- Item
- AIAC_2507
- Name
- Regio V, insula 3 (Casa della Soffitta, V,3,3-4; pistrinum V,3,8)
- Date Range
- 200 BC – 79
Seasons
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AIAC_2507 - Regio V, insula 3 (Casa della Soffitta, V,3,3-4; pistrinum V,3,8) - 2008Nel corso della campagna 2008 si sono realizzati due saggi stratigrafici, procedendo in parallelo con lo studio degli edifici V,3,8, V,3,10, V,4,6-8. Il saggio 1 dello scavo 2008 è stato realizzato nell’area centrale dell’ambiente P/A 59 della Casa della soffitta (V, 3, 3-4). L’indagine è stata indirizzata alla comprensione delle dinamiche di allestimento dell’area a giardino e, più in generale, delle fasi edilizie del grande complesso. Le principali evidenze messe in luce hanno restituito, negli strati più profondi, una prima fase deposizioni naturali. A questi seguirono importanti interventi di allestimento dell’area _postica_ e del giardino, articolati in più momenti tra la fine del II secolo a.C. e il I sec. d.C. (buche per l’impianto di colture arboricole, tracce di e ampi strati di livellamento ed operazioni di scarico). Il saggio 2 dello scavo 2008 è stato realizzato nel settore occidentale dell’ambiente 2/A 60, il vano ad est dell’ingresso e retrostante il forno della _domus_ riallestita come panificio V,3,8. Gli obiettivi dell’indagine stratigrafica sono stati indirizzati alla comprensione delle dinamiche di allestimento del forno in una abitazione privata e in particolare del vano ad esso retrostante, sinora senza una chiara destinazione funzionale. Gli interventi moderni avevano infatti soltanto parzialmente asportato le pomici del 79: al di sotto degli strati di deposizione primaria e secondaria sono stati portati in luce gli impianti necessari al funzionamento del panificio: una macchina impastatrice (in discrete condizioni di conservazione) e i sostegni per i piani di lavorazione della pasta di pane. Tali strutture sono collegate al momento di allestimento del panificio all’interno di una casa privata di età sannitica, databile alla prima metà del I secolo d.C. Nel 79 erano in corso interventi di restauro di cui si sono rinvenute consistenti tracce nel vano (ampi accumuli di calce, piani pavimentali in corso di stesura, tracce di rinforzo a carico delle strutture murarie), sigillate dal crollo (da cui provengono alcuni contenitori in giacitura sul battuto) e dalle pomici dell’eruzione. Oltre all’indagine stratigrafica, si è proceduto con l’informatizzazione dei dati raccolti sui depositi stratigrafici, sui complessi architettonici e sui reperti. Il GIS di scavo sinora sviluppato da C. Maratini sull’analisi delle evidenze documentate nelle _insulae_ 7 e 14 della _Regio_ VI e dei risultati delle prime attività nella _Regio_ V descritte, identifica ogni realtà archeologica (Unità Stratigrafica, Elemento Strutturale e complesso architettonico) e classe di materiali (ceramica, intonaci, monete, ossa, metalli, vetri, carboni, campionamenti, dato epigrafico). Si è prodotta una piattaforma in grado di operare selezioni su base tipologica e cronologica, evidenziando tematismi e trends di distribuzione (ad es., rappresentazione della datazione per fasi, visualizzazione della distribuzione in percentuali quantitative dei reperti, posizionamento dei materiali datanti, identificazione delle strutture secondo la tecnica edilizia) e di elaborare mappe tematiche per caratterizzare le aree in oggetto, sia a livello di inquadramento generale (quali la distribuzione degli spazi, la corretta identificazione delle strutture necessarie al funzionamento dei complessi produttivi), che nel dettaglio (analisi e periodizzazione delle evidenze _in situ_, analisi dell’arredo pittorico, identificazione degli aspetti legati alla tecnologia della produzione e del commercio).
