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Year
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2007
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Summary
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it
Fra dicembre 2006 e marzo 2007 è stato effettuato un breve intervento archeologico all’interno di uno dei locali dell’edificio conventuale annesso al Palazzo Priorile della Basilica di San Nicola (cittadella nicolaiana), nel centro storico di Bari. L’indagine così avviata ha permesso di individuare, al disotto del vespaio pavimentale e di strati di terra fortemente sconvolti dalle attività del cantiere impiantato alla metà del secolo scorso (Stagione dei Grandi Restauri), un nucleo di 10 tombe pertinenti ad un sepolcreto urbano probabilmente più esteso, articolate su un duplice livello deposizionale.
E’ attestata la tipologia della tomba a fossa foderata da blocchi di pietra, disposta in senso E-O e per file parallele, se si eccettua il caso delle tombe 8 e 9 parzialmente distrutte dai suddetti lavori edili. Alla fase di utilizzo più recente va riferito il gruppo di sepolture infantili (TT.2,3,6,10) in precario stato di conservazione e impostate subito al disopra delle tombe con individui adulti. Quest’ultime hanno restituito, in alcuni casi (TT. 5 e 7), deposizioni in connessione anatomica le cui indagini tafonomiche hanno permesso di acquisire importanti dati relativi all’adozione, in tale nucleo cimiteriale, di talune pratiche deposizionali riscontrate
sugli arti inferiori e superiori come anche del cranio, dal probabile risvolto simbolico – rituale senza precedenti al momento per la Bari post-antica. Due di queste tombe (TT. 1 e 7) hanno inoltre restituito manufatti ceramici (pentolini acromi rituali) che orientano la datazione del sepolcreto verso i secoli della ‘riconquista’ bizantina del capoluogo pugliese, come è noto sede della Corte del Catapano dal IX all’XI secolo localizzata sia dalle fonti che dalla maggior parte degli studiosi proprio nell’area sulla quale sorse la Basilica barese con annesse pertinenze.
L’approfondimento dell’indagine archeologica proseguita al disotto del sepolcreto bizantino ha inoltre evidenziato un interessante campione di sequenza stratigrafica con livelli di occupazione riferibili alla fase pre-bizantina del sito, posti ad obliterare sottostanti strutture di abitato e strati di distruzione/abbandono solo preliminarmente riconducibili al range cronologico dei secoli V/VI - VII ma significativamente inquadrabili nella fase insediativa più antica del sito. In particolare l’ingente quantitativo di materiale ceramico e anforario, in attesa della prevista campagna di restauro-catalagazione, testimonierebbe con buona probabilità la progressiva antropizzazione in età tardoantica della fascia medio-orientale del basso promontorio costiero su cui sorse il più antico abitato di Bari, prevalentemente concentrato invece sull’estrema punta settentrionale in età protostorica e classica.
Ritornando all’area oggetto dell’indagine di scavo, va rilevato che in prossimità dell’estremo limite meridionale del sepolcreto urbano bizantino il potente deposito stratigrafico risultava profondamente intaccato dalla realizzazione, in età angioina, della trincea di fondazione di una notevole struttura muraria E-O evidenziata per una lunghezza complessiva di 30 m e riutilizzata quale fondazione dell’edificio conventuale annesso al Palazzo del Priore della Cittadella Nicolaiana. Dallo scavo dei livelli di riempimento della trincea di fondazione del muro angioino, oltre ad abbondante vasellame di uso comune e da mensa databile, per le classi attestate, fra la fine del XIII e il XIV secolo, è stato possibile recuperare un‘insegna di pellegrinaggio in piombo con l’immagine di San Nicola e le iniziali _S(anctus) N(icolaus)_ ai lati della figura ritratta a mezzo busto e insignito del tipico paramento liturgico, omophorion, secondo lo schema iconografico bizantino. La placchetta con il santo di Myra, esemplare finora unico nellʼintera regione, è di forma quadrangolare con terminazione arcuata e presenta due occhielli sui margini superiori per il fissaggio agli abiti. Dato il particolare contesto di rinvenimento,
lʼinsegna plumbea testimonia inequivocabilmente lʼarrivo dei primi pellegrini in visita alla Basilica barese, importante santuario dellʼEuropa cristiana medievale sorto, peraltro, in una città portuale considerata tappa fondamentale per il viaggio in Terrasanta.
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en
Between December 2006 and March 2007 excavations took place inside a part the interior of the monastery building attached to the prioral palace of the Basilica of San Nicola (Nicolaian citadel), in the historic centre of Bari. Below the floor’s loose foundation and earth layers, badly disturbed by building activities in the mid 20th century (Stagione dei Grandi Restauri), the excavation uncovered a nucleus of ten tombs belonging to an urban cemetery, probably more extensive, with a double layer of depositions.
The earth graves lined with stone blocks were arranged on an east-west alignment in parallel rows, with the exception of tombs 8 and 9 which were partially destroyed by the building work. The latest tombs belonged to a series of infant burials (Ts. 2, 3, 6, 10) in a poor state of preservation laying immediately above the tombs with adult individuals. In some cases (Ts. 5 and 7) the latter contained articulated skeletons the taphanomic study of which produced important data relating to the adoption, in this cemetery, of particular burial practices. These practices involved the lower and upper limbs and the cranium and were probably symbolic. To date there are no precedents for this type of ritual in post-antique Bari. Furthermore, two of the tombs (Ts. 1 and 7) contained pottery artefacts (small ritual cooking pots in plain buff ware). This pottery orients the dating of the cemetery towards the centuries of the Byzantine re-conquest of the Apulian capital, site of the Court of the Catapan from the 9th-11th century, and placed by the sources and most scholars right in the area on which the Basilica and connected structures stands.
Continuation of the excavation below the Byzantine cemetery revealed an interesting stratigraphic sequence with occupation levels dating to the site’s pre-Byzantine phase, obliterating habitations and layers of destruction/abandonment preliminarily dateable to between the 5th/6th-8th century, that is the earliest settlement phase on the site. A preliminary look at the substantial quantity of pottery and amphorae attests the progressive occupation in the late antique period of the central-eastern part of the low coastal promontory, site of the earliest settlement of Bari, which in the prehistoric and Classical periods was mainly concentrated on its extreme northern tip.
Close to the southern edge of the Byzantine urban cemetery the massive stratigraphic deposit was deeply cut by the foundation trench of a substantial wall on an east-west alignment built in the Angevin period. The wall was uncovered for a length of circa 30 m and was seen to have been reused as the foundation for the monastery building attached to the prioral palace of the Nicolaian citadel. Excavation of the layers of fill from the foundation trench of the Angevin wall produced a large quantity of coarse pottery and tableware which the attested classes date to between the end of the 13th and the 14th century. A lead pilgrim badge was also recovered. This showed a half-length figure of San Nicola with the initials S(anctus) N(icolaus) on either side, the saint is shown wearing an omophorion, typical liturgical parament according to Byzantine iconography. The quadrangular shaped placquette has an arched end and two eyelets on the upper for attaching it to clothing. Given the particular find context it certainly attests the arrival of the first pilgrims who visited the Basilica of Bari, one of the most important sanctuaries of medieval Christian Europe.