono concentrate nelle seguenti aree: SAS I, Nella Porta Monumentale delle fortificazioni dell’età del Bronzo, oggetto d’indagini in numerose campagne precedenti (a partire dal 1992) erano state distinte tre fasi d’uso principali (Bronzo Medio, Recente e Finale), caratterizzate da una diversa articolazione interna, da una diversa tecnica edilizia e dal progressivo innalzamento delle quote delle pavimentazioni. Di quest’ampio passaggio, che attraversa le fortificazioni per una profondità di oltre 20m, rimanevano da scavare il tratto terminale di accesso all’abitato e uno degli ambienti interni (camera Nord). In questo settore si sono concentrate le indagini della campagna 2017. Nel tratto d’ingresso all’abitato sono stati interamente asportati i materiali lapidei e i terreni dei crolli ed è stato raggiunto il piano pavimentale; tra gli altri reperti, è stato riportato alla luce lo scheletro quasi completo di un individuo adulto. Si tratta della seconda testimonianza antropologica all’interno della porta dell’evento bellico che nel Bronzo medio 3 culminò con un assedio e con la distruzione violenta per incendio dell’abitato. Nella camera Nord sono stati asportati i crolli fino ad una quota di 30-40 cm al di sopra del pavimento. SAS IX. In quest’area, posta nel quartiere nord-occidentale dell’abitato, sorgeva la cd. capanna-tempio del Bronzo finale, un’enorme struttura suddivisa in navate, che si sviluppava per una lunghezza di oltre 40m e una larghezza di 15m tra due ampi percorsi stradali pavimentati con spesse massicciate realizzate con pietre e ossa animali. Delle numerose suppellettili rinvenute all’interno di questo edificio, interamente riportato alla luce a seguito di una decina di campagne di scavo, rimanevano in posto frammenti di alcuni fornelli fittili e vasellame d’impasto, che sono stati recuperati. SAS XII In questo settore orientale della penisola di Roca erano stati indagati in varie campagne precedenti alcuni ambienti ipogei e una grande struttura identificata come un edificio chiesastico di rito greco di epoca tardomedievale. Di questa struttura si conservano le pavimentazioni, parte delle murature, l’iconostasi, un podio (su cui doveva poggiare l’altare o una cattedra) e panchine litiche sorrette da pilastri sagomati. Nel corso della campagna del 2017 è stata effettuata una radicale pulizia dei resti di questo edificio, sono stati in parte scavati alcuni ambienti annessi e varie sepolture polisome entro fosse subpavimentali. Sono stati, inoltre, recuperati numerosi frammenti d’intonaco dipinto. La funzione dell’edificio sembra confermata dal rinvenimento di uno stampo eucaristico nel riempimento di un pozzo contiguo.
Media
- Name
- Roca
- Year
- 2006
- Summary
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it
Grazie ai risultati dell’ultima campagna di scavo è possibile valutare nel loro sviluppo le costruzioni distrutte da un incendio nel corso del Bronzo finale e la relazione delle stesse con altri monumenti coevi e contigui (mura, porta d’accesso all’abitato, tracciati stradali). Nuovi dati sono emersi per la valutazione delle strutture (alzati, fortificazioni, drenaggio delle acque), per il riconoscimento delle principali destinazioni d’uso e funzioni al momento della distruzione.
Sono stati eseguiti interventi a ridosso del pendio dell’aggere, che hanno permesso di disporre di ordinate sequenze stratigrafiche relative agli interventi di sistemazione del pendio stesso e dell’area che si estendeva alla base. Sono stati riconosciuti imponenti ed estesi interventi ricostruttivi sulle rovine provocate da un incendio delle strutture murarie del Bronzo medio (XV sec. a.C.): tali interventi, relativi a muri e scarpe degli stessi, vedono per la prima volta nella storia delle tecniche costruttive preistoriche del Salento, l’impiego prevalente della calcarenite estratta da cava e la messa in opera con allettamenti costanti in “tufina” e scarso uso del legno.
La frequenza degli interventi di manutenzione delle nuove costruzioni è evidenziata dal numero di battuti che si sovrappongono al primo, messo in opera nel Bronzo recente. L’estensione limitata dei saggi non ha permesso di valutare a pieno le evidenze relative alle frequentazioni sulle superfici dei vari battuti (che sono evidenti nelle tracce di buche di palo e in resti di fornelli). Lo scavo ha però confermato che nelle fasi del Bronzo recente notevole è la presenza di materiale ceramico di importazione, che ha permesso di riconoscere la principale funzione dell’area oggetto di indagine in quella di luogo di culto.
Dato straordinario è inoltre offerto dalla continuità di destinazione nei secoli successivi e fino agli inizi del II sec. a.C. della stessa area, che si arricchisce di monumenti e strutture che, nel loro insieme, ripropongono pratiche cultuali. -
en
The 2006 campaign was undertaken in September-October and concentrated on the prehistoric levels in Trenches IV, IX and X of the so-called ‘area Castello’. In all three cases the areas were situated in zones of the settlement adjoining the internal front of the Bronze Age fortifications and constituted the enlargement or deepening of trenches opened in previous seasons.
The investigations in SAS IV led to the extension of the excavation along the trench’s east side, thus extending the investigation of a large hut destroyed by fire in the Final Bronze Age 2. Below a thick layer of charcoal rich earth, resulting from the collapse of the walls and roof, the beaten clay floor was exposed, together with a rectangular hearth slab (85 cm long) made from clay mortar and crushed calcarenite hardened by fire. On the floor close to the hearth were numerous pottery vessels of impasto and plain ware with proto-geometric decoration, mostly intact or completely reconstructable. Among these was a large jar, embedded up to the rim in the floor.
