Name
Squinzano-S. Maria di Cerrate
Date Range
500 – 700
1500 – 1600
Monuments
Road
Cemetery

Seasons

  • AIAC_1200 - Squinzano-S. Maria di Cerrate - 2006
    L’indagine archeologica condotta nel 2005 ha previsto l’apertura di un saggio dinanzi la facciata della chiesa di Santa Maria di Cerrate. Al di sotto dei livelli relativi ai restauri degli ultimi decenni, sono venuti alla luce depositi archeologici databili all’età tardo-medievale. Si tratta, in prevalenza, di una grande fossa aperta dinanzi alla chiesa per lo scarico di macerie, forse da porre in relazione a sistemazioni dell’edificio di culto. Da uno strato tagliato dalla fossa proviene una moneta in bronzo datata agli inizi del XVI secolo che copre le evidenze archeologiche realizzate nel banco di roccia, che si caratterizzano come due solchi, dai contorni non netti, creati da una lunga usura della roccia da interpretare come carraia. Questa, con andamento sud-est/nord-ovest, non ha restituito nello scavo del terreno di riempimento del materiale databile, bensì dati riguardo al suo utilizzo. La continua erosione del solco causato dal passaggio dei carri veniva livellata con vari strati di allettamento. Resta da definire la datazione della struttura viaria che, allo stato attuale, sembra essere anteriore al XVI secolo. Questo tipo di struttura, benché ampiamente nota nel territorio salentino, è poco indagata scientificamente. Nella letteratura locale le carraie sono generalmente associate alle masserie costruite a partire dal Cinquecento, nel momento in cui i dati indicano delle sostanziali trasformazioni nell’economia con il progressivo abbandono di un sistema basato su un’agricoltura variegata ed intensiva, per cedere il posto ad un’economia di tipo estensivo. Lungo i bordi della carraia si collocano una serie di buchi, tagliati nella roccia a distanza regolare su entrambi i lati, da interpretare come alloggiamenti di pali di legno. Se questi siano in relazione alla strada o con strutture anteriori o posteriori a questa, è prematuro affermarlo. A ridosso della sezione est del saggio, sono state rinvenute due sepolture denominate Tomba IV e Tomba V, tagliate nel banco di roccia naturale. La tomba V, di forma trapezoidale a sezione rettangolare scavata nel banco della roccia, è risultata priva di copertura e già svuotata al momento dell’indagine archeologica. All’interno è stato rinvenuto uno strato di macerie composto da pietre calcaree di forma irregolare mescolate a terra e resti di ossa umane. La sua datazione è complessa, poiché mancano dati sulla sepoltura. Le tombe collocabili nel gruppo delle sepolture a pianta trapezoidale sono note in contesti rupestri e coprono generalmente un arco cronologico ampio. Tuttavia le pareti diritte e il fondo piatto fanno risalire la datazione al pieno Medioevo. Anche la tomba IV è stata rinvenuta priva di copertura e rimaneggiata in passato. E’ assimilabile tipologicamente alle tombe a sarcofago rettangolare realizzate in un blocco monolitico in pietra calcarea. Vi è una differenza di profondità tra il lato est e quello ovest spiegabile con un adattamento a cui la tomba è stata soggetta nel corso del tempo. L’individuo sepolto, probabilmente un adulto, conservava lungo il lato destro una fibbia circolare in ferro priva dell’ardiglione, mentre ai lati del cranio erano stati posti altri due crani. Malgrado la sepoltura abbia subito profondi rimaneggiamenti, si può ipotizzare che già nella fase originaria contenesse più individui. In un momento successivo la tomba sembra essere stata riaperta per deporre le ossa di altri individui. La tipologia della tomba e del materiale rinvenuto sembrano orientare per un contesto cronologico tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo.

Media

Name
Squinzano-S. Maria di Cerrate
Year
2006
Summary
it L’indagine archeologica condotta nel 2005 ha previsto l’apertura di un saggio dinanzi la facciata della chiesa di Santa Maria di Cerrate. Al di sotto dei livelli relativi ai restauri degli ultimi decenni, sono venuti alla luce depositi archeologici databili all’età tardo-medievale. Si tratta, in prevalenza, di una grande fossa aperta dinanzi alla chiesa per lo scarico di macerie, forse da porre in relazione a sistemazioni dell’edificio di culto. Da uno strato tagliato dalla fossa proviene una moneta in bronzo datata agli inizi del XVI secolo che copre le evidenze archeologiche realizzate nel banco di roccia, che si caratterizzano come due solchi, dai contorni non netti, creati da una lunga usura della roccia da interpretare come carraia. Questa, con andamento sud-est/nord-ovest, non ha restituito nello scavo del terreno di riempimento del materiale databile, bensì dati riguardo al suo utilizzo. La continua erosione del solco causato dal passaggio dei carri veniva livellata con vari strati di allettamento.

