Name
Pyrgi
Date Range
700 BC – 100
Monuments
Sanctuary
Settlement

Seasons

  • AIAC_953 - Pyrgi - 2006
    Investigations in the area of the monumental sanctuary aimed to document the organisation of the cult area in the direction of the residential sector. The excavation of the Caere-Pyrgi road was completed to the point where it joined the transverse trench dug in 2003 and the question of the routes of archaic roads in relation to the sanctuary phase contemporary with temple B was looked at in greater depth. As regards the access zone to the late archaic sanctuary, the excavation revealed structures belonging to a second set of jambs along the course of the road, at the beginning of a double portal. Regarding access to the archaic sanctuary, analysis of the data from the 2005 investigation behind temple B led to the reconstruction, on the hinterland side, of a monumental entrance opening off-centre in the temenos wall, with a sequence of regularly spaced bases belonging to a series of 3 kilns. In order to find supporting evidence for this hypothesis a trial trench was opened behind the temenos wall. This intercepted a structure of tufa lumps which may mark the presence of an organised area along the access route to the sanctuary. As regards the route of the Caere-Pyrgi road, a further tract of the road surface was uncovered. Finds of pottery and architectural terracotta fragments belonging to the temples attest the road’s use until the Roman Imperial period. In the area of the sanctuary of Apollo, attention was turned to the relationship of the occupation levels of Piazzale Ovest to different buildings. Amongst the finds were a kylix fragment with white background, fragments of small bronze plaques, a javelin head, fragments of blades from iron sacrificial knives, bronze handles and a pair of iron implements, perhaps firedogs, placed on an archaic floor surface, evidence of the ritual use of fire. (MiBAC)
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2009
    Dal 1957 lo scavo di Pyrgi è stato incentrato sull’indagine del polo santuariale (il Santuario Monumentale di Ino-Leucothea e il santuario meridionale di Apollo) che, a partire dalla seconda metà avanzata del VI secolo, si è sviluppato all’estremità meridionale del comprensorio archeologico, in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale proveniente da Caere. L’indagine pregressa ha da un lato evidenziato il fondamentale ruolo della porta scea del santuario come tramite per l’ingresso “in città” di tale arteria, che nel suo tratto terminale descrive un’ampia curva assumendo un andamento parallelo alla costa. Dall’altro, mancando sul lato nord un muro di peribolo, ha lasciato aperto il problema dell’identificazione del confine settentrionale del Santuario. La campagna del 2009 ha avuto l’obiettivo di approfondire la conoscenza dell’area sacra nel suo assetto topografico complessivo e di affrontare il rapporto tra aree funzionalmente distinte del comprensorio archeologico. E’ stata pertanto avviata l’indagine estensiva della fascia di confine tra santuario ed insediamento portuale (fondato alla fine del VII secolo, esteso per 10 ettari), aprendo tre diversi saggi di scavo secondo la maglia di quadrati. La scelta del settore è stata basata sui risultati della prospezione eseguita dalla Fondazione Lerici nel 1968 ed in particolare sulla presenza di una vistosa anomalia lineare che prosegue per 60 metri oltre il limite del Santuario piegando a gomito verso mare. Lo scavo ha dimostrato la pertinenza del primo tratto dell’anomalia alla Caere-Pyrgi. La strada, caratterizzata da potenti massicciate tufacee alternate a livelli di ghiaia, è larga cm 780 ed appare delimitata sul lato ovest da un muro di crepidine in blocchi di tufo, fiancheggiato da un canale. La crepidine risulta allineata con il muro di témenos tardo-arcaico del santuario, dunque esercita la possibile funzione di “confine” nei confronti dello spazio sacro. Nella fase arcaica, il tracciato era delimitato sul lato dell’entroterra da una canaletta a cielo aperto ricavata a carico di blocchi di tufo giustapposti, il cui speco appare ancora rivestito da un sottile ed aderente strato di intonaco. Tale conduttura è la medesima opera idraulica che costeggia il tratto in curva della strada, in corrispondenza del piazzale di ingresso al Santuario Monumentale. Al tracciato della Caere-Pyrgi si innesta ad angolo retto una strada glareata (largh. max. 435) che dirige verso il mare con una sensibile pendenza; è fiancheggiato sul lato sud da una cunetta di drenaggio a cielo aperto larga cm. 60 e da un marciapiede. Si tratta di una strada principale dell’insediamento, che esercita la specifica funzione di elemento di confine. Sul lato nord della strada sono affiorati ambienti delimitati da strutture murarie con zoccolo in pietrame, riferibili ad edifici a carattere abitativo, ed inoltre un pozzo. Sul lato sud, sta invece affiorando un edificio a carattere monumentale, decorato con terrecotte architettoniche, delimitato lungo la strada da un robusto muro in pietrame e ciottoli. A tale edificio si riferisce un consistente strato di crollo, in corso di indagine. La presenza di basi di colonne in peperino, una delle quali incassata nel battuto pavimentale, indica che si tratta di un edificio porticato.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2010
    La campagna di scavo del 2010 ha interessato il settore immediatamente a nord dell’area del Santuario Monumentale, che corrisponde ad un settore nevralgico del comprensorio archeologico: la fascia di confine tra l’abitato, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, e il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi. L’indagine di scavo è stata impostata a cavallo della via glareata provvista di una cunetta laterale di scolo, che si raccorda ad angolo retto con il monumentale asse viario della via Caere-Pyrgi e che corre in direzione della costa ad una distanza di circa m 48 dal Tempio A. Tale strada è stata utilizzata con continuità fino all’epoca dell’impianto della colonia romana del III sec. a.C., sopravvivendo agli isolati che si sviluppano lungo il suo percorso. Lungo il lato nord della sede stradale sono state portate alla luce, sotto la coltre di humus, una serie di strutture murarie realizzate con diversa tecnica costruttiva e provviste di orientamenti non omogenei, riferibili a più fasi costruttive di almeno due diversi edifici. Il primo edificio, sul lato dell’entroterra, appare delimitato da strutture con zoccolo in pietrame e ciottoli e con impiego di blocchi di tufo in posizione cantonale. Esibisce per intero due ambienti, l’uno di forma stretta ed allungata (cm 200 x 630), con possibile funzione di corridoio di ingresso, aperto con una soglia sul percorso stradale; l’altro a pianta quadrangolare (cm 520 x 630), provvisto di un pavimento in scaglie di tufo pressate e di un intervento di (parziale) ripavimentazione in tegole. Il secondo edificio, presumibilmente a carattere pubblico-monumentale, è stato parzialmente portato in luce estendendo lo scavo in direzione del mare ed è caratterizzato da strutture perimetrali in opera quadrata di tufo che rispondono a due diversi orientamenti. Allo stato attuale dell’indagine è possibile osservare almeno un corpo di fabbrica a pianta trapezoidale (m 9,80 x 8,50) suddiviso in due vani e conservato alla quota di fondazione. Di notevole interesse è la presenza, presso l’intersezione dei muri perimetrali nord ed est della struttura, di una offerta di fondazione costituita da una olla piena di ossa combuste e carboni. Sul lato sud della strada è in corso di scavo un edificio preceduto da un portico, ed articolato in più ambienti, uno dei quali destinato a magazzino di dolia. Sul robusto piano pavimentale in scaglie di tufo pressate, è stato evidenziato un dolio ricomponibile, coricato in orizzontale e schiacciato, ed inoltre tracce dell’alloggiamento di almeno altri due esemplari. Alla copertura di tale edificio è attribuibile un tetto decorato di tipo ceretano, databile intorno al 530-520 a.C. E’ possibile che si tratti di un edificio L’edificio, abbandonato in seguito ad un evento distruttivo entro la prima metà del V sec. a.C., era forse destinato alla gestione pubblica delle derrate, sotto il controllo politico-religioso del Santuario di età arcaica. In corrispondenza della cunetta di scolo della strada, è stata indagata una fossa denominata “dei pesi da telaio”, riempita con un consistente scarico di materiale architettonico e ceramico. La presenza di almeno 30 pesi da telaio tronco piramidali, di un braciere e di due grandi olle d’impasto ricomponibili sottolinea il carattere femminile del contesto, la cui pertinenza ad ambito santuariale appare sottolineata anche dalla presenza di ossa animali, di aes rude e di terrecotte.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2011
    La campagna di scavo del 2011 ha interessato la fascia di confine tra l’abitato etrusco, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, e il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi. Lungo il lato nord della strada glareata che si raccorda con l’asse stradale Caere-Pyrgi, sono in corso di definizione due edifici, delimitati da strutture realizzate con diversa tecnica costruttiva e orientate in maniera non omogenea, riferibili a più fasi edilizie. Il primo edificio appare delimitato da strutture con zoccolo in pietrame e ciottoli e con impiego di blocchi di tufo in posizione cantonale. Esibisce per intero due ambienti, l’uno di forma stretta e allungata (m 2x6,30), con possibile funzione di corridoio di ingresso, aperto con una soglia sul percorso stradale; l’altro a pianta quadrangolare (m 5,20x6,30), provvisto di un pavimento in scaglie di tufo pressate e di un intervento di parziale ripavimentazione in tegole. Un terzo ambiente è stato parzialmente portato alla luce sul lato nord e si mostra ricchissimo di materiale edilizio, di vasellame, molto del quale di importazione, e di reperti zoologici, inquadrabile alla metà del V secolo a.C. Il secondo edificio, presumibilmente a carattere pubblico-monumentale, appare delimitato da strutture perimetrali in opera quadrata di tufo con due diversi orientamenti. E’ possibile osservare almeno un corpo di fabbrica a pianta trapezoidale (m 9,80x8,50) suddiviso in due vani e conservato alla quota di fondazione, provvisto di un avancorpo sul lato della strada. Di notevole interesse è la presenza, presso l’intersezione dei muri perimetrali nord ed est della struttura, di un’offerta costituita da una anfora etrusca piena di ossa combuste e carboni, collocata in verticale; recuperata con un pane di terra, l’anfora sarà sottoposta a microscavo. L’edificio in opera, conservato per un solo filare di blocchi di fondazione, appare preceduto da strutture in pietrame, livelli pavimentali e crolli che ne suggeriscono un inquadramento cronologico post metà del VI secolo a.C. Sul lato sud della strada è in corso di scavo un edificio porticato, articolato in più ambienti, alla cui copertura originaria è stato attribuito un tetto decorato di tipo ceretano, databile intorno al 530-520 a.C.. In base alle risultanze dello scavo, è ipotizzabile che l’edificio fosse destinato alla gestione pubblica delle derrate, sotto il controllo politico-religioso del Santuario di età arcaica. Sul consistente pavimento in scaglie di tufo pressate sono state riscontrate le tracce per l’alloggiamento di almeno due esemplari di dolia e diverse colature di piombo. Nel nuovo settore di splateo la presenza di ulteriori esemplari di dolia, ma anche di tabelloni pavimentali e di terrecotte architettoniche di rivestimento è indiziata dai numerosi frammenti restituiti dagli strati superficiali disturbati dalle attività agricole. Il consistente affioramento di pietre e ciottoli, anche di grandi dimensioni, consentono di delineare il perimetro dell’edificio lungo la sede stradale e suggerisce l’ipotetico andamento dei muri di tramezzo. Quanto alla sede stradale, è stato possibile portare il luce il manto superiore in pietrisco e ghiaia che, in corrispondenza dell’edificio in opera quadrata e del suo avancorpo, assume l’aspetto di vero e proprio lastricato. In corrispondenza della cunetta di scolo meridionale della strada, cunetta che accoglieva la fossa dei “pesi da telaio” (con forte connotazione rituale), è stato individuato e recuperato un dolio di medie dimensioni, collocato in verticale all’interno di una buca. In attesa dell’analisi della terra di riempimento ricca di carbone isolata alla quota del fondo, si segnala il rinvenimento di uno skyphos attico a figure nere, parzialmente ricomponibile, recante una serie di personaggi seduti su diphroi, databile alla seconda metà del VI sec. a.C.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2012
