- Item
- AIAC_1194
- Name
- Fondo Casino
- Date Range
- 800 BC – 450 BC
- Monuments
- Fortified settlement
Seasons
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AIAC_1194 - Fondo Casino - 2006L’indagine effettuata nel 2005 ha interessato le aree di Fondo Casino e di Fondo Casino 1. Nell’area di Fondo Casino sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni passati. E’ stata indagata l’area dell’edificio che copre parzialmente la grande strada ad est con pavimentazione di ciottoli. Si tratta di un edificio formato da due ambienti a pianta rettangolare con orientamento est-ovest. L’ambiente posto a nord è da interpretarsi come un’area porticata che funge da ingresso al secondo vano, di dimensioni maggiori, coperto da un tetto di tegole semicurve. Di questo vano erano ben conservati i muri nord, ovest e sud. Sotto uno strato di crollo è stato messo in luce un livello di abbandono che copre la pavimentazione formata sul lato meridionale del vano dalla roccia di base e sul lato settentrionale da un battuto di terra e tufo compattate. Sul piano pavimentale erano numerosi frammenti ceramici tra cui un vaso pithoide in impasto. Lungo il muro di chiusura settentrionale del vano, si conserva un focolare delimitato da un muretto di pietre poste a semicerchio a ridosso del muro. L’edificio copre in parte la pavimentazione della strada, per cui deve essere stato costruito nell’ultima fase di vita dell’insediamento (prima metà V sec. a.C.) o dopo l’abbandono della città, e potrebbe essere riconosciuto come struttura rurale pertinente alla frequentazione dell’area dopo il suo abbandono alla metà del V sec. a.C. L’esplorazione dell’area di Fondo Casino 1, nei pressi del “Museo Diffuso di Cavallino”, ha riportato alla luce un grande edificio con diverse fasi di utilizzo. Verso la metà del VI a.C. viene costruita una prima struttura, con tre grandi vani e un grande cortile. Le fondazioni dei muri sono realizzate con blocchi di dimensioni eccezionali, alcuni lunghi quasi tre metri. L’elevato è in piccole pietre e i tetti sono coperti da tegole semicurve. L’ambiente principale, con una pavimentazione molto accurata di tufina pressata, sembra essere il vano di rappresentanza della casa. Nella seconda fase davanti all’ambiente principale viene costruito un ampio portico che oblitera un ambiente precedente di ridotte dimensioni. Nel vano principale viene spostata la soglia di ingresso ed installato un nuovo cardine per la porta; la pavimentazione di tufina viene bucata per l’inserimento di grandi contenitori per derrate. L’ambiente ha evidentemente cambiato funzione, diventando un magazzino. Vengono aggiunte nuove strutture murarie e costruiti due ampi cortili nella zona settentrionale dell’edificio, dove sono installati anche alcuni focolari, poi parzialmente tagliati dall’inserimento in un momento successivo di una tomba infantile. Nell’ultima fase l’edifico è smantellato, ma l’area viene ancora utilizzata con la costruzione di una tettoia sorretta da pali lignei, di cui rimangono i buchi nella pavimentazione di tufina, a coprire una buca rettangolare rivestita da lastre di calcare, forse un apprestamento cultuale o funerario. Nell’area dell’edificio è stata rinvenuta anche una grande fossa riempita con materiali recuperati in gran parte dalla distruzione del complesso. Il materiale ceramico recuperato permette di datare la struttura al IV-III sec. a.C., quale risultato di un riassetto dell’area in età ellenistica per lo sfruttamento agricolo del terreno. Al di sotto dell’edificio arcaico sono emerse altre strutture: un edificio monocellulare a pianta quadrata, dal tetto realizzato con una copertura straminea, vista la totale assenza di tegole d’argilla al di sotto dei crolli delle strutture murarie. I materiali recuperati fanno datare l’abbandono dell’edificio alla fine del VII-inizi VI sec. a.C. e permettono di interpretarlo come un piccolo oikos del VII sec. a.C., primo esempio finora rinvenuto del passaggio dall’abitato dell’Età del Ferro, con capanne a pianta ovoidale e coperture di paglia e fango, all’abitato di età arcaica, con strutture a pianta quadrangolare dalle fondazioni in grandi blocchi squadrati, elevato a piccole pietre e copertura in materiale laterizio. L’area indagata nella campagna di scavo dell’anno 2006 ha messo in evidenza una serie di strutture (per lo più resti di fondazioni) relative all’abitato di età arcaica (VII-VI sec. a.C.) e al precedente villaggio capannicolo dell’Età del Ferro.
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AIAC_1194 - Fondo Casino - 2007Nella zona sudorientale di Fondo Casino è stata messa in luce per una lunghezza di circa m 70 una strada con pavimentazione acciottolata. La struttura ha orientamento N-S ed è il proseguimento di un’altra già conosciuta in cui è realizzato un grande canale per lo smaltimento delle acque piovane. Il percorso stradale è affiancato ad Ovest da due grandi recinti, di cui si conservano i muri di fondazione in grandi blocchi di calcare squadrati, che servivano probabilmente da ricovero per gli animali. E’ stato completato lo scavo dell’edificio G1 sul cui fianco occidentale è stato rinvenuto un piccolo deposito votivo costituito da una coppetta monansata a vernice nera, di produzione locale o tarentina, e da una lucerna attica, entrambe databili tra il 500 e il 480 a.C. La deposizione di questi oggetti è indicativa di un rituale compiuto, probabilmente, nel momento della fase di ristrutturazione dell’edificio. Il vaso per la libagione (coppetta) e la lucerna (allo stesso tempo strumento domestico e oggetto utilizzato nel culto delle divinità femminili protettrici della fertilità) indicano la richiesta di protezione su tutto l’ambiente familiare. Degli edifici G2, G3, G4, G5, G6 e G7 sono state asportati solo gli strati relativi alla fase di abbandono. I materiali rinvenuti confermano che tutto il quartiere ha cessato di vivere intorno al 460 a.C. Nell’ambito dei lavori di ampliamento del Museo Diffuso di Cavallino sono proseguiti i lavori di scavo dei fossati Nord e Sud relativi alla Porta W di ingresso alla città lungo la fortificazione nell’area di Fondo Maratunde. Qui si sta anche ricostruendo il grande muro di fortificazione utilizzando i materiali lapidei crollati all’interno dei fossati stessi. E’ stato possibile ricollocare l’apertura della porta nell’esatta posizione grazie al ritrovamento della pavimentazione della strada che portava all’interno della città. All’interno dei fossati sono stati recuperati i grandi blocchi che formavano la fortificazione stessa. Sul fondo del fossato Sud sono stati trovati uno straordinario piccone in Ferro, perfettamente conservato, che doveva essere uno degli strumenti utilizzati per la cavatura dei blocchi stessi e un frammento di scultura a tutto tondo che rappresenta la testa di un animale, forse un serpente o un uccello molto stilizzato, realizzato in calcare locale. Nella parte superficiale del crollo è stato invece rinvenuto un frammento di cippo di calcare con iscrizione BAL.... come sul cippo già rinvenuto nella stessa area negli scavi degli anni ’80.
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AIAC_1194 - Fondo Casino - 2008Nell’area di Fondo Casino sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni precedenti. Si è lavorato in particolare nell’area dell’edificio I1, che copre parzialmente la grande strada Est. Si è approfondita l’indagine all’interno dell’area porticata con lo scavo del crollo sotto cui è stato rinvenuto uno strato di colore giallino relativo al piano di frequentazione dell’edificio. Nel muro 458 è stata messa in luce una soglia in seguito tamponata con blocchi di calcare uniti da zeppe di schegge dello stesso materiale. Tutta l’operazione sembra fatta al momento della costruzione del muro 459 e della pavimentazione acciottolata della adiacente strada, quindi in una prima fase l’edificio non possedeva l’area porticata sul lato Nord ma si affacciava direttamente su di uno sazio aperto o su di una strada. A Sud del nuovo ambiente è stato rinvenuto un battuto pavimentale esterno in tufina pressata che corrisponde al piano di vita esterno dell’edificio. Nel nuovo ambiente, rimosso il crollo di pietre relativo al crollo delle pareti e stato messo in evidenza il crollo del tetto di tegole, rilevato, fotografato, documentato e quindi asportato. Al di sotto del primo strato di tegole era presente un secondo livello di crollo e ancora al di sotto è stato possibile individuare il piano di frequentazione dell’ambiente formato da un piano di terra battuta mista a tufina pressata. Davanti all’edificio I1 è stato effettutato un saggio sulla strada su cui la struttura si affaccia. Al di sotto dello strato di pavimentazione acciottolata dell’ultima fase di uso è stato messo in luce un potente battuto in tufina, frr. laterizi, frr. ceramici e lapidei che corrisponde al precedente livello di calpestio della strada stessa. E’ proseguita nell’area di Fondo Casino 1, nei pressi dell’ingresso del Museo Diffuso, l’esplorazione dell’area del grande edificio (H1) con varie fasi di utilizzo e dell’oikos H2. Dopo un’accurata pulizia dell’area sono stati intrapresi alcuni approfondimenti relativi a varie aree dell’edificio H1. E’ stata indagata l’area esterna ad Est dell’edificio. Sono state messe in luce e scavate tre grandi fosse piene di materiali laterizi che devono essere il risultato di un opera di pulizia dell’area compiuto verso la fine del IV sec. a.C., come indicano i materiali ceramici recuperati insieme alle tegole. Probabilmente per rendere il terreno adatto alla coltivazione è stato fatto un vero e proprio spianamento dei crolli relativi all’edificio. Sempre nell’area ad est dell’edifcio è stato messo in luce un grande cortile pavimentato con tufina pressata insieme a ghiaia e frammenti di calcare che copre un’area molto vasta recintata da muretti fatti con blocchetti di calcare. Fa parte dell’ultima fase di vita dell’edificio ed è collocato davanti al grande portico che immetteva all’interno della struttura abitativa. E’ stata inoltre ampliata l’area dello scavo della cava di blocchi individuata e in parte già scavata ad Est dell’edificio H1. Si è quindi provveduto ad allargare l’area in direzione ovest e ad accertare la lunghezza complessiva della cava che andrà definitivamente svuotata nel corso delle prossime campagne di scavo. L’area dell’oikos H2 è stata allargata verso Nord ed è venuto alla luce il resto di un nuovo ambiente, forse un secondo _oikos_ accostato, vista la tecnica costruttiva analoga. L’interno dell’ _oikos_ H2 è stato scavato fino al ritrovamento di un piano pavimentale in tufina pressata molto ben conservato. Oltre al fornello già messo in luce l’anno precedente e stato individuato un focolare nell’angolo nord orientale della struttura.
