Name
Abbazia di S. Maria
Date Range
600 – 1500

Seasons

  • AIAC_256 - Abbazia di S. Maria - 2006
    Two trenches were excavated during the laying of water pipes in the cloister of the abbey at Maguzzano. _Period I: Roman_ The abbey’s site, in close proximity to the ancient Roman road which led from Verona to Brescia (the present Maccarona road), and several finds had already suggested the presence of a Roman settlement. In fact, coins of Agrippa (1st century B.C.) and one of the emperor Constantine were found. A layer formed by the demolition of a building is also datable to the Roman phase. _Period IIa: early medieval_ This was represented a beaten clay floor cut by a post hole overlain by a layer of burning. _Period IIb: early medieval_ The walls relating to the earliest architectural structures were built in medium sized rough-hewn stone blocks bonded with clay. A hearth lit directly on the floor and a probable burial are of the same phase. _Period IIIa (trench 2): 8th-9th century and Romanesque_ This period is represented by two walls from the same building, perhaps a tower, constructed with medium sized stones bonded with strong white mortar and a sacco foundation trench, faced with large stones and with an emplekton comprising crushed material. _Period IIIb (trench 1)_ This trench revealed a wall on an E-W alignment built of cobbles, worked to produce a regular shape, bonded with strong mortar. The related floor may be a layer of greyish brown loam mixed with fragments of brick, charcoal and mortar. To the north there was another wall linked to a layer of clayey loam, and what remained of a floor surface. _Period IIIc (trench 1)_ This revealed a wall on a N-S alignment which abutted another wall built of irregular sized cobbles bonded by crumbly white mortar. _Period IIId (12th-13th century) (trenches 1 and 2)_ A wall was uncovered on a N-S alignment with facing in cobbles, roughly shaped with a small pick, arranged in regular horizontal courses (12th-13th century), bonded with rather crumbly mortar. _Period IV (trenches 1 and 2)_ Following the demolition of the structures from the earlier phases a series of dumps were used to create a flat site for building. Also present were several phases relating to a garden. (Gian Pietro Brogiolo, Alexandra Chavarrìa Arnau, Silvia Nuvolari)
  • AIAC_256 - Abbazia di S. Maria - 2008
    L’abbazia di Santa Maria Assunta di Maguzzano sorge a meno di un chilometro dalla riva del lago di Garda, nel comune di Lonato (BS), in un’area pianeggiante dell’anfiteratro morenico, lungo la strada che da Verona portava a Brescia. Lo comprovano tre cippi provenienti dall’abbazia, due noti da tempo (Carta Archeologica, pp. 129-130), mentre un terzo è ancora inedito. La prima attestazione di una abbatiola Magonziani compare in un decreto del vescovo Raterio di Verona, che si data attorno all’anno 966 (PL 136, col. 547-550), dal quale apprendiamo che l’abbazia era stata fondata da un privato, menzionato come constructor, senza però chiarire da quanto tempo. Quanto sappiamo di altre chiese di fondazione privata, ne suggerisce una datazione tra VII e IX secolo. Datazione di cui fornivano un termine ante quem alcuni elementi di arredo liturgico databili all’VIII-IX secolo, rinvenuti durante i lavori del 1961-1962 all’interno della chiesa ricostruita in forme rinascimentali. Nel febbraio del 2005, allo scopo di predisporre collegamenti e scarichi delle acque reflue, sono state eseguite alcune trincee, larghe meno di un metro e profonde altrettanto, nel chiostro principale e lungo i lati esterni a ovest, sud ed est. Da queste indagini è emersa un’interessante stratificazione nel chiostro che ha suggerito di avviare un progetto di ricerca pluriennale che si è sviluppata in quattro campagne annuali di scavo, che hanno interessato una superficie complessiva di circa 500 mq su un totale di circa 900 mq di superficie totale del giardino del chiostro (Chavarria 2007; Brogiolo, Chavarria, Ibsen 2008). La presenza delle reti di servizi e di alcune piante monumentali non ha consentito di eseguire uno scavo in estensione. Lo scavo è stato seguito da una copertura georadar dell’intera area del giardino, compreso il settore nord-est non scavato, del portico del chiostro e di alcuni ambienti del lato ovest (il solo dove il deposito sepolto non è andato distrutto con la costruzione delle cantine rinascimentali). La prospezione ha consentito di completare nelle linee essenziali la planimetria degli edifici susseguitesi nelle diverse fasi di occupazione del sito. Lo scavo ha restituito una complessa sequenza dall’alto medioevo all’età moderna, mentre non sono state trovate stratigrafie più antiche, che pur dovevano esistere nell’area, considerati i reperti di piena età romana che sono stati trovati in livelli successivi. Le fasi più antiche documentate dallo scavo, in base alla tipologia degli edifici, ai materiali rinvenuti e alle analisi al C14, si datano nel VII secolo e appartengono ad un insediamento costruito in materiali deperibili del quale non conosciamo con esattezza le dimensioni e l’articolazione. Tra la fine del VII e gli inizi dell’VIII secolo, viene poi costruito un edificio a più ambienti organizzato attorno ad uno spazio aperto centrale con murature di pietre legate da argilla, paramenti intonacati e pavimenti in battuto. Si tratta di edificio residenziale pertinente probabilmente ad un’azienda rurale, nel quale venne forse impiantato un primo luogo di culto per iniziativa del proprietario. Successivamente affiancato, nel IX secolo, da una chiesa costruita nell’area sud-ovest dell’attuale chiostro. Nell’XI secolo al lato settentrionale della chiesa si addossa un cimitero con tombe appartenenti come rivela un'iscrizione rinvenuta all'interno di una delle sepolture, ad un’aristocrazia laica gravitante attorno al cenobio. Il monastero cresce nei secoli successivi e si moltiplicano gli edifici caratterizzati da una tecnica costruttiva più accurata e da pavimenti in malta. La ricostruzione del chiostro nel 1492 ridisegna la topografia del monastero, distruggendo l’originaria chiesa altomedievale e gli edifici adiacenti.

