- Item
- AIAC_1192
- Name
- Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato
- Date Range
- 300 BC – 50
- Monuments
- Fortified settlement
Seasons
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AIAC_1192 - Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato - 2006L’indagine condotta sull’area in cui insiste l’insediamento messapico-romano di Pozzo Seccato ha restituito un complesso abitativo costituito da un grande edificio quadrangolare, le cui strutture murarie sono costruite con fondazioni in grandi blocchi di calcare locale, molto regolari, e alzato costituito in parte in blocchi e in parte a secco. L’area occupata dall’edificio è stata scavata in estensione anche se non ancora completata. Sono stati messi in luce numerosi ambienti, alcuni con resti di pavimentazione in lastre di calcare, tra i quali sono stati identificati una cucina, dei vani aperti e un ambiente di ricevimento. Un altro grande ambiente, separato dall’edificio principale, è stato messo in luce nell’angolo nord-occidentale del complesso, a ridosso delle mura di fortificazione. Di queste ultime è stato messo in luce tutto il braccio settentrionale nella sua parte interna e tutto il braccio orientale (di cui resta conservato quasi esclusivamente il paramento esterno). Si tratta di un imponente opera muraria costituita da un muro a secco foderato da un paramento in grandi blocchi di calcare squadrati.
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AIAC_1192 - Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato - 2007Nel 2007 si è svolta la decima campagna di scavo ad Acquarica di Lecce, località Pozzo Seccato, dove è stato individuato un importante insediamento messapico fortificato. I lavori si sono concentrati soprattutto sul lato settentrionale della grande fortificazione realizzata con spesso muro a secco (largh. m 3,50) e paramento esterno in grandi blocchi di calcare squadrati. E’ stato rimesso in luce il crollo della struttura, già in parte rinvenuto nella campagna di scavo precedente. In quest’area si conservano alcuni filari del paramento esterno crollati forse a causa di un terremoto (vista la disposizione molto ordinata dei blocchi stessi che hanno mantenuto la connessione che avevano quando erano in opera) e, al di sopra, parte del muro a secco interno. E’ proseguito intanto lo smantellamento del muro a secco moderno che copre la fortificazione antica per circa quaranta metri di lunghezza. Nell’angolo nordoccidentale sono stati messi in luce quattro nuovi blocchi del paramento esterno, qui conservato in due filari sovrapposti, e parte del crollo all’esterno della struttura. Il materiale recuperato dallo smantellamento del muro a secco moderno è stato utilizzato per la ricostruzione della muratura a secco dello stesso angolo della fortificazione, già iniziato negli anni precedenti.
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AIAC_1192 - Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato - 2008Nell’ambito dei lavori di realizzazione dell’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce, il cui progetto è stato approvato dal MiBAC, si è svolta nella località di Pozzo Seccato un’intensa campagna di scavo e di restauro dell’insediamento fortificato messapico-romano messo in luce a partire dal 1997 dall’équipe di archeologi dell’Università del Salento. Si sta lavorando in particolare sulle fortificazioni Nord, Ovest ed Est che erano già state parzialmente indagate e ricostruite negli anni passati. Sul lato Nord della fortificazione si è giunti fino ai livelli più bassi del crollo dei blocchi del paramento esterno, costituiti da tufina ancora ben visibile lungo l’allineamento delle mura; un blocco in pessime condizioni è ancora visibile nella zona orientale: Sul lato Est della fortificazione sono stati scavati strati di terra e pietre di formazione recente. L’assenza di evidenze archeologiche significative è imputabile a processi di disturbo post-deposizionali (soprattutto arature ed altre attività agricole). Sul lato Ovest della fortificazione è stato smontato il muro a secco moderno e sono stati scavati gli strati di pietre pertinenti al crollo del muro interno della stessa. Attualmente sono visibili le strutture murarie con orientamento N-S ed E-O nell’area occidentale dell’amb. A, all’interno delle quali è il probabile abbandono con elementi ancora in crollo. A Sud dell’amb. A è visibile una sistemazione in pietre lisciate simile ad un lastricato e alcuni strati di crollo, che devono essere sottoposti ad analisi archeobotaniche (concentrazione tronchetti carbonizzati immediatamente a Sud dell’amb. A). Dopo lo scavo è iniziata l’opera di ricostruzione delle strutture a secco interne delle fortificazioni. E’ stato quasi ultimata la ricostruzione della struttura settentrionale, mentre per i lati Est ed Ovest si è limitato l’intervento alla parte esterna della struttura in attesa di finire il lavoro di scavo.
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AIAC_1192 - Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato - 2009Nell’ambito del proseguimento dei lavori di realizzazione dell’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce (progetto approvato dal MiBAC), si è svolta nella località di Pozzo Seccato l’undicesima campagna di scavo e di restauro dell’insediamento fortificato messapico-romano messo in luce a partire dal 1997 dall’équipe di archeologi dell’Università del Salento. E’ stata smantellata la strada asfaltata moderna che divideva in due l’insediamento ed è stato così possibile scavare le strutture che ancora si conservavano al di sotto di essa. Si è provveduto a realizzare una nuova strada, in terra battuta, che passa all’esterno della fortificazione messapica e ne permette anche una migliore visione. Sul lato settentrionale della fortificazione si è completato lo scavo con la messa in evidenza integrale del paramento esterno in grandi blocchi di calcare. E’ proseguita, parallelamente alle attività di scavo, la ricostruzione della struttura fortificata. In particolare è stato ricostruito il braccio orientale che era stato completamente distrutto dalle attività agricole e di cui si conservavano solamente i resti del paramento esterno. Nell’angolo nordorientale dell’insediamento si è potuta smontare anche una piccola specchia di pietre dovuta all’accumulo recente di materiale lapideo da parte dei contadini dediti alla ripulitura dei terreni circostanti. Il materiale è stato impiegato sempre per la ricostruzione del muro di fortificazione a secco. Le attività di restauro svolte in questi anni hanno reso in questo modo ben leggibile la forma dell’abitato antico. La fine dei lavori e l’apertura al pubblico dell’area è prevista per la fine del 2010.