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AIAC_2507 - Regio V, insula 3 (Casa della Soffitta, V,3,3-4; pistrinum V,3,8) - 2009La campagna 2009 si è svolta mediante due saggi stratigrafici e pulizie di superficie negli edifici V,3,8 e V,4,6-8, per completare lo studio in corso sugli edifici. Nella casa- _pistrinum_ V,3,8 si è proseguita l’attività iniziata nel 2008, esponendo le strutture utilizzate per il funzionamento dell’attività di panificazione. Le evidenze archeologiche emerse a seguito dello scavo completo del retro forno, perfezionano il quadro -già delineato- degli intensi lavori di restauro in atto nell’ambiente della panificazione, attività rimaste inconcluse e sepolte dalla sequenza di pomici e di ceneri dell’eruzione del 79 d.C. Il retroforno non era operativo al momento dell’eruzione del 79 d.C. (cumuli di calce e di materiale in giacitura, stesure pavimentali e piani di lavoro), come restituito da numerose altre attività artigianali e commerciali a Pompei. I livelli superiori sono il risultato della deposizione secondaria dei flussi piroclastici sul letto di pomici, distribuiti su un piano irregolare e fortemente inclinato. Alcuni strati sono ricchi di inclusi (lapilli di diverse dimensioni), mescolati a sedimento misto di sabbia e cenere, che si presenta friabile o compatto; altri sono poveri di pomici o del tutto privi. L’accumulo più superficiale di deposizione secondaria è stato infatti solo in parte intaccato dalle operazioni di sterro del XIX e XX secolo. Nell’ambiente era allestito una macchina impastatrice in pietra con il meccanismo in ferro ben conservato, con un tavolone ligneo disposto a L, di cui rimangono visibili i pilastrini di sostegno in muratura ed era dotato di un livello pavimentale in battuto di terra. Nel corso della campagna di scavo 2009, si è proceduto anche all’interno dell’edificio V,4,6-8 con saggi stratigrafici (saggi 2 e 3) e con pulizie di superficie, allo scopo di verificare la datazione dell’allestimento del complesso ed il funzionamento del _thermopolium-caupona_ nell’ultima fase di vita della città. Il saggio 1 ha restituito un’evidenza assai frammentaria, molto danneggiata dall’eruzione, che è stata riportata in luce asportando il riempimento di lapilli riversatisi all’interno di un grande taglio, aperto probabilmente per lavori di restauro sospesi (di cui si hanno tracce esplicite in tutto l’edificio). Gli strati più profondi identificati corrispondono alla posa in opera di elementi di reimpiego, con funzione combinata di consolidamento statico e di drenaggio, realizzata mediante una serie di anfore di produzione punica. Le anfore, disposte parallelamente in successione continua, sono allettate su di un sostegno di malta idraulica con alloggiamenti a U.. Anche considerando i numerosi rifacimenti, sembra assodato che questa struttura fosse in uso entro la prima metà del I secolo d.C. Le evidenze messe in luce nel complesso V,4,6-8 testimoniano una sequenza stratigrafica continua databile tra il I sec. a.C. ed il 79 d.C., preceduta da una fase più antica, databile almeno all’inizio della seconda età sannitica. Al I secolo d.C. il _thermopolium-caupona_ era perfettamente inserito nel tessuto commerciale di questo settore della città. Il quadro generale restituito dalle attività di scavo del 2009 nei vani 1 e G conferma inoltre che nella fase compresa tra il 62 d.C. ed il 79 d.C. si resero necessari restauri (a carico delle strutture e del sistema di canalizzazione) ed interventi edilizi più consistenti, tra i quali l’allestimento della _cella vinaria_ nel vano F, che ospita i _dolia defossa_.