    L’indagine del 2012 è stata indirizzata alla definizione della fascia di confine tra l’abitato etrusco, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, ed il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi, attraverso la prosecuzione dello scavo stratigrafico e delle prospezioni di tipo geofisico. Nel 2012 è stato operato un ulteriore allargamento dell’area di scavo. L’estensione del saggio è stata indirizzata in primo luogo ad indagare il raccordo tra le due arterie stradali. In corrispondenza dello snodo tra i due percorsi, è stato evidenziato un intervento di ristrutturazione del tracciato della Caere-Pyrgi, caratterizzato da una lastricatura con grandi pietre e ciottoli allettata su un poderoso riporto di argilla scura, che interessa una fascia larga circa cm 950 con andamento parallelo al mare; tale intervento risulta posteriore all’abbandono degli edifici in corso di scavo e si riferisce alla sopravvivenza del sistema di collegamento viario, almeno fino all’epoca dell’impianto del _castrum_ repubblicano. Lungo il lato nord della via glareata, l’indagine ha interessato i due edifici parzialmente portati in luce, distinti tanto dal punto di vista funzionale quanto dal punto di vista architettonico. Il primo edificio è delimitato da strutture con zoccolo in pietrame e ciottoli e da blocchi di tufo in posizione cantonale e presenta un corridoio di ingresso, aperto con una soglia sul percorso stradale; a ovest del corridoio di ingresso è stato evidenziato per intero un ambiente a pianta quadrangolare (cm 520 x 630), provvisto di un pavimento in scaglie di tufo pressate e di un intervento di parziale ripavimentazione in tegole; a nord è stato parzialmente portato alla luce un ulteriore ambiente, caratterizzato da due strati di accumulo pavimentale ricchissimi di materiale edilizio (spezzoni di tegole e coppi di I e II fase), e di frammenti di vasellame da mensa . Il secondo edificio, delimitato da muri in opera quadrata di tufo, si configura come un corpo di fabbrica a pianta trapezoidale (m 9,80 x 8,50) suddiviso in due vani e provvisto di un avancorpo sul lato della strada. La fronte di tale edificio sul versante della strada presenta un andamento fortemente obliquo, non coerente con la maglia urbanistica del settore in corso di scavo ma piuttosto rispondente all’orientamento degli edifici templari A e B. E’ pertanto legittimo ipotizzare che la struttura rispetti un orientamento di tipo rituale, e che rientri in un intervento di ristrutturazione collegabile alle fasi edilizie del Santuario. Sul lato sud della strada è in corso di scavo un edificio porticato, articolato in più ambienti delimitati da muri in pietrame e ciottoli e tramezzati con muri in materiale deperibile, alla cui copertura originaria è stato attribuito un tetto decorato di tipo ceretano, databile intorno al 530-520 a.C.. In base alle risultanze dello scavo, è ipotizzabile che l’edificio fosse destinato alla gestione pubblica delle derrate, sotto il controllo politico-religioso del Santuario di età arcaica. La campagna di scavo del 2012 ha definitivamente confermato la pertinenza degli edifici che si sviluppano lungo la sede stradale glareata all’area santuariale di Pyrgi, documentando la progressiva monumentalizzazione degli isolati che si sviluppano lungo la sede stradale glareata ed evidenziando la presenza di infrastrutture, strutture a carattere cultuale e contesti a carattere rituale.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2013
    L’indagine del 2013 è stata indirizzata alla definizione della fascia di confine tra l’abitato etrusco, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi e l’area portuale, attraverso la prosecuzione dello scavo stratigrafico avviato in estensione nel 2009 e di saggi mirati alla verifica dei risultati delle prospezioni geofisiche. L’indagine di scavo è stata condotta all’interno dell’ampio saggio (m. 28 x 36) che abbraccia il tratto urbano della via di collegamento Caere-Pyrgi, sul lato dell’entroterra; l’innesto ad angolo retto con la via Caere-Pyrgi e lo sviluppo in direzione dell’area portuale di una larga _via glareata_, che si configura come importante elemento di demarcazione topografica; una serie di edifici diversi per tecnica edilizia e destinazione funzionale che si sviluppano lungo il percorso di quest’ultimo asse stradale. A nord della _via glareata_ è proseguito lo scavo nel sottosuolo dell’edificio monumentale in opera quadrata, arrivando ad evidenziare strutture murarie e livelli di abbandono pertinenti a un preesistente edificio, distrutto in seguito ad incendio e databile entro il terzo quarto del VI sec.a.C. A sud della _via glareata_ lo scavo ha interessato in primo luogo il settore in cui ricade il basamento quadrangolare, delimitato da blocchi di tufo e pavimentato con lastroni poligonali in calcare e arenaria, portato in luce nel 2012 sul limite ovest del saggio. L’interpretazione del basamento come altare ha ricevuto una conferma dallo scavo del contiguo ambiente/recinto, delimitato da strutture in pietrame, al cui interno era presente una depressione colmata con carbone di legna, cenere e ossa animali, assimilabile a una _eschara_. Alla funzione cultuale del basamento si riferisce inoltre un eccezionale atto rituale compiuto nei pressi: la deposizione, all’interno di una piccola buca, di una olpe locale in argilla depurata, fissata sul fondo con un chiodo da carpenteria. Lo scavo del livello pavimentale approntato a sud del basamento, oltre a fornire un termine di datazione al secondo quarto del V sec.a.C., ha consentito di portare parzialmente in luce strutture in opera quadrata con orientamento SE-NW, obliterate mediante scarichi di tegole e coppi di I fase; la presenza di due incassi circolari a carico dei blocchi potrebbe suggerirne la pertinenza a un edificio preceduto da una tettoia. Sul medesimo versante della via glareata, lo scavo ha permesso di esaurire gli strati di abbandono e di precisare ulteriormente l’articolazione planimetrica del cd edificio porticato, la cui funzione di magazzino è stata confermata dal ritrovamento di un ulteriore esemplare di dolio. Resta da rintracciarne il muro di delimitazione sul lato dell’entroterra, dove l’edificio si interrompe per la presenza di un fossato agricolo post-antico. L’indagine è stata avviata aprendo una trincea esplorativa, che ha evidenziato una struttura muraria probabilmente riferibile all’edificio e, immediatamente all’esterno, una pavimentazione lastricata sconvolta dalle arature, riferibile alla sistemazione dello snodo tra i due percorsi stradali. La trincea ha inoltre permesso di evidenziare in tutta la sua estensione (largh. cm 520) la massicciata tufacea della Caere-Pyrgi, di intercettarne la crepidine orientale in blocchi di tufo (parzialmente smantellata in antico) ma soprattutto di chiarire che la strada correva su un rilevato artificiale, contenuto da un potente terrapieno di argilla sterile foderata con detrito tufaceo, con andamento a scarpa; la strada era affiancata una profonda depressione, parzialmente indagata, che sulla base delle risultanze della prospezione geofisica potrebbe riferirsi ad un fossato. Per verificare le risultanze delle prospezioni geofisiche eseguite nel 2011-2013, è stato infine aperto un saggio misurante m 15 x 10 ad ampliamento dell’area di scavo in direzione del Santuario Monumentale. Tale saggio, confermando la corrispondenza delle anomalie lineari con altrettante strutture murarie, ha evidenziato la presenza di una serie di vani affiancati, che si sviluppano in direzione NW/SE, e che affacciano su un piazzale; di estremo interesse è la presenza, all’interno del piazzale, di un basamento in blocchi di tufo, purtroppo quasi completamente divelto dalle arature.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2014
    La campagna di scavo del 2014 ha interessato prevalentemente la fascia a Nord del Santuario Monumentale, proseguendo lo scavo in estensione avviato nel 2009. A nord della via glareata, è proseguito lo scavo all’interno dell’edificio monumentale in opera quadrata di primo quarto del V sec. a.C., purtroppo rasato alla quota di fondazione. Di estremo interesse è il rinvenimento di una offerta nel cavo del muro occidentale, che contribuisce a segnalare il carattere del tutto eccezionale dell’edificio: si tratta dei resti di un cane, fatto in pezzi e deposto all’interno di una buca rivestita e sigillata con frammenti di tegole. Tale offerta riveste un chiaro significato infero e probabilmente segnala la funzione liminare del fabbricato, per il quale è forse possibile avanzare l’interpretazione di casa-torre in prossimità di un importante varco di accesso. Lo scavo di questo settore ha permesso inoltre di perfezionare la lettura delle fasi di vita preesistenti, databili entro la seconda metà del VI sec. a.C, evidenziando strutture in pietrame a secco riferibili ad almeno due diverse fasi edilizie, connesse a piani pavimentali in battuto di tufo e in materiale deperibile recanti tracce di incendio e sigillati da una coltre di tegole e coppi di prima fase. A sud della via glareata, lo scavo è stato invece condotto in estensione ed è stato mirato a perfezionare la lettura planimetrica del complesso di strutture che, delimitato dai percorsi della Caere-Pyrgi e della via glareata, si sviluppa verso sud in direzione del Santuario Monumentale. Lo scavo, limitato agli strati di abbandono, ha permesso di identificare la presenza di almeno due diversi isolati. Il primo isolato a partire da nord si attesta contro la sede stradale glareata e presenta lungo il perimetro una serie di vani di diverse dimensioni, delimitati da strutture in pietrame a secco e affacciati su un’area cortilizia centrale. La serie di strutture comprende sul lato ovest il basamento pavimentato in lastroni di calcare già interpretato come altare e la contigua eschara; sul lato est, il cd. “edificio porticato” di cui è stato possibile evidenziare, oltre al muro di fondo del portico, la presenza di almeno due ambienti affiancati e, nel sottosuolo, di un canale di drenaggio in blocchi di tufo. Resta da chiarire il rapporto dell’edificio con il percorso della Caere-Pyrgi. Il secondo isolato, sul versante del Santuario Monumentale, appare occupato da un poderoso basamento in blocchi di tufo in gran parte divelto dalle arature e da strutture in blocchi di tufo che, con andamento parallelo al tempio A proseguono in direzione dell’entroterra e risultano obliterate da un consistente strato di abbandono, databile entro il IV sec. a.C: si tratta di uno strato ricco di ossa di animali di grande taglia e ceramiche in gran parte ricomponibili, tra cui figurano olle di grandi dimensioni e coperchi di impasto, coppette miniaturistiche e piattelli in argilla depurata acroma e a vernice nera etrusco-arcaica, ma anche frammenti di terrecotte architettoniche. La campagna del 2014 ha infine segnato la ripresa delle indagini nel Santuario Monumentale, interessando la terrazza davanti al TpA.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2015
