Name
Grotta del Col de la Stria
Date Range
43193 BC – 16993 BC
Monuments
Cave

Seasons

  • AIAC_2374 - Grotta del Col de la Stria - 2006
    La Grotta del Col de la Stria si trova nel versante orientale dei Colli Berici, a circa 370 m di quota. La sequenza è formata da cinque unità stratigrafiche: le superiori (1 e 2) hanno una matrice limosa (loess) con placchette gelive; le inferiori (3, 4 e 5) sono costituite da argille colluviali con clasti arrotondati. Un osso proveniente dall’unità 3 è stato datato (14C AMS) 30.304±330 BP (LTL-798A). Le unità superiori non hanno dato manufatti. Dalla sottounità 3b provengono alcuni scarti di lavorazione della selce, pertinenti a catene operative finalizzate alla produzione laminare, mentre l’insieme venuto in luce al tetto dell’unità 4 è costituito da scarti riferibili a catene operative finalizzate alla produzione laminare e lamellare. Finora non sono stati trovati manufatti più significativi. Tra la fauna, la specie più rappresentata è l’orso delle caverne, ritrovato in quasi tutta la serie. Una fauna tipicamente di ambiente boschivo con radure ( _Capreolus capreolus, Cervus elaphus, Megaloceros giganteum_ ) è presente nella parte bassa del deposito (unità 3 e 4), mentre specie di ambiente aperti ( _Capra ibex, Bos/Bison_ ) sono presenti nella porzione superiore (unità 1 e 2). Tra i roditori si segnala un dente di lepre nella sottounità 3a. Abbondanti sono in tutta la serie i resti di pesci, così come quelli appartenenti ad uccelli. Le tracce lasciate dai carnivori sulle ossa sono frequenti in quasi tutta la serie e maggiormente concentrate nella sottounità 3b. Le strie di macellazione si trovano unicamente sulle ossa provenienti dall’unità 4, in particolar modo concentrate alla base del livello 4 t.I., dal quale proviene anche un frammento di conchiglia marina ( _Homalopoma sanguineum_).
  • AIAC_2374 - Grotta del Col de la Stria - 2007
    La Grotta del Col de la Stria (Mossano, VI) si trova sui Colli Berici, a circa 375m di quota, a pochi metri dalla strada che collega Mossano a Soghe, circa 50 m più a valle della già nota Grotta di Paina. È costituita da un vano piuttosto grande a pianta pressoché quadrata, caratterizzato da due ampie aperture adiacenti. La si raggiunge anche dal versante occidentale del Col de la Stria attraverso altri tre ingressi che danno accesso ad altrettanti pozzetti. Le campagne di scavo condotte negli anni 2004-2008 hanno restituito numerosi resti della frequentazione della grotta nel Paleolitico superiore da parte dell’Uomo anatomicamente moderno (Homo sapiens) (US1÷US4t1), nel Paleolitico medio da parte dell’Uomo di Neandertal (Homo neanderthalensis) (US4t1base) e da parte di grossi carnivori. Il sito è stato ripetutamente abitato dall’orso delle caverne, utilizzato per il letargo invernale: ciò è dimostrato dai numerosi resti di pasto con tracce dei morsi e dai denti da latte persi dai cuccioli. Due datazioni assolute (effettuate col metodo 14C AMS), una effettuata su una mandibola di megacero e una seconda su un osso con tracce di macellazione, datano l’occupazione antropica dello strato 3b tra 30.304±330 BP e 28.342±160 BP. Le testimonianze della frequentazione umana rinvenute nell’U.S 4, alla base del taglio I, costituite da manufatti litici (probabilmente riferibili all’Aurignaziano) e resti di pasto, sono state datate (col metodo del 14C AMS) a 40.829±450 BP. Da questo stesso strato proviene inoltre un frammento di conchiglia marina, probabilmente utilizzato dall’uomo come oggetto ornamentale. Due carboni di legna, rinvenuti assieme ad un’industria litica di tipo laminare all’interno di U.S 2, datati col metodo del 14C AMS, hanno restituito età di 16.037±100BP e 16.802±90BP. Il progetto di ricerca intende individuare le modalità di frequentazione del sito e le strategie di sussistenza dell’Uomo anatomicamente moderno nel Paleolitico superiore: ambiente di caccia, aree di approvvigionamento di materiali litici, tecnologia litica e su materie dure animali, inquadramento culturale. I risultati andranno ad integrare le attuali conoscenze sulla frequentazione da parte dell’Uomo dei Colli Berici durante il Paleolitico superiore. Gli scavi precedenti condotti nelle Grotte di Paina, nel Covolo Fortificato di Trene, nelle Grotte e nel Riparo del Broion e, più in generale, nel versante meridionale delle Alpi orientali (Monti Lessini, Altopiano di Asiago, Altopiano del Cansiglio, Val Belluna ecc.). Nel 2007 i lavori di scavo si sono svolti durante il periodo compreso tra il 16 luglio e il 18 agosto. Si è estesa l’area di scavo di 6 mq in direzione Sud rispetto agli scavi precedenti (campagne 2004-2005). Nei riquadri D1,D2,E1,E2,F1,F2 viene scavato il deposito più superficiale rimaneggiato, posto sopra all’US0 costituita da una conoide di colluvi e pietre di crollo fortemente bioturbata spessa fino a 30 cm. Al suo interno sono state rinvenute 6 schegge di selce e rari resti faunistici. Si è quindi proseguiti con l’asportazione delle unità sottostanti, iniziando con l’ US1a e US1b costituite da un sedimento loessico con scheletro calcareo, spesse rispettivamente fino a 30 cm e 50 cm e anch’esse fortemente bioturbate. L’industria litica è rappresentata da 8 schegge e 2 frammenti di lamelle, scarsa macrofauna e numerosi resti di microfauna. Proseguendo con lo scavo, al tetto dell’US 2, viene individuata una chiazza carboniosa dai contorni definiti. In pianta presenta una morfologia circolare suggerita soprattutto dalla disposizione di alcune pietre, poste attorno alla chiazza carboniosa. Nel corso dello scavo vengono ritrovati 2 manufatti in selce al tetto del sedimento carbonioso di US2: si tratta di una lama e di una grande scheggia con tallone a faccette, entrambe realizzate su selce alloctona del Biancone. Attorno al focolare si mette in luce un orizzonte con cenere, qualche carbone e resti faunistici, denominato US2CL e che rappresenta una paleosuperficie. L’ultima unità indagata è US2, spessa tra i 5 e i 10 cm, caratterizzata dalla presenza di numerose pietre di crollo di dimensioni decimetriche, contenente numerosi resti di micromammiferi e sporadici macromammiferi e priva di ulteriori evidenze archeologiche.
