- Item
- AIAC_2343
- Name
- Isolino Virginia
- Date Range
- 5320 BC – 5060 BC
- 4840 BC – 4680 BC
- 3630 BC – 3380 BC
- Monuments
- Settlement
- Website
- http://www.cspa-va.it/
Seasons
-
AIAC_2343 - Isolino Virginia - 2006Si è ripresentato un periodo di siccità con il conseguente abbassamento del livello del lago di oltre cm 60; in alcuni punti si sono liberate dall’acqua fra i 12 e i 13 metri di riva . E’ così comparsa una massicciata di pietre che si ritrova lungo la riva E N e NW. Le strutture lignee compaiono in alcuni casi direttamente fra le pietre oppure al di sotto di un livello di cm 2,5-5,00 di ghiaia sabbiosa. La massicciata in questione che nell’area N è in perfetto stato di conservazione, è in pratica un paleosuolo. Come già si fece nel 2005, si sono posizionati e quotati i vari materiali sparsi sulla superficie della riva. Si è scelto di indagare parte dell’area N. Viene in luce la struttura pavimentale US 4 che è stata oggetto di campionature per analisi xilotomiche, dendrocronologiche e radiocarboniche come è avvenuto per l’area E; questa struttura, ha fornito, grazie ad un campione da un tronco orizzontale di ontano, la seguente datazione assoluta al C 14: 4840-4710 BC cal.1 σ. Altra datazione proviene da una struttura verticale collassata al suolo: 4800-4680 BC cal. 1 σ Il materiale ceramico è piuttosto raro e in frammenti di ridotte dimensioni; predomina principalmente l’industria litica. E’ stata individuata una zona di concentrazione di noduli di selce (US 48) in molti casi provati per saggiare la qualità della materia prima. Vista l’eccezionalità delle strutture lignee venute in luce e del loro stato di conservazione, ci si è attivati per realizzare un calco da poter lasciare in vista, sempre, nell’ambito del parco archeologico (esposto dall’agosto 2007). I risultati delle datazioni assolute ottenute da pali e tavole delle strutture messe in luce e rilevate lungo la riva E nel 2005, hanno permesso di individuare, nello spazio di pochi metri, due diverse fasi insediative con un intervallo di 1000 anni (relative al Neolitico medio e recente): 4720-4600 BC cal 1 σ ; 3630-3380 BC cal.1 σ.
-
AIAC_2343 - Isolino Virginia - 2007Investigations were undertaken on two fronts. 1) At the centre of the island in correspondence with the area excavated by Bertolone in 1953-59. Here part of a dump directly overlying the wooden Neolithic structures was removed. 2) In order to move an ENEL electricity cable crossing the excavation a trench was dug which itself revealed levels and layers of 16th-15th century and medieval date, some still intact, documenting the island’s more recent occupation history. It was seen that the museum’s façade rested on a wall 1.10 m wide which probably relates to the ancient church of S. Biagio. Other walls, probably Renaissance, were identified along and parallel with the west bank. Two stratigraphic sequences were exposed: 1) datable to the Bronze T/F and some time during the Neolithic period 2) the second dated to the late Neolithic period and produced the absolute dating of a post of 3660-3530 BC cal. 1σ. The line of the bank of the west coast which had emerged from the lake was plotted and levels were taken. The same type of stony feature as seen in 2005 and 2006 on the north and east banks was also seen here.
-
AIAC_2343 - Isolino Virginia - 2008La riapertura di parte dell’area “Bertolone 1953-59” (ex qq I-IV), ha avviato la base per la prosecuzione della ricerca nell’ambito delle varie fasi neolitiche oltre che dell’Eneolitico e dell’età del Bronzo. Nel 1953 Bertolone aveva aperto l’area di scavo al centro dell’Isola con una trincea orientata N-S, larga m 1,80 e lunga m 5,70 da utilizzare come scavo guida. Grazie ad appunti, schizzi e foto Bertolone del 1953 e 1956, si è potuto mettere in luce il taglio della trincea del 1953. Si è anche identificato nell’angolo NW, quello che ai tempi fu punto di appoggio per transitare da una zona risparmiata dello scavo la terra fuori dall’area di ricerca. La sezione di questa zona risparmiata (sez. N CD /4), è stata oggetto di campionature per analisi paleobotaniche e radiometriche. Fra settembre e ottobre si è potuto realizzare 1) lo strappo di due porzioni di sezioni. Gli strappi in questione sono stati poi portati nel Museo Preistorico dell’Isolino; dal 18 aprile 2009 sono esposti al pubblico con un pannello esplicativo che riporta anche i risultati delle datazioni finora ottenute.
