AIAC_1143 - Vagnari - 2009_L'insediamento_
In agosto 2009 si è ripreso lo scavo, già iniziato nel 2008, di una struttura imponente identificata tramite una prospezione geo-elettrica
_Periodo 3A (fine I sec. d.C.)_
La prima fase di costruzione individuata è rappresentata da un muro (F242), costruito con blocchi di pietra legati con malta sabbiosa, che somiglia nella tecnica muraria ad altri muri databili all’inizio del Periodo 3, scavati in precedenza. La mancanza di muri ad esso perpendicolari indica che apparteneva ad una struttura, probabilmente una officina, aperta sul lato SO.
_Period 3B(i) (II sec. d.C.)_
All’edificio principale appartegono due muri F241/F256 che formano un angolo retto, costruiti con piccole pietre legate con malta bianca dura. Il loro spessore medio (0.7 m) supera di molto quello degli altri muri finora scavati a Vagnari. Il muro F241 corrisponde al muro sud-orientale dell’edificio quadrangolare identificato dalla prospezione geo-elettrica, da cui si può dedurre che l’angolo orientale dell’edificio doveva trovarsi non molto oltre il limite della trincea. Il livello di calpestio esterno era formato dall’argilla naturale; all’interno, comunque, era molto più basso: un sondaggio ampio 1.0 m, tagliato nel riempimento del vano ad una profondità di 0.7 m, non è arrivato al fondo. Il riempimento conteneva molto materiale di demolizione misto a rifiuti domestici e industriali.
_Periodo 3B(ii) (ca. inizi III sec. d.C.)_
A questa fase appartiene il muro F236 che in base alle indagini geo-elettriche sembra dovesse delimitare l’insediamento sul lato ovest. Tale muro consisteva di pietre rozze distanziate tra loro e legate con argilla – una tecnica di costruzione già vista a Vagnari in alcuni muri del Periodo 3B (tardo II o inizio del III sec. d.C.). Il muro venne intercettato dalla costruzione della struttura F238 nel Periodo 5.
_Periodo 4 (seconda metà IV sec. d.C – fine V sec. d.C)_
Dopo la costruzione del muro F236 venne depositato uno strato di argilla limosa di colore grigio-brunastro (U.S. 308) che conteneva materiale di crollo misto ad altri rifiuti domestici: ossa di animali, carbone e ceramica. Lo strato si unisce ad un altro (F239) consistente di frammenti di ceramica, piccole pietre e molti frammenti di laterizi che formava un livello di calpestio sopra i resti del muro F241, già distrutto. Da un piccolo saggio eseguito all’interno dello strato sono stati rinvenuti frammenti di ceramica tardo-romana dipinta, databili dopo la metà del IV sec. d.C. Una scoria di ferro di grandi dimensioni trovata dentro il pavimento F239 potrebbe indicare la presenza di una fucina nelle vicinanze.
_Periodo 5 (VI sec. d.C.?)_
L’ultima fase di costruzione è indicata da tre frammenti di tegole (F238) allineate con un andamento N-S diverso da quello degli edifici precedenti. Sono state messe in situ con le alette rivolte verso l’alto e legate da malta. Tali tegole sembrano rappresentare il filare più basso di un muro databile all’inizio del periodo medievale che è stato quasi completamente distrutto da lavori agricoli.
_Lo studio del materiale_
Il materiale rinvenuto verrà studiato in dettaglio nella primavera del 2010. (Alastair Small)
_La necropoli_
Le ricerche sulla necropoli di Vagnari sono proseguite nel 2009 con scavi di 59 trincee (6x8 m) immediatamente a sud della Trincea 39 (scavata nel 2008). Sono state riportate alla luce 9 tombe, ma solo 6 sono state pienamente scavate per via della ristrettezza dei tempi. Un’altra concentrazione di tegole è stata scoperta nella parte orientale della trincea, ma richiede ulteriori scavi per stabilire se si tratta di una tomba. L’orientamento delle tombe è variabile, ma la maggior parte ha orientamento Est-Ovest.
Tutte le tombe esposte erano a cappuccina (con il morto coperto con grandi tegole collocate obliquamente nel terreno a formare un doppio spiovente), eccetto una deposizione (F253) che apparentemente non aveva nessuna struttura funebre. La sepoltura è atipica per questo cimitero, poiché l’individuo era sepolto in posizione flessa con il corredoall’altezza delle ginocchia e dei piedi. La maggior parte delle deposizioni era in posizione supina con le braccia distese lungo il corpo o incrociate sul bacino. Cinque sepolture contenevano adulti, e sei contenevano i resti poco conservati di un infante (F251).
Quattro delle sei tombe contenevano corredi, posizionati in modo tipico ai piedi del morto con l’eccezione di un certo numero di oggetti metallici e arredi personali. Come negli anni precedenti, la maggior parte dei vasi ceramici trovati nelle tombe erano rotti o frammentati. Una tomba di una giovane donna (F245) conteneva un gran numero di oggetti, inclusi 3 anelli di metallo indossati dalla mano sinistra, una casseruola tipo Butrinto (Albania), una casseruola in sigillata africana, una lucerna, un ago in osso e un vaso in ceramica comune. La tomba infantile (F251) conteneva una collana di pasta vitrea, ma nessun altro elemento di corredo. A differenza degli anni precedenti, nessuna tomba ha restituito chiodi piegati in ferro. Fino a che il restauro e lo studio degli oggetti non sarà completato può essere fornita solo una datazione preliminare. Queste sepolture sono probabilmente contemporanee alle tombe scavate nelle stagioni precedenti, che sono prevalentemente di II-III sec. d.C. Analisi dei resti scheletrici e dei corredi sono attualmente in corso. (Tracy Prowse)