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AIAC_1194 - Fondo Casino - 2009Nell’area di Fondo Casino sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni precedenti. Si è lavorato in particolare nell’area dell’edificio I1, che si affaccia sulla grande strada Est con pavimentazione di ciottoli. Si tratta di un edificio formato da due ambienti a pianta rettangolare con orientamento E-W. L’ambiente posto a Nord è probabilmente da interpretarsi come un’area porticata che fa da ingresso al secondo vano, di dimensioni più grandi, coperto da un tetto di tegole semicurve. Di questo vano erano ben conservati i muri Nord, Ovest e Sud, mentre tutto il lato orientale dell’edificio è stato in gran parte asportato da pesanti lavori agricoli. Nell’area ad Ovest è stato messo in luce un terzo ambiente con muri leggermente obliqui rispetto al lato di chiusura dell’ambiente principale dell’edificio. Le indagini svolte più in profondità ad Est dell’edificio I1 hanno messo in luce una situazione di terreno particolarmente sconvolto dai lavori agricoli che hanno intaccato la stratigrafia dell’area fino ai livelli del piano di frequentazione del villaggio di capanne dell’età del Ferro, di cui sono stati messi in luce i resti di focolari di terra concotta. E’ proseguita nell’area di Fondo Casino 1, nei pressi dell’ingresso del Museo Diffuso, l’esplorazione dell’area del grande edificio (H1) con varie fasi di utilizzo. Dopo un’accurata pulizia dell’area sono state intrapresi alcuni approfondimenti relativi a varie aree dell’edificio H1. All’interno dell’ambiente 1 è proseguita l’indagine degli strati più profondi relativi ad una capanna dell’età del Ferro di cui rimane solamente un tratto di struttura muraria semicircolare con relativi piani di frequentazione. Ad Ovest del Vano 1 dell’edificio H1, in una zona dove nelle campagne di scavo precedenti era stato messo in luce un ampio cortile scoperto pavimentato da un livello di tufina mista a brecciolina pertinente all’ultima fase di vita dell’edificio, è stato impostato un piccolo saggio di metri 2 x 5. Il saggio è stato localizzato in un’area dove scarsa era la conservazione della struttura pavimentale e doveva servire ad indagare le fasi di frequentazioni precedenti. Sotto i residui della struttura sono stati messi in luce tutta una serie di resti di piani pavimentali relativi a fasi di vita precedenti dell’edifcio H1. L’area, dai dati raccolti, appare quindi essere sempre stata utilizzata come zona di grande cortile recintato scoperto, collocato a protezione dell’ingresso dell’edificio. E’ stata inoltre ampliata l’area dello scavo della cava di blocchi individuata e in parte già scavata ad Est dell’edificio H1. Si sono potuti mettere in luce completamente tutti i gradini formati dai blocchi estratti; sulle pareti interessantissime sono le tracce di lavorazione rimaste che dimostrano l’uso di vari strumenti per la lavorazione e la cavatura dei blocchi (picconi, scalpelli, gradina, cunei). Si è quindi provveduto ad allargare l’area di scavo in direzione ovest e a svuotare completamente la struttura.
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AIAC_1194 - Fondo Casino - 2010Nell’ambito del Progetto di Ampliamento del Museo Diffuso di Cavallino, presentato dal Comune di Cavallino e finanziato dalla Regione Puglia con le rimanenze dei fondi P.O.R. 2000-2007, si è potuta svolgere un’intensa campagna di indagini archeologiche nell’insediamento messapico di Cavallino, in regime di Concessione affidata dal Mibac al Dipartimento BB.CC. dell’Università del Salento. A partire dal mese di ottobre 2009 fino alla fine di luglio 2010 è stato possibile svolgere attività di scavo e di restauro in varie aree ricadenti all’interno della cinta muraria di età arcaica. Nel mese di luglio 2010 è stato in funzione anche il Cantiere Scuola di Archeologia dell’Università del Salento che ha visto la partecipazione di 96 studenti provenienti da varie Università italiane (Salento, Roma, Bologna) e straniere (Austria, Spagna). Nell’area di Fondo Casino (Zona G ed I), posta all’ingresso del Museo Diffuso, è stata ampliata l’area di scavo già esistente. Sono stati esplorati in estensione circa 2.000 mq di terreno fino a mettere in luce le fasi di abbandono della città di età arcaica. Sono state individuate tre nuove grandi unità abitative (edifici L, M ed N) che si affacciano su di un sistema di strade che permettevano di muoversi all’interno dell’antico quartiere. La grande Strada V, con andamento N-S, già messa in luce negli anni precedenti, è stata esplorata fino ai livelli di pavimentazione più antichi. Su di essa era realizzato un complesso sistema che comprendeva un largo marciapiede sul lato occidentale e una canalizzazione centrale superficiale che permetteva lo smaltimento delle acque piovane. Sulla strada si apre l’ingresso ad una delle abitazioni di nuova acquisizione. L’edificio abitativo è preceduto da una grande area, in parte coperta da tettoie, che doveva essere utilizzata come recinto per le greggi e come area di stoccaggio dei carri e degli attrezzi agricoli. La casa ha una pianta rettangolare allungata. I vani residenziali sono preceduti da un’area porticata di cui è stato recuperato il tetto crollato. Dalla strada principale si dipartono altre strade secondarie sui cui lati si affacciano altri edifici. Parte dei blocchi di calcare che compongono le fondazioni delle strutture murarie messe in luce sono stati oggetto di un accurato restauro. Nell’area di Fondo Fico (Zona F) è stata intrapresa una cospicua attività di riordino e restauro dell’area di scavo indagata negli anni 60’ che si trovava in una situazione estremamente compromessa. Le strutture murarie messe in luce circa 40 anni addietro si trovavano infatti in uno stato di grande degrado. Molti dei muri, che erano collocati su stretti testimoni di terra, stavano crollando compromettendo in questo modo la lettura della situazione complessiva. Dopo un attento studio delle varie fasi costruttive (sono state riconosciute tre fasi abitative relative all’impianto di età arcaica) si è provveduto al restauro delle strutture murarie crollate e al ripristino dei piani di frequentazione relativi. Nell’ambito dei lavori è stato possibile indagare anche alcune aree che erano rimaste non scavate ed è stato quindi possibile realizzare una rilettura di tutte le fasi di frequentazione dell’area a partire dall’età del Bronzo per arrivare fino al momento dell’abbandono della città (inizi V sec. a.C.). Durante le attività sono state messe in luce e scavate una grande cisterna a sezione campaniforme e due sepolture di bambino (di cui una contenente due scheletri) risalenti alla fase di età arcaica e parte di un’area artigianale relativa alle fasi del villaggio dell’età del Ferro (resti di due fornelli coperti a pianta circolare). Nell’area settentrionale del Museo è stata restaurata parte della struttura della Porta NE, davanti alla quale sono posizionati la Torre di Zeus e le sagome dei Guerrieri messapici in ferro di Ferruccio Zilli. Si è provveduto inoltre a numerose attività di manutenzione straordinaria delle strutture del Museo (restauro delle passerelle lignee che permettono di attraversare le aree di scavo, pulizia e rimessa a nuovo dei pannelli didattici, ripavimentazione dei percorsi) e al rifacimento di parte dell’impianto elettrico con rifunzionalizzazione delle luci poste lungo i percorsi e con la collocazione di una nuova serie di fari che illuminano le aree di scavo e il grande muro settecentesco posto sul lato orientale di Fondo Casino.
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AIAC_1194 - Fondo Casino - 2011Sono stati esplorati in estensione circa 2.000 mq di terreno fino a mettere in luce le fasi di abbandono della città di età arcaica. Nella Zona G, ad O della Strada V, sono state individuate tre nuove grandi unità abitative (edifici G8, G9 e G10) che si affacciano su di un sistema di strade (Strade XVI e XVII) che permettevano di muoversi all’interno dell’antico quartiere. La grande Strada V, con andamento N-S, già messa in luce negli anni precedenti, è stata esplorata fino ai livelli di pavimentazione più antichi. Su di essa era realizzato un complesso sistema che comprendeva un largo marciapiede sul lato occidentale e una canalizzazione centrale superficiale che permetteva lo smaltimento delle acque piovane. Sul lato occidentale della strada si apre l’ingresso ad una delle abitazioni messe in luce (edificio G8). L’ingresso, di cui si conserva parte della soglia, ha un aspetto monumentale ed è contornato da due grandi muri con fondazioni a grandi blocchi di calcare che immettono all’interno dell’area. Immediatamente a N della struttura è stata rinvenuta ed esplorata una tomba di bambino in sarcofago litico databile alla fine del VI sec. a.C.. La sepoltura conservava lo scheletro del neonato, posto in posizione rannicchiata su di un fianco e con la testa appoggiata su di un cuscino intagliato nel blocco monolitico del sarcofago stesso, e il corredo costituito da una brocchetta e da una coppa. La struttura abitativa vera e propria è preceduta da una grande area, in parte coperta da tettoie (A), che doveva essere utilizzata come recinto per le greggi (area N) e come area di stoccaggio dei carri e degli attrezzi agricoli. La casa ha una pianta rettangolare allungata. I vani residenziali (C e D) sono preceduti da un’area porticata (B) di cui è stato rinvenuto, perfettamente conservato, il tetto crollato. Dalla strada principale si dipartono altre strade secondarie (strade XVI e XVII) sui cui lati si affacciano altri edifici (G9 e G10) di cui è ancora difficile dare una definizione planimetrica precisa. Ad E della Strada V si sviluppa la Zona I. Si è lavorato in particolare nell’edificio I1, formato da due ambienti a pianta rettangolare con orientamento E-W. L’ambiente posto a N è probabilmente da interpretarsi come un’area porticata che fa da ingresso al secondo vano, di dimensioni più grandi, coperto da un tetto di tegole semicurve. Sotto il crollo è stato rinvenuto lo strato relativo al piano di frequentazione dell’edificio. Lo scavo dimostra che in una prima fase l’edificio non possedeva l’area porticata sul lato N ma si affacciava direttamente su di uno spazio aperto. Si è inoltre ampliata l’area di scavo verso S e verso O e si è messo in luce un nuovo ambiente con muri leggermente obliqui rispetto al lato di chiusura O dell’ambiente principale dell’edificio. Anche qui era perfettamente conservato il crollo degli elevati delle pareti che è stato messo completamente in luce. A S del nuovo ambiente è stato rinvenuto un battuto pavimentale in tufina pressata che corrisponde al piano di vita esterno dell’edificio. Le indagini in profondità ad E dell’edificio I1 hanno messo in luce livelli del piano di frequentazione del villaggio di capanne dell’età del Ferro, resti di focolari di terra concotta. Nel nuovo ambiente, rimosso il crollo di pietre relativo alle pareti è stato messo in evidenza il crollo del tetto di tegole e sotto il piano di frequentazione dell’ambiente formato da un piano di terra battuta mista a tufina pressata.