    La campagna di scavo del 2015 ha interessato la fascia a Nord del Santuario Monumentale, proseguendo lo scavo in estensione avviato nel 2009 in corrispondenza del raccordo tra la Caere-Pyrgi e l'asse stradale glareato diretto al porto orientale di Pyrgi. A nord della via glareata, è proseguito lo scavo nel sottosuolo dell’edificio monumentale in opera quadrata di tufo (intorno al 500 a.C.), interpretato come casa-torre in rapporto a un varco di ingresso sulla sede stradale. E' stato in parte evidenziato un edificio delimitato da strutture con fondazioni in pietrame a secco e alzato in mattoni crudi e provvisto di un pavimento in battuto di tufo, articolato in almeno due ambienti e ristrutturato nel corso della seconda metà del VI sec.a.C. A sud della via glareata, l'area di indagine è stata ampliata in direzione dell'entroterra di ulteriori 200 mq precisando lo sviluppo planimetrico del grande isolato attestato contro i due assi stradali e articolato in sequenze di vani affacciati su un'area cortilizia. Lo splateo ha permesso di portare in luce l'ala occidentale dell'isolato, preceduta da un portico scandito da colonne con basi in peperino, e intaccata longitudinalmente da tre larghi e profondi fossati post-antichi. Lo scavo ha privilegiato l'angolo settentrionale dell'isolato, al raccordo dei due tracciati stradali, evidenziando un fabbricato articolato in più vani e delimitato sul lato sud da una stretta intercapedine muraria. Tale intercapedine è percorsa da una fognatura in blocchi di tufo funzionale a drenare l'area cortilizia verso l'entroterra, che prosegue attraversando diagonalmente il tracciato della Caere-Pyrgi. Lo spaccato dei fossati post-antichi dimostra che tale edificio è preceduto da almeno due fasi costruttive, con diverso impianto planimetrico. A tale porzione dell'isolato sono attribuibili più tetti decorati databili nella seconda metà del VI sec.a.C.: ai frammenti recuperati in precedenza dagli strati di abbandono finali, si è aggiunto quest'anno un frammento di antefissa di tipo campano a testa gorgonica (530-520a.C.). Lo scavo degli ambienti appartenenti all'ala meridionale dell'isolato ha permesso di intercettare un consistente deposito di materiali, che si riferisce con ogni probabilità allo svolgimento di una cerimonia collettiva di espiazione/purificazione, in occasione della ristrutturazione dell'edificio di pertinenza intorno al 500 a.C. Il deposito comprendeva infatti oggetti ricomponibili, reiterati e specificatamente selezionati: alla sfera del bere alludono in particolare diversi esemplari di anfore di importazione e di _kantharoi_ e calici in bucchero deposti all'intorno di un cratere a vernice nera; alla sfera della preparazione e consumo del cibo carneo preceduti dal sacrificio alludono invece l'abbondante quantità di ossa animali (in particolare, mandibole), le olle di diverso formato e i frammenti di fornello. L'indagine ha infine interessato un secondo isolato, solo parzialmente portato in luce sul versante del Santuario Monumentale. In questo settore è presente una platea quadrangolare in blocchi di tufo rosso, dotata di una probabile funzione idraulica: lo scavo del 2015 ha infatti evidenziato una opera di canalizzazione sotterranea in blocchi di tufo che da essa prende avvio, garantendo il drenaggio dell'area in direzione dell'entroterra.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2016
    La campagna di scavo del 2016 ha interessato la fascia a Nord del Santuario Monumentale, in corrispondenza del raccordo tra la via di collegamento con Caere e l'asse stradale glareato diretto al porto orientale di Pyrgi. A nord della via glareata, è proseguita l'indagine nel sottosuolo dell'edificio trapezoidale in opera quadrata di tufo (ca. 500 a.C.), interpretato come casa-torre. Sono emerse strutture in pietrame con alzati in mattoni crudi pertinenti a un edificio alto-arcaico, articolato in almeno tre ambienti, che è stato oggetto di parziale ristrutturazione nella seconda metà del VI sec. a.C. Tale edificio si sviluppa verso mare, mentre sul versante opposto è stato oggetto di un profondo taglio di sbancamento per l'impianto del contiguo isolato. L'indagine di tale isolato è stata ripresa interessando due vani affiancati: è stata evidenziata la presenza di almeno due diversi livelli pavimentali in scaglie di tufo pressate, in rapporto ad altrettante modifiche planimetriche inquadrabili nell'ambito del V sec. a.C.; in uno dei vani, la sopraelevazione del pavimento è avvenuta con un ingente scarico di materiale ceramico locale e di importazione, terrecotte architettoniche, _instrumentum_ per la cottura, conservazione delle derrate e filatura, abbondanti ossa animali. A sud della via glareata, l'area di cantiere è stata ampliata con il mezzo meccanico in direzione dell'entroterra di ulteriori 200 mq, abbracciando il tracciato della via Caere-Pyrgi e il limite orientale del grande isolato che si attesta contro i due percorsi stradali. È stato inoltre aperto un nuovo saggio di scavo sulla via Caere-Pyrgi, nel tratto dove la carreggiata è attraversata da un canale in blocchi di tufo, funzionale a drenare il cortile centrale dell'isolato verso l'entroterra. L'indagine ha permesso di portare alla luce la cunetta di scolo che corre lungo il limite orientale della strada. All'interno dell'isolato, lo scavo ha interessato in particolare il cd. edificio porticato, presso l'incrocio stradale: ne è stata precisata la planimetria, identificando interventi di parziale asportazione delle murature, attuati dopo la metà del V sec. a.C. Ad una fase finale di utilizzo dei piani pavimentali si riferisce la presenza di cinque lucerne fenicie intere, tre delle quali allineate contro il muro perimetrale ovest del fabbricato, con probabile significato rituale. Nell'area cortilizia è stata portata alla luce una compatta piattaforma in scaglie di tufo bordata da lastre di calcare, probabilmente collegata funzionalmente al suddetto canale di drenaggio; la piattaforma è stata investita da un esteso scasso attuato a carico della pavimentazione del cortile. Sempre nel cortile, è stato intercettato un pozzo con camicia in pietrame, collocato presso l'angolo del vano I. Tale vano quadrangolare, facente parte dell'ala meridionale dell'isolato, è stato scavato intercettando un setto divisorio e raggiungendo una situazione di crollo. L'indagine ha infine interessato un secondo isolato, solo parzialmente portato in luce verso sud, in direzione del Santuario Monumentale. In questo settore è presente una platea quadrangolare in blocchi di tufo connessa ad una opera di canalizzazione sotterranea defluente verso l'entroterra. L'indagine di scavo ha documentato un intervento di rimaneggiamento del condotto, attuato tra fine del IV - III sec. a.C.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2017
    La campagna di scavo del 2017 ha interessato la fascia a Nord del Santuario Monumentale, in corrispondenza del raccordo tra la via di collegamento con Caere e l'asse stradale glareato diretto al porto orientale di Pyrgi. A nord della via glareata, è proseguita l'indagine nel sottosuolo e nei dintorni dell'edificio in opera quadrata di tufo (ca. 500 a.C.), interpretato come casa-torre. E' stata perfezionata la lettura dell'edificio in pietrame a secco impiantato nei decenni finali del VII sec.a.C., costituito da due vani assiali forse compresi all'interno di un recinto. Nella fase di ristrutturazione della seconda metà del VI sec. a.C., tale edificio si articolava in almeno due vani affiancati e affacciava su un'area cortilizia porticata, includente una grande cisterna circolare che è stata definitivamente interrata in epoca imperiale. Nel contiguo isolato, lo scavo ha interessato l'ambiente A, dove è stato raggiunto il pavimento tufaceo tardo-arcaico portando in luce un pozzetto votivo in tufo grigio, all'intorno del quale erano presenti diverse punte di freccia in lamina di bronzo: dal riempimento, ricco di bruciato, si segnalano un piccolo lingotto in piombo e numerosi chiodini. A sud della via glareata, l'area di cantiere è stata ampliata con il mezzo meccanico in direzione del mare di ulteriori 100 mq, permettendo di perfezionare la lettura del grande isolato che si attesta contro i due percorsi stradali. Lo scavo ha interessato l'ala porticata orientale dell'isolato, che anche quest'anno ha restituito evidenza di più tetti decorati di epoca arcaica e di reiterati atti a carattere rituale: in particolare, nell'antistante portico, un contesto caratterizzato dalla presenza di numerose colature di piombo, che trova confronto a Pyrgi nel Santuario Meridionale. Nell'area cortilizia, occupata da una piattaforma tufacea bordata da lastre, è proseguito lo scavo del pozzo collocato presso l'angolo del vano I, colmato definitivamente in epoca imperiale con un atto di tipo rituale consistente nella deposizione congiunta di una selezione di ossa animali associate a resti umani: è stata raggiunta la quota della falda acquifera alla profondità di cm 350, recuperando una grande quantità di materiale ceramico e architettonico ricomponibile di epoca preromana. È stata inoltre completamente portato alla luce il condotto idraulico realizzato per drenare l'area cortilizia verso l'entroterra, che attraversa l'edificio porticato e la sede stradale della Caere-Pyrgi. Nella fascia occidentale dell'isolato, fortemente intaccata dalle arature, è stato individuato il probabile muro di delimitazione dell'isolato sul versante del mare, evidenziando una serie di muri in pietrame a secco relativi ad ambienti soggetti a più rifacimenti nella fase di V-IV sec. a.C.; ad una fase precedente si riferisce l'affioramento di almeno due briglie murarie in opera quadrata di tufo connesse a un consistente scarico di tegole, coppi e anche terrecotte architettoniche di I fase. Nel 2017 è infine proseguito lo scavo dell'isolato parzialmente portato in luce sul versante del Santuario Monumentale, dove sono presenti livelli di frequentazione di pieno IV sec. a.C., in rapporto a una platea quadrangolare in blocchi di tufo, da cui prende avvio una opera di canalizzazione sotterranea defluente verso l'entroterra.
  • AIAC_953 - Pyrgi - 2018
    Gli interventi di scavo del 2018 sono stati incentrati sul cd. quartiere cerimoniale a nord del Tempio A, all'incrocio tra la via Caere-Pyrgi e la via glareata diretta al porto, eseguendo anche indagini fnalizzate a chiarire il rapporto con l'abitato e l'area santuariale. Nel settore a nord della via glareata, lo scavo ha confermato il carattere del tutto eccezionale del vano A nella fase di età arcaica, contraddistinta dall'impianto di un pozzetto in tufo grigio. In questa direzione sono interpretabili non soltanto il riempimento dello stesso pozzetto (scavo 2017) e il particolare addensamento di punte di freccia in lamina bronzea nell'area immediatamente circostante, ma anche l'offerta di una coppa attica a figure rosse deposta all'angolo del vano e sigillata da una catasta di blocchi di tufo, nella fase di rialzamento del piano di calpestio. Il pozzetto risulta inserito all'interno di un vano, o recinto, più antico che presenta abbondanti tracce di attività connesse all'uso del fuoco - forse in rapporto alla lavorazione dei metalli. Lo sviluppo planimetrico dei fabbricati portati alla luce a nord della via glareata e il loro inserimento nella maglia degli isolati urbani sono suggeriti dalle risultanze di una prospezione georadar eseguita nel mese di ottobre 2017, validate attraverso un saggio di verifica: è stata portata in luce parte di un edificio realizzato con blocchi di tufo disposti per testa, che si contrappone al cd edificio in opera quadrata all'interno di un medesimo complesso edilizio. A sud della via glareata, lo scavo è stato esteso ai diversi ambienti del grande isolato (500 mq) che si attesta contro i due percorsi stradali. In particolare, è stato possibile documentare le sostanziali modifiche planimetriche e altimetriche apportate all'ala meridionale dell'isolato nella fase di V sec. a.C., attraverso l'allargamento dei vani I e L in direzione dell'area cortilizia e la dismissione di vani ricadenti nel sottosuolo del vano M, andati distrutti con ogni probabilità a seguito di un incendio. In quest'ultimo settore è stata completata l'indagine del consistente accumulo di materiale ceramico e archeozoologico, interpretato come riflesso dello svolgimento di una cerimonia di purificazione/espiazione a carattere collettivo, che ha segnato l'obliterazione della fase precedente: il carattere rituale dell'intervento è ulteriormente sottolineata dalla deposizione di una coppa in bucchero recante due sigle e una iscrizione etrusca intorno al piede, e quella di una olletta con iscrizione sull'orlo, sigillata da un blocco di tufo e associata a consistenti tracce di bruciato. Nell'area cortilizia è stato quest'anno portato alla luce un secondo pozzo, originariamente coronato da un lastrone di arenaria con apertura circolare, provvista di incasso per coperchio, recuperato dal riempimento. La novità più significativa della campagna di scavo del 2018 è scaturita delle indagini eseguite nella fascia intermedia tra il quartiere cerimoniale e il Santuario Monumentale: è stata portata interamente in luce una struttura muraria in blocchi di tufo per taglio, orientata come il Tp A e raccordata alla crepidine occidentale del tratto urbano della Caere-Pyrgi, che proponiamo di interpretare come limite di un percorso stradale che costeggiava dall'esterno il Santuario Monumentale. Questa nuova evidenza corrisponde certamente a una significativa cesura topografica, finalmente offrendo una delimitazione allo spazio santuariale sul lato settentrionale.

