Skip to main content
Season Team
-
AIAC_1973 - Corte di Sant’Ambrogio - 2006
La corte di S. Ambrogio in Capiate di Olginate è un complesso architettonico costituito da più edifici realizzati nel corso del tempo fino all’attuale utilizzo a funzione agricola.
Il complesso è sottoposto a tutela per ciò che attiene la parte architettonica, riferibile all’epoca medievale; in particolare la chiesa di S. Nazaro, datata all’VIII-IX secolo, e l’edificio denominato “la torre”, che secondo alcuni studi venne realizzato intorno al XII secolo.
Sporadici i ritrovamenti in zona negli ultimi secoli tra cui una lapide incompleta con iscrizione pertinente al cursus honorum di un ignoto personaggio collocabile successivamente alla morte e divinizzazione dell’imperatore Nerva (98 d.C.) e diversi elementi architettonici presenti all’interno dei paramenti murari.
Essendo in corso un progetto di recupero e rendendosi necessaria la realizzazione di vespai areati e sottoservizi, su indicazione della soprintendenza sono stati effettuati sondaggi archeologici preliminari.
Sono quindi stati realizzati 10 sondaggi sia nella struttura della corte che nei campi adiacenti e appartenenti al medesimo proprietario. I risultati sono stati positivi in tutti i casi, mettendo in luce sia resti di strutture edilizie costituiti da muri in ciottoli di media pezzatura legati da malta di calce sia tombe a inumazione genericamente databili al medioevo. Nessuna delle strutture murarie identificate prosegue o integra le attuali costruzioni in alzato, anzi, in alcuni casi si è potuto verificare che le fondazioni di queste ultime poggiano sugli elementi rinvenuti nei sondaggi.
Dato l’elevato numero di strutture rilevate e la dispersione di esse sull’area oggetto di intervento, non è stato possibile identificare forme o funzioni di quanto rinvenuto.
I prossimi interventi consentiranno di meglio interpretare il sito.
-
AIAC_2357 - Guado San Nicola - 2010
La campagna di scavo è stata condotta dal 24 Maggio al 30 luglio e ha visto la partecipazione di numerosi ricercatori e studenti dei corsi di laurea, italiani e stranieri che hanno dato un valido supporto alle diverse attività di ricerca . E’ stata posta in luce la stessa situazione stratigrafica già riscontrata nei sondaggi degli anni precedenti con la successione di livelli di origine fluvio-lacustre (ghiaie, sabbie e argille) intercalati a sedimenti di origine vulcanica (tufo) anche in deposizione primaria, contenenti abbondante materiale paleontologico e preistorico.
La registrazione planimetrica e stratigrafica dei materiali, delle planimetrie e delle sequenze stratigrafiche sono state possibile grazie al supporto della stazione totale GEO-TOP GTS 605.
Il materiale litico raccolto è abbondante e si caratterizza per la presenza di numerosi bifacciali, in selce ed in calcare, associati a schegge e nuclei, strumenti e percussori. Tra gli strumenti si annoverano soprattutto raschiatoi e denticolati.
Abbondante è la fauna rappresentata da resti dentari e diafisari di erbivori di grossa taglia, tra cui cervidi, rinoceronti, elefanti, bovini e cavalli. Particolare è il rinvenimento di numerosi resti di palchi di cervidi, tra cui porzioni basali con rosetta, frammenti di aste e numerosi frammenti di pugnali. Lo studio archeozoologico ha permesso l’individuazione di strie riconducibili ad attività di taglio (macellazione) mediante l’utilizzo di uno strumento litico
Per le analisi sedimentologiche, palinologiche e radiometriche, diverse sono state le campionature delle varie US. In particolare per le datazioni radiometriche si è proceduto al prelievo di 5 campioni di sedimento nelle immediate vicinanze di resti dentari in precedenza selezionati mediante l’utilizzo di strumentazione specifica che misura il decadimento radioattivo.
Massima cura è stata posta nel restauro del materiale osseo in quanto i resti si presentano diversamente interessati da fenomeni post deposizionali che hanno influito, su una diversa scala di valori, nella loro conservazione.
I dati acquisiti in scavo sono stati informatizzati con la creazione di una banca dati alfanumerica sempre aggiornabile, da incrociare con un’ulteriore banca dati in Acces contenente la registrazione di tutti i codici delle schede RA riconosciute dal sistema informatizzato del Ministero per i Beni Culturali. La cartografia realizzata è stata interfacciata con la banca dati delle schede tramite l’applicazione del programma Arcview, che gestisce i dati raccolti al fine di creare un sistema georeferenziato che possa impostare una qualsiasi analisi di distribuzione spaziale e statistica.