  • AIAC_2374 - Grotta del Col de la Stria - 2008
    La campagna di scavo 2008 si è svolta tra il 3 e il 28 giugno, con lo scopo di approfondire lo scavo nell’area indagata nel corso della campagna 2007. La superficie visibile all’inizio della campagna corrispondeva al tetto di US2 base, costituita da loess bruno – giallastro parzialmente bioturbato, contenete una flebile chiazza carboniosa, alcune ossa di piccoli carnivori e abbondanti resti di micromammiferi. Dalla porzione inferiore dello strato provengono 4 microschegge di selce, frammenti diafisari di ossa di mammiferi e un mascellare di marmotta. US2 base Conteneva inoltre concrezioni ferrose e alcuni clasti ocracei. L’US3a successiva è rappresentata da clasti calcarei alterati e arrotondati immersi in una matrice limosa - argillosa bruno scura. Conteneva resti faunistici di un cervide e di altri ungulati e industria litica in selce della Scaglia Rossa e della Scaglia Variegata (un nucleo a lamelle, alcune schegge laminari e abbondante débris). Viene quindi indagata l’US3b contraddistinta dalla presenza di grandi massi caduti dalla volta e dalle pareti della grotta. Sotto al crollo il sedimento diviene limo-sabbioso. La parte superiore di US 3b ha restituito pochi frammenti ossei con superficie lucida (forse ingoiati e digeriti da carnivori), denti di orso, resti di pesce e avifauna. Conteneva inoltre qualche microscheggia di selce, due frammenti di lame in Scaglia Rossa (una a ritocco erto marginale). Dalla base di US3 provengono ossa di carnivori e di erbivori, alcune con tracce antropiche. Tra i micromammiferi sono presenti muridi che indicano ambiente di sottobosco. La sottostante unità indagata è US 4tI che si distingue per la presenza di un orizzonte continuo di pietre e massi di crollo, con reperti faunistici e qualche scheggia di selce. Alla base di quest’ultima unità è posto un orizzonte carbonioso di origine antropica. Tra due strutture di combustione erano posti manufatti in selce di tecnica levallois, attribuibili al Musteriano.
  • AIAC_2374 - Grotta del Col de la Stria - 2010
    The excavation concentrated on two distinct areas, one close to the centre of the cavity and the other in the eastern sector. The first intervention was undertaken in sectors F8-H8, where in H8 digging stopped at a depth of one metre in correspondence with great collapses within unit 1. In F8 and G8 only unit 0 was investigated (about 50 cm thick), constituted by a fan of clayey and organic detritus which had come from the openings along the western wall of the grotto. The finds comprised glazed and decorated wheel-made pottery and two flint flakes. Below the fan a silty deposit (unit 1) with large collapsed stones, appeared. It was disturbed at its roof by pedological activity. In this sector unit 1 produced the remains of bear, marmot, carnivore, bird and fish bones. The second intervention was undertaken in sector H 11, where the base rock was reached at a depth of 2.85 m. H 11 is situated by the east wall, between the two main arches providing access to the grotto. The stratigraphy comprises, from the top to bottom, a disturbed deposit (RIM) situated at the roof of a deposit of hill detritus with a clay matrix, above which a surface with an active organic horizon (unit 0) had developed. The archaeological content of unit 0 was represented by finds of historical date (decorated glazed pottery). Below this was a silty deposit with collapsed material (unit 1a and 1b), with aeolian and thermo-clastic elements, rich in bone fragments and with few archaeological finds represented by a lithic industry datable to the Upper Paleolithic period. The next deposit was mainly sandy (units 2, 2a and 3) presenting corrosive and concretionary phenomena with a mainly thermoclastic and hydraulic contribution. There was no evidence of anthropological activity but the deposit was rich in the skeletal remains of large mammals, above all _Ursus spelaeus_ some still in anatomical connection, _Alces alces_, _Rupicapra rupicapra_, _Megaloceros giganteus_ and _Cervus elaphus_. The deepest units (4, 5, 6 and 6a) constituted an ossiferous breccias with a sandy matrix, partially loosened (in particular at the base) where the matrix is carbonaceous with a doughy consistency. The deposit contained a small number of flint flakes with clear pseudo-retouches dating to the Mousterian period. Also present were a large quantity of large mammal skeletal remains blackened through the absorption of Fe/Mn. These included _Canis lupus_, _Cervus elaphus_, _Bos-Bison_ and _Alces alces_ and _Ursus spealeus_. Where it met the base rock, the breccia, like the roof of the embedding rock, was heavily altered by water corrosion.