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AIAC_1192 - Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato - 2010Con il completamento dei lavori relativi al Progetto di creazione dell’”Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce” si è potuta svolgere un’intensa campagna di indagini archeologiche nell’insediamento messapico-romano di località Pozzo Seccato ad Acquarica di Lecce, comune di Vernole (LE), in regime di Concessione affidata dal Mibac al Dipartimento BB.CC. dell’Università del Salento. In particolare, a partire dal mese di giugno 2010, sono riprese le indagini archeologiche nell’insediamento messapico di Pozzo Seccato. Si tratta di una vera e propria masseria fortificata risalente alla fine del IV sec. a.C., completamente circondata da un grande muro di fortificazione, largo poco meno di 4 metri, in pietre a secco foderato all’esterno da una cortina di grandi blocchi di calcare squadrati. All’interno è stato portato alla luce un edificio residenziale con ambienti adibiti alla vita quotidiana (sala per il ricevimento degli ospiti, cucina, dispensa, ecc.) e altri vani invece dedicati a produzioni artigianali. Nella parte centrale, l’edificio era provvisto di una torre a due piani che permetteva di osservare il territorio circostante fino al mare, lontano meno di 5 chilometri. Un altro grande vano lungo 16 metri e largo circa 8, collocato a ridosso della fortificazione ad Ovest dell’edificio principale, doveva avere la funzione di magazzino per la conservazione delle derrate agricole prodotte nei campi circostanti. Le più recenti indagini, condotte dall’équipe dell’Università del Salento diretta dal Prof. Francesco D’Andria e dalla prof.ssa Grazia Semeraro e coordinata sul cantiere dal dott. Corrado Notario, hanno permesso di mettere in luce anche il lato meridionale della fortificazione che fino ad oggi non era conosciuto all’interno di uno dei terreni acquisiti di recente dal Comune nell’ambito della realizzazione del Progetto (part. 115 del foglio 52 della Planimetria Catastale del Comune di Vernole). L’insediamento è stato così completamente riconosciuto nella sua estensione e copre una superficie di poco meno di mq 5.000 (lato E-W lunghezza metri 72, lato N-S lunghezza metri 67). Sul lato orientale della fortificazione è stata messa in luce la porta d’ingresso all’insediamento su cui si affaccia anche un piccolo vano di controllo del transito. E’ attualmente in fase di ultimazione il riallestimento di parte delle fortificazioni, crollate nel corso dei secoli, che permetterà una migliore lettura della forma dell’insediamento ai visitatori. Si sta lavorando in particolare sulle fortificazioni Nord, Ovest ed Est che erano già state parzialmente indagate e ricostruite negli anni passati. Sul lato Nord della fortificazione si è giunti fino ai livelli più bassi del crollo dei blocchi del paramento esterno, costituiti da tufina ancora ben visibile lungo l’allineamento delle mura; solo un blocco in pessime condizioni è ancora visibile nella zona Est. Sul lato Est della fortificazione sono stati scavati strati di terra e pietre di formazione recente. L’assenza di evidenze archeologiche significative è imputabile a processi di disturbo post-deposizionale dovuti alle attività agricole (arature). Sul lato Ovest della fortificazione è stato smontato il muro a secco moderno (U.S. 30 = 1066), e sono stati scavati gli strati di pietre pertinenti al crollo del muro interno della fortificazione. Sono state evidenziate le strutture murarie NS ed EO nell’area Ovest del magazzino all’interno delle quali sono stati scavati gli strati di abbandono con elementi ancora in crollo. A Sud dell’edificio è visibile una sistemazione in pietre lisciate simile ad un lastricato (1081) e ancora strati di crollo, che sono stati sottoposti ad analisi archeobotaniche. Nell’area del magazzino sono state praticate alcune campionature di terreno che sono poi state sottoposte ad analisi chimiche per la rilevazione di presenza di quantità elevate di fosfati. Le analisi hanno dato esito negativo ed hanno quindi ribadito l’assenza all’interno della struttura di animali ed hanno rafforzato l’ipotesi d’uso come magazzino della stessa. Dopo lo scavo è iniziata l’opera di ricostruzione delle strutture a secco interne delle fortificazioni. E’ stata ultimata la ricostruzione della struttura settentrionale, mentre i lati Est ed Ovest sono in fase di completamento. Sul lato occidentale è stato ricostruito anche un tratto del paramento esterno a grandi blocchi con l’alloggiamento di quattro filari di blocchi di calcare fatti cavare appositamente. Il completamento dei lavori, previsto per la fine del mese di dicembre 2010 permetterà di rendere l’area archeologica fruibile al pubblico, con l’allestimento di un percorso di visita corredato da pannelli esplicativi.
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AIAC_1192 - Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato - 2011Sabato 11 dicembre 2010, alla presenza di Angela Barbanente (Assessore all’Assetto del Territorio della Regione Puglia) e di Teresa Cinquantaquattro (ex Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia) è stato ufficialmente inaugurato l’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce. Il completamento dei lavori, con l’allestimento di un percorso di visita corredato da pannelli esplicativi, permette oggi al pubblico di fruire dell’area archeologica di Pozzo Seccato in modo completo. Con le ultime ricerche sono state definitivamente riconosciute due distinte fasi di vita dell’insediamento. La struttura viene costruita alla fine del IV secolo a.C. e viene usata come abitazione da una famiglia di ricchi proprietari terrieri per circa un secolo. Alla fine del III secolo a.C. l’insediamento viene abbandonato e subisce una serie di spoliazioni. Dopo circa un trentennio la frequentazione dell’area riprende e l’edificio principale viene completamente ristrutturato. Vengono abbassati tutti i pavimenti degli ambienti che ricevono nuove destinazioni d’uso. Per circa due secoli l’insediamento vive del lavoro dei campi e del pascolo delle greggi. L’area viene definitivamente abbandonata verso gli inizi del I secolo d.C. Lo studio della grande struttura muraria ha fornito numerosi dati sui metodi costruttivi adottati ed ha confermato la contemporaneità costruttiva del muro a secco e del paramento esterno. Tra le due strutture, durante la costruzione, veniva lasciata una stretta intercapedine riempita con frammenti di calcare, tufina e piccole pietre al fine di assicurare un perfetto ancoraggio reciproco. Per lo stesso scopo il filare di fondazione del paramento era costituito da blocchi più larghi inglobati direttamente nella struttura a secco. All’interno della fortificazione è continuato lo scavo dell’edificio residenziale già indagato negli anni precedenti. Nella sua seconda fase di vita l’edificio era fornito di un vano adibito a cucina, in cui erano stati realizzati due focolari con base in lastre di calcare per la cottura dei cibi. Adiacente alla cucina era un piccolo ambiente dove probabilmente venivano conservate le derrate da cucinare. Il grande vano collocato a ridosso della fortificazione ad Ovest dell’edificio principale (granaio) è stato completamente scavato con la messa in luce definitiva del suo limite occidentale. Alla fine delle indagini archeologiche sono state parzialmente ricostruite le fortificazioni, crollate nel corso dei secoli, per consentire una migliore lettura della forma dell’insediamento da parte dei visitatori. Nell’edificio residenziale era presente una sala adibita al ricevimento degli ospiti, preceduta da un vano anticamera. E’ stato ricostruito il primo filare di elevato in blocchi di calcare per permettere una migliore lettura dei volumi del vano che si apriva verso sud con una larga porta a due battenti.
