-
AIAC_2508 - c.d. clivus Palatinus - 2009
Tra i monumenti posti sul percorso del c.d. clivo Palatino vi è un ampio podio in cementizio subito a ovest del pilone occidentale dell'arco di Domiziano. I resti del podio misurano 24 m sulla fronte e 47 m sui lati; il suo lato breve è rivolto a est, verso il clivo Palatino. Il podio si presenta spezzato in 6 grossi frammenti di aspetto diverso e che affiorano dal terreno con differenti altezze.
Questo pessimo stato di conservazione è dovuto alla presenza di profonde cavità poste al di sotto, rilevate da P. Rosa durante gli scavi. I vuoti hanno causato i cedimenti della soprastante struttura nelle quali alcune parti sono sprofondate, causando l’apertura di grosse lesioni nel nucleo.
Il podio in cementizio fu scavato da P. Rosa nel 1866. Sulla base della interpretazione delle fonti, egli contava di rimettere in luce i resti del tempio di Giove Statore. La scavo fu impegnativo, in quanto il monumento giaceva sotto un interro di oltre 9 metri. Secondo quanto affermato da Rosa, la parte posteriore del podio fondava sul tufo del colle, mentre al suo interno, al livello della fondazione, si rinvennero dei blocchi di tufo, alcuni dei quali con l'iscrizione “Pilocrate/Diocle".
Infine, lo scavo condotto da Rosa portò alla scoperta anche di altre evidenze monumentali esistenti nell’area, fra cui si segnala una grande struttura in opera cementizia posta immediatamente a ovest del podio ed estesa sia in senso nord-sud che in direzione del criptoportico neroniano della domus Tiberiana.
Dopo le indagini di Rosa seguirono gli interventi nell'area di G. Boni del 1918, il quale intraprese lo scavo del pilone ovest dell’arco di Domiziano, interpretando tuttavia i resti messi in luce da Rosa non come pertinenti a un tempio, bensì alla "Turris Iniquitatis", un fortilizio medioevale.
Il merito di aver riaperto la discussione al riguardo fu di F. Castagnoli, che nel 1964 propose di riconoscere nel nucleo cementizio, datato alla prima età imperiale, il tempio della Vittoria. Successivamente, in un importante studio del 1987, M. Torelli ha individuato ipoteticamente nel basamento le vestigia dell'aedes Iovis in Palatio, noto con l'epiteto di Victor nei Cataloghi Regionari. Simile è la tesi di F. Coarelli, ma con qualche differenza: a suo avviso il basamento del tempio andrebbe riconosciuto con quello di Iuppiter Invictus e non di Iuppiter Victor. Da ultimo vanno registrate le ipotesi di M. A. Tomei, basate su una ricostruzione della topografia del Palatino che rimette in parte in discussione le posizioni tradizionali.
Sulla base di quanto sopra esposto si sono svolte, nel periodo tra ottobre e novembre 2009, una serie di attività di indagine finalizzate sia alla revisione dei dati già noti e alla successiva indagine archeologica, sia al controllo strutturale delle murature conservate, in vista della programmazione di interventi di restauro e valorizzazione del monumento e dei settori adiacenti. A questo studio preliminare dovrà seguire un’analisi sul campo più specifica, con l’apertura di nuovi aree per l’inizio di sondaggi stratigrafici utili alla comprensione scientifica del complesso.
-
AIAC_2508 - c.d. clivus Palatinus - 2010
Le nuove indagini archeologiche al c.d. Tempio di _Iuppiter Invictus_ sul Clivo Palatino, si sono concentrate nella zona ad ovest del podio del tempio e, in due settori, a poca distanza da esso.
Il sondaggio lungo il lato ovest del podio ha permesso di individuare interventi posteriori agli scavi di P. Rosa eseguiti a partire dal 1866. Al centro dell'area presa in esame è emersa una grande fossa di forma circolare di m 1,30 di diametro, che era stata riempita con materiale antico (modanature in marmo, lacerti di mosaico) e moderno (mattoni, piastrelle, plastica, frammenti di foratini) oltre a scaglioni di marmo, tufo e pietrame. Durate l'asporto del riempimento è emersa inglobata nel cementizio del podio, ad una profondità di m 1.40 dal livello di calpestio, un grosso blocco di tufo squadrato con incassi per l'alloggiamento di grappe. Il blocco che poggia su un'ulteriore livello di cementizio, è stato evidentemente reimpiegato in quanto il suo piano di posa (segnato dalla presenza degli incassi delle grappe) è collocato a vista invece di essere disposto verso l'alto per poi incastrarsi con il blocco successivo. A poca distanza dal blocco è stato individuato un piccolo accesso (un pertugio di 30 cm di diametro) ad una cavità sottostate il podio della quale non vi erano notizie precedenti. Dall'analisi delle foto eseguite nella cavità si è potuto osservare come la latomia sia stata riempita con un notevole quantitativo di terra e come essa prosegua verso est, al di sotto del podio stesso, mentre verso ovest la struttura poggia sul terreno geologico.
