- Item
- AIAC_2037
- Name
- Afragola, lotto 17
- Date Range
- 2300 BC – 1700 BC
- 400 BC – 1 BC
- 1 – 500
Seasons
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AIAC_2037 - Afragola, lotto 17 - 2004Lo scavo del lotto 17 (saggio B25) ha permesso il rinvenimento di resti di una capanna sul paleosuolo sigillato dalle ceneri di Avellino. La struttura, di forma subovale, lunga 7,5 m e larga 4,5 m circa, è orientata NO-SE e circondata da un recinto finora rintracciato solo sul lato est. Le evidenze riferibili alla capanna risultavano leggibili come un rilievo a forma di ferro di cavallo, ricco di frammenti di ceramica d’impasto, già al livello del deposito primario dell’eruzione (litoide) che sigilla la struttura, costituita da pali di legno e fasce di cannucce di varie misure: ben leggibili sono quelle dei probabili pali assiali che reggevano il tetto e di quelli più corti, posti lateralmente all’interno della capanna, mentre verso l’ingresso è molto evidente l’ordito dei rivestimenti, numerosi frammenti ceramici di impasto, in particolare due grandi olle biconiche biansate quasi integre che per la posizione di caduta dovevano essere appese alla parte alta della capanna. Accanto ai resti di alcuni grossi contenitori, alloggiati nella parte più interna della casa, che forse corrispondeva al deposito alimentare, sono state trovate anche impronte di piccoli frutti tondeggianti (forse noci o mandorle) e tracce di una cesta, un focolare, circondato da numerosi frammenti di ceramica (una tazza monoansata quasi integra) e frammenti ossei animali All’esterno della capanna erano numerose impronte di foglie e di rami.
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AIAC_2037 - Afragola, lotto 17 - 2005Nell’ambito del lotto 17 (saggi B24-25) si continua a scavare l’insediamento, sigillato dalle cineriti di Avellino, di cui sono state individuate otto strutture abitative con ampie recinzioni, generalmente orientate nord-ovest/sud-est. Si è completato lo scavo della prima capanna, già in parte scavata nel 2004. Al centro di essa si sono rinvenuti un forno ovale in concotto e abbondantissimo materiale di impasto. Le capanne sono riconoscibili già dai fanghi, dove emergono anomale concentrazioni di sabbie e ceneri vulcaniche unitamente ai primi frammenti di impasto. La progressiva asportazione dei livelli piroclastici consente di delinearne la configurazione e l’organizzazione dello spazio interno. Il vasellame, in particolare i contenitori per derrate di grandi e medie dimensioni di forma biconica e ovoide, è posto lungo il lato breve absidato, addossato alla parete. Nella zona centrale sono i vasi relativi al consumo delle vivande, mentre lungo la parete est si sono rinvenuti lo scheletro di un ovino e, nei pressi, l’impronta di una grande ciotola. La struttura 2 è posta all’interno di un recinto a pianta ellittica, poco distante e all’esterno di un silos di forma conica. In tutta l’area, sui depositi eruttivi, sono state trovate tracce di impronte umane e di animali; si sono ritrovati, altresì, resti organici pertinenti alla intelaiatura lignea della capanna e reperti paleo-botanici riferibili a spighe di grano e altri cereali. L’area è interessata da una occupazione molto lunga, che arriva fino al Tardo Antico e che vede, in età ellenistica (saggio B31), la presenza di un edificio con fondazioni a blocchi e scaglie di tufo, rimaneggiata in età augustea quando si articola intorno ad un peristilio centrale sul quale si aprono gli ambienti legati ad attività produttive. Annessa al complesso è una piccola necropoli, composta da trentacinque tombe a fossa, in blocchetti di tufo e ad enchytrismos, attiva dalla prima età imperiale al IV sec. d.C.
