- Item
- AIAC_1205
- Name
- Fondo Fontanella
- Date Range
- 850 BC – 200 BC
Seasons
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AIAC_1205 - Fondo Fontanella - 2000Il Fondo Fontanella è un ampio terreno di proprietà comunale sito in località Fontanelle, alla periferia settentrionale di Soleto (Van Compernolle 1994: 350 n° 46; Van Compernolle 2003: 150 n° 7). Ultimato nel 1998 lo studio del tratto della prima cinta muraria messapica di Soleto ubicato in corrispondenza del limite settentrionale del Fondo Fontanella (Van Compernolle 2003: 163), si era aperto nel 1999 una trincea esplorativa nel fondo, consentendo l’individuazione di strutture abitative. Nel 2000, si è avviato lo scavo sistematico in estensione, riportando in luce un’abitazione messapica a vestibolo con copertura di tegole in pendenza, cortile interno a coccio pesto e vano abitativo dotato di una tettoia orizzontale sostenuta da un palo centrale (Van Compernolle 2003: 157). I muri sono costituiti da una base in blocchi di carparo, o di pietra leccese in pochi punti privilegiati, con elevato in mattoni crudi e pali di legno. Un angolo di muro in carparo presenta una rifinitura a plinto con piccole lastre di leccese. I vani sono di forma trapezoidale. Si appoggiano ad uno strato di riempimento sabbioso con evidente funzione di drenaggio, contenuto verso Est da una imponente massicciata di blocchi di carparo e pietre calcaree.
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AIAC_1205 - Fondo Fontanella - 2001Si è proceduto allo scavo di una sepoltura messapica a cassa di lastre di pietra leccese con copertura in lastre di carparo (Van Compernolle 2002,Van Compernolle 2003, 165). Nella tomba fu individuata una deposizione primaria di adulto di sesso maschile (Vetrugno 2005 69-81), posto in decubito dorsale con relativo corredo funebre (cratere a campana messapico a decorazione fitomorfa, _lekythos_ apula a figure rosse, brocchetta acroma monoansata), affiancata ai piedi da un altro adulto in riduzione con oggetti di corredo ( _lekythos_ a vernice nera con decorazione a reticolo, boccale acromo biansato a bocca bilobata, brocchetta acroma biansata, brocchetta acroma monoansata, pallina in terracotta, vago di collana in pietra, pettine in osso, astragali di ovicaprino). Un’altra deposizione secondaria con resti di un adulto e di tre bambini e relativo corredo funebre (testa di statuina femminile in terracotta, _lekythos_ a vernice nera, _lekythos_ a vernice nera con decorazione a reticolo, boccale acromo, brocchetta acroma, astragali di ovicaprini, frammenti di fibule in ferro) è stata riportata alla luce sotto il cranio della deposizione primaria, in una piccola fossa scavata nel bolo argilloso sterile. All’esterno della tomba, si è evidenziato un fittissimo ossario, contenente resti di tre adulti (due uomini e una donna), uno giovane e un infante, accuratamente seppelliti sotto copertura e sopra basamento di vasi frammentati e di tegole, con pochi oggetti di corredo tra i quali spicca un diobolo di argento di Taranto. Di questi individui si sono ritrovati tre ossa all’interno della tomba (Vetrugno 2005 73), dimostrando il rapporto tra sepoltura e ossario. Il posizionamento topografico della sepoltura è di particolare interesse : essa risulta inserita in uno spazio triangolare delimitato, da un lato, dal battuto pavimentale di un cortile, dagli altri due lati da muri pertinenti ad una casa messapica. La tomba si appoggia alla casa. La sepoltura di famiglia è integrata allo spazio domestico. Il complesso risulta per ora databile, in linea di massima, al periodo 330-265 a.C.
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AIAC_1205 - Fondo Fontanella - 2002Si è completato lo scavo degli ossari pertinenti alla sepoltura messapica studiata nel 2001 (v. la relativa scheda per la composizione del contesto) e si è ripreso lo scavo in estensione delle strutture abitative di età messapica, definendo l’organizzazione spaziale dei vani evidenziati nel 2000 (fornello, incastro per mobile, dispositivi a sostegno di due contenitori), rilevando e prelevando il crollo della tettoia di un altro ampio vano trapezoidale e riportando in luce il battuto in pietrisco e cocciame del cortile e della via di accesso al complesso. Lungo il margine della via si sono identificati una discarica e un focolare di età iapigia.
