- Item
- AIAC_93
- Name
- Nora, Tempio romano
- Date Range
- 500 BC – 450
- Monuments
- Town
Seasons
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AIAC_93 - Nora, Tempio romano - 2003The city was founded by the Phoenicians on the promontory of Capo di Pula in the course of the eighth century BC. The first establishment is located in the area of the forum of the Roman city and a shrine is found on a small rise to the south-east. The Punic city extends for a large part of the promontory, occupying the Isthmus with a rich necropolis of underground tombs. Of the urban site dating to this period only a few traces remain, covered by the successive Roman city. This is characterized initially in the Republican period with grand houses that were successively obliterated from the period of Augustus onwards, when the city began to assume the arrangement visible today. In this phase the center of the city was reorganized with the building of the theater and the forum. In the Imperial period, between the end of the second and the middle of the third centuries AD, the new urbanism was deliniated by the creation of a road system and the building of important public and private buildings. In the Vandal period (fifth century AD), new building activity is attested that turned to the reuse of existing structures and to the reuse of building materials from ruined buildings. The Late-Roman and Byzantine periods see the slow and progressive disintegration of the urban texture, divided into separate residential and production centers, in part reutilizing pre-existing buildings, in part erecting new, modest structures. Many parts of the city were abandoned. The final abandonment of the site of Nora occurred between the seventh and eighth century AD, probably caused by the raids of Saracen pirates that forced the remaining inhabitants to flee further inland. (Carlo Tronchetti)
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AIAC_93 - Nora, Tempio romano - 2010Dal 1990 l’Università degli Studi di Padova è impegnata presso la città antica di Nora grazie ad una convenzione stipulata con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano e nell’ambito di un piano di cooperazione interuniversitario sviluppato con gli Atenei di Genova, Milano e Viterbo. Dal 1997 le indagini sono concentrate nell’area orientale della penisola su cui si sviluppa il centro urbano ed hanno inizialmente interessato il complesso monumentale del foro romano, già rimesso parzialmente in luce dagli scavi di G. Pesce del secolo scorso. In questo settore gli scavi, condotti su buona parte del complesso civico romano, hanno evidenziato una lunga sequenza insediativa estesa dall’età fenicia (fine del VII sec. a.C.) fino alla tarda età romana (metà del V sec. d.C.). Le principali evidenze sono costituite dalle tracce della prima frequentazione dell’area da parte di mercanti orientali (edifici in legno e argilla databili tra il 650 e il 525 a.C.), dalla costruzione di un vasto quartiere regolare punico alla fine del VI sec. (a funzione mista di magazzini e abitazioni) e dalla cancellazione di tutte le precedenti evidenze con la realizzazione del foro romano nella seconda metà del I sec. a.C., probabilmente tra il 40 e il 20 a.C. Lo scavo dell’area del foro, concluso nel 2007, è stata seguita dal consolidamento delle strutture, dalla valorizzazione del complesso a fini di fruizione e dall’edizione sistematica dei dati. Dal 2008 le ricerche si sono concentrate nel contiguo complesso del cd. Tempio romano, già indagato nel secolo scorso ma non ancora sufficientemente noto. Dopo l’esecuzione di un preliminare rilievo tramite rilievo manuale, Stazione totale e Laser scanner, lo scavo ha interessato alcuni ambienti compresi nel recinto templare e la cella dell’edificio sacro. Presso uno dei vani è stato riportato in luce nel 2008 un ricco deposito votivo costituito da una lastra