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AIAC_1194 - Fondo Casino - 2012Nel mese di luglio 2012 è stato in funzione il Cantiere Scuola di Archeologia dell’Università del Salento che ha visto la partecipazione di 72 studenti provenienti da varie Università italiane (Salento, Roma) e straniere (Austria). Nell’area di Fondo Casino (Zone G ed I), posta all’ingresso del Museo Diffuso, sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni precedenti, in particolare nell'ambiente B dell'edificio G8 e nell'area ad Ovest dell'edificio G4. Il crollo del tetto 3078, corrispondente alla copertura del vano porticato B dell'edificio, è stato completamente rimosso e recuperato in modo da poter essere restaurato e rimontato per una successiva musealizzazione. Gli ultimi strati del crollo sono stati recuperati, come nell'anno precedente, seguendo una strategia di uso della fotografia digitale nell'area divisa preventivamente in piccoli quadrati di un metro di lato. Sotto il crollo è stato messo in luce il livello della pavimentazione (3079) composto da un livello di ghiaia mista a tufina, meglio conservato nella parte centrale dell'ambiente. A poche decine di metri verso Est, all'esterno dell'edificio I1, è stata riconosciuta una tomba (3082) di bambino realizzata con un sarcofago monolitico coperto da due lastre di calcare sovrapposte. La tomba è stata aperta e scavata ed è risultata inviolata. Conteneva scarsissimi resti osteologici (qualche frr. di cranio) dovuti probabilmente, oltre che alla composizione chimica del terreno, alla presenza dell'inumazione di un neonato. Come corredo erano stati inseriti nel sarcofago una coppetta monansata e una brocchetta miniaturistica, insieme a due fibule di bronzo. L'orizzonte cronologico è quello della seconda metà del VI secolo a.C. Il sarcofago, svuotato, è stato lascito _in situ_, mentre sono state recuperate le lastre di copertura. Ad Ovest dell'edificio G4 è stata ripulita superficialmente un'area di circa 100 metri quadrati, dove sono emerse strutture murarie e di crollo che andranno meglio indagate nelle prossime campagne di scavo. Nell'area di Fondo Casino 1, zona H, sono continuate le indagini relative all'area a Nord dell' _oikos_ H2, struttura abitativa della seconda metà del VII secolo a.C. Sono stati esplorati i quadrati P14 ed R14. Nel quadrato R14 è emersa la presenza di una struttura in pietre di forma allungata (1517) relativa probabilmente al crollo di elevato di un'abitazione della stessa cronologia. La struttura, trascinata probabilmente dalle arature, dovrà essere indagata meglio nei prossimi anni. Nel quadrato P14 sono invece emersi resti di strutture murarie a blocchi (molto rovinati) relativi ad abitazioni della fase di VI secolo a.C. Anche in questo caso le strutture sono state solo messe in luce e andranno indagate in profondità nelle prossime campagne di scavo.
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AIAC_1194 - Fondo Casino - 2013Nelle Zone G ed I sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni precedenti, in particolare nell'edificio G8 e nell'edificio G7. E’ stato indagato in profondità un grande edificio (G8) con grande cortile antistante e recinti per gli animali annesso. Alla proprietà si accede da un ingresso monumentale collocato sul lato occidentale della Strada V. Da qui si entra a Sud in un grande cortile con tettoia porticata (ambiente A) mentre a Nord è presente una vasta area libera, probabilmente utilizzata per il ricovero di animali (recinto). Nell’area del cortile (ambiente A) è stato messo completamente in luce il crollo di una tettoia in laterizio perfettamente conservato. Il grande cortile A si affaccia sull'edificio abitativo vero e proprio. Un lungo vano di forma rettangolare allungata (ambiente B - B1) è stato identificato come vano porticato, sicuramente coperto da una tettoia in laterizio che nel lato meridionale del vano è stata completamente rinvenuta in stato di crollo al di sopra dei livelli pavimentali. Dal Portico B si poteva accedere ai due vani chiusi e coperti (C e D) che costituivano il cuore dell'abitazione. Questi due ultimi vani sono stati indagati fino ai livelli pavimentali (realizzati in terra battuta mista a tufina pressata). Si presentano oggi molto danneggiati dalle attività agricole che hanno parzialmente fatto scomparire anche le strutture murarie di delimitazione del lato occidentale. Sul lato Nord del vano D è stato messo in luce un cortile (ambiente E) a pianta quadrata con resti di supporti per pali. Nell'area del grande recinto per gli animali sono stati scavati, fino al livello dell'ultima pavimentazione, alcuni quadrati. Al centro a era presente una grande buca di forma ovoidale riempita con materiale lapideo di varia pezzatura. Si tratta, probabilmente dell'attività di pulizia dell'area avvenuta dopo l'abbandono della città per rendere il terreno più adatto alle attività agricole (IV sec. a.C.). A Nord dell'edificio G8 è stato indagato un secondo edificio che si affaccia a Est, sull'area di grande recinto. Non è ancora chiaro se si tratti di un edificio autonomo o di una struttura annessa alla medesima proprietà. L'edificio è costituito da due ambienti (A e B) di forma rettangolare molto allungata. L'ingresso doveva essere posizionato sul lato orientale. Nell’angolo meridionale dell'ambiente A è stato rinvenuto un deposito votivo con lucerna bilicne adagiata in posizione rovesciata sul terreno databile alla seconda metà del VI sec. a.C. Adiacenti ai muri perimetrali esterni dei due edifici sono state rinvenute tre tombe in vaso (pithoi ad impasto) di neonati risultate inviolate. Due (quelle a Ovest dell'edificio G7) sono state realizzate una dentro l'altra. Contenevano scarsissimi resti osteologici (qualche frr. di cranio) e nessun oggetto di corredo. L'orizzonte cronologico (definito dal contenitore e dalla stratigrafia di rinvenimento) è quello della seconda metà del VI secolo a.C. Dopo il recupero delle tombe i vasi sono stati completamente asportati e sono in fase di ricomposizione e restauro. -
AIAC_1194 - Fondo Casino - 2016Le campagne di scavo si sono tenute nel mese di luglio 2015 e di luglio 2016 nell’area del Museo Diffuso, in collegamento con le attività didattiche svolte nell’ambito del Cantiere Scuola di Archeologia attivato dall’Università del Salento per la formazione sul campo. A tali attività hanno partecipato 74 studenti, in prevalenza allievi dei corsi triennali e magistrali in Beni Archeologici, Archeologia e Lettere provenienti da varie Università italiane (Salento, Bologna, Bari), e allievi della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università del Salento. Le attività sul campo sono state svolte con la collaborazione del dott. Corrado Notario, responsabile tecnico scientifico del Museo Diffuso, (coordinamento Cantiere Scuola, documentazione, rilievo e documentazione grafica), e dei dott. Francesco Meo e Florinda Notarstefano (gestione materiali e relativa documentazione). Nell’area di Fondo Casino (Zona G), posta all’ingresso del Museo Diffuso, sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni precedenti, in particolare nell’edificio G10. E’ stata indagata in profondità l’area corrispondente ad un grande edificio (G10) composto da vari vani che si affaccia su di una grande strada. Lo scavo è stato allargato sul lato occidentale dell'area e ciò ha permesso di mettere in luce la chiusura di due nuovi vani in cui si conservano i livelli del crollo delle strutture murarie databile agli inizi del V sec. a.C. Si è inoltre asportato completamente il crollo già messo in evidenza nel 2014 nel vano A sotto cui è stato possibile mettere in luce il livello di pavimentazione, realizzato in tufina e terra pressata. A Nord dell'edificio G8 è continuata l'indagine di un'area che ha restituito i resti di una struttura capannicola relativa all'abitato dell'età del Ferro (VIII - VII sec. a.C.). La struttura ha pianta ovoidale con un diametro di circa 10 metri. E' stato possibile individuare i resti delle fondazioni del muro perimetrale di base in piccole pietre anche nella parte meridionale della capanna anche se in peggior stato di conservazione. All'interno sono stati messi in luce divisioni funzionali degli spazi e resti dei materiali utilizzati per la vita quotidiana della struttura (frr. macine, resti di fornelli, frr. ceramici, frr. di ornamenti). Le aree esplorate, al termine delle attività di indagine, sono state ricoperte con telo ombreggiante e colmate con terra per una migliore conservazione della stratigrafia ancora da scavare e per un più facile ripristino al momento delle ripresa delle attività nelle prossime campagne di scavo. Nell'area di Fondo Pero è stata invece ripresa l'indagine di un grande edificio (C1) in cui sono inserite due fornaci a pianta circolare. Nell'area a Nord dell'edificio C1 lo smontaggio di un muro a secco moderno ha permesso di mettere in luce un'area dove è presente un grande ammasso di pietre, probabilmente dovuto al crollo di alcune strutture murarie che facevano parte di un ambiente. Nella zona centrale dell'area le pietre sono disposte a formare una struttura circolare e forse coprono l'imboccatura di una cisterna. Due grandi blocchi di calcare, perfettamente lisciati, chiudono l'area verso l'edificio C1. All'interno dell'edificio C1 è stata scavata la fornace più piccola, collocata in corrispondenza del salto di quota tra l'area di Fondo Pero e quella di Fondo Sentina e della Cupa. All'interno della struttura è stata rinvenuta parte della cupola di copertura collassata, insieme a pochi frammenti di laterizi e di materiali ceramici che permettono di datare l'abbandono dell'uso della fornace alla fine del VI secolo a.C. La costruzione, a pianta circolare con prefurnio allungato orientato in direzione NW-SE, è stata realizzata con la costruzione di un muretto in pietre di medie dimensioni, intonacato all'interno con uno strato di argilla cruda costruito a mano (sono ancora visibili molte tracce di ditate). L'argilla si è poi cotta con l'azione del calore e si è conservata fino ad oggi. Al centro della camera di cottura è stato realizzato un pilastrino in blocchetti di calcare che doveva sorreggere la cupola di copertura; anche questo è rivestito da uno strato di intonaco di argilla, in parte conservato. Non ci sono invece tracce della presenza di un piano forato. Il carico di vasi da cuocere doveva essere collocato direttamente sul piano di fondo della struttura. Le tracce di combustione si fermano all'ingresso del prefurnio dove doveva essere collocato il combustibile per il riscaldamento della struttura. Al termine dello scavo è stato realizzato un intervento di restauro integrativo della struttura muraria della fornace per meglio tutelarne la conservazione. La fornace è stata quindi foderata con del tessuto ombreggiante ed è stata riempita di materiale inerte (argilla espansa).