Media

Name
Abbazia di S. Maria
Year
2006
Summary
en Two trenches were excavated during the laying of water pipes in the cloister of the abbey at Maguzzano.

_Period I: Roman_
The abbey’s site, in close proximity to the ancient Roman road which led from Verona to Brescia (the present Maccarona road), and several finds had already suggested the presence of a Roman settlement. In fact, coins of Agrippa (1st century B.C.) and one of the emperor Constantine were found. A layer formed by the demolition of a building is also datable to the Roman phase.

_Period IIa: early medieval_
This was represented a beaten clay floor cut by a post hole overlain by a layer of burning.

_Period IIb: early medieval_
The walls relating to the earliest architectural structures were built in medium sized rough-hewn stone blocks bonded with clay. A hearth lit directly on the floor and a probable burial are of the same phase.

_Period IIIa (trench 2): 8th-9th century and Romanesque_
This period is represented by two walls from the same building, perhaps a tower, constructed with medium sized stones bonded with strong white mortar and a sacco foundation trench, faced with large stones and with an emplekton comprising crushed material.

_Period IIIb (trench 1)_
This trench revealed a wall on an E-W alignment built of cobbles, worked to produce a regular shape, bonded with strong mortar. The related floor may be a layer of greyish brown loam mixed with fragments of brick, charcoal and mortar. To the north there was another wall linked to a layer of clayey loam, and what remained of a floor surface.

_Period IIIc (trench 1)_
This revealed a wall on a N-S alignment which abutted another wall built of irregular sized cobbles bonded by crumbly white mortar.

_Period IIId (12th-13th century) (trenches 1 and 2)_
A wall was uncovered on a N-S alignment with facing in cobbles, roughly shaped with a small pick, arranged in regular horizontal courses (12th-13th century), bonded with rather crumbly mortar.

_Period IV (trenches 1 and 2)_
Following the demolition of the structures from the earlier phases a series of dumps were used to create a flat site for building. Also present were several phases relating to a garden. (Gian Pietro Brogiolo, Alexandra Chavarrìa Arnau, Silvia Nuvolari)
it Due saggi di scavo sono stati condotti nell’area del chiostro dell’abbazia di Maguzzano, in occasione della posa in opera delle tubazioni per le acque bianche.

_Periodo I: età romana_

L’ubicazione dell’abbazia nelle immediate vicinanze dell’antica strada romana che da Verona portava a Brescia (attuale strada Maccarona) e alcuni rinvenimenti facevano già ipotizzare la presenza di un più antico insediamento romano. Sono state infatti rinvenute una moneta di Agrippa (I sec. a.C.) e una dell’imperatore Costantino. Alla fase romana è attribuibile anche uno strato di demolizione di un edificio.

_Periodo IIa: altomedioevo_

Strato di incendio al di sopra di un piano di calpestio in argilla tagliato da una buca di palo.

_Periodo IIb: altomedioevo_

Murature relative alle strutture architettoniche più antiche; sono costituite da pietre sbozzate di medie dimensioni legate con argilla. Sono in fase un focolare acceso direttamente sul piano di calpestio e una probabile sepoltura.

_Periodo IIIa (saggio 2): tra VIII-IX secolo e romanico_

Due strutture murarie riferibili ad uno stesso edificio, forse una torre, costruite con pietre di medie dimensioni legate con malta tenace biancastra e con trincea di fondazione a sacco, paramenti di grosse pietre ed emplecton di materiale minuto gettato alla rinfusa.