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AIAC_1205 - Fondo Fontanella - 2003Proseguendo lo scavo in estensione del complesso abitativo di età messapica, si sono riportati in luce i battuti pavimentali del terzo e del quarto vano ed evidenziati numerosi muri di fondazione in blocchi squadrati di carparo, un crollo di tettoia e, tra queste strutture, parte del battuto di tufina di una capanna iapigia databile al VII sec. a.C. in base alla presenza di ceramica protocorinzia. Questi nuovi dati sono stati messi in ombra dal rinvenimento di un ostrakon (Andreassi 2004), databile a quanto pare al V secolo a.C., con incisione del profilo del Salento meridionale e ubicazione di dodici toponimi dell’antica Messapia, tra i quali, in posizione centrale, SOL (cioè l’abbreviazione del toponimo messapico corrispondente al latino Soletum, ora Soleto). Il prezioso reperto, che rivestirebbe fondamentale importanza sia per la valutazione delle dinamiche culturali e di autodefinizione identitaria dei Messapi nei loro rapporti con la civiltà greca, sia per la storia della cartografia del mondo occidentale, è stato denominato « Mappa di Soleto » ed è oggetto di un programma di studio collettivo. I vari contributi saranno discussi in occasione di un colloquio che si terrà a Montpellier dal 10 al 12 marzo 2005, intitolato La « Mappa di Soleto ». Échanges de cultures en Méditerranée ancienne (Andreassi 2006, Van Compernolle 2005).
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AIAC_1205 - Fondo Fontanella - 2004Si è completato lo scavo in estensione del complesso abitativo di età messapica di Fondo Fontanella, composto da due ali disposte a forma di L. L’ala orientale, che presenta tre vani, costituisce l’abitazione, mentre l’ala settentrionale era dedicata sia alla produzione artigianale, come indicato dal rinvenimento di numerose scorie metalliche, sia, probabilmente, all’allevamento. La sepoltura di famiglia, con relativo ossario, era inserita nell’angolo tra le due ali, in posizione privilegiata. Il complesso è edificato su di uno strato di riempimento sabbioso contenuto da un’imponente massicciata di blocchi di carparo e pietre calcaree. Questo terrazzamento svolge evidente funzione di drenaggio e compensa la lieve pendenza collinare. Si accede al complesso per una viuzza in pietrisco e cocciame che si suddivide in due accessi, il primo che conduce all’ala abitativa e il secondo all’ala produttiva. Si entra nell’ala abitativa attraverso un piccolo cortile all’aperto che immette in un vestibolo seguito da un piccolo porticato delimitato da ante. Il vestibolo e il porticato erano coperti da una tettoia a spiovente unico, rinvenuta in posizione di crollo davanti alla soglia, nel porticato. I vani sono di forma trapezoidale. Dal piccolo cortile è possibile accedere al vano abitativo. I muri sono costituiti da un basamento in blocchi di carparo e pietra leccese, con elevato in mattoni crudi e pali di legno. La copertura orizzontale di tegole poggiava su di un’armatura lignea e su di un palo centrale. Un angolo di muro in carparo presenta una rifinitura a plinto con piccole lastre di pietra leccese, elemento questo che potrebbe suggerire l’esistenza di rifiniture per l’elevato interno. Due semicerchi di piccole pietre disposti ai piedi del muro Nord sostenevano contenitori. Nell’angolo SE del vano, si sono rinvenuti fornelli ad impasto posti davanti ad una sporgenza di roccia levigata, verosimilmente usata per disporre le braci. Lungo la parete S del vano, un incavo nel battuto pavimentale di carparo sbriciolato e tufina era destinato alla sistemazione di qualche mobile. In questo vano si sono rinvenuti, oltre ai frammenti di fornello, frammenti di vasellame da tavola. Questo vano poteva essere utilizzato anche per il ricevimento di ospiti. Dal porticato si poteva accedere ad un altro vano con battuto di tufina e copertura orizzontale di tegole, aperto verso il lato privato del complesso. Tra i reperti si nota, in particolare, la presenza di pesi da telaio e di astragali di ovini, che sembrano evocare la sfera femminile ed infantile. Questo vano era destinato alle attività della famiglia. L’ala produttiva comportava tre vani dotati di una copertura in materiale deperibile: un vano di servizio con battuto di carparo sbriciolato; un grande vano lungo circa 15 m e largo più di 5 m, privo di battuto ma perfettamente spietrato, forse una stalla per l’allevamento di cavalli; un vano di minori dimensioni in cattivo stato di conservazione. L’ala produttiva era completata da un vano con copertura di tegole, che potrebbe aver svolto la funzione di «bottega», cioè di punto di accoglienza dei consumatori dei prodotti di fattura locale. Il complesso risulta per ora databile, in linea di massima, al periodo compreso tra la seconda metà del IV e il III secolo a.C. Nei livelli sottostanti l’edificio di età