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AIAC_1192 - Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato - 2017La recente campagna di scavi si è concentrata ad ovest dell’Edificio D e si è svolta nel mese di dicembre 2017, per un periodo di circa due settimane. Dopo oltre un anno di inattività sono stati rimessi in luce i livelli archeologici; in particolare è stato ripristinato il livello di battuto (us 1212) adiacente al lato ovest dell’edificio D (interpretato come torre) ed è stato ampliato verso ovest, di circa 2 m, il limite dell’area di scavo. In quest’area le precedenti indagini avevano già messo in luce un allineamento di blocchi (TAV 2, US 1219) con orientamento E/O. Esso misura una lunghezza massima di circa 4 m ed è costituito da blocchi di calcarenite locale tenera, pesantemente intaccati dai lavori agricoli. Nelle immediate vicinanze del suddetto muro è presente un consistente affioramento del banco di roccia, su cui sono evidenti tracce di lavorazione. L’indagine archeologica ha evidenziato una serie di tagli allineati tra di loro. Tale allineamento è ortogonale al tracciato del muro e, con molta probabilità, rappresenta il taglio per l’alloggiamento dei blocchi che delimitavano, sul lato occidentale, un altro ambiente forse pertinente ad un diverso edificio (edificio G). A validare questa ipotesi è il rinvenimento di alcuni frammenti di blocchi interpretabili come resti del lato occidentale dell’ambiente. In quest’area lo scavo dei livelli di terreno a contatto con la roccia ha permesso di recuperare alcuni frammenti residuali di ceramica ad impasto, che confermano una frequentazione protostorica della zona. Lo scavo del terreno agricolo ad est del muro a blocchi (US 1219) ha intercettato una concentrazione di frammenti tufacei che sembrano costituire una labile sopravvivenza dello sviluppo dello stesso muro che, probabilmente, era delimitato dal lato occidentale dell'edificio D. Lo scavo parziale dei livelli di terreno su cui poggia questo muro ha restituito materiali ceramici frammentari, riferibili all’epoca ellenistica, caratterizzati da numerosa ceramica acroma, da rari frammenti a vernice nera, da alcuni frammenti di grandi contenitori e da numerosi laterizi. Una concentrazione di concotto è stata evidenziata e scavata lungo il margine settentrionale del battuto (us 1212); probabilmente è pertinente ad uno scarico di materiale relativo al riempimento di una buca realizzata nel battuto stesso. Sulla base dei nuovi elementi è possibile ipotizzare lo sviluppo planimetrico parziale del nuovo ambiente G, sia in direzione est sia verso ovest, per il quale si può ragionevolmente proporre una lunghezza massima di circa 10 m. Allo stato attuale della ricerca non è possibile dare una lettura interpretativa più precisa riguardo alla destinazione di tale ambiente.
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AIAC_1192 - Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato - 2018Nel novembre 2018 scavi archeologici sono stati effettuati in località Pozzo Seccato dove le ricerche sviluppate dall’Università del Salento, a partire dal 1997, hanno messo in luce una fattoria fortificata a pianta quadrangolare (m 72 x 65) che, edificata alla fine del IV sec. a.C., presenta fasi di occupazione fino alla metà del I sec. d.C. (Fig. 1). Lo scavo è stato condotto per un periodo di due settimane, su concessione ministeriale (DG-ABAP n. 12099 del 19/04/2017), nel settore centrale dell’insediamento, in un’area ubicata a ovest della torre di avvistamento (D) e a sud del granaio (B), della stalla ( C ) e del complesso con funzioni residenziali e produttive munito di torre (A) (Fig. 2). In quest’area, nel 2017, lo scavo aveva identificato un vano rettangolare (G) (Fig. 3), orientato est-ovest, di cui erano stati messi in luce un tratto del muro settentrionale costituito da blocchi di calcare squadrati (US 1219) e i tagli di alloggiamento per il muro occidentale realizzati sul banco roccioso affiorante (US 1220); circa m 3 a sud-ovest del muro (US 1219) era stato evidenziato un battuto di tufina biancastro (US 1212), esteso su una superficie di m 5 x 5. Nel 2018 le ricerche hanno cercato di chiarire la funzione dell’ambiente G. Il primo intervento è stato effettuato all’esterno del vano, in una fascia ampia m 3 x 4, a ovest dei tagli nel banco roccioso (US 1220). All’avvio delle ricerche l’area era interessata da pietrame pertinente alla massicciata della strada asfaltata che fino al 2008 attraversava il sito. La rimozione della massicciata ha rivelato un accumulo di terreno marrone scuro frammisto a frammenti ceramici e laterizi (US 1232). Presso gli affioramenti del banco roccioso (US 1220) è stato invece documentato un terreno scuro (US 1230) contenente ceramica a impasto, riferibile alle fasi protostoriche del sito. All’interno dell’ambiente G lo scavo ha interessato un’area di m 2,5 per lato, posizionata m 1 a sud del muro US 1219 e caratterizzata da affioramenti del banco roccioso al centro e presso gli angoli nord-est e sud-ovest (Fig. 4). Nella metà settentrionale del saggio è stato rimosso lo strato di terreno (US 1216), individuato nel 2017, ricco di ceramica acroma, a fasce e da fuoco. L’asportazione dell’US 1216 ha messo in luce uno strato di terra grigiastra con concentrazioni di concotto (US 1237) che costituisce la traccia di un focolare. La rimozione del battuto in tufina (US 1212) ha invece consentito di riconoscere: a) una sistemazione di pietre piatte (US 1234) posizionate a colmare il dislivello tra gli affioramenti del banco roccioso messi in luce al centro e presso l’angolo sud-occidentale del saggio; b) presso l’angolo sudorientale del saggio, uno strato di terreno compatto (US 1236) con frammenti di tegole e ceramica, analogo a quello che costituiva l’US 1216. L’asportazione dell’US 1236 ha evidenziato una struttura circolare in argilla cotta in cui si riconosce un focolare (US 1235). Nello strato di terreno bruno (US 1238) a contatto con il focolare (US 1235) va identificato un livello di frequentazione dell’ambiente G. La presenza di focolari e di ceramica da fuoco suggerisce che l’ambiente G fosse un vano accessorio alla fattoria, funzionale alla cottura dei cibi. L’ipotesi è supportata dall’analisi dei materiali rinvenuti nelle campagne di scavo 2017-2018 condotta nel dicembre 2018 presso il Laboratorio di Archeologia Classica dell’Università del Salento. Nell’area dell’ambiente G le classi di materiali maggiormente attestate risultano la ceramica acroma di uso comune, la ceramica da fuoco e quella a vernice nera ellenistica; sono documentati in piccole quantità i contenitori da trasporto, la ceramica a fasce e a vernice bruna. Si sottolinea la presenza nell’US 1236, ossia nel terreno che copriva il focolare (US 1235), di un’olla acroma e di una coppa a fasce della fine del IV - inizi III sec. a.C. che costituiscono un terminus post quem per la realizzazione del battuto in tufina (US 1212). Ad età ellenistica risalgono anche la ceramica a fasce e i contenitori da trasporto dell’US 1208 – l’unità stratigrafica a contatto con i tagli di alloggiamento del muro occidentale dell’ambiente G – forse da collegare alla fase di fondazione del vano. Il rinvenimento di laterizi in tutta l’area indagata suggerisce per l’ambiente G una copertura realizzata con tegole, così come documentato per gli edifici della fase messapica della fattoria denominati A e B. La mancata conservazione dello strato di crollo del tetto dell’ambiente G è dovuta a fenomeni post-deposizionali generati dalle arature agricole e dai lavori per la costruzione della strada asfaltata che attraversava il sito.