-
AIAC_2343 - Isolino Virginia - 2009Si sono individuati, raccordati e riuniti vari punti georeferenziati che nel tempo erano stati posizionati in diverse occasioni sull’Isola. Si è proseguito lo scavo nell’area di indagine allargata a N dello scavo Bertolone: nel 2008 Al di sotto di circa una ventina di cm di humus di sottobosco, si individua un terreno limo sabbioso smosso con presenza di intrusioni recenti ma non contemporanee. Si mette in luce la sottostante unità stratigrafica limo-argilloso, leggermente sabbiosa con presenza di raro ghiaino, grande abbondanza di ciottoli di diversa pezzatura, in particolar modo concentrati nell’area E. Indizio di sconvolgimento stratigrafico è dato dalla presenza di coppi, laterizi che non sono comunque estremamente recenti. Data l’adiacenza del saggio A (campagna di scavo 2007) alla sede del Museo (ex Chiesa di S. Biagio) e sulla scorta di rinvenimenti medievali, detti frammenti di laterizi potrebbero appartenere alla copertura della chiesa o al ripristino della copertura stessa. Diverse fasi di interventi con riporto di terreno sono documentate da buche alcune con sassi quale zeppatura per palo, trincee e dalle sottostanti e successive US 202-341, 203. I materiali hanno uno stato fisico eterogeneo con vari gradi di fluitazione; si arguisce trattarsi di terreno mosso e rimosso con materiali riferibili, ad un primo controllo, al Bronzo Tardo/Finale associato alla presenza di rari frammenti di laterizio che, quando di dimensioni molte ridotte, potrebbero rappresentare intrusioni dovute a radici e tane. L’ultima US scavata è uno strato steso a scopo di bonifica. Alla testa, vi sono pochi sassi che aumentano alla base e presentano diversi orientamenti. Da una prima analisi i materiali sembrano riferirsi al Neolitico recente /finale. Lo scavo termina in corrispondenza di grandi ciottoli strutturati e dell’US 417. Con apparecchiatura Multibeam si è effettuato il rilievo batimetrico georeferenziato della massicciata che circonda la riva dell’Isolino a E, N e W (le aree E e N sono state parzialmente indagate nel 2006) e prosegue dall’estremità NW dell’isola con una propaggine orientata S-N verso la costa di Biandronno. Sulla superficie della massicciata, nelle aree indagate (E e N) si sono rinvenuti materiali ceramici neolitici e in particolare litici. Il rilievo con l’eco scandaglio plurimo è stato realizzato con un dettaglio di cm 10x 10 La massicciata è di fatto un pianoro monumentale che si protende nel lago dalla linea di riva attuale fra i 16 e i 26 metri e termina in una scarpata. L’impianto della sommità della scarpata stessa è costante intorno all’isola e vale circa 237,20 m.s.l.m.
-
AIAC_2343 - Isolino Virginia - 2010Sono stati realizzati dal CNR-IDPA di Milano carotaggi palinologici (VIR3/3bis) per la ricostruzione dell’ambiente e dell’impatto umano nell’area Isolino fra fine VI e V millennio a.C. A questo scopo si è scelta l’area del saggio D posto presso la riva W dell’Isola e di cui si dispone una sequenza stratigrafica, individuata nel 2007 ove si è riconosciuto un livello relativo al Neolitico tardo/finale e per il quale si possiede una datazione assoluta (3660-3530 BC); in ottobre, in occasione della visita dell’Ispettore dell’ICOMOS, sono stati presentati su pannello i primi risultati. Area del centro Isola: nell’allargamento a N dello scavo Bertolone (1953-59) si sono messi in luce a) lo strato US 201, smosso ab antiquo che, come si ebbe già modo di verificare nel 2009, conteneva materiale ascrivibile al Bronzo Tardo/Finale oltre a reperti Eneolitici e Neolitici; b) il sottostante acciottolato US 442 dell’età del Bronzo, non meglio inquadrabile in quanto non ancora oggetto di scavo; c) lo strato di bonifica US 200, già precedentemente antropizzato, con all’interno piccoli frammenti di ceramica e elementi litici ascrivibili al Neolitico /Eneolitico, in base agli ultimi risultati ottenuti dalle analisi radiometriche, sembra essere stato steso durante il Bronzo Antico: LTL5429A: 3587±45 BP-2130-2090BC; 2050-1860BC; 1850-1770. Si è poi potuta individuare l’occupazione tardo/finale neolitica correlata a una struttura abitativa. L’US 417 si è rivelata essere fase di vita dell’abitazione costituita da: - grosse pietre piatte collassate (US428), pietre in parte già visibili al tetto di US 417, ne compaiono altre di rincalzo; - un’area centrale con battuto US 429 delimitata da US 428 oltre che da buche di palo (US 427, 431, 433, 435, 437,439). Sono presenti forme e aspetti lagozziani (pesi reniformi, piatti decorati, ciotole carenate, trancianti trasversali abbinati a aspetti tipo Breno oltre a elementi chiaramente eneolitici. Questa situazione presenta stringenti affinità con i materiali dei livelli tardo neolitici di Monte Covolo. In questa zona dell’isola gli abitanti neolitici si sono impiantati in una conca naturale (US 440) creata in uno strato di sabbie di esondazione che fa da sponda al piano di ciottoli e ceramica (US 441) sottostante alla precitata abitazione. Di questo piano di ciottoli, ricco di ceramica anche di grandi dimensioni, si è pensato di risparmiare una parte per una sua futura esposizione al pubblico.
-
AIAC_2343 - Isolino Virginia - 2011Durante la campagna 2011 sono state elaborate alcune tecniche fotogrammetriche per realizzare una completa ricostruzione 3D di ciascun dettaglio stratigrafico raggiungendo lo scopo di perfezionare al millesimo la documentazione archeologica standard solitamente in uso (Tessaro C. in stampa). Area del centro Isola: la campagna 2011 è proseguita in questa zona con lo scavo dell’acciottolato US 442 ascrivibile al Bronzo Antico (a oggi per questo periodo si dispone della data LTL5429A: 3587±45 BP). Proseguendo, sono state per altro indagate unità stratigrafiche neolitiche: US 441, 480 (in AE 6-9) facenti parti di elementi strutturali (sottostanti ai resti dell’abitazione US 429,.428 con relativi buchi di palo indagati nel 2010); sono venuti in luce ceramica, industria litica, macinelli, lisciatoi, percussori. Parecchie sono per altro le tracce di pigmento individuato sia in questi strati che in quelli soprastanti:in alcuni casi rinvenuto in polvere sciolta, in altri casi su ciottoli, alcuni dei quali risultano dipinti. Come già si disse l’anno scorso si è potuta individuare l’occupazione tardo/finale neolitica correlata a una struttura abitativa (US 417, fase di vita dell’abitazione costituita da: - grosse pietre piatte collassate e battuto al centro dell’abitazione che insiste su resti di un’altra struttura abitativa; lo scavo di US441, 480 ha messo in luce quest’anno altri elementi strutturali (US 481) e US 448. La sequenza stratigrafica finora individuata e indagata, è estremamente importante per la conoscenza e l’approfondimento delle problematiche connesse a Chassey-Lagozza, al Neolitico tardo e finale, al passaggio all’Eneolitico. Sono presenti forme e aspetti lagozziani (come trancianti trasversali e industria su lama, pesi reniformi, piatti decorati, ciotole carenate, scodelle) abbinati a elementi tipo Breno oltre a caratteri chiaramente eneolitici. Si è provveduto a installare 12 markers erosion lungo le rive N, E e parte dell’W (tondini in ferro di cm 12 di spess., h m 2,00) per un controllo puntuale del fondale.