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AIAC_2037 - Afragola, lotto 17 - 2006Nell’ambito dei saggi B24 - B25, continua l’esplorazione di un villaggio distrutto dall’eruzione delle “pomici di Avellino” del XVIII sec. a.C. Le capanne presentano una pianta a ferro di cavallo con un lato corto rettilineo e, opposta ad esso, una sorta di abside, usata come dispensa e separata dal resto mediante una parete, testimoniata da una serie di pali; presso l’ingresso lungo la parete destra era il focolare o il fornetto. Recinti separavano le strutture da un’area esterna caratterizzata da numerosissime impronte di animali. Del villaggio sono stati definiti i limiti settentrionali e meridionali, e individuati venticinque edifici, tra cui otto abitazioni. Diversi sono stati le modalità e i tempi di crollo delle strutture: in alcuni casi esso è avvenuto in maniera piuttosto repentina, in altri, invece, il cedimento sembra essersi verificato piuttosto tardi. Nei depositi fangosi alluvionali penetrati all’interno delle abitazioni sono state messe in evidenza impronte di individui adulti e bambini, nonché di corde, stuoie e oggetti in paglia, insieme a numerosi vasi appartenenti alla facies di Palma Campania. All’esterno delle abitazioni sono presenti strutture a pianta circolare di non chiara interpretazione funzionale e probabile alloggi per animali a pianta sub-rettangolare. Nel settore meridionale, prossimo ai limiti del villaggio, è stata localizzata un’ampia area aperta con numerosi cespugli. Più a Sud, una grande palizzata a doppia fila con andamento poligonale sembra delimitare l’insediamento a Sud-Ovest. Inoltre, fra i saggi B27 e B28, è stata individuata una piccola necropoli in uso a partire dagli inizi del III sec. a.C., allineata rispetto ad un asse stradale orientato Nord/Sud. Vi sono state indagate quindici sepolture ad inumazione con orientamento prevalente Est/Ovest e deposizione supina del defunto. La copertura, ove presente, era a tegole piane o a lastre di tufo; il corredo, collocato ai piedi del defunto, è composto da vasi a vernice nera.
Media
- Name
- Afragola, lotto 17
- Year
- 2004
- Summary
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it
Lo scavo del lotto 17 (saggio B25) ha permesso il rinvenimento di resti di una capanna sul paleosuolo sigillato dalle ceneri di Avellino. La struttura, di forma subovale, lunga 7,5 m e larga 4,5 m circa, è orientata NO-SE e circondata da un recinto finora rintracciato solo sul lato est. Le evidenze riferibili alla capanna risultavano leggibili come un rilievo a forma di ferro di cavallo, ricco di frammenti di ceramica d’impasto, già al livello del deposito primario dell’eruzione (litoide) che sigilla la struttura, costituita da pali di legno e fasce di cannucce di varie misure: ben leggibili sono quelle dei probabili pali assiali che reggevano il tetto e di quelli più corti, posti lateralmente all’interno della capanna, mentre verso l’ingresso è molto evidente l’ordito dei rivestimenti, numerosi frammenti ceramici di impasto, in particolare due grandi olle biconiche biansate quasi integre che per la posizione di caduta dovevano essere appese alla parte alta della capanna.
Accanto ai resti di alcuni grossi contenitori, alloggiati nella parte più interna della casa, che forse corrispondeva al deposito alimentare, sono state trovate anche impronte di piccoli frutti tondeggianti (forse noci o mandorle) e tracce di una cesta, un focolare, circondato da numerosi frammenti di ceramica (una tazza monoansata quasi integra) e frammenti ossei animali All’esterno della capanna erano numerose impronte di foglie e di rami. -
en
Excavation in lot 17 (trench B25) revealed the remains of a hut on the ancient ground surface sealed by the ashes from the Avellino eruption. The structure of sub-oval form, circa 7.5 m long and 4.5 m wide, was on a north-west/south-east alignment and surrounded by an enclosure of which only the eastern side has been traced to date. The hut remains were visible as a horseshoe-shaped relief, and produced abundant fragments of impasto pottery already at the level of the primary deposit of the eruption (lithoide) which sealed the structure. The structure itself was constituted by wooden posts and bundles of canes of varying sizes. What were probably the axial posts supporting the roof and the shorter posts situated internally along the hut sides were clearly readable. Towards the entrance the warp of the wall coverings was visible. There was a substantial amount of impasto pottery, in particular two large biconical two handled jars that were almost intact. From the position of their fall they must have been hanging in the high part of the hut.