Media
- Name
- Fondo Casino
- Year
- 2006
- Summary
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it
L’indagine effettuata nel 2005 ha interessato le aree di Fondo Casino e di Fondo Casino 1.
Nell’area di Fondo Casino sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni passati. E’ stata indagata l’area dell’edificio che copre parzialmente la grande strada ad est con pavimentazione di ciottoli.
Si tratta di un edificio formato da due ambienti a pianta rettangolare con orientamento est-ovest. L’ambiente posto a nord è da interpretarsi come un’area porticata che funge da ingresso al secondo vano, di dimensioni maggiori, coperto da un tetto di tegole semicurve. Di questo vano erano ben conservati i muri nord, ovest e sud. Sotto uno strato di crollo è stato messo in luce un livello di abbandono che copre la pavimentazione formata sul lato meridionale del vano dalla roccia di base e sul lato settentrionale da un battuto di terra e tufo compattate. Sul piano pavimentale erano numerosi frammenti ceramici tra cui un vaso pithoide in impasto. Lungo il muro di chiusura settentrionale del vano, si conserva un focolare delimitato da un muretto di pietre poste a semicerchio a ridosso del muro. L’edificio copre in parte la pavimentazione della strada, per cui deve essere stato costruito nell’ultima fase di vita dell’insediamento (prima metà V sec. a.C.) o dopo l’abbandono della città, e potrebbe essere riconosciuto come struttura rurale pertinente alla frequentazione dell’area dopo il suo abbandono alla metà del V sec. a.C.
L’esplorazione dell’area di Fondo Casino 1, nei pressi del “Museo Diffuso di Cavallino”, ha riportato alla luce un grande edificio con diverse fasi di utilizzo. Verso la metà del VI a.C. viene costruita una prima struttura, con tre grandi vani e un grande cortile. Le fondazioni dei muri sono realizzate con blocchi di dimensioni eccezionali, alcuni lunghi quasi tre metri. L’elevato è in piccole pietre e i tetti sono coperti da tegole semicurve. L’ambiente principale, con una pavimentazione molto accurata di tufina pressata, sembra essere il vano di rappresentanza della casa.
Nella seconda fase davanti all’ambiente principale viene costruito un ampio portico che oblitera un ambiente precedente di ridotte dimensioni. Nel vano principale viene spostata la soglia di ingresso ed installato un nuovo cardine per la porta; la pavimentazione di tufina viene bucata per l’inserimento di grandi contenitori per derrate. L’ambiente ha evidentemente cambiato funzione, diventando un magazzino. Vengono aggiunte nuove strutture murarie e costruiti due ampi cortili nella zona settentrionale dell’edificio, dove sono installati anche alcuni focolari, poi parzialmente tagliati dall’inserimento in un momento successivo di una tomba infantile.
Nell’ultima fase l’edifico è smantellato, ma l’area viene ancora utilizzata con la costruzione di una tettoia sorretta da pali lignei, di cui rimangono i buchi nella pavimentazione di tufina, a coprire una buca rettangolare rivestita da lastre di calcare, forse un apprestamento cultuale o funerario. Nell’area dell’edificio è stata rinvenuta anche una grande fossa riempita con materiali recuperati in gran parte dalla distruzione del complesso. Il materiale ceramico recuperato permette di datare la struttura al IV-III sec. a.C., quale risultato di un riassetto dell’area in età ellenistica per lo sfruttamento agricolo del terreno.
Al di sotto dell’edificio arcaico sono emerse altre strutture: un edificio monocellulare a pianta quadrata, dal tetto realizzato con una copertura straminea, vista la totale assenza di tegole d’argilla al di sotto dei crolli delle strutture murarie. I materiali recuperati fanno datare l’abbandono dell’edificio alla fine del VII-inizi VI sec. a.C. e permettono di interpretarlo come un piccolo oikos del VII sec. a.C., primo esempio finora rinvenuto del passaggio dall’abitato dell’Età del Ferro, con capanne a pianta ovoidale e coperture di paglia e fango, all’abitato di età arcaica, con strutture a pianta quadrangolare dalle fondazioni in grandi blocchi squadrati, elevato a piccole pietre e copertura in materiale laterizio.
L’area indagata nella campagna di scavo dell’anno 2006 ha messo in evidenza una serie di strutture (per lo più resti di fondazioni) relative all’abitato di età arcaica (VII-VI sec. a.C.) e al precedente villaggio capannicolo dell’Età del Ferro. -
en
The investigation in 2005 was undertaken in areas Fondo Casino and Fondo Casino 1.
In the area of Fondo Casino work continued on the residential quarter that had been uncovered in previous years. The area of the building which partially covered the large road to the east with cobble paving was investigated.
This building was formed by two rectangular spaces on an east-west alignment. The space to the north may be interpreted as a porticoed area that functioned as an entrance to the second space. The latter was larger and covered by a roof of semi-curved tiles, its north, west and south walls were well preserved. Below a collapse was an abandonment layer covering the floor, formed on the south side of the room by bedrock and on the north side by a surface of compact beaten earth and crushed tufa. Lying on the floor were numerous pottery fragments including an impasto pithoide vase. Along the northern back wall of the room was a hearth surrounded by a low wall of stones placed in a semicircle up against the wall. The building partly covered the paving of the road, therefore it must have been constructed during the last phase of the settlement’s life (first half of the 5th century B.C.) or following the abandonment of the city, and could be identified as a rural structure relating to occupation of the area after the mid 5th century B.C. abandonment.
Exploration of the area of Fondo Casino 1, near the “Museo Diffuso di Cavallino”, brought to light a large building with several occupation phases. Towards the mid 6th century B.C. a first structure was built, with three large rooms and a large courtyard. The foundations were made of stone blocks of exceptional size, some almost three metres long. The walls were made of small stones and the roof of semi-curved tiles. The main room, with a well made floor of compacted crushed tufa, seems to have been the house’s reception room.
In the second phase a large portico was built in front of the main room. This obliterated an earlier and smaller room. In the main room the entrance threshold was moved and a new door-hinge was put in; the crushed tufa paving was cut for the insertion of large containers for dry goods. The room had clearly changed function, becoming a storage space. New walls were added and two large courtyards were built in the northern part of the structure, where a number of hearths were put in. These were later partially cut by the insertion of an infant burial.
In the last phase the building was dismantled, but the area was still used. A roof supported by wooden posts was built, the post-holes visible in the crushed tufa floor, to cover a rectangular hole faced with limestone slabs, perhaps a cult or funerary structure. In the area of the building a large pit was also found, filled with material recovered in large part from the demolition of the complex. The pottery present dates the structure to the 4th-3rd century B.C., the result of the reorganisation of the area for agricultural purposes in the Hellenistic period.
Other structures emerged below the archaic building: a single roomed structure with a square plan roofed with plant materials, given the total absence of clay tiles below the collapse of the walls. The materials recovered date the building’s abandonment to the end of the 7th-beginning of the 6th century B.C. and suggest that it was a small 7th century B.C. oikos. This is the first evidence of the passage from Iron Age settlement, with oval huts covered with straw and mud, to archaic settlement with square structures having foundations of large squared blocks, walls of small stones and tile roofs.
The area investigated in 2006 revealed a series of structures (mainly foundations) relating to the archaic settlement (7th-6th century B.C.) and the earlier Iron Age hut village. - Director
- Francesco D'Andria
Media
- Name
- Fondo Casino
- Year
- 2007
- Summary
-
it
Nella zona sudorientale di Fondo Casino è stata messa in luce per una lunghezza di circa m 70 una strada con pavimentazione acciottolata. La struttura ha orientamento N-S ed è il proseguimento di un’altra già conosciuta in cui è realizzato un grande canale per lo smaltimento delle acque piovane.
Il percorso stradale è affiancato ad Ovest da due grandi recinti, di cui si conservano i muri di fondazione in grandi blocchi di calcare squadrati, che servivano probabilmente da ricovero per gli animali. E’ stato completato lo scavo dell’edificio G1 sul cui fianco occidentale è stato rinvenuto un piccolo deposito votivo costituito da una coppetta monansata a vernice nera, di produzione locale o tarentina, e da una lucerna attica, entrambe databili tra il 500 e il 480 a.C. La deposizione di questi oggetti è indicativa di un rituale compiuto, probabilmente, nel momento della fase di ristrutturazione dell’edificio. Il vaso per la libagione (coppetta) e la lucerna (allo stesso tempo strumento domestico e oggetto utilizzato nel culto delle divinità femminili protettrici della fertilità) indicano la richiesta di protezione su tutto l’ambiente familiare. Degli edifici G2, G3, G4, G5, G6 e G7 sono state asportati solo gli strati relativi alla fase di abbandono. I materiali rinvenuti confermano che tutto il quartiere ha cessato di vivere intorno al 460 a.C.
Nell’ambito dei lavori di ampliamento del Museo Diffuso di Cavallino sono proseguiti i lavori di scavo dei fossati Nord e Sud relativi alla Porta W di ingresso alla città lungo la fortificazione nell’area di Fondo Maratunde.
Qui si sta anche ricostruendo il grande muro di fortificazione utilizzando i materiali lapidei crollati all’interno dei fossati stessi.
E’ stato possibile ricollocare l’apertura della porta nell’esatta posizione grazie al ritrovamento della pavimentazione della strada che portava all’interno della città.
All’interno dei fossati sono stati recuperati i grandi blocchi che formavano la fortificazione stessa.
Sul fondo del fossato Sud sono stati trovati uno straordinario piccone in Ferro, perfettamente conservato, che doveva essere uno degli strumenti utilizzati per la cavatura dei blocchi stessi e un frammento di scultura a tutto tondo che rappresenta la testa di un animale, forse un serpente o un uccello molto stilizzato, realizzato in calcare locale.
Nella parte superficiale del crollo è stato invece rinvenuto un frammento di cippo di calcare con iscrizione BAL.... come sul cippo già rinvenuto nella stessa area negli scavi degli anni ’80. -
en
In the south-eastern zone of Fondo Casino a road with a cobbled surface was uncovered for a length of circa 70 m. The structure, on a north-south alignment, was the continuation of another known road which was characterized by a wide channel for rainwater drainage.
