- Item
- AIAC_1898
- Name
- Falacrinae
- Date Range
- 200 BC – 600
- Monuments
- Villa
- Website
- http://www.bsr.ac.uk
Seasons
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AIAC_1898 - Falacrinae - 2007Alla terza campagna di scavo la ricerca si è concentrata in due settori: l’area di Vezzano, la cui esplorazione, già iniziata lo scorso anno, aveva rivelato la presenza di strutture pertinenti a un abitato, identificabile con ogni probabilità con il _vicus di Falacrinae_, luogo di origine dell’imperatore Vespasiano; e l’area adiacente al cimitero di S. Lorenzo, dove indagini di superficie ed esplorazioni geofisiche avevano segnalato la presenza di resti antichi, pertinenti verosimilmente ad una villa. L’esplorazione del sito di S. Lorenzo ha portato alla luce un’ampia area occupata dai resti di una villa di grandi dimensioni. Le murature conservate appartengono ad almeno tre fasi, comprese tra la tarda repubblica e il V secolo d.C., quando l’edificio venne distrutto e abbandonato (come dimostrano le numerose monete e gli altri manufatti, scoperti nei livelli di distruzione). La fase più importante va datata al periodo augusteo, cui appartiene un portico colonnato, di cui sono state scavate alcune colonne in laterizio e un capitello dorico in calcare. Dopo un’apparente fase di abbandono estesa dalla fine del II a tutto il III secolo d.C., il sito venne rioccupato nel corso del IV, quando almeno una parte di esso venne destinata ad usi industriali, come sembra attestare la scoperta di macine di lava, di fosse di decantazione, di recipienti di bronzo e scorie di lavorazione, in corso di studio. Non è escluso che possa trattarsi della villa appartenente ai Flavi, anche se la conferma di tale ipotesi, per ora prematura, richiederà ulteriori indagini. La partecipazione dell’archeologo-antropologo Llorençe Alapont Martin ha permesso l’analisi degli scheletri scoperti nella necropoli scavata nelle due campagne precedenti, con risultati particolarmente importanti per lo studio del popolamento e della società sabina in età tardo-antica.
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AIAC_1898 - Falacrinae - 2008La campagna di scavo del 2008 nel sito di _Falacrinae_ si è svolta tra il 7 luglio e il 16 agosto: in considerazione del fatto che si trattava dell’ultima campagna prima del bimillenario della nascita di Vespasiano (occasione di molteplici eventi, convegni e mostre, una delle quali avrà sede nella stessa Cittareale) si è ritenuto opportuno prolungarla a sei settimane (invece delle cinque abituali) e raddoppiare il numero delle persone coinvolte, portandolo a quaranta presenze quotidiane. Ciò ha permesso, tra l’altro, di ampliare notevolmente la superficie scavata. La stagione, cui hanno partecipato archeologi inglesi, italiani, francesi, spagnoli, slovacchi e australiani, ha fornito risultati di notevole importanza. Le aree prese in esame sono le stesse della campagna 2007: i siti di Vezzano e di San Lorenzo. L’esplorazione dell’area di San Lorenzo, iniziata nel 2007, ha rivelato la presenza di una villa di età imperiale di dimensioni imponenti: l’area scavata, che per ora ha permesso di identificare solo il lato occidentale, si estende frontalmente (da nord a sud) per circa 120 m; da est a ovest per circa 60: ma è evidente già da ora che la superficie occupata doveva essere assai più ampia. Le strutture sono disposte su terrazzamenti digradanti da ovest ad est, in direzione della pianura antistante, percorsa dal Velino e dalla via Salaria, che doveva costituire almeno in parte il terreno appartenente alla villa. Il settore orientale, dove probabilmente era l’ingresso, sembra occupato da un grande cortile, porticato almeno sul lato occidentale, come dimostra la presenza di una serie di basi _in situ_ e di resti di colonne in laterizio. Immediatamente più a ovest, un’area libera sembra corrispondere a un giardino, in relazione forse con una canalizzazione pavimentata con tegole, perfettamente conservata. L’area residenziale più importante doveva trovarsi più a nord, dove lo scavo ha portato alla luce un pavimento a mosaico bianco, pertinente ad una seconda fase del complesso, e un lussuoso pavimento in _opus sectile_, con lastre di preziosi marmi transmarini (giallo antico, serpentino, cipollino, ecc.): l’esplorazione di questa zona, solo iniziata, verrà completata nella campagna del 2009, e promette sorprese di grande rilievo. La prima fase della villa va datata, sulla base dei materiali scoperti, ai primi anni dell’età augustea, anche se non mancano indizi della presenza in loco di un edificio più antico, di età tardo-repubblicana, probabilmente più ridotto. L’abbandono dell’edificio sembra da attribuire al II secolo d.C., ma è incerto se l’occupazione sia o meno continuata nel III d.C., che corrisponde a un periodo di crisi per la villa. Molto più tardi (probabilmente nel IV secolo d.C., come confermano le numerose monete di bronzo scoperte) il settore più meridionale venne rioccupato, almeno in parte, e riadattato, a quanto