Media

Name
Grotta del Col de la Stria
Year
2006
Summary
it La Grotta del Col de la Stria si trova nel versante orientale dei Colli Berici, a circa 370 m di quota. La sequenza è formata da cinque unità stratigrafiche: le superiori (1 e 2) hanno una matrice limosa (loess) con placchette gelive; le inferiori (3, 4 e 5) sono costituite da argille colluviali con clasti arrotondati. Un osso proveniente dall’unità 3 è stato datato (14C AMS) 30.304±330 BP (LTL-798A).

Le unità superiori non hanno dato manufatti. Dalla sottounità 3b provengono alcuni scarti di lavorazione della selce, pertinenti a catene operative finalizzate alla produzione laminare, mentre l’insieme venuto in luce al tetto dell’unità 4 è costituito da scarti riferibili a catene operative finalizzate alla produzione laminare e lamellare.

Finora non sono stati trovati manufatti più significativi.
Tra la fauna, la specie più rappresentata è l’orso delle caverne, ritrovato in quasi tutta la serie. Una fauna tipicamente di ambiente boschivo con radure ( _Capreolus capreolus, Cervus elaphus, Megaloceros giganteum_ ) è presente nella parte bassa del deposito (unità 3 e 4), mentre specie di ambiente aperti ( _Capra ibex, Bos/Bison_ ) sono presenti nella porzione superiore (unità 1 e 2). Tra i roditori si segnala un dente di lepre nella sottounità 3a. Abbondanti sono in tutta la serie i resti di pesci, così come quelli appartenenti ad uccelli. Le tracce lasciate dai carnivori sulle ossa sono frequenti in quasi tutta la serie e maggiormente concentrate nella sottounità 3b. Le strie di macellazione si trovano unicamente sulle ossa provenienti dall’unità 4, in particolar modo concentrate alla base del livello 4 t.I., dal quale proviene anche un frammento di conchiglia marina ( _Homalopoma sanguineum_).
en The Grotta del col de la Stria is situated on the eastern flank of the Colli Berici at circa 370 m a.s.l.