The road was flanked to the west by two large enclosures probably were used as animal shelters, of which the foundations of large squared limestone blocks were preserved. The excavation of building G1 was completed. On the western side a small votive deposit was found, comprising a small single-handled black glaze cup, of local production or from Taranto, and an Attic lamp, both datable to between 500 and 480 B.C. The deposition of these objects suggests a ritual that was probably carried out when the building was restructured. The libation vessel (cup) and the lamp (both used in the domestic sphere and in the cult of the female divinities, protectors of fertility) indicate a request for protection for the household. Only the abandonment layers were removed from buildings G2, G3, G4, G5, G6 and G7. The materials recovered confirmed that the entire quarter had been abandoned in around 460 B.C.
As part of the project to enlarge the “Museo Diffuso” at Cavallino excavation continued of the north and south ditches relating to the town’s west gate along the fortifications in the area of Fondo Maratunde. Here the great fortification wall is being reconstructed using collapsed stone from within the ditches themselves.The discovery of the paving of the road leading into the town made it possible to place the gate in its exact position. The large blocks forming the fortification itself were found inside the ditches.
On the bottom of the southern ditch an extraordinary iron pick was found, perfectly preserved, which must have been one of the tools used for quarrying the blocks themselves. A fragment of a full relief sculpture made of local limestone was also found, representing the head of an animal, perhaps a snake or a very stylised bird. A fragment of limestone cippus was recovered from the upper part of the collapse. It bore the same letters, BAL…, as the cippus found in the same area of the excavation in the 1980s. - Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Fondo Casino
- Year
- 2008
- Summary
-
it
Nell’area di Fondo Casino sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni precedenti. Si è lavorato in particolare nell’area dell’edificio I1, che copre parzialmente la grande strada Est.
Si è approfondita l’indagine all’interno dell’area porticata con lo scavo del crollo sotto cui è stato rinvenuto uno strato di colore giallino relativo al piano di frequentazione dell’edificio.
Nel muro 458 è stata messa in luce una soglia in seguito tamponata con blocchi di calcare uniti da zeppe di schegge dello stesso materiale.
Tutta l’operazione sembra fatta al momento della costruzione del muro 459 e della pavimentazione acciottolata della adiacente strada, quindi in una prima fase l’edificio non possedeva l’area porticata sul lato Nord ma si affacciava direttamente su di uno sazio aperto o su di una strada.
A Sud del nuovo ambiente è stato rinvenuto un battuto pavimentale esterno in tufina pressata che corrisponde al piano di vita esterno dell’edificio.
Nel nuovo ambiente, rimosso il crollo di pietre relativo al crollo delle pareti e stato messo in evidenza il crollo del tetto di tegole, rilevato, fotografato, documentato e quindi asportato.
Al di sotto del primo strato di tegole era presente un secondo livello di crollo e ancora al di sotto è stato possibile individuare il piano di frequentazione dell’ambiente formato da un piano di terra battuta mista a tufina pressata.
Davanti all’edificio I1 è stato effettutato un saggio sulla strada su cui la struttura si affaccia. Al di sotto dello strato di pavimentazione acciottolata dell’ultima fase di uso è stato messo in luce un potente battuto in tufina, frr. laterizi, frr. ceramici e lapidei che corrisponde al precedente livello di calpestio della strada stessa.
E’ proseguita nell’area di Fondo Casino 1, nei pressi dell’ingresso del Museo Diffuso, l’esplorazione dell’area del grande edificio (H1) con varie fasi di utilizzo e dell’oikos H2.
Dopo un’accurata pulizia dell’area sono stati intrapresi alcuni approfondimenti relativi a varie aree dell’edificio H1.
E’ stata indagata l’area esterna ad Est dell’edificio. Sono state messe in luce e scavate tre grandi fosse piene di materiali laterizi che devono essere il risultato di un opera di pulizia dell’area compiuto verso la fine del IV sec. a.C., come indicano i materiali ceramici recuperati insieme alle tegole. Probabilmente per rendere il terreno adatto alla coltivazione è stato fatto un vero e proprio spianamento dei crolli relativi all’edificio.
Sempre nell’area ad est dell’edifcio è stato messo in luce un grande cortile pavimentato con tufina pressata insieme a ghiaia e frammenti di calcare che copre un’area molto vasta recintata da muretti fatti con blocchetti di calcare. Fa parte dell’ultima fase di vita dell’edificio ed è collocato davanti al grande portico che immetteva all’interno della struttura abitativa.
E’ stata inoltre ampliata l’area dello scavo della cava di blocchi individuata e in parte già scavata ad Est dell’edificio H1.
Si è quindi provveduto ad allargare l’area in direzione ovest e ad accertare la lunghezza complessiva della cava che andrà definitivamente svuotata nel corso delle prossime campagne di scavo.
L’area dell’oikos H2 è stata allargata verso Nord ed è venuto alla luce il resto di un nuovo ambiente, forse un secondo _oikos_ accostato, vista la tecnica costruttiva analoga. L’interno dell’ _oikos_ H2 è stato scavato fino al ritrovamento di un piano pavimentale in tufina pressata molto ben conservato. Oltre al fornello già messo in luce l’anno precedente e stato individuato un focolare nell’angolo nord orientale della struttura. -
en
In the area of Fondo Casino excavation continued in the residential quarter. Work concentrated on the area of building I1, which partially covered the east road. Investigations continued inside the portico area with the excavation of the collapse below which a yellowish layer came to light relating to the occupation level of the building.
A threshold was exposed in wall 458 which had been closed with limestone blocks and wedges of the same material.This operation seemed to have taken place at the moment when wall 459 was constructed and the cobbled surface of the adjacent road was created, thus in the early phase the building did not have the porticoed area on the north side but faced directly onto an open space or a road.
South of the new room, to the exterior, a beaten floor surface of crushed tufina was uncovered.
In the new room, the removal of the collapse of stones from the walls revealed a collapse of roof tiles. This was fully documented and then removed. Below the first layer of tiles there was a second layer of collapse which overlay a floor of beaten earth mixed with crushed tufa. In front of building I1 a trench was dug in the road onto which it faced. Below the cobbled surface of the final phase of use a substantial beaten surface of tufa, tile, pottery and stone fragments was exposed. This was the earlier road surface.
In the area of Fondo Casino 1, close to the entrance to the “Museo Diffuso”, exploration of the large building (H1) with its various occupation phases continued, as did investigation of the oikos H2.
Following accurate cleaning of the area several sectors of building H1 were the object of closer examination. The external area east of the building was investigated. Three large pits were identified and excavated. They were full of tile which must have resulted from the cleaning of the area towards the end of the 4th century B.C., as attested by the pottery found with the tile. The collapses from this building were levelled, probably in order to render the terrain suitable for agriculture.
Also to the east of the building a large courtyard paved with crushed tufina, gravel and limestone fragments was exposed. It covered a vast area surrounded by low walls built of small limestone blocks. This was part of the last occupation phase and was situated in front of the large portico which led into the interior of the house.
The excavation area of the stone quarry situated to the east of building H1, already partially dug, was considerably enlarged. The trench was extended to the west in order to ascertain the overall length of the quarry which will be gradually emptied during the next excavation campaigns.
The area of oikos H2 was extended to the north and this exposed the remains of a new room perhaps an adjoining oikos, given the similar construction technique. Inside oikos H2 a well preserved crushed tufa floor was exposed. As well as the cooking stand uncovered the previous year a hearth was found in the structure’s north-eastern corner. - Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Fondo Casino
- Year
- 2009
- Summary
-
it
Nell’area di Fondo Casino sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni precedenti.
Si è lavorato in particolare nell’area dell’edificio I1, che si affaccia sulla grande strada Est con pavimentazione di ciottoli. Si tratta di un edificio formato da due ambienti a pianta rettangolare con orientamento E-W. L’ambiente posto a Nord è probabilmente da interpretarsi come un’area porticata che fa da ingresso al secondo vano, di dimensioni più grandi, coperto da un tetto di tegole semicurve.
Di questo vano erano ben conservati i muri Nord, Ovest e Sud, mentre tutto il lato orientale dell’edificio è stato in gran parte asportato da pesanti lavori agricoli. Nell’area ad Ovest è stato messo in luce un terzo ambiente con muri leggermente obliqui rispetto al lato di chiusura dell’ambiente principale dell’edificio.
Le indagini svolte più in profondità ad Est dell’edificio I1 hanno messo in luce una situazione di terreno particolarmente sconvolto dai lavori agricoli che hanno intaccato la stratigrafia dell’area fino ai livelli del piano di frequentazione del villaggio di capanne dell’età del Ferro, di cui sono stati messi in luce i resti di focolari di terra concotta.
E’ proseguita nell’area di Fondo Casino 1, nei pressi dell’ingresso del Museo Diffuso, l’esplorazione dell’area del grande edificio (H1) con varie fasi di utilizzo.
Dopo un’accurata pulizia dell’area sono state intrapresi alcuni approfondimenti relativi a varie aree dell’edificio H1.
All’interno dell’ambiente 1 è proseguita l’indagine degli strati più profondi relativi ad una capanna dell’età del Ferro di cui rimane solamente un tratto di struttura muraria semicircolare con relativi piani di frequentazione.
Ad Ovest del Vano 1 dell’edificio H1, in una zona dove nelle campagne di scavo precedenti era stato messo in luce un ampio cortile scoperto pavimentato da un livello di tufina mista a brecciolina pertinente all’ultima fase di vita dell’edificio, è stato impostato un piccolo saggio di metri 2 x 5.
Il saggio è stato localizzato in un’area dove scarsa era la conservazione della struttura pavimentale e doveva servire ad indagare le fasi di frequentazioni precedenti. Sotto i residui della struttura sono stati messi in luce tutta una serie di resti di piani pavimentali relativi a fasi di vita precedenti dell’edifcio H1.
L’area, dai dati raccolti, appare quindi essere sempre stata utilizzata come zona di grande cortile recintato scoperto, collocato a protezione dell’ingresso dell’edificio. E’ stata inoltre ampliata l’area dello scavo della cava di blocchi individuata e in parte già scavata ad Est dell’edificio H1.
Si sono potuti mettere in luce completamente tutti i gradini formati dai blocchi estratti; sulle pareti interessantissime sono le tracce di lavorazione rimaste che dimostrano l’uso di vari strumenti per la lavorazione e la cavatura dei blocchi (picconi, scalpelli, gradina, cunei).