Media

Name
Pyrgi
Year
2006
Summary
en Investigations in the area of the monumental sanctuary aimed to document the organisation of the cult area in the direction of the residential sector.

The excavation of the Caere-Pyrgi road was completed to the point where it joined the transverse trench dug in 2003 and the question of the routes of archaic roads in relation to the sanctuary phase contemporary with temple B was looked at in greater depth. As regards the access zone to the late archaic sanctuary, the excavation revealed structures belonging to a second set of jambs along the course of the road, at the beginning of a double portal.

Regarding access to the archaic sanctuary, analysis of the data from the 2005 investigation behind temple B led to the reconstruction, on the hinterland side, of a monumental entrance opening off-centre in the temenos wall, with a sequence of regularly spaced bases belonging to a series of 3 kilns. In order to find supporting evidence for this hypothesis a trial trench was opened behind the temenos wall. This intercepted a structure of tufa lumps which may mark the presence of an organised area along the access route to the sanctuary.

As regards the route of the Caere-Pyrgi road, a further tract of the road surface was uncovered. Finds of pottery and architectural terracotta fragments belonging to the temples attest the road’s use until the Roman Imperial period.

In the area of the sanctuary of Apollo, attention was turned to the relationship of the occupation levels of Piazzale Ovest to different buildings. Amongst the finds were a kylix fragment with white background, fragments of small bronze plaques, a javelin head, fragments of blades from iron sacrificial knives, bronze handles and a pair of iron implements, perhaps firedogs, placed on an archaic floor surface, evidence of the ritual use of fire. (MiBAC)
it Nell’area del Santuario Monumentale l’indagine è stata finalizzata di recente all’acquisizione dei dati sulla sistemazione dell’Area sacra in direzione dell’abitato.

E’ stata completata l’esplorazione della direttrice stradale Caere-Pyrgi fino a congiungersi alla trincea trasversale tracciata nel 2003 ed è stato approfondito il problema dei percorsi di epoca arcaica in rapporto alla fase santuariale coeva al tempio B.

Per quanto riguarda la zona d’ingresso del santuario tardo-arcaico, lo scavo ha evidenziato strutture riferibili ad una seconda coppia di stipiti lungo il tracciato stradale, ad indizio di un duplice portale. Per quanto riguarda l’accesso al Santuario arcaico, l’analisi dei dati scaturiti dall’indagine condotta nel 2005 alle spalle del tempio B ha permesso di ricostruire sul lato dell’entroterra un monumentale ingresso decentrato, aperto sul muro di _temenos_ con sequenza ritmata di basi riferibile ad una serie di 3 fornici. A supporto di tale ipotesi è stata aperta una trincea esplorativa alle spalle del muro di _temenos_, intercettando una struttura in pezzame di tufo che potrebbe marcare la presenza di un’area organizzata sul percorso di accesso al Santuario.

Per quanto riguarda il percorso della via Caere-Pyrgi, è stato evidenziato un ulteriore tratto della massicciata. Il rinvenimento di frammenti ceramici e di terrecotte architettoniche pertinenti ai 2 edifici templari permettono di datare la frequentazione del piano stradale fino ad epoca romano-imperiale.

Nell’area del Santuario di Apollo, l’attenzione è stata rivolta ai piani di frequentazione del Piazzale Ovest, in relazione ai diversi edifici. Tra i materiali rinvenuti si segnalano un frammento di _kylix_ a fondo bianco, frammenti di placchette di bronzo, punte di giavellotto, frammenti di lame di coltelli sacrificali in ferro, anse mobili in bronzo e una coppia di strumenti di ferro, forse alari, deposti sul piano di frequentazione arcaico, quali indizi di pratiche cerimoniali connesse con l’uso del fuoco.
Team
Archaeologist - G.R. D’Urso
Archaeologist - Laura Maria Michetti
Archaeologist - Laura Ambrosiani
Archaeologist - Daniele Maras
Archaeologist - Claudia Carlucci
Archaeologist - Barbara Belelli Marchesini
Archaeologist representing the Soprintendenza - Rita Cosentino
Field director - Giovanni Colonna
Field director - Maria Paola Baglione

Media

Name
Pyrgi
Year
2009
Summary
it Dal 1957 lo scavo di Pyrgi è stato incentrato sull’indagine del polo santuariale (il Santuario Monumentale di Ino-Leucothea e il santuario meridionale di Apollo) che, a partire dalla seconda metà avanzata del VI secolo, si è sviluppato all’estremità meridionale del comprensorio archeologico, in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale proveniente da Caere.

L’indagine pregressa ha da un lato evidenziato il fondamentale ruolo della porta scea del santuario come tramite per l’ingresso “in città” di tale arteria, che nel suo tratto terminale descrive un’ampia curva assumendo un andamento parallelo alla costa. Dall’altro, mancando sul lato nord un muro di peribolo, ha lasciato aperto il problema dell’identificazione del confine settentrionale del Santuario.

La campagna del 2009 ha avuto l’obiettivo di approfondire la conoscenza dell’area sacra nel suo assetto topografico complessivo e di affrontare il rapporto tra aree funzionalmente distinte del comprensorio archeologico. E’ stata pertanto avviata l’indagine estensiva della fascia di confine tra santuario ed insediamento portuale (fondato alla fine del VII secolo, esteso per 10 ettari), aprendo tre diversi saggi di scavo secondo la maglia di quadrati.

La scelta del settore è stata basata sui risultati della prospezione eseguita dalla Fondazione Lerici nel 1968 ed in particolare sulla presenza di una vistosa anomalia lineare che prosegue per 60 metri oltre il limite del Santuario piegando a gomito verso mare.

Lo scavo ha dimostrato la pertinenza del primo tratto dell’anomalia alla Caere-Pyrgi. La strada, caratterizzata da potenti massicciate tufacee alternate a livelli di ghiaia, è larga cm 780 ed appare delimitata sul lato ovest da un muro di crepidine in blocchi di tufo, fiancheggiato da un canale. La crepidine risulta allineata con il muro di témenos tardo-arcaico del santuario, dunque esercita la possibile funzione di “confine” nei confronti dello spazio sacro.

Nella fase arcaica, il tracciato era delimitato sul lato dell’entroterra da una canaletta a cielo aperto ricavata a carico di blocchi di tufo giustapposti, il cui speco appare ancora rivestito da un sottile ed aderente strato di intonaco. Tale conduttura è la medesima opera idraulica che costeggia il tratto in curva della strada, in corrispondenza del piazzale di ingresso al Santuario Monumentale.

Al tracciato della Caere-Pyrgi si innesta ad angolo retto una strada glareata (largh. max. 435) che dirige verso il mare con una sensibile pendenza; è fiancheggiato sul lato sud da una cunetta di drenaggio a cielo aperto larga cm. 60 e da un marciapiede.

Si tratta di una strada principale dell’insediamento, che esercita la specifica funzione di elemento di confine. Sul lato nord della strada sono affiorati ambienti delimitati da strutture murarie con zoccolo in pietrame, riferibili ad edifici a carattere abitativo, ed inoltre un pozzo.

Sul lato sud, sta invece affiorando un edificio a carattere monumentale, decorato con terrecotte architettoniche, delimitato lungo la strada da un robusto muro in pietrame e ciottoli. A tale edificio si riferisce un consistente strato di crollo, in corso di indagine. La presenza di basi di colonne in peperino, una delle quali incassata nel battuto pavimentale, indica che si tratta di un edificio porticato.
en From 1957 excavations at Pyrgi have concentrated on the sanctuary complex (the monumental sanctuary of Ino-Leucothea and the south sanctuary of Apollo). From the late second half of the 6th century onwards the complex developed at the extreme southern end of the archaeological area, in correspondence with the end of the road coming from Caere.

Past investigations had documented the fundamental role of the sanctuary’s _scea_ gate via which this road entered to the town. The latter’s final stretch formed an ample curve taking on a line that ran parallel to the coast. On the north side, due to the lack of a _peribolus_ wall, it was not possible to establish the position of the sanctuary’s northern limit.

The 2009 campaign aimed to gain further knowledge of the sacred area’s complex topography and investigate the relationship between the areas of various function within the archaeological complex. Therefore, an extensive excavation was begun on the border between the sanctuary and the port settlement (founded at the end of the 7th century, covering 10 hectares), with the opening of three trenches.
The choice of sector was based on the results of the surveys undertaken by the _Fondazione Lerici_ in 1968 and, in particular, on the presence of a clearly visible linear anomaly which continues for 60 m beyond the sanctuary boundary bending at a sharp angle towards the sea.

The excavation demonstrated that the first stretch of this anomaly was part of the Caere-Pyrgi road. This road, characterised by substantial tufaceous make ups alternating with gravel layers, was 780 cm wide and appeared to be delimited on the west side by a kerb of tufa blocks flanked by a channel. The kerb was aligned with the late archaic _temenos_ wall of the sanctuary, and therefore may have functioned as a “border” with the sacred space.

In the archaic phase, the road was delimited on the inland side by a small open channel made of tuff blocks faced with a thin and adherent layer of plaster. This channel was part of the same system skirting the curve of the road, in correspondence with the square in front of the entrance to the Monumental Sanctuary.

The Caere-Pyrgi road was met at a right-angle by a gravel road (max. width 435 cm) which sloped down towards the sea. It was flanked to the south by an open drain 60 cm wide and a sidewalk.

This was the settlement’s main road, and it also functioned as a border. On its north side rooms were uncovered, delimited by walls with stone footings, relating to buildings of a residential nature. A well was also found.

On the south side a monumental building is coming to light, decorated with architectural terracottas, delimited along the road by a solid wall of stones and cobbles. A substantial layer of collapse, still being excavated, related to this structure. The presence of _peperino_ column bases, one of which embedded in the beaten floor surface, indicates that this building had a portico.
Team
Archaeologist - Maria Donatella Gentili
Archaeozoologist - Claudio Sorrentino
Conservator - Wilma Bassilissi
Draftsman - Sergio Barberini
Paleobotanist - Alessandra Celant
Supervisor - Laura Maria Michetti

Media

Name
Pyrgi
Year
2010
Summary
it La campagna di scavo del 2010 ha interessato il settore immediatamente a nord dell’area del Santuario Monumentale, che corrisponde ad un settore nevralgico del comprensorio archeologico: la fascia di confine tra l’abitato, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, e il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi.

L’indagine di scavo è stata impostata a cavallo della via glareata provvista di una cunetta laterale di scolo, che si raccorda ad angolo retto con il monumentale asse viario della via Caere-Pyrgi e che corre in direzione della costa ad una distanza di circa m 48 dal Tempio A. Tale strada è stata utilizzata con continuità fino all’epoca dell’impianto della colonia romana del III sec. a.C., sopravvivendo agli isolati che si sviluppano lungo il suo percorso.

Lungo il lato nord della sede stradale sono state portate alla luce, sotto la coltre di humus, una serie di strutture murarie realizzate con diversa tecnica costruttiva e provviste di orientamenti non omogenei, riferibili a più fasi costruttive di almeno due diversi edifici.
Il primo edificio, sul lato dell’entroterra, appare delimitato da strutture con zoccolo in pietrame e ciottoli e con impiego di blocchi di tufo in posizione cantonale. Esibisce per intero due ambienti, l’uno di forma stretta ed allungata (cm 200 x 630), con possibile funzione di corridoio di ingresso, aperto con una soglia sul percorso stradale; l’altro a pianta quadrangolare (cm 520 x 630), provvisto di un pavimento in scaglie di tufo pressate e di un intervento di (parziale) ripavimentazione in tegole.

Il secondo edificio, presumibilmente a carattere pubblico-monumentale, è stato parzialmente portato in luce estendendo lo scavo in direzione del mare ed è caratterizzato da strutture perimetrali in opera quadrata di tufo che rispondono a due diversi orientamenti. Allo stato attuale dell’indagine è possibile osservare almeno un corpo di fabbrica a pianta trapezoidale (m 9,80 x 8,50) suddiviso in due vani e conservato alla quota di fondazione. Di notevole interesse è la presenza, presso l’intersezione dei muri perimetrali nord ed est della struttura, di una offerta di fondazione costituita da una olla piena di ossa combuste e carboni.

Sul lato sud della strada è in corso di scavo un edificio preceduto da un portico, ed articolato in più ambienti, uno dei quali destinato a magazzino di dolia. Sul robusto piano pavimentale in scaglie di tufo pressate, è stato evidenziato un dolio ricomponibile, coricato in orizzontale e schiacciato, ed inoltre tracce dell’alloggiamento di almeno altri due esemplari. Alla copertura di tale edificio è attribuibile un tetto decorato di tipo ceretano, databile intorno al 530-520 a.C. E’ possibile che si tratti di un edificio L’edificio, abbandonato in seguito ad un evento distruttivo entro la prima metà del V sec. a.C., era forse destinato alla gestione pubblica delle derrate, sotto il controllo politico-religioso del Santuario di età arcaica.