fittile con raffigurazione di volto umano e da un gruzzolo di 18 didracme d’argento emesse in Italia centro-meridionale (Roma, _Neapolis_, _Tarentum_, _Cales_ ) tra il 324 e il 226 a.C. e deposte negli anni immediatamente successivi alla fatale data del 227 a.C., quando Roma sancì il proprio dominio dell’isola con la costituzione della _provincia Sardinia et Corsica_. Nello stesso ambiente e in altri vani contigui, così come nello spazio della cella, indagato in profondità, gli scavi del 2009 e del 2010 hanno permesso di riconoscere una lunga serie di episodi edilizi che interessarono l’area a partire dall’età fenicia. Sono state infatti rimesse in luce tracce di una stratificazione arcaica, mentre ben più consistenti sono le evidenze di una prima sistemazione edilizia di epoca repubblicana (II e I sec. a.C.) attuata con ambienti pavimentati in battuti in cementizio, uno dei quali decorato da emblema a mosaico, la cui funzione non è al momento del tutto chiara. Le prime sistemazioni monumentali dell’area sembrano attuate tra la fine dell’età repubblicana e l’età altoimperiale quando vengono realizzati in successione e sovrapposizione due edifici individuati al di sotto della più tarda cella dell’edificio imperiale. Le dimensioni e i caratteri edilizi (assetti costruttivi di pregio, apparati idraulici, decorazioni in stucco dipinto) sembrano indicare la loro funzione sacra. Verso la metà del III sec. d.C., come indica lo studio dei reperti che precisa una precedente datazione basata solo sull’analisi stilistica dei mosaici, l’area fu radicalmente trasformata con la costruzione del complesso sacro ora visibile; al centro di un ampio recinto venne realizzato in opera cementizia (fondazioni) e mista a fasce (alzati) di areniti e andesiti alternate a laterizi un compatto edificio, preceduto da scalinata con altare inglobato e connotato da assetto prostilo tetrastilo; la cella, ai cui muri laterali si addossano esternamente semicolonne su plinti, presenta pianta pressoché quadrata, mosaicata, coperta probabilmente da volta a crociera; essa comunica con un vano assiale rettangolare mosaicato con funzione di penetrale.
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AIAC_93 - Nora, Tempio romano - 2012Nell’area del quartiere orientale della città (area P) le indagini dell’Università di Padova sono proseguite per il 2012 con lo studio del c.d. Tempio romano, complesso di culto messo in luce già negli scavi diretti da G. Pesce e collocato alle pendici orientali del c.d. colle di Tanit, tra il complesso monumentale del foro e il teatro; di tale edificio, dal 2008 oggetto delle indagini dall’ateneo patavino, si è svolta quest’anno in tre distinti saggi (saggi PR1, PR2 e PR6) la lettura stratigrafica delle sequenze insediative. Il primo saggio, PR1, è stato aperto nel 2012 in corrispondenza della corte scoperta posta all’interno del recinto sacro, tra la strada e l’edificio di culto vero e proprio. È stato possibile mettere in luce in estensione la preparazione del pavimento in tessellato che originariamente occupava lo spazio antistante la gradinata del pronao e che oggi si conserva particolarmente frammentario ai lati dell’altare del tempio. Si è optato per proseguire l’intervento solo in corrispondenza delle due porzioni più lacunose della pavimentazione, ossia nel settore immediatamente antistante l’altare e nella porzione più occidentale dello spazio aperto. Lo scavo ha consentito di individuare sia la sequenza dei livelli di preparazione del mosaico di età medio imperiale sia i livelli di cantiere pertinenti alla costruzione del Tempio romano, che potrà quindi essere datata con notevole precisione in base allo studio dei materiali recuperati attualmente in corso. È stata inoltre rimessa in luce un’evidenza costituita da tre grandi blocchi in arenite sovrapposti all’interno di una profonda fossa dalle pareti verticali, plausibilmente