Si è quindi provveduto ad allargare l’area di scavo in direzione ovest e a svuotare completamente la struttura. -
en
Excavations continued in the area of Fondo Casino on the residential quarter uncovered in previous years. Work concentrated in the area of building I1, which faced onto the wide east road paved with cobbles. The building was formed by two rectangular rooms on an east-west alignment. The room to the north can probably be interpreted as a porticoed area which led into the second, larger, room covered by a roof of semi-curved tiles. The north, west and south walls of this room were well preserved, whilst the eastern side of the building had been largely demolished by agricultural activities. In the area to the west a third room came to light, its walls at a slight angle to the closing wall of the structure’s main room.
Further excavation east of building I1 revealed that the terrain had been heavily disturbed by agricultural work. This had cut the stratigraphy down to the occupation level of the Iron Age hut village, of which the remains of a baked earth hearth were uncovered.
In the area of Fondo Casino 1, close to the entrance to the “Museo Diffuso”, exploration of the large building H1 continued. Inside room 1 excavation continued of the deepest layers, those relating to an Iron Age hut of which only a stretch of a semi-circular wall and related floor levels remained.
To the west of room 1 of building H1, a trench (2 x 5 m) was dug in an area where earlier campaigns had exposed a large courtyard paved with tufina mixed with gravel, belonging to the final occupation phase. The trench was placed in an area where the floors were badly preserved with the aim of investigating the earlier occupation phases. Below the remains of the structure a series of floor levels came to light relating to the preceding occupation phases of building H1.
The data collected suggests that the area had always functioned as a large enclosed open-air courtyard, which protected the entrance to the building. Further, the excavation area of the stone quarry situated to the east of building H1, already partially dug, was extended. The steps formed by the removed blocks were completely exposed revealing traces of the quarrying process on the walls and showing the use of various tools for the working and quarrying of the stone blocks (picks, chisels, gradine, wedges).
The excavation of the quarry area was then extended to the west and the quarry itself was completely emptied. - Director
- Francesco D'Andria
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Fondo Casino
- Year
- 2010
- Summary
-
it
Nell’ambito del Progetto di Ampliamento del Museo Diffuso di Cavallino, presentato dal Comune di Cavallino e finanziato dalla Regione Puglia con le rimanenze dei fondi P.O.R. 2000-2007, si è potuta svolgere un’intensa campagna di indagini archeologiche nell’insediamento messapico di Cavallino, in regime di Concessione affidata dal Mibac al Dipartimento BB.CC. dell’Università del Salento.
A partire dal mese di ottobre 2009 fino alla fine di luglio 2010 è stato possibile svolgere attività di scavo e di restauro in varie aree ricadenti all’interno della cinta muraria di età arcaica.
Nel mese di luglio 2010 è stato in funzione anche il Cantiere Scuola di Archeologia dell’Università del Salento che ha visto la partecipazione di 96 studenti provenienti da varie Università italiane (Salento, Roma, Bologna) e straniere (Austria, Spagna).
Nell’area di Fondo Casino (Zona G ed I), posta all’ingresso del Museo Diffuso, è stata ampliata l’area di scavo già esistente.
Sono stati esplorati in estensione circa 2.000 mq di terreno fino a mettere in luce le fasi di abbandono della città di età arcaica. Sono state individuate tre nuove grandi unità abitative (edifici L, M ed N) che si affacciano su di un sistema di strade che permettevano di muoversi all’interno dell’antico quartiere.
La grande Strada V, con andamento N-S, già messa in luce negli anni precedenti, è stata esplorata fino ai livelli di pavimentazione più antichi. Su di essa era realizzato un complesso sistema che comprendeva un largo marciapiede sul lato occidentale e una canalizzazione centrale superficiale che permetteva lo smaltimento delle acque piovane.
Sulla strada si apre l’ingresso ad una delle abitazioni di nuova acquisizione. L’edificio abitativo è preceduto da una grande area, in parte coperta da tettoie, che doveva essere utilizzata come recinto per le greggi e come area di stoccaggio dei carri e degli attrezzi agricoli.
La casa ha una pianta rettangolare allungata. I vani residenziali sono preceduti da un’area porticata di cui è stato recuperato il tetto crollato.
Dalla strada principale si dipartono altre strade secondarie sui cui lati si affacciano altri edifici.
Parte dei blocchi di calcare che compongono le fondazioni delle strutture murarie messe in luce sono stati oggetto di un accurato restauro.
Nell’area di Fondo Fico (Zona F) è stata intrapresa una cospicua attività di riordino e restauro dell’area di scavo indagata negli anni 60’ che si trovava in una situazione estremamente compromessa.
Le strutture murarie messe in luce circa 40 anni addietro si trovavano infatti in uno stato di grande degrado. Molti dei muri, che erano collocati su stretti testimoni di terra, stavano crollando compromettendo in questo modo la lettura della situazione complessiva.
Dopo un attento studio delle varie fasi costruttive (sono state riconosciute tre fasi abitative relative all’impianto di età arcaica) si è provveduto al restauro delle strutture murarie crollate e al ripristino dei piani di frequentazione relativi.
Nell’ambito dei lavori è stato possibile indagare anche alcune aree che erano rimaste non scavate ed è stato quindi possibile realizzare una rilettura di tutte le fasi di frequentazione dell’area a partire dall’età del Bronzo per arrivare fino al momento dell’abbandono della città (inizi V sec. a.C.).
Durante le attività sono state messe in luce e scavate una grande cisterna a sezione campaniforme e due sepolture di bambino (di cui una contenente due scheletri) risalenti alla fase di età arcaica e parte di un’area artigianale relativa alle fasi del villaggio dell’età del Ferro (resti di due fornelli coperti a pianta circolare).
Nell’area settentrionale del Museo è stata restaurata parte della struttura della Porta NE, davanti alla quale sono posizionati la Torre di Zeus e le sagome dei Guerrieri messapici in ferro di Ferruccio Zilli.
Si è provveduto inoltre a numerose attività di manutenzione straordinaria delle strutture del Museo (restauro delle passerelle lignee che permettono di attraversare le aree di scavo, pulizia e rimessa a nuovo dei pannelli didattici, ripavimentazione dei percorsi) e al rifacimento di parte dell’impianto elettrico con rifunzionalizzazione delle luci poste lungo i percorsi e con la collocazione di una nuova serie di fari che illuminano le aree di scavo e il grande muro settecentesco posto sul lato orientale di Fondo Casino. -
en
As part of the Progetto di Ampliamento del _Museo Diffuso di Cavallino_, presented by the local authorities and financed by the _Regione Puglia_ with the remaining P.O.R 2000-2007 funds, an intense campaign of archaeological investigations was undertaken on the Messapian settlement of Cavallino. This work was carried out under concession from Mibac by the University of Salento.
From October 2009 to the end of July 2010 excavation and restorations were underken in various areas within the archaic defensive walls.
In July 2010 a teaching excavation took place ( _Cantiere Scuola di Archeologia dell’Università del Salento_) with the participation of 96 students from various Italian and foreign universities (Salento, Rome, Bologna, Austria, Spain).
In the area of Fondo Casino (Zones G and I), situated at the entrance to the open-air museum, the existing excavation area was extended.
An area of about 2.000 m2 was excavated down to the abandonment levels of the archaic town. Three new large dwellings were identified (buildings L, M and N) which overlooked a system of roads permitting movement around the ancient quarter.
The large Road V, on a north-south line, already investigated in previous years, was excavated down to the earliest paved levels. It was overlain by a complex system including a wide sidewalk on the western side and a central surface channel to allow rainwater to run off.
The entrance of one of the new houses opened onto the road. The building was preceded by a large area, partially roofed, which must have been used as an animal enclosure and for carts and other agricultural equipment.
The house had an elongated rectangular plan. The residential rooms had a portico to the front, the collapsed roof of which was uncovered.
Secondary roads, overlooked by other buildings, branched off of the main one. Part of the limestone foundation blocks from the excavated walls were restored.
In the area of Fondo Fico (Zone F) the area of the 1960s excavations, which lay in very bad condition, was cleaned and restored.
In fact, the walls uncovered about 40 years ago were badly deteriorated. Many of the walls, which were on narrow baulks, were collapsing and thus compromising the reading of the overall situation.
Following a careful study of the various construction phases (three occupation phases relating to the archaic settlement were identified) the collapsed walls together with the related occupation levels were restored.
As part of the investigation some areas that had remained unexcavated were looked at which led to a re-reading of all of the occupation phases in the area from the Bronze Age until the town’s abandonment at the beginning of the 5th century B.C. A large bell-shaped cistern and two infant burials (one containing two skeletons) dating to the archaic period, and part of the craft-working area of the Iron Age village (the remains of two covered cooking stands with circular plan) were also excavated.
In the area north of the museum part of the north-east gate’s structure was restored. In front of this stand the Torre di Zeus and the iron silhouettes of the Messapian warriors by Ferruccio Zilli.
A substantial amount of maintenance work on the museum structures was also undertaken (restoration of the wooden walkways across the excavation areas, cleaning and repair of information panels, re-paving of pathways). The lighting system was also repaired and a new series of spotlights was put into place to illuminate the large excavation areas and the great 18th century wall on the east side of Fondo Casino. - Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Fondo Casino
- Year
- 2011
- Summary
-
it
Sono stati esplorati in estensione circa 2.000 mq di terreno fino a mettere in luce le fasi di abbandono della città di età arcaica.
Nella Zona G, ad O della Strada V, sono state individuate tre nuove grandi unità abitative (edifici G8, G9 e G10) che si affacciano su di un sistema di strade (Strade XVI e XVII) che permettevano di muoversi all’interno dell’antico quartiere. La grande Strada V, con andamento N-S, già messa in luce negli anni precedenti, è stata esplorata fino ai livelli di pavimentazione più antichi. Su di essa era realizzato un complesso sistema che comprendeva un largo marciapiede sul lato occidentale e una canalizzazione centrale superficiale che permetteva lo smaltimento delle acque piovane. Sul lato occidentale della strada si apre l’ingresso ad una delle abitazioni messe in luce (edificio G8). L’ingresso, di cui si conserva parte della soglia, ha un aspetto monumentale ed è contornato da due grandi muri con fondazioni a grandi blocchi di calcare che immettono all’interno dell’area. Immediatamente a N della struttura è stata rinvenuta ed esplorata una tomba di bambino in sarcofago litico databile alla fine del VI sec. a.C.. La sepoltura conservava lo scheletro del neonato, posto in posizione rannicchiata su di un fianco e con la testa appoggiata su di un cuscino intagliato nel blocco monolitico del sarcofago stesso, e il corredo costituito da una brocchetta e da una coppa. La struttura abitativa vera e propria è preceduta da una grande area, in parte coperta da tettoie (A), che doveva essere utilizzata come recinto per le greggi (area N) e come area di stoccaggio dei carri e degli attrezzi agricoli. La casa ha una pianta rettangolare allungata. I vani residenziali (C e D) sono preceduti da un’area porticata (B) di cui è stato rinvenuto, perfettamente conservato, il tetto crollato. Dalla strada principale si dipartono altre strade secondarie (strade XVI e XVII) sui cui lati si affacciano altri edifici (G9 e G10) di cui è ancora difficile dare una definizione planimetrica precisa.