The archaeological sequence is formed by five stratigraphic units: the upper ones (1 and 2) have a loam (loess) matrix with small glacial plates; the lower units (3, 4 and 5) are constituted by colluvial clays with rounded clastics. A bone from unit 3 gave a C14 dating of 30,304±330 years ago (LTL-798A).

There were no artefacts in the upper units. Sub-unit 3b contained several waste flakes from flint working, part of a production chain for making blades. The assemblage in the upper part of unit 4 comprised waste materials from the production chain making laminae and lamelle. To date no artefacts of greater significance have been recovered.
Amongst the fauna the predominant species is the cave bear, found in almost all assemblages. Fauna typical of a wooded environment with clearings ( _Capreolus capreolus, Cervus elaphus, Megaloceros giganteum_ ) is present in the lower part of the deposit (units 3 and 4), whilst species from open areas ( _Capra ibex, Bos/Bison_ ) are present in the upper parts (units 1 and 2). A hare’s tooth was found in sub-unit 3a. Fish and bird remains are abundant in all assemblages, unit 3b containing a high concentration. Butchery marks are only present on the bones from unit 4, in particular from the base of layer 4 t.I., from which also comes a fragment of marine shell ( _Homalopoma sanguineum_ ).
Team
Anthracologist - Lanfredo Castelletti
Anthracologist - Giacomo Giacobini
Lithic technologist - Marco Peresani
Paleontologist - Antonio Tagliacozzo
Paleontologist - Giorgio Bartolomei
Palynologist - Laura Cattani
Pedologist - Mauro Cremaschi
Traceologist - Sara Ziggiotti

Media

Name
Grotta del Col de la Stria
Year
2007
Summary
it La Grotta del Col de la Stria (Mossano, VI) si trova sui Colli Berici, a circa 375m di quota, a pochi metri dalla strada che collega Mossano a Soghe, circa 50 m più a valle della già nota Grotta di Paina.

È costituita da un vano piuttosto grande a pianta pressoché quadrata, caratterizzato da due ampie aperture adiacenti. La si raggiunge anche dal versante occidentale del Col de la Stria attraverso altri tre ingressi che danno accesso ad altrettanti pozzetti. Le campagne di scavo condotte negli anni 2004-2008 hanno restituito numerosi resti della frequentazione della grotta nel Paleolitico superiore da parte dell’Uomo anatomicamente moderno (Homo sapiens) (US1÷US4t1), nel Paleolitico medio da parte dell’Uomo di Neandertal (Homo neanderthalensis) (US4t1base) e da parte di grossi carnivori. Il sito è stato ripetutamente abitato dall’orso delle caverne, utilizzato per il letargo invernale: ciò è dimostrato dai numerosi resti di pasto con tracce dei morsi e dai denti da latte persi dai cuccioli. Due datazioni assolute (effettuate col metodo 14C AMS), una effettuata su una mandibola di megacero e una seconda su un osso con tracce di macellazione, datano l’occupazione antropica dello strato 3b tra 30.304±330 BP e 28.342±160 BP. Le testimonianze della frequentazione umana rinvenute nell’U.S 4, alla base del taglio I, costituite da manufatti litici (probabilmente riferibili all’Aurignaziano) e resti di pasto, sono state datate (col metodo del 14C AMS) a 40.829±450 BP. Da questo stesso strato proviene inoltre un frammento di conchiglia marina, probabilmente utilizzato dall’uomo come oggetto ornamentale. Due carboni di legna, rinvenuti assieme ad un’industria litica di tipo laminare all’interno di U.S 2, datati col metodo del 14C AMS, hanno restituito età di 16.037±100BP e 16.802±90BP.

Il progetto di ricerca intende individuare le modalità di frequentazione del sito e le strategie di sussistenza dell’Uomo anatomicamente moderno nel Paleolitico superiore: ambiente di caccia, aree di approvvigionamento di materiali litici, tecnologia litica e su materie dure animali, inquadramento culturale. I risultati andranno ad integrare le attuali conoscenze sulla frequentazione da parte dell’Uomo dei Colli Berici durante il Paleolitico superiore. Gli scavi precedenti condotti nelle Grotte di Paina, nel Covolo Fortificato di Trene, nelle Grotte e nel Riparo del Broion e, più in generale, nel versante meridionale delle Alpi orientali (Monti Lessini, Altopiano di Asiago, Altopiano del Cansiglio, Val Belluna ecc.).