sembra, per servire da cucina: oltre che dalla presenza di macine in lava, di piccoli silos sotterranei (da cui sono state recuperate granaglie di vario tipo: orzo, frumento ecc.) e di vasi di bronzo, l’identificazione è confermata dalla natura dell’abbondante ceramica rinvenuta, in gran parte contenitori da cucina. Si potrebbe pensare a una sorta di locanda, che a sua volta scompare agli inizi del V secolo d.C, nel corso di un incendio di cui si sono rinvenute tracce evidenti: tutto l’ambiente è apparso ricoperto e sigillato dal crollo del tetto (notevoli i resti delle travi carbonizzate e delle tegole). L’identificazione dell’edificio non è ancora possibile, anche se la sua cronologia, le sue dimensioni e l’aspetto lussuoso del suo settore residenziale fanno pensare a un proprietario di alto livello economico e sociale. La possibilità di attribuirlo alla gens Flavia (e quindi di identificarvi il luogo di nascita di Vespasiano) è allettante, anche se la scoperta di un dolio bollato con il nome di un _L. Octavius Calvinus _ farebbe propendere per una conclusione diversa. E’ possibile però che si tratti di un _dominus_ successivo ai Flavi, oppure, piuttosto, del proprietario della figlina dove era stato realizzato il dolio.
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AIAC_1898 - Falacrinae - 2009The third season of excavation at the site of the Roman villa at San Lorenzo took place between the 6th July and 15th August and involved some 40 students from universities in Italy, Ireland, Spain, Slovakia and the United Kingdom. The site, which lies 4 kilometers to the south of Cittareale overlooking the Via Salaria, was first identified at the end of the 19th century, has since 2007 been the subject of detailed investigation through geophysical survey and excavation by the British School at Rome and the University of Perugia. The aim of the 2009 excavation was to investigate a range of rooms at the northern extent of the villa, initially indicated by the geophysical survey, and whose presence was confirmed at the close of the previous year’s excavation. Furthermore, excavation continued of the late antique phase, identified in the western range of the complex, where over the course of the previous two years a small workshop has been discovered, revealing that the villa was the site of a various forms of production in the late 4th and early 5th century AD. Finally, a test trench was planned in order to assess the southern extent of the villa, in view of future excavation. The 2008 excavation had revealed the north-western corner of a large double colonnade, to the east of which lay an open area, and behind which appeared to lie a series of rooms. This was confirmed by the 2009 excavation, which discovered a series of five rooms, two of which were decorated with white limestone mosaic floors, and one which was decorated with a marble floor in opus sectile. These rooms, which formed the pars urbana of the villa, also served to define the northern limit of the complex, also confirmed by a substantial external wall and the end of a long paved drainage channel. The spectacular discovery of a preserved floor in opus sectile is amongst the most important aspects of this villa. The two different types of modules used in the composition of the floor, together with the various different types of marble, suggest that the pavement can be dated to the Flavian period, a moment in which the villa was subject to significant alterations. Also discovered in this northern part of the complex was a small calidarium, as identified by the presence of in situ suspensurae and a praefurnium. The second major area which the 2009 excavation focussed upon was the continued investigation of a series of rooms of the complex which were later reused in the late antique, after a period of abandonment of the villa in the 3rd century AD. The discovery over the previous years of a series of pools and several paved bases which had been exposed to firing, as well a number of bronze vessels and millstones, together with a small hoard of coins gave an indication as to the activity in this villa in the late antique. Excavation therefore continued of the most southerly room before the site is cut by a small track and a modern pipeline. The excavation revealed further aspects of production on the site, including the mould of a lamp, as well as confirming the probability of several phases of construction in the late antique period. Excavation has shown that a significant part of the central range of the complex lies underneath the church and modern cemetery of San Lorenzo. Therefore, guided by the results of a magnetometry survey conducted in 2008, an evaluation trench, begun the previous year, was further extended to the south of the complex. The results suggest that the first phase of the villa lay on the southern end of the terrace, and as the villa was monumentalised in the Early Imperial period, it extended to the north, finally covering an area of approximately 10,000m².
