Name
Paolo Forlin
Organisation Name
Università degli Studi di Padova

Season Team

  • AIAC_889 - Via Neroniana, ex fondo Piacentini - 2005
    Già oggetto di sondaggi negli anni 1989-90 e nel 1992, l’area è sistematicamente esplorata dal 2001 da parte della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Padova. Vi è stato individuato un vasto complesso monumentale, che doveva articolarsi a meridione in un ampio spazio aperto, probabilmente un giardino, chiuso da un portico con una grande esedra in corrispondenza dell’asse principale, e in un corpo di fabbrica a nord, caratterizzato da un lungo fronte porticato e diversi nuclei di ambienti, collegati da ambulacri. Difficile definire la funzione del complesso: si può ipotizzare che si tratti di una ricca villa privata e forse le strutture sono da mettere in relazione con le imponenti strutture termali rinvenute dalla Soprintendenza del Veneto sotto l’Hotel Terme Neroniane. I materiali raccolti nei livelli di cantiere l’analisi stilistica dei pavimenti rimandano all’età augustea-tiberiana. Due le aree aperte, una all’estremità settentrionale del terreno di indagine (Saggio P), l’altra più centrale, in corrispondenza del settore già in parte indagato con gli scavi del 1989-90 e del 1992 (Saggio S). Nel Saggio P è emerso un nucleo di ambienti che la tipologia dei pavimenti, i materiali architettonici e i frammenti di intonaco raccolti negli strati di crollo-abbandono evidenziano come un settore a carattere residenziale, estremamente raffinato e ricco. Le strutture murarie sono leggibili per lo più solo in negativo nelle trincee di spoliazione praticate dopo l’abbandono dell’edificio, mentre i piani pavimentali sono ben conservati. Il fulcro dell’impianto sembra identificabile in una vasta sala (ca. 120 mq), ubicata in asse con l’esedra meridionale e caratterizzata da un elegante pavimento, in intarsi marmorei di lastrine bianco-nere disposte secondo 2 motivi decorativi, uno a triangoli esagoni e rombi, l’altro a quadrati e rettangoli. Ai lati di questo ambiente, con disposizione simmetrica se ne aprivano altri di diverse dimensioni, pavimentati in mosaici bianco-neri o in intarsi di marmi colorati, provenienti dal bacino del Mediterraneo. Nel Saggio S sono emersi altri vani, di cui alcuni risultano databili fra la fine del I e gli inizi del II sec. d.C. e attestano una fase di ristrutturazione del complesso architettonico. I due ambienti più vasti dovevano essere riscaldati, come prova il rinvenimento di pilastrini che dovevano sostenere il pavimento. Numerosi sono i materiali scultorei e architettonici di antefisse che decoravano il colmo del tetto, di cornici di stucco, di frammenti di intonaci dipinti con pigmenti provenienti dall’Egitto.
  • AIAC_889 - Via Neroniana, ex fondo Piacentini - 2006
    Nel 2006 si è proceduto all’ampliamento dello scavo nella zona di raccordo tra i saggi aperti nelle campagne precedenti (Saggio SP) e nella zona a nord-est degli stessi (Saggio F); sono stati aperti 3 nuovi saggi (Saggio M, Saggio angoli est, Saggio laterale Ovest) che hanno permesso di verificare: - l’entità di interventi successivi all’abbandono/demolizione dell’edificio romano, tutti relativi ad attività di vita (abitato con piccolo artigianato) da riferirsi alle epoche tardoantica, alto e basso-medievale. Tali attività sono risultate concentrate nell’area settentrionale e centrale del campo, nel quadrante delimitato a nord dai Saggi P e SP, a est dal Saggio S, a ovest dal limite di proprietà, mentre a sud sembrano risparmiare il settore est. In questo settore le strutture dell’edificio romano risultano spoliate; - la conservazione a livello di fondazione delle fabbriche romane relative al corpo centrale, costituito da un portico con il lato settentrionale a nicchie, e meridionale, costituito da un probabile portico di recinzione, culminante a sud in un’esedra con torre centrale e da un ampio giardino con elementi strutturati (fontane? Aiuole? Piccole strade?).