Beside the remains of a number of large containers, housed in the inner most part of the hut, perhaps the food storage area, the impressions of small roundish fruits (perhaps walnuts or almonds) were found together with traces of a basket, a hearth, surrounded by numerous pottery fragments (an almost intact one handled cup) and fragments of animal bones. Outside the hut were numerous impressions of leaves and branches. - Summary Author
- Valeria Sampaolo
- Director
- Elena Laforgia
- Funding Body
- Alta Velocità
Media
- Name
- Afragola, lotto 17
- Year
- 2005
- Summary
-
it
Nell’ambito del lotto 17 (saggi B24-25) si continua a scavare l’insediamento, sigillato dalle cineriti di Avellino, di cui sono state individuate otto strutture abitative con ampie recinzioni, generalmente orientate nord-ovest/sud-est. Si è completato lo scavo della prima capanna, già in parte scavata nel 2004. Al centro di essa si sono rinvenuti un forno ovale in concotto e abbondantissimo materiale di impasto.
Le capanne sono riconoscibili già dai fanghi, dove emergono anomale concentrazioni di sabbie e ceneri vulcaniche unitamente ai primi frammenti di impasto. La progressiva asportazione dei livelli piroclastici consente di delinearne la configurazione e l’organizzazione dello spazio interno. Il vasellame, in particolare i contenitori per derrate di grandi e medie dimensioni di forma biconica e ovoide, è posto lungo il lato breve absidato, addossato alla parete. Nella zona centrale sono i vasi relativi al consumo delle vivande, mentre lungo la parete est si sono rinvenuti lo scheletro di un ovino e, nei pressi, l’impronta di una grande ciotola.
La struttura 2 è posta all’interno di un recinto a pianta ellittica, poco distante e all’esterno di un silos di forma conica. In tutta l’area, sui depositi eruttivi, sono state trovate tracce di impronte umane e di animali; si sono ritrovati, altresì, resti organici pertinenti alla intelaiatura lignea della capanna e reperti paleo-botanici riferibili a spighe di grano e altri cereali.
L’area è interessata da una occupazione molto lunga, che arriva fino al Tardo Antico e che vede, in età ellenistica (saggio B31), la presenza di un edificio con fondazioni a blocchi e scaglie di tufo, rimaneggiata in età augustea quando si articola intorno ad un peristilio centrale sul quale si aprono gli ambienti legati ad attività produttive. Annessa al complesso è una piccola necropoli, composta da trentacinque tombe a fossa, in blocchetti di tufo e ad enchytrismos, attiva dalla prima età imperiale al IV sec. d.C. -
en
On lot 17 (trenches B24-25) excavation continued of the settlement sealed by the ashes from the Avellino eruption. Eight dwellings with large enclosures, generally on a north-west/south-east alignment were identified. Excavation of the first hut, partly dug in 2004 was completed. At its centre an oval baked clay oven was found together with large amounts of impasto pottery.
The huts were already recognisable from the mud levels where anomalous concentrations of sand and volcanic ash together with the first fragments of impasto emerged. The gradual removal of the pyroclastic layers led to the definition of the structures and the internal spatial organisation. The pottery, in particular the large and medium sized biconical and oval containers for dry foodstuffs, was placed along the short apsidal side, up against the wall. Drinking vessels were placed in the central part of the hut, whilst along the east wall the skeleton of a sheep was found and, nearby, the impression of a large bowl.
Structure 2 stood inside an elliptical enclosure, a short distance from a conical silo. Across the entire area, above the eruptive deposits, traces were found of human and animal footprints. Organic remains from the hut’s wooden frame and paleo-botanical material relating to wheat ears and other cereals were also recovered.