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AIAC_1898 - Falacrinae - 2010La campagna di scavo 2010, che ha interessato un’area di 300 mq, si è concentrata sull’indagine del settore meridionale, separato dalla chiesa di San Lorenzo e dal moderno cimitero, dall’impianto monumentale della villa, datato a partire dall’epoca augustea, localizzato a nord della chiesa e costituito da una parte residenziale nel settore settentrionale e da quella rustico-produttiva nel settore occidentale. Con prospezioni geofisiche e alcuni sondaggi nel 2008 e 2009 era risultata evidente l’esistenza di una serie di ambienti che sono stati ora portati alla luce. Si tratta di un edificio plausibilmente interpretabile come separato, probabilmente da un asse viario e da cortili, dal nucleo principale della villa. La costruzione del cimitero ha parzialmente impedito di indagare la continuità tra i due nuclei. Ciononostante sono stati individuati otto ambienti il cui corpo centrale, composto da sei ambienti rettangolari allineati, era disposto nord-sud, mentre un nucleo di almeno due ambienti, anch’essi rettangolari, era disposto a partire dall’angolo nord-ovest del corpo principale. L’orografia del terreno ha condizionato la costruzione di una serie di moderati terrazzamenti che ha avuto come risultato l’impianto di ambienti su livelli diversi, variamente danneggiati dalle arature profonde che hanno compromesso la conservazione degli alzati dei muri, di cui rimangono solamente le fondazioni, realizzate con ciottoli in calcare e laterizi, tenuti insieme da una malta molto fine. I lacerti di pavimento conservati sono tutti in cocciopesto, mentre l’assenza significativa di tessere porta ad escludere la presenza di mosaici. Come nella parte residenziale della villa, anche il corpo meridionale ha avuto numerose fasi di ampliamento, modifica e cambio di uso dei vani. La costruzione del complesso è inquadrabile in età augustea, mentre la fase di massimo sviluppo è nella prima e media età imperiale, con un’apparente cesura nel III secolo d.C. e una sostanziale fase di riutilizzo tardo-antica, che è possibile inquadrare alla luce dei nuovi ritrovamenti tra IV e VI secolo d.C. Il dato importante emerso in questa campagna è l’esistenza, già suggerita dai risultati 2008-2009, di una fase tardo-repubblicana dell’edificio. L’interpretazione della funzione degli ambienti risulta problematica, ma è possibile individuare almeno la presenza di una cucina. Si tratterebbe, pertanto, della continuazione della pars rustica della villa e gli ambienti rappresentano probabilmente dei quartieri servili, come spesso avviene nelle ville che sfruttano strutture precedenti. L’abbandono del settore meridionale del complesso servile sembra essere piuttosto precoce e inquadrabile intorno alla fine del II secolo d.C. La fase di rioccupazione tardo-antica ne ha interessato solamente la parte nord, dove i vani si aprivano su un ambiente con portico ligneo e tettoia in laterizi, che si affacciava a sua volta su un cortile al cui limite nord-est è stata individuata una possibile strada. Una piccola struttura rettangolare situata ad est del quartiere servile ha un orientamento diverso rispetto all’edificio imperiale, il che presuppone il completo abbandono e la probabile obliterazione di quest’ultimo. La funzione del piccolo ambiente non è facilmente individuabile; si apriva certamente ad est, come dimostrato dai cardini della porta, era provvisto di pavimento in cocciopesto e di intonaco rosso alle pareti. L’ultima fase prima del completo abbandono del complesso tardo-antico è rappresentata da una sepoltura femminile inserita nel muro occidentale della suddetta struttura. Si tratta di una tomba a fossa di forma rettangolare, priva di copertura, con il corpo della defunta orientato nord-sud, e dotata di corredo costituito da una tazza monoansata ed un pettine in osso.
Media
- Name
- Falacrinae
- Year
- 2007
- Summary
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it
Alla terza campagna di scavo la ricerca si è concentrata in due settori: l’area di Vezzano, la cui esplorazione, già iniziata lo scorso anno, aveva rivelato la presenza di strutture pertinenti a un abitato, identificabile con ogni probabilità con il _vicus di Falacrinae_, luogo di origine dell’imperatore Vespasiano; e l’area adiacente al cimitero di S. Lorenzo, dove indagini di superficie ed esplorazioni geofisiche avevano segnalato la presenza di resti antichi, pertinenti verosimilmente ad una villa.
L’esplorazione del sito di S. Lorenzo ha portato alla luce un’ampia area occupata dai resti di una villa di grandi dimensioni. Le murature conservate appartengono ad almeno tre fasi, comprese tra la tarda repubblica e il V secolo d.C., quando l’edificio venne distrutto e abbandonato (come dimostrano le numerose monete e gli altri manufatti, scoperti nei livelli di distruzione). La fase più importante va datata al periodo augusteo, cui appartiene un portico colonnato, di cui sono state scavate alcune colonne in laterizio e un capitello dorico in calcare.
