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AIAC_137 - Teano - 2002
A _Teanum Sidicinum_ sono ripresi gli scavi al teatro. Una campagna di indagini geo-diagnostiche pilota per elettro-resistività ha riguardato la terrazza retrostante la cavea, dove è stata accertata la presenza di strutture pluristratificate, spesso con orientamenti tra loro divergenti, da verificare in funzione dell’identificazione di una _porticus pone scaenam_.
Nell’area della _summa cavea_, ove W. Johannowsky aveva supposto l’esistenza di un santuario _in summa gradinatione_, si è invece riscontrata una situazione di notevole interesse con un complesso architettonico molto articolato.
Di grande rilievo è lo studio dell’ingente mole di elementi architettonici recuperati nella scena del teatro in occasione delle passate campagne archeologiche, in vista di un’eventuale anastilosi del prospetto scenico intrapresa dall’architetto Heinz Beste, nell’ambito di una convenzione stipulata con il Deutsch Archaeologische Institut di Roma.
Oltre a restaurare la piccola casa colonica moderna sorta sulle gradinate, sono stati asportati i livelli medievali formatisi sulla cavea, risultati ricchi di ceramica invetriata, maiolica arcaica e ceramica a bande, databili tra l’XI ed il XII secolo d.C. A tale periodo risalgono anche l’impianto di una piccola fornace per la produzione di laterizi e la sistemazione a terrazza coltivabile dell’area della media cavea mediante la creazione di un muretto di contenimento e l'asportazione delle macerie dell'edificio antico.
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AIAC_137 - Teano - 2003
Il completamento dello scavo della cavea del teatro ha confermato l’esistenza di una fase di frequentazione medioevale. I muri radiali appaiono rasati intenzionalmente ad una quota unitaria, i livelli di interro restituiscono un’ingente quantità di ceramica a bande e frammenti di invetriata e protomaiolica, il piano di frequentazione era inoltre sistemato mediante un muro di contenimento posto lungo il ciglio della cavea realizzato con frammenti di muratura di epoca romana. Sono state individuate e scavate anche due piccole fornaci di età medioevale per tegole e coppi.
Immediatamente al di sotto dei livelli di frequentazione di età medioevale sono venuti in luce i livelli di crollo della struttura sia tra i setti radiali, sia nella zona sud-est dell’ambulacro superiore. In quest’area, dove il teatro non si poggiava più alla collina retrostante, ma presentava un prospetto esterno ad arcate, lo scavo ha evidenziato il crollo delle volte e del piano pavimentale dell’ambulacro superiore.
La cavea, liberata fino alla quota della precinzione tra _media_ e _summa cavea_, si presenta meglio conservata nella parte inferiore dove, pur essendo stati completamente asportati i rivestimenti, è ancora possibile leggere, oltre all’andamento delle scalette che dividevano i cunei, anche la sequenza delle gradinate. Si conserva inoltre il piano pavimentale in blocchi di calcare di uno dei _vomitoria_ che si aprivano sulla cavea. Lo scavo ha infine portato alla luce la parte anteriore della volta della _parodos_ sud e dei muri che la fiancheggiavano. In particolare in una lacuna della muratura in _opus testaceum_ del muro più interno si è evidenziata parte dell’analemma di età repubblicana con paramento in grossi blocchi di tufo grigio su cui sono leggibili numerosi segni di scasso forse riconducibili all’opera di spoliazione della struttura di età medioevale.
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AIAC_137 - Teano - 2004
A fine luglio si è concluso lo scavo del teatro, con l’asportazione totale dei livelli di interro medioevali, sino quasi al piano dell’orchestra.
Gli abbondanti materiali ceramici recuperati oscillano grosso modo tra XI e XIII sec. d.C. e la significativa presenza di grumi di argilla concotta (relativi alla prevalente produzione di laterizi, e, in quantità inferiore di ceramica da mensa), probabile residuo di lavorazione, indirizzerebbe nell’identificare nell’attività delle fornaci, viste lo scorso anno, la causa degli interri stessi. Lo scavo, ha consentito di apprezzare il buono stato di conservazione della struttura sul versante occidentale, soprattutto a partire dalle _kerkydes_ tra _media_ e _ima cavea_, dove restano ancora _in situ_ cospicue tracce del rivestimento delle sedute e delle _praecinctiones_ in marmo.
Sono stati individuati frammenti che hanno contribuito a chiarire la ricostruzione dell’assetto decorativo della scaenae frons, e dello spazio antistante la versura, come il capitello di parasta decorato da vittorie e trofei.