-
AIAC_2343 - Isolino Virginia - 2012_Area del centro Isola_ L’indagine 2011 di una struttura abitativa si era conclusa in corrispondenza della messa in luce di un piano di sassi (US 481), dell’US 448 e del livello US 477; la campagna 2012 è proseguita con il completamento dello scavo della struttura stessa del Neolitico Finale: Sembra che anche le unità stratigrafiche messe in luce quest’anno siano da ascrivere a questo periodo in quanto sono sempre presenti forme e aspetti lagozziani come trancianti e industria su lama, pesi reniformi, fusaiole e elementi tipo Breno. Per quanto riguarda US 448, la composizione mista del terreno, la frammentarietà e la ridotta quantità dei reperti in esso disposti caoticamente, fanno propendere per uno strato di riporto. Nel procedere nell’indagine si è messo in luce un piano di ceramica e litica (US 483) che, rilevato e asportato, ha messo in vista un terreno misto di sabbie, limo, argilla, US 462, che in alcuni punti riempie anche fossette naturali aperte nelle sabbie e nei solchi di un’erosione che in più punti ha dislocato o asportato il piano (US 486). In US 462 si sono trovate tre asce in pietra verde non molto distanti fra loro: una molto frammentaria con un piccolo resto di tagliente, un’altra, la più piccola, ha il tagliente leggermente frammentato; la terza, quella di maggiori dimensioni, è in ottimo stato di conservazione e risulta deposta in una buca. Lungo tutte le rive e in particolare nell’area SE: la necessità di verificare e conoscere nella sua totalità l’estensione delle evidenze archeologiche di questo eccezionale giacimento per una corretta conservazione e tutela delle stesse, aveva spinto, dapprima nel 2009, tramite il Multibeam, a un rilievo generale delle rive e della massicciata costituita da pietre di diverse dimensioni (che a N copre strutture lignee del Neolitico Antico), a E e a W per poi passare quest’anno a un sopralluogo subacqueo sistematico. Si sono potuti osservare da vicino i medi e grandi massi (che si trovano alla base della scarpata, che seguono la massicciata e l’area rialzata con sassi, una specie di “diga” che prosegue a N-NW verso la riva di Biandronno). Si è potuto verificare che lungo la riva E, precisamente a partire dall’attracco delle barche, verso Sud, si estende una notevole concentrazione di pali, fra i quali, si sono chiaramente individuati resti di palizzata. Altre palificate nelle acque basse vi sono ancora a SW oltre che lungo la riva E a NW sulla terraferma. La ricerca subacquea ha permesso di localizzare e delimitare e successivamente indagare, la zona di concentrazione di pali avvistati nel 1863 da Antonio Stoppani con Desor e.De Mortillet e a SE dell’Isola. Si è indagata un’area di mq 90 rilevandone i pali ed effettuando delle campionature. Sono state per altro scoperte altre aree di concentrazione di palificate preistoriche nell’area NW e N (zona già oggetto di ricerca e scavo nel 2006 e ascrivibile al Neolitico antico:4910-4580 BC). Seguendo due assi (N-S e E-W), tracciati in modo che gli stessi passino dove si dispone di sequenze stratigrafiche e, quando possibile, di datazioni, sono stati effettuati carotaggi sia in acqua sia sulla terra ferma.
Media
- Name
- Isolino Virginia
- Year
- 2006
- Summary
-
it
Si è ripresentato un periodo di siccità con il conseguente abbassamento del livello del lago di oltre cm 60; in alcuni punti si sono liberate dall’acqua fra i 12 e i 13 metri di riva . E’ così comparsa una massicciata di pietre che si ritrova lungo la riva E N e NW. Le strutture lignee compaiono in alcuni casi direttamente fra le pietre oppure al di sotto di un livello di cm 2,5-5,00 di ghiaia sabbiosa. La massicciata in questione che nell’area N è in perfetto stato di conservazione, è in pratica un paleosuolo. Come già si fece nel 2005, si sono posizionati e quotati i vari materiali sparsi sulla superficie della riva.