Media
- Name
- Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato
- Year
- 2006
- Summary
-
it
L’indagine condotta sull’area in cui insiste l’insediamento messapico-romano di Pozzo Seccato ha restituito un complesso abitativo costituito da un grande edificio quadrangolare, le cui strutture murarie sono costruite con fondazioni in grandi blocchi di calcare locale, molto regolari, e alzato costituito in parte in blocchi e in parte a secco.
L’area occupata dall’edificio è stata scavata in estensione anche se non ancora completata. Sono stati messi in luce numerosi ambienti, alcuni con resti di pavimentazione in lastre di calcare, tra i quali sono stati identificati una cucina, dei vani aperti e un ambiente di ricevimento. Un altro grande ambiente, separato dall’edificio principale, è stato messo in luce nell’angolo nord-occidentale del complesso, a ridosso delle mura di fortificazione. Di queste ultime è stato messo in luce tutto il braccio settentrionale nella sua parte interna e tutto il braccio orientale (di cui resta conservato quasi esclusivamente il paramento esterno). Si tratta di un imponente opera muraria costituita da un muro a secco foderato da un paramento in grandi blocchi di calcare squadrati. -
en
The investigation undertaken on the site of the Messapian-Roman settlement of Pozzo Seccato uncovered a residential complex consisting of a large square building. The foundations were constructed of large, very regular blocks of local limestone and the walls were in part blocks and in part dry-stone construction.
An open area excavation was undertaken on the area occupied by the building, although it is still to be completed. Numerous rooms were brought to light, some with the remains of limestone slab pavements, amongst which a kitchen, several open rooms and a reception room were identified. Another large room, separate from the main building was uncovered in the north-western corner of the complex, up against the fortified walls. Of the latter, the northern arm was completely uncovered on the interior side and all of the eastern arm (of which for the most part only the external facing remains). This was an imposing structure consisting of a dry stone wall with a facing of large squared limestone blocks. - Summary Author
- MiBAC
- Director
- Francesco D'Andria
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato
- Year
- 2007
- Summary
-
it
Nel 2007 si è svolta la decima campagna di scavo ad Acquarica di Lecce, località Pozzo Seccato, dove è stato individuato un importante insediamento messapico fortificato.
I lavori si sono concentrati soprattutto sul lato settentrionale della grande fortificazione realizzata con spesso muro a secco (largh. m 3,50) e paramento esterno in grandi blocchi di calcare squadrati. E’ stato rimesso in luce il crollo della struttura, già in parte rinvenuto nella campagna di scavo precedente. In quest’area si conservano alcuni filari del paramento esterno crollati forse a causa di un terremoto (vista la disposizione molto ordinata dei blocchi stessi che hanno mantenuto la connessione che avevano quando erano in opera) e, al di sopra, parte del muro a secco interno.
E’ proseguito intanto lo smantellamento del muro a secco moderno che copre la fortificazione antica per circa quaranta metri di lunghezza.
Nell’angolo nordoccidentale sono stati messi in luce quattro nuovi blocchi del paramento esterno, qui conservato in due filari sovrapposti, e parte del crollo all’esterno della struttura.
Il materiale recuperato dallo smantellamento del muro a secco moderno è stato utilizzato per la ricostruzione della muratura a secco dello stesso angolo della fortificazione, già iniziato negli anni precedenti. -
en
In 2007 the tenth excavation campaign was undertaken at Acquarica di Lecce, locality of Pozzo Seccato, the site of an important Messapian fortified settlement. Excavations mainly concentrated on the northern side of the great fortification constituted by a dry-stone wall (3.50 m wide) and an external facing of large squared limestone blocks. The collapse of this structure, partially uncovered in the previous campaign, was excavated. In this area a number of courses of the outer facing were preserved. Their collapse may have been caused by an earthquake (given the position of the blocks which were still adjoining as they were when standing). These blocks were overlain by part of the dry-stone wall.
At the same time the dismantling of the modern dry-stone wall which covered the ancient structure for a length of circa 40 m continued. In the north-western corner four new blocks from the external facing were uncovered, preserved here in two courses, together with part of the collapse to the exterior of the structure. The material recovered from the dismantling of the modern dry-stone wall was used for the reconstruction of the dry-stone wall, begun in previous years, in this corner of the fortification. - Summary Author
- Corrado Notario
- Director
- Francesco D'Andria
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato
- Year
- 2008
- Summary
-
it
Nell’ambito dei lavori di realizzazione dell’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce, il cui progetto è stato approvato dal MiBAC, si è svolta nella località di Pozzo Seccato un’intensa campagna di scavo e di restauro dell’insediamento fortificato messapico-romano messo in luce a partire dal 1997 dall’équipe di archeologi dell’Università del Salento.
Si sta lavorando in particolare sulle fortificazioni Nord, Ovest ed Est che erano già state parzialmente indagate e ricostruite negli anni passati.
Sul lato Nord della fortificazione si è giunti fino ai livelli più bassi del crollo dei blocchi del paramento esterno, costituiti da tufina ancora ben visibile lungo l’allineamento delle mura; un blocco in pessime condizioni è ancora visibile nella zona orientale:
Sul lato Est della fortificazione sono stati scavati strati di terra e pietre di formazione recente. L’assenza di evidenze archeologiche significative è imputabile a processi di disturbo post-deposizionali (soprattutto arature ed altre attività agricole).
Sul lato Ovest della fortificazione è stato smontato il muro a secco moderno e sono stati scavati gli strati di pietre pertinenti al crollo del muro interno della stessa. Attualmente sono visibili le strutture murarie con orientamento N-S ed E-O nell’area occidentale dell’amb. A, all’interno delle quali è il probabile abbandono con elementi ancora in crollo.
A Sud dell’amb. A è visibile una sistemazione in pietre lisciate simile ad un lastricato e alcuni strati di crollo, che devono essere sottoposti ad analisi archeobotaniche (concentrazione tronchetti carbonizzati immediatamente a Sud dell’amb. A).
Dopo lo scavo è iniziata l’opera di ricostruzione delle strutture a secco interne delle fortificazioni. E’ stato quasi ultimata la ricostruzione della struttura settentrionale, mentre per i lati Est ed Ovest si è limitato l’intervento alla parte esterna della struttura in attesa di finire il lavoro di scavo. -
en
As part of the work for the creation of the Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce (project approved by MiBAC), an intense campaign of excavation and reconstruction was undertaken in the locality of Pozzo Seccato on the Messapian-Roman settlement first identified in 1997 by the University of Salento. Work was undertaken on the north, west and east fortifications in particular, that had been partially investigated and reconstructed in past years.