_Periodo IIIb (saggio 1)_

Muratura con orientamento E-O costituita da ciottoli sbozzati mediamente regolari e legati con una malta tenace. Il suo piano d’uso potrebbe essere uno strato limoso, marrone grigiastro misto a grumi di laterizio, carboni e malta. A nord, un’altra muratura collegata ad uno strato limoso argilloso corrispondente a un lacerto di piano d'uso.

_Periodo IIIc (saggio 1)_

Muratura nord sud che si appoggia ad un altro muro costruito con ciottoli morenici di dimensioni irregolari legati da malta bianca friabile.

_Periodo IIId (XII-XIII secolo) (saggi 1 e 2)_

Muratura nord-sud con paramento con pietre moreniche sbozzate a piccozzina disposte in corsi regolari orizzontali (XII-XIII secolo), con legante di malta piuttosto friabile.

_Periodo IV (saggi 1 e 2)_

Dopo la demolizione delle strutture murarie della fasi precedenti, vengono deposti successivi riporti per creare prima un piano di cantiere e poi successive fasi di giardino.
Funding Body
Vittorio Messori
Team
Field director - Alexandra Chavarría Arnau
Field director - Silvia Nuvolari
Students - Studenti e laureati

Media

Name
Abbazia di S. Maria
Year
2008
Summary
it L’abbazia di Santa Maria Assunta di Maguzzano sorge a meno di un chilometro dalla riva del lago di Garda, nel comune di Lonato (BS), in un’area pianeggiante dell’anfiteratro morenico, lungo la strada che da Verona portava a Brescia. Lo comprovano tre cippi provenienti dall’abbazia, due noti da tempo (Carta Archeologica, pp. 129-130), mentre un terzo è ancora inedito. La prima attestazione di una abbatiola Magonziani compare in un decreto del vescovo Raterio di Verona, che si data attorno all’anno 966 (PL 136, col. 547-550), dal quale apprendiamo che l’abbazia era stata fondata da un privato, menzionato come constructor, senza però chiarire da quanto tempo. Quanto sappiamo di altre chiese di fondazione privata, ne suggerisce una datazione tra VII e IX secolo. Datazione di cui fornivano un termine ante quem alcuni elementi di arredo liturgico databili all’VIII-IX secolo, rinvenuti durante i lavori del 1961-1962 all’interno della chiesa ricostruita in forme rinascimentali.

Nel febbraio del 2005, allo scopo di predisporre collegamenti e scarichi delle acque reflue, sono state eseguite alcune trincee, larghe meno di un metro e profonde altrettanto, nel chiostro principale e lungo i lati esterni a ovest, sud ed est. Da queste indagini è emersa un’interessante stratificazione nel chiostro che ha suggerito di avviare un progetto di ricerca pluriennale che si è sviluppata in quattro campagne annuali di scavo, che hanno interessato una superficie complessiva di circa 500 mq su un totale di circa 900 mq di superficie totale del giardino del chiostro (Chavarria 2007; Brogiolo, Chavarria, Ibsen 2008). La presenza delle reti di servizi e di alcune piante monumentali non ha consentito di eseguire uno scavo in estensione. Lo scavo è stato seguito da una copertura georadar dell’intera area del giardino, compreso il settore nord-est non scavato, del portico del chiostro e di alcuni ambienti del lato ovest (il solo dove il deposito sepolto non è andato distrutto con la costruzione delle cantine rinascimentali). La prospezione ha consentito di completare nelle linee essenziali la planimetria degli edifici susseguitesi nelle diverse fasi di occupazione del sito.

Lo scavo ha restituito una complessa sequenza dall’alto medioevo all’età moderna, mentre non sono state trovate stratigrafie più antiche, che pur dovevano esistere nell’area, considerati i reperti di piena età romana che sono stati trovati in livelli successivi.

Le fasi più antiche documentate dallo scavo, in base alla tipologia degli edifici, ai materiali rinvenuti e alle analisi al C14, si datano nel VII secolo e appartengono ad un insediamento costruito in materiali deperibili del quale non conosciamo con esattezza le dimensioni e l’articolazione. Tra la fine del VII e gli inizi dell’VIII secolo, viene poi costruito un edificio a più ambienti organizzato attorno ad uno spazio aperto centrale con murature di pietre legate da argilla, paramenti intonacati e pavimenti in battuto. Si tratta di edificio residenziale pertinente probabilmente ad un’azienda rurale, nel quale venne forse impiantato un primo luogo di culto per iniziativa del proprietario. Successivamente affiancato, nel IX secolo, da una chiesa costruita nell’area sud-ovest dell’attuale chiostro. Nell’XI secolo al lato settentrionale della chiesa si addossa un cimitero con tombe appartenenti come rivela un'iscrizione rinvenuta all'interno di una delle sepolture, ad un’aristocrazia laica gravitante attorno al cenobio. Il monastero cresce nei secoli successivi e si moltiplicano gli edifici caratterizzati da una tecnica costruttiva più accurata e da pavimenti in malta.