In corrispondenza della cunetta di scolo della strada, è stata indagata una fossa denominata “dei pesi da telaio”, riempita con un consistente scarico di materiale architettonico e ceramico. La presenza di almeno 30 pesi da telaio tronco piramidali, di un braciere e di due grandi olle d’impasto ricomponibili sottolinea il carattere femminile del contesto, la cui pertinenza ad ambito santuariale appare sottolineata anche dalla presenza di ossa animali, di aes rude e di terrecotte.
en The 2010 campaign looked at the sector immediately north of the Monumental sanctuary. This corresponds to a key part of the archaeological complex: the border between the settlement, founded on the coast towards the end of the 7th century, and the double sanctuary complex which developed in the later second half of the 6th century at the time of the completion of the Caere-Pyrgi road.

A trench was dug across the cobbled road with a lateral drainage channel, which joined the monumental Caere-Pyrgi road at a right-angle and ran towards the coast at about 48 m from temple A. This road was used continuously until the foundation of the Roman colony in the 3rd century B.C., surviving the insulae that developed along its route.

Along the north side of the road, below the humus, a series of walls came to light, built using various techniques and on different alignments. The structures belonged to several construction phases from at least two buildings
The first building, on the inland side, appeared to be delimited by structures with a stone and cobble footing and tufa blocks used as quoins. Two rooms were completely uncovered, one being long and narrow (2.00 x 6.30 m), perhaps an entrance corridor, opening with a threshold onto the road; the other was quadrangular (5.20 x 6.30 m), paved with pressed tufa chippings. This room had been partially repaved with tiles.

The second building, presumably of a public-monumental nature, was partially uncovered by extending the excavation in the direction of the sea. It was characterised by perimeter walls in tufa opus quadratum on two different alignments. As the investigation stands, at least one structure can be seen, with a trapezoidal plan (9.80 x 8.50) divided into two rooms and preserved at foundation level. Of great interest was the presence, where the north and east perimeter walls met, of a foundation offering of a jar filled with burnt bones and charcoal.

On the south side of the road excavations are being undertaken on a building fronted by a portico, divided into several rooms, one of which a storeroom for dolia. A smashed (but reconstructable) dolia lay in a horizontal position on the sturdy floor surface of pressed tufa chippings. There were also traces of the housings for at least two other dolia. This building had a decorated roof of the Ceretan type, datable to around 530-520 B.C. The building, abandoned following a destructive event sometime in the first half of the 5th century B.C., was probably destined for the public management of dry foodstuffs, under the political-religious control of the Archaic sanctuary.

In correspondence with the road’s lateral drainage channel a pit filled with a substantial dump of architectural material and pottery, known as “the pit of the loom-weights”, was excavated. The presence of at least thirty truncated pyramid-shaped loom-weights, a brazier and two large impasto jars (reconstructable) highlight the feminine nature of the context, whose association with the sanctuary appears underlined by the presence of animal bones, aes rude and terracottas.
Team
Archaeologist - Claudia Carlucci
Archaeologist - Maria Donatella Gentili
Archaeozoologist - Jacopo De Grossi Mazzorin
Architect - Fabrizio Toppetti
Architect - L. Quaroni
Conservator - Wilma Bassilissi
Draftsman - Sergio Barberini
Finds specialist - Laura Maria Michetti
Geophysical surveyor - Luciana Orlando
Paleobotanist - Alessandra Celant

Media

Name
Pyrgi
Year
2011
Summary
it La campagna di scavo del 2011 ha interessato la fascia di confine tra l’abitato etrusco, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, e il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi.

Lungo il lato nord della strada glareata che si raccorda con l’asse stradale Caere-Pyrgi, sono in corso di definizione due edifici, delimitati da strutture realizzate con diversa tecnica costruttiva e orientate in maniera non omogenea, riferibili a più fasi edilizie. Il primo edificio appare delimitato da strutture con zoccolo in pietrame e ciottoli e con impiego di blocchi di tufo in posizione cantonale. Esibisce per intero due ambienti, l’uno di forma stretta e allungata (m 2x6,30), con possibile funzione di corridoio di ingresso, aperto con una soglia sul percorso stradale; l’altro a pianta quadrangolare (m 5,20x6,30), provvisto di un pavimento in scaglie di tufo pressate e di un intervento di parziale ripavimentazione in tegole. Un terzo ambiente è stato parzialmente portato alla luce sul lato nord e si mostra ricchissimo di materiale edilizio, di vasellame, molto del quale di importazione, e di reperti zoologici, inquadrabile alla metà del V secolo a.C.

Il secondo edificio, presumibilmente a carattere pubblico-monumentale, appare delimitato da strutture perimetrali in opera quadrata di tufo con due diversi orientamenti. E’ possibile osservare almeno un corpo di fabbrica a pianta trapezoidale (m 9,80x8,50) suddiviso in due vani e conservato alla quota di fondazione, provvisto di un avancorpo sul lato della strada. Di notevole interesse è la presenza, presso l’intersezione dei muri perimetrali nord ed est della struttura, di un’offerta costituita da una anfora etrusca piena di ossa combuste e carboni, collocata in verticale; recuperata con un pane di terra, l’anfora sarà sottoposta a microscavo.
L’edificio in opera, conservato per un solo filare di blocchi di fondazione, appare preceduto da strutture in pietrame, livelli pavimentali e crolli che ne suggeriscono un inquadramento cronologico post metà del VI secolo a.C.

Sul lato sud della strada è in corso di scavo un edificio porticato, articolato in più ambienti, alla cui copertura originaria è stato attribuito un tetto decorato di tipo ceretano, databile intorno al 530-520 a.C.. In base alle risultanze dello scavo, è ipotizzabile che l’edificio fosse destinato alla gestione pubblica delle derrate, sotto il controllo politico-religioso del Santuario di età arcaica. Sul consistente pavimento in scaglie di tufo pressate sono state riscontrate le tracce per l’alloggiamento di almeno due esemplari di dolia e diverse colature di piombo. Nel nuovo settore di splateo la presenza di ulteriori esemplari di dolia, ma anche di tabelloni pavimentali e di terrecotte architettoniche di rivestimento è indiziata dai numerosi frammenti restituiti dagli strati superficiali disturbati dalle attività agricole. Il consistente affioramento di pietre e ciottoli, anche di grandi dimensioni, consentono di delineare il perimetro dell’edificio lungo la sede stradale e suggerisce l’ipotetico andamento dei muri di tramezzo.

Quanto alla sede stradale, è stato possibile portare il luce il manto superiore in pietrisco e ghiaia che, in corrispondenza dell’edificio in opera quadrata e del suo avancorpo, assume l’aspetto di vero e proprio lastricato. In corrispondenza della cunetta di scolo meridionale della strada, cunetta che accoglieva la fossa dei “pesi da telaio” (con forte connotazione rituale), è stato individuato e recuperato un dolio di medie dimensioni, collocato in verticale all’interno di una buca. In attesa dell’analisi della terra di riempimento ricca di carbone isolata alla quota del fondo, si segnala il rinvenimento di uno skyphos attico a figure nere, parzialmente ricomponibile, recante una serie di personaggi seduti su diphroi, databile alla seconda metà del VI sec. a.C.


en The 2011 campaign investigated the border between the Etruscan settlement, founded on the coast towards the end of the 7th century B.C., and the double sanctuary complex, which developed from the later second half of the 6th century onwards, at the end of the Caere-Pyrgi road.

Along the northern side of the _via glareata_ linked to the Cerveteri-Pyrgi road, two buildings are being excavated, delimited by walls, from various phases, built using diverse techniques and on different alignments. The first building appeared to have walls with stone and cobble footings and tufa blocks as cornerstones. Two rooms were completely excavated, one long and narrow (2 x 6.30 m), perhaps an entrance corridor, opening from the road via a threshold, the other quadrangular (5.20 x 6.30 m) presenting a floor of pressed tufa chippings and a partial repaving of tiles. On the north side, a third room was partially excavated which produced a large amount of building materials, pottery, much of which imported, and faunal remains, datable to the mid 5th century B.C.

The second building, presumably of a monumental nature, appeared delimited by walls in _opus quadratum_, the tufa blocks on two different orientations. A structure with a trapezoidal plan (9.80 x 8.50 m) divided into two rooms and a forepart facing onto the road, was preserved at foundation level. Of particular interest, the presence at the intersection of the north and east perimeter walls, of an offering constituted by an Etruscan amphora, standing upright, full of burnt bone and charcoal. The amphora was taken out in a block of soil and will be micro-excavated.
The _opus quadratum_ building, preserved only to the height of a single row of foundation blocks, appeared to be preceded by stone-built structures, floor levels and collapses suggesting a post mid 6th century B.C. date.

On the south side of the road, a porticoed building is being excavated. It was constituted by several rooms and it is thought that the original roof was of the Caeretan decorated type, datable to around 530-520 B.C. The excavation results suggest that the building was used for the distribution of grain to the public, under the political-religious control of the archaic sanctuary. Traces of housings for at least two dolia, together with several lead fixings, were seen in the substantial floor of pressed tufa chippings. In the new sector the presence of other _dolia_, but also of floor slabs and architectural terracottas, was attested by the numerous fragments within the upper layers that had been disturbed by agricultural activity. The emergence of a substantial amount of stones and cobbles, some of which large, made it possible to define the perimeter of the building along the roadbed and suggested possible alignments for the dividing walls.

As regards the roadbed, the upper surface of stones and gravel was uncovered, which in correspondence with the _opus quadratum_ building and its forepart, became a proper paved surface. By the road’s south gutter, which included the pit of the “loom weights” (with strong ritual connotations), there was a medium sized _dolium_ standing vertically in a hole. The charcoal rich soil from the bottom of the hole will be analysed. An Attic Black-figure skyphos, partially reconstructable, showing a series of individuals seated on diphroi, dating to the second half of the 6th century B.C. was found.
Team
Archaeologist - Claudia Carlucci
Archaeologist - Maria Donatella Gentili
Archaeozoologist - Jacopo De Grossi Mazzorin
Architect - Fabrizio Toppetti
Architect - L. Quaroni
Conservator - Wilma Bassilissi
Draftsman - Sergio Barberini
Finds specialist - Laura Maria Michetti
Geophysical surveyor - Luciana Orlando
Geophysical surveyor - Michele di Filippo
Paleobotanist - Alessandra Celant

Media

Name
Pyrgi
Year
2012
Summary
it L’indagine del 2012 è stata indirizzata alla definizione della fascia di confine tra l’abitato etrusco, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, ed il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi, attraverso la prosecuzione dello scavo stratigrafico e delle prospezioni di tipo geofisico.

Nel 2012 è stato operato un ulteriore allargamento dell’area di scavo. L’estensione del saggio è stata indirizzata in primo luogo ad indagare il raccordo tra le due arterie stradali. In corrispondenza dello snodo tra i due percorsi, è stato evidenziato un intervento di ristrutturazione del tracciato della Caere-Pyrgi, caratterizzato da una lastricatura con grandi pietre e ciottoli allettata su un poderoso riporto di argilla scura, che interessa una fascia larga circa cm 950 con andamento parallelo al mare; tale intervento risulta posteriore all’abbandono degli edifici in corso di scavo e si riferisce alla sopravvivenza del sistema di collegamento viario, almeno fino all’epoca dell’impianto del _castrum_ repubblicano.

Lungo il lato nord della via glareata, l’indagine ha interessato i due edifici parzialmente portati in luce, distinti tanto dal punto di vista funzionale quanto dal punto di vista architettonico. Il primo edificio è delimitato da strutture con zoccolo in pietrame e ciottoli e da blocchi di tufo in posizione cantonale e presenta un corridoio di ingresso, aperto con una soglia sul percorso stradale; a ovest del corridoio di ingresso è stato evidenziato per intero un ambiente a pianta quadrangolare (cm 520 x 630), provvisto di un pavimento in scaglie di tufo pressate e di un intervento di parziale ripavimentazione in tegole; a nord è stato parzialmente portato alla luce un ulteriore ambiente, caratterizzato da due strati di accumulo pavimentale ricchissimi di materiale edilizio (spezzoni di tegole e coppi di I e II fase), e di frammenti di vasellame da mensa .