messapica, si sono evidenziate 7 buche per l’inserimento di pali lignei e una mattonella di terracotta pertinenti alla parete di un’ampia capanna iapigia di forma ovoidale, lunga circa 12 m, databile tra la fine dell’VIII e l’inizio del VII secolo a.C. Il battuto pavimentale in tufina della capanna iapigia si appoggia direttamente sul banco roccioso. In corrispondenza di lievi depressioni della roccia, esso poggia su di un sottile strato di riempimento. Uno spuntone di roccia è stato sfruttato per impostare l’estremità occidentale dell’abitazione. Si sono evidenziati resti della base di alcune pareti interne alla capanna, costruite in pietra. Un focolare è stato riportato alla luce in un lieve avvallamento situato lungo il lato meridionale della parete della capanna. Al periodo di vita dell’abitazione si collega qualche frammento di ceramica protocorinzia. All’estremità orientale dell’ala produttiva del complesso abitativo messapico si sono rinvenute le fondamenta di una torretta di avvistamento a doppio terrazzo in pietra a secco, costituita da un piccolo vano con ingresso a soglia coperto da una pseudo volta e da un terrazzo presumibilmente situato a circa 3 m di altezza. Questo ambiente è circondato, a S e ad E, da una massicciata ad andamento curvilineo che ingloba un blocco squadrato di carparo, interpretabile come piano di appoggio per la scala di accesso al terrazzo. L’edificio è completato, a NE, da una torretta quadrata piena di circa m 2 x 2, con fondamenta in massi calcarei di notevoli dimensioni ed un alzato della probabile altezza di circa 5 m. Una parte dell’ala produttiva fu quindi volutamente sacrificata per la costruzione della torretta, che poggia sulla sua estremità orientale e contro il muro N dell’ala abitativa. Il materiale archeologico raccolto nella colmata della controfossa delle fondamenta dell’edificio comprende frammenti di ceramiche locali del III secolo a.C. Ubicata a circa 5 m all’interno della precedente cinta muraria messapica, smantellata in seguito alla conquista romana del 266 a.C., la torretta fu costruita a parziale sostituzione della fortificazione per garantire il controllo visivo del punto di rifornimento idrico delle Fontanelle e della pianura dell’Oliveto, in direzione N. L’erezione di un tale edificio, impensabile sotto il dominio romano, non può che essere avvenuta all’indomani della battaglia di Canne (218 a.C.), quando i Sallentini schierarono con Annibale (v. Livio XXII, 61, 12 a proposito degli _Uzentini_; Livio XXV, 1, 1 sulle altre defezioni salentine del 213 a.C.). Questa ipotesi appare confermata dal fatto che il sito risulta essere, alcuni anni dopo, abbandonato: lo scavo di Fondo Fontanella non ha infatti restituito ceramica riferibile al II secolo a.C. La fine della seconda guerra punica, nel 209, avrebbe quindi sigillato il destino di Soleto, ormai _Soletum desertum_.
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AIAC_1205 - Fondo Fontanella - 2006Diversi saggi di scavo sono stati aperti allo scopo di studiare la tecnica costruttiva del complesso abitativo di età messapica. Le fondamenta della maggior parte dell’edificio sono risultate sistemate a diretto contatto con sporgenze rocciose e con lo strato di argilla sterile. Parte dei vani del lato settentrionale si appoggia su di un’ampia massicciata di riempimento sistemata a compenso della pendenza collinare.
Media
- Name
- Fondo Fontanella
- Year
- 2000
- Summary
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it
Il Fondo Fontanella è un ampio terreno di proprietà comunale sito in località Fontanelle, alla periferia settentrionale di Soleto (Van Compernolle 1994: 350 n° 46; Van Compernolle 2003: 150 n° 7).
Ultimato nel 1998 lo studio del tratto della prima cinta muraria messapica di Soleto ubicato in corrispondenza del limite settentrionale del Fondo Fontanella (Van Compernolle 2003: 163), si era aperto nel 1999 una trincea esplorativa nel fondo, consentendo l’individuazione di strutture abitative.
Nel 2000, si è avviato lo scavo sistematico in estensione, riportando in luce un’abitazione messapica a vestibolo con copertura di tegole in pendenza, cortile interno a coccio pesto e vano abitativo dotato di una tettoia orizzontale sostenuta da un palo centrale (Van Compernolle 2003: 157). I muri sono costituiti da una base in blocchi di carparo, o di pietra leccese in pochi punti privilegiati, con elevato in mattoni crudi e pali di legno. Un angolo di muro in carparo presenta una rifinitura a plinto con piccole lastre di leccese. I vani sono di forma trapezoidale. Si appoggiano ad uno strato di riempimento sabbioso con evidente funzione di drenaggio, contenuto verso Est da una imponente massicciata di blocchi di carparo e pietre calcaree. -
en
The Fondo Fontanella is a large area of communal land in the locality of Fontanelle situated in the northern outskirts of Soleto.
