- Item
- AIAC_2665
- Name
- Panificio VII 1, 25.46-47
- Date Range
- 100 BC – 79
- Monuments
- Workshop
Seasons
-
AIAC_2665 - Panificio VII 1, 25.46-47 - 2010L’obiettivo principale del progetto “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi. Durante questa campagna, si è iniziato ad indagare la zona del dismesso panificio della _domus_ Sirici (VII 1, 25.46-47) ed, in particolare, la parte destinata originariamente alle macine. Al momento dell’eruzione, infatti, il panificio di questa grande dimora era stato smantellato ed in parte occupato da un grande ambiente che si apre sull’atrio principale della casa. Di esso, oltre al pavimento in basoli si conserva il forno che nel 79 non veniva probabilmente più utilizzato. Le indagini si sono concentrate all’interno dei due negativi lasciti nei basoli dalle macine e davanti il forno stesso al fine di definire cronologicamente il momento di smantellamento del panificio. I risultati più significativi sono emersi durante il sondaggio praticato nel negativo della macina orientale. Infatti oltre ad aver messo in evidenza le sequenze costruttive del montaggio della macina stessa e del basolato le indagini si sono approfondite sino a raggiungere la stratigrafia geologica situata a circa 27 m s.l.m. dove è apparsa una struttura realizzata in _opus incertum_ allettata in abbondante malta dello spessore visibile di circa 0,8 m e per una lunghezza di 1,5 m ca. Essa è stata costruita direttamente nel suolo non antropizzato e, malgrado il suo profilo irregolare, traccia una linea N/S formante un angolo di circa 34° con il muro sud della stanza. La creazione del panificio ha sensibilmente intaccato tale struttura che viene interpretata sulla base delle sue caratteristiche struttive come una fondazione. Il suo orientamento lascia presupporre che faccia parte di una sistemazione dell’area molto differente rispetto all’attuale. La ridotta superficie del sondaggio non può, per il momento, fornire ulteriori dati per una corretta interpretazione che si cercherà di chiarire nelle prossime campagne. Un secondo sondaggio è stato praticato all’interno del negativo della macina occidentale. In questo punto la situazione è stata compromessa da due interventi. Insiste infatti in questo punto la costruzione dell’angolo N-E della grande stanza aperta sull’atrio della _domus_ Sirici. Essa è stata realizzata dopo il terremoto del 62 e fornisce dunque un valido termine _ante quem_ per l’abbandono del panificio. Nello stesso punto e in un momento posteriore alla realizzazione di questa stanza lo scavo ha evidenziato dei lavori connessi alla posa di una _fistula_ plumbea funzionale all’approvvigionamento di un bacino posto poco più a nord. Questo ulteriore intervento ci informa dunque su almeno due fasi del periodo _post_ sismico della _domus_ e dell’ex panificio. Davanti al forno, infine, lo scavo si è limitato, per il momento, all’asporto dei residui di cenere e lapilli dell’eruzione del 79 d.C. non intaccati dallo scavo moderno. In attesa di precisare la cronologia con dati ceramologici si sono dunque osservate differenti fasi sia precedenti che posteriori all’installazione del panifico.