Tra VIII e IX secolo, si impiantò sull’orchestra un cantiere che condusse un’attività di spoglio, a dimostrazione di come il teatro fosse divenuto una sorta di enorme cava a cielo aperto per la rilavorazione dei marmi colorati e la riduzione in calce di quelli bianchi; le colonne, gli architravi, i capitelli erano stati ammassati per gruppi omogenei e per dimensioni. Tra i materiali accatastati, si fanno notare sia frammenti di sculture, sia elementi architettonici, sia infine frammenti di iscrizioni, tra cui una dedica monumentale, parzialmente abrasa per _damnatio memoriae_, che sembra appartenere ad un monumento celebrativo del potente Prefetto del Pretorio di Settimio Severo, Gaio Fulvio Plauziano.
Due saggi, infine, realizzati nell’area della _porticus pone scaenam_ hanno permesso di appurarne l’esistenza, e soprattutto di localizzare il piano di calpestio a circa tre metri più in basso del piano dell’orchestra di età imperiale.
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AIAC_1870 - Passerelle - 2003
In località Passerelle, è stato messo in luce un lungo tratto della via ad Allifas, che mostra due fasi parzialmente sovrapposte. La più antica, larga m 8 e allettata nel banco tufaceo naturale sul cui fondo era stata ricavata una canaletta per il drenaggio, aveva andamento est-ovest ed era sostenuta verso nord da una potente massicciata che doveva facilitare il superamento del salto di quota del terreno che digrada verso est. Si conservano solo lembi della pavimentazione costituita da schegge di trachite di medie e piccole dimensioni dalla superficie lisciata, unite da terra e allettate in uno strato di terreno tufaceo, cocciame, materiale laterizio, scaglime di tufo grigio e trachite. Saggi all’interno della massicciata hanno dato indicazioni per una cronologia entro la metà del II secolo a.C. nonché hanno rivelato la presenza di un’area sepolcrale contemporanea alla strada di I fase con olle acrome per incinerazione associate a resti dispersi di corredo.
La strada di II fase, riconosciuta per oltre 100 m, integralmente conservata per 24 m, era larga m 2,90, estesi a m 3,10 con i _margines_. Ogni sei metri i marciapiedi sono interrotti da paracarri posti in forma di stele. Il basolato in pietra lavica presenta evidenti tracce di usura dovuta al tempo e al passaggio di carri dei quali è stato possibile calcolare l’interasse pari a m 1,60. Saggi in profondità hanno rivelato scarsissimo materiale datante, ad eccezione di due significativi frammenti di terra sigillata italica, e permesso di ricostruire le modalità di riutilizzo della strada più antica. Quasi sul limite orientale del tracciato, la strada presenta un’area pavimentata a basoli inserita in una piazzola costituita da cocciame e scaglime di trachite, accessibile da un’interruzione della crepidine. L’impianto della seconda fase sembra databile alla fine del I secolo a.C.
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AIAC_1913 - San Lieno - 2003
Saggi di scavo sono stati eseguiti in loc. San Lieno, lungo l’antica via _ad Suessam_ in corrispondenza del ponte antico: in una lacuna della pavimentazione si sono rivelati una serie di strati di preparazione, che hanno restituito frammenti di ceramica, monete e scorie metalliche che datano gli stessi alla fine del I inizi II d.C.
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AIAC_1916 - Proprietà Fornaro, via Vallerano - 2001
An important discovery was made just inside the _suburbium_ of Teano, in via Vallerano, on the Fornaro property not far from the railway station. The site is situated along the south-western edge of an ancient road, of which the remains of the original paving of _basoli_ could be seen in several points. During work on the construction of a house a large pit was revealed excavated in the tufa bedrock. This had been filled in antiquity by an enormous dump (circa 200 fragments) of architectural elements in grey tufa, almost entirely derived from the destruction of a single building. They comprised orthostats, squared blocks and elements of Doric trabeation, banded architraves, parts of doors, Ionic volutes, Doric column drums, all of which mixed with chippings and waste material from the reworking of the blocks themselves.
It is suggested that these may have belonged to a monumental altar, datable to between the 3rd-2nd century B.C., comparable to similar Sicilian monuments (the altar of Ierone II), as well as terracotta altars ( _arulae_ ) and Italo-Etruscan sarcophagi. The structure may have been part of a sanctuary, unknown today, situated in the vicinity and just outside the urban area, that was destroyed during the course of the 1st century B.C. or, at the latest, of the 1st century A.D.
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AIAC_1916 - Proprietà Fornaro, via Vallerano - 2003
Tre scavi hanno riguardato strade antiche ancora interessate dalla viabilità moderna. Lungo l’attuale via Vallerano, corrispondente ad un antico percorso che usciva dalla città a sud e si dirigeva verso il santuario di Fondo Ruozzo sono stati recuperati alcuni tratti del basolato riconosciuto a quote sensibilmente differenti e in crescita verso ovest.
In località S. Lieno, lungo l’antica via _ad Suessam_ sono stati eseguiti saggi in corrispondenza del ponte antico: in una lacuna della pavimentazione si sono rivelati una serie di strati di preparazione, che hanno restituito frammenti di ceramica, monete e scorie metalliche che datano gli stessi alla fine del I inizi II d.C.