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Season Team
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AIAC_1707 - Conca d’Oro, Via Vergini - 2003
Nella parte nord-orientale del territorio alifano, ai margini della zona di Conca d’Oro, in località Fabbrica in via Vergini, sono stati rinvenuti i resti di un recinto funerario all’interno del quale erano tre sepolture a fossa terragna ed una quarta a cassa di tegole.
Il corredo di quest’ultima databile alla fine del III a.C. comprendeva tra l’altro un’anfora a fondo piatto con il bollo CN. LVCI sull’ansa. Nell’angolo sud-est dell’area, inoltre sono stati rinvenuti i resti del _bustum_ pertinente alle sepolture; tra il I secolo a.C. e il II-III secolo d.C. l’area è stata riutilizzata, come dimostra il ritrovamento di una cospicua quantità di pesi da telaio, come zona produttiva.
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AIAC_1707 - Conca d’Oro, Via Vergini - 2004
Continua lo scavo della necropoli occupata dal III-II secolo a.C. al I secolo d.C.
Nella zona a monte dell’attuale via Vergini in una tomba si trovava un tegame tripode con tracce di bruciato intenzionalmente distrutto, che richiama la celebrazione sul posto di un _silicernium_, così come il ritrovamento di numerosi balsamari richiama la tradizione tardo ellenistica di cospargere il defunto e la pira con essenze profumate.
Nell’ambito della semplicità dei corredi, che riflette gli accorgimenti anti suntuari tipici per l’epoca medio e tardo repubblicana di tutta l’area medio-italica, colpisce la presenza nella tomba 1 della zona B di uno spiedo in ferro in associazione, oltre che a ceramica a vernice nera, con un’anfora da dispensa, di una forma sinora ignota in Campania recante bolli che rientrano tra i più antichi bolli anforici sinora conosciuti (inizi del II secolo a.C.). Un tondello bronzeo con foro passante dal corredo di una deposizione potrebbe essere interpretato quale peso, ovvero essere stato conservato per il valore intrinseco del metallo. Alcune delle deposizioni erano femminili, come testimoniato dalla presenza di un frammento di ago crinale e, forse, dall’anello d’argento rinvenuto nell’urna di una delle deposizioni.
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AIAC_2043 - Caivano, TAV, IV sottotratta, lotto 1 - 2004
Nel lotto 1 è stata individuata una necropoli, per ora costituita da tre sepolture, caratterizzate da grotticelle artificiali con pozzo d’accesso. In due casi sono sepolture singole con l’inumato in posizione rannicchiata. La terza tomba (tomba 10) ha una struttura molto articolata, costituita da un pozzo d’accesso di oltre due metri di diametro e tre di profondità. Da esso si accede a tre celle, a diverse quote di profondità, per un totale di circa sei defunti: verso N, la prima cella con una deposizione, verso E (la più antica), con due deposizioni e verso SW , con tre deposizioni accertate. Dai riempimenti dei pozzi sono stati recuperate olle biansate con una decorazione su due file ad unghiate e tazze, completamente ricostruibili. I corredi, posti nelle celle accanto ai defunti sono composti da brocche, orcioletti, tazze, vasi gemini, fiasche, pugnali e punte di frecce in selce.
Ad età romana, appartiene un articolato sistema di canalizzazione, afferente al corso dell’antico Clanis; assieme è stata rintracciata la parte produttiva di una villa rustica la cui prima fase costruttiva di età repubblicana è attestata tra l’altro dalle grandi quantità di frammenti di cocciopesto pavimentali. In prossimità della villa, erano nove sepolture databili al IV sec. d.C. e tre pozzi di VI-VIII sec. d.C., che raggiungono i 4 m di profondità e che hanno restituito macine intere, resti faunistici, brocche e olle integre databili al VII d.C.