By the north-western edge of the promontory (SAS IX) work begun in 2005 was completed, including the cleaning and checking of the stratigraphic sections and the completion of the graphic documentation. The investigations in this area had explored the southern end of the so-called ‘hut-temple’, bordered to the west and south by a pathway paved with loose stones. The removal of the latter revealed a complex stratigraphic sequence of levels and structures datable to between the Recent and Final Bronze Age. The evidence for the sub-Apennine settlement in this area comprised structures and spaces in front of the interior line of the fortifications. The latter were faced with parallelepiped calcarenite blocks and were preserved to a height of over 3 m. The archaeological levels produced substantial quantities of impasto pottery and numerous Aegean type terracotta figurines.
Excavations in SAS X extended the 2005 trench and checked the stratigraphic sequence relating to phases IV and III. The excavation of phase IV (Final Bronze Age 1) revealed, in the western part of the trench, a cobbled floor with a hearth (a conchoidal cavity circa one metre in diameter, completely filled with ash and charcoal fragments) and a series of large impasto containers of closed form. To the east there was a beaten floor surface and the post holes from part of a hut that was apparently destroyed by fire, it produced only a modest amount of archaeological material. The excavated layers relating to phase III (late Bronze Age 2) documented occupation levels, the floor surface and numerous post holes from a hut reused as a workshop dealing with hard animal materials. Among the finds were numerous hippopotamus teeth. - Summary Author
- MiBAC
- Director
- Cosimo Pagliara
Media
- Name
- Roca
- Year
- 2007
- Summary
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it
La campagna di scavo 2007 si è svolta nei mesi di settembre, ottobre e novembre e ha interessato i livelli protostorici dei saggi II, IV, IX e X della cd. ‘area Castello’. In tutti i casi si tratta di saggi contigui tra loro e vicini al fronte interno delle fortificazioni dell’età del Bronzo e costituiscono ampliamenti e approfondimenti di indagini condotte nelle precedenti campagne. Nello stesso periodo è stato effettuato nell’area della ‘Porta Monumentale’ delle fortificazioni appenniniche un intervento finalizzato alla rimozione ed alla sostituzione di alcune strutture lignee protettive ormai usurate.
Le indagini nel SAS IX e nell’adiacente SAS II hanno interessato i livelli relativi alle fasi del Bronzo recente e finale; è stato ampliato il fronte di scavo in direzione dell’area della porta. L’intervento si prefiggeva di arricchire il quadro topografico generale relativo alle varie fasi di occupazione protostoriche, la cui complessità era stata evidenziata nelle precedenti campagne. Di particolare rilievo si sono rivelati i dati riferibili al Bronzo finale 2. Si è avuta conferma dell’esistenza di una serie di grandi edifici, i cui spazi interni sono scanditi da allineamenti regolari di grossi pali e il cui perimetro è segnato da percorsi stradali pavimentati con massicciate. Lo scavo del SAS II ha permesso di individuare parte di un edificio ubicato a S-SE della ‘capanna-tempio’, al di là di un’area libera e al margine della rampa che doveva condurre alla porta. Al suo interno, su un battuto pavimentale di argilla, sono stati rinvenuti alcuni forni di terracotta e abbondante ceramica, sia d’impasto sia figulina.
Le indagini condotte nel SAS IV hanno portato ad un limitato ampliamento del settore già indagato nel 2006; si segnala in particolare il rinvenimento di almeno altri due forni di terracotta in buono stato di conservazione e di due grandi bacini in ceramica figulina con decorazione protogeometrica, posti l’uno accanto all’altro con i fondi incassati nel battuto pavimentale.
Nel SAS X lo scavo ha interessato un’area di 20 mq ca., al centro della quale una profonda escavazione di epoca tardo-medievale consentiva di osservare una potente stratigrafia; le indagini si sono limitate a raggiungere le giaciture riferibili alla Fase IV (Bronzo finale 1). Da segnalare, per questa fase, il rinvenimento del piano pavimentale e delle palificazioni riferibili ad una capanna già individuata nel 2006. Si è potuta identificare, inoltre, un’area esterna, posta tra la struttura e il fronte interno delle fortificazioni, pavimentata con una grossolana massicciata di pietre.
L’area della ‘Porta Monumentale’ nelle fortificazioni appenniniche è stata oggetto di un intervento di manutenzione straordinaria e si è provveduto ad alcune operazioni di scavo stratigrafico mirate e di revisione e completamento della documentazione grafica e fotografica. Gli interventi hanno interessato i crolli che ingombravano il vano della porta, le buche di palo poste lungo i paramenti murari e un tratto del battuto pavimentale delimitato da ortostati. Si segnala il rinvenimento di alcuni frammenti di una kylix micenea databile al TEIIIA2, che fornisce un utile aggancio cronologico. -
en
This campaign was undertaken between September-November and investigated the prehistoric levels in Trenches II, IV, IX and X of the so-called ‘area Castello’. In all cases the trenches were adjacent to each other and the internal front of the Bronze Age fortifications and constituted the enlargement or deepening of trenches from previous seasons. In the same period a number of decaying timber protective structures were replaced in the area of the ‘Porta Monumentale’ of the Apenninic fortifications .
In SAS IX and the adjacent SAS II levels relating to the late and final Bronze Age were excavated, whose complexity had been documented in the previous campaigns. The data relating to the Final Bronze Age 2 were particularly interesting. The existence of a series of large buildings was confirmed, whose interiors were divided by regular rows of large posts and perimeters were marked by pathways paved with loose stones. The excavations in SAS II identified part of a building situated south/south-east of the ‘hut-temple’, on the other side of an open area and at the edge of the ramp that must have led to the door. Inside, a number of terracotta ovens/cooking stands and abundant impasto and plain ware pottery was found on a beaten clay floor.
Excavations in SAS IV slightly enlarged the 2006 trench. Of note the find of at least another two well-preserved terracotta ovens/cooking stands and of two large plain ware basins with proto-geometric decoration situated one beside the other, the bases embedded in the floor surface.