Si è scelto di indagare parte dell’area N. Viene in luce la struttura pavimentale US 4 che è stata oggetto di campionature per analisi xilotomiche, dendrocronologiche e radiocarboniche come è avvenuto per l’area E; questa struttura, ha fornito, grazie ad un campione da un tronco orizzontale di ontano, la seguente datazione assoluta al C 14: 4840-4710 BC cal.1 σ. Altra datazione proviene da una struttura verticale collassata al suolo: 4800-4680 BC cal. 1 σ Il materiale ceramico è piuttosto raro e in frammenti di ridotte dimensioni; predomina principalmente l’industria litica. E’ stata individuata una zona di concentrazione di noduli di selce (US 48) in molti casi provati per saggiare la qualità della materia prima. Vista l’eccezionalità delle strutture lignee venute in luce e del loro stato di conservazione, ci si è attivati per realizzare un calco da poter lasciare in vista, sempre, nell’ambito del parco archeologico (esposto dall’agosto 2007). I risultati delle datazioni assolute ottenute da pali e tavole delle strutture messe in luce e rilevate lungo la riva E nel 2005, hanno permesso di individuare, nello spazio di pochi metri, due diverse fasi insediative con un intervallo di 1000 anni (relative al Neolitico medio e recente): 4720-4600 BC cal 1 σ ; 3630-3380 BC cal.1 σ. -
en
A further period of drought caused the level of the lake to drop by over 60 cm, in some points 12 to 13 m of the lake bed were exposed between the water’s edge and the bank. This revealed a stony stratum along the EN and NW banks. In some cases wooden structures appeared immediately and were visible among the stones, others were below 2.5-5.00 cm of sandy gravel. The stony feature, which in the northern area was perfectly preserved, was an ancient ground surface. As in 2005 the materials scattered over the surface were plotted and levels were taken.
It was decided to investigate part of the northern area. A floor, US 4, was exposed and sampled for xylotomical, dendrochronology and radio-carbon dating, as was undertaken in area E. Thanks to a sample from a horizontal trunk of alder this structure provided an absolute C14 dating of 4840-4710 BC cal.1 σ. Further dating came from a collapsed vertical structure: 4800-4680 BC cal. 1 σ. Pottery fragments were rare and small. The materials collected were dominated by evidence of the lithic industry. A concentration of flint nodules was identified (US 48) which had been tested in order to gauge the quality of the raw material. Given the exceptional nature of the wooden structures and their state of preservation, a cast was made to be left on view in the archaeological park (put on show 7th August 2007). The absolute dating obtained from the posts and planks from the excavated structures and those identified along the eastern bank in 2005, led to the identification of two different settlement phases, within the space of a few metres, with an interval of 100 years (relating to the middle and late Neolithic): 4720-4600 BC cal 1 σ ; 3630-3380 BC cal.1 σ. - Summary Author
- Daria Giuseppina Banchieri
- Research Body
- Museo Civico di Villa Mirabello, Varese
Media
- Name
- Isolino Virginia
- Year
- 2007
- Summary
-
en
Investigations were undertaken on two fronts.
1) At the centre of the island in correspondence with the area excavated by Bertolone in 1953-59. Here part of a dump directly overlying the wooden Neolithic structures was removed.
2) In order to move an ENEL electricity cable crossing the excavation a trench was dug which itself revealed levels and layers of 16th-15th century and medieval date, some still intact, documenting the island’s more recent occupation history. It was seen that the museum’s façade rested on a wall 1.10 m wide which probably relates to the ancient church of S. Biagio.
Other walls, probably Renaissance, were identified along and parallel with the west bank.
Two stratigraphic sequences were exposed: 1) datable to the Bronze T/F and some time during the Neolithic period 2) the second dated to the late Neolithic period and produced the absolute dating of a post of 3660-3530 BC cal. 1σ.
The line of the bank of the west coast which had emerged from the lake was plotted and levels were taken. The same type of stony feature as seen in 2005 and 2006 on the north and east banks was also seen here. -
it
Gli interventi di indagine archeologica sono avvenuti contemporaneamente su due fronti.
1) Al centro dell’Isola in corrispondenza dell’area di scavo Bertolone 1953-59: si è proceduto all’eliminazione di porzione di discarica che insisteva direttamente sulle strutture lignee neolitiche.
2) Per lo spostamento di un cavo Enel che attraversava l’area di scavo stesso, si è realizzata una trincea ciò ha portato all’individuazione di livelli e strati cinque/quattrocenteschi e medievali, in alcuni casi ancora intatti, che documentano l’aspetto più recente della storia della frequentazione dell’Isola. Si è potuto appurare che su un muro, di m 1,10 di spessore, insiste la facciata della sede del Museo; tale muro con tutta probabilità è connesso all’antica chiesa di S. Biagio.
Altri muri, probabilmente rinascimentali, si sono individuati lungo e parallelamente alla riva W.
Si sono messe in luce 2 sequenze stratigrafiche: 1) ascrivibile al Bronzo T/F e a un non meglio precisabile Neolitico 2) la seconda ha permesso l’individuazione di Neolitico recente e ha fornito la datazione assoluta di un palo 3660-3530 BC cal. 1σ.
Si sono prese le quote e le posizioni della linea di riva della costa W, libera dalle acque che metteva in vista lo stesso tipo di massicciata rilevata negli anni 2005 e 2006 lungo le rive N ed E. - Summary Author
- Daria Giuseppina Banchieri
- Research Body
- Museo Civico di Villa Mirabello, Varese
Media
- Name
- Isolino Virginia
- Year
- 2008
- Summary
-
it
La riapertura di parte dell’area “Bertolone 1953-59” (ex qq I-IV), ha avviato la base per la prosecuzione della ricerca nell’ambito delle varie fasi neolitiche oltre che dell’Eneolitico e dell’età del Bronzo.
Nel 1953 Bertolone aveva aperto l’area di scavo al centro dell’Isola con una trincea orientata N-S, larga m 1,80 e lunga m 5,70 da utilizzare come scavo guida. Grazie ad appunti, schizzi e foto Bertolone del 1953 e 1956, si è potuto mettere in luce il taglio della trincea del 1953. Si è anche identificato nell’angolo NW, quello che ai tempi fu punto di appoggio per transitare da una zona risparmiata dello scavo la terra fuori dall’area di ricerca. La sezione di questa zona risparmiata (sez. N CD /4), è stata oggetto di campionature per analisi paleobotaniche e radiometriche. Fra settembre e ottobre si è potuto realizzare 1) lo strappo di due porzioni di sezioni. Gli strappi in questione sono stati poi portati nel Museo Preistorico dell’Isolino; dal 18 aprile 2009 sono esposti al pubblico con un pannello esplicativo che riporta anche i risultati delle datazioni finora ottenute. -
en
The reopening of part of the “Bertolone 1953-59” excavations (ex qq I-IV), formed the basis for the continuation of research into the various Neolithic as well as Enolithic and Bronze Age phases.