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AIAC_2665 - Panificio VII 1, 25.46-47 - 2011Durante questa campagna, si è continuata l'indagine intrapresa lo scorso anno nella _domus_ Sirici (VII 1, 25.46-47) estendendo l'area d'esame alla stanza contigua al forno al fine di esaminare in quale misura i resti della catena produttiva di preparazione del pane fossero sussistiti in seguito allo smantellamento del panificio. Si è inoltre continuata l'indagine nella sala delle macine e davanti il forno per cercare d'individuare il momento d'installazione del panificio e le ripercussioni sulla struttura dell'antica _domus_. Nella prima area d'indagine, è emersa la pavimentazione in cocciopesto su tutta la sala. Un _catillus_ frammentario si trovava depositato nell'angolo sud-ovest della stanza e non è stato possibile stabilire se concorresse alla fabbricazione del pane (lievitazione della pasta) oppure sia stato depositato in questa posizione quando già il panificio aveva cessato la produzione di farina. La destinazione d'uso della stanza è stata confermata grazie alle tracce in negativo lasciate dai supporti in muratura delle tavole che servivano per formare i pani. Nella seconda area di indagine davanti al forno e nella stessa stanza delle macine le operazioni erano volte a chiarire le dinamiche di smantellamento del panificio e rispondere a mirate questioni in particolare se il forno, dopo la cessazione della produzione di farina, avesse continuato ad essere utilizzato. E’ stata messa in evidenza, in corrispondenza da una parte dell'accesso al viridario e dall'altra all'atrio della _domus_, la continuazione della struttura rinvenuta lo scorso anno all'interno del negativo della macina 1. Tale costruzuione impiantata direttamente sul suolo non antropizzato e formata con grossi scapoli di calcare in abbondante malta terrosa testimonia di un'organizzazione decisamente divergente rispetto a quella che sarà poi caratteristica dell'intero isolato. E’ ora possibile affermare che questa struttura sia stata distrutta prima dell'installazione del panificio sulla base del rinvenimento di alcune murature realizzate in _opus africanum_ allineate con le strutture oggi visibili rasate anch'esse al momento della costruzione del panificio. A causa del cedimento stratigrafico non è stato possibile indagare in profondità tale situazione. Sicuramente pertinente a questa fase è un'importante cisterna di cui si è potuto scorgere l'estradosso nella zona ovest della stanza e di cui si sono potuti seguire i contorni nel coccioppesto dell'attigua stanza delle tavole. Sembra che al momento dell'installazione del panificio questa cisterna sia mantenuta attiva mentre le strutture in _opus africanum_ sono smantellate per lasciare spazio alle macine. La presenza di un'importante stratificazione ricca in materiali carboniosi e di noccioli d'oliva permette di affermare che l'attività del forno non deve aver cessato sino al momento dell'eruzione e porterà dunque a riflettere sul suo impiego in contesto domestico o molto più probabilmente in ambito commerciale nella categoria di panifici privi di zona di macinazione. Sfortunatamente le attività hanno dovuto interrompersi bruscamente per ragioni di sicurezza a causa di un cedimento nella stratigrafia dettato dal probabile crollo di una cisterna sottostante l'area. Il cedimento potrebbe essere intervenuto al momento dell'eruzione del 79 d. C. oppure in concomitanza con le attività sismiche legate alle eruzioni di epoca moderna.
Media
- Name
- Panificio VII 1, 25.46-47
- Year
- 2010
- Summary
-
it
L’obiettivo principale del progetto “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” è di definire, su base archeologica, la cronologia del passaggio dalla panificazione prettamente domestica a quella commerciale, seguendo le evoluzioni tecniche, in particolare quella del forno e l’organizzazione degli spazi produttivi.
Durante questa campagna, si è iniziato ad indagare la zona del dismesso panificio della _domus_ Sirici (VII 1, 25.46-47) ed, in particolare, la parte destinata originariamente alle macine. Al momento dell’eruzione, infatti, il panificio di questa grande dimora era stato smantellato ed in parte occupato da un grande ambiente che si apre sull’atrio principale della casa. Di esso, oltre al pavimento in basoli si conserva il forno che nel 79 non veniva probabilmente più utilizzato.
Le indagini si sono concentrate all’interno dei due negativi lasciti nei basoli dalle macine e davanti il forno stesso al fine di definire cronologicamente il momento di smantellamento del panificio.
I risultati più significativi sono emersi durante il sondaggio praticato nel negativo della macina orientale. Infatti oltre ad aver messo in evidenza le sequenze costruttive del montaggio della macina stessa e del basolato le indagini si sono approfondite sino a raggiungere la stratigrafia geologica situata a circa 27 m s.l.m. dove è apparsa una struttura realizzata in _opus incertum_ allettata in abbondante malta dello spessore visibile di circa 0,8 m e per una lunghezza di 1,5 m ca. Essa è stata costruita direttamente nel suolo non antropizzato e, malgrado il suo profilo irregolare, traccia una linea N/S formante un angolo di circa 34° con il muro sud della stanza. La creazione del panificio ha sensibilmente intaccato tale struttura che viene interpretata sulla base delle sue caratteristiche struttive come una fondazione. Il suo orientamento lascia presupporre che faccia parte di una sistemazione dell’area molto differente rispetto all’attuale. La ridotta superficie del sondaggio non può, per il momento, fornire ulteriori dati per una corretta interpretazione che si cercherà di chiarire nelle prossime campagne.
