- Item
- AIAC_2186
- Name
- Panificio IX 3, 19-20
- Date Range
- 100 BC – 79
- Monuments
- Workshop
Seasons
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AIAC_2186 - Panificio IX 3, 19-20 - 2008L’obiettivo principale del progetto “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologiche, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. Per raggiungere tale scopo, fondandosi principalmente sui siti di Pompei e di Ostia, verrà innanzitutto realizzato un catalogo esaustivo dei diversi apprestamenti presenti nelle officine: macine, impastatrici, tavole di lavorazione, forni, adduttori d’acqua e suppellettili. Usando questo inventario, sarà possibile proporre una restituzione fedele della catena operativa dei panifici. Di qui si potrà, poi, ricavare un’analisi spaziale dell’organizzazione dei locali di produzione che tenga conto degli spazi disponibili e di come vengano utilizzati per soddisfare le esigenze della catena produttiva. Tale analisi sarà particolarmente necessaria a Pompei in quanto i panifici si sono inseriti in spazi originariamente domestici che necessitarono pertanto un adattamento in funzione di queste nuove attività; problemi accresciuti dai diversi movimenti tellurici che hanno colpito la città durante i suoi ultimi anni di vita. Per quanto riguarda Pompei, una produzione di farina in eccedenza si potrebbe ipotizzare sia dall’assenza di macine in certi locali provvisti di un forno che dall’inesistenza di officine solamente molitorie. D’altronde, la presenza di tabernae in facciata di alcuni panifici permette di supporre una commercializzazione dei pani appena usciti dal forno. Di qui bisognerà iniziare una riflessione sui possibili luoghi di smercio per il prodotto dei panifici sprovvisti di taberna. Oltre ai rilevamenti fotogrammetrici mirati ad eseguire un’analisi completa del costruito della casa nella quale viene installato il panificio IX 3, 19 20, la campagna di pulizia ivi eseguita ha permesso di rimettere in luce una sistemazione finora unica nei panifici pompeiani. L’uso del cocciopesto in due stanze, in una delle quali si osserva notevolmente un puteale di cisterna, associato a più fistulae plumbee che portavano l’acqua nella casa, permette di seguire una proposta da G. Fiorelli che interpretava queste strutture come un punto di pulizia del grano prima della sua macinazione. La pulizia dell’ambiente che ospitava l’impastatrice ci ha permesso di capire il modo di installazione di tale macchina: inserita in una fossa scavata nel pavimento, era mantenuta stabile grazie ad una trave che supportava l’asse destinato a mischiare i diversi elementi dell’impasto.
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AIAC_2186 - Panificio IX 3, 19-20 - 2009L’obiettivo principale del progetto “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e delll’organizzazione degli spazi produttivi. Durante questa campagna, abbiamo approfondito i saggi iniziati nel 2008, ad ovest della stanza della macine. Malgrado le forti perturbazioni della stratigrafia – dovute ad un cedimento del terreno – si sono potute osservare le grandi modifiche attorno al panificio, nelle stanze 118 e 121. Lo scavo ha permesso di riconoscere e di studiare le trasformazioni del sistema di approviggionamento idrico, le cui cisterne sono state individuate o localizzate. L’installazione del panificio in questa casa potrebbe risalire alle conseguenze del terremoto del 62 d.C. In concomitanza con la creazione dell’impianto di lavorazione del grano, viene trasformato anche il sistema idraulico, funzionale alla costruzione di un sistema che potrebbe permettere di lavare il grano. Tuttavia, il collegamento con l’aqua proveniente del castellum aquae non avviene prima dell’ultima fase della casa, dopo importanti lavori di ristrutturazione.