In 1953 Bertolone had opened an excavation at the centre of the island with a trench on a north-south alignment, 1.80 m wide and 5.70 m long, to be used as a guide excavation. Thanks to his notes, sketches and photographs from 1953 and 1956 it was possible to expose the cut of the 1953 trench. In the north-western corner an area was identified which at the time had been used as a passage for the removal of excavated earth. The section of this unexcavated area (sez. N CD /4), was sampled for palaeo-botanical and radiometric analyses. Between September and October two sections were removed and taken to the Museo Preistorico dell’Isolino. These went on display on the 18th April 2009 together with an information panel which also shows the dating hitherto obtained. - Summary Author
- Daria Giuseppina Banchieri
- Research Body
- Museo Civico di Villa Mirabello, Varese
Media
- Name
- Isolino Virginia
- Year
- 2009
- Summary
-
it
Si sono individuati, raccordati e riuniti vari punti georeferenziati che nel tempo erano stati posizionati in diverse occasioni sull’Isola. Si è proseguito lo scavo nell’area di indagine allargata a N dello scavo Bertolone: nel 2008 Al di sotto di circa una ventina di cm di humus di sottobosco, si individua un terreno limo sabbioso smosso con presenza di intrusioni recenti ma non contemporanee. Si mette in luce la sottostante unità stratigrafica limo-argilloso, leggermente sabbiosa con presenza di raro ghiaino, grande abbondanza di ciottoli di diversa pezzatura, in particolar modo concentrati nell’area E. Indizio di sconvolgimento stratigrafico è dato dalla presenza di coppi, laterizi che non sono comunque estremamente recenti. Data l’adiacenza del saggio A (campagna di scavo 2007) alla sede del Museo (ex Chiesa di S. Biagio) e sulla scorta di rinvenimenti medievali, detti frammenti di laterizi potrebbero appartenere alla copertura della chiesa o al ripristino della copertura stessa. Diverse fasi di interventi con riporto di terreno sono documentate da buche alcune con sassi quale zeppatura per palo, trincee e dalle sottostanti e successive US 202-341, 203. I materiali hanno uno stato fisico eterogeneo con vari gradi di fluitazione; si arguisce trattarsi di terreno mosso e rimosso con materiali riferibili, ad un primo controllo, al Bronzo Tardo/Finale associato alla presenza di rari frammenti di laterizio che, quando di dimensioni molte ridotte, potrebbero rappresentare intrusioni dovute a radici e tane.
L’ultima US scavata è uno strato steso a scopo di bonifica. Alla testa, vi sono pochi sassi che aumentano alla base e presentano diversi orientamenti. Da una prima analisi i materiali sembrano riferirsi al Neolitico recente /finale. Lo scavo termina in corrispondenza di grandi ciottoli strutturati e dell’US 417.
Con apparecchiatura Multibeam si è effettuato il rilievo batimetrico georeferenziato della massicciata che circonda la riva dell’Isolino a E, N e W (le aree E e N sono state parzialmente indagate nel 2006) e prosegue dall’estremità NW dell’isola con una propaggine orientata S-N verso la costa di Biandronno. Sulla superficie della massicciata, nelle aree indagate (E e N) si sono rinvenuti materiali ceramici neolitici e in particolare litici. Il rilievo con l’eco scandaglio plurimo è stato realizzato con un dettaglio di cm 10x 10 La massicciata è di fatto un pianoro monumentale che si protende nel lago dalla linea di riva attuale fra i 16 e i 26 metri e termina in una scarpata. L’impianto della sommità della scarpata stessa è costante intorno all’isola e vale circa 237,20 m.s.l.m. -
en
The geo-referenced points that had been positioned across the island on various occasions were collated. Excavation of the area extended to the north of Bertolone’s area continued. Here in 2008 a disturbed sandy silt soil with the presence of recent, but not contemporary, intrusions was identified below circa 20 cm of humus. The underlying stratigraphic unit was uncovered comprising a silty-clay, slightly sandy with occasional gravel and abundant cobbles of varying sizes with a particular concentration in the eastern area. The disturbed stratigraphy was indicated by the presence of imbrices and bricks which, however, were not very recent. Given the proximity of trench A (2007 campaign) to the Museum (ex church of S. Biagio) and the medieval finds, these fragments may have been part of the church roof or repairs to the latter. Various interventions with dumps were documented by post-holes, some with stones to act as wedges for the posts, trenches and by the and from the underlying and successive contexts 202-341 and 203.The materials were physically heterogenous with various degrees of drift; this was probably dumped earth containing materials dating to the Late/Final Bronze Age associated with rare brick fragments whose presence may be due to movement by roots or animal burrowing.
The final US excavated was a land reclamation layer. At the top of the layer there were some stones, their number increasing at the base. The stones presented various alignments. A first analysis suggests this material dates to the late/final Neolithic period. The excavation terminated in correspondence with large structured cobbles and US 417.