interpretabile come fondazione per un monumento, forse un secondo altare. Lo scavo si è poi approfondito e ha intercettato anche murature che, sebbene di non semplice interpretazione, sono certamente pertinenti alla fase punica, che dal III scende fino al V sec. a.C.. Molteplici ed evidenti sono anche le tracce della prima occupazione di età fenicia. Nel secondo saggio, PR2, aperto nel 2011 in corrispondenza dello spazio originariamente occupato dal pronao del Tempio romano, è continuato lo scavo al fine di riportare in luce le tracce di frequentazione precedenti la costruzione dell’edificio di culto di età medio imperiale. Già nella scorsa campagna, infatti, si erano intercettati due muri orientati in senso nord-sud, perimetrali di un grande ambiente di età tardo repubblicana, forse a destinazione sacra. Tra queste due strutture, allungata in senso est-ovest, è stata individuata quest’anno una profonda fossa di spoglio che si approfondiva sino a intercettare una cisterna. È opportuno infine sottolineare che già a partire da quest’anno sono iniziate le prime operazioni connesse con la conservazione e la valorizzazione del complesso. Nel corso della campagna 2012 è proseguito inoltre il progetto di ricerca dedicato allo studio delle cave di arenite presso la penisola di Is Fradis Minoris posta a poca distanza dalla città antica e caratterizzata dalla presenza di vistose tracce di un antico luogo di estrazione del materiale da costruzione largamente impiegato in città dall’arcaismo alla tarda antichità. Infine va pure segnalata per la campagna 2012 (maggio e settembre) la prosecuzione delle attività di rilievo finalizzate alla ricostruzione dell’assetto architettonico e funzionale della fascia costiera del promontorio della città di Nora, alterato nella sua conformazione dall’innalzamento del livello marino e dall’avanzamento della linea di costa.
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AIAC_93 - Nora, Tempio romano - 2013Le indagini condotte nell’autunno 2013 dall’Università di Padova nel complesso noto come Tempio romano di Nora (area P) si sono concentrate in quattro distinti saggi (PR1, PR6, PS4 e PQ). Nel saggio PR1, sviluppato in corrispondenza della corte del tempio, le indagini hanno restituito importanti evidenze pertinenti alle prime fasi di frequentazione dell’area: a ovest dell’altare è stato, infatti, individuato un pozzo che, direttamente inciso nella roccia, si configura come la struttura idraulica più antica rinvenuta nell’area del tempio; ad est, invece, è stata intercettata una cisterna «a bagnarola» riferibile alla prima età imperiale, ma defunzionalizzata nel corso delle operazioni prodromiche alla costruzione dell’edificio di culto medio imperiale. Contestualmente nel saggio PR6, a est della cella del tempio, lo scavo ha confermato la presenza di un pozzo, profondo oltre 4 m, strutturato nella porzione più superficiale con filari di conci arenitici, in quella inferiore inciso nella roccia. Con l’auspicio di meglio comprendere l’inserimento nel tessuto urbano del complesso di culto del Tempio romano, sono stati avviati i saggi PQ e PS4, localizzati rispettivamente a est della corte del tempio e immediatamente oltre il perimetrale occidentale dei tre ambienti che delimitano ad ovest il luogo di culto. Lo scavo in PQ ha permesso di comprendere come l’area sacra medio imperiale si sviluppasse verso est oltre i limiti finora noti e sono stati già da ora intercettati piani di vita e strutture pertinenti alle precedenti fasi di frequentazione. Il sondaggio in PS4, invece, ha messo in luce un’ulteriore articolata successione stratigrafica: rilevante è il rinvenimento anche in questo settore dello scavo di una cisterna che, sebbene rasata sino al fondo, testimonia ancora una volta quanto il settore urbano alle pendici del colle di Tanit fosse rilevante a Nora per l’approvvigionamento e la conservazione dell’acqua.