On then north side of the fortifications the lowest levels of the collapse of blocks from the external facing were reached. These levels were constituted by tufina still visible along the line of the walls; one badly preserved block was visible in the eastern sector. On the eastern side of the fortifications recently formed layers of earth and stones were excavated. The absence of substantial archaeological evidence can be attributed to post-depositional disturbance (above all ploughing and other agricultural activities). On the western side the modern dry-stone wall was dismantled and the layers of stones relating to the collapse of the internal wall were excavated. At present the walls on a north-south and east-west alignment in the western area of room A are visible, inside which is the probable abandonment layer with elements still in the collapse.
South of room A an arrangement of smoothed stones, similar to a paving, and several layers of collapse were visible. These will be subjected to archeo-botanical analyses (concentration of carbonised logs immediately south of room A). Following the excavation the reconstruction of the fortification’s internal dry-stone structures began. The reconstruction of the northern structure was almost completed, whilst for the east and west sides the intervention was limited to the external part of the structure prior to the completion of the excavations. - Summary Author
- Corrado Notario
- Director
- Francesco D'Andria
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato
- Year
- 2009
- Summary
-
it
Nell’ambito del proseguimento dei lavori di realizzazione dell’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce (progetto approvato dal MiBAC), si è svolta nella località di Pozzo Seccato l’undicesima campagna di scavo e di restauro dell’insediamento fortificato messapico-romano messo in luce a partire dal 1997 dall’équipe di archeologi dell’Università del Salento.
E’ stata smantellata la strada asfaltata moderna che divideva in due l’insediamento ed è stato così possibile scavare le strutture che ancora si conservavano al di sotto di essa.
Si è provveduto a realizzare una nuova strada, in terra battuta, che passa all’esterno della fortificazione messapica e ne permette anche una migliore visione.
Sul lato settentrionale della fortificazione si è completato lo scavo con la messa in evidenza integrale del paramento esterno in grandi blocchi di calcare.
E’ proseguita, parallelamente alle attività di scavo, la ricostruzione della struttura fortificata. In particolare è stato ricostruito il braccio orientale che era stato completamente distrutto dalle attività agricole e di cui si conservavano solamente i resti del paramento esterno.
Nell’angolo nordorientale dell’insediamento si è potuta smontare anche una piccola specchia di pietre dovuta all’accumulo recente di materiale lapideo da parte dei contadini dediti alla ripulitura dei terreni circostanti. Il materiale è stato impiegato sempre per la ricostruzione del muro di fortificazione a secco.
Le attività di restauro svolte in questi anni hanno reso in questo modo ben leggibile la forma dell’abitato antico.
La fine dei lavori e l’apertura al pubblico dell’area è prevista per la fine del 2010. -
en
The modern asphalt road crossing the settlement was dismantled and thus it was possible to excavate the underlying structures. A new beaten earth road was constructed, which passing outside the Messapian fortifications provides a better view of them. Excavations on the north side were completed, revealing the external facing of large limestone blocks in its entirety.
The reconstruction of the fortifications continued alongside the excavations. In particular the eastern wing, which was completely destroyed by agricultural activity and of which only the remains of the external facing were preserved, was rebuilt.
In the north-eastern corner of the settlement a small mound of stones resulting from the farmers having removed them from the surrounding land was dismantled. These materials were also reused in the reconstruction of the dry-stone fortifications. The reconstruction work undertaken in these years has rendered the form of the ancient settlement clearly visible. The completion of the work and opening of the area to the public is foreseen for the end of 2010. - Summary Author
- Corrado Notario
- Director
- Francesco D'Andria
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato
- Year
- 2010
- Summary
-
it
Con il completamento dei lavori relativi al Progetto di creazione dell’”Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce” si è potuta svolgere un’intensa campagna di indagini archeologiche nell’insediamento messapico-romano di località Pozzo Seccato ad Acquarica di Lecce, comune di Vernole (LE), in regime di Concessione affidata dal Mibac al Dipartimento BB.CC. dell’Università del Salento.
In particolare, a partire dal mese di giugno 2010, sono riprese le indagini archeologiche nell’insediamento messapico di Pozzo Seccato.
Si tratta di una vera e propria masseria fortificata risalente alla fine del IV sec. a.C., completamente circondata da un grande muro di fortificazione, largo poco meno di 4 metri, in pietre a secco foderato all’esterno da una cortina di grandi blocchi di calcare squadrati.
All’interno è stato portato alla luce un edificio residenziale con ambienti adibiti alla vita quotidiana (sala per il ricevimento degli ospiti, cucina, dispensa, ecc.) e altri vani invece dedicati a produzioni artigianali. Nella parte centrale, l’edificio era provvisto di una torre a due piani che permetteva di osservare il territorio circostante fino al mare, lontano meno di 5 chilometri.
Un altro grande vano lungo 16 metri e largo circa 8, collocato a ridosso della fortificazione ad Ovest dell’edificio principale, doveva avere la funzione di magazzino per la conservazione delle derrate agricole prodotte nei campi circostanti.
Le più recenti indagini, condotte dall’équipe dell’Università del Salento diretta dal Prof. Francesco D’Andria e dalla prof.ssa Grazia Semeraro e coordinata sul cantiere dal dott. Corrado Notario, hanno permesso di mettere in luce anche il lato meridionale della fortificazione che fino ad oggi non era conosciuto all’interno di uno dei terreni acquisiti di recente dal Comune nell’ambito della realizzazione del Progetto (part. 115 del foglio 52 della Planimetria Catastale del Comune di Vernole).
L’insediamento è stato così completamente riconosciuto nella sua estensione e copre una superficie di poco meno di mq 5.000 (lato E-W lunghezza metri 72, lato N-S lunghezza metri 67). Sul lato orientale della fortificazione è stata messa in luce la porta d’ingresso all’insediamento su cui si affaccia anche un piccolo vano di controllo del transito.
E’ attualmente in fase di ultimazione il riallestimento di parte delle fortificazioni, crollate nel corso dei secoli, che permetterà una migliore lettura della forma dell’insediamento ai visitatori. Si sta lavorando in particolare sulle fortificazioni Nord, Ovest ed Est che erano già state parzialmente indagate e ricostruite negli anni passati. Sul lato Nord della fortificazione si è giunti fino ai livelli più bassi del crollo dei blocchi del paramento esterno, costituiti da tufina ancora ben visibile lungo l’allineamento delle mura; solo un blocco in pessime condizioni è ancora visibile nella zona Est.
Sul lato Est della fortificazione sono stati scavati strati di terra e pietre di formazione recente. L’assenza di evidenze archeologiche significative è imputabile a processi di disturbo post-deposizionale dovuti alle attività agricole (arature).
Sul lato Ovest della fortificazione è stato smontato il muro a secco moderno (U.S. 30 = 1066), e sono stati scavati gli strati di pietre pertinenti al crollo del muro interno della fortificazione. Sono state evidenziate le strutture murarie NS ed EO nell’area Ovest del magazzino all’interno delle quali sono stati scavati gli strati di abbandono con elementi ancora in crollo.