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AIAC_2186 - Panificio IX 3, 19-20 - 2010L’obiettivo principale del progetto “ _Pistrina_ – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e delll’organizzazione degli spazi produttivi. Durante questa campagna, tre saggi sono stati realizzati, due nella stanza delle macine, il terzo nella stanza 117. Nell’angolo sud-est di questa sala, il saggio ha permesso di intravedere due fasi precedenti all’installazione del panificio, probabilmente legate ad una funzione di produzione. In corrispondenza della più antica di esse un dolio seminterrato è stato rinvenuto. L’analisi delle pareti in gascromatografia (HRGC) ha permesso di identificare due contenuti successivi: olio seguito da una materia che necessita un rivestimento di pece, forse del vino. Lungo la parete ovest della stessa sala, abbiamo continuato il saggio iniziato l’anno scorso malgrado una stratigrafia sconvolta dall’affossamento di una cisterna. Vestigia di infrastrutture idrauliche successive sono state rinvenute, tutte anteriori all’installazione del panificio. Pochi elementi permettono di collegare queste strutture con quelle osservate durante la campagna 2009 nella stanza 120. Un terzo saggio è stato condotto nell’angolo nord-orientale della stanza 117. La più antica fase osservata è caratterizzata da un pavimento in _opus signinum_ decorato di tesselle bianche. Si sviluppava a nord e forse ad ovest. La seconda fase vede la riduzione di quest’ambiente con la costruzione di un muro nord-sud. In una terza fase, l’ambiente viene rialzato. È solo dopo un’estensione verso sud che l’ambiente prende la forma attuale mantenuta fino all’eruzione con la costruzione del muro di separazione tra le stanze 117 e 120.
FOLD&R
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168 - Nicolas Monteix - 2009Pompéi, recherches sur les boulangeries de l’Italie romaine
Media
- Name
- Panificio IX 3, 19-20
- Year
- 2008
- Summary
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it
L’obiettivo principale del progetto “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologiche, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi.
Per raggiungere tale scopo, fondandosi principalmente sui siti di Pompei e di Ostia, verrà innanzitutto realizzato un catalogo esaustivo dei diversi apprestamenti presenti nelle officine: macine, impastatrici, tavole di lavorazione, forni, adduttori d’acqua e suppellettili. Usando questo inventario, sarà possibile proporre una restituzione fedele della catena operativa dei panifici. Di qui si potrà, poi, ricavare un’analisi spaziale dell’organizzazione dei locali di produzione che tenga conto degli spazi disponibili e di come vengano utilizzati per soddisfare le esigenze della catena produttiva.
Tale analisi sarà particolarmente necessaria a Pompei in quanto i panifici si sono inseriti in spazi originariamente domestici che necessitarono pertanto un adattamento in funzione di queste nuove attività; problemi accresciuti dai diversi movimenti tellurici che hanno colpito la città durante i suoi ultimi anni di vita.
Per quanto riguarda Pompei, una produzione di farina in eccedenza si potrebbe ipotizzare sia dall’assenza di macine in certi locali provvisti di un forno che dall’inesistenza di officine solamente molitorie. D’altronde, la presenza di tabernae in facciata di alcuni panifici permette di supporre una commercializzazione dei pani appena usciti dal forno. Di qui bisognerà iniziare una riflessione sui possibili luoghi di smercio per il prodotto dei panifici sprovvisti di taberna.
Oltre ai rilevamenti fotogrammetrici mirati ad eseguire un’analisi completa del costruito della casa nella quale viene installato il panificio IX 3, 19 20, la campagna di pulizia ivi eseguita ha permesso di rimettere in luce una sistemazione finora unica nei panifici pompeiani. L’uso del cocciopesto in due stanze, in una delle quali si osserva notevolmente un puteale di cisterna, associato a più fistulae plumbee che portavano l’acqua nella casa, permette di seguire una proposta da G. Fiorelli che interpretava queste strutture come un punto di pulizia del grano prima della sua macinazione. La pulizia dell’ambiente che ospitava l’impastatrice ci ha permesso di capire il modo di installazione di tale macchina: inserita in una fossa scavata nel pavimento, era mantenuta stabile grazie ad una trave che supportava l’asse destinato a mischiare i diversi elementi dell’impasto. -
en
The main objective of the “Piastrina – research on bakeries in Roman Italy” project is to define, on an archaeological basis, the chronology of the transition from purely domestic to commercial bread making, following the evolution of techniques, in particular in relation to the oven, and the organisation of productive spaces.