In 1998 the study of the first Messapian curtain wall, situated on the northern edge of the Fondo Fontanella, was completed. In 1999 a trial trench was opened which revealed the presence of residential structures.
In 2000 open area excavations began which uncovered a Messapian vestibule house with sloped tile roof, internal courtyard with an opus signinum floor and a room with a flat roof supported by a central post. The walls had footings of blocks of carparo or pietra leccese in a few places, and standing structures of mud brick and wooden posts. One corner of the carparo wall formed a plinth made with small slabs of leccese stone. The rooms were of trapezoidal shape. They abutted a layer of sandy fill, which provided drainage, contained to the east by a substantial conglomeration of _carparo_ and limestone blocks. - Summary Author
- Thierry Van Compernolle
Media
- Name
- Fondo Fontanella
- Year
- 2001
- Summary
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it
Si è proceduto allo scavo di una sepoltura messapica a cassa di lastre di pietra leccese con copertura in lastre di carparo (Van Compernolle 2002,Van Compernolle 2003, 165). Nella tomba fu individuata una deposizione primaria di adulto di sesso maschile (Vetrugno 2005 69-81), posto in decubito dorsale con relativo corredo funebre (cratere a campana messapico a decorazione fitomorfa, _lekythos_ apula a figure rosse, brocchetta acroma monoansata), affiancata ai piedi da un altro adulto in riduzione con oggetti di corredo ( _lekythos_ a vernice nera con decorazione a reticolo, boccale acromo biansato a bocca bilobata, brocchetta acroma biansata, brocchetta acroma monoansata, pallina in terracotta, vago di collana in pietra, pettine in osso, astragali di ovicaprino). Un’altra deposizione secondaria con resti di un adulto e di tre bambini e relativo corredo funebre (testa di statuina femminile in terracotta, _lekythos_ a vernice nera, _lekythos_ a vernice nera con decorazione a reticolo, boccale acromo, brocchetta acroma, astragali di ovicaprini, frammenti di fibule in ferro) è stata riportata alla luce sotto il cranio della deposizione primaria, in una piccola fossa scavata nel bolo argilloso sterile.
All’esterno della tomba, si è evidenziato un fittissimo ossario, contenente resti di tre adulti (due uomini e una donna), uno giovane e un infante, accuratamente seppelliti sotto copertura e sopra basamento di vasi frammentati e di tegole, con pochi oggetti di corredo tra i quali spicca un diobolo di argento di Taranto. Di questi individui si sono ritrovati tre ossa all’interno della tomba (Vetrugno 2005 73), dimostrando il rapporto tra sepoltura e ossario.
Il posizionamento topografico della sepoltura è di particolare interesse : essa risulta inserita in uno spazio triangolare delimitato, da un lato, dal battuto pavimentale di un cortile, dagli altri due lati da muri pertinenti ad una casa messapica. La tomba si appoggia alla casa. La sepoltura di famiglia è integrata allo spazio domestico. Il complesso risulta per ora databile, in linea di massima, al periodo 330-265 a.C. -
en
A Messapian burial in an “a cassa” tomb of leccese stone slabs with a covering of carparo stone slabs was excavated. It contained, in primary deposition, a male adult in a supine position with related grave goods (Messapian bell-krater decorated with vegetal motifs, Apuilian Red-figure _lekythos_, plain ware single-handled jug). By the feet was another adult, in reduction, with grave goods (black glaze _lekythos_ with reticulate decoration, two-handled plain ware jug with bi-lobe mouth, small two-handled plain ware jug, small single-handled plain ware jug, small terracotta ball, a stone bead, a bone comb and sheep/goat _astragalae_ ). Another secondary deposition with the remains of an adult and three infants/juveniles and related grave goods (head of a terracotta female statuette, black glaze _lekythos_, black glaze _lekythos_ with reticulate decoration, plain ware jug, small plain ware jug, sheep/goat _astragalae_ and fragments of iron fibulae) was found below the cranium of the primary deposition, in a small cavity cut into the sterile clay.
Outside the tomb there was a densely packed ossuary, containing the remains of three adults (two male and one female), a juvenile and an infant. They were carefully buried below a covering and laying on a stratum of broken vases and tiles, with a only a small tomb group which included silver diobolus from Taranto. Three bones belonging to these individuals were found inside the tomb, demonstrating the relationship between the burial and the ossuary.