Using a Multibeam device a geo-referenced bathymetry survey was made of the stony feature surrounding the bank of the Isolino to the east, north and west (the east and north areas were partially investigated in 2006) and continuing to the north-western extremity of the island with a ramification on a south-north alignment towards the Biandronno shoreline. In the areas investigated (east and north) Neolithic pottery and lithics were present on the surface of the stony feature. The readings with the echo-sounder were undertaken at 10 x 10 cm. In fact, the feature forms a monumental plateau extending into the lake at between 16 and 26 m from the present shoreline and terminating in a scarp. The height of the scarp’s summit is constant around the island at about 237.20 m a.s.l. - Summary Author
- Daria Giuseppina Banchieri
- Research Body
- Museo Civico di Villa Mirabello, Varese
Media
- Name
- Isolino Virginia
- Year
- 2010
- Summary
-
it
Sono stati realizzati dal CNR-IDPA di Milano carotaggi palinologici (VIR3/3bis) per la ricostruzione dell’ambiente e dell’impatto umano nell’area Isolino fra fine VI e V millennio a.C. A questo scopo si è scelta l’area del saggio D posto presso la riva W dell’Isola e di cui si dispone una sequenza stratigrafica, individuata nel 2007 ove si è riconosciuto un livello relativo al Neolitico tardo/finale e per il quale si possiede una datazione assoluta (3660-3530 BC); in ottobre, in occasione della visita dell’Ispettore dell’ICOMOS, sono stati presentati su pannello i primi risultati.
Area del centro Isola: nell’allargamento a N dello scavo Bertolone (1953-59) si sono messi in luce a) lo strato US 201, smosso ab antiquo che, come si ebbe già modo di verificare nel 2009, conteneva materiale ascrivibile al Bronzo Tardo/Finale oltre a reperti Eneolitici e Neolitici; b) il sottostante acciottolato US 442 dell’età del Bronzo, non meglio inquadrabile in quanto non ancora oggetto di scavo; c) lo strato di bonifica US 200, già precedentemente antropizzato, con all’interno piccoli frammenti di ceramica e elementi litici ascrivibili al Neolitico /Eneolitico, in base agli ultimi risultati ottenuti dalle analisi radiometriche, sembra essere stato steso durante il Bronzo Antico: LTL5429A: 3587±45 BP-2130-2090BC; 2050-1860BC; 1850-1770.
Si è poi potuta individuare l’occupazione tardo/finale neolitica correlata a una struttura abitativa. L’US 417 si è rivelata essere fase di vita dell’abitazione costituita da: - grosse pietre piatte collassate (US428), pietre in parte già visibili al tetto di US 417, ne compaiono altre di rincalzo; - un’area centrale con battuto US 429 delimitata da US 428 oltre che da buche di palo (US 427, 431, 433, 435, 437,439). Sono presenti forme e aspetti lagozziani (pesi reniformi, piatti decorati, ciotole carenate, trancianti trasversali abbinati a aspetti tipo Breno oltre a elementi chiaramente eneolitici.
Questa situazione presenta stringenti affinità con i materiali dei livelli tardo neolitici di Monte Covolo. In questa zona dell’isola gli abitanti neolitici si sono impiantati in una conca naturale (US 440) creata in uno strato di sabbie di esondazione che fa da sponda al piano di ciottoli e ceramica (US 441) sottostante alla precitata abitazione. Di questo piano di ciottoli, ricco di ceramica anche di grandi dimensioni, si è pensato di risparmiare una parte per una sua futura esposizione al pubblico. -
en
The CNR-IDPA of Milan took palinologiocal core samples (VIR3/3bis) from the site with the aim of reconstructing the environment and human impact in the Isolino area between the end of the 6th and the 5th millennium B.C. The samples were taken from trench D, situated on the west bank of the island where in 2007 a stratigraphic sequence was identified which included a late/final Neolithic layer and for which there is an absolute date (3660-3530 B.C.). In October, in occasion of a visit by the ICOMOS inspector the first results were presented on display panels.
Area at the centre of Isola: In the extension to the north of Bertolone’s excavation (1953-59) the following layers were exposed a) US 201, disturbed in antiquity, as was noted in 2009, it contained late/final Bronze Age material as well as Eneolithic and Neolithic finds; b) the underlying cobbled surface US 442, dating to the Bronze Age, but as yet not precisely datable as it is unexcavated; c) the layer of reclamation US 200, that showed signs of earlier anthropological activity, it contained small pottery fragments and lithic elements attributable to the Neolithic/Eneolithic, on the basis of the latest radiometric analyses it seemed to have been formed during the Early Bronze Age: LTL5429A: 3587±45 BP-2130-2090BC; 2050-1860BC; 1850-1770.
The late/final Neolithic occupation layer US 417 associated with a dwelling was identified. It was constituted by a collapse of large flat stones (US 428), already partially visible at the top of US 417, and others used as wedges; a central area with a beaten surface US 429 delimited by US 428, as well as post holes (US 427, 431,433, 435, 437,439). Lagozzian forms and elements were present (kidney-shaped weights, decorated plates, carenated bowls, transverse choppers associated with elements of the Breno type as well as elements that were clearly Eneolithic.
This situation presented very close parallels with the materials from the late Neolithic levels at Monte Covolo. In this part of the island the Neolithic inhabitants established themselves in a natural depression (US 440) created in a layer of alluvial sand which delimited the surface of cobbles and pottery (US 441) below the above mentioned dwelling. A part of this cobble surface, which contained an abundance of pottery fragments, some large, has been left in situ for future viewing by visitors. - Summary Author
- Daria Giuseppina Banchieri
- Research Body
- Museo Civico di Villa Mirabello, Varese
Media
- Name
- Isolino Virginia
- Year
- 2011
- Summary
-
it
Durante la campagna 2011 sono state elaborate alcune tecniche fotogrammetriche per realizzare una completa ricostruzione 3D di ciascun dettaglio stratigrafico raggiungendo lo scopo di perfezionare al millesimo la documentazione archeologica standard solitamente in uso (Tessaro C. in stampa).