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AIAC_93 - Nora, Tempio romano - 2014Nel corso della campagna di scavi 2014 sono state portate a compimento le indagini stratigrafiche nell’area dell’edificio noto come Tempio romano. L’edificio, che sorge alle pendici orientali del cosiddetto Colle di Tanit, a nord-ovest del complesso forense e immediatamente ad est del teatro, è stato oggetto delle ricerche da parte dell’Università degli Studi di Padova a partire dal 2008, riprendendo lo scavo dai livelli oltre ai quali non si erano approfondite le indagini condotte da G. Pesce nel 1952. Le operazioni svolte nel settembre 2014 sono state svolte all’interno di tre diversi saggi (PP-PQ, PS2, PS4), al fine di colmare alcune lacune conoscitive relative al complesso di culto medio imperiale e nel tentativo di ampliare le conoscenze pertinenti alle frequentazioni precedenti dello spazio successivamente occupato dal Tempio romano. Sul lato orientale dell’area indagata (saggi PP-PQ) lo scavo ha permesso di superare con ragionevole sicurezza i dubbi concernenti l’assetto della porzione orientale dello spazio destinato al culto. Sono state individuate, infatti, le tracce relative al lungo muro orientato in senso nord-sud, che costituiva nel contempo tanto il limite orientale dell’intero complesso sacro quanto la struttura di contenimento del potente interro, funzionale alla fondazione dell’edificio di culto di età medio imperiale.. Lo scavo di questo settore ha permesso inoltre di individuare varie testimonianze relative alle fasi più antiche e si è approfondito sino al livello di suolo sterile, ponendo in luce una fitta sequenza di buche di palo praticate nei livelli di frequentazione arcaica dell’area, nonché un punto di fuoco collocato direttamente sulla roccia in posto e contenuto da ciottoli disposti con andamento semicircolare. Sul lato opposto dell’area indagata è stato completato lo scavo dell’ambiente PS2, uno dei tre vani allineati lungo il perimetrale occidentale del complesso sacro medio imperiale. In questo saggio è stato possibile negli anni esaminare un’interessante sequenza stratigrafica, indicativa del protrarsi di un’estesa fase insediativa che, dal III sec. d.C., rimonta ancora una volta fino all’età arcaica. Proprio alla prime frequentazioni dell’area va riferita la presenza di uno straordinario apprestamento per la cottura di cibi, costituito da una fossa delimitata da assi lignee, contenente un’anfora appositamente tagliata e reimpiegata allo scopo. Il contenitore conservava ancora all’interno i carboni pertinenti al suo ultimo fuoco, che, sottoposti a datazione calibrata con il metodo del radiocarbonio, risultano riferibili a un periodo compreso tra l’VIII e il VI sec. a.C. Un’analoga successione insediativa, che attesta l’ininterrotta frequentazione del sito dall’età arcaica sino a quella romana imperiale, è stata documentata anche nel saggio PS4, situato immediatamente all’esterno dello stesso muro perimetrale occidentale. Anche in questo contesto, si sono messe in luce strutture pertinenti alle fasi precedenti di occupazione, sino a giungere al livello di suolo sterile, pure inciso da una buca di palo, ulteriore testimonianza dei complessi strutturali stagionali in materiale deperibile, certamente dislocati in tutta l’area indagata. Al termine dello scavo, nella seconda parte della campagna, sono stati attuati i previsti interventi di reinterro, consolidamento e valorizzazione delle strutture murarie del Tempio romano. Tale operazione, concordata con la Soprintendenza Archeologia della Sardegna, risponde alla duplice esigenza da un lato di garantire la conservazione delle murature di età romana imperiale, dall’altro di permettere la piena intelligibilità dell’edificio e dei suoi ambienti attraverso il ripristino dei piani d’uso originari. È stato dunque scelto di preservare le evidenze pertinenti alle fasi precedenti, rivestite di tessuto non tessuto e ricoperte di materiale drenante, valorizzando così l’edificio templare datato al III sec. d.C. Il reinterro ha permesso dunque la ricostituzione dei livelli pavimentali del complesso di culto, in parte consistente compromessi dopo gli spogli di età post-antica e non più percepibili a seguito degli scavi degli scorsi anni Cinquanta. La stesura di livelli di ghiaia superficiali, finalizzati a integrare le pavimentazioni mancanti, ha inoltre consentito di evidenziare, mediante la diversa colorazione dei ghiaini impiegati, le diverse funzioni degli spazi, seguendo il criterio già felicemente applicato nel vicino contesto del Foro.