Nel 2007 i lavori di scavo si sono svolti durante il periodo compreso tra il 16 luglio e il 18 agosto. Si è estesa l’area di scavo di 6 mq in direzione Sud rispetto agli scavi precedenti (campagne 2004-2005). Nei riquadri D1,D2,E1,E2,F1,F2 viene scavato il deposito più superficiale rimaneggiato, posto sopra all’US0 costituita da una conoide di colluvi e pietre di crollo fortemente bioturbata spessa fino a 30 cm. Al suo interno sono state rinvenute 6 schegge di selce e rari resti faunistici. Si è quindi proseguiti con l’asportazione delle unità sottostanti, iniziando con l’ US1a e US1b costituite da un sedimento loessico con scheletro calcareo, spesse rispettivamente fino a 30 cm e 50 cm e anch’esse fortemente bioturbate. L’industria litica è rappresentata da 8 schegge e 2 frammenti di lamelle, scarsa macrofauna e numerosi resti di microfauna. Proseguendo con lo scavo, al tetto dell’US 2, viene individuata una chiazza carboniosa dai contorni definiti. In pianta presenta una morfologia circolare suggerita soprattutto dalla disposizione di alcune pietre, poste attorno alla chiazza carboniosa. Nel corso dello scavo vengono ritrovati 2 manufatti in selce al tetto del sedimento carbonioso di US2: si tratta di una lama e di una grande scheggia con tallone a faccette, entrambe realizzate su selce alloctona del Biancone. Attorno al focolare si mette in luce un orizzonte con cenere, qualche carbone e resti faunistici, denominato US2CL e che rappresenta una paleosuperficie.

L’ultima unità indagata è US2, spessa tra i 5 e i 10 cm, caratterizzata dalla presenza di numerose pietre di crollo di dimensioni decimetriche, contenente numerosi resti di micromammiferi e sporadici macromammiferi e priva di ulteriori evidenze archeologiche.
en The Grotta del Col de la Stria (Mossano, VI) is situated in the Berici hills, at circa 375 m a.s.l., a few metres from the road linking Mossano to Soghe, about 50 m downhill from the known Grotta di Paina.

It is constituted by a large, almost rectangular cave with two large adjacent openings. It can also be reached from the western slope of the Cole de la Stria via at least three further openings which give access to three shafts. The excavation campaigns undertaken in 2004-2007 recovered a large amount of material relating to the occupation of the cave by Homo Sapiens in the Upper Paleolithic (US1÷US4t1) and by large carnivores. The site had been repeatedly used by the cave bear for winter hibernation: this was attested by a large amount of food remains showing bite marks and by milk teeth lost by bear cubs. Two absolute dates (using the C14 AMS method), one from a megacerus mandible and another from a bone with butchery marks, date the anthropological occupation layer 3b to between 30.304±330 BP and 28.342±160 BP. The evidence of human occupation from U.S.4, at the base of cut I, constituted by lithic artefacts (probably of the Aurignacian period) and food remains, were dated to 40.829±450 BP (using the C14 AMS method). Moreover, a fragment of seashell, probably used for personal ornament, was found in the same layer. Two pieces of carbonised wood, found together with stone blades in U.S.2, were dated, using the C14 AMS method, to 16.037±100BP and 16.802±90BP .

The research project aims to define the occupation dynamics and the survival strategies used by Homo Sapiens during the Upper Paleolithic: hunting areas, supply of lithic materials, lithic and bone working techniques, cultural organisation. The results will be integrated with what is already known of Man’s occupation of the Berici hills during the Upper Paleolithic from excavations undertaken in the Grotte di Paina, in the Covolo Fortificato di Trene, in the Grotte and in the Riparo del Broion and on the southern slopes of the Eastern Alps (Monti Lessini, Altopiano di Asiago, Altopiano del Cansiglio, Val Belluna etc.) in general.