A Sud dell’edificio è visibile una sistemazione in pietre lisciate simile ad un lastricato (1081) e ancora strati di crollo, che sono stati sottoposti ad analisi archeobotaniche. Nell’area del magazzino sono state praticate alcune campionature di terreno che sono poi state sottoposte ad analisi chimiche per la rilevazione di presenza di quantità elevate di fosfati. Le analisi hanno dato esito negativo ed hanno quindi ribadito l’assenza all’interno della struttura di animali ed hanno rafforzato l’ipotesi d’uso come magazzino della stessa.
Dopo lo scavo è iniziata l’opera di ricostruzione delle strutture a secco interne delle fortificazioni. E’ stata ultimata la ricostruzione della struttura settentrionale, mentre i lati Est ed Ovest sono in fase di completamento. Sul lato occidentale è stato ricostruito anche un tratto del paramento esterno a grandi blocchi con l’alloggiamento di quattro filari di blocchi di calcare fatti cavare appositamente.
Il completamento dei lavori, previsto per la fine del mese di dicembre 2010 permetterà di rendere l’area archeologica fruibile al pubblico, con l’allestimento di un percorso di visita corredato da pannelli esplicativi. -
en
With the completion of work relating to the creation of the _Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce_ an excavation campaign was undertaken on the Messapian-Roman settlement in the locality of Pozzo Seccato at Acquarica di Lecce, Vernole (LE). The excavation was carried out by the University of the Salento under concession from the Archaeological Superintendency.
The Messapian settlement of Pozzo Seccato is a fortified farm dating to the end of the 4th century B.C. It is completely surrounded by a substantial wall just under 4 m wide, dry-stone built and faced with large, squared limestone blocks.
Inside the walls a residential building was uncovered. Some of the rooms had domestic functions (reception room, kitchen, storeroom etc) and other rooms were destined for craft-working activities. The building had a two-story tower in its central part which was used for keeping watch over the surrounding territory as far as the sea, at least five kilometers away.
Another large room, 16 m long and about 8 m wide, situated up against the fortifications to the west of the main building, must have functioned as a warehouse for the conservation of agricultural products from the surrounding fields.
The most recent investigations undertaken by a team from the University of Salento, directed by Prof. Francesco D’Andria, Prof, Grazia Semeraro and Dr. Corrado Notario, uncovered the southern side of the fortifications on one of the pieces of land recently acquired from the local administration as part of the project (lot 115, sheet 52 of the Cadastral plan of the municipality of Vernole).
With the excavation of the southern wall the total extension of the settlement is now known and covers a surface area of just under 5,000 m2 (east-west side 72 m, north-south side 67 m). On the eastern side of the fortification the gate to the settlement was uncovered, next to which was a small room, or porter’s lodge, for controlling access.
At present part of the fortifications are under reconstruction so as to provide visitors with a better understanding of the settlement’s form. This involves the north, west and eastern fortifications in particular, which had already been partially investigated and reconstructed in previous years. On the north side of the fortifications the lowest levels of collapse from the external facing were reached. The facing comprised small tufa blocks (tufina) which are still visible along the alignment of the walls; only one block in very bad condition is still visible in the eastern zone. On the eastern side of the fortifications recently formed layers of earth and stones were excavated. The absence of archaeological evidence can be put down to ploughing.
On the western side of the fortifications a modern dry-stone wall was dismantled (U.S. 30 = 1066), and the layers of stones from the collapse of the internal wall of the fortifications were excavated. The north-south and east-west walls in the western area of the warehouse were identified and abandonment layers with elements still in collapse were excavated in their interior,
To the south of this building an arrangement of smoothed stones, similar to a paving was visible (1081) together with further layers of collapse, on which archaeo-botanical analyses have been undertaken. In the warehouse area a number of soil samples were taken and tested for high phosphate levels. The results were negative and thus confirmed the absence of animals within the structure and reinforced the hypothesis that it was in fact used as a warehouse.
Following the excavation, work on the reconstruction of the fortification’s internal dry-stone walls began. Reconstruction of the northern structure was completed, whilst the east and west sides are almost completed. On the west side a stretch of the external facing was reconstructed with the putting into place of four rows of large limestone blocks, quarried for this purpose. The work is due to be completed in December 2010 and the site opened to the public with the creation of a visitors route with information panels. - Director
- Francesco D'Andria
- Research Body
- Università del Salento
Media
- Name
- Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato
- Year
- 2011
- Summary
-
it
Sabato 11 dicembre 2010, alla presenza di Angela Barbanente (Assessore all’Assetto del Territorio della Regione Puglia) e di Teresa Cinquantaquattro (ex Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia) è stato ufficialmente inaugurato l’Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce.
Il completamento dei lavori, con l’allestimento di un percorso di visita corredato da pannelli esplicativi, permette oggi al pubblico di fruire dell’area archeologica di Pozzo Seccato in modo completo.
Con le ultime ricerche sono state definitivamente riconosciute due distinte fasi di vita dell’insediamento. La struttura viene costruita alla fine del IV secolo a.C. e viene usata come abitazione da una famiglia di ricchi proprietari terrieri per circa un secolo. Alla fine del III secolo a.C. l’insediamento viene abbandonato e subisce una serie di spoliazioni. Dopo circa un trentennio la frequentazione dell’area riprende e l’edificio principale viene completamente ristrutturato. Vengono abbassati tutti i pavimenti degli ambienti che ricevono nuove destinazioni d’uso. Per circa due secoli l’insediamento vive del lavoro dei campi e del pascolo delle greggi. L’area viene definitivamente abbandonata verso gli inizi del I secolo d.C.
Lo studio della grande struttura muraria ha fornito numerosi dati sui metodi costruttivi adottati ed ha confermato la contemporaneità costruttiva del muro a secco e del paramento esterno. Tra le due strutture, durante la costruzione, veniva lasciata una stretta intercapedine riempita con frammenti di calcare, tufina e piccole pietre al fine di assicurare un perfetto ancoraggio reciproco. Per lo stesso scopo il filare di fondazione del paramento era costituito da blocchi più larghi inglobati direttamente nella struttura a secco.
All’interno della fortificazione è continuato lo scavo dell’edificio residenziale già indagato negli anni precedenti. Nella sua seconda fase di vita l’edificio era fornito di un vano adibito a cucina, in cui erano stati realizzati due focolari con base in lastre di calcare per la cottura dei cibi. Adiacente alla cucina era un piccolo ambiente dove probabilmente venivano conservate le derrate da cucinare. Il grande vano collocato a ridosso della fortificazione ad Ovest dell’edificio principale (granaio) è stato completamente scavato con la messa in luce definitiva del suo limite occidentale.
Alla fine delle indagini archeologiche sono state parzialmente ricostruite le fortificazioni, crollate nel corso dei secoli, per consentire una migliore lettura della forma dell’insediamento da parte dei visitatori.