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AIAC_2507 - Regio V, insula 3 (Casa della Soffitta, V,3,3-4; pistrinum V,3,8) - 2010L’edificio V,3,8 - oggetto della schedatura delle tecniche edilizie e dello studio complessivo degli alzati a cura di A. Casellato, v. anche bibliografia indicata - si affaccia sulla Via di Nola e occupa il settore sud-orientale dell’ _insula_. La fase più antica del complesso risale alla fine del III secolo a.C., come testimoniano alcune pareti in opera a telaio delle _fauces_, dell’atrio 11 e del viridarium 7. La definizione planimetrica della _domus_ si realizza nella seconda metà del II secolo a.C. con l’edificazione di strutture in _opus incertum_ di calcare e lava. L’abitazione è riconducibile al tipo di casa ad atrio con impluvio centrale, tablino (10) e _cubicula_ (3 e 4) affacciati sul lato orientale dell’atrio. Nella _pars postica_ vengono realizzati il vano 6 e un piccolo ambiente (14) accessibile attraverso una stretta porta ad arco. Rimangono tracce dell’apparato decorativo parietale e pavimentale di primo Stile. L’edificio era dotato di un piano superiore raggiungibile dall’ambiente 9. Tra il I secolo a.C. e la prima metà del I secolo d.C. il complesso è interessato da una serie di cambiamenti che determinano la trasformazione dell’abitazione in _pistrinum_. La planimetria dell’edificio rimane inalterata, ma negli ambienti già esistenti vengono realizzate nuove strutture collegate al ciclo della panificazione, che ne cambiano la destinazione funzionale. Nell’atrio, l’impluvio viene trasformato in una doppia vasca per il lavaggio del grano, e tre macine vengono poste su una base in muratura, circondata da un pavimento lastricato. L’ambiente 2, una bottega di pertinenza alla precedente domus, diviene il luogo per la lavorazione del pane: l’apertura sulla Via di Nola viene obliterata e all’interno vengono collocate una macchina impastatrice e un banco da lavoro. Il forno viene inserito nell’angolo sud-orientale dell’atrio. Dopo il terremoto del 62 d.C. l’edificio viene ristrutturato nelle parti danneggiate, localizzate soprattutto nella pars postica. Al momento dell’eruzione del 79 d.C. erano in corso importanti operazioni di restauro di cui un’importante documentazione, come emerso nel corso delle campagne di scavo 2008 e 2009, rimane in particolare per l’ambiente 2.
Media
- Name
- Regio V, insula 3 (Casa della Soffitta, V,3,3-4; pistrinum V,3,8)
- Year
- 2008
- Summary
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it
Nel corso della campagna 2008 si sono realizzati due saggi stratigrafici, procedendo in parallelo con lo studio degli edifici V,3,8, V,3,10, V,4,6-8.
Il saggio 1 dello scavo 2008 è stato realizzato nell’area centrale dell’ambiente P/A 59 della Casa della soffitta (V, 3, 3-4). L’indagine è stata indirizzata alla comprensione delle dinamiche di allestimento dell’area a giardino e, più in generale, delle fasi edilizie del grande complesso. Le principali evidenze messe in luce hanno restituito, negli strati più profondi, una prima fase deposizioni naturali. A questi seguirono importanti interventi di allestimento dell’area _postica_ e del giardino, articolati in più momenti tra la fine del II secolo a.C. e il I sec. d.C. (buche per l’impianto di colture arboricole, tracce di e ampi strati di livellamento ed operazioni di scarico).
Il saggio 2 dello scavo 2008 è stato realizzato nel settore occidentale dell’ambiente 2/A 60, il vano ad est dell’ingresso e retrostante il forno della _domus_ riallestita come panificio V,3,8. Gli obiettivi dell’indagine stratigrafica sono stati indirizzati alla comprensione delle dinamiche di allestimento del forno in una abitazione privata e in particolare del vano ad esso retrostante, sinora senza una chiara destinazione funzionale. Gli interventi moderni avevano infatti soltanto parzialmente asportato le pomici del 79: al di sotto degli strati di deposizione primaria e secondaria sono stati portati in luce gli impianti necessari al funzionamento del panificio: una macchina impastatrice (in discrete condizioni di conservazione) e i sostegni per i piani di lavorazione della pasta di pane. Tali strutture sono collegate al momento di allestimento del panificio all’interno di una casa privata di età sannitica, databile alla prima metà del I secolo d.C. Nel 79 erano in corso interventi di restauro di cui si sono rinvenute consistenti tracce nel vano (ampi accumuli di calce, piani pavimentali in corso di stesura, tracce di rinforzo a carico delle strutture murarie), sigillate dal crollo (da cui provengono alcuni contenitori in giacitura sul battuto) e dalle pomici dell’eruzione.