La ricostruzione del chiostro nel 1492 ridisegna la topografia del monastero, distruggendo l’originaria chiesa altomedievale e gli edifici adiacenti.
en The abbey of Santa Maria Assunta di Maguzzano stands at less than a kilometre from the banks of Lake Garda, in the municipality of Lonato (BS), on a flat area of the morainal amphitheatre, along the road which led from Verona to Brescia. Its presence here is attested by three cippi from the abbey, two published in the Carta Archaeologica, whilst the third is still unpublished. The first mention of an abbatiola Magonziani appears in a decree of bishop Raterius of Verona, dated around 966 (PL 136, col. 547-550), where it states that the abbey was founded by a private individual, mentioned as the constructor, however without stating when. What is known of other privately founded churches suggests a date between the 7th-9th century. A terminus ante quem is provided by a number of elements of liturgical furnishings datable to the 8th-9th century, found during the 1961-1962 excavations inside the church reconstructed in Renaissance style.

In February 2005 during work to lay piping and drains, a number of trenches less than one metre long and of the same depth, were dug in the main cloister and along the west, south and east sides. An interesting stratigraphy emerged in the cloister which suggested the setting up of a pluriennial research project. This took the form of four excavation campaigns which covered circa 500 m2 out of the cloister garden’s total of 900 m2. Due to the presence of the network of service piping and a number of trees it was not possible to undertake an open area excavation. A georadar survey was also conducted across the entire garden area, including the unexcavated north-western area, of the cloister portico and in a number of rooms on the western side (the only area where the buried deposit was not destroyed by the construction of the Renaissance cellars). The survey completed the outline of the plan relating to the sequence of buildings from the site’s diverse occupation phases.

The excavation exposed a complex sequence running from the early medieval to modern period. No traces of earlier stratigraphy was found, although it must have existed in the area given the finds of Roman date that were recovered in later levels.

On the basis of the building typology, the finds and the C14 dating, the earliest phases documented by the excavation date to the 7th century and relate to a settlement built of perishable materials whose exact size and layout are unknown. Between the end of the 7th and the beginning of the 8th century a building with several rooms was built around a central open space. The walls were stone bonded with clay, with a plaster facing and the floor surfaces of beaten earth. This was a residential building probably belonging to a farm where perhaps the first cult site was constructed on the initiative of the owner. Later, in the 9th century, this was flanked by a church built in the south-western area of the present cloister. In the 9th century a cemetery came into being on the north side of the church. This was a cemetery for the lay aristocracy which gravitated around this church, as revealed by an inscription found inside one of the tombs. The monastery grew during the following centuries and the number of buildings, characterised by better construction techniques and mortar floors, increased.

The reconstruction of the cloister in 1492 redrew the monastery’s topography, destroying the original early medieval church and the adjacent structures.
Funding Body
Privato
Team
Anthropologist - Alessandro Canci
GIS systems - Vincenzo Valente
Pottery specialist - Angela Scillia

Media

  • Brogiolo et al. 2005
    G.P. Brogiolo, A. Chavarría Arnau, S. Nuvolari, 2005, Lonato (BS). Abbazia di Maguzzano. Saggi di scavo, in NOTIZIARIO 2005, Soprintendenza Beni Archeologici della Lombardia: 66-69.
  • Brogiolo et al. 2008
    G.P. Brogiolo, A. Chavarría Arnau, M. Ibsen 2008, Maguzzano (Lonato – Brescia) e la sua dipendenza da Soiano: da fondazione privata a monastero del Vescovo di Verona, in Archeologia veneta XXIX-XXX (2006-2007): 146-205.
  • Chavarría 2007
    A. Chavarría 2007, Risultati preliminari dello scavo archeologico presso l\'abbazia di Santa Maria Assunta di Maguzzano (2005-2006), in I Quaderni della Fondazione Ugo da Como 12: 63-84.
  • Chavarria 2009
    A. Chavarria, 2009, Monastero altomedievale di Maguzzano: scavi 2005-2008, in V Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Foggia, ottobre 2009), Firenze.

Location

Ancient Site Name
Magontianus (X secolo)
Location
Maguzzano
Easting
10.5026392858
Northing
45.4851253492