Il secondo edificio, delimitato da muri in opera quadrata di tufo, si configura come un corpo di fabbrica a pianta trapezoidale (m 9,80 x 8,50) suddiviso in due vani e provvisto di un avancorpo sul lato della strada. La fronte di tale edificio sul versante della strada presenta un andamento fortemente obliquo, non coerente con la maglia urbanistica del settore in corso di scavo ma piuttosto rispondente all’orientamento degli edifici templari A e B. E’ pertanto legittimo ipotizzare che la struttura rispetti un orientamento di tipo rituale, e che rientri in un intervento di ristrutturazione collegabile alle fasi edilizie del Santuario.

Sul lato sud della strada è in corso di scavo un edificio porticato, articolato in più ambienti delimitati da muri in pietrame e ciottoli e tramezzati con muri in materiale deperibile, alla cui copertura originaria è stato attribuito un tetto decorato di tipo ceretano, databile intorno al 530-520 a.C..

In base alle risultanze dello scavo, è ipotizzabile che l’edificio fosse destinato alla gestione pubblica delle derrate, sotto il controllo politico-religioso del Santuario di età arcaica.
La campagna di scavo del 2012 ha definitivamente confermato la pertinenza degli edifici che si sviluppano lungo la sede stradale glareata all’area santuariale di Pyrgi, documentando la progressiva monumentalizzazione degli isolati che si sviluppano lungo la sede stradale glareata ed evidenziando la presenza di infrastrutture, strutture a carattere cultuale e contesti a carattere rituale.
Team
Archaeologist - Claudia Carlucci
Archaeologist - Maria Donatella Gentili
Archaeozoologist - Jacopo De Grossi Mazzorin
Architect - Fabrizio Toppetti
Conservator - Wilma Bassilissi
Draftsman - Sergio Barberini
Finds specialist - Laura Maria Michetti
Geophysical surveyor - Luciana Orlando
Geophysical surveyor - Michele di Filippo
Paleobotanist - Alessandra Celant

Media

Name
Pyrgi
Year
2013
Summary
it L’indagine del 2013 è stata indirizzata alla definizione della fascia di confine tra l’abitato etrusco, fondato sulla costa verso la fine del VII secolo, il duplice complesso santuariale che si sviluppa dalla seconda metà avanzata del VI secolo in corrispondenza della terminazione dell’asse stradale Caere-Pyrgi e l’area portuale, attraverso la prosecuzione dello scavo stratigrafico avviato in estensione nel 2009 e di saggi mirati alla verifica dei risultati delle prospezioni geofisiche.

L’indagine di scavo è stata condotta all’interno dell’ampio saggio (m. 28 x 36) che abbraccia il tratto urbano della via di collegamento Caere-Pyrgi, sul lato dell’entroterra; l’innesto ad angolo retto con la via Caere-Pyrgi e lo sviluppo in direzione dell’area portuale di una larga _via glareata_, che si configura come importante elemento di demarcazione topografica; una serie di edifici diversi per tecnica edilizia e destinazione funzionale che si sviluppano lungo il percorso di quest’ultimo asse stradale.

A nord della _via glareata_ è proseguito lo scavo nel sottosuolo dell’edificio monumentale in opera quadrata, arrivando ad evidenziare strutture murarie e livelli di abbandono pertinenti a un preesistente edificio, distrutto in seguito ad incendio e databile entro il terzo quarto del VI sec.a.C.

A sud della _via glareata_ lo scavo ha interessato in primo luogo il settore in cui ricade il basamento quadrangolare, delimitato da blocchi di tufo e pavimentato con lastroni poligonali in calcare e arenaria, portato in luce nel 2012 sul limite ovest del saggio. L’interpretazione del basamento come altare ha ricevuto una conferma dallo scavo del contiguo ambiente/recinto, delimitato da strutture in pietrame, al cui interno era presente una depressione colmata con carbone di legna, cenere e ossa animali, assimilabile a una _eschara_. Alla funzione cultuale del basamento si riferisce inoltre un eccezionale atto rituale compiuto nei pressi: la deposizione, all’interno di una piccola buca, di una olpe locale in argilla depurata, fissata sul fondo con un chiodo da carpenteria. Lo scavo del livello pavimentale approntato a sud del basamento, oltre a fornire un termine di datazione al secondo quarto del V sec.a.C., ha consentito di portare parzialmente in luce strutture in opera quadrata con orientamento SE-NW, obliterate mediante scarichi di tegole e coppi di I fase; la presenza di due incassi circolari a carico dei blocchi potrebbe suggerirne la pertinenza a un edificio preceduto da una tettoia.

Sul medesimo versante della via glareata, lo scavo ha permesso di esaurire gli strati di abbandono e di precisare ulteriormente l’articolazione planimetrica del cd edificio porticato, la cui funzione di magazzino è stata confermata dal ritrovamento di un ulteriore esemplare di dolio. Resta da rintracciarne il muro di delimitazione sul lato dell’entroterra, dove l’edificio si interrompe per la presenza di un fossato agricolo post-antico. L’indagine è stata avviata aprendo una trincea esplorativa, che ha evidenziato una struttura muraria probabilmente riferibile all’edificio e, immediatamente all’esterno, una pavimentazione lastricata sconvolta dalle arature, riferibile alla sistemazione dello snodo tra i due percorsi stradali.

La trincea ha inoltre permesso di evidenziare in tutta la sua estensione (largh. cm 520) la massicciata tufacea della Caere-Pyrgi, di intercettarne la crepidine orientale in blocchi di tufo (parzialmente smantellata in antico) ma soprattutto di chiarire che la strada correva su un rilevato artificiale, contenuto da un potente terrapieno di argilla sterile foderata con detrito tufaceo, con andamento a scarpa; la strada era affiancata una profonda depressione, parzialmente indagata, che sulla base delle risultanze della prospezione geofisica potrebbe riferirsi ad un fossato.

Per verificare le risultanze delle prospezioni geofisiche eseguite nel 2011-2013, è stato infine aperto un saggio misurante m 15 x 10 ad ampliamento dell’area di scavo in direzione del Santuario Monumentale. Tale saggio, confermando la corrispondenza delle anomalie lineari con altrettante strutture murarie, ha evidenziato la presenza di una serie di vani affiancati, che si sviluppano in direzione NW/SE, e che affacciano su un piazzale; di estremo interesse è la presenza, all’interno del piazzale, di un basamento in blocchi di tufo, purtroppo quasi completamente divelto dalle arature.
en The main objective of the 2013 excavations was to define the border area between the Etruscan settlement founded on the coast towards the end of the 7th century B.C., the double sanctuary complex that developed in the late 6th century B.C. in correspondence with the end of the Caere-Pyrgi road, and the port area.
A large trench was opened (28 x 36 m) which touched the urban stretch of the Caere-Pyrgi road on the inland side; the right angle at its junction with the extra-urban road, and the development of a large gravel road leading towards the port area where it appeared to form an important topographical boundary; a series of buildings of different construction techniques and function that developed along the latter road.

North of the _via glareata_, the excavation of the monumental building in _opus quadratum_ continued. This revealed walls and abandonment layers relating to a pre-existing structure, destroyed by a fire and datable to the third quarter of the 6th century B.C. South of the road, the excavation firstly investigated the area in which a quadrangular base, delimited by tufa blocks and paved with large limestone and sandstone slabs was present. When first identified in 2012, the structure was identified as an altar. This was confirmed by the excavation of the adjacent room/enclosure, delimited by structures built of stones, in which there was a hollow filled with charcoal, ash, and animal bones, comparable to an _esarchara_. In addition, an exceptional ritual carried out nearby also confirmed the structure’s cult function: the deposition, in a small hole, of an _olpe_ in a local depurated ware. The vessel was fixed to the floor of the hole with a carpenter’s nail. The excavation of the paved level south of the base provided a _terminus ante quem_ within the second quarter of the 5th century B.C., and partially exposed _opus quadratum_ structures on a SE-NW alignment obliterated by dumps of phase I tegulae and imbrices. The presence of two circular housings for blocks may suggest that this was a building fronted by a porch.

On the same side of the _via glareata_, the excavation removed the abandonment layers, which provided a clearer picture of the plan of the so-called porticoed building, whose function as a warehouse was confirmed by the find of another _dolia_. The perimeter wall on the inland side, where the building is cut by a post-antique agricultural trench, remains to be traced. A trial trench was opened which identified a wall that probably belongs to this building. Immediately outside it, there was a paved floor disturbed by ploughing that was part of the link section between the two roads.

This trench also revealed the total width of the tufa surface of the Caere-Pyrgi road (5.20 m) and intercepted the east kerb built of tufa blocks (partially dismantled in antiquity).Most importantly, it showed that the road ran on an artificial rise, contained by a substantial scarped embankment of sterile clay faced with tufaceaous fragments. The road was flanked by a deep depression (partially investigated), which the geophysical survey suggests may be a ditch.

A 15 x 10 m trench extended the excavation area in the direction of the monumental sanctuary in order to check the results of the geophysical surveys undertaken in 2011-2013. This confirmed that the linear anomalies were in fact walls on a NW/SE alignment facing onto an open square. Of great interest was the presence in the square of a base of tufa blocks, unfortunately almost completely demolished by ploughing.
Team
Archaeologist - Maria Donatella Gentili
Archaeozoologist - Jacopo De Grossi Mazzorin
Architect - Alfonso Ippolito
Conservator - Wilma Bassilissi
Finds specialist - Laura Maria Michetti
Finds specialist - Maria Laura Santarelli
Geologist - Maria di Nezza
Geophysical surveyor - Luciana Orlando
Geophysical surveyor - Michele di Filippo
Paleobotanist - Alessandra Celant - Sapienza Università di Roma

Media

Name
Pyrgi
Year
2014
Summary
it La campagna di scavo del 2014 ha interessato prevalentemente la fascia a Nord del Santuario Monumentale, proseguendo lo scavo in estensione avviato nel 2009.

A nord della via glareata, è proseguito lo scavo all’interno dell’edificio monumentale in opera quadrata di primo quarto del V sec. a.C., purtroppo rasato alla quota di fondazione. Di estremo interesse è il rinvenimento di una offerta nel cavo del muro occidentale, che contribuisce a segnalare il carattere del tutto eccezionale dell’edificio: si tratta dei resti di un cane, fatto in pezzi e deposto all’interno di una buca rivestita e sigillata con frammenti di tegole. Tale offerta riveste un chiaro significato infero e probabilmente segnala la funzione liminare del fabbricato, per il quale è forse possibile avanzare l’interpretazione di casa-torre in prossimità di un importante varco di accesso. Lo scavo di questo settore ha permesso inoltre di perfezionare la lettura delle fasi di vita preesistenti, databili entro la seconda metà del VI sec. a.C, evidenziando strutture in pietrame a secco riferibili ad almeno due diverse fasi edilizie, connesse a piani pavimentali in battuto di tufo e in materiale deperibile recanti tracce di incendio e sigillati da una coltre di tegole e coppi di prima fase.

A sud della via glareata, lo scavo è stato invece condotto in estensione ed è stato mirato a perfezionare la lettura planimetrica del complesso di strutture che, delimitato dai percorsi della Caere-Pyrgi e della via glareata, si sviluppa verso sud in direzione del Santuario Monumentale. Lo scavo, limitato agli strati di abbandono, ha permesso di identificare la presenza di almeno due diversi isolati. Il primo isolato a partire da nord si attesta contro la sede stradale glareata e presenta lungo il perimetro una serie di vani di diverse dimensioni, delimitati da strutture in pietrame a secco e affacciati su un’area cortilizia centrale. La serie di strutture comprende sul lato ovest il basamento pavimentato in lastroni di calcare già interpretato come altare e la contigua eschara; sul lato est, il cd. “edificio porticato” di cui è stato possibile evidenziare, oltre al muro di fondo del portico, la presenza di almeno due ambienti affiancati e, nel sottosuolo, di un canale di drenaggio in blocchi di tufo. Resta da chiarire il rapporto dell’edificio con il percorso della Caere-Pyrgi.

Il secondo isolato, sul versante del Santuario Monumentale, appare occupato da un poderoso basamento in blocchi di tufo in gran parte divelto dalle arature e da strutture in blocchi di tufo che, con andamento parallelo al tempio A proseguono in direzione dell’entroterra e risultano obliterate da un consistente strato di abbandono, databile entro il IV sec. a.C: si tratta di uno strato ricco di ossa di animali di grande taglia e ceramiche in gran parte ricomponibili, tra cui figurano olle di grandi dimensioni e coperchi di impasto, coppette miniaturistiche e piattelli in argilla depurata acroma e a vernice nera etrusco-arcaica, ma anche frammenti di terrecotte architettoniche.