The first step towards this aim is the creation of an exhaustive catalogue, based mainly on the sites of Pompeii and Ostia, of the various types of equipment present in the workshops: mill-stones, mixers, work tables, ovens, water supply and furnishings. Using this catalogue it will be possible to propose a faithful reconstruction of the production line in bakeries. From this it will then be possible to undertake a spatial analysis of the organisation of the production areas which takes into account the available spaces and how they were used to satisfy the necessities of the production line.
This analysis will be necessary at Pompeii in particular as the bakeries were located in spaces that were originally domestic and thus had to be adapted for the new activity. These problems were increased by the sismic activity which affected the city during its final years.
As regards Pompeii, a production of excess flour may be hypothesized from the absence of mill-stones in some spaces which had an oven and from the existence of premises that only undertook milling. Besides, the presence of tabernae at the front of a number of bakeries suggests the sale of freshly baked bread just out of the oven. It is also necessary to consider the possible sales outlets used by bakeries which were not attached to a taberna.
Together with the photometric survey which aimed to make a complete analysis of the structures of the house where the bakery IX 3, 19 20 was installed, the cleaning campaign undertaken there revealed an organization to date unknown in Pompeian bakeries. The use of opus signinum in two rooms, in one of which there was the puteal of a cistern associated with a number of lead fistulae which brought water to the house, supports G. Fiorelli’s hypothesis that these structures formed the point where grain was cleaned before being milled. Clearance in the room housing the mixer clarified how this machine had been installed: it sat in a pit cut into the floor and was held in position by a beam which supported the axle used for mixing the various ingredients of the dough. - Summary Author
- Nicolas Monteix
- Funding Body
- Fittes S.A. (Nîmes)
FOLD&R
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168 - Nicolas Monteix - 2009Pompéi, recherches sur les boulangeries de l’Italie romaine
Media
- Name
- Panificio IX 3, 19-20
- Year
- 2009
- Summary
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it
L’obiettivo principale del progetto “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e delll’organizzazione degli spazi produttivi.
Durante questa campagna, abbiamo approfondito i saggi iniziati nel 2008, ad ovest della stanza della macine. Malgrado le forti perturbazioni della stratigrafia – dovute ad un cedimento del terreno – si sono potute osservare le grandi modifiche attorno al panificio, nelle stanze 118 e 121. Lo scavo ha permesso di riconoscere e di studiare le trasformazioni del sistema di approviggionamento idrico, le cui cisterne sono state individuate o localizzate. L’installazione del panificio in questa casa potrebbe risalire alle conseguenze del terremoto del 62 d.C. In concomitanza con la creazione dell’impianto di lavorazione del grano, viene trasformato anche il sistema idraulico, funzionale alla costruzione di un sistema che potrebbe permettere di lavare il grano. Tuttavia, il collegamento con l’aqua proveniente del castellum aquae non avviene prima dell’ultima fase della casa, dopo importanti lavori di ristrutturazione. -
en
The main aim of the “ _Pistrina_ – bakeries in Roman Italy” project is to define the chronology of the change from domestic bread making to commercial baking, based on the archaeological evidence regarding the technical developments, in particular that of the oven and the organisation of the production areas.