Dopo un’apparente fase di abbandono estesa dalla fine del II a tutto il III secolo d.C., il sito venne rioccupato nel corso del IV, quando almeno una parte di esso venne destinata ad usi industriali, come sembra attestare la scoperta di macine di lava, di fosse di decantazione, di recipienti di bronzo e scorie di lavorazione, in corso di studio. Non è escluso che possa trattarsi della villa appartenente ai Flavi, anche se la conferma di tale ipotesi, per ora prematura, richiederà ulteriori indagini.
La partecipazione dell’archeologo-antropologo Llorençe Alapont Martin ha permesso l’analisi degli scheletri scoperti nella necropoli scavata nelle due campagne precedenti, con risultati particolarmente importanti per lo studio del popolamento e della società sabina in età tardo-antica. -
en
During the third excavation campaign research was concentrated in two sectors: the area of Vezzano, whose exploration begun in the previous year revealed the presence of structures belonging to a settlement, very probably the _vicus_ of _Falacrinae_, birth place of the Emperor Vespasian; and the area adjacent to the cemetery of S. Lorenzo where surface and geophysical surveys revealed the presence of ancient remains probably belonging to a villa.
The exploration of the site of S. Lorenzo brought to light a large area occupied by the remains of a large villa. The preserved structures belong to at least three phases, dating to between the late Republican period and the 5th century A.D:, when the building was destroyed and abandoned (as attested by the numerous coins and other artefacts discovered in the destruction layers). The most important phase, to which a colonnaded portico belonged, dates to the Augustan period. Of the portico a number of brick columns and a limestone Doric capital were excavated.
Following what appeared to be a phase of abandonment lasting from the end of the 2nd century A.D. through to the end of the 3rd century A.D. the site was reoccupied during the course of the 4th century. At least a part of it was used for industrial purposes as attested by the discovery of lava grindstones, settlement tanks, bronze vessels and waste products which are at present being studied. It cannot be excluded that this was the villa belonging to the Flavii, although to confirm this hypothesis at the moment would be premature as further research is required.
The archaeologist-anthropologist Llorençe Alapont Martin analysed the skeletons from the necropolis excavated in the two preceding campaigns and produced results that are of particular importance for the study of Sabine population and society in the late antique period. - Summary Author
- Filippo Coarelli
- Director
- Helen Patterson
Media
- Name
- Falacrinae
- Year
- 2008
- Summary
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it
La campagna di scavo del 2008 nel sito di _Falacrinae_ si è svolta tra il 7 luglio e il 16 agosto: in considerazione del fatto che si trattava dell’ultima campagna prima del bimillenario della nascita di Vespasiano (occasione di molteplici eventi, convegni e mostre, una delle quali avrà sede nella stessa Cittareale) si è ritenuto opportuno prolungarla a sei settimane (invece delle cinque abituali) e raddoppiare il numero delle persone coinvolte, portandolo a quaranta presenze quotidiane. Ciò ha permesso, tra l’altro, di ampliare notevolmente la superficie scavata. La stagione, cui hanno partecipato archeologi inglesi, italiani, francesi, spagnoli, slovacchi e australiani, ha fornito risultati di notevole importanza.
Le aree prese in esame sono le stesse della campagna 2007: i siti di Vezzano e di San Lorenzo. L’esplorazione dell’area di San Lorenzo, iniziata nel 2007, ha rivelato la presenza di una villa di età imperiale di dimensioni imponenti: l’area scavata, che per ora ha permesso di identificare solo il lato occidentale, si estende frontalmente (da nord a sud) per circa 120 m; da est a ovest per circa 60: ma è evidente già da ora che la superficie occupata doveva essere assai più ampia.
Le strutture sono disposte su terrazzamenti digradanti da ovest ad est, in direzione della pianura antistante, percorsa dal Velino e dalla via Salaria, che doveva costituire almeno in parte il terreno appartenente alla villa. Il settore orientale, dove probabilmente era l’ingresso, sembra occupato da un grande cortile, porticato almeno sul lato occidentale, come dimostra la presenza di una serie di basi _in situ_ e di resti di colonne in laterizio. Immediatamente più a ovest, un’area libera sembra corrispondere a un giardino, in relazione forse con una canalizzazione pavimentata con tegole, perfettamente conservata. L’area residenziale più importante doveva trovarsi più a nord, dove lo scavo ha portato alla luce un pavimento a mosaico bianco, pertinente ad una seconda fase del complesso, e un lussuoso pavimento in _opus sectile_, con lastre di preziosi marmi transmarini (giallo antico, serpentino, cipollino, ecc.): l’esplorazione di questa zona, solo iniziata, verrà completata nella campagna del 2009, e promette sorprese di grande rilievo.