An area of circa 20 m2 was excavated in SAS X, at the centre of which a deep late medieval cut showed the deep stratigraphy. The investigations stopped at the Phase IV (Final Bronze 1) level. This phase presented a floor surface and post-holes relating to a hut already identified in 2006. Furthermore, an external area was documented, situated between the structure and the internal front of the fortifications, roughly paved with loose stones.
Maintenance was carried out on the area of the ‘Porta Monumentale’ in the Apenninic fortifications and some stratigraphic excavation was undertaken in order to revise and complete the graphic and photographic documentation. This involved the collapses blocking the gate, the post holes along the wall facings and a section of beaten floor surface delimited by orthostats. A number of fragments from a Mycenean kylix datable to the TEIIIA2 were found. - Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
- Scuola Normale Superiore di Pisa
- Funding Body
- Provincia di Lecce
Media
- Name
- Roca
- Year
- 2008
- Summary
-
it
La campagna di scavi 2008 si è svolta dal 10 settembre al 15 ottobre. Il programma di lavoro prevedeva interventi in tre differenti settori: nel SAS IX, ubicato in zona ‘Castello-Carrare’, in una struttura funeraria ipogea in zona ‘Grotta Poesia Grande’, parzialmente esplorata alla fine della campagna 2007, e nell’area di ‘Grotta Poesia Piccola’, con l’apertura di nuovi saggi esplorativi (SAS XVIII-XIX).
Nel SAS IX sono state portate a termine le indagini stratigrafiche avviate nelle precedenti campagne e sono stati acquisiti nuovi dati riferibili alle fasi del Bronzo recente e agli sviluppi dell’uso di questo settore di abitato fino al Bronzo finale 2.
Si è confermata la preminente destinazione cultuale dell’area, con chiari resti riferibili alla celebrazione di sacrifici cruenti, alla deposizione di quarti di animali di grossa taglia con tutte le carni e alla consumazione di pasti comunitari, da cui si desumono preziose informazioni sulle credenze e i rituali delle popolazioni indigene del II millennio. Altrettanto importante è il rinvenimento in questo saggio di un’ingente quantità (oltre 2000 frammenti) di ceramica figulina di tipo egeo.
Di particolare interesse è la struttura ipogea individuata nella zona in cui si aprono due cavità carsiche note come ‘Poesia Grande’ e ‘Poesia Piccola’, ca. 200 m a S dell’abitato protostorico. Questa era già stata liberata dagli apporti recenti nella campagna 2007; comprende due grotticelle in comunicazione tra loro precedute da un breve dromos; la volta della prima è parzialmente crollata. Si è avviato lo scavo sistematico, protrattosi per parte della campagna, e sono stati raggiunti alcuni importanti risultati. Si è avuta conferma della destinazione funeraria della cavità, che rappresenta la prima sepoltura monumentale riferibile alla comunità protostorica a Roca. La tomba, che è stata indagata in misura limitata, sembra contenere i resti di decine di individui; gli scarsi materiali finora venuti alla luce suggeriscono una generica datazione all’età del bronzo.
Due ampi saggi di scavo (XVIII e XIX) sono stati aperti a W e S della ‘Grotta Poesia’. Nel SAS XVIII è stato localizzato ed indagato un fossato scavato nel banco roccioso, seguito per un tratto di ca. 100 m. Ha una larghezza di ca. 2,50 m e una profondità di 2 m. Per quanto concerne la datazione, la parte più alta del riempimento (50 cm ca.) consiste in riporti eseguiti alla fine del IV secolo a.C. quando il fossato era stato già colmato con gettate di terreno misto a pietrame che contiene frammenti ceramici databili ad età tardo-arcaica.
Lo scavo condotto saggi XVIII e XIX ha inoltre fornito importanti e nuovi dati sulla vita di Roca nel corso del IV e III secolo a.C. Si sono individuati resti di edifici e di recinti e un tratto (80 m ca.) di una larga strada orientata E-W, con due traverse, fiancheggiata da costruzioni. Nella stessa area sono state individuate e scavate 22 tombe , con sepolture monosome e polisome, databili anch’esse tra il IV e il III sec. a.C. -
en
The excavations were undertaken between the 10th September and 15th October. The work involved interventions in three different sectors: SAS IX situated in the ‘Castello-Carrare’ zone, in an underground funerary structure in the zone of the ‘Grotta Poesia Grande’, partially explored at the end of the 2007 campaign, and in the area of ‘Grotta Poesia Piccola’, where new trenches were opened (SAS XVIII-XIX).
Excavations begun in earlier campaigns were completed in SAS IX and new data acquired regarding the Recent Bronze Age phases and the development of this part of the settlement up until the Final Bronze Age 2.
The predominantly cult use of the area was confirmed, with evidence of the celebration of animal sacrifices, the deposition of fully fleshed quarters of large animals and of communal feasting, all of which has provided precious information regarding the beliefs and rituals of the indigenous populations in the 2nd millennium. Just as important was the discovery in this trench of a vast quantity (over 2000 fragments) of Aegean type plain ware pottery.
An interesting underground structure was found in the area of the two karstic cavities known as ‘Poesia Grande’ and ‘Poesia Piccola’, about 200 m south of the prehistoric settlement. This area had been freed of recent dumped material during the 2007 season. The structure comprised two communicating ‘grotticelle’ preceded by a short dromos. The vault of the first was partially collapsed. Excavations confirmed that this was a funerary structure, the first monumental burial of the prehistoric community at Roca. The tomb, only partially investigated, seemed to contain the remains of tens of individuals; the small amount of material found to date suggests a generic dating to the Bronze Age.