Nell’edificio residenziale era presente una sala adibita al ricevimento degli ospiti, preceduta da un vano anticamera. E’ stato ricostruito il primo filare di elevato in blocchi di calcare per permettere una migliore lettura dei volumi del vano che si apriva verso sud con una larga porta a due battenti. - Director
- Francesco D'Andria
- Research Body
- Università degli Studi del Salento - Lecce
Media
- Name
- Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato
- Year
- 2017
- Summary
-
it
La recente campagna di scavi si è concentrata ad ovest dell’Edificio D e si è svolta nel mese di dicembre 2017, per un periodo di circa due settimane.
Dopo oltre un anno di inattività sono stati rimessi in luce i livelli archeologici; in particolare è stato ripristinato il livello di battuto (us 1212) adiacente al lato ovest dell’edificio D (interpretato come torre) ed è stato ampliato verso ovest, di circa 2 m, il limite dell’area di scavo. In quest’area le precedenti indagini avevano già messo in luce un allineamento di blocchi (TAV 2, US 1219) con orientamento E/O. Esso misura una lunghezza massima di circa 4 m ed è costituito da blocchi di calcarenite locale tenera, pesantemente intaccati dai lavori agricoli. Nelle immediate vicinanze del suddetto muro è presente un consistente affioramento del banco di roccia, su cui sono evidenti tracce di lavorazione. L’indagine archeologica ha evidenziato una serie di tagli allineati tra di loro. Tale allineamento è ortogonale al tracciato del muro e, con molta probabilità, rappresenta il taglio per l’alloggiamento dei blocchi che delimitavano, sul lato occidentale, un altro ambiente forse pertinente ad un diverso edificio (edificio G). A validare questa ipotesi è il rinvenimento di alcuni frammenti di blocchi interpretabili come resti del lato occidentale dell’ambiente. In quest’area lo scavo dei livelli di terreno a contatto con la roccia ha permesso di recuperare alcuni frammenti residuali di ceramica ad impasto, che confermano una frequentazione protostorica della zona. Lo scavo del terreno agricolo ad est del muro a blocchi (US 1219) ha intercettato una concentrazione di frammenti tufacei che sembrano costituire una labile sopravvivenza dello sviluppo dello stesso muro che, probabilmente, era delimitato dal lato occidentale dell'edificio D. Lo scavo parziale dei livelli di terreno su cui poggia questo muro ha restituito materiali ceramici frammentari, riferibili all’epoca ellenistica, caratterizzati da numerosa ceramica acroma, da rari frammenti a vernice nera, da alcuni frammenti di grandi contenitori e da numerosi laterizi. Una concentrazione di concotto è stata evidenziata e scavata lungo il margine settentrionale del battuto (us 1212); probabilmente è pertinente ad uno scarico di materiale relativo al riempimento di una buca realizzata nel battuto stesso. Sulla base dei nuovi elementi è possibile ipotizzare lo sviluppo planimetrico parziale del nuovo ambiente G, sia in direzione est sia verso ovest, per il quale si può ragionevolmente proporre una lunghezza massima di circa 10 m.
Allo stato attuale della ricerca non è possibile dare una lettura interpretativa più precisa riguardo alla destinazione di tale ambiente. - en These excavations concentrated on the area to the west of Building D. The archaeological levels were uncovered, in particular the beaten earth floor level (US 1212) adjacent to the west side of building D (interpreted as a tower) was cleaned off and extended towards the west, by about 2 m. Preceding investigations in this area had already uncovered a row of stone blocks (fig. 2, US 1219) on an E-W alignment. Its maximum length was c. 4 m and it was constituted by blocks of soft local limestone, heavily cut by agricultural work. In the immediate vicinity of the wall, there was a substantial rock outcrop that presented clear traces of working. The excavation revealed a series of aligned cuts that were at a right angle to the wall, and probably represent the cuts for housing the stone blocks forming the west wall to another room perhaps belonging to a different building (building G). This suggestion is supported by the discovery of several fragments from blocks, interpretable as the remains of the west side of the room. In this area, the excavation of the levels overlying the rocky outcrop recovered residual fragments of impasto pottery, confirming a proto-historic occupation of the area. The excavation of the agricultural terrain east of the stone block wall (US 1219) intercepted a concentration of tufa fragments that seemed to represent what survived of the same wall’s continuation, which was probably delimited by the west side of building D. The partial excavation of the levels underlying the wall produced pottery fragments datable to the Hellenistic period, characterised by a large amount of plain ware, occasional fragments of black glaze, some fragments from large containers and numerous tiles. A concentration of baked clay was excavated along the northern edge of the beaten earth floor (US 1212); probably part of a dump of material used to fill a hole in the floor itself. Based on the new evidence it is possible to hypothesize the partial plan of room G, both to the west and east, with a maximum length of c. 10m. At present it is not possible to suggest how this room was used.
- Summary Author
- Corrado Notario
- Research Body
- Università del Salento
- Funding Body
- Università del Salento
Media
- Name
- Acquarica di Lecce – Pozzo Seccato
- Year
- 2018
- Summary
-
it
Nel novembre 2018 scavi archeologici sono stati effettuati in località Pozzo Seccato dove le ricerche sviluppate dall’Università del Salento, a partire dal 1997, hanno messo in luce una fattoria fortificata a pianta quadrangolare (m 72 x 65) che, edificata alla fine del IV sec. a.C., presenta fasi di occupazione fino alla metà del I sec. d.C. (Fig. 1). Lo scavo è stato condotto per un periodo di due settimane, su concessione ministeriale (DG-ABAP n. 12099 del 19/04/2017), nel settore centrale dell’insediamento, in un’area ubicata a ovest della torre di avvistamento (D) e a sud del granaio (B), della stalla ( C ) e del complesso con funzioni residenziali e produttive munito di torre (A) (Fig. 2). In quest’area, nel 2017, lo scavo aveva identificato un vano rettangolare (G) (Fig. 3), orientato est-ovest, di cui erano stati messi in luce un tratto del muro settentrionale costituito da blocchi di calcare squadrati (US 1219) e i tagli di alloggiamento per il muro occidentale realizzati sul banco roccioso affiorante (US 1220); circa m 3 a sud-ovest del muro (US 1219) era stato evidenziato un battuto di tufina biancastro (US 1212), esteso su una superficie di m 5 x 5.
Nel 2018 le ricerche hanno cercato di chiarire la funzione dell’ambiente G. Il primo intervento è stato effettuato all’esterno del vano, in una fascia ampia m 3 x 4, a ovest dei tagli nel banco roccioso (US 1220). All’avvio delle ricerche l’area era interessata da pietrame pertinente alla massicciata della strada asfaltata che fino al 2008 attraversava il sito. La rimozione della massicciata ha rivelato un accumulo di terreno marrone scuro frammisto a frammenti ceramici e laterizi (US 1232). Presso gli affioramenti del banco roccioso (US 1220) è stato invece documentato un terreno scuro (US 1230) contenente ceramica a impasto, riferibile alle fasi protostoriche del sito.