The topographical position of the tomb is of particular interest. It was inserted into a triangular space delimited, on one side, by the beaten floor of a courtyard, on the other two sides by the walls of a Messapian house. The tomb abutted the house. The family tomb is incorporated within the domestic space. The complex dates to the period 330-265 B.C. - Summary Author
- Thierry Van Compernolle
Media
- Name
- Fondo Fontanella
- Year
- 2002
- Summary
- it Si è completato lo scavo degli ossari pertinenti alla sepoltura messapica studiata nel 2001 (v. la relativa scheda per la composizione del contesto) e si è ripreso lo scavo in estensione delle strutture abitative di età messapica, definendo l’organizzazione spaziale dei vani evidenziati nel 2000 (fornello, incastro per mobile, dispositivi a sostegno di due contenitori), rilevando e prelevando il crollo della tettoia di un altro ampio vano trapezoidale e riportando in luce il battuto in pietrisco e cocciame del cortile e della via di accesso al complesso. Lungo il margine della via si sono identificati una discarica e un focolare di età iapigia.
- en Excavation of the ossuaries relating to the Messapian burial examined in 2001 was completed and continued on the Messapian houses, defining the spatial organisation of the rooms uncovered in 2000 (cooking stand, housing for furniture, structures for supporting two containers). The roof collapse of another large trapezoidal room was recorded. The beaten surface of stones and broken pottery of the courtyard and the access road to the complex were uncovered. A midden and a hearth of Iapigian date were found beside the road.
- Summary Author
- Thierry Van Compernolle
Media
- Name
- Fondo Fontanella
- Year
- 2003
- Summary
-
it
Proseguendo lo scavo in estensione del complesso abitativo di età messapica, si sono riportati in luce i battuti pavimentali del terzo e del quarto vano ed evidenziati numerosi muri di fondazione in blocchi squadrati di carparo, un crollo di tettoia e, tra queste strutture, parte del battuto di tufina di una capanna iapigia databile al VII sec. a.C. in base alla presenza di ceramica protocorinzia.
Questi nuovi dati sono stati messi in ombra dal rinvenimento di un ostrakon (Andreassi 2004), databile a quanto pare al V secolo a.C., con incisione del profilo del Salento meridionale e ubicazione di dodici toponimi dell’antica Messapia, tra i quali, in posizione centrale, SOL (cioè l’abbreviazione del toponimo messapico corrispondente al latino Soletum, ora Soleto). Il prezioso reperto, che rivestirebbe fondamentale importanza sia per la valutazione delle dinamiche culturali e di autodefinizione identitaria dei Messapi nei loro rapporti con la civiltà greca, sia per la storia della cartografia del mondo occidentale, è stato denominato « Mappa di Soleto » ed è oggetto di un programma di studio collettivo. I vari contributi saranno discussi in occasione di un colloquio che si terrà a Montpellier dal 10 al 12 marzo 2005, intitolato La « Mappa di Soleto ». Échanges de cultures en Méditerranée ancienne (Andreassi 2006, Van Compernolle 2005). -
en
Excavations continued on the Messapian residential complex revealing the beaten floors of the third and fourth rooms and identifying numerous foundation walls in squared _carparo_ blocks and a roof collapse. Among these structures part of a beaten floor of crushed tufa of a Iapigian hut came to light. The associated proto-Corinthian pottery dated it to the 7th century B.C.
This new data was overshadowed by the discovery of an _ostrakon_, seemingly datable to the 5th century B.C., bearing an incision of the outline of southern Salento showing the position of twelve toponyms of ancient Messapia, among which, in a central position, SOL (that is the abbreviation of the Messapian toponym corresponding to the Latin _Soletum_, now Soleto). This precious find, is of great importance for understanding the cultural dynamics and the Messapians’ auto-definition of their identity in their relationship with Greek civilisation, and is also of importance for the history of cartography in the western world. It has been named the “Soleto map” and is the object of a collective study programme. - Summary Author
- Thierry Van Compernolle
Media
- Name
- Fondo Fontanella
- Year
- 2004
- Summary
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it
Si è completato lo scavo in estensione del complesso abitativo di età messapica di Fondo Fontanella, composto da due ali disposte a forma di L. L’ala orientale, che presenta tre vani, costituisce l’abitazione, mentre l’ala settentrionale era dedicata sia alla produzione artigianale, come indicato dal rinvenimento di numerose scorie metalliche, sia, probabilmente, all’allevamento. La sepoltura di famiglia, con relativo ossario, era inserita nell’angolo tra le due ali, in posizione privilegiata. Il complesso è edificato su di uno strato di riempimento sabbioso contenuto da un’imponente massicciata di blocchi di carparo e pietre calcaree. Questo terrazzamento svolge evidente funzione di drenaggio e compensa la lieve pendenza collinare.