Ad E della Strada V si sviluppa la Zona I. Si è lavorato in particolare nell’edificio I1, formato da due ambienti a pianta rettangolare con orientamento E-W. L’ambiente posto a N è probabilmente da interpretarsi come un’area porticata che fa da ingresso al secondo vano, di dimensioni più grandi, coperto da un tetto di tegole semicurve. Sotto il crollo è stato rinvenuto lo strato relativo al piano di frequentazione dell’edificio. Lo scavo dimostra che in una prima fase l’edificio non possedeva l’area porticata sul lato N ma si affacciava direttamente su di uno spazio aperto.
Si è inoltre ampliata l’area di scavo verso S e verso O e si è messo in luce un nuovo ambiente con muri leggermente obliqui rispetto al lato di chiusura O dell’ambiente principale dell’edificio. Anche qui era perfettamente conservato il crollo degli elevati delle pareti che è stato messo completamente in luce. A S del nuovo ambiente è stato rinvenuto un battuto pavimentale in tufina pressata che corrisponde al piano di vita esterno dell’edificio. Le indagini in profondità ad E dell’edificio I1 hanno messo in luce livelli del piano di frequentazione del villaggio di capanne dell’età del Ferro, resti di focolari di terra concotta. Nel nuovo ambiente, rimosso il crollo di pietre relativo alle pareti è stato messo in evidenza il crollo del tetto di tegole e sotto il piano di frequentazione dell’ambiente formato da un piano di terra battuta mista a tufina pressata. -
en
A total of 2000 m2 of terrain was investigated with the aim of exposing the abandonment phases of the archaic settlement.
In zone G, west of road V, three new large residential structures were identified (buildings G8, G9 and G10), facing on to the road system (roads XVI and XVII) of the ancient quarter. The large road V, on a north-south alignment, excavated in previous years, was excavated down to the earliest paving levels. Above it was a complex structure constituted by a wide sidewalk on the west side and at the centre, a surface-level channel for rainwater drainage. The entrance to one of the houses (G8) opened onto the west side of the road. The entrance, of which part of the threshold was preserved, had a monumental appearance and was framed by two substantial walls with foundations of large limestone blocks. Immediately north of the structure a stone sarcophagus containing an infant’s skeleton was excavated, datable to the end of the 6th century B.C. The skeleton lay on one side in a fetal position, the head resting on a cushion carved into the stone of the sarcophagus itself. The tomb contained a small jug and a cup. At the front of the residential building was a large, partially roofed, area (A), probably used to house animals (area N), and for keeping carts and agricultural implements. The house formed an elongated rectangle. The residential rooms (C and D) were preceded by a porticoed area (B) whose collapsed roof was found perfectly preserved. Two secondary roads (roads XVI and XVII) branched off from the main road onto which other buildings (G9 and G10) faced, however, for the moment their precise planimetry cannot be defined.
Zone I developed to the east of road V. Here, work concentrated on building I1, formed by two rectangular rooms on an east-west alignment. The room to the north was probably a porticoed area forming the entrance to the second, larger room covered by a roof of impreces. The occupation level was found below the collapse. The excavation showed that in the first phase the building did not have the portico on the north side but faced directly onto an open area.
The excavation was extended towards the south and north, revealing a new room with walls that were slightly oblique with respect to the western wall of the building’s main room. The perfectly- preserved collapse of the walls was completely excavated. South of the new room was a beaten floor surface of crushed tufa, representing an external occupation level. The deeper excavations to the east of building I1 exposed occupation levels relating to the Iron Age hut village, and the remains of baked clay hearths. In the new room, the removal of the collapsed stones from the walls revealed the collapsed roof tiles and below, the occupation level formed by a floor surface of beaten earth mixed with crushed tufa. - Summary Author
- Corrado Notario
- Director
- Francesco D'Andria
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Fondo Casino
- Year
- 2012
- Summary
-
it
Nel mese di luglio 2012 è stato in funzione il Cantiere Scuola di Archeologia dell’Università del Salento che ha visto la partecipazione di 72 studenti provenienti da varie Università italiane (Salento, Roma) e straniere (Austria).
Nell’area di Fondo Casino (Zone G ed I), posta all’ingresso del Museo Diffuso, sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni precedenti, in particolare nell'ambiente B dell'edificio G8 e nell'area ad Ovest dell'edificio G4.
Il crollo del tetto 3078, corrispondente alla copertura del vano porticato B dell'edificio, è stato completamente rimosso e recuperato in modo da poter essere restaurato e rimontato per una successiva musealizzazione.
Gli ultimi strati del crollo sono stati recuperati, come nell'anno precedente, seguendo una strategia di uso della fotografia digitale nell'area divisa preventivamente in piccoli quadrati di un metro di lato.
Sotto il crollo è stato messo in luce il livello della pavimentazione (3079) composto da un livello di ghiaia mista a tufina, meglio conservato nella parte centrale dell'ambiente.
A poche decine di metri verso Est, all'esterno dell'edificio I1, è stata riconosciuta una tomba (3082) di bambino realizzata con un sarcofago monolitico coperto da due lastre di calcare sovrapposte.
La tomba è stata aperta e scavata ed è risultata inviolata.
Conteneva scarsissimi resti osteologici (qualche frr. di cranio) dovuti probabilmente, oltre che alla composizione chimica del terreno, alla presenza dell'inumazione di un neonato. Come corredo erano stati inseriti nel sarcofago una coppetta monansata e una brocchetta miniaturistica, insieme a due fibule di bronzo. L'orizzonte cronologico è quello della seconda metà del VI secolo a.C. Il sarcofago, svuotato, è stato lascito _in situ_, mentre sono state recuperate le lastre di copertura.
Ad Ovest dell'edificio G4 è stata ripulita superficialmente un'area di circa 100 metri quadrati, dove sono emerse strutture murarie e di crollo che andranno meglio indagate nelle prossime campagne di scavo.
Nell'area di Fondo Casino 1, zona H, sono continuate le indagini relative all'area a Nord dell' _oikos_ H2, struttura abitativa della seconda metà del VII secolo a.C.
Sono stati esplorati i quadrati P14 ed R14.
Nel quadrato R14 è emersa la presenza di una struttura in pietre di forma allungata (1517) relativa probabilmente al crollo di elevato di un'abitazione della stessa cronologia.
La struttura, trascinata probabilmente dalle arature, dovrà essere indagata meglio nei prossimi anni.
Nel quadrato P14 sono invece emersi resti di strutture murarie a blocchi (molto rovinati) relativi ad abitazioni della fase di VI secolo a.C.
Anche in questo caso le strutture sono state solo messe in luce e andranno indagate in profondità nelle prossime campagne di scavo. -
en
In July 2012, the University of Salento held its archaeological field school in which Italian and Austrian students participated.
In the area of Fondo Casino (Zones G and I), situated near the museum entrance, investigations continued in the residential quarter uncovered during previous seasons, concentrating on room B of building G8 and the area west of building G4. The collapse of the roof of porticoed room B was completely removed. The tiles were recovered in order to be restored and then put back into place as part of the project to open the site to visitors.
The last layers were recorded, as in the previous year, by dividing the area into one-metre squares and with the use of digital photography. Below the collapse lay a floor surface (3079) composed of a layer of gravel mixed with crushed tufa, which was best preserved at the centre of the room.
Some tens of metres to the east, outside building 11, the intact tomb of a male child (3082) was excavated, comprising a monolithic stone sarcophagus covered by two overlapping limestone slabs. It contained very few osteological remains (a few cranium fragments), probably due to the soil’s chemical composition and also the inhumation of a newborn baby. The tomb group comprised a small single handled cup and a miniature jug, together with two bronze _fibulae_. The burial dates to the second half of the 6th century B.C. The sarcophagus was left _in situ_, while the cover slabs were removed.
Surface cleaning was undertaken on an area of about 100 m2, situated west of building G4, exposing walls and collapsed material which will be investigated during the next campaign.mIn the area of Fondo Casino I, zone H, investigations continued in the area north of _oikos_ H2, a house occupied in the second half of the 7th century B.C.
Quadrants P14 and R14 were examined. A structure of elongated stones emerged in R14, probably relating to a collapsed wall from a house of the same date. The structure, probably dragged down by ploughing, will be investigated in coming seasons.
The remains of walls relating to 6th century houses constructed in stone blocks (badly preserved) came to light in quadrant P14. In this case also, the structures were only exposed and will be excavated during future campaigns. - Summary Author
- Corrado Notario
- Director
- Francesco D'Andria
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Fondo Casino
- Year
- 2013
- Summary
-
it
Nelle Zone G ed I sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni precedenti, in particolare nell'edificio G8 e nell'edificio G7.
E’ stato indagato in profondità un grande edificio (G8) con grande cortile antistante e recinti per gli animali annesso.
Alla proprietà si accede da un ingresso monumentale collocato sul lato occidentale della Strada V. Da qui si entra a Sud in un grande cortile con tettoia porticata (ambiente A) mentre a Nord è presente una vasta area libera, probabilmente utilizzata per il ricovero di animali (recinto).
Nell’area del cortile (ambiente A) è stato messo completamente in luce il crollo di una tettoia in laterizio perfettamente conservato. Il grande cortile A si affaccia sull'edificio abitativo vero e proprio.
Un lungo vano di forma rettangolare allungata (ambiente B - B1) è stato identificato come vano porticato, sicuramente coperto da una tettoia in laterizio che nel lato meridionale del vano è stata completamente rinvenuta in stato di crollo al di sopra dei livelli pavimentali.
Dal Portico B si poteva accedere ai due vani chiusi e coperti (C e D) che costituivano il cuore dell'abitazione.
Questi due ultimi vani sono stati indagati fino ai livelli pavimentali (realizzati in terra battuta mista a tufina pressata). Si presentano oggi molto danneggiati dalle attività agricole che hanno parzialmente fatto scomparire anche le strutture murarie di delimitazione del lato occidentale.
Sul lato Nord del vano D è stato messo in luce un cortile (ambiente E) a pianta quadrata con resti di supporti per pali.
