Name
Casette di Campospinoso
Date Range
20 BC – 500
Monuments
Villa

Seasons

  • AIAC_229 - Casette di Campospinoso - 2005
    Il sito era già stato oggetto (negli anni Novanta) di un’indagine di superficie coordinata da M. Pearce. È stata quindi aperta una trincea (m 15 x 7), in cui è emersa una situazione fortemente rimaneggiata da eventi post-deposizionali di origine alluvionale e da interventi agricoli moderni legati alla viticoltura. Si conservano resti di una villa rustica. Per le murature si coniuga una tecnica a frammenti misti (coppi, tegole e laterizi), posati di taglio e obliquamente, con corsi di tegoloni riempiti da pezzame fittile minuto (tegole, coppi, materiale ceramico). Lo spoglio della villa, avvenuto già in antico, non ha comunque interrotto la frequentazione del sito; lo spazio, trasformato in area scoperta, continua ad essere occupato con nuove modalità, come dimostra la presenza di un focolare, il cui apprestamento sfrutta gli elementi laterizi della preparazione pavimentale. Nella sottofondazione muraria è stato rinvenuto un frammento di Dressel 6B. La frequentazione del sito in età tardo-repubblicana e alto-imperiale è attestata da frammenti di patere Lamboglia 7/16 in ceramica a vernice nera, da anfore Lamboglia 2 e coppe Goudineau 5 in terra sigillata. A un periodo successivo rimanda un frammento di anfora a fondo piatto. Prevalgono olle in ceramica da cucina e vasi mono o biansati in ceramica comune depurata, cui si aggiungono un mortaio e un tegame. La ceramica fine da mensa è costituita da terra sigillata nord-italica e pareti sottili tipiche dell’area padana del periodo imperiale. Dal punto di vista della ricostruzione generale, è noto come, con la costruzione della via Postumia, il quadro insediativo padano fosse segnato da una crescente importanza dei centri posti lungo tale nodo viario; i siti non direttamente collocati sull’asse della Postumia, come Castelletto di Branduzzo, Campospinoso e, in zona collinare, Rovescala saranno, in età imperiale, gli elementi costitutivi di un sistema di insediamenti rustici (villae dotate di relative aree produttive e zone sepolcrali, costruite con un’edilizia povera), che caratterizzerà le forme del popolamento fino al tardoantico. (Beatrice Marchesini, Silvia Paltineri, Mirella T.A. Robino)
  • AIAC_229 - Casette di Campospinoso - 2009
    Lo scavo di Campospinoso 2009 ha indagato una porzione di terreno di 112 m2 posta 4m ad Est rispetto all’area studiata nelle campagne 2006-2007. Al di sotto dello strato di arativo, dello spessore di 0,45m circa, tolto mediante mezzo meccanico, si è documentato un disteso strato a matrice argillo-limosa, di probabile derivazione alluvionale. Dopo una prima pulitura superficiale si è potuto individuare le due aree di maggiore interesse nel sito, su cui sono stati posizionati due saggi di scavo (chiamati eta e zeta) volti ad indagare le parziali evidenze di frequentazione antropica, localizzate in emergenze di laterizi e ceramica frammentati. Differentemente da quanto documentato nelle campagne precedenti non sono emersi piani pavimentali né muri riconducibili alla villa di età romana, ma tra i livelli geologici post-deposizionali è stato possibile documentare una struttura ad andamento lineare in senso Est-Ovest. Questa struttura inizialmente appariva come un allineamento di laterizi (del classico tipo dei manubriati) disposti senza particolare coerenza in alloggiamento planare. Nel prosieguo dei lavori, asportati gli strati superiori interessati da crolli e rimestamenti recenziori, la struttura (due allineamenti paralleli di grossi laterizi precedentemente squadrati e aggiustati) è risultata chiaramente essere il livello basale di una struttura di canalizzazione per lo scolo di acque e liquami, parzialmente interrata e probabilmente dotata, in antico, di copertura. Tra i due filari di laterizi è stato documentato il “fondo” della canaletta, uno strato compatto, a matrice argillosa e fortemente interessato da inclusi misti (ceramica frammentata, ciottoli, ossi) di piccole dimensioni. Questa canaletta andava presumibilmente ad innestarsi, ad Ovest, alla struttura muraria ad andamento Nord-Sud, documentata nella campagna di scavo 2007 e ritenuta muro perimetrale della villa di I-II sec. d.C.. A una distanza di 3m a Sud della canaletta è stato rinvenuto un piccolo scarico di materiale laterizio coevo, di forma circolare e diametro di 30cm.