Oltre all’indagine stratigrafica, si è proceduto con l’informatizzazione dei dati raccolti sui depositi stratigrafici, sui complessi architettonici e sui reperti. Il GIS di scavo sinora sviluppato da C. Maratini sull’analisi delle evidenze documentate nelle _insulae_ 7 e 14 della _Regio_ VI e dei risultati delle prime attività nella _Regio_ V descritte, identifica ogni realtà archeologica (Unità Stratigrafica, Elemento Strutturale e complesso architettonico) e classe di materiali (ceramica, intonaci, monete, ossa, metalli, vetri, carboni, campionamenti, dato epigrafico). Si è prodotta una piattaforma in grado di operare selezioni su base tipologica e cronologica, evidenziando tematismi e trends di distribuzione (ad es., rappresentazione della datazione per fasi, visualizzazione della distribuzione in percentuali quantitative dei reperti, posizionamento dei materiali datanti, identificazione delle strutture secondo la tecnica edilizia) e di elaborare mappe tematiche per caratterizzare le aree in oggetto, sia a livello di inquadramento generale (quali la distribuzione degli spazi, la corretta identificazione delle strutture necessarie al funzionamento dei complessi produttivi), che nel dettaglio (analisi e periodizzazione delle evidenze _in situ_, analisi dell’arredo pittorico, identificazione degli aspetti legati alla tecnologia della produzione e del commercio). -
en
During the 2008 campaign two trenches were dug whilst the study of buildings V,3,8, V,3,10 and V,4,6-8 was being undertaken.
Trench 1 was dug in the centre of area P/A 59 in the Casa della soffitta (V, 3, 3-4). The excavation aimed to gain an understanding of the phases relating to the garden layout and of the building’s construction in general. The deepest layers showed a first phase of natural deposits. These were followed by substantial interventions for the laying out of the postica area and the garden, which occurred between the end of the 2nd century B.C. and the first century A.D. (holes for tree planting, traces of substantial layers of levelling and dumping).
Trench 2 was dug in the western sector of room 2/A 60, situated to the east of the entrance behind the bread-oven in the domus which was refitted as the bakery V,3,8. The excavation aimed to define the phases of the installation of a bakery in a private house and in particular of the room behind it whose function was unknown. In fact, modern interventions had only partially removed the volcanic material of 79 A.D. Below the layers of primary and secondary deposition the structures necessary for the functioning of the bakery came to light: the dough-making machine (in a fairly good state of preservation) and the supports for the surfaces on which the dough was worked. These structures related to the moment of the bakery’s installation within a private house of the Samnite era, datable to the first half of the 1st century A.D. In 79 A.D. restoration work was being undertaken, of which clear evidence was found in the room (heaps of lime, floors in the process of being laid, signs of reinforcements for the walls). This evidence was sealed by the collapse (within which a number of containers lying on the floor were found) and the pumice from the eruption.
Alongside the excavations work continued on the digitalization of the data from the stratigraphic deposits, the architectural complexes and finds. The excavation GIS, to date applied to the evidence from _insulae_ 7 and 14 of Regio VI and the first results from _Regio_ V, identifies every archaeological element (stratigraphic units, structural elements and architectural complex) and class of material (potter, plaster, coins, bone, metal, glass, charcoal, samples, inscriptions). A platform has been developed which has the ability to make choices on a typological and chronological basis, highlighting themes and trends in distribution (for example, representation of the data by phases, visualization of finds distribution in quantative percentages, the position of datable materials, the identification of structures according to building techniques) and to elaborate themed maps to characterise the area under examination, both on a general level (such as spatial distribution, the correct identification of structures necessary for the functioning of production complexes), and in detail (analysis and division into periods of the in situ evidence, analysis of the wall paintings, identification of features linked to production technology and commerce). - Research Body
- Università Ca’ Foscari Venezia, Dipartimento di Scienze dell’Antichità e del Vicino Oriente Antico
- Funding Body
- MIUR
Media
- Name
- Regio V, insula 3 (Casa della Soffitta, V,3,3-4; pistrinum V,3,8)
- Year
- 2009
- Summary
-
it
La campagna 2009 si è svolta mediante due saggi stratigrafici e pulizie di superficie negli edifici V,3,8 e V,4,6-8, per completare lo studio in corso sugli edifici.
Nella casa- _pistrinum_ V,3,8 si è proseguita l’attività iniziata nel 2008, esponendo le strutture utilizzate per il funzionamento dell’attività di panificazione. Le evidenze archeologiche emerse a seguito dello scavo completo del retro forno, perfezionano il quadro -già delineato- degli intensi lavori di restauro in atto nell’ambiente della panificazione, attività rimaste inconcluse e sepolte dalla sequenza di pomici e di ceneri dell’eruzione del 79 d.C.