Media
- Name
- Nora, Tempio romano
- Year
- 2003
- Summary
- en The city was founded by the Phoenicians on the promontory of Capo di Pula in the course of the eighth century BC. The first establishment is located in the area of the forum of the Roman city and a shrine is found on a small rise to the south-east. The Punic city extends for a large part of the promontory, occupying the Isthmus with a rich necropolis of underground tombs. Of the urban site dating to this period only a few traces remain, covered by the successive Roman city. This is characterized initially in the Republican period with grand houses that were successively obliterated from the period of Augustus onwards, when the city began to assume the arrangement visible today. In this phase the center of the city was reorganized with the building of the theater and the forum. In the Imperial period, between the end of the second and the middle of the third centuries AD, the new urbanism was deliniated by the creation of a road system and the building of important public and private buildings. In the Vandal period (fifth century AD), new building activity is attested that turned to the reuse of existing structures and to the reuse of building materials from ruined buildings. The Late-Roman and Byzantine periods see the slow and progressive disintegration of the urban texture, divided into separate residential and production centers, in part reutilizing pre-existing buildings, in part erecting new, modest structures. Many parts of the city were abandoned. The final abandonment of the site of Nora occurred between the seventh and eighth century AD, probably caused by the raids of Saracen pirates that forced the remaining inhabitants to flee further inland. (Carlo Tronchetti)
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it
Città fondata dai Fenici sul promontorio di Capo di Pula nel corso dell'VIII sec. a.C. Il primo impianto si colloca nell'area del Foro della città romana ed un luogo di culto è posto su un piccolo rilevamento a Sud-Est.
La città punica si estende su gran parte del promontorio, occupando l'istmo con una ricca necropoli ipogeica. Dei resti urbani rimangono poche tracce, coperte dalla successiva città di epoca romana. Questa si caratterizza inizialmente in epoca repubblicana con grandi _domus_ che vengono successivamente obliterate dall'epoca augustea in poi, quando la città comincia ad assumere l'aspetto attualmente visibile. In questa fase viene riorganizzato il centro della città con l'edificazione del teatro e del Foro.
In età imperiale, fra lo scorcio del II e la metà del III sec. d.C., si assiste ad una nuova riorganizzazione del tessuto urbano con la stesura di un sistema viario e l'edificazione di importanti edifici pubblici e privati. In epoca vandalica (V sec. d.C.) è attestata una nuova attività edilizia che si rivolge al riutilizzo di strutture ed al reimpiego di materiali edili da edifici non più funzionali. L'età tardo-romana e bizantina vede il lento e progressivo disgregarsi del tessuto urbano, che si parcellizza in separati nuclei abitativi e produttivi, in parte riutilizzando strutture precedenti, in parte erigendone nuove di modesta entità. Molte parti della città vengono abbandonate.
L'abbandono definitivo di Nora si pone tra il VII e l'VIII sec. d.C., verosimilmente a causa delle scorrerie dei pirati saraceni che spingono i residui abitanti a rifugiarsi nell'entroterra.
Media
- Name
- Nora, Tempio romano
- Year
- 2010
- Summary
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it
Dal 1990 l’Università degli Studi di Padova è impegnata presso la città antica di Nora grazie ad una convenzione stipulata con la Soprintendenza per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano e nell’ambito di un piano di cooperazione interuniversitario sviluppato con gli Atenei di Genova, Milano e Viterbo.