Si accede al complesso per una viuzza in pietrisco e cocciame che si suddivide in due accessi, il primo che conduce all’ala abitativa e il secondo all’ala produttiva. Si entra nell’ala abitativa attraverso un piccolo cortile all’aperto che immette in un vestibolo seguito da un piccolo porticato delimitato da ante. Il vestibolo e il porticato erano coperti da una tettoia a spiovente unico, rinvenuta in posizione di crollo davanti alla soglia, nel porticato. I vani sono di forma trapezoidale. Dal piccolo cortile è possibile accedere al vano abitativo. I muri sono costituiti da un basamento in blocchi di carparo e pietra leccese, con elevato in mattoni crudi e pali di legno. La copertura orizzontale di tegole poggiava su di un’armatura lignea e su di un palo centrale. Un angolo di muro in carparo presenta una rifinitura a plinto con piccole lastre di pietra leccese, elemento questo che potrebbe suggerire l’esistenza di rifiniture per l’elevato interno. Due semicerchi di piccole pietre disposti ai piedi del muro Nord sostenevano contenitori. Nell’angolo SE del vano, si sono rinvenuti fornelli ad impasto posti davanti ad una sporgenza di roccia levigata, verosimilmente usata per disporre le braci. Lungo la parete S del vano, un incavo nel battuto pavimentale di carparo sbriciolato e tufina era destinato alla sistemazione di qualche mobile. In questo vano si sono rinvenuti, oltre ai frammenti di fornello, frammenti di vasellame da tavola. Questo vano poteva essere utilizzato anche per il ricevimento di ospiti.
Dal porticato si poteva accedere ad un altro vano con battuto di tufina e copertura orizzontale di tegole, aperto verso il lato privato del complesso. Tra i reperti si nota, in particolare, la presenza di pesi da telaio e di astragali di ovini, che sembrano evocare la sfera femminile ed infantile. Questo vano era destinato alle attività della famiglia.
L’ala produttiva comportava tre vani dotati di una copertura in materiale deperibile: un vano di servizio con battuto di carparo sbriciolato; un grande vano lungo circa 15 m e largo più di 5 m, privo di battuto ma perfettamente spietrato, forse una stalla per l’allevamento di cavalli; un vano di minori dimensioni in cattivo stato di conservazione. L’ala produttiva era completata da un vano con copertura di tegole, che potrebbe aver svolto la funzione di «bottega», cioè di punto di accoglienza dei consumatori dei prodotti di fattura locale.
Il complesso risulta per ora databile, in linea di massima, al periodo compreso tra la seconda metà del IV e il III secolo a.C.
Nei livelli sottostanti l’edificio di età messapica, si sono evidenziate 7 buche per l’inserimento di pali lignei e una mattonella di terracotta pertinenti alla parete di un’ampia capanna iapigia di forma ovoidale, lunga circa 12 m, databile tra la fine dell’VIII e l’inizio del VII secolo a.C. Il battuto pavimentale in tufina della capanna iapigia si appoggia direttamente sul banco roccioso. In corrispondenza di lievi depressioni della roccia, esso poggia su di un sottile strato di riempimento. Uno spuntone di roccia è stato sfruttato per impostare l’estremità occidentale dell’abitazione. Si sono evidenziati resti della base di alcune pareti interne alla capanna, costruite in pietra. Un focolare è stato riportato alla luce in un lieve avvallamento situato lungo il lato meridionale della parete della capanna. Al periodo di vita dell’abitazione si collega qualche frammento di ceramica protocorinzia.