La prima fase della villa va datata, sulla base dei materiali scoperti, ai primi anni dell’età augustea, anche se non mancano indizi della presenza in loco di un edificio più antico, di età tardo-repubblicana, probabilmente più ridotto. L’abbandono dell’edificio sembra da attribuire al II secolo d.C., ma è incerto se l’occupazione sia o meno continuata nel III d.C., che corrisponde a un periodo di crisi per la villa.
Molto più tardi (probabilmente nel IV secolo d.C., come confermano le numerose monete di bronzo scoperte) il settore più meridionale venne rioccupato, almeno in parte, e riadattato, a quanto sembra, per servire da cucina: oltre che dalla presenza di macine in lava, di piccoli silos sotterranei (da cui sono state recuperate granaglie di vario tipo: orzo, frumento ecc.) e di vasi di bronzo, l’identificazione è confermata dalla natura dell’abbondante ceramica rinvenuta, in gran parte contenitori da cucina. Si potrebbe pensare a una sorta di locanda, che a sua volta scompare agli inizi del V secolo d.C, nel corso di un incendio di cui si sono rinvenute tracce evidenti: tutto l’ambiente è apparso ricoperto e sigillato dal crollo del tetto (notevoli i resti delle travi carbonizzate e delle tegole).
L’identificazione dell’edificio non è ancora possibile, anche se la sua cronologia, le sue dimensioni e l’aspetto lussuoso del suo settore residenziale fanno pensare a un proprietario di alto livello economico e sociale. La possibilità di attribuirlo alla gens Flavia (e quindi di identificarvi il luogo di nascita di Vespasiano) è allettante, anche se la scoperta di un dolio bollato con il nome di un _L. Octavius Calvinus _ farebbe propendere per una conclusione diversa. E’ possibile però che si tratti di un _dominus_ successivo ai Flavi, oppure, piuttosto, del proprietario della figlina dove era stato realizzato il dolio. -
en
The 2008 excavation campaign on the site of _Falacrinae_ took place between the 7th July and the 16th August. In view of the fact that this was the last campaign before the bi-millennium of Vespasian’s birth (an occasion during which many events will take place, conferences and exhibitions, one of which will take place at Cittareale itself) it was deemed opportune to extend the season to six weeks (instead of the usual five) and double the number of people involved, bringing the number of people working each day to forty. Amongst other things, this made it to possible to notably increase the excavated area. The season, in which English, Italian, French, Spanish, Slovakian and Australian archaeologists participated, produced outstanding results.
The areas under investigation were the same as those of 2007: the sites of Vezzano and S. Lorenzo. Exploration of the S. Lorenzo area, which begun in 2007, revealed the presence of a large villa of imperial date. The excavated area only uncovered the western side, it extended frontally (from north to south) for circa 120 m, from east to west for circa 60 m. However, it was clear that the villa must have occupied a much larger area.
The structures were arranged on terraces descending from west to east, in the direction of the plain in front crossed by the river Velino and the via Salaria, which, at least in part, must have constituted the terrain belonging to the villa. The eastern sector of the villa, where the entrance was probably situated, seemed to be occupied by a large courtyard, with a portico on at least the western side, attested by the presence of a series of _in situ_ bases and the remains of brick columns. Immediately to the west an area free of structures seemed to correspond to a garden, and was perhaps associated with a perfectly preserved drain paved with tiles. The main residential sector must have been situated further north, where the excavation brought to light a white mosaic pavement, belonging to the second phase of the complex, and a luxurious opus sectile floor, with slabs of precious imported marbles (giallo antico, serpentine, cipollino etc). The exploration of this zone, which has just only begun, will be completed in the 2009 campaign and promises to produced important results.
On the basis of the materials recovered phase one of the villa can be dated to the Augustan period, although there was evidence on site for an earlier and probably smaller building of late Republican date. The building seemed to have been abandoned in the 2nd century A.D., which corresponds with a period of crisis for the villa. However, there is some doubt as to whether or not occupation continued into the 3rd century A.D.
Much later (probably in the 4th century A.D., as attested by the numerous bronze coins recovered) the southern sector was reoccupied, at least in part, and seemed to have been readapted for use as a kitchen. Its use was confirmed not only by the lava grindstones, small underground silos (from which various types of grains were recovered: barley, wheat etc) and bronze vessels that were found here, but also by the nature of the large amount of pottery found, mostly kitchen wares. It may be suggested that this was a sort of inn, which in turn went out of use at the beginning of the 5th century A.D. when it was destroyed by a fire which left clear traces. The entire room was covered and sealed by the roof collapse leaving substantial remains of carbonised beams and tiles.