Il retroforno non era operativo al momento dell’eruzione del 79 d.C. (cumuli di calce e di materiale in giacitura, stesure pavimentali e piani di lavoro), come restituito da numerose altre attività artigianali e commerciali a Pompei. I livelli superiori sono il risultato della deposizione secondaria dei flussi piroclastici sul letto di pomici, distribuiti su un piano irregolare e fortemente inclinato. Alcuni strati sono ricchi di inclusi (lapilli di diverse dimensioni), mescolati a sedimento misto di sabbia e cenere, che si presenta friabile o compatto; altri sono poveri di pomici o del tutto privi. L’accumulo più superficiale di deposizione secondaria è stato infatti solo in parte intaccato dalle operazioni di sterro del XIX e XX secolo.
Nell’ambiente era allestito una macchina impastatrice in pietra con il meccanismo in ferro ben conservato, con un tavolone ligneo disposto a L, di cui rimangono visibili i pilastrini di sostegno in muratura ed era dotato di un livello pavimentale in battuto di terra. Nel corso della campagna di scavo 2009, si è proceduto anche all’interno dell’edificio V,4,6-8 con saggi stratigrafici (saggi 2 e 3) e con pulizie di superficie, allo scopo di verificare la datazione dell’allestimento del complesso ed il funzionamento del _thermopolium-caupona_ nell’ultima fase di vita della città.
Il saggio 1 ha restituito un’evidenza assai frammentaria, molto danneggiata dall’eruzione, che è stata riportata in luce asportando il riempimento di lapilli riversatisi all’interno di un grande taglio, aperto probabilmente per lavori di restauro sospesi (di cui si hanno tracce esplicite in tutto l’edificio). Gli strati più profondi identificati corrispondono alla posa in opera di elementi di reimpiego, con funzione combinata di consolidamento statico e di drenaggio, realizzata mediante una serie di anfore di produzione punica. Le anfore, disposte parallelamente in successione continua, sono allettate su di un sostegno di malta idraulica con alloggiamenti a U.. Anche considerando i numerosi rifacimenti, sembra assodato che questa struttura fosse in uso entro la prima metà del I secolo d.C.
Le evidenze messe in luce nel complesso V,4,6-8 testimoniano una sequenza stratigrafica continua databile tra il I sec. a.C. ed il 79 d.C., preceduta da una fase più antica, databile almeno all’inizio della seconda età sannitica. Al I secolo d.C. il _thermopolium-caupona_ era perfettamente inserito nel tessuto commerciale di questo settore della città. Il quadro generale restituito dalle attività di scavo del 2009 nei vani 1 e G conferma inoltre che nella fase compresa tra il 62 d.C. ed il 79 d.C. si resero necessari restauri (a carico delle strutture e del sistema di canalizzazione) ed interventi edilizi più consistenti, tra i quali l’allestimento della _cella vinaria_ nel vano F, che ospita i _dolia defossa_. -
en
Two trenches were excavated and surface cleaning undertaken in buildings V,3,8 and V,4,6-8 in order to complete the study of these structures.
In the house - V,3,8 and V,4,6-8si the work begun in 2008 continued, with the excavation of the structures used for the baking activities. The archaeological evidence which emerged from the complete excavation of the rear section of the bakery completed the picture of the substantial restorations being undertaken throughout the structure, which remained unfinished and buried by the material from the 79 A.D. eruption.
The rear of the bakery was not in use at the time of the eruption (heaps of lime and deposited materials, incomplete flooring, work surfaces), as seen in numerous other commercial and craft-working activities at Pompeii. The upper levels were the result of secondary depositions of pyroclastic flows on a bed of pumice, distributed over an irregular and heavily sloped surface. Some layers had frequent inclusions (lapilli of various sizes), mixed with a sediment of sand and ash, which was friable or compact. In other layers showed only occasional pumice or none at all. In fact, the uppermost secondary deposit was only partially cut by digging operations in the 19th and 20th centuries. The room contained a dough-making machine made of stone with its iron mechanism still well-preserved, with a wooden plank placed so as to form an ‘L’, of which the masonry supporting pillars remained. The floor was a beaten-earth surface. During the 2009 campaign excavation continued inside building V,4,6-8 with trenches 2 and 3 and the cleaning of surfaces, with the aim of defining the dating for the creation of the complex and the functioning of the thermopolium-caupona in the final phases of the town’s life.
