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Year
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2005
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Summary
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it
Il sito è ubicato ai margini sud-occidentali del bacino paleolacustre di Sora, compreso tra il corso del fiume Liri e le ultime propaggini meridionali dei Monti Ernici.
In antico ricadeva nell’ager Soranus, in una zona a confine con il territorio di _Arpinum_. Qui resti della centuriazione coloniale appaiono ancora rintracciabili nelle divisioni agrarie.
Tra le peculiarità dell’area in età romana si deve segnalare la felice situazione itineraria, che ne doveva favorire le potenzialità insediative e commerciali, garantita dalla vicinanza di importanti assi stradali ripercorsi in parte dalla viabilità moderna.
Nell’insediamento l’aspetto abitativo risulta fuso con quello operativo e produttivo a matrice agricola, tipico del più tradizionale impianto rustico, atto a soddisfare esigenze produttive e residenziali, in un ambito di piena autosufficienza economica, nel nostro caso caratterizzato, per altro, da una funzionalità assai limitata nel tempo, ma da un buon livello di vita.
Nel suo insieme il quadro restituito dallo scavo mostra un impianto caratterizzato da un razionale assetto organizzativo. Il piccolo complesso rustico risulta, infatti, incentrato su un modesto ma articolato edificio abitativo. Il corpo centrale appare suddiviso in una serie di vani, prospicienti a meridione un cortile centrale scoperto, che doveva fungere da collegamento con tutti gli altri ambienti e, più in generale, con gli altri settori del complesso.
Le strutture murarie, conservate omogeneamente a livello di spiccato, erano coperte direttamente dal suolo agricolo.
I resti evidenziati appaiono pertinenti ad un’unica fase costruttiva nell’ambito della quale si possono distinguere per gli spiccati diverse tipologie murarie, tutte in conglomerato calcareo.
I piani di calpestio si presentano variamente realizzati, in relazione alla diversa destinazione funzionale degli spazi aperti o degli ambienti: semplici battuti di terra, acciottolati, rivestimenti in cocciopesto, e, in un solo caso, in mattoni bessali.
All’interno dell’ambiente alfa è situato un pozzo di forma circolare, in prossimità del quale è stato rinvenuto, ancora in situ e parzialmente infossato, un dolio frammentario.
Il pozzo presenta un diametro alla bocca di circa 1 m ed una profondità superiore ai 2,30 m e fino a questa quota appare rivestito da un paramento di blocchi e conci di conglomerato calcareo, legati con argilla, più accuratamente realizzato in profondità. Lo scavo stratigrafico del deposito all’interno del pozzo ha permesso di documentare più livelli di riempimento.
Nello stesso ambiente, tra il pozzo ed il limite est dell’area di scavo è situato un basamento a pianta rettangolare realizzato con blocchi e conci di conglomerato. Tale piano era coperto da uno strato di terreno carbonioso contenente granaglie semicombuste che potrebbe suggerire un uso della struttura legato alla lavorazione o alla conservazione di cereali.
Alle attività produttive, a carattere domestico, svolte nell’insediamento, rimanda anche il rinvenimento di pesi da telaio fittili.
Una cronologia di fondazione e di vita dell’insediamento tra il III e la prima metà del II sec. a.C. è documentata dai ritrovamenti monetali, dalla ceramica a vernice nera, e dalle lucerne.
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en
The site lies on the south-eastern edge of the prehistoric lake of Sora, between the river Liri and the lower slopes of the Monti Erici.
In antiquity it was part of the ager Soranus, in an area bordering on the territory of Arpinum. The remains of colonial centuriation can still be traced here in the agricultural land division.
A particular aspect of the area in the Roman period was its good communications network. This must have favoured the potential for settlement and commerce which was guaranteed by the vicinity of major roads, the lines of which are still partly followed by modern roads.
Within the settlement the residential area was merged with the agricultural production area, in a manner typical of a traditional rustic structure which aimed to satisfy productive and residential necessities within an economically self-sufficient regime. In this case it functioned for a very limited period of time but provided a good standard of living.
The overall picture gained from the excavation showed a structure characterised by rational organisation. In fact, the small rustic complex was centred around a modest but well structured dwelling. The central part was divided into a series of rooms facing south onto an open courtyard which probably provided a link between all the other rooms and, more generally, with the other sectors of the complex.
All the walls were preserved at the level of the footings and were covered with agricultural soil.
The remains appeared to belong to a single construction phase within which it was possible to distinguish by the footings various types of wall, all built in limestone conglomerate.
The floors were laid using various techniques depending on the function of the open spaces or rooms: simple beaten earth surfaces, cobblestone floors, opus signinum and, in some cases, bessali.
Inside room α there was a round well close to which a partially buried fragmented dolium was found, still in situ.
The well was circa 1 m in diameter at the mouth and over 2.30 m deep, down to which depth it was faced with limestone conglomerate blocks and ashlars bonded with clay, the lower part appearing more carefully built. Excavation of the well deposit revealed several levels of fill.
In the same room, between the well and the eastern edge of the excavation, was a rectangular base of conglomerate blocks and ashlars. It was covered by a layer of charcoal rich soil containing semi-carbonised grains which may suggest that the structures use was connected with the processing and conservation of cereals.
The discovery of clay loom weights was further evidence of productive activities, of a domestic nature, within the settlement.
The chronology of between the 3rd century B.C. and the first half of the 2nd century B.C. for the foundation and occupation of the settlement was provided by coins, black glaze pottery and lamps.