Two large trenches (XVIII and XIX) were opened to the west and south of the ‘Grotta Poesia’. In SAS XVIII a rock-cut ditch was investigated and identified for a length of circa 100 m. It was circa 2.50 m and 2 m deep. As regards the dating, the uppermost part of the fill (circa 50 cm) mainly comprised material dumped at the end of the 4th century B.C. when the ditch was already full of earth mixed with stones and containing fragments of late archaic pottery.
Excavations in trenches XVIII and XIX also provided important new data on the life of Roca during the 4th-3rd century B.C. The remains of buildings and enclosures came to light together with a stretch (circa 80 m) of a wide road on an east-west alignment, with two side roads flanked by buildings. In the same area 22 tombs were identified and excavated, containing single and multiple burials, also datable to the 4th-3rd century B.C. - Director
- Cosimo Pagliara
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
- Scuola Normale Superiore di Pisa
- Funding Body
- Provincia di Lecce
Media
- Name
- Roca
- Year
- 2009
- Summary
-
it
La campagna 2009 si è protratta dal 7 settembre al 13 novembre. Le operazioni di scavo hanno interessato l’area all’interno delle fortificazioni protostoriche e si sono concentrate nel SAS IX, dove sono stati esplorati alcuni settori dell’abitato posti in prossimità del fronte interno, in particolare nell’area a N della Porta. Hanno riguardato soprattutto i livelli protostorici e sono state finalizzate alla verifica e raccolta di nuovi dati relativi alla sequenza stratigrafica messa in luce nelle precedenti campagne (2005, 2006, 2007, 2008).
Tale sequenza è caratterizzata da livelli di occupazione pertinenti ad almeno sette fasi distinte, inquadrabili in un arco cronologico compreso tra il Bronzo recente 1-2 ed il Bronzo finale 2.
Gli interventi effettuati nella campagna 2009 hanno riguardato in particolare le fasi cronologiche che vanno dalla fine del Bronzo recente 1 ad un orizzonte di transizione Bronzo recente 2-Bronzo finale 1 (fasi I-V).
Le indagini si prefiggevano sia di approfondire ed arricchire in quest’area il quadro dell’organizzazione spaziale nelle varie fasi, sia di trarre conferme sulla destinazione cultuale di questo settore di abitato nelle fasi anteriori al BF2, quando venne costruita la cd. “capanna-tempio”.
Nei livelli riferibili al Bronzo recente 2 sono stati rinvenuti abbondanti resti scheletrici animali in connessione anatomica, riferibili a sacrifici seguiti da deposizioni rituali, e, in associazione con questi, un’ingente quantità di ceramica, sia d’impasto sia figulina di tipo egeo. Degni di nota sono il basso grado di frammentazione e dispersione ed il buon livello di ricostruibilità di gran parte dei manufatti ceramici.
Gli strati sottostanti, apparentemente riferibili ad un orizzonte avanzato del Bronzo recente 1 e a un momento iniziale del Bronzo recente 2, erano caratterizzati dalla presenza di fitte e spesse lenti di ceneri associate a manufatti in metallo, resti malacologici, resti botanici, resti faunistici con segni di macellazione e contenitori ceramici quasi interamente ricostruibili.
L’esplorazione della fronte interna delle fortificazioni ha consentito di acquisire nuovi dati su due interventi edilizi anteriori al Bronzo finale 2. Il più antico è documentato da lunghi tratti di un muro a scarpa costruito a secco con conci parallelepipedi di calcarenite locale; il più recente da un muro verticale costruito con materiali simili, lievemente più avanzato. A ridosso di questi paramenti murari sono stati indagati i livelli di occupazione coevi, che hanno restituito abbondante ceramica indigena d’impasto e figulina di tipo egeo ed hanno consentito di datare i due interventi rispettivamente al Bronzo recente 2 e ad una fase di transizione Bronzo recente 2-Bronzo finale 1. Da segnalare, tra i materiali indigeni, numerosi vasi d’impasto con decorazione a solcature che rinviano, per i motivi e la sintassi, a produzioni tipiche dell’area terramaricola ed offrono un’ulteriore testimonianza dell’importanza del sito nella rete di traffici commerciali che collegava l’Egeo all’Adriatico settentrionale. -
en
The campaign took place between the 7th September and 13th November. Excavations were undertaken inside the prehistoric fortifications in SAS IX where several sectors of the settlement situated in the proximity of the inner front, in particular to the north of the gate, were investigated. The aim was to look at the prehistoric levels in order to check the stratigraphy and collect new data relating to the sequence uncovered during previous campaigns (2005, 2006, 2007, 2008).
The sequence was characterised by occupation levels from at least seven distinct phases, dating to between the Recent Bronze Age 1-2 and the Final Bronze Age 2. The 2009 excavations examined the phases from the end of the Recent Bronze Age 1 to a transitional horizon between the Recent Bronze 2- Final Bronze 1 (phases 1-V).
The excavations aimed to add further detail to the picture of the spatial organisation in this area, both in order to confirm its cult function and its residential function in the phases pre-dating BF2, when the so-called “hut-temple” was built. In the Recent Bronze 2 levels the remains of articulated animal skeletons were present, the result of sacrifices followed by ritual deposition. These were associated with large quantities of pottery, both impasto and Aegean type plain ware. Of note, the low fragmentation and dispersion and the fact that most if the vases were largely reconstructable.
The underlying layers, apparently datable to a late horizon in the recent Bronze Age 1 and an early moment in the Recent Bronze Age 2, were characterised by the presence of dense and thick ash lenses associated with metal artefacts, malacological remains, botanical remains, faunal remains with butchery marks and almost completely reconstructable pottery containers.