Resta da definire la datazione della struttura viaria che, allo stato attuale, sembra essere anteriore al XVI secolo. Questo tipo di struttura, benché ampiamente nota nel territorio salentino, è poco indagata scientificamente. Nella letteratura locale le carraie sono generalmente associate alle masserie costruite a partire dal Cinquecento, nel momento in cui i dati indicano delle sostanziali trasformazioni nell’economia con il progressivo abbandono di un sistema basato su un’agricoltura variegata ed intensiva, per cedere il posto ad un’economia di tipo estensivo. Lungo i bordi della carraia si collocano una serie di buchi, tagliati nella roccia a distanza regolare su entrambi i lati, da interpretare come alloggiamenti di pali di legno. Se questi siano in relazione alla strada o con strutture anteriori o posteriori a questa, è prematuro affermarlo. A ridosso della sezione est del saggio, sono state rinvenute due sepolture denominate Tomba IV e Tomba V, tagliate nel banco di roccia naturale.

La tomba V, di forma trapezoidale a sezione rettangolare scavata nel banco della roccia, è risultata priva di copertura e già svuotata al momento dell’indagine archeologica. All’interno è stato rinvenuto uno strato di macerie composto da pietre calcaree di forma irregolare mescolate a terra e resti di ossa umane. La sua datazione è complessa, poiché mancano dati sulla sepoltura. Le tombe collocabili nel gruppo delle sepolture a pianta trapezoidale sono note in contesti rupestri e coprono generalmente un arco cronologico ampio. Tuttavia le pareti diritte e il fondo piatto fanno risalire la datazione al pieno Medioevo.

Anche la tomba IV è stata rinvenuta priva di copertura e rimaneggiata in passato. E’ assimilabile tipologicamente alle tombe a sarcofago rettangolare realizzate in un blocco monolitico in pietra calcarea. Vi è una differenza di profondità tra il lato est e quello ovest spiegabile con un adattamento a cui la tomba è stata soggetta nel corso del tempo. L’individuo sepolto, probabilmente un adulto, conservava lungo il lato destro una fibbia circolare in ferro priva dell’ardiglione, mentre ai lati del cranio erano stati posti altri due crani. Malgrado la sepoltura abbia subito profondi rimaneggiamenti, si può ipotizzare che già nella fase originaria contenesse più individui. In un momento successivo la tomba sembra essere stata riaperta per deporre le ossa di altri individui. La tipologia della tomba e del materiale rinvenuto sembrano orientare per un contesto cronologico tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo.
en The archaeological investigation undertaken in 2005 opened a trench in front of the façade of Santa Maria di Cerrate. Below levels relating to the restoration interventions of the last decades, archaeological deposits dating to the late medieval period were reached. A large pit was uncovered which had been opened in front of the church and used for dumping rubble, perhaps relating to a restructuring of the cult building. A layer cut by the pit produced a bronze coin dating to the beginning of the 16th century. This layer covered the bedrock which was characterized by the presence of two grooves, with well defined edges, worn into the rock and interpreted as a cart-road. The latter was on a south-east/north-west alignment and the fill did not provide any dating evidence but rather contained evidence regarding its use. The continuous erosion of the grooves caused by the passing of the carts was leveled with several layers of make up.

The dating of the road is still to be defined, at present it appears to pre-date the 16th century. This type of structure, although well known in the Salento, has not been closely investigated in a scientific manner. In local literature cart-roads are generally associated with the farms built from the 16th century onwards, at a moment when evidence indicates substantial transformations in the economy with the progressive abandonment of a system based on varied and intensive agriculture that was then replaced by an extensive agricultural regime. Along the road were a series of rock-cut holes placed at regular intervals on both sides, probably the housings for wooden posts. It is too early to say whether these related to the road or with structures in front or behind it. Two rock-cut burials were uncovered up against the east section of the trench, named Tomb IV and Tomb V.

Tomb V, trapezoidal in shape with a rectangular section was without its covering and the bones had been removed. Inside was a layer of rubble containing irregular stones mixed with earth and the remains of human bone. The dating is problematic due to the lack of tomb contents. Tombs with a trapezoidal plan are known in rock-cut contexts and usually fall within a wide chronology. However, the vertical walls and flat bottom date this tomb to the high medieval period.

Tomb IV was also without its cover and had been disturbed in the past. It is similar in typology to the rectangular “sarcophagus” tombs built in monolithic limestone blocks. There was a great difference between the east and west sides probably due to an adaptation of the tomb undertaken at some point. The buried individual, probably adult, had a round iron fibula, the tongue missing, by its right side. Two other crania had been placed either side of the individual’s cranium. Despite the fact that the burial had been heavily disturbed, it may be suggested that in origin it already contained more than one individual. Later the tomb seems to have been reopened to deposit the bones of others. The tomb typology and the material recovered suggest a date of between the end of the 6th and beginning of the 7th century A.D.
Summary Author
MiBAC
Director
Paul Arthur
Team
Archaeologist representing the Soprintendenza - Luigi Tondo

Media

Location

Location
Squinzano-S. Maria di Cerrate
Easting
18.063419
Northing
40.451647