In 2007 excavations took place from the 16th July to 18th August. The excavation area was enlarged to the south by 6 m2. In squares D1,D2,E1,E2,F1,F2 the upper most deposit was excavated which overlay US0, constituted by a fan of colluvial soils and collapsed stones, heavily disturbed by plant growth, up to 30 cm deep. Within this layer six flint flakes and occasional faunal remains were found. The stratigraphic units below were then removed, beginning with US1a and US1b constituted by a loess deposit with a limestone matrix, up to 30 cm and 50 cm deep respectively. These layers were also heavily disturbed by plant growth. Lithic industry was represented by 8 flakes and 2 blade fragments, a scarce amount of macro-fauna and a substantial amount of micro-faunal remains. At the top of US2 there was a well defined patch of charcoal material. It was circular in plan, the shape suggested by the position of a number of stones around its edge. Two flint implements were found at the top of the charcoal sediment of US2: a blade and a large flake with a faceted heel, both made with allocthonous Biancone flint. Around the hearth was a horizon of ash, some charcoal and faunal remains, denominated US2CL, which represented a paleo-surface. US2 was the final layer investigated. Between 5-10 cm deep, it was characterised by the presence of collapsed stones and numerous remains of micro-mammals and sporadic macro-mammals and the absence of any further archaeological evidence.
Team
Archaeologist - Laurence Bouquet
Archaeozoologist - Antonio Tagliacozzo
Archaeozoologist - Matteo Romandini
Archaeozoologist - Marco Bertolini
Lithic technologist - Marco Peresani
Lithic technologist - Stefano Bertola
Paleontologist - Giorgio Bartolomei
Palynologist - Cesare Ravazzi
Radiocarbon analysis - Lucio Calcagnile
Traceologist - Sara Ziggiotti
Volunteer - Paolo Pretto
Volunteer - Alberto Bizzi
Volunteer - Ippolito Caneva

Media

Name
Grotta del Col de la Stria
Year
2008
Summary
it La campagna di scavo 2008 si è svolta tra il 3 e il 28 giugno, con lo scopo di approfondire lo scavo nell’area indagata nel corso della campagna 2007. La superficie visibile all’inizio della campagna corrispondeva al tetto di US2 base, costituita da loess bruno – giallastro parzialmente bioturbato, contenete una flebile chiazza carboniosa, alcune ossa di piccoli carnivori e abbondanti resti di micromammiferi. Dalla porzione inferiore dello strato provengono 4 microschegge di selce, frammenti diafisari di ossa di mammiferi e un mascellare di marmotta. US2 base Conteneva inoltre concrezioni ferrose e alcuni clasti ocracei. L’US3a successiva è rappresentata da clasti calcarei alterati e arrotondati immersi in una matrice limosa - argillosa bruno scura. Conteneva resti faunistici di un cervide e di altri ungulati e industria litica in selce della Scaglia Rossa e della Scaglia Variegata (un nucleo a lamelle, alcune schegge laminari e abbondante débris). Viene quindi indagata l’US3b contraddistinta dalla presenza di grandi massi caduti dalla volta e dalle pareti della grotta. Sotto al crollo il sedimento diviene limo-sabbioso. La parte superiore di US 3b ha restituito pochi frammenti ossei con superficie lucida (forse ingoiati e digeriti da carnivori), denti di orso, resti di pesce e avifauna. Conteneva inoltre qualche microscheggia di selce, due frammenti di lame in Scaglia Rossa (una a ritocco erto marginale). Dalla base di US3 provengono ossa di carnivori e di erbivori, alcune con tracce antropiche. Tra i micromammiferi sono presenti muridi che indicano ambiente di sottobosco. La sottostante unità indagata è US 4tI che si distingue per la presenza di un orizzonte continuo di pietre e massi di crollo, con reperti faunistici e qualche scheggia di selce. Alla base di quest’ultima unità è posto un orizzonte carbonioso di origine antropica. Tra due strutture di combustione erano posti manufatti in selce di tecnica levallois, attribuibili al Musteriano.
en Excavations took place between 3rd – 28th June, the aim being to deepen the excavation in the area of the 2007 campaign. The surface visible at the start of the campaign corresponded to the top of US2 base, constituted by yellowish-brown loess partially disturbed by plant growth, containing a slight charcoal patch, some bones of small carnivores and numerous remains of micro-mammals. Four flint micro-flakes, fragments of mammal bone diaphises and a marmot’s jaw bone came from the lower part of the layer. US2 base also contained ferrous concretions and several clasts. The underlying layer US3a was characterised by altered and rounded limestone clasts in a dark brown clayey-silt matrix. It contained remains of cervids and other ungulates and lithic industry of “Scaglia Rossa” and “Scaglia Variegata” flint (a lamellar core, several blade flakes and abundant debris). The US3b was distinguished by the presence of large boulders which had fallen from the vault and walls of the cave. Below the collapse the sediment became sandy-silt. The upper part of US3b produced only a few bone fragments with a shiny surface (perhaps swallowed and digested by carnivores), bear teeth, fish and bird remains. It also contained some flint micro-flakes, two blade fragments of “Scaglia Rossa” flint (one with a marginal steep retouch). At the base of US3b carnivore and herbivore bones were recovered, some showing man-made marks. Murids were present among the micro-mammals indicating an environment which included undergrowth. The underlying layer US4tI was characterised by a continuous horizon of collapsed stones and boulders, with faunal remains and some flint flakes. At the base of this layer was a horizon containing charcoal of anthropological origin. Flint artefacts made using the Levallois technique, attributable to the Mousterian period, were found situated between two hearths.
Team
Archaeologist - Laurence Bouquet
Archaeozoologist - Antonio Tagliacozzo
Archaeozoologist - Marco Bertolini
Archaeozoologist - Matteo Romandini
Lithic technologist - Marco Peresani
Paleontologist - Giorgio Bartolomei
Palynologist - Cesare Ravazzi
Radiocarbon analysis - Lucio Calcagnile
Traceologist - Sara Ziggiotti
Volunteer - Paolo Pretto
Volunteer - Alberto Bizzi
Volunteer - Ippolito Caneva