Media

Name
Casette di Campospinoso
Year
2005
Summary
it Il sito era già stato oggetto (negli anni Novanta) di un’indagine di superficie coordinata da M. Pearce. È stata quindi aperta una trincea (m 15 x 7), in cui è emersa una situazione fortemente rimaneggiata da eventi post-deposizionali di origine alluvionale e da interventi agricoli moderni legati alla viticoltura.
Si conservano resti di una villa rustica. Per le murature si coniuga una tecnica a frammenti misti (coppi, tegole e laterizi), posati di taglio e obliquamente, con corsi di tegoloni riempiti da pezzame fittile minuto (tegole, coppi, materiale ceramico). Lo spoglio della villa, avvenuto già in antico, non ha comunque interrotto la frequentazione del sito; lo spazio, trasformato in area scoperta, continua ad essere occupato con nuove modalità, come dimostra la presenza di un focolare, il cui apprestamento sfrutta gli elementi laterizi della preparazione pavimentale.
Nella sottofondazione muraria è stato rinvenuto un frammento di Dressel 6B. La frequentazione del sito in età tardo-repubblicana e alto-imperiale è attestata da frammenti di patere Lamboglia 7/16 in ceramica a vernice nera, da anfore Lamboglia 2 e coppe Goudineau 5 in terra sigillata. A un periodo successivo rimanda un frammento di anfora a fondo piatto. Prevalgono olle in ceramica da cucina e vasi mono o biansati in ceramica comune depurata, cui si aggiungono un mortaio e un tegame. La ceramica fine da mensa è costituita da terra sigillata nord-italica e pareti sottili tipiche dell’area padana del periodo imperiale.
Dal punto di vista della ricostruzione generale, è noto come, con la costruzione della via Postumia, il quadro insediativo padano fosse segnato da una crescente importanza dei centri posti lungo tale nodo viario; i siti non direttamente collocati sull’asse della Postumia, come Castelletto di Branduzzo, Campospinoso e, in zona collinare, Rovescala saranno, in età imperiale, gli elementi costitutivi di un sistema di insediamenti rustici (villae dotate di relative aree produttive e zone sepolcrali, costruite con un’edilizia povera), che caratterizzerà le forme del popolamento fino al tardoantico. (Beatrice Marchesini, Silvia Paltineri, Mirella T.A. Robino)
en In the 1990s the site was investigated by surface survey coordinated by M. Pearce. A trench (15 x 7m) was then opened which revealed a situation that had been heavily altered by post-depositional flooding and modern agricultural activities linked to viticulture.
The site is that of a villa rustica. The walls area constructed using mixed fragments of imbrices, tiles and brick, placed obliquely and on edge, with courses of large tiles chinked with very small fragments of tiles, imbrices and pottery. The robbing of the villa, which took place in the antique period, did not however interrupt occupation of the site; the space, transformed into an open area, continued to be occupied in new ways, as attested by the presence of a hearth, made up using brick elements from the pavement bedding.
Below the underpinning of the walls a fragment of Dressel 6B came to light. Occupation of the site in the late Republican and early Imperial periods is attested by fragments of a black glaze patera of the Lamboglia 7/16 type, a Lamboglia 2 amphora and Goudineau 5 terra sigillata cups. A fragment of amphora with a flat base dates to a later period. The most common vessels are cooking ware jars and one and two handled vases in levigated coarse ware, a mortar and cooking pan were also found. The fine table ware was constituted by northern Italic terra sigillata and thin-walled wares typical of the Po Valley area in the Imperial period.
From the point of view of the general reconstruction, it is known that, with the construction of the via Postumia, the picture of settlement in the Po valley was marked by the growing importance of the centres situated along this road. Sites not directly linked to the via Postumia, such as Castelletto di Branduzzo, Campospinoso and Rovescala in the hills became, in the Imperial period, formed a system of rural settlements (villas with related production areas and cemeteries, poorly built), which characterised population until the late antique period. (Beatrice Marchesini, Silvia Paltineri, Mirella T. A. Robino)
Team
Archaeologist - Beatrice Marchesini
Archaeologist - Mirella T.A. Robino
Archaeologist - Silvia Paltineri
Field director - Rosanina Invernizzi