Exploration of the inner front of the fortification produced new data regarding two construction interventions pre-dating the final Bronze Age 2. The earliest was documented by long stretches of a scarp faced wall, dry-stone built with parallelepiped blocks of local calcarenite. The later intervention was attested by a vertical wall built of similar material, in a slightly more advanced position. The occupation levels abutting these walls were investigated and produced abundant local impasto and Aegean type plain ware pottery which dated the two interventions respectively to the Recent Bronze Age 2 and a transitional phase between the Recent Bronze Age 2-Final Bronze Age 1. Of note among the local material, numerous impasto vases with grooved decoration which finds parallels in productions typical of the “Terramare” area, thus providing further evidence of the importance of this site in the trade network linking the Aegean to the northern Adriatic. - Director
- Cosimo Pagliara
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
- Scuola Normale Superiore di Pisa
- Funding Body
- Provincia di Lecce
Media
- Name
- Roca
- Year
- 2010
- Summary
-
it
La campagna 2010 si è svolta dal 4 ottobre al 14 dicembre. L’esplorazione ha interessato il settore nord-occidentale dell’abitato e in particolare un’area al margine settentrionale delle fortificazioni protostoriche, dove è stato delimitato un nuovo saggio (SAS XX), che ha un’estensione di ca. 350 mq.
In questo tratto le murature dell’età del bronzo risultano interrotte da costruzioni e da fossati del XV sec. d.C. e sono disturbate da interventi (scavi di trincee e ridotti) riferibili alla seconda guerra mondiale, nonché da scassi per piantumazioni arboree eseguiti dal Corpo Forestale dello stato negli anni ’50.
Poiché la campagna era finalizzata preminentemente allo studio dell’impianto di fortificazione protostorico, le indagini si sono concentrate sulle strutture di difesa riferibili alle fasi edilizie più antiche, inquadrabili nel Bronzo medio 2-3. Tra le scoperte più significative sono da segnalare l’individuazione e lo scavo di una quinta postierla, designata con la lettera E, e di un tratto di fossato lungo la fronte esterna che, come negli altri segmenti riportati alla luce, è interrotto da un ponte di roccia in corrispondenza dell’uscita della postierla. Sia la postierla sia il fossato sono risultati ingombri di materiali provenienti dai crolli delle strutture sovrastanti.
Lungo la fronte interna, alla base della muratura più antica, è stato individuato e in minima parte scavato uno spesso deposito contenente ceneri, carboni, frammenti ceramici d’impasto (uniformemente riferibili al BM3), frammenti di ceramica di tipo minio, abbondanti ossa animali e alcuni grossi manufatti lignei, che sono stati consolidati, ricoperti e protetti con tettoie, rinviando il loro recupero alla prossima campagna.
Su questo deposito poggiavano alcune strutture realizzate con pietrame a secco che si addossavano alla muratura più antica; la loro funzione non è ancora chiara e potrà essere compresa con il prosieguo delle indagini.
Oltre a numerosi rilievi planimetrici, nel corso della campagna è stato possibile realizzare una sezione completa E-W delle fortificazioni in prossimità del margine N.
-
en
The 2010 campaign took place between the 4th October and 14th December. The exploration looked at the north-western sector of the settlement, in particular the area on the northern edge of the proto-historic fortifications, where a new trench was laid out (SAS XX), covering about 350 m2.
In this stretch the Bronze Age walls were interrupted by 15th century A.D. structures and ditches and disturbed by trenches and redoubts from the Second World War, as well as tree planting undertaken by the Forestry Corps in the 1950s.
As the campaign’s main aim was the study of the proto-historic fortifications, the investigations concentrated on the defensive structures relating to the earliest construction phases, attributable to the middle Bronze Age 2-3. Among the most important discoveries was an E-shaped fifth postern gate, and a section of ditch along the external front which, as in the other sections exposed, was interrupted by a rock bridge in correspondence with the exit from the postern. Both the postern and the ditch were filled by collapsed material from the structure above.
Along the inner side, at the base of the earliest wall, a small area of a deep deposit was excavated. This contained ash, charcoal, impasto pottery (attributable to BM3), Minoan pottery, abundant animal bones and several large wooden structures, which were consolidated and covered with roofing prior to excavation next season.
Several dry-stone built structures rested on the deposit, abutting the earliest wall; their function is still unclear and will be clarified by further investigation.
As well as numerous plans, a complete east-west section of the fortifications at the north edge was documented.
Media
- Name
- Roca
- Year
- 2014
- Summary
-
it
La campagna di scavi del 2014 si è protratta per tre settimane, dal 22 settembre all’17 ottobre.
Le indagini si sono concentrate nel settore nordoccidentale dell’insediamento, nei SAS XX e IX, ed hanno interessato la fronte esterna delle fortificazioni del Bronzo medio, tra la porta monumentale e la postierla A, e alcuni livelli di occupazione del Bronzo recente e finale nella cd. area cultuale.
Nel tratto delle fortificazioni oggetto delle indagini i paramenti murari si conservavano in alzato per poche decine di centimetri; l’area, è stata suddivisa in quattro settori e sono state condotte accurate operazioni di pulizia delle creste dei muri e dei crolli; questi ultimi sono stati parzialmente asportati dopo la realizzazione dei rilievi.
È stata eseguita una battuta di fotografie zenitali al fine di comporre un fotomosaico che, elaborato con un software di raddrizzamento, è stato utilizzato come base per i rilievi georeferenziati.
Immediatamente a sud della postierla A, oltre ad un ampio crollo di pietre per lo più lastriformi a ridosso del fronte esterno, si è costatata la presenza di un basamento quadrangolare, verosimilmente da riferire ad una piccola torre che difendeva la postierla stessa.
Resti di un basamento simile, apparentemente riferibile a una seconda torre, sono stati individuati all’estremità opposta del tratto esplorato, sul lato nord della porta monumentale all’altezza del corridoio degli ortostati. Queste strutture dimostrano che le difese del Bronzo medio presentavano un’articolazione assai più complessa di quanto si fosse supposto. Tra i crolli sono stati rinvenuti rari frammenti di ceramica d’impasto riferibili al Bronzo medio 3.