Un secondo sondaggio è stato praticato all’interno del negativo della macina occidentale. In questo punto la situazione è stata compromessa da due interventi. Insiste infatti in questo punto la costruzione dell’angolo N-E della grande stanza aperta sull’atrio della _domus_ Sirici. Essa è stata realizzata dopo il terremoto del 62 e fornisce dunque un valido termine _ante quem_ per l’abbandono del panificio. Nello stesso punto e in un momento posteriore alla realizzazione di questa stanza lo scavo ha evidenziato dei lavori connessi alla posa di una _fistula_ plumbea funzionale all’approvvigionamento di un bacino posto poco più a nord.
Questo ulteriore intervento ci informa dunque su almeno due fasi del periodo _post_ sismico della _domus_ e dell’ex panificio.
Davanti al forno, infine, lo scavo si è limitato, per il momento, all’asporto dei residui di cenere e lapilli dell’eruzione del 79 d.C. non intaccati dallo scavo moderno.
In attesa di precisare la cronologia con dati ceramologici si sono dunque osservate differenti fasi sia precedenti che posteriori all’installazione del panifico. -
en
The main objective of the “Pistrina – ricerca sui panifici dell’Italia romana” project is to define, on the basis of the archaeological evidence, the chronology of the transition from domestic to commercial baking, following the technical developments, in particular those of the oven and the organisation of the productive spaces.
During this campaign the investigation of the abandoned bakery in the _domus_ Sirici (VII, 25.46-47) began, in particular the part which originally housed the millstones. In fact, at the time of the eruption the bakery of this large house had been dismantled and was partially occupied by a large room opening onto the main atrium of the house. The paving of basoli and the oven, which in 79 A.D. was probably no longer in use, are preserved.
The investigations concentrated on the interior of two negative impressions left in the basoli by the millstones and in front of the oven itself with the aim of defining the dating for the dismantling of the bakery.
The most significant results emerged from the excavation in the negative of the eastern millstone. In fact, as well as revealing the construction sequence for the installation of the millstone itself and of the basalt floor, the geological stratigraphy was reached at about 27 m a.s.l. where an _opus signinum_ structure on a mortar make up (visible thickness about 0.80 m, length about 1.50 m) appeared. It was built directly on natural and, despite its irregular profile, traced a north-south line forming a corner of about 34° with the room’s south wall. The creation of the bakery had substantially cut into this structure which, on the basis of its construction characteristics, is interpreted as a foundation. Its alignment suggests that the area’s spatial organisation was very different from that surviving today. The small surface area of the trench cannot, for the moment, provide further data for a correct interpretation which it is hoped to clarify in future campaigns.
A second trench was put into the negative of the western millstone. At this point the situation was compromised by two interventions. In fact, the construction of the north-eastern corner of the large room opening onto the _atrium_ of the _domus_ Sirici stood in this position. It was built following the earthquake of 62 A.D. and thus provides a useful _terminus ante quem_ for the bakery’s abandonment. At the same point the excavation revealed evidence of work undertaken at a time post-dating the building of this room, connected with the laying of a lead _fistula_ for the provision of water to a basin situated slightly to the north.
This further intervention thus provides data regarding at least two phases of the post-earthquake period of the _domus_ and the bakery.
Lastly, in front of the oven, the excavation was limited, for the moment to the removal of ash residue and lapilli from the 79 A.D. eruption not cut by the modern excavation. Whilst awaiting the precise chronology with dating from the pottery evidence it can be stated that various phases, both earlier and later than the installation of the bakery, were observed. - Summary Author
- Nicolas Monteix
Media
- Name
- Panificio VII 1, 25.46-47
- Year
- 2011
- Summary
-
it
Durante questa campagna, si è continuata l'indagine intrapresa lo scorso anno nella _domus_ Sirici (VII 1, 25.46-47) estendendo l'area d'esame alla stanza contigua al forno al fine di esaminare in quale misura i resti della catena produttiva di preparazione del pane fossero sussistiti in seguito allo smantellamento del panificio. Si è inoltre continuata l'indagine nella sala delle macine e davanti il forno per cercare d'individuare il momento d'installazione del panificio e le ripercussioni sulla struttura dell'antica _domus_.