Media

Name
Grotta del Col de la Stria
Year
2010
Summary
en The excavation concentrated on two distinct areas, one close to the centre of the cavity and the other in the eastern sector. The first intervention was undertaken in sectors F8-H8, where in H8 digging stopped at a depth of one metre in correspondence with great collapses within unit 1. In F8 and G8 only unit 0 was investigated (about 50 cm thick), constituted by a fan of clayey and organic detritus which had come from the openings along the western wall of the grotto. The finds comprised glazed and decorated wheel-made pottery and two flint flakes. Below the fan a silty deposit (unit 1) with large collapsed stones, appeared. It was disturbed at its roof by pedological activity. In this sector unit 1 produced the remains of bear, marmot, carnivore, bird and fish bones.

The second intervention was undertaken in sector H 11, where the base rock was reached at a depth of 2.85 m. H 11 is situated by the east wall, between the two main arches providing access to the grotto. The stratigraphy comprises, from the top to bottom, a disturbed deposit (RIM) situated at the roof of a deposit of hill detritus with a clay matrix, above which a surface with an active organic horizon (unit 0) had developed. The archaeological content of unit 0 was represented by finds of historical date (decorated glazed pottery). Below this was a silty deposit with collapsed material (unit 1a and 1b), with aeolian and thermo-clastic elements, rich in bone fragments and with few archaeological finds represented by a lithic industry datable to the Upper Paleolithic period.

The next deposit was mainly sandy (units 2, 2a and 3) presenting corrosive and concretionary phenomena with a mainly thermoclastic and hydraulic contribution. There was no evidence of anthropological activity but the deposit was rich in the skeletal remains of large mammals, above all _Ursus spelaeus_ some still in anatomical connection, _Alces alces_, _Rupicapra rupicapra_, _Megaloceros giganteus_ and _Cervus elaphus_. The deepest units (4, 5, 6 and 6a) constituted an ossiferous breccias with a sandy matrix, partially loosened (in particular at the base) where the matrix is carbonaceous with a doughy consistency. The deposit contained a small number of flint flakes with clear pseudo-retouches dating to the Mousterian period. Also present were a large quantity of large mammal skeletal remains blackened through the absorption of Fe/Mn. These included _Canis lupus_, _Cervus elaphus_, _Bos-Bison_ and _Alces alces_ and _Ursus spealeus_. Where it met the base rock, the breccia, like the roof of the embedding rock, was heavily altered by water corrosion.
it Lo scavo ha interessato due aree distinte poste rispettivamente in prossimità del centro della cavità e nel settore Est. Il primo intervento è stato realizzato nei settori F8-H8, dove in H8 lo scavo si è arrestato ad un metro di profondità, in corrispondenza di grandi crolli posti all’interno dell’unità 1; in F8 e G8 si è indagata unicamente l’unità 0 (spessa circa 50 cm), costituita da un conoide detritico argilloso e organico proveniente dalle aperture poste lungo la parete ovest della grotta. I reperti rinvenuti sono rappresentati da ceramiche tornite invetriate e decorate di età storica accompagnate da due schegge di selce. Al di sotto della conoide compare un deposito limoso (unità 1) con grandi pietre di crollo, disturbato al tetto dall’attività pedologica. L’unità 1 ha restituito in questo settore resti ossei di orso, marmotta, carnivori, uccelli e pesci.