Un piccolo saggio in profondità è stato avviato nel settore 1, immediatamente a sud della postierla A, al fine di verificare se questa presentasse all’esterno una sistemazione analoga a quella riscontrata nelle postierle C, D ed E, con il fossato che ripartiva a sud oltre il ponte di roccia risparmiata posto in corrispondenza dell’ingresso. Dopo la parziale asportazione dei crolli che lo colmavano, si è potuto costatare che in questo tratto il fossato non terminava con una parete regolare, ma con una rozza rampa, verosimilmente funzionale ad attività di cantiere.
Da questo elemento si è dedotto che probabilmente il fossato non era stato completato quando l’abitato fu distrutto dall’incendio che causò anche il crollo delle fortificazioni; la breve durata dell’esposizione alle intemperie spiegherebbe perché le sue pareti presentino ancora segni molto netti degli strumenti utilizzati per scavarlo, altrimenti inspiegabili vista la facile degradabilità della calcarenite.
Nel SAS IX si è intervenuti lungo il margine orientale della ‘capanna tempio’ del Bronzo finale 2. Sono state individuate e svuotate alcune buche di palo, che consentiranno d’integrare i rilievi planimetrici della struttura, ed è stato asportato uno degli ultimi lembi dello strato d’incendio sopra il battuto pavimentale. Questo ha restituito alcuni manufatti ceramici d’impasto e il fondo di un grande dolio cordonato in argilla figulina.
Sono stati prelevati vari campioni di terreno ed è stata eseguita una setacciatura sistematica che ha consentito di recuperare semi carbonizzati e microfauna.
Si è inoltre proseguito lo scavo, già avviato nella precedente campagna, di un testimone lasciato al di sotto dei muri di una struttura tardomedievale (già smantellati) al fine di raggiungere il grande battuto pavimentale che contrassegna la riorganizzazione urbanistica di quest’area dell’abitato nel Bronzo recente 2.
A conclusione della campagna dieci giornate lavorative sono state dedicate a interventi di restauro e protezione. I lavori sono stati affidati ad una ditta di costruzioni tramite gara e sono stati seguiti dal responsabile scientifico. -
en
The excavations concentrated on the north-western sector of the settlement, in trenches XX and IX, investigating the external front of the middle Bronze Age fortifications, between the monumental gate and postern gate A, and several late and final Bronze Age occupation levels in the so-called cult area.
In the section of fortifications that were excavated, the walls were only preserved to a height of a few tens of centimeters. The area was divided into four sectors and the crests of the walls and collapses were carefully cleaned. The latter were partially removed after being recorded.
A series of zenital photographs were taken in order to form a photo-mosaic, which having been corrected on the computer will form the base for the georeferenced recording.
Immediately south of postern A, in addition to a substantial collapse of mainly slab-like stones, abutting the exterior front, a quadrangular base was uncovered, probably part of a small tower that protected the gate.
The remains of a similar base, apparently belonging to a second tower, were identified at the opposite end of the excavated stretch of wall, on the north side of the monumental gate in correspondence with the corridor of orthostats. These structures show that the middle Bronze Age defences were far more complex than first thought. Occasional fragments of middle Bronze 3 impasto pottery were found among the collapses.
A small trench was opened in sector 1, immediately south of postern gate A, in order to check whether it presented the same arrangement to the exterior as was seen for posterns C, D, and E, with the ditch that parted from the south beyond the rock-cut bridge in front of the entrance. Following the partial removal of the collapses filling the ditch, it was seen that in this section it did not terminated with an even wall, but a rough ramp, probably related to construction activities.
This element suggests that the ditch was not completed when the settlement was destroyed by the fire that also caused the fortifications to collapse. The brief exposure to the weather could explain the fact that the marks left by the tools used to dig the ditch were still clearly visible on its walls, which is otherwise difficult to explain given that calcarenite is highly degradable.
In Trench IX work took place on the eastern edge of the Final Bronze Age 2 ‘temple hut’. Several postholes were identified and excavated, and added to the plan of the structure. The final patches of the burning overlying the beaten earth floor were removed. This produced several impasto fragments and the base of a large coarse ware _dolia_ with cordon decoration.
Several soil samples were collected which contained carbonized seeds and microfauna.
Excavation continued of a baulk left last season below the walls of a late medieval structure (removed) in order to reach the large beaten floor that marks the urban reorganization of this area of the settlement in the Recent Bronze 2.
At the end of the campaign, ten days were dedicated to restoration and protection. - Summary Author
- Riccardo Guglielmino
Media
- Name
- Roca
- Year
- 2015
- Summary
-
it
La campagna di scavi del 2015 si è protratta per quattro settimane, a cavallo tra i mesi di settembre e ottobre. Ad essa hanno partecipato 41 studenti dell’Università del Salento, organizzati in due turni, che hanno conseguito crediti formativi.
Le indagini si sono concentrate nel settore sudoccidentale dell’insediamento, nel SAS VI, dove due distinte campagne condotte nel 1994 e 1995 avevano consentito di riportare alla luce vari ambienti di edifici tardomedievali dislocati ai lati di una strada che attraversava l’abitato da N a S. Lungo la strada si aprivano numerosi silos granari interrati, alcuni dei quali conservavano in posto i coperchi litici originari. Nella stessa area erano stati riportati alla luce anche i resti di una torre quadrangolare medievale, precedente all’impianto dell’abitato, e un pozzo quadrangolare di epoca protoellenistica, di cui rimaneva pressoché integra la vera costruita con conci squadrati.
Con il prosieguo delle indagini in questo settore nelle stesse campagne erano stati raggiunti i livelli di occupazione protostorici e indagati alcuni lembi superstiti di una grande struttura del Bronzo finale 2, denominata capanna-magazzino per la presenza al suo interno di numerosi dolii cordonati in ceramica figulina. Analisi gascromatografiche condotte di recente hanno dimostrato che questi grossi contenitori erano destinati allo stoccaggio di olio di oliva.