La campagna del 2014 ha infine segnato la ripresa delle indagini nel Santuario Monumentale, interessando la terrazza davanti al TpA.
en The 2014 campaign mainly concentrated on the north margin of the monumental sanctuary, continuing the open area excavation begun in 2009.
To the north of the _via_ _glareata_, excavation continued inside the monumental building in _opus_ _quadratum_ , earlier than the fifth century. It was unfortunately razed to foundation level. An offering was found in the hollow part of the west wall, a find that confirms the exceptional character of this structure. The offering comprised the remains of a dog, cut into pieces, and deposited inside a hole lined and sealed with tile fragments. It is clearly linked to the underworld and probably marks the structure’s threshold/border function, thus it may be suggested that this was a house-tower close to an important entry point. The excavations in this sector also defined the pre-existing occupation phases, datable to within the second half of the 6th century B.C., revealing dry-stone structures from at least two construction phases, associated with floors of beaten tufa and perishable material showing traces of burning. These were sealed by tegulae and imbrices from the first phase.

South of the _via_ _glareata_, the excavation aimed to clarify the plan of a complex of structures which, bordered by the Caere-Pyrgi road and the _via_ _glareata_, developed to the south in the direction of the monumental sanctuary. The excavations were limited to the abandonment layers but identified the presence of at least two _insulae_. The first, from the north abutted the _via glareata_ and presented a series of different sized rooms along the perimeter, delimited by dry-stone walls and facing onto a central courtyard area. The series of structures included on the west side the base faced with limestone slabs already interpreted as an altar and the adjacent _eschara_. On the west side, the so-called “porticoed building” of which it was possible to uncover, in addition to the portico’s back wall, at least two flanking rooms and, below ground, a drainage channel built of tufa blocks. The building’s relationship with the Caere-Pyrgi road remains to be clarified.

The second _insula_, on the side of the monumental sanctuary, appeared to be occupied by a massive base of tufa blocks, most of which dislodged by ploughing, and by structures in tufa blocks which, running parallel to temple A continued towards the inland side. They were obliterated by a substantial abandonment layer, datable to within the 4th century B.C., containing abundant bones from large animals and pottery that was largely reconstructable, including large jars and lids in impasto, miniature cups and plates in well-levigated plain ware and Etrusco-archaic black glaze, but also fragments of architectural terracottas.
This season also saw the renewal of investigations in the monumental sanctuary on the terrace in front of temple A.
Team
Archaeologist - Claudia Carlucci
Archaeologist - Maria Donatella Gentili
Archaeozoologist - Jacopo De Grossi Mazzorin
Architect - Alfonso Ippolito
Conservator - Wilma Bassilissi
Finds specialist - Laura Maria Michetti
Finds specialist - Maria Laura Santarelli
Geologist - Maria di Nezza
Geophysical surveyor - Luciana Orlando
Geophysical surveyor - Michele di Filippo
Paleobotanist - Alessandra Celant - Sapienza Università di Roma

Media

Name
Pyrgi
Year
2015
Summary
it La campagna di scavo del 2015 ha interessato la fascia a Nord del Santuario Monumentale, proseguendo lo scavo in estensione avviato nel 2009 in corrispondenza del raccordo tra la Caere-Pyrgi e l'asse stradale glareato diretto al porto orientale di Pyrgi.

A nord della via glareata, è proseguito lo scavo nel sottosuolo dell’edificio monumentale in opera quadrata di tufo (intorno al 500 a.C.), interpretato come casa-torre in rapporto a un varco di ingresso sulla sede stradale. E' stato in parte evidenziato un edificio delimitato da strutture con fondazioni in pietrame a secco e alzato in mattoni crudi e provvisto di un pavimento in battuto di tufo, articolato in almeno due ambienti e ristrutturato nel corso della seconda metà del VI sec.a.C.

A sud della via glareata, l'area di indagine è stata ampliata in direzione dell'entroterra di ulteriori 200 mq precisando lo sviluppo planimetrico del grande isolato attestato contro i due assi stradali e articolato in sequenze di vani affacciati su un'area cortilizia. Lo splateo ha permesso di portare in luce l'ala occidentale dell'isolato, preceduta da un portico scandito da colonne con basi in peperino, e intaccata longitudinalmente da tre larghi e profondi fossati post-antichi.

Lo scavo ha privilegiato l'angolo settentrionale dell'isolato, al raccordo dei due tracciati stradali, evidenziando un fabbricato articolato in più vani e delimitato sul lato sud da una stretta intercapedine muraria. Tale intercapedine è percorsa da una fognatura in blocchi di tufo funzionale a drenare l'area cortilizia verso l'entroterra, che prosegue attraversando diagonalmente il tracciato della Caere-Pyrgi. Lo spaccato dei fossati post-antichi dimostra che tale edificio è preceduto da almeno due fasi costruttive, con diverso impianto planimetrico. A tale porzione dell'isolato sono attribuibili più tetti decorati databili nella seconda metà del VI sec.a.C.: ai frammenti recuperati in precedenza dagli strati di abbandono finali, si è aggiunto quest'anno un frammento di antefissa di tipo campano a testa gorgonica (530-520a.C.).

Lo scavo degli ambienti appartenenti all'ala meridionale dell'isolato ha permesso di intercettare un consistente deposito di materiali, che si riferisce con ogni probabilità allo svolgimento di una cerimonia collettiva di espiazione/purificazione, in occasione della ristrutturazione dell'edificio di pertinenza intorno al 500 a.C. Il deposito comprendeva infatti oggetti ricomponibili, reiterati e specificatamente selezionati: alla sfera del bere alludono in particolare diversi esemplari di anfore di importazione e di _kantharoi_ e calici in bucchero deposti all'intorno di un cratere a vernice nera; alla sfera della preparazione e consumo del cibo carneo preceduti dal sacrificio alludono invece l'abbondante quantità di ossa animali (in particolare, mandibole), le olle di diverso formato e i frammenti di fornello.

L'indagine ha infine interessato un secondo isolato, solo parzialmente portato in luce sul versante del Santuario Monumentale. In questo settore è presente una platea quadrangolare in blocchi di tufo rosso, dotata di una probabile funzione idraulica: lo scavo del 2015 ha infatti evidenziato una opera di canalizzazione sotterranea in blocchi di tufo che da essa prende avvio, garantendo il drenaggio dell'area in direzione dell'entroterra.
en This season’s excavations investigated the north strip of the monumental sanctuary, continuing the open-area excavations begun in 2009 in correspondence with the meeting point between the Caere-Pyrgi road and the _via_ _glareata_ leading to Pyrgi’s eastern port.

North of the _via_ _glareata_, excavation continued below the monumental building in tufa _opus_ _quadratum_ (c. 500 B.C.), interpreted as a house-tower associated with an entrance opening onto the road. A building partially delimited by structures with dry-stone foundations and mud-brick walls was partially exposed. It had a beaten crushed tufa floor and was divided into at least two rooms, and was restructured during the second half of the 6th century B.C.

South of the _via_ _glareata_, the excavation area was extended inland by a further 200 m2, revealing the plan of the large _insula_ facing onto the two roads and with a sequence of rooms facing onto a courtyard area was defined. The opening up of this area exposed the western wing of the _insula_, preceded by a portico of columns with peperino bases, and cut longitudinally by three wide, deep, post-antique ditches.

The excavations were concentrated on the north corner of the _insula_, at the junction of the two roads, exposing a building with several rooms delimited to the south by a narrow space between two walls. A sewer built of tufa blocks ran through this space, its function to drain the courtyard area, and then ran diagonally across the Caere-Pyrgi road. The section in the post-antique ditches showed that this building was preceded by at least two construction phases with different plans. Several decorated roofs, datable to the mid 6th century can be attributed to this part of the _insula_. This season, a fragment of antefix of the Campanian Gorgon’s head type (530-520 B.C.) was recovered (other fragments were found in the final abandonment layers during previous seasons).

The excavation of the rooms belonging to the southern wing of the _insula_ intercepted a substantial deposit of materials, probably relating to a collective ceremony of expiation/purification, on occasion of the restructuring of the building in about 500 B.C. In fact, the deposit included multiple examples of reconstructable and specifically chosen forms: several examples of imported amphorae, bucchero kantheroi and chalices arranged around a black glaze krater representing drinking; the preparation and consummation of meat represented by a large quantity of animal bones, in particular mandibles, jars of various shapes and fragments from a cooking stand.

Lastly, a second _insula_ was partially excavated on the slope of the monumental sanctuary. In this sector, a quadrangular _platea_ of red tufa blocks was present, probably with a hydraulic function. In fact, the excavation identified an underground channel made of tufa blocks leading off from it, guaranteeing the drainage of the area in the inland direction.
Team
Archaeologist - Claudia Carlucci
Archaeologist - Maria Donatella Gentili
Archaeozoologist - Jacopo De Grossi Mazzorin – Università del Salento
Architect - Alfonso Ippolito
Conservator - Wilma Bassilissi
Finds specialist - Maria Laura Santarelli
Geologist - Maria di Nezza
Geophysical surveyor - Luciana Orlando
Geophysical surveyor - Michele di Filippo
Paleobotanist - Alessandra Celant - Sapienza Università di Roma
Supervisor - Laura Maria Michetti

Media

Name
Pyrgi
Year
2016
Summary
it La campagna di scavo del 2016 ha interessato la fascia a Nord del Santuario Monumentale, in corrispondenza del raccordo tra la via di collegamento con Caere e l'asse stradale glareato diretto al porto orientale di Pyrgi.

A nord della via glareata, è proseguita l'indagine nel sottosuolo dell'edificio trapezoidale in opera quadrata di tufo (ca. 500 a.C.), interpretato come casa-torre. Sono emerse strutture in pietrame con alzati in mattoni crudi pertinenti a un edificio alto-arcaico, articolato in almeno tre ambienti, che è stato oggetto di parziale ristrutturazione nella seconda metà del VI sec. a.C. Tale edificio si sviluppa verso mare, mentre sul versante opposto è stato oggetto di un profondo taglio di sbancamento per l'impianto del contiguo isolato.

L'indagine di tale isolato è stata ripresa interessando due vani affiancati: è stata evidenziata la presenza di almeno due diversi livelli pavimentali in scaglie di tufo pressate, in rapporto ad altrettante modifiche planimetriche inquadrabili nell'ambito del V sec. a.C.; in uno dei vani, la sopraelevazione del pavimento è avvenuta con un ingente scarico di materiale ceramico locale e di importazione, terrecotte architettoniche, _instrumentum_ per la cottura, conservazione delle derrate e filatura, abbondanti ossa animali.

A sud della via glareata, l'area di cantiere è stata ampliata con il mezzo meccanico in direzione dell'entroterra di ulteriori 200 mq, abbracciando il tracciato della via Caere-Pyrgi e il limite orientale del grande isolato che si attesta contro i due percorsi stradali.

È stato inoltre aperto un nuovo saggio di scavo sulla via Caere-Pyrgi, nel tratto dove la carreggiata è attraversata da un canale in blocchi di tufo, funzionale a drenare il cortile centrale dell'isolato verso l'entroterra. L'indagine ha permesso di portare alla luce la cunetta di scolo che corre lungo il limite orientale della strada.

All'interno dell'isolato, lo scavo ha interessato in particolare il cd. edificio porticato, presso l'incrocio stradale: ne è stata precisata la planimetria, identificando interventi di parziale asportazione delle murature, attuati dopo la metà del V sec. a.C. Ad una fase finale di utilizzo dei piani pavimentali si riferisce la presenza di cinque lucerne fenicie intere, tre delle quali allineate contro il muro perimetrale ovest del fabbricato, con probabile significato rituale.

Nell'area cortilizia è stata portata alla luce una compatta piattaforma in scaglie di tufo bordata da lastre di calcare, probabilmente collegata funzionalmente al suddetto canale di drenaggio; la piattaforma è stata investita da un esteso scasso attuato a carico della pavimentazione del cortile. Sempre nel cortile, è stato intercettato un pozzo con camicia in pietrame, collocato presso l'angolo del vano I. Tale vano quadrangolare, facente parte dell'ala meridionale dell'isolato, è stato scavato intercettando un setto divisorio e raggiungendo una situazione di crollo.