Trench 1 produced very fragmentary evidence, badly damaged by the eruption, that was brought to light by the removal of the lapilli from inside the large cut, probably opened for the suspended restoration work (of which there were traces throughout the building). The deepest layers corresponded to the placing in position of reused materials (a series of Punic amphorae) having the combined function of increasing stability and providing drainage. The parallel-placed amphorae, in continuous rows, were bedded in a support of waterproof mortar with U-shaped housings. Even considering the numerous episodes of restructuring, it seemed clear that this structure was in use within the first half of the 1st century A.D.
The evidence uncovered in building V,4,6-8 showed a continuous stratigraphic sequence datable to between the 1st century B.C. and 79 A.D., preceded by an earlier phase, datable to at least the second Samnite period. In the 1st century A.D. the _thermopolium-caupona_ was perfectly inserted into the commercial fabric of this sector of the town. Moreover, the overall picture gained from the 2009 excavations in rooms 1 and G confirms that in the phases between 62 A.D. and 79 A.D. restoration work became necessary (on the structures and drainage system), together with more substantial building work, including the installation of the cella vinaria in room F, which housed the dolia defossa. - Summary Author
- Annapaola Zaccaria Ruggiu
- Research Body
- Università Ca’ Foscari Venezia, Dipartimento di Scienze dell’Antichità e del Vicino Oriente Antico
- Funding Body
- MIUR
Media
- Name
- Regio V, insula 3 (Casa della Soffitta, V,3,3-4; pistrinum V,3,8)
- Year
- 2010
- Summary
-
it
L’edificio V,3,8 - oggetto della schedatura delle tecniche edilizie e dello studio complessivo degli alzati a cura di A. Casellato, v. anche bibliografia indicata - si affaccia sulla Via di Nola e occupa il settore sud-orientale dell’ _insula_. La fase più antica del complesso risale alla fine del III secolo a.C., come testimoniano alcune pareti in opera a telaio delle _fauces_, dell’atrio 11 e del viridarium 7. La definizione planimetrica della _domus_ si realizza nella seconda metà del II secolo a.C. con l’edificazione di strutture in _opus incertum_ di calcare e lava.
L’abitazione è riconducibile al tipo di casa ad atrio con impluvio centrale, tablino (10) e _cubicula_ (3 e 4) affacciati sul lato orientale dell’atrio. Nella _pars postica_ vengono realizzati il vano 6 e un piccolo ambiente (14) accessibile attraverso una stretta porta ad arco. Rimangono tracce dell’apparato decorativo parietale e pavimentale di primo Stile. L’edificio era dotato di un piano superiore raggiungibile dall’ambiente 9.
Tra il I secolo a.C. e la prima metà del I secolo d.C. il complesso è interessato da una serie di cambiamenti che determinano la trasformazione dell’abitazione in _pistrinum_. La planimetria dell’edificio rimane inalterata, ma negli ambienti già esistenti vengono realizzate nuove strutture collegate al ciclo della panificazione, che ne cambiano la destinazione funzionale. Nell’atrio, l’impluvio viene trasformato in una doppia vasca per il lavaggio del grano, e tre macine vengono poste su una base in muratura, circondata da un pavimento lastricato. L’ambiente 2, una bottega di pertinenza alla precedente domus, diviene il luogo per la lavorazione del pane: l’apertura sulla Via di Nola viene obliterata e all’interno vengono collocate una macchina impastatrice e un banco da lavoro. Il forno viene inserito nell’angolo sud-orientale dell’atrio.
Dopo il terremoto del 62 d.C. l’edificio viene ristrutturato nelle parti danneggiate, localizzate soprattutto nella pars postica. Al momento dell’eruzione del 79 d.C. erano in corso importanti operazioni di restauro di cui un’importante documentazione, come emerso nel corso delle campagne di scavo 2008 e 2009, rimane in particolare per l’ambiente 2. -
en
The building faces on to the Via Nola, occupying the south-eastern sector of the insula. The earliest phase of the complex dates to the end of the 3rd century B.C., as attested by the opus africanum walls of the fauces, atrium 11 and the viridarium 7. The final layout of the domus took shape in the second half of the 2nd century B.C. with the building of structures in limestone and lava opus incertum.
This was an atrium house with central impluvium, tablinium (10) and cubicula (3 and 4) facing onto the eastern side of the atrium. The par postica was constituted by room 6 and a small space (14) entered by a small arched doorway. Traces of the wall and floor decoration in the I Style were documented. The building had an upper storey, which was accessed from room 9.