It is still not possible to identify the building, although its chronology, size and the luxurious appearance of the residential sector suggest that its owner was of high economic and social standing. The possibility of attributing it to the _gens Flavia_ (and thereby identify it as Vespasian’s birthplace) is tempting, even though a dolium stamped with the name _L. Octavius Calvinus_ suggests otherwise. However, it is possible that this man was a dominus who came after the _Flavii_, or rather the owner of the pottery workshop where the _dolium _ was produced.
Media
- Name
- Falacrinae
- Year
- 2009
- Summary
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en
The third season of excavation at the site of the Roman villa at San Lorenzo took place between the 6th July and 15th August and involved some 40 students from universities in Italy, Ireland, Spain, Slovakia and the United Kingdom. The site, which lies 4 kilometers to the south of Cittareale overlooking the Via Salaria, was first identified at the end of the 19th century, has since 2007 been the subject of detailed investigation through geophysical survey and excavation by the British School at Rome and the University of Perugia.
The aim of the 2009 excavation was to investigate a range of rooms at the northern extent of the villa, initially indicated by the geophysical survey, and whose presence was confirmed at the close of the previous year’s excavation. Furthermore, excavation continued of the late antique phase, identified in the western range of the complex, where over the course of the previous two years a small workshop has been discovered, revealing that the villa was the site of a various forms of production in the late 4th and early 5th century AD. Finally, a test trench was planned in order to assess the southern extent of the villa, in view of future excavation.
The 2008 excavation had revealed the north-western corner of a large double colonnade, to the east of which lay an open area, and behind which appeared to lie a series of rooms. This was confirmed by the 2009 excavation, which discovered a series of five rooms, two of which were decorated with white limestone mosaic floors, and one which was decorated with a marble floor in opus sectile. These rooms, which formed the pars urbana of the villa, also served to define the northern limit of the complex, also confirmed by a substantial external wall and the end of a long paved drainage channel.
The spectacular discovery of a preserved floor in opus sectile is amongst the most important aspects of this villa. The two different types of modules used in the composition of the floor, together with the various different types of marble, suggest that the pavement can be dated to the Flavian period, a moment in which the villa was subject to significant alterations. Also discovered in this northern part of the complex was a small calidarium, as identified by the presence of in situ suspensurae and a praefurnium.
The second major area which the 2009 excavation focussed upon was the continued investigation of a series of rooms of the complex which were later reused in the late antique, after a period of abandonment of the villa in the 3rd century AD. The discovery over the previous years of a series of pools and several paved bases which had been exposed to firing, as well a number of bronze vessels and millstones, together with a small hoard of coins gave an indication as to the activity in this villa in the late antique. Excavation therefore continued of the most southerly room before the site is cut by a small track and a modern pipeline. The excavation revealed further aspects of production on the site, including the mould of a lamp, as well as confirming the probability of several phases of construction in the late antique period.
Excavation has shown that a significant part of the central range of the complex lies underneath the church and modern cemetery of San Lorenzo. Therefore, guided by the results of a magnetometry survey conducted in 2008, an evaluation trench, begun the previous year, was further extended to the south of the complex. The results suggest that the first phase of the villa lay on the southern end of the terrace, and as the villa was monumentalised in the Early Imperial period, it extended to the north, finally covering an area of approximately 10,000m².
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it
Lo scopo della campagna 2009 è stato quello di indagare un certo numero di ambienti sul lato settentrionale della villa indicato dalla ricognizione geofisica, la cui presenza è stata confermata alla chiusura della precedente campagna di scavo. Inoltre è continuato lo scavo della fase tardoantica, identificata nella parte occidentale del complesso, dove nel corso delle due campagne precedenti era stato scoperto un piccolo laboratorio che ospitava varie forme di produzione nel tardo IV e V sec. d.C. Infine è stata pianificata una trincea di verifica con lo scopo di capire l’estensione meridionale della villa, in vista di scavi futuri.
Lo scavo del 2008 ha rivelato l’angolo nord-occidentale di un grande doppio colonnato, ad oriente del quale si trova un’area aperta e dietro cui appaiono una serie di ambienti. Questo è stato confermato nello scavo del 2009 che ha rivelato una serie di 5 vani, due dei quali decorati con pavimenti musivi in tessere di calcare bianco e uno dei quali rivestito con un pavimento marmoreo in _opus sectile_. Tali stanze che formavano la pars urbana della villa, servivano anche a definire il limite settentrionale del complesso, confermato anche da un imponente muro esterno e dalla fine di un lungo canale di drenaggio.