All’estremità orientale dell’ala produttiva del complesso abitativo messapico si sono rinvenute le fondamenta di una torretta di avvistamento a doppio terrazzo in pietra a secco, costituita da un piccolo vano con ingresso a soglia coperto da una pseudo volta e da un terrazzo presumibilmente situato a circa 3 m di altezza. Questo ambiente è circondato, a S e ad E, da una massicciata ad andamento curvilineo che ingloba un blocco squadrato di carparo, interpretabile come piano di appoggio per la scala di accesso al terrazzo. L’edificio è completato, a NE, da una torretta quadrata piena di circa m 2 x 2, con fondamenta in massi calcarei di notevoli dimensioni ed un alzato della probabile altezza di circa 5 m. Una parte dell’ala produttiva fu quindi volutamente sacrificata per la costruzione della torretta, che poggia sulla sua estremità orientale e contro il muro N dell’ala abitativa. Il materiale archeologico raccolto nella colmata della controfossa delle fondamenta dell’edificio comprende frammenti di ceramiche locali del III secolo a.C. Ubicata a circa 5 m all’interno della precedente cinta muraria messapica, smantellata in seguito alla conquista romana del 266 a.C., la torretta fu costruita a parziale sostituzione della fortificazione per garantire il controllo visivo del punto di rifornimento idrico delle Fontanelle e della pianura dell’Oliveto, in direzione N. L’erezione di un tale edificio, impensabile sotto il dominio romano, non può che essere avvenuta all’indomani della battaglia di Canne (218 a.C.), quando i Sallentini schierarono con Annibale (v. Livio XXII, 61, 12 a proposito degli _Uzentini_; Livio XXV, 1, 1 sulle altre defezioni salentine del 213 a.C.). Questa ipotesi appare confermata dal fatto che il sito risulta essere, alcuni anni dopo, abbandonato: lo scavo di Fondo Fontanella non ha infatti restituito ceramica riferibile al II secolo a.C. La fine della seconda guerra punica, nel 209, avrebbe quindi sigillato il destino di Soleto, ormai _Soletum desertum_. -
en
The excavation of the Messapian residential complex was completed. It comprised two wings forming an L-shape, the east wing having three rooms was the residential part of the complex, the north wing was used for production activities as attested by a large amount of waste produced by metal working, and probably also for housing animals. The family tomb, with associated ossuary, was inserted into the corner formed by the two wings, in a privileged position. The complex was built on top of a layer of sandy fill contained by an imposing conglomeration of _carparo_ and limestone blocks. This terracing also functioned as drainage and levelling of the slight hill slope.
The complex was accessed via a lane, made up of gravel and broken pottery, which divided into two, the first branch leading to the residential wing and the other to the production wing. The residential part was entered through a small open-air courtyard leading to a vestibule followed by a small portico closed by shutters. The vestibule and portico were covered with a single sloped roof, found collapsed in front of the threshold, in the portico. The rooms were trapezoidal in plan. It was possible to enter the living quarters from the small courtyard. The walls had a footing of carparo and leccese stone blocks, the standing structures were in mud brick and timber posts. The flat tile roof rested on a wooden frame and central post. A corner of the carparo wall formed a plinth with small slabs of leccese stone, which may suggest the inner face of the walls had some sort of facing. Two semicircles of small stones at the foot of the north wall supported containers. In the north-eastern corner the impasto cooking stands were found in front of an outcrop of smoothed rock, on which live coals were probably placed. Along the south wall, there was a hollow in the crushed tufa and carparo beaten floor, the housing for a piece of furniture. Fragments of table ware pottery were also found. This room may have also been used for entertaining guests.
From the portico it was possible to enter another room with a beaten tufa floor and flat tile roof, open towards the private part of the house. Among the finds loom weights and sheep astragalus bones which would seem to suggest the female and infant spheres. This room was used for family activities.
The productive wing had three rooms roofed with perishable materials: a service room with a beaten floor of crushed _carparo_; a large room circa 15 m long and over 5 m wide, without a beaten floor surface but completely free of stones, perhaps a stable for horses; a smaller room in a bad state of preservation. The production wing was completed by a room with a tile roof which may have been a “shop”, that is, where those wishing to buy local products were received.
At present the complex has been dated to between the second half of the 4th and the 3rd century B.C.
In the levels below the Messapian building, seven post holes and a terracotta wall tile belonging to a Iapigian hut came to light. The hut, oval in plan and circa 12 m long, was datable to between the end of the 8th and beginning of the 7th century B.C. Its beaten tufa floor directly overlay the bedrock. Where there were slight hollows in the rock the floor rested on a thin fill. An outcrop had been used as a base for the western end of the hut. The remains of stone footings for the internal walls of the hut were uncovered. A hearth came to light in a shallow hollow on the south side of the hut wall. A few fragments of proto-Corinthian pottery were recovered.