Nella prima area d'indagine, è emersa la pavimentazione in cocciopesto su tutta la sala.
Un _catillus_ frammentario si trovava depositato nell'angolo sud-ovest della stanza e non è stato possibile stabilire se concorresse alla fabbricazione del pane (lievitazione della pasta) oppure sia stato depositato in questa posizione quando già il panificio aveva cessato la produzione di farina. La destinazione d'uso della stanza è stata confermata grazie alle tracce in negativo lasciate dai supporti in muratura delle tavole che servivano per formare i pani.
Nella seconda area di indagine davanti al forno e nella stessa stanza delle macine le operazioni erano volte a chiarire le dinamiche di smantellamento del panificio e rispondere a mirate questioni in particolare se il forno, dopo la cessazione della produzione di farina, avesse continuato ad essere utilizzato.
E’ stata messa in evidenza, in corrispondenza da una parte dell'accesso al viridario e dall'altra all'atrio della _domus_, la continuazione della struttura rinvenuta lo scorso anno all'interno del negativo della macina 1. Tale costruzuione impiantata direttamente sul suolo non antropizzato e formata con grossi scapoli di calcare in abbondante malta terrosa testimonia di un'organizzazione decisamente divergente rispetto a quella che sarà poi caratteristica dell'intero isolato.
E’ ora possibile affermare che questa struttura sia stata distrutta prima dell'installazione del panificio sulla base del rinvenimento di alcune murature realizzate in _opus africanum_ allineate con le strutture oggi visibili rasate anch'esse al momento della costruzione del panificio. A causa del cedimento stratigrafico non è stato possibile indagare in profondità tale situazione. Sicuramente pertinente a questa fase è un'importante cisterna di cui si è potuto scorgere l'estradosso nella zona ovest della stanza e di cui si sono potuti seguire i contorni nel coccioppesto dell'attigua stanza delle tavole.
Sembra che al momento dell'installazione del panificio questa cisterna sia mantenuta attiva mentre le strutture in _opus africanum_ sono smantellate per lasciare spazio alle macine.
La presenza di un'importante stratificazione ricca in materiali carboniosi e di noccioli d'oliva permette di affermare che l'attività del forno non deve aver cessato sino al momento dell'eruzione e porterà dunque a riflettere sul suo impiego in contesto domestico o molto più probabilmente in ambito commerciale nella categoria di panifici privi di zona di macinazione.
Sfortunatamente le attività hanno dovuto interrompersi bruscamente per ragioni di sicurezza a causa di un cedimento nella stratigrafia dettato dal probabile crollo di una cisterna sottostante l'area. Il cedimento potrebbe essere intervenuto al momento dell'eruzione del 79 d. C. oppure in concomitanza con le attività sismiche legate alle eruzioni di epoca moderna. -
en
This campaign continued the investigation started last year in the domus Sirici (VII 1, 25.46-47). The area under examination was extended to include the room next to the oven with the aim of documenting to what degree the remains of the bread-making production line had survived following the dismantling of the bakery. The investigation in the mill-room and in front of the oven continued, in an attempt to identify the period of the bakery’s installation and the affect this had on the structures of the ancient domus.
In the first area investigated, an opus signinum floor emerged across the entire room. A fragmentary catillus was situated in the south-western corner, but it was not possible to establish whether it was used in the bread making process (proving of the dough) or whether it was placed here after the bakery had ceased to produce flour. The room’s function was confirmed by the negative traces of the masonry supports for the boards on which the loaves were shaped.
In the second area, in front of the oven and in the mill-room, the investigation aimed to clarify the dynamics of the bakery’s dismantling and provide answers to questions such as whether the oven, following the cessation of flour production, had continued to be used.