Si è operato in quest’area perché un progetto del Comune di Melendugno (proprietario dei terreni), recentemente ammesso ai finanziamenti, prevede di attuarvi una serie di interventi di protezione, restauro e valorizzazione.
Tra questi interventi programmati figura il ripristino dei piani pavimentali e dei rivestimenti stradali dell’abitato tardomedievale alle quote originarie al fine di impedire ulteriori erosioni e scalzamenti sotto il piano di fondazione dei muri, che ne causerebbero il crollo.
Si è ritenuto, quindi, fosse urgente e necessario indagare e asportare i livelli di occupazione protostorici ancora in posto, al di sopra degli strati sterili e della bancata calcarenitica di base.
Le indagini hanno consentito di riportare alla luce varie buche di palo, sia circolari sia quadrangolari, che consentiranno di integrare la restituzione planimetrica della capanna-magazzino. Sono stati inoltre recuperati abbondanti materiali ceramici pertinenti alla fase di occupazione della stessa struttura; una concentrazione particolare di manufatti è stata riscontrata all’interno di una fossa rettangolare che si apriva nel piano pavimentale.
A conclusione della campagna, una settimana è stata dedicata al completamento dei rilievi. -
en
This season’s excavations were concentrated in the south-western sector of the settlement, in SAS VI, where two distinct campaigns in 1994 and 1994 had uncovered several rooms belonging to late medieval buildings situated at the sides of the road crossing the settlement from north to south. Numerous sunken grain silos opened along the road, some of which still preserved the original stone covers _in_ _situ_. The remains of a medieval quadrangular tower were uncovered in the same area, pre-dating the settlement, and a quadrangular well of proto-Hellenistic date, of which the wellhead of worked stone blocks was more or less intact.
During the same campaigns, the proto-historic occupation levels were reached in this sector and several surviving patches of a large Final Bronze 2 structure, denominated hut-storeroom for the presence inside it of numerous terracotta cordoned _dolia_. Recent gas-chromatography analysis showed that these large containers were used to store olive oil.
This area was chosen for excavation because Melendugno town council intends to carry out a series of intervention to protect, restore, and enhance the site.
The planned interventions include restoration of the floor and road surfaces of the late medieval settlement at their original levels in order to prevent further erosion and undermining below the wall foundations, which would cause their collapse.
Therefore, the investigation and removal of the proto-historic occupation levels still _in_ _situ_ on top of the limestone bedrock was considered an urgent requirement.
The excavations exposed several post-holes, both circular and quadrangular, which added to the plan of the hut-storeroom. A large amount of pottery was recovered belonging to the occupation phase of this structure. A particular concentration was found inside a rectangular pit cut into the floor surface. - Summary Author
- Riccardo Guglielmino
Media
- Name
- Roca
- Year
- 2016
- Summary
-
it
La campagna di scavi del 2016 si è protratta per sole tre settimane, a cavallo tra i mesi di settembre e ottobre. Ad essa hanno partecipato dieci studenti dell’Università del Salento, che hanno conseguito crediti formativi.
Non è stato possibile realizzare gli interventi originariamente previsti per questa campagna perché dal 30 marzo 2016 opera nel sito la ditta appaltatrice dei lavori previsti nel progetto ‘Restauro conservativo, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica di Roca Vecchia’ (Fondo per lo Sviluppo e Coesione 2007-2013) del Comune di Melendugno, proprietario dei terreni, approvato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.
La presenza del cantiere, recintato a norma di legge lungo il perimetro dell’intera penisola di Roca, ha creato una situazione nuova e posto inevitabili problemi di sicurezza per quanto concerne la compresenza e le concomitanti attività degli operai e dei mezzi della ditta nelle medesime aree in cui operavano il personale e gli studenti dell’Università del Salento. Questi problemi sono stati parzialmente risolti con un apposito Piano Operativo di Sicurezza redatto dal Servizio Protezione e Prevenzione dell’Università del Salento, grazie al quale è stato reso possibile l’accesso al cantiere dei soli studenti e di personale strutturato.
Le prescrizioni indicate nel piano di sicurezza hanno limitato la mobilità e l’operatività degli studenti partecipanti alla campagna che, oltre alle consuete attività formative, sono stati prevalentemente impiegati in operazioni di supporto ai professionisti incaricati dalla direzione dei lavori di eseguire i rilievi e agli operai nelle attività più delicate di pulizia delle strutture che dovevano essere restaurate nonché degli strati esposti che dovevano essere coperti e protetti, in funzione del ripristino dei piani pavimentali degli edifici dell’abitato tardo-medievale previsto dal progetto.
Il progetto stesso, benché finalizzato preminentemente al restauro delle strutture murarie e alla valorizzazione del sito, prevede alcuni limitati interventi di scavo archeologico che nei prossimi mesi interesseranno soprattutto la porta monumentale delle fortificazioni del Bronzo medio, la cd. ‘Capanna tempio’ del Bronzo finale e un edificio chiesastico tardo-medievale nel settore orientale della penisola con annesse sepolture. I risultati di queste indagini saranno tempestivamente comunicati e illustrati nel sito: https://www.facebook.com/RocaArchaeologicalProject/?fref=ts
curato dal dott. Teodoro Scarano. -
en
This season it was impossible to carry out the planned excavations as work was being undertaken on the site as part of the project to restore, conserve, and enhance the archaeological area of Roca Vecchia with a view to opening the site to the public. The presence of the conservators, workmen, and their equipment affected the safe access to the site for the students taking part in the campaign, whose mobility and work was limited. The students were therefore mainly involved in assisting in surveying and helping to clean the structures to be restored and the exposed layers that were to be covered and protected prior to the restoration of the floors of the late medieval buildings.
