AIAC_1730 - Ventaroli - 2002In spring 2002 investigations were undertaken at Carinola on the site of Forum Claudii, along the road leading from Ventaroli to the church of S. Maria in Foro Claudio.
In correspondence with several vaulted structures visible above ground level, interpreted by W. Johannowsky as rooms belonging to a bath complex, a stratigraphic sequence was identified with numerous sub-phases substantially ascribable to two phases.
The earliest phase, characterised by a stretch of drain also servicing the bath complex, dates to round about the late mid-Imperial period. The later phase, generically datable to the early medieval period, but certainly post 5th-6th century A.D., saw the robbing and abandonment of the Imperial settlement, with the construction of the present road over the razed Roman walls.
The layers covering the drain and surrounding area and also the fill produced numerous bronze coins which, following conservation, should provide useful dating information for the various occupation phases of the site.
AIAC_1904 - Via San Polo - 2007Gli accertamenti archeologici hanno individuato, km 3 a SE del centro storico, scarse tracce di un insediamento rurale romano e la relativa necropoli adiacente l’antica via per Mantova. L’insediamento era rappresentato da una preparazione pavimentale in ciottoli e scaglie di medolo, consolidata da ghiaino misto ad argilla, e dalle fondazioni di un muro in ciottoli, frammenti di pietrame e rarissimi frammenti di laterizi legati da malta povera. La presenza di pochi frammenti ceramici permette una datazione al II-III sec. d.C.
La necropoli è costituita da 36 tombe, di cui 32 incinerazioni e 4 inumazioni. Cronologicamente il materiale sembra inserirsi in un arco compreso tra la metà del I e il II secolo d.C. Monete sono presenti nella maggior parte delle incinerazioni che contengono, nella terra di rogo, uno o più esemplari (fino a un massimo di quattro). I manufatti metallici sono discretamente rappresentati: abbondanti i chiodi e altri elementi di connessione, dai grossi chiodi impiegati nelle barelle funebri ai chiodini per calzature; gli utensili in ferro (numerosi coltelli di varie misure). Due strumenti in bronzo, riferibili ad accessori da toeletta femminile, sono associati in un caso a una pisside, nell’altro a un piccolo manico bronzeo forse pertinente ad un cofanetto ligneo. La presenza di contenitori lignei è suggerita anche dal rinvenimento di piccoli chiodi e borchie decorative. Tra gli oggetti di ornamento si segnalano: numerosi anelli a cerchio, sia in bronzo sia in ferro, un’armilla in filo bronzeo, un pendaglio e alcune fibbie e fibule in bronzo e in ferro. I pochi oggetti in vetro, rinvenuti sempre nel riempimento superiore delle sepolture, non mostrano segni di esposizione al fuoco. Totalmente assenti invece i reperti in osso.
Il vasellame ceramico offre un quadro piuttosto modesto ed è prevalentemente frammentario; si tratta generalmente di coppe e patere in terra sigillata, documentate in poche varietà di forme, tipiche della produzione norditalica. Sono attestate in particolare le coppe Drag. 24/25 e le patere Drag. 31 e Drag. 37/32. Tra il materiale frammentario compaiono parti di olle o brocche in ceramica comune mentre sono più rari i contenitori ad impasto grossolano. Presenti anche frammenti di bicchieri del tipo Henkeldellenbecher, forma di vasellame di tradizione locale. Le poche ceramiche intere (come pure i vetri), costituenti il corredo deposto al momento della sepoltura, si rinvengono in posizioni eccentriche, in una nicchia rettangolare in un angolo della fossa, associate anche a lucerne e coltelli.
Vi sono infine dodici lucerne, di cui otto deposte intere: quattro a volute e dieci _Firmalampen_. I bolli leggibili ( _ATIMETI, FORTIS, VIBIANI_ e probabilmente _OCTAVI_ ) appartengono a produttori ben conosciuti in Italia settentrionale.