Area del centro Isola: la campagna 2011 è proseguita in questa zona con lo scavo dell’acciottolato US 442 ascrivibile al Bronzo Antico (a oggi per questo periodo si dispone della data LTL5429A: 3587±45 BP). Proseguendo, sono state per altro indagate unità stratigrafiche neolitiche: US 441, 480 (in AE 6-9) facenti parti di elementi strutturali (sottostanti ai resti dell’abitazione US 429,.428 con relativi buchi di palo indagati nel 2010); sono venuti in luce ceramica, industria litica, macinelli, lisciatoi, percussori. Parecchie sono per altro le tracce di pigmento individuato sia in questi strati che in quelli soprastanti:in alcuni casi rinvenuto in polvere sciolta, in altri casi su ciottoli, alcuni dei quali risultano dipinti. Come già si disse l’anno scorso si è potuta individuare l’occupazione tardo/finale neolitica correlata a una struttura abitativa (US 417, fase di vita dell’abitazione costituita da: - grosse pietre piatte collassate e battuto al centro dell’abitazione che insiste su resti di un’altra struttura abitativa; lo scavo di US441, 480 ha messo in luce quest’anno altri elementi strutturali (US 481) e US 448. La sequenza stratigrafica finora individuata e indagata, è estremamente importante per la conoscenza e l’approfondimento delle problematiche connesse a Chassey-Lagozza, al Neolitico tardo e finale, al passaggio all’Eneolitico.
Sono presenti forme e aspetti lagozziani (come trancianti trasversali e industria su lama, pesi reniformi, piatti decorati, ciotole carenate, scodelle) abbinati a elementi tipo Breno oltre a caratteri chiaramente eneolitici.
Si è provveduto a installare 12 markers erosion lungo le rive N, E e parte dell’W (tondini in ferro di cm 12 di spess., h m 2,00) per un controllo puntuale del fondale. -
en
During the 2011 campaign a number of photogrammetrical techniques were devised in order to create a complete 3D reconstruction of every detail of the stratigraphy, thus perfecting thousandth the standard archaeological documentation usually in use.
Area at the centre of the Island: the 2011 campaign continued in this zone with the excavation of the cobbled surface US 442 ascribable to the early Bronze Age (so far, for this period the available date is LTL5429A: 3587±45 BP). Continuing, Neolithic layers were investigated: US 441, 480 (in AE 6-9), part of structural elements (below the remains of the dwelling US 429, 428 with relative postholes investigated in 2010), the finds including pottery, lithic industry, grindstones, smoothing stones and hammer stones. Substantial traces of pigments were found both in these layers and in those above, in some cases found as loose powder, in others on cobbles, some of which were painted. Last year, late/final Neolithic occupation was attested by a dwelling (US 417, a collapse large flat stones and beaten surface at the centre of the dwelling overlying the remains of another residential structure). This year the excavation of US 441 and 480 revealed further structural elements US 481 and 448. The stratigraphic sequence investigated so far is of great importance for the understanding of the questions regarding the Chassey-Lagozza period, the late and final Neolithic periods and the transition to the Eneolithic period.
Elements of the Lagozza type were present (such as transverse flakes and blade industries, kidney-shaped weights, decorated plates, carenated bowls, dishes) associated with elements of the Breno type together with clearly Eneolithic elements.
Twelve erosion markers were placed along the north, east and part of the west bank (iron rods 12 cm thick, 2. 00 m high) in order to carry out precise monitoring of the lake-bed. - Summary Author
- Daria Giuseppina Banchieri
- Research Body
- Museo Civico di Villa Mirabello, Varese
Media
- Name
- Isolino Virginia
- Year
- 2012
- Summary
-
it
_Area del centro Isola_
L’indagine 2011 di una struttura abitativa si era conclusa in corrispondenza della messa in luce di un piano di sassi (US 481), dell’US 448 e del livello US 477; la campagna 2012 è proseguita con il completamento dello scavo della struttura stessa del Neolitico Finale: Sembra che anche le unità stratigrafiche messe in luce quest’anno siano da ascrivere a questo periodo in quanto sono sempre presenti forme e aspetti lagozziani come trancianti e industria su lama, pesi reniformi, fusaiole e elementi tipo Breno. Per quanto riguarda US 448, la composizione mista del terreno, la frammentarietà e la ridotta quantità dei reperti in esso disposti caoticamente, fanno propendere per uno strato di riporto. Nel procedere nell’indagine si è messo in luce un piano di ceramica e litica (US 483) che, rilevato e asportato, ha messo in vista un terreno misto di sabbie, limo, argilla, US 462, che in alcuni punti riempie anche fossette naturali aperte nelle sabbie e nei solchi di un’erosione che in più punti ha dislocato o asportato il piano (US 486).
In US 462 si sono trovate tre asce in pietra verde non molto distanti fra loro: una molto frammentaria con un piccolo resto di tagliente, un’altra, la più piccola, ha il tagliente leggermente frammentato; la terza, quella di maggiori dimensioni, è in ottimo stato di conservazione e risulta deposta in una buca.
Lungo tutte le rive e in particolare nell’area SE: la necessità di verificare e conoscere nella sua totalità l’estensione delle evidenze archeologiche di questo eccezionale giacimento per una corretta conservazione e tutela delle stesse, aveva spinto, dapprima nel 2009, tramite il Multibeam, a un rilievo generale delle rive e della massicciata costituita da pietre di diverse dimensioni (che a N copre strutture lignee del Neolitico Antico), a E e a W per poi passare quest’anno a un sopralluogo subacqueo sistematico. Si sono potuti osservare da vicino i medi e grandi massi (che si trovano alla base della scarpata, che seguono la massicciata e l’area rialzata con sassi, una specie di “diga” che prosegue a N-NW verso la riva di Biandronno). Si è potuto verificare che lungo la riva E, precisamente a partire dall’attracco delle barche, verso Sud, si estende una notevole concentrazione di pali, fra i quali, si sono chiaramente individuati resti di palizzata. Altre palificate nelle acque basse vi sono ancora a SW oltre che lungo la riva E a NW sulla terraferma.