The area was occupied over a very long time span which continued until the late antique period. For the Hellenistic period (trench B31) there was evidence of a building with foundations of tufa blocks and chippings. Alterations in the Augustan period produced a structure arranged around a central peristyle from which rooms opened that were used for production activities. A small necropolis was attached to the complex. In use from the early imperial period until the 4th century A.D. it comprised thirty-five burials in earth graves, tombs of small tufa blocks and enchytrismos burials. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
- Director
- Elena Laforgia
- Funding Body
- Alta Velocità
Media
- Name
- Afragola, lotto 17
- Year
- 2006
- Summary
-
it
Nell’ambito dei saggi B24 - B25, continua l’esplorazione di un villaggio distrutto dall’eruzione delle “pomici di Avellino” del XVIII sec. a.C. Le capanne presentano una pianta a ferro di cavallo con un lato corto rettilineo e, opposta ad esso, una sorta di abside, usata come dispensa e separata dal resto mediante una parete, testimoniata da una serie di pali; presso l’ingresso lungo la parete destra era il focolare o il fornetto. Recinti separavano le strutture da un’area esterna caratterizzata da numerosissime impronte di animali. Del villaggio sono stati definiti i limiti settentrionali e meridionali, e individuati venticinque edifici, tra cui otto abitazioni.
Diversi sono stati le modalità e i tempi di crollo delle strutture: in alcuni casi esso è avvenuto in maniera piuttosto repentina, in altri, invece, il cedimento sembra essersi verificato piuttosto tardi. Nei depositi fangosi alluvionali penetrati all’interno delle abitazioni sono state messe in evidenza impronte di individui adulti e bambini, nonché di corde, stuoie e oggetti in paglia, insieme a numerosi vasi appartenenti alla facies di Palma Campania.
All’esterno delle abitazioni sono presenti strutture a pianta circolare di non chiara interpretazione funzionale e probabile alloggi per animali a pianta sub-rettangolare.
Nel settore meridionale, prossimo ai limiti del villaggio, è stata localizzata un’ampia area aperta con numerosi cespugli. Più a Sud, una grande palizzata a doppia fila con andamento poligonale sembra delimitare l’insediamento a Sud-Ovest.
Inoltre, fra i saggi B27 e B28, è stata individuata una piccola necropoli in uso a partire dagli inizi del III sec. a.C., allineata rispetto ad un asse stradale orientato Nord/Sud. Vi sono state indagate quindici sepolture ad inumazione con orientamento prevalente Est/Ovest e deposizione supina del defunto. La copertura, ove presente, era a tegole piane o a lastre di tufo; il corredo, collocato ai piedi del defunto, è composto da vasi a vernice nera. -
en
In trenches B24 – B25, investigation continued of a village destroyed by the “pomici di Avellino” eruption of the 18th century B.C. The huts were horseshoe-shaped with a straight short side opposite which was a sort of apse. This was used as a larder and separated from the rest of the hut by a wall attested by a series of post holes. By the entrance along the right hand wall was the hearth or oven. Enclosures separated the structures from an external area characterised by numerous animal footprints. the northern and southern limits of the village were defined and twenty-five buildings identified, of which eight were dwellings.
The collapse of the structures came about in different ways and in different periods. In some cases it occurred in a sudden fashion, in others the collapse seems to have occurred rather later. The alluvial mud deposits that had penetrated the interior of the dwellings presented the footprints of numerous individuals, adults and children, and also the imprints of ropes, matting and straw objects together with numerous vases of the Palma Campania facies.
Outside the huts there were circular structures whose function is unclear together with sub-rectangular structures that probably housed animals.
In the southern sector, close to the limit of the village, a large open area with numerous bushes was identified. Further south a large double palisade with a polygonal line seemed to mark the settlement’s south-western edge.
Furthermore, between trenches B27 and B28 a small necropolis came to light. In use from the 3rd century B.C. onwards it was on the same alignment as the north-south oriented road. Fifteen inhumation burials, mainly on an east-west alignment were investigated. The individuals were buried in supine position. The covering, where present was made up of flat tiles or tufa slabs. The tomb group was placed by the feet of the deceased and comprised black glaze ware vases. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
- Director
- Elena Laforgia
- Funding Body
- Alta Velocità
Media
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Sampaolo 2005V. Sampaolo 2005, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2004, in Atti del XLIV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2004), Taranto: 663-705.
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Nava 2006M.L. Nava, 2006, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2005, in Atti del XLV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2005), Taranto: 583-661.