  • AIAC_889 - Via Neroniana, ex fondo Piacentini - 2007
    La campagna 2007 presso l’edificio romano emerso in via Neroniana ha permesso di chiarire le peculiari caratteristiche delle fondazioni, realizzate in elevato al di sopra di imponenti riporti di materiale impermeabile, e di delineare meglio la planimetria. Si è confermata la cronologia di impianto agli inizi del I sec. d.C., anche per il rinvenimento di un deposito di anfore e altri fittili interpretato preliminarmente come fossa di fondazione. Si sono inoltre effettuati sondaggi profondi, che hanno rivelato una sporadica frequentazione dell’area risalente all’età del Bronzo medio-recente. In corrispondenza di alcuni ambienti residenziali riferibili all’edificio romano, sono emerse le tracce di una capanna impostata sui pavimenti romani spoliati e dotata di un focolare con piano in laterizi, preliminarmente inquadrabile in età tardoantica/altomedievale, come le due sepolture rinvenute poco a nord di essa. Un saggio aperto in corrispondenza del centro di una delle corti porticate dell’edificio romano, infine, ha riportato in luce i resti di almeno un edificio di età pieno medievale, parte integrante di un articolato insediamento realizzato in seguito a una estesa bonifica dell’area (cfr. Paola Zanovello, Marianna Bressan, www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2009-145.pdf).
  • AIAC_889 - Via Neroniana, ex fondo Piacentini - 2008
    La campagna 2008 presso il sito di via Neroniana a Montegrotto Terme (PD) si è concentrata in tre aree. Con il Saggio denominato “ex SAV”, presso la linea ferroviaria Venezia-Bologna, si sono riportati alla luce resti di un edificio romano, già scavato negli anni 1989-1992. Le fondazioni murarie in blocchi squadrati di trachite euganea sono pertinenti ad una serie di ambienti, delimitati a E dal muro perimetrale dell’intero complesso, dotato di contrafforti a distanze regolari. Tra gli ambienti, si riconosce il tratto orientale del lungo portico a nicchie alternativamente semicircolari e rettangolari che separava la parte settentrionale e residenziale dell’edificio dalla meridionale, presumibilmente tenuta a giardino e recintata. A N del portico si trova un ampio vano quadrato e ad O di quest’ultimo uno stretto corridoio, alcuni vani di risulta retrostanti il portico e un vano dalla caratteristica pianta a T, con una preparazione pavimentale simile a quella del vano quadrato. Alcuni approfondimenti sono stati effettuati al fine di valutare la tecnica edilizia dell’edificio romano, la stratigrafia precedente e il rapporto tra le strutture e la canalizzazione individuata a E delle stesse, oltre il perimetro orientale dell’edificio. Il Saggio H, già aperto nel 2007, si trova presso il limite NO dell’intera proprietà. Qui si è potuto apprezzare l’impatto delle attività di riuso di età tardo-antica sull’edificio di età romana. Gli spazi dell’edificio romano sono stati spoliati dei pavimenti, ma non dei muri, sfruttati come limiti delle capanne pavimentate con i battuti recuperati al di sotto delle pavimentazioni romane. Tre aree pirotecnologiche e un focolare plurifasico sono collegabili all’abitato tardo-antico. Contestualmente all’abitato, una parte dell’area riutilizzata era adibita a necropoli. L’individuazione e lo svuotamento delle trincee di spolio delle strutture murarie, da collocarsi in un momento posteriore al degrado del villaggio con necropoli di età tardo-antica e anteriore all’impianto del villaggio medievale, ha inoltre permesso di integrare la pianta dell’edificio romano: accanto ai due ambienti posti a O del grande vano con pavimento in _opus sectile_, se ne sviluppano altri due con rivestimento musivo e un corridoio. Più a O sono emersi lacerti di pavimentazioni in commessi laterizi e addirittura di un lastricato lapideo, le cui caratteristiche e il cui rapporto con il resto dell’edificio romano saranno oggetto dei prossimi interventi di scavo. La terza area scavata, Saggio G, è occupata da un edificio rettangolare diviso in tre vani e dotato di scale. Le strutture tagliano livelli di IX secolo e si associano a piani inquadrabili tra il X e il XI secolo. All’interno del più orientale dei vani si trova un ampio focolare impostato su una lastra di trachite euganea e con almeno quattro fasi d’uso. All’esterno dell’edificio si è individuata una fossa allungata in associazione ad alcune buche di palo dalla funzione incerta. A N dell’edificio principale è inoltre stata messa in luce la porzione meridionale di un secondo edificio, con fondazioni murarie in trachite, piano di calpestio in battuto e un piccolo focolare. Con il primo edificio, il secondo condivide orientamento e cronologia (X-XI secolo).