Between the 1st century B.C. and the first half of the 1st century A.D., the complex underwent a series of changes, which transformed the domus into a pistrinum. The plan remained unaltered, but new structures, for bread making, were built in the existing rooms changing their function. In the atrium, the impluvium was transformed into a double tank for washing grain, and three millstones were positioned on a masonry base, surrounded by a paved floor. Room 2, a shop relating to the preceding domus, became the place where the bread was worked; the opening on the Via di Nola was blocked and the mixing machine and a work counter were installed. The oven was inserted into the south-east corner of the atrium.
Following the earthquake of 62 A.D., the damaged parts of the building, mainly in the pars postica, were restructured. At the moment of the eruption in 79 A.D., substantial restoration work was taking place, particularly in room 2, as documented by the 2008 and 2009 excavations. - Summary Author
- Anna Casellato
- Director
- Annapaola Zaccaria Ruggiu
- Research Body
- Università Ca’ Foscari Venezia, Dipartimento di Scienze dell’Antichità e del Vicino Oriente Antico
- Funding Body
- MIUR
Media
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Maratini, Traviglia, Zaccaria Ruggiu 2008C. Maratini, A. Traviglia, A. Zaccaria Ruggiu, 2008, Rappresentazioni GIS della realtà archeologica: il caso di Pompei (VI,7 e V,3-4), in Atti dell’11^ conferenza Utenti Esri Italia, Roma, 21-22 maggio 2008.
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Zaccaria Ruggiu, Maratini 2008A. Zaccaria Ruggiu, C. Maratini, 2008, Progetti, ricerche, scavi archeologici dell’Archeologia Classica. 1. Pompei, in Missioni Archeologiche e progetti di ricerca e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. VI Giornata di Studio, Venezia: 89-95.
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Baldassarre 1990-1997I. BALDASSARRE (a cura di), 1990-1997, Pompei: pitture e mosaici, Istituto dell’Enciclopedia Italiana “Treccani”, vol. III, Roma: 915-922.
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Bragantini, De Vos, Parise Badoni 1981-1983I. Bragantini, M. De Vos, F. Parise Badoni(a cura di), 1981-1983, Pitture e Pavimenti di Pompei. Repertorio delle fotografie del Gabinetto Fotografico Nazionale, ICCD, Vol. II, Regioni V-VI, Roma: 74-75.
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Eschebach 1993L. Eshebach, 1993, Pompeji. Gebäudeverzeichnis und Stadtplan der antiken Stadt Pompeji, Köln: 138-139
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Evans 1980E. Evans, 1980, The Atrium Complex in the Houses of Pompeii, I-II, Diss. Birmingham Univ.
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Laidlaw 1985A. Laidlow, 1985, The First Style in Pompeii: Painting and Architecture, Roma: 113-114
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Paribeni 1902R. Paribeni, 1902, Pompei. Relazione degli scavi fatti durante i mesi di gennaio e febbraio 1902, in Nsc 1902: 207-208.
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Pernice 1938E. Pernice, 1938, Die ellenistische Kunst in Pompeji. VI: Pavimente und figürliche Mosaiken, Berlin: 109.
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Sakai, Iorio 2008S. Sakai, V. Iorio, 2008, L’indagine del Japan Institute of Paleological Studies nel vicolo di M. Lucrezio Frontone: un’ipotesi sul periodo dell’urbanizzazione della città in relazione agli assi stradali, in P.G. Guzzo, M.P. Guidobaldi (a cura di), Nuove ricerche archeologiche nell’area vesuviana (scavi 2003-2006), Atti del Convegno Internazionale (Roma, 1-3 febbraio 2007), Roma: 399-407.
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Peterse 1999K. Peterse, 1999, Steinfachwerk in Pompeji. Bautechnik und Architektur, Amsterdam.
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Zaccaria Ruggiu Cottica, Maratini, Tomasella, Toniolo 2010A. Zaccaria Ruggiu, D. Cottica, C. Maratini, E. Tomasella L. Toniolo, 2010, Le indagini archeologiche dell’Università Ca’ Foscari di Venezia nella Regio V (2008-2009), in Rivista di Studi Pompeiani XXI (2010): 112-137.