La ricerca subacquea ha permesso di localizzare e delimitare e successivamente indagare, la zona di concentrazione di pali avvistati nel 1863 da Antonio Stoppani con Desor e.De Mortillet e a SE dell’Isola. Si è indagata un’area di mq 90 rilevandone i pali ed effettuando delle campionature. Sono state per altro scoperte altre aree di concentrazione di palificate preistoriche nell’area NW e N (zona già oggetto di ricerca e scavo nel 2006 e ascrivibile al Neolitico antico:4910-4580 BC). Seguendo due assi (N-S e E-W), tracciati in modo che gli stessi passino dove si dispone di sequenze stratigrafiche e, quando possibile, di datazioni, sono stati effettuati carotaggi sia in acqua sia sulla terra ferma. -
en
Centre of the island: The 2011 investigation of a dwelling terminated with the uncovering of a surface made up of stones (US 481), of US 448, and of layer US 477; the 2012 campaign completed the excavation of this Final Neolithic structure. It appears that the layers excavated this year also date to this period as forms and materials of Lagozzian type, such as transverse arrowheads and stone blades, kidney-shaped weights, spindle whorls, and Breno type elements continued to be present. As regards US 488, the mixed soil composition and the small quantity of fragmented sporadic finds it contained, suggest this was a layer of dumped material. The excavation exposed a stone and ceramic floor (US 483) below which was a layer of sands, silt, and clay, US 462. In some places it filled small holes that had naturally opened in the sands and the gullies formed by the erosion which in several points had dislocated or removed the surface (US 486).
Three green stone axes were found in quite close proximity in US 462. One was very fragmented, only a small section of the cutting edge was intact, the smallest had a slightly damaged cutting edge. The largest axe was very well-preserved and had been placed inside a hole.
Shoreline areas and south-eastern area: In 2009, given the need to define the total extension of the of this exceptional archaeological deposit in order to ensure its correct conservation and safeguarding, a general survey was made using a Multibeam. This examined the shoreline and the make-up constituted by different sized stones (which to the north overlay the early Neolithic timber structures) to the east and west. This year a systematic underwater survey was carried out. An examination was made of the medium and large boulders (situated at the base of the scarp, which bordered the make-up and the raised area with stones, a sort of “dam” continuing to the north/north-west towards the Biandronno shore). It was seen that along the eastern shore, starting from the mooring, towards the south, there was a substantial concentration of piles, including the remains of a palisade. Other pile structures were identified to the south-west in the shallow water, as well as along the eastern shore and to the north-west on land.
The underwater research led to the discovery and investigation of the concentration of piles seen in 1863 by Antonio Stoppani and Desor e.De Mortillet in the south-east part of the island. An area of 90 m2 was surveyed and recorded and samples taken from the piles. Three other concentrations of prehistoric piles were discovered in the north-western and northern areas (an area investigated in 2006 and datable to the early Neolithic period: 4910-4580 B.C.). Core samples were taken both in the water and on land along two axes (N-S and E-W), traced so as to pass where there was a known stratigraphic sequence and, when possible, a known date. - Director
- Daria Giuseppina Banchieri
Media
-
Banchieri 2009D.G. Banchieri, 2009, I laghi prealpini della Lombardia Nord Occidentale (Italia Settentrionale): dati riguardanti aspetti della frequentazione umana durante il Neolitico, in Sibrium XXV 2004-09: 9-29
-
Banchieri, Rottoli 2009D.G. Banchieri, M. Rottoli, 2009, Isolino Virginia: una nuova data per la storia del papavero da oppio (Papaver somniferum subsp.somniferum), in Sibrium XXV, 2004-09: 31-49.
-
Poggiani Keller, Baioni 2008R. Poggiani Keller, M. Baioni, 2008, 1998-1999. I nuovi scavi al Monte Covolo (Brescia): breve sintesi sulle strutture abitative e sui materiali culturali dal Tardoneolitico all’età del Bronzo. In “Archeologia lungo il Chiese. Nuove indagini e prospettive della ricerca preistorica e protostorica in un territorio condiviso fra i Trentino e la Lombardia”, Atti del 1° convegno interregionale, Storo 24-25 ottobre 2003: 37-67.
-
Banchieri c.s.D.G. Banchieri, c.s., Isolino Virginia – risultati preliminari del Neolitico tardo-finale.
-
Tessaro 2012C. Tessaro 2012, Applicazione di un sistema di analisi fotogrammetrica 3d per il rilievo archeologico. Il caso dell’Isolino Virginia (Biandronno-Varese), in Sibrium XXVI, 2010-12: 14-329.
-
Banchieri 2012D. G. Banchieri, 2012, In corso di scavo-Isolino Virginia, campagna 2012, in Notiziario, Sibrium XXVI, 2010-12: 397-401.
-
Banchieri 2012D.G. Banchieri, 2012, Rilievo batimetrico dei fondali del Lago di Varese nei dintorni dell’Isolino Virginia con ecoscandaglio Multibeam, Sibrium XXVI, 2010-12: 331-341
-
Banchieri, Baglioni 2012D. G. Banchieri-L. Baglioni, 2012, Il Neolitico Finale della struttura US 417all’Isolino Virginia. Note preliminari, Sibrium XXVI, 2010-12: 113-167.