At the far eastern end of the productive wing of the Messapian house the foundations for a watch tower with a double terrace came to light. Dry-stone built it comprised a small room with a threshold at the entrance, covered by a pseudo-vault and a terrace presumably situated at a height of circa 3 m. This structure was surrounded, to the south and east, by a curvilinear make up incorporating a _carparo_ block, which may be interpreted as the base for the stairway leading to the terrace. The building was completed to the north-east by a solid square tower, circa 2 x 2 m, with foundations of limestone boulders. It was probably 5 m high. Therefore, part of the productive wing was voluntarily sacrificed to the construction of the tower, which rested on the eastern end and abutted the north wall of the residential wing. The archaeological material collected in the building’s foundation trench included fragments of 3rd century B.C. local pottery. Situated at circa 5 m inside the earlier Messapian curtain wall, demolished following the Roman conquest in 266 B.C., the tower was built to partially replace the fortification guaranteeing the visual control of the water source at the Fontanelle and of the Oliveto plain to the north. The construction of such a building, unthinkable under the Roman dominion, must have occurred after the battle of Cannae (218 a.C.), when the Sallentini sided with Hannibal (cf. LIVY XXII, 61, 12 regarding the Uzentini; LIVY XXV, 1, 1 on the other defections in the Salento in 213 B.C.). This hypothesis appears to be confirmed by the fact that the site was abandoned a few years later. In fact, the excavation of Fondo Fontanella has produced no pottery of 2nd century B.C. date. The end of the Second Punic War, in 209 B.C., thus seems to have sealed the fate of Soleto, by then _Soletum desertum_. - Summary Author
- Thierry Van Compernolle
Media
- Name
- Fondo Fontanella
- Year
- 2006
- Summary
- it Diversi saggi di scavo sono stati aperti allo scopo di studiare la tecnica costruttiva del complesso abitativo di età messapica. Le fondamenta della maggior parte dell’edificio sono risultate sistemate a diretto contatto con sporgenze rocciose e con lo strato di argilla sterile. Parte dei vani del lato settentrionale si appoggia su di un’ampia massicciata di riempimento sistemata a compenso della pendenza collinare.
- en Several trenches were opened with the aim of studying the construction techniques of the Messapian residential complex. The majority of its foundations were in direct contact with rock outcrops or the sterile clay layer. Part of the rooms on the northern side rested on a substantial fill that levelled the hill slope.
- Director
- Thierry Van Compernolle
Media
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Van Compernolle 1994Th. Van Compernolle, 1994, Primo contributo alla carta archeologica di Soleto, in Studi di Antichità 7: 327-354.
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Van Compernolle 1998 [2003]Th. Van Compernolle, 1998 [2003], Dall’insediamento iapigio alla città messapica: dieci anni di scavi e ricerche archeologiche a Soleto (Lecce), in Studi di Antichità 11: 149-167.
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Van Compernolle 2002 [2005]Th. Van Compernolle, 2002 [2005], Soleto (Lecce), 1. Località Fontanelle, Fondo Fontanella; 2. Località Convento ; 3. Via Kennedy ”, in Taras. Rivista di Archeologia XXII: 109-111.
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Vetrugno 2005E. Vetrugno, 2005, Analisi antropologica delle sepolture messapiche di Soleto, Tesi di specializzazione in Archeologia classica e medievale (relatore P. F. Fabbri), Università degli Studi di Lecce.
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Van Compernolle 2003 [2008]Th. Van Compernolle, 2003 [2008], Soleto (Lecce), 1. Via Kennedy 2. Località Fontanelle, Fondo Fontanella”, in Taras. Rivista di Archeologia XXIII: 209-210.
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Vetrugno 2005E. Vetrugno, 2005, Analisi antropologica delle sepolture messapiche di Soleto, Tesi di specializzazione in Archeologia classica e medievale (relatore P. F. Fabbri), Università degli Studi di Lecce.
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Andreassi 2004G. Andreassi, 2004, L’attività archeologica in Puglia nel 2003, in Alessandro il Molosso e i « condottieri » in Magna Grecia. Atti del 43° Convegno di Studi sulla Magna Grecia, Taranto-Cosenza 26-30 settembre 2003, Taranto: 1062-1063.
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Andreassi 2006G. Andreassi, 2006, L’attività archeologica in Puglia nel 2005, in Velia. Atti del 45° Convegno di Studi sulla Magna Grecia, Taranto-Marina di Ascea 21-25 settembre 2005, Taranto: 773-774.
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Van Compernolle 2004Th. Van Compernolle, 2004, Soleto (Lecce), Località Fontanelle, Fondo Fontanella, in Taras. Rivista di Archeologia XXIV: in corso di stampa.
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Van Compernolle 2005Th. Van Compernolle, 2005, La Mappa di Soleto, in M.A. Orlando(a cura di), Le scienze geo-archeologiche e bibliotecarie al servizio della scuola, Monteroni di Lecce, Kollemata: 19-31.
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Van Compernolle 2005Th. Van Compernolle, 2005, Soleto (Lecce), Località Fontanelle, Fondo Fontanella, in Taras. Rivista di Archeologia XXV : in corso di stampa.