  • AIAC_889 - Via Neroniana, ex fondo Piacentini - 2010
    La campagna di scavo 2010 è stata condotta per quattro mesi distribuiti tra aprile e settembre. Le indagini si sono concentrate nel settore settentrionale della proprietà, saggi A, B, H. Dato che la campagna 2010, oltre a fornire nuovi elementi per la messa a punto dell'interpretazione strutturale, rappresentava anche l'ultimo momento utile per fruire dell'area a cielo aperto, al termine dello scavo il settore dell'edificio romano destinato alla copertura permanente è stato liberato dai teli protettivi, ripulito e fatto oggetto di riprese dall'alto con elevatore e quadricoptero. Circa l'articolazione del settore residenziale della villa romana, è stata messa in luce l'intera planimetria dell'avancorpo aggettante nel peristilio centrale, simmetrico a quello già visto a est, con i plinti angolari di sostegno degli elementi verticali dell'alzato. A nord dell'avancorpo si conservano ampi lacerti e l'intera sequenza preparatoria del tessellato monocromo bianco a fasce contrastanti del vano 22. Adiacente a ovest al vano 22 si sviluppa un ampio vano rettangolare, delimitato a est da una spessa fondazione in trachite. Tra questo e l'avancorpo si sviluppa il ramo più occidentale del corridoio 17 nord. Presso l'angolo SO del saggio A, inoltre, sono emerse le fondazioni in trachite che delimitano l'inizio del corridoio 17 ovest, sancendo così la chiusura occidentale del peristilio e chiarendo alcune incertezze sulla simmetria dell'intero edificio. Il limite meridionale del corridoio 17 nord ha infine rivelato la presenza di una semicolonna in laterizio _in situ_, poggiata su un monolite trachitico, volta a sud e posta all'interno proprio dell'inizio del corridoio 17 ovest. Nel saggio B, dopo l'asporto della terra di risulta accumulata negli anni precedenti e degli strati più alti, sotto i livellamenti moderni emergevano, come nel saggio A, le trincee di spolio delle strutture romane. Le argille rosso arancio esposte non presentavano tracce di riuso. Per quanto concerne la planimetria della villa romana, lo scavo ha dimostrato la presenza del corridoio 18, paredro di 17 nord. Sotto il pavimento del corridoio 18 sono emerse le tracce di una canaletta laterizia diretta NE/SO. Inoltre, è stato messo in luce nella sua interezza il vano 8 mentre il vano 12 è stato indagato fin dove il limite di scavo lo ha permesso. Le caratteristiche planimetriche e del tessellato (bianco a ordito obliquo con fasce contrastanti a ordito dritto) rafforzano l'ipotesi di una simmetria di questo col vano 6. Durante la campagna è, inoltre, ripreso lo scavo dell'edificio medievale nel settore centrale della proprietà. L'indagine ha permesso di riesaminare il deposito stratigrafico e i rapporti murari tra le strutture. Si conferma che la stratigrafia di X-XI sec. si imposta su un livello di bonifica funzionale alla costruzione di un edificio in tecnica mista con alzato in muratura e zoccolo in pietra. Tra XI e XII sec. si colloca invece la costruzione di un nuovo edificio in muratura e di dimensioni maggiori. L'abbandono definitivo si colloca in epoca tardo medievale.