L'indagine ha infine interessato un secondo isolato, solo parzialmente portato in luce verso sud, in direzione del Santuario Monumentale. In questo settore è presente una platea quadrangolare in blocchi di tufo connessa ad una opera di canalizzazione sotterranea defluente verso l'entroterra. L'indagine di scavo ha documentato un intervento di rimaneggiamento del condotto, attuato tra fine del IV - III sec. a.C.
Team
Archaeologist - Maria Donatella Gentili
Archaeozoologist - Eugenio Cerilli
Architect - Alfonso Ippolito
Conservator - Domizia Colonnello
Conservator - Grazia D’Urso
Epigraphist - Elena Tassi
Epigraphist - G. Piras
Epigraphist - P. Vannicelli - Sapienza Università di Roma
Geophysicist - Luciana Orlando
Geophysicist - Michele di Filippo
Paleobotanist - Alessandra Celant - Sapienza Università di Roma
Supervisor - Claudia Carlucci
Technical assistant - Carmine Piscopo - Sapienza Università di Roma, Polo Museale

Media

Name
Pyrgi
Year
2017
Summary
it La campagna di scavo del 2017 ha interessato la fascia a Nord del Santuario Monumentale, in corrispondenza del raccordo tra la via di collegamento con Caere e l'asse stradale glareato diretto al porto orientale di Pyrgi.

A nord della via glareata, è proseguita l'indagine nel sottosuolo e nei dintorni dell'edificio in opera quadrata di tufo (ca. 500 a.C.), interpretato come casa-torre. E' stata perfezionata la lettura dell'edificio in pietrame a secco impiantato nei decenni finali del VII sec.a.C., costituito da due vani assiali forse compresi all'interno di un recinto. Nella fase di ristrutturazione della seconda metà del VI sec. a.C., tale edificio si articolava in almeno due vani affiancati e affacciava su un'area cortilizia porticata, includente una grande cisterna circolare che è stata definitivamente interrata in epoca imperiale.

Nel contiguo isolato, lo scavo ha interessato l'ambiente A, dove è stato raggiunto il pavimento tufaceo tardo-arcaico portando in luce un pozzetto votivo in tufo grigio, all'intorno del quale erano presenti diverse punte di freccia in lamina di bronzo: dal riempimento, ricco di bruciato, si segnalano un piccolo lingotto in piombo e numerosi chiodini.
A sud della via glareata, l'area di cantiere è stata ampliata con il mezzo meccanico in direzione del mare di ulteriori 100 mq, permettendo di perfezionare la lettura del grande isolato che si attesta contro i due percorsi stradali.

Lo scavo ha interessato l'ala porticata orientale dell'isolato, che anche quest'anno ha restituito evidenza di più tetti decorati di epoca arcaica e di reiterati atti a carattere rituale: in particolare, nell'antistante portico, un contesto caratterizzato dalla presenza di numerose colature di piombo, che trova confronto a Pyrgi nel Santuario Meridionale.
Nell'area cortilizia, occupata da una piattaforma tufacea bordata da lastre, è proseguito lo scavo del pozzo collocato presso l'angolo del vano I, colmato definitivamente in epoca imperiale con un atto di tipo rituale consistente nella deposizione congiunta di una selezione di ossa animali associate a resti umani: è stata raggiunta la quota della falda acquifera alla profondità di cm 350, recuperando una grande quantità di materiale ceramico e architettonico ricomponibile di epoca preromana.
È stata inoltre completamente portato alla luce il condotto idraulico realizzato per drenare l'area cortilizia verso l'entroterra, che attraversa l'edificio porticato e la sede stradale della Caere-Pyrgi.

Nella fascia occidentale dell'isolato, fortemente intaccata dalle arature, è stato individuato il probabile muro di delimitazione dell'isolato sul versante del mare, evidenziando una serie di muri in pietrame a secco relativi ad ambienti soggetti a più rifacimenti nella fase di V-IV sec. a.C.; ad una fase precedente si riferisce l'affioramento di almeno due briglie murarie in opera quadrata di tufo connesse a un consistente scarico di tegole, coppi e anche terrecotte architettoniche di I fase.

Nel 2017 è infine proseguito lo scavo dell'isolato parzialmente portato in luce sul versante del Santuario Monumentale, dove sono presenti livelli di frequentazione di pieno IV sec. a.C., in rapporto a una platea quadrangolare in blocchi di tufo, da cui prende avvio una opera di canalizzazione sotterranea defluente verso l'entroterra.
en The 2017 campaign explored the north side of the monumental sanctuary, in correspondence with the crossroads between the road to Caere and the _via_ _glareata_ leading to the eastern port of Pyrgi.
Excavation continued north of the _via_ _glareata_ and around the _opus_ _quadratum_ tufa building (c. 500 B.C.), interpreted as a tower-house. The plan of the dry-stone constructed building was completed. Built in the final decades of the 7th century B.C., it comprised two rooms on the same axis, perhaps within an enclosure. During a phase of restructuring in the second half of the 6th century B.C., this building had at least two adjacent rooms and faced onto a porticoed courtyard area, including a large circular cistern that was definitively buried in the imperial period.
In the adjoining _insula_, excavation took place in room A, where the late archaic tufa floor was reached. A votive container of grey tufa was found, around which there were several bronze lamina arrowheads. The fill, rich in burnt material, contained a small lead ingot and numerous nails.

South of the _via_ _glareata_, the excavation area was extended by a further 100 m2, using a mechanical digger, towards the sea. This revealed the plan on the large _insula_ abutting the two roads.
The excavations investigated the eastern porticoed wing of the _insula_, which again this year produced evidence of more decorated archaic roofs and repeated ritual acts: in particular, a context characterised by the presence of numerous lead castings, with parallels in the south sanctuary at Pyrgi, in the portico in front.

In the area of the courtyard, occupied by a tufo platform bordered with paving stones, the excavation continued of a well in the corner of room I, definitively blocked in the imperial period with a fill indicating a ritual act: it contained a selection of animal bones associated with human bones, as well as a large quantity of pottery and architectural materials which derive from pre-Roman contexts.

A channel built to drain the area of the courtyard towards the outside was completely revealed, crossing the porticoed building and the Caere-Pyrgi road.

Media

Name
Pyrgi
Year
2018
Summary
it Gli interventi di scavo del 2018 sono stati incentrati sul cd. quartiere cerimoniale a nord del Tempio A, all'incrocio tra la via Caere-Pyrgi e la via glareata diretta al porto, eseguendo anche indagini fnalizzate a chiarire il rapporto con l'abitato e l'area santuariale.

Nel settore a nord della via glareata, lo scavo ha confermato il carattere del tutto eccezionale del vano A nella fase di età arcaica, contraddistinta dall'impianto di un pozzetto in tufo grigio. In questa direzione sono interpretabili non soltanto il riempimento dello stesso pozzetto (scavo 2017) e il particolare addensamento di punte di freccia in lamina bronzea nell'area immediatamente circostante, ma anche l'offerta di una coppa attica a figure rosse deposta all'angolo del vano e sigillata da una catasta di blocchi di tufo, nella fase di rialzamento del piano di calpestio. Il pozzetto risulta inserito all'interno di un vano, o recinto, più antico che presenta abbondanti tracce di attività connesse all'uso del fuoco - forse in rapporto alla lavorazione dei metalli.

Lo sviluppo planimetrico dei fabbricati portati alla luce a nord della via glareata e il loro inserimento nella maglia degli isolati urbani sono suggeriti dalle risultanze di una prospezione georadar eseguita nel mese di ottobre 2017, validate attraverso un saggio di verifica: è stata portata in luce parte di un edificio realizzato con blocchi di tufo disposti per testa, che si contrappone al cd edificio in opera quadrata all'interno di un medesimo complesso edilizio.

A sud della via glareata, lo scavo è stato esteso ai diversi ambienti del grande isolato (500 mq) che si attesta contro i due percorsi stradali. In particolare, è stato possibile documentare le sostanziali modifiche planimetriche e altimetriche apportate all'ala meridionale dell'isolato nella fase di V sec. a.C., attraverso l'allargamento dei vani I e L in direzione dell'area cortilizia e la dismissione di vani ricadenti nel sottosuolo del vano M, andati distrutti con ogni probabilità a seguito di un incendio. In quest'ultimo settore è stata completata l'indagine del consistente accumulo di materiale ceramico e archeozoologico, interpretato come riflesso dello svolgimento di una cerimonia di purificazione/espiazione a carattere collettivo, che ha segnato l'obliterazione della fase precedente: il carattere rituale dell'intervento è ulteriormente sottolineata dalla deposizione di una coppa in bucchero recante due sigle e una iscrizione etrusca intorno al piede, e quella di una olletta con iscrizione sull'orlo, sigillata da un blocco di tufo e associata a consistenti tracce di bruciato.
Nell'area cortilizia è stato quest'anno portato alla luce un secondo pozzo, originariamente coronato da un lastrone di arenaria con apertura circolare, provvista di incasso per coperchio, recuperato dal riempimento.

La novità più significativa della campagna di scavo del 2018 è scaturita delle indagini eseguite nella fascia intermedia tra il quartiere cerimoniale e il Santuario Monumentale: è stata portata interamente in luce una struttura muraria in blocchi di tufo per taglio, orientata come il Tp A e raccordata alla crepidine occidentale del tratto urbano della Caere-Pyrgi, che proponiamo di interpretare come limite di un percorso stradale che costeggiava dall'esterno il Santuario Monumentale. Questa nuova evidenza corrisponde certamente a una significativa cesura topografica, finalmente offrendo una delimitazione allo spazio santuariale sul lato settentrionale.
en The 2018 excavations concentrated on the so-called ceremonial quarter to the north of Temple A, at the crossroads of the Caere-Pyrgi road and the _via_ _glareata_ leading to the port; investigations were also carried out that aimed to clarify the relationship between the residential and sanctuary areas.

In the sector north of the _via_ _glareata_, the excavations confirmed the exceptional nature of room A in the archaic phase, where a grey tufa votive container was present. This was attested by the fill of the container itself (2017 excavations) and in particular by the concentration of bronze lamina arrowheads surrounding it, but also by the offering of an Attic Red-figure cup placed in the corner of the room and sealed by a pile of tufa blocks, during the phase when the floor surface was raised. The votive container had been inserted into an earlier room or enclosure, which presented abundant traces of activities connected with the use of fire, perhaps metalworking.

The plans of the buildings excavated to the north of the _via_ _glareata_ and their position within the network of urban _insulae_ were indicated by the results of a georadar survey, checked through the digging of test trenches. Part of a building constructed with vertically placed tufa blocks was excavated, opposite the so-called building in _opus_ _quadratum_ in the same complex.
South of the _via_ _glareata_, several rooms in the large _insula_ (500 m2) that was bordered by two roads were excavated. In particular, it was possible to document substantial modifications to the plans and altimetry made to the south wing of the _insula_ in the 5th century B.C. phase, through the enlarging of rooms I and L towards the courtyard area. In this period, the rooms underlying room M went out of use, probably following a fire. In this latter sector, the investigation of a substantial accumulation of ceramic and archaeozoological material was completed. This is interpreted as evidence of a collective purification/expiation ritual, which marked the obliteration of the previous phase. The ritual nature of the intervention was also highlighted by the deposition of a bucchero cup bearing two initials and an Etruscan inscription around the foot, and a small jar with an inscription on the rim, sealed by a tufa block and associated with significant traces of burning.
This year, a second well was discovered in the courtyard area, originally crowned by a tufa slab with a circular aperture and housing for the lid that was found in the fill.

The most significant results this season came from the investigations in the area between the ceremonial quarter and the monumental sanctuary. Here a structure built of vertically-placed tufa blocks was completely exposed. It was on the same alignment as Temple A and connected by the west kerb of the urban stretch of the Caere-Pyrgi road, and it is proposed that it was the edge of a road running around the sanctuary. This new evidence certainly corresponds with a significant topographic cut-off point, finally offering delimitation to the natural space of the sanctuary on the north side.

Media

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Location

Ancient Site Name
Pyrgi
Location
Santa Severa
Easting
11.8502572295
Northing
42.0340692039