La scoperta spettacolare di un pavimento in _opus sectile_ è tra gli aspetti più importanti di questa villa. I due differenti tipi di moduli usati nella composizione del pavimento, insieme con i vari e differenti tipi di marmo, suggeriscono che il pavimento possa essere datato al periodo flavio, un momento in cui la villa fu soggetta a significative alterazioni. In questa parte settentrionale del complesso si trovava anche un piccolo _calidarium_, come identificato dalla presenza _in situ_ di _suspensurae_ e di un _praefurnium_.
La seconda area su cui si è concentrato lo scavo del 2009 è quella occupata da una serie di stanze del complesso che verranno riusate in epoca tardoantica dopo un periodo di abbandono della villa nel III sec. d.C. La scoperta negli anni precedenti di una serie di stagni e di varie basi pavimentate che erano state esposte al fuoco, come un certo numero di vasi in bronzo e di macine granarie, insieme con un piccolo gruzzolo di monete aveva fornito l’indicazione di un’attività in questa villa in epoca tardoantica. Pertanto lo scavo è continuato nel vano più meridionale prima che il sito venga tagliato da un piccola traccia per il passaggio di una condotta moderna. Lo scavo ha rivelato altri aspetti della produzione del sito, inclusa la matrice di una lucerna e ha confermato anche la possibilità di varie fasi di costruzione nel periodo tardoantico.
Lo scavo ha mostrato che una parte significativa della zona centrale del complesso giace al di sotto della chiesa e del moderno cimitero di San Lorenzo. Pertanto guidati dai risultati della magnetometria condotta nel 2008, una trincea di valutazione, iniziata l’anno scorso è stata ulteriormente estesa a sud del complesso. I risultati suggeriscono che i resti della prima fase della villa giacciono verso l’estremità meridionale della terrazza e poiché la villa è stata monumentalizzata nel periodo primo-imperiale, si è estesa a nord, infine coprendo un’area di ca. 10.000 m². - Summary Author
- Stephen Kay
- Research Body
- The British School at Rome
- Università di Perugia
- Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
- Funding Body
- Comune di Cittareale
Media
- Name
- Falacrinae
- Year
- 2010
- Summary
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it
La campagna di scavo 2010, che ha interessato un’area di 300 mq, si è concentrata sull’indagine del settore meridionale, separato dalla chiesa di San Lorenzo e dal moderno cimitero, dall’impianto monumentale della villa, datato a partire dall’epoca augustea, localizzato a nord della chiesa e costituito da una parte residenziale nel settore settentrionale e da quella rustico-produttiva nel settore occidentale.
Con prospezioni geofisiche e alcuni sondaggi nel 2008 e 2009 era risultata evidente l’esistenza di una serie di ambienti che sono stati ora portati alla luce. Si tratta di un edificio plausibilmente interpretabile come separato, probabilmente da un asse viario e da cortili, dal nucleo principale della villa.
La costruzione del cimitero ha parzialmente impedito di indagare la continuità tra i due nuclei. Ciononostante sono stati individuati otto ambienti il cui corpo centrale, composto da sei ambienti rettangolari allineati, era disposto nord-sud, mentre un nucleo di almeno due ambienti, anch’essi rettangolari, era disposto a partire dall’angolo nord-ovest del corpo principale.
L’orografia del terreno ha condizionato la costruzione di una serie di moderati terrazzamenti che ha avuto come risultato l’impianto di ambienti su livelli diversi, variamente danneggiati dalle arature profonde che hanno compromesso la conservazione degli alzati dei muri, di cui rimangono solamente le fondazioni, realizzate con ciottoli in calcare e laterizi, tenuti insieme da una malta molto fine. I lacerti di pavimento conservati sono tutti in cocciopesto, mentre l’assenza significativa di tessere porta ad escludere la presenza di mosaici.
Come nella parte residenziale della villa, anche il corpo meridionale ha avuto numerose fasi di ampliamento, modifica e cambio di uso dei vani. La costruzione del complesso è inquadrabile in età augustea, mentre la fase di massimo sviluppo è nella prima e media età imperiale, con un’apparente cesura nel III secolo d.C. e una sostanziale fase di riutilizzo tardo-antica, che è possibile inquadrare alla luce dei nuovi ritrovamenti tra IV e VI secolo d.C. Il dato importante emerso in questa campagna è l’esistenza, già suggerita dai risultati 2008-2009, di una fase tardo-repubblicana dell’edificio.
L’interpretazione della funzione degli ambienti risulta problematica, ma è possibile individuare almeno la presenza di una cucina. Si tratterebbe, pertanto, della continuazione della pars rustica della villa e gli ambienti rappresentano probabilmente dei quartieri servili, come spesso avviene nelle ville che sfruttano strutture precedenti.