During this campaign work continued in the trenches opened in 2008, west of the room housing the mills. Despite the heavily disturbed stratigraphy – caused by subsidence – large scale alterations were documented around the bakery in rooms 118 and 121. The water supply system, whose cisterns were identified, was modified. The installation of the bakery in this house may have occurred as a result of the consequences of the 62 A.D. earthquake. When the structures for grain processing were installed the water supply system was also modified in order to create the structures necessary for washing the grain. However, the connection to the _castellum aquae_ was not in place until the final phase of the house, following large scale restructuring work. - Summary Author
- Nicolas Monteix
Media
- Name
- Panificio IX 3, 19-20
- Year
- 2010
- Summary
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it
L’obiettivo principale del progetto “ _Pistrina_ – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e delll’organizzazione degli spazi produttivi.
Durante questa campagna, tre saggi sono stati realizzati, due nella stanza delle macine, il terzo nella stanza 117.
Nell’angolo sud-est di questa sala, il saggio ha permesso di intravedere due fasi precedenti all’installazione del panificio, probabilmente legate ad una funzione di produzione. In corrispondenza della più antica di esse un dolio seminterrato è stato rinvenuto. L’analisi delle pareti in gascromatografia (HRGC) ha permesso di identificare due contenuti successivi: olio seguito da una materia che necessita un rivestimento di pece, forse del vino.
Lungo la parete ovest della stessa sala, abbiamo continuato il saggio iniziato l’anno scorso malgrado una stratigrafia sconvolta dall’affossamento di una cisterna. Vestigia di infrastrutture idrauliche successive sono state rinvenute, tutte anteriori all’installazione del panificio. Pochi elementi permettono di collegare queste strutture con quelle osservate durante la campagna 2009 nella stanza 120.
Un terzo saggio è stato condotto nell’angolo nord-orientale della stanza 117. La più antica fase osservata è caratterizzata da un pavimento in _opus signinum_ decorato di tesselle bianche. Si sviluppava a nord e forse ad ovest. La seconda fase vede la riduzione di quest’ambiente con la costruzione di un muro nord-sud. In una terza fase, l’ambiente viene rialzato. È solo dopo un’estensione verso sud che l’ambiente prende la forma attuale mantenuta fino all’eruzione con la costruzione del muro di separazione tra le stanze 117 e 120. -
en
The main objective of the “ _Pistrina_ – ricerca sui panifici dell’Italia romana” project is to define, on the basis of the archaeology, the chronology of the transition from domestic to commercial baking, following the technical developments, in particular those of the oven and the organisation of the productive spaces.
During this campaign three trenches were dug in two of the mill-rooms, the third and room 117.
In the south-eastern corner of this room, the trench revealed the two phases preceding the installation of the bakery, probably linked to a productive activity. A semi-interred dolium was found in the earliest level. The gas chromotography analysis (HRGC) undertaken on its walls identified two successive contents: oil followed by a substance requiring a pitch coating, perhaps wine.
Along the west wall of the same room, the trench begun last year was continued, despite the fact that the stratigraphy was disturbed by the collapse of a cistern. Remains of subsequent hydraulic structures were found, all pre-dating the bakery’s installation. A few elements were seen that linked these structures with those observed in 2009 in room 120.
A third trench was dug in the north-eastern corner of room 117. The earliest phase seen was characterised by an _opus signinum_ floor decorated with white tesserae. It extended to the north and perhaps to the west. The second phase saw the reduction of this room with the construction of the north-south room. In a third phase, the room’s floor level was raised. It was only after the extension to the south that the room took its present form which it maintained until the eruption with the construction of the dividing wall between rooms 117 and 120. - Summary Author
- Nicolas Monteix
Media
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Monteix 2009N. Monteix, 2009, Pompéi, recherches sur les boulangeries de l’Italie romaine, in MEFRA 2009, 1: 23-335.
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Monteix 2010N. Monteix, 2010, Pompéi, recherches sur les boulangeries de l’Italie romaine, in MEFRA 2010, 1: 275-282 (in particolare 281-282).
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Monteix 2011N. Monteix, 2011, “Pompéi, recherches sur les boulangeries de l’Italie romaine”, MEFRA, 1, in corso di stampa.