Dal 1997 le indagini sono concentrate nell’area orientale della penisola su cui si sviluppa il centro urbano ed hanno inizialmente interessato il complesso monumentale del foro romano, già rimesso parzialmente in luce dagli scavi di G. Pesce del secolo scorso. In questo settore gli scavi, condotti su buona parte del complesso civico romano, hanno evidenziato una lunga sequenza insediativa estesa dall’età fenicia (fine del VII sec. a.C.) fino alla tarda età romana (metà del V sec. d.C.). Le principali evidenze sono costituite dalle tracce della prima frequentazione dell’area da parte di mercanti orientali (edifici in legno e argilla databili tra il 650 e il 525 a.C.), dalla costruzione di un vasto quartiere regolare punico alla fine del VI sec. (a funzione mista di magazzini e abitazioni) e dalla cancellazione di tutte le precedenti evidenze con la realizzazione del foro romano nella seconda metà del I sec. a.C., probabilmente tra il 40 e il 20 a.C. Lo scavo dell’area del foro, concluso nel 2007, è stata seguita dal consolidamento delle strutture, dalla valorizzazione del complesso a fini di fruizione e dall’edizione sistematica dei dati.
Dal 2008 le ricerche si sono concentrate nel contiguo complesso del cd. Tempio romano, già indagato nel secolo scorso ma non ancora sufficientemente noto. Dopo l’esecuzione di un preliminare rilievo tramite rilievo manuale, Stazione totale e Laser scanner, lo scavo ha interessato alcuni ambienti compresi nel recinto templare e la cella dell’edificio sacro. Presso uno dei vani è stato riportato in luce nel 2008 un ricco deposito votivo costituito da una lastra fittile con raffigurazione di volto umano e da un gruzzolo di 18 didracme d’argento emesse in Italia centro-meridionale (Roma, _Neapolis_, _Tarentum_, _Cales_ ) tra il 324 e il 226 a.C. e deposte negli anni immediatamente successivi alla fatale data del 227 a.C., quando Roma sancì il proprio dominio dell’isola con la costituzione della _provincia Sardinia et Corsica_.
Nello stesso ambiente e in altri vani contigui, così come nello spazio della cella, indagato in profondità, gli scavi del 2009 e del 2010 hanno permesso di riconoscere una lunga serie di episodi edilizi che interessarono l’area a partire dall’età fenicia. Sono state infatti rimesse in luce tracce di una stratificazione arcaica, mentre ben più consistenti sono le evidenze di una prima sistemazione edilizia di epoca repubblicana (II e I sec. a.C.) attuata con ambienti pavimentati in battuti in cementizio, uno dei quali decorato da emblema a mosaico, la cui funzione non è al momento del tutto chiara. Le prime sistemazioni monumentali dell’area sembrano attuate tra la fine dell’età repubblicana e l’età altoimperiale quando vengono realizzati in successione e sovrapposizione due edifici individuati al di sotto della più tarda cella dell’edificio imperiale. Le dimensioni e i caratteri edilizi (assetti costruttivi di pregio, apparati idraulici, decorazioni in stucco dipinto) sembrano indicare la loro funzione sacra.
Verso la metà del III sec. d.C., come indica lo studio dei reperti che precisa una precedente datazione basata solo sull’analisi stilistica dei mosaici, l’area fu radicalmente trasformata con la costruzione del complesso sacro ora visibile; al centro di un ampio recinto venne realizzato in opera cementizia (fondazioni) e mista a fasce (alzati) di areniti e andesiti alternate a laterizi un compatto edificio, preceduto da scalinata con altare inglobato e connotato da assetto prostilo tetrastilo; la cella, ai cui muri laterali si addossano esternamente semicolonne su plinti, presenta pianta pressoché quadrata, mosaicata, coperta probabilmente da volta a crociera; essa comunica con un vano assiale rettangolare mosaicato con funzione di penetrale. -
en
Since 1990 the University of Padova has been excavating in the ancient city of Nora as part of a joint project with the universities of Genoa, Milan and Viterbo.