The project itself, although principally concentrating on the restoration of the walls and enhancement of the site, also foresees some limited excavation. This will take place in the coming months at the monumental gate of the middle Bronze Age fortifications, the so-called ‘Temple hut’ of the final Bronze Age, and a late medieval church building and associated burials in the eastern sector of the peninsula. - Summary Author
- Riccardo Guglielmino
- Research Body
- Università del Salento
Media
- Name
- Roca
- Year
- 2017
- Summary
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it
La campagna di scavi didattici del 2017 si è protratta per cinque settimane nei mesi di settembre e ottobre. Gli studenti, gli specializzandi e le altre figure con coperture assicurative istituzionali hanno maturato i crediti formativi previsti dai loro precorsi di studio e di ricerca svolgendo prevalentemente operazioni di supporto alle attività dei professionisti di fiducia della Soprintendenza incaricati dalla direzione dei lavori di eseguire i saggi di scavo e i rilievi topografici nell’ambito del progetto ‘Restauro conservativo, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica di Roca Vecchia’. Le attività si sono concentrate nelle seguenti aree:
SAS I, Nella Porta Monumentale delle fortificazioni dell’età del Bronzo, oggetto d’indagini in numerose campagne precedenti (a partire dal 1992) erano state distinte tre fasi d’uso principali (Bronzo Medio, Recente e Finale), caratterizzate da una diversa articolazione interna, da una diversa tecnica edilizia e dal progressivo innalzamento delle quote delle pavimentazioni. Di quest’ampio passaggio, che attraversa le fortificazioni per una profondità di oltre 20m, rimanevano da scavare il tratto terminale di accesso all’abitato e uno degli ambienti interni (camera Nord).
In questo settore si sono concentrate le indagini della campagna 2017. Nel tratto d’ingresso all’abitato sono stati interamente asportati i materiali lapidei e i terreni dei crolli ed è stato raggiunto il piano pavimentale; tra gli altri reperti, è stato riportato alla luce lo scheletro quasi completo di un individuo adulto. Si tratta della seconda testimonianza antropologica all’interno della porta dell’evento bellico che nel Bronzo medio 3 culminò con un assedio e con la distruzione violenta per incendio dell’abitato. Nella camera Nord sono stati asportati i crolli fino ad una quota di 30-40 cm al di sopra del pavimento.
SAS IX. In quest’area, posta nel quartiere nord-occidentale dell’abitato, sorgeva la cd. capanna-tempio del Bronzo finale, un’enorme struttura suddivisa in navate, che si sviluppava per una lunghezza di oltre 40m e una larghezza di 15m tra due ampi percorsi stradali pavimentati con spesse massicciate realizzate con pietre e ossa animali. Delle numerose suppellettili rinvenute all’interno di questo edificio, interamente riportato alla luce a seguito di una decina di campagne di scavo, rimanevano in posto frammenti di alcuni fornelli fittili e vasellame d’impasto, che sono stati recuperati.
SAS XII In questo settore orientale della penisola di Roca erano stati indagati in varie campagne precedenti alcuni ambienti ipogei e una grande struttura identificata come un edificio chiesastico di rito greco di epoca tardomedievale. Di questa struttura si conservano le pavimentazioni, parte delle murature, l’iconostasi, un podio (su cui doveva poggiare l’altare o una cattedra) e panchine litiche sorrette da pilastri sagomati. Nel corso della campagna del 2017 è stata effettuata una radicale pulizia dei resti di questo edificio, sono stati in parte scavati alcuni ambienti annessi e varie sepolture polisome entro fosse subpavimentali. Sono stati, inoltre, recuperati numerosi frammenti d’intonaco dipinto. La funzione dell’edificio sembra confermata dal rinvenimento di uno stampo eucaristico nel riempimento di un pozzo contiguo. -
en
The excavations and topographical survey were undertaken as part of the ‘Restauro conservativo, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica di Roca Vecchia’ project. The work concentrated on the following areas:
SAS 1, the monumental gate of the Bronze Age fortifications (the object of investigations since 1992). Here three distinct phases were identified (Middle, Recent and Final Bronze Age), each with a different internal layout, different construction technique and gradual rise in the floor level. This large passageway crosses the fortifications to a depth of over 20 m. The terminal part of the entrance to the settlement and one of the interior rooms (north room) remain to be excavated.
In 2017, the stones and soil from the collapses in this area were completely removed reaching the floor surface: Among the finds was an almost complete adult skeleton. This is the second piece of anthropological evidence found inside the gate relating to the military event that culminated with a siege and the destruction of the settlement by fire in the middle Bronze Age 3. In the north room, the collapses were removed down to 30-40 cm above the floor level.
SAS IX. In this area, situated in the north-western quarter of the settlement stood the so-called hut-temple dating to the Final Bronze Age. This was an enormous structure, over 40 m long and 15 m wide, divided into aisles, and situated between two wide roads paved with thick layers of stones and animal bones. This building has been completely excavated during the course of about ten campaigns. Numerous furnishings were found inside and the fragments of several terracotta cooking stands and impasto pottery that had remained _in_ _situ_ were recovered.
SAS XII. During past campaigns, several underground chambers and a large structure identified as a late medieval church (Greek ritual) were investigated in this eastern sector of the Roca peninsula. The floors, part of the walls, the iconostasis, a podium (on which there could have been an altar or throne) and stone benches resting on shaped pillars survive. During this campaign, the remains of this building were cleaned and some of the associated rooms were partly excavated in addition to several multiple burials in graves under the floor. Numerous fragments of painted plaster were recovered. The building’s function seemed to be confirmed by the discovery of a Eucharistic stamp/mould in the fill of a nearby well. - Summary Author
- Riccardo Guglielmino
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
- Funding Body
- Università del Salento
Media
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