Un'ulteriore indagine è stata eseguita a circa m 25 ad ovest del tempio intorno ad un grosso blocco in conglomerato cementizio di forma parallelepipeda composto da fasce alternate di basalto, laterizi e travertino, poggiante su una grossa piattaforma formata da scaglie di tufo. Il blocco ha una evidente inclinazione verso est, in direzione di un'altra cava di tufo posta a poca distanza da esso.
Il lato ovest, presenta un bollo laterizio inglobato nella muratura nel quale si legge:
[---]P(?)R AVRELI C(?)[---], ossia [EX] PR(AEDIS) AVRELI C[AES(ARIS)]
questo testo è compatibile con due possibilità: CIL XV 401 e CIL XV 719; si tratta in entrambi i casi di bolli di Marco Aurelio Cesare e Faustina, databili tra il 155 e il 161 d.C., prima della morte di Antonino Pio.
L'ultimo interveto eseguito riguarda il settore ubicato a sud del Tempio in direzione della Domus Flavia. Sono state intercettati in una porzione del nuovo saggio una discreta concentrazione di basoli stradali che farebbero pensare all’esistenza di un asse viario che passava davanti le Mura Romulee già individuate e scavate da Rosa nel 1867 e che correvano lungo questa porzione del colle. Comunque, data l'imminente chiusura della campagna di scavo non è stato possibile dare certezza a queste ipotesi, si rimanda quindi, al proseguimento in questa area di nuove indagini di scavo.
-
AIAC_51 - Cosiddetta Tomba - 2003
L'intervento di pulizia e l'indagine di scavo hanno avuto come oggetto il monumento circolare noto come il "Sepolcro" o la "Tomba", situato ai margini settentrionali del complesso di Villa Adriana, fra Piazza d'Oro e gli Inferi. L'edificio, da sempre rimasto visibile, è stato riprodotto nella pianta Ligorio-Contini del 1668 e nella pianta generale della Villa di Francesco Piranesi del 1781, piante grazie alle quali siamo a conoscenza di dettagli architettonici oggi perduti. La struttura, accessibile attraverso un' angusta porta arcuata, è composta da un corridoio anulare illuminato da finestrine a gola di lupo e da una piccola camera centrale coperta da una cupola. Bolli di età adrianea (anni 123-124 d.C.) in opera, frammenti di colonne di ordine dorico, oltre alla presenza nei pressi di una grossa porzione di epistilio curvo, spingono ad escludere che si tratti di un monumento funerario preesistente la costruzione della Villa, secondo l'interpretazione tradizionale che dell'edificio veniva fornita. Esso doveva essere piuttosto un padiglione o un sacello munito, almeno in una fase, di colonnato marmoreo, accessibile per mezzo di due scale, come si è potuto vedere in seguito alle indagini. L'analisi delle murature ha evidenziato che il monumento subì un radicale intervento di modifica nel corso della tarda età adrianea.
-
AIAC_51 - Cosiddetta Tomba - 2004
During this campaign investigation continued of the circular monument (the so-called Sepolcro or Tomba) and a new excavation was undertaken on a nearby rectangular building which was probably a small temple with a frontal flight of steps. As regards the so-called Sepolcro, the trench opened in 2003 was completed and partly enlarged and trenches were put in above the central circular space of the building which removed parts of the apparent tumulus. These investigations clarified various aspects of the monuments history: the floor levels around the building had been completely destroyed, the light well was built in the same phase as the construction of the drum, the flight of steps was built up against a buttress, the structure present on the opposite side of the monument is certainly modern and the peristyle reconstructed by Piranesi around the drum is in reality situated above it. These elements, together with an accurate survey of the structure provide the basis for the first hypothetical reconstructions of the plan and walls.
During the next campaign it is planned to extend the excavation around the Sepolcro and partially remove the deposit covering the drum. This will enable the investigation of the central space, which must surely have a decorative marble pavement and statues or sculpted decoration. (Alessandro Betori-Zaccaria Mari)