Nell'area del grande recinto per gli animali sono stati scavati, fino al livello dell'ultima pavimentazione, alcuni quadrati. Al centro a era presente una grande buca di forma ovoidale riempita con materiale lapideo di varia pezzatura.
Si tratta, probabilmente dell'attività di pulizia dell'area avvenuta dopo l'abbandono della città per rendere il terreno più adatto alle attività agricole (IV sec. a.C.).
A Nord dell'edificio G8 è stato indagato un secondo edificio che si affaccia a Est, sull'area di grande recinto. Non è ancora chiaro se si tratti di un edificio autonomo o di una struttura annessa alla medesima proprietà. L'edificio è costituito da due ambienti (A e B) di forma rettangolare molto allungata.
L'ingresso doveva essere posizionato sul lato orientale.
Nell’angolo meridionale dell'ambiente A è stato rinvenuto un deposito votivo con lucerna bilicne adagiata in posizione rovesciata sul terreno databile alla seconda metà del VI sec. a.C.
Adiacenti ai muri perimetrali esterni dei due edifici sono state rinvenute tre tombe in vaso (pithoi ad impasto) di neonati risultate inviolate.
Due (quelle a Ovest dell'edificio G7) sono state realizzate una dentro l'altra. Contenevano scarsissimi resti osteologici (qualche frr. di cranio) e nessun oggetto di corredo. L'orizzonte cronologico (definito dal contenitore e dalla stratigrafia di rinvenimento) è quello della seconda metà del VI secolo a.C.
Dopo il recupero delle tombe i vasi sono stati completamente asportati e sono in fase di ricomposizione e restauro. -
en
Work continued on the excavation of a residential quarter in zones G and I, in particular buildings G8 and G7. Building G8 was a large structure with a courtyard in the front and attached enclosures for animals. The property was entered through a monumental entrance on the west side of Road V. From here a great courtyard with porticoed roof was entered from the south (room A), while to the north there was a vast open area, probably an animal enclosure.
In the courtyard area (room A), the collapse of a perfectly preserved tile roof was fully uncovered. The great courtyard faced onto the residential part of the building. A long rectangular room was identified as a portico (rooms B-B1), roofed with tiles. On the south side, the roof was found collapsed intact onto the floor levels.
The two rooms C and D, which formed the centre of the house, could be accessed from Portico B. These rooms were excavated down to the floor levels (beaten earth mixed with crushed tufa) and were seen to have been heavily damaged by agricultural activity that had also destroyed the perimeter walls on the west side. A square courtyard (room E) with the remains of housings for posts was uncovered on the north side of room D.
In the area of the large animal enclosure a number of quadrants were excavated down to the latest floor level. There was a large sub-oval hole at the centre filled with stones of different sizes. This was probably the result of clearing in the area in order to make the terrain suitable for agriculture, following the town’s abandonment (4th century B.C.).
A second building was investigated that was situated north of building G8 facing east onto the enclosure area. It is not clear whether this was a separate structure or a part of the same property. It was made up of two elongated rectangular rooms (A and B). The entrance must have been on the east side.
A votive deposit with a double-nozzled lamp placed upside down on the ground was uncovered in the south corner of room A. The lamp dates to the second half of the 6th century B.C.
Three intact infant burials inside impasto _pithoi_ were found next to the outer perimeter walls of the two buildings. Two were placed one inside the other (those west of building G7) and contained only a few cranium fragments. No grave goods were present. The vessel type and find context date the burials to the second half of the 6th century B.C. - Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Fondo Casino
- Year
- 2016
- Summary
-
it
Le campagne di scavo si sono tenute nel mese di luglio 2015 e di luglio 2016 nell’area del Museo Diffuso, in collegamento con le attività didattiche svolte nell’ambito del Cantiere Scuola di Archeologia attivato dall’Università del Salento per la formazione sul campo. A tali attività hanno partecipato 74 studenti, in prevalenza allievi dei corsi triennali e magistrali in Beni Archeologici, Archeologia e Lettere provenienti da varie Università italiane (Salento, Bologna, Bari), e allievi della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università del Salento.
Le attività sul campo sono state svolte con la collaborazione del dott. Corrado Notario, responsabile tecnico scientifico del Museo Diffuso, (coordinamento Cantiere Scuola, documentazione, rilievo e documentazione grafica), e dei dott. Francesco Meo e Florinda Notarstefano (gestione materiali e relativa documentazione).
Nell’area di Fondo Casino (Zona G), posta all’ingresso del Museo Diffuso, sono proseguite le indagini sul quartiere abitativo già messo in luce negli anni precedenti, in particolare nell’edificio G10. E’ stata indagata in profondità l’area corrispondente ad un grande edificio (G10) composto da vari vani che si affaccia su di una grande strada. Lo scavo è stato allargato sul lato occidentale dell'area e ciò ha permesso di mettere in luce la chiusura di due nuovi vani in cui si conservano i livelli del crollo delle strutture murarie databile agli inizi del V sec. a.C. Si è inoltre asportato completamente il crollo già messo in evidenza nel 2014 nel vano A sotto cui è stato possibile mettere in luce il livello di pavimentazione, realizzato in tufina e terra pressata.
A Nord dell'edificio G8 è continuata l'indagine di un'area che ha restituito i resti di una struttura capannicola relativa all'abitato dell'età del Ferro (VIII - VII sec. a.C.). La struttura ha pianta ovoidale con un diametro di circa 10 metri. E' stato possibile individuare i resti delle fondazioni del muro perimetrale di base in piccole pietre anche nella parte meridionale della capanna anche se in peggior stato di conservazione. All'interno sono stati messi in luce divisioni funzionali degli spazi e resti dei materiali utilizzati per la vita quotidiana della struttura (frr. macine, resti di fornelli, frr. ceramici, frr. di ornamenti).
Le aree esplorate, al termine delle attività di indagine, sono state ricoperte con telo ombreggiante e colmate con terra per una migliore conservazione della stratigrafia ancora da scavare e per un più facile ripristino al momento delle ripresa delle attività nelle prossime campagne di scavo.
Nell'area di Fondo Pero è stata invece ripresa l'indagine di un grande edificio (C1) in cui sono inserite due fornaci a pianta circolare. Nell'area a Nord dell'edificio C1 lo smontaggio di un muro a secco moderno ha permesso di mettere in luce un'area dove è presente un grande ammasso di pietre, probabilmente dovuto al crollo di alcune strutture murarie che facevano parte di un ambiente. Nella zona centrale dell'area le pietre sono disposte a formare una struttura circolare e forse coprono l'imboccatura di una cisterna. Due grandi blocchi di calcare, perfettamente lisciati, chiudono l'area verso l'edificio C1. All'interno dell'edificio C1 è stata scavata la fornace più piccola, collocata in corrispondenza del salto di quota tra l'area di Fondo Pero e quella di Fondo Sentina e della Cupa. All'interno della struttura è stata rinvenuta parte della cupola di copertura collassata, insieme a pochi frammenti di laterizi e di materiali ceramici che permettono di datare l'abbandono dell'uso della fornace alla fine del VI secolo a.C. La costruzione, a pianta circolare con prefurnio allungato orientato in direzione NW-SE, è stata realizzata con la costruzione di un muretto in pietre di medie dimensioni, intonacato all'interno con uno strato di argilla cruda costruito a mano (sono ancora visibili molte tracce di ditate). L'argilla si è poi cotta con l'azione del calore e si è conservata fino ad oggi. Al centro della camera di cottura è stato realizzato un pilastrino in blocchetti di calcare che doveva sorreggere la cupola di copertura; anche questo è rivestito da uno strato di intonaco di argilla, in parte conservato. Non ci sono invece tracce della presenza di un piano forato. Il carico di vasi da cuocere doveva essere collocato direttamente sul piano di fondo della struttura. Le tracce di combustione si fermano all'ingresso del prefurnio dove doveva essere collocato il combustibile per il riscaldamento della struttura. Al termine dello scavo è stato realizzato un intervento di restauro integrativo della struttura muraria della fornace per meglio tutelarne la conservazione. La fornace è stata quindi foderata con del tessuto ombreggiante ed è stata riempita di materiale inerte (argilla espansa). -
en
The 2015 and 2016 excavations in the area of the _Museo_ _Diffuso_ were undertaken as part of the University of Salento’s archaeology field school.
In the area of Fondo Casino (Zone G), situated at the entrance to the _Museo_ _Diffuso_, investigations continued in the residential quarter, in particular building G10, which was uncovered during earlier campaigns. Building G was a large structure comprising several rooms facing onto a large road. The excavation was extended on the west side of the area exposing two new rooms, in which the wall collapses were preserved, datable to the early 5th century B.C. The collapse in room A, identified in 2014, was completely removed, below which lay a floor surface of crushed tufa and beaten earth.
North of building G8, excavations continued in an area where the remains of a hut relating to the Iron Age settlement (8th – 7th century B.C.) had emerged. The hut was oval in plan and c. 10 m in diameter. The remains of the perimeter wall foundation, a base of small stones, were also found in the southern part of the hut, although in a worse state of preservation. Inside the hut, structures dividing the functional spaces were identified, together with the remains of materials used during the structure’s everyday life (fragments of millstones, cooking stands, pottery, ornaments).
In the area of Fondo Pera, the excavation continued of a large building (C1) in which two circular kilns were inserted. In the area north of building C1, a modern dry-stone wall was dismantled making it possible to uncover an area where a large accumulation of stones was present, probably resulting from the collapse of the walls forming part of a room. At the centre of the area, the stones formed a circular structure and perhaps covered a cistern mouth. Two perfectly smoothed large limestone blocks closed the area towards building C1. Inside building C1 the smaller kiln was excavated, situated in correspondence with the change in level between the area of Fondo Pera and that of Fondo Sentina and della Cupa. Part of the kiln’s collapsed dome, together with a few tile and pottery fragments, were found inside the structure. The pottery dates the kiln’s abandonment to the late 6th century B.C.
The kiln had a circular plan with an elongated _praefurnium_ oriented NW-SE. It was built with a low wall of medium-sized stones, a layer of unbaked clay had been applied to the interior by hand (finger marks were visible). The clay was then baked by the kiln’s heat and so preserved. At the centre of the firing chamber, there was a small pillar built of small limestone blocks that must have supported the domed cover; this was also plastered with clay (partially preserved). There were no traces of a perforated firing floor. The vessels to be fired must have been placed directly on the bottom of the structure. The traces of burning stopped at the entrance to the _praefurnium_ where the wood for heating the structure must have been placed.
Media
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D’Andria 2005F. D’Andria (ed.), 2005, Cavallino. Pietre, case e città della messapia arcaica, Ceglie Messapica Taras.