Il secondo intervento è stato realizzato nel settore H11, dove è stata raggiunta la roccia base ad una profondità di 2,85 m. H11 è posto in prossimità della parete est, fra i due principali archi di accesso alla grotta. La serie stratigrafica è composta, dall’alto verso il basso, da un deposito rimaneggiato (RIM) recente posto al tetto di un deposito detritico di versante a matrice argillosa, sul quale si è evoluto un suolo con orizzonte organico attivo (unità 0). Il contenuto archeologico dell’unità 0 è rappresentato da reperti di età storica (ceramiche invetriate decorate). Segue un deposito limoso con crolli (unità 1a e 1b), ad apporto eolico e termo-clastico, ricco di scaglie ossee e con pochi reperti archeologici, rappresentati da un’industria lamellare riferibile al Paleolitico superiore.

Successivamente si incontra un deposito prevalentemente sabbioso (unità 2, 2a e 3) interessato da fenomeni corrosivi e di concrezionamento a prevalente apporto termoclastico e idrico; privo di apporti antropici, è ricco di resti scheletrici di grandi mammiferi, soprattutto Ursus spelaeus anche in connessione anatomica, _Alces alces_, _Rupicapra rupicapra_, _Megaloceros giganteus_ e _Cervus elaphus_. Le unità più profonde (4, 5, 6 e 6a) costituiscono una breccia ossifera a matrice sabbiosa, in alcuni punti parzialmente disciolta (soprattutto alla base) dove la matrice è carbonatica a consistenza pastosa. Il contenuto archeologico è dato da rare schegge di selce con evidenti pseudoritocchi e riferibili al musteriano. Il contenuto faunistico è dato da numerosi resti scheletrici di grandi mammiferi di colore nerastro dovuto all’assorbimento di Fe/Mn; si distinguono resti di grandi carnivori come ad esempio _Canis lupus_, _Cervus elaphus_, _Bos-Bison_ e _Alces alces_ e _Ursus spealeus_. Al contatto con la roccia di base la breccia, così come il tetto del corpo roccioso incassante, è fortemente alterata dalla corrosione idrica.
Summary Author
Mirco De Stefani
Director
Alberto Broglio
Team
Archaeologist - Laurence Bouquet
Archaeozoologist - Matteo Romandini
Archaeozoologist - Camille Jéquier
Lithic technologist - Marco Peresani
Lithic typologist - Stefano Bertola
Paleontologist - Giorgio Bartolomei
Palynologist - Cesare Ravazzi
Radiocarbon analysis - Lucio Calcagnile
Traceologist - Sara Ziggiotti
Volunteer - Paolo Pretto
Volunteer - Alberto Bizzi

Media

  • Broglio et al. 2005
    A. Broglio, F. Gurioli, M. De Stefani, 2005, Grotta del Col de la Stria, in Rivista di Scienze Preistoriche, Notiziario LV: 508.
  • Broglio et al. 2008
    A. Broglio, S. Bertola, F. Gurioli, A. Zerbini, 2008, Grotta del Col de la Stria (Mossano, Prov. Di Vicenza), in Rivista di Scienze Preistoriche 58: 419-420.
  • Gurioli et al. c.s.
    F. Gurioli, N. Cappato, M. De Stefani, A. Tagliacozzo, c.s., Considerazioni paleontologiche, paleoecologiche e archeozoologiche sui macromammiferi dei livelli del Paleolitico superiore del Riparo del Broion (Colli Berici, Vicenza), Atti V Convegno Nazionale di Archeozoologia (Rovereto, 2006).
  • Broglio et al. 2007
    A. Broglio, M. De Stefani, F. Gurioli, 2007, La preistoria antica del territorio vicentino: prospettive della ricerca, in Il museo naturalistico archeologico di Vincenza, a 150 anni dalla sua fondazione: collezioni e ricerca (1855-2005),Vicenza.
  • De Stefani, Gurioli 2004
    M. De Stefani, F. Gurioli, 2004, New data on the Early Upper Paleolithic in the Berici Hills (North-East of Italy), in V. Popov, A. Praslov, S. Hoffecker (eds.), Kostenki & the Early Upper Paleolithic of Eurasia: general trends, local developments, Kostenki, 23-26 august 2004, Voronezh: 138.

Location

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Col de la Stria
Easting
11.546833
Northing
45.4277