Media

Name
Casette di Campospinoso
Year
2009
Summary
it Lo scavo di Campospinoso 2009 ha indagato una porzione di terreno di 112 m2 posta 4m ad Est rispetto all’area studiata nelle campagne 2006-2007. Al di sotto dello strato di arativo, dello spessore di 0,45m circa, tolto mediante mezzo meccanico, si è documentato un disteso strato a matrice argillo-limosa, di probabile derivazione alluvionale. Dopo una prima pulitura superficiale si è potuto individuare le due aree di maggiore interesse nel sito, su cui sono stati posizionati due saggi di scavo (chiamati eta e zeta) volti ad indagare le parziali evidenze di frequentazione antropica, localizzate in emergenze di laterizi e ceramica frammentati. Differentemente da quanto documentato nelle campagne precedenti non sono emersi piani pavimentali né muri riconducibili alla villa di età romana, ma tra i livelli geologici post-deposizionali è stato possibile documentare una struttura ad andamento lineare in senso Est-Ovest. Questa struttura inizialmente appariva come un allineamento di laterizi (del classico tipo dei manubriati) disposti senza particolare coerenza in alloggiamento planare.

Nel prosieguo dei lavori, asportati gli strati superiori interessati da crolli e rimestamenti recenziori, la struttura (due allineamenti paralleli di grossi laterizi precedentemente squadrati e aggiustati) è risultata chiaramente essere il livello basale di una struttura di canalizzazione per lo scolo di acque e liquami, parzialmente interrata e probabilmente dotata, in antico, di copertura. Tra i due filari di laterizi è stato documentato il “fondo” della canaletta, uno strato compatto, a matrice argillosa e fortemente interessato da inclusi misti (ceramica frammentata, ciottoli, ossi) di piccole dimensioni. Questa canaletta andava presumibilmente ad innestarsi, ad Ovest, alla struttura muraria ad andamento Nord-Sud, documentata nella campagna di scavo 2007 e ritenuta muro perimetrale della villa di I-II sec. d.C.. A una distanza di 3m a Sud della canaletta è stato rinvenuto un piccolo scarico di materiale laterizio coevo, di forma circolare e diametro di 30cm.
en The 2009 excavation at Campospinoso explored an area of 112 m2 situated four metres west of the area studied in 2006-2007. Below about 0.45 m of plough-soil, removed by a mechanical digger, there was an extensive layer of clay-silt probably of alluvial origin. Following surface cleaning the two main areas of interest on the site were identified and two trenches (eta and zeta) subsequently positioned in them. The aim was to investigate the emerging occupation evidence attested by brick and tile fragments. Contrary to what was documented in previous campaigns no floor levels or walls relating to a Roman villa were uncovered, however, among the post-depositional geological levels a linear structure on an east-west alignment was identified. Initially this appeared as a roughly laid-out alignment of tiles (of the manubriati type) on a flat make up.

Once upper layers of collapse and recent disturbance had been removed, the structure (two parallel alignments of large tiles which had been squared and adjusted to fit) was seen to form the floor of a channel for draining water and sewage. It was partially interred and in antiquity was probably covered. Between the two rows of tiles the “floor” of the channel was seen to be a compact layer with a clay matrix containing an abundance of small inclusions (pottery fragments, cobbles, bones). This channel presumably joined, to the west, the wall on a north-south alignment, documented during the 2007 campaign and thought to be the perimeter wall of a 1st-2nd century A.D. villa. At a distance of 3 m south of the channel a small, circular dump (diam. 30 cm) of contemporary brick/tile was uncovered.
Team
Field director - Stefano Maggi
Volunteers - Studenti

Media

  • Marchesini et al. 2005
    B. Marchesini, S. Paltineri, M. T.A. Robino, 2005, Campospinoso (PV). Via Casette. Resti di insediamento di età romana, in NOTIZIARIO 2005, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia: 211-212.
  • Maggi et al. 2006
    S. Maggi, S. Paltineri, B. Marchesini, M.T.A. Robino, 2006, Campagna di scavo in località Casette di Campospinoso (PV): rapporto preliminare, in “Bollettino della Società Pavese di Storia Patria”, CVI: 173-183.

Location

Location
Casette
Easting
9.25269966539
Northing
45.0945945527
Country
Italy
Admin Level 1
Lombardy
Admin Level 2
Province of Pavia
Admin Level 3
Campospinoso Albaredo