L’abbandono del settore meridionale del complesso servile sembra essere piuttosto precoce e inquadrabile intorno alla fine del II secolo d.C. La fase di rioccupazione tardo-antica ne ha interessato solamente la parte nord, dove i vani si aprivano su un ambiente con portico ligneo e tettoia in laterizi, che si affacciava a sua volta su un cortile al cui limite nord-est è stata individuata una possibile strada.
Una piccola struttura rettangolare situata ad est del quartiere servile ha un orientamento diverso rispetto all’edificio imperiale, il che presuppone il completo abbandono e la probabile obliterazione di quest’ultimo. La funzione del piccolo ambiente non è facilmente individuabile; si apriva certamente ad est, come dimostrato dai cardini della porta, era provvisto di pavimento in cocciopesto e di intonaco rosso alle pareti.
L’ultima fase prima del completo abbandono del complesso tardo-antico è rappresentata da una sepoltura femminile inserita nel muro occidentale della suddetta struttura. Si tratta di una tomba a fossa di forma rettangolare, priva di copertura, con il corpo della defunta orientato nord-sud, e dotata di corredo costituito da una tazza monoansata ed un pettine in osso. -
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The 2010 excavations covered an area of 300 m2, concentrating on the investigation of the southern sector, separated from the church of San Lorenzo and the modern cemetery by the monumental villa complex. The villa, situated north of the church, dates from the Augustan period onwards and comprises a residential part in the northern sector and a _pars rustica_ in the western sector.
Geophysical survey and trial trenches in 2008 and 2009 had shown the presence of a series of rooms which have now been excavated. This building was probably separated from the main nucleus of the villa by a road or courtyards.
The construction of the cemetery has partially prevented the investigation of the continuity between the two nucleuses. Despite this, a central block was identified with six aligned rooms, orientated north-south, whilst a nucleus of at least two rooms, also rectangular, was laid out starting from the north-western corner of the main block.
The orography of the terrain had conditioned the construction of a series of low terraces which led to the building of rooms on different levels. The structures had been damaged to varying degrees by deep ploughing which has compromised the preservation of the walls, of which only the foundations remained, built of limestone cobbles and brick bonded with very fine mortar. All the patches of preserved pavement were _opus signinum_, whilst the significant absence of tesserae excludes the presence of mosaics.
Like the residential part of the villa, the southern block also underwent several phases of enlargement, alteration and changes in room function. The construction of the complex can be dated to the Augustan period, and the phase of maximum development to the first and middle imperial period. The 3rd century seems to have seen a period of abandonment, followed in the late antique period by a substantial phase of reuse, which new finds date to between the 4th-6th century. This season important evidence emerged confirming the existence of a late Republican phase of the building, as had been suggested by the 2008-2009 results.
The interpretation of the rooms’ functions is problematic, but it was possible to identify a kitchen. Thus, this is the continuation of the _pars rustica_ and the rooms were probably servants quarters, as often occurred in villas exploiting earlier structures.
The abandonment of the southern part of the servants quarters seemed to have occurred rather early and can be dated to around the end of the 2nd century A.D. In late antiquity only the northern part was reoccupied, where the rooms opened onto a space with a timber portico and tile roof, which in turn faced onto a courtyard. At the north-eastern limit of the courtyard what was possibly a road has been identified.
A small rectangular structure situated to the east of the servants quarters was on a different alignment with respect to the imperial building, which suggests the complete abandonment and probable destruction of the latter. The function of this small structure is not easy to identify; it certainly opened to the east, as shown by the door hinges, it had an opus signinum floor and red painted plaster on the walls.
The final phase of complete abandonment of the late antique complex was represented by a female burial inserted into the west wall of this small structure. The tomb was rectangular, without covering, the body orientated north-south and the grave goods comprised a one-handled cup and a bone comb. - Summary Author
- Stephen Kay
- Research Body
- The British School at Rome
- Università degli Studi di Perugia
- Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
- Funding Body
- Comune di Cittareale
Media
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Coarelli 2007F. Coarelli, 2007, Vicus e villa: una polarità strutturale, in B. Perrier (ed.), Villas, maisons, sanctuaires et tombeaux tardo-républicains : découvertes et relectures récentes: actes du colloque international de Saint-Romain-en-Gal en l'honneur d'Anna Gallina Zevi, Vienne - Saint-Romain-en-Gal, 8-10 février 2007, Rome: 485-492.
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Coarelli et al. 2008F. Coarelli, S. Kay, H. Patterson, 2008, Investigations at Falacrinae, the birthplace of Vespasian, in Papers of the British School at Rome LXXVI: 47-74.
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Coarelli 2009F. Coarelli, 2009, Falacrinae: le origini di Vespasiano, Roma.
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