All’interno dell’ambiente G lo scavo ha interessato un’area di m 2,5 per lato, posizionata m 1 a sud del muro US 1219 e caratterizzata da affioramenti del banco roccioso al centro e presso gli angoli nord-est e sud-ovest (Fig. 4). Nella metà settentrionale del saggio è stato rimosso lo strato di terreno (US 1216), individuato nel 2017, ricco di ceramica acroma, a fasce e da fuoco. L’asportazione dell’US 1216 ha messo in luce uno strato di terra grigiastra con concentrazioni di concotto (US 1237) che costituisce la traccia di un focolare. La rimozione del battuto in tufina (US 1212) ha invece consentito di riconoscere: a) una sistemazione di pietre piatte (US 1234) posizionate a colmare il dislivello tra gli affioramenti del banco roccioso messi in luce al centro e presso l’angolo sud-occidentale del saggio; b) presso l’angolo sudorientale del saggio, uno strato di terreno compatto (US 1236) con frammenti di tegole e ceramica, analogo a quello che costituiva l’US 1216. L’asportazione dell’US 1236 ha evidenziato una struttura circolare in argilla cotta in cui si riconosce un focolare (US 1235). Nello strato di terreno bruno (US 1238) a contatto con il focolare (US 1235) va identificato un livello di frequentazione dell’ambiente G.
La presenza di focolari e di ceramica da fuoco suggerisce che l’ambiente G fosse un vano accessorio alla fattoria, funzionale alla cottura dei cibi. L’ipotesi è supportata dall’analisi dei materiali rinvenuti nelle campagne di scavo 2017-2018 condotta nel dicembre 2018 presso il Laboratorio di Archeologia Classica dell’Università del Salento.
Nell’area dell’ambiente G le classi di materiali maggiormente attestate risultano la ceramica acroma di uso comune, la ceramica da fuoco e quella a vernice nera ellenistica; sono documentati in piccole quantità i contenitori da trasporto, la ceramica a fasce e a vernice bruna. Si sottolinea la presenza nell’US 1236, ossia nel terreno che copriva il focolare (US 1235), di un’olla acroma e di una coppa a fasce della fine del IV - inizi III sec. a.C. che costituiscono un terminus post quem per la realizzazione del battuto in tufina (US 1212). Ad età ellenistica risalgono anche la ceramica a fasce e i contenitori da trasporto dell’US 1208 – l’unità stratigrafica a contatto con i tagli di alloggiamento del muro occidentale dell’ambiente G – forse da collegare alla fase di fondazione del vano.
Il rinvenimento di laterizi in tutta l’area indagata suggerisce per l’ambiente G una copertura realizzata con tegole, così come documentato per gli edifici della fase messapica della fattoria denominati A e B. La mancata conservazione dello strato di crollo del tetto dell’ambiente G è dovuta a fenomeni post-deposizionali generati dalle arature agricole e dai lavori per la costruzione della strada asfaltata che attraversava il sito. -
en
Excavations took place in the locality of Pozzo Seccato where research undertaken from 1997 onwards by the University of Salento has revealed the presence of a fortified farm. The structure, built in the late 4th century B.C., had a quadrangular plan (72 x 65 m) and was occupied until the mid-1st century A.D. (Fig, 1). Excavations were carried out in the settlement’s central sector, an area west of the look-out tower (D) and south of the granary (B), in the area of the stable (C), and of the complex with tower that had residential and production functions (A) (Fig. 2). In this area, in 2017, a rectangular room was identified (G9 (Fig. 3), on an east-west alignment. Part of the north wall was uncovered, made of squared limestone blocks (US 1219), together with the cuts in the bed-rock for housing the west wall (US 1220). About 3 m south-west of the wall (US 1219), there was a beaten surface of whiteish crushed tufa (US 1212), covering an area of 5 x 5 m.
The aim of the 2018 excavations was to clarify the function of room G. The first intervention took place outside the room in an area measuring 3 x 4 m, west of the cuts in the bed-rock (US 1220). The first task involved the removal of a layer of gravel relating to the make-up of the asphalt road that until 2008 crossed the site. This revealed an accumulation of dark brown soil mixed with pottery and brick fragments (US 1232). A dark soil (US 1230) containing impasto pottery, dating to the proto-historic phases of the site, was present in the vicinity if the bed-rock (US 1220) outcrops.
Inside room G an area of 2.5 x 2.5 m was excavated, positioned at one metre south of wall US 1219 and characterised by rock outcrops at the centre and north-east and south-west corners (Fig. 4). In the northern half of the trench, a layer (US 1216), identified in 2017, containing abundant pottery - plain ware, banded ware and cooking ware, was removed. Below was a layer of greyish soil with concentrations of baked-clay (US 1237) constituting the remains of a hearth. The removal of the crushed tufa surface (US 1212) revealed: a) an arrangement of flat stones (US 1234) positioned so as to fill the gaps between the outcrops at the centre and south-west corner of the trench and level up the surface; b) at the south-east corner of the trench a layer of compact soil (US 1236) containing tile and pottery fragments similar to US 1216. The removal of US 1236 exposed a circular baked-clay structure, identified as a hearth (US1235). The layer of brown soil (US 1238) in contact with the hearth (US 1235) can be identified as an occupation layer. - Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
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D’Andria 1999D’Andria F., 1999, Ricerche recenti sugli insediamenti indigeni in Puglia e Basilicata, in S. Quilici Gigli (ed.), La forma della città e del territorio. Esperienze metodologiche a confronto, Atti dell’incontro di Studio, S. Maria Capua Vetere 27-28 novembre 1998, Roma: 110-112.
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Notario 2002-2003Notario C., 2002-2003, Vernole (Lecce), Acquarica di Lecce, Pozzo Seccato, in Taras XXIII, 1-2: 207-209.
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Notario 2004-2005Notario C., 2004-2005, Vernole (Lecce), Acquarica di Lecce, Pozzo Seccato, in Taras XXIV: 1-2.
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Notarstefano 2017Notarstefano F., 2017, La funzione degli edifici del complesso rurale di Acquarica Pozzo Seccato (Lecce): dati archeologici e studio delle tracce organiche sulle superfici pavimentali”, in Studi di Antochità 17: 83-92.
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Giannico 2017Giannico V., 2017, La fattoria messapica di Acquarica Pozzo Seccato (Lecce). Nuovi dati sulla frequentazione di età romana”, in Studi di Antichità 15: 85-100.
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Mannino 2021Mannino K., 2021, Vernole, frazione Acquarica di Lecce, loc. Pozzo Seccato (LE)”, in Università del Salento. Scavi di Ateneo, Le campagne di scavo archeologico in Italia e all’Estero, Catalogo della Mostra on-line, 20-22; https://drive.google.com/file/d/12QVis92xWortsMY1HxlGTI4OrGw5d8LO/view?pli=1
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Scardozzi 2017Scardozzi G., 2017, Contributo alla ricostruzione della topografia antica dell’area di Pozzo Seccato (Acquarica di Lecce) tra l’età del bronzo e l’epoca medievale”, in Studi di Antichità 15: 187-210.