The structure found last year within the negative of mill 1 was seen to continue in correspondence with, to one side the entrance to the viridarium, and to the other the atrium of the domus. This construction, built directly on natural and formed by large limestone flakes in abundant earthy mortar attests a layout that was very different from that which was later to characterise the entire insula.
It can be confirmed that this structure was destroyed prior to the installation of the first bakery based on the discovery of opus africanum walls aligned with the structures visible today, razed at the time of the bakery’s construction. Due to subsidence in the stratigraphy, it was not possible to investigate this situation to any depth. A large cistern, of which the extrados was visible in the western part of the room, certainly belonged to this phase. The edges of the cistern could be followed in the opus signinum floor of the adjacent room with the bread making tables.
It seems that, at the moment of the bakery’s installation, this cistern remained in use while the opus africanum structures were dismantled to make room for the mills.
The presence of a substantial stratigraphy rich in charcoal and olive pits suggests that the oven was still in use at the time of the eruption and, therefore, that it was used in a domestic context or, more probably, was a commercial bakery which no longer milled its own flour.
Unfortunately, the excavations were abruptly halted for safety reasons because of subsidence in the stratigraphy, probably caused by the collapse of the cistern below the area. This may have occurred at the moment of the 79 A.D. eruption or in concomitance with the seismic activities linked to eruptions in the modern era. -
en
This campaign continued the investigation started last year in the domus Sirici (VII 1, 25.46-47). The area under examination was extended to include the room next to the oven with the aim of documenting to what degree the remains of the bread-making production line had survived following the dismantling of the bakery. The investigation in the mill-room and in front of the oven continued, in an attempt to identify the period of the bakery’s installation and the affect this had on the structures of the ancient domus.
In the first area investigated, an opus signinum floor emerged across the entire room. A fragmentary catillus was situated in the south-western corner, but it was not possible to establish whether it was used in the bread making process (proving of the dough) or whether it was placed here after the bakery had ceased to produce flour. The room’s function was confirmed by the negative traces of the masonry supports for the boards on which the loaves were shaped.
In the second area, in front of the oven and in the mill-room, the investigation aimed to clarify the dynamics of the bakery’s dismantling and provide answers to questions such as whether the oven, following the cessation of flour production, had continued to be used.
The structure found last year within the negative of mill 1 was seen to continue in correspondence with, to one side the entrance to the viridarium, and to the other the atrium of the domus. This construction, built directly on natural and formed by large limestone flakes in abundant earthy mortar attests a layout that was very different from that which was later to characterise the entire insula.
It can be confirmed that this structure was destroyed prior to the installation of the first bakery based on the discovery of opus africanum walls aligned with the structures visible today, razed at the time of the bakery’s construction. Due to subsidence in the stratigraphy, it was not possible to investigate this situation to any depth. A large cistern, of which the extrados was visible in the western part of the room, certainly belonged to this phase. The edges of the cistern could be followed in the opus signinum floor of the adjacent room with the bread making tables.
It seems that, at the moment of the bakery’s installation, this cistern remained in use while the opus africanum structures were dismantled to make room for the mills.
The presence of a substantial stratigraphy rich in charcoal and olive pits suggests that the oven was still in use at the time of the eruption and, therefore, that it was used in a domestic context or, more probably, was a commercial bakery which no longer milled its own flour.
Unfortunately, the excavations were abruptly halted for safety reasons because of subsidence in the stratigraphy, probably caused by the collapse of the cistern below the area. This may have occurred at the moment of the 79 A.D. eruption or in concomitance with the seismic activities linked to eruptions in the modern era. - Summary Author
- Nicolas Monteix
- Funding Body
- Groupe de Recherches en Histoire
Media
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N. Monteix 2010N. Monteix 2010, Pompéi, recherches sur les boulangeries de l’Italie romaine, in Melanges de l\'Ecole francaise de Rome, 1, 275-282.
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N. Monteix 2009N. Monteix 2009, Pompéi, recherches sur les boulangeries de l’Italie romaine, in Melanges de l\'Ecole francaise de Rome, 1, 323-335.
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N. Monteix c.d.sN. Monteix c.d.s., Pompéi, recherches sur les boulangeries de l’Italie romaine, in Melanges de l\'Ecole francaise de Rome, 1.