From 1997 the investigations have concentrated on the eastern part of the peninsula on which the urban centre stood and initially involved the monumental complex of the Roman forum, uncovered in the last century by G. Pesce. In this sector, the excavations which covered most of the forum area, revealed a long occupation sequence extending from the Phoenician period (end of the 7th century B.C.) until the late Roman period (mid 5th century A.D.). The main evidence was constituted by traces of the first occupation in the area by eastern traders (timber and clay structures datable to between 650 and 525 B.C.), the Punic construction of a large quarter with uniform layout at the end of the 6th century B.C. (warehouses and dwellings) and by the obliteration of the preceding evidence by the creation of the Roman forum in the second half of the 1st century B.C., probably between 40-20 B.C. The forum excavation was completed in 2007, the structures were consolidated and the complex made ready for public viewing and the excavation data was published.
From 2008 research has concentrated on the adjacent complex of the so-called Roman temple, that was partially investigated last century. Following a preliminary survey using manual recording, total station and laser scanner, a number of rooms within the temple enclosure and the cella were excavated. In 2008 a rich votive deposit came to light in one of the rooms. It was constituted by a terracotta plaque showing a human face and a hoard of 18 silver _didrachmae_ minted in central-southern Italy (Rome, Neapolis, Tarentum, Cales) between 324 and 226 B.C. The hoard was buried in the years immediately after the fateful date 227 B.C. when Rome established its dominion of the island with the constitution of the _provincia Sardinia et Corsica_.
In the same room and in adjacent spaces such as the cella, the 2009 and 2010 excavations identified a long series of construction phases which occurred in the area from the Phoenician period onwards. In fact, traces of Archaic stratigraphy were uncovered, whilst there was more substantial evidence of the first Republican constructions (2nd-1st century B.C.) with rooms paved in beaten cement, one of which decorated with a mosaic emblem, whose function is not altogether clear. The first monumentalisation of the area seems to have occurred between the end of the Republican and the early Imperial periods when two successive and overlying buildings were constructed. These were uncovered below the later cella of the Imperial building. Their dimensions and characteristics (expensive materials, water supply system, painted stucco decoration) would seem to indicate a cult function. Towards the mid 3rd century A.D., as indicated by the finds study which confirmed a preceding dating based only on a stylistic analysis of the mosaics, the area was radically transformed by the building of the sacred complex now visible. A compact building was constructed at the centre of a large enclosure, with foundations in _opus caementicia_, walls in _opus mixtum_ with sandstone and andesite bands alternating with brick. It had a flight of steps at the front which incorporated an altar. The façade was tetrastyle prostyle. The cella, whose exterior walls were abutted by pilasters on plinths, had a more or less quadrangular plan, mosaic floors and was probably covered by a cross-vault. The _cella_ communicated with a rectangular room with mosaic floor on the same axis, probably the inner sanctum.
Media
- Name
- Nora, Tempio romano
- Year
- 2012
- Summary
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it
Nell’area del quartiere orientale della città (area P) le indagini dell’Università di Padova sono proseguite per il 2012 con lo studio del c.d. Tempio romano, complesso di culto messo in luce già negli scavi diretti da G. Pesce e collocato alle pendici orientali del c.d. colle di Tanit, tra il complesso monumentale del foro e il teatro; di tale edificio, dal 2008 oggetto delle indagini dall’ateneo patavino, si è svolta quest’anno in tre distinti saggi (saggi PR1, PR2 e PR6) la lettura stratigrafica delle sequenze insediative.
Il primo saggio, PR1, è stato aperto nel 2012 in corrispondenza della corte scoperta posta all’interno del recinto sacro, tra la strada e l’edificio di culto vero e proprio. È stato possibile mettere in luce in estensione la preparazione del pavimento in tessellato che originariamente occupava lo spazio antistante la gradinata del pronao e che oggi si conserva particolarmente frammentario ai lati dell’altare del tempio. Si è optato per proseguire l’intervento solo in corrispondenza delle due porzioni più lacunose della pavimentazione, ossia nel settore immediatamente antistante l’altare e nella porzione più occidentale dello spazio aperto. Lo scavo ha consentito di individuare sia la sequenza dei livelli di preparazione del mosaico di età medio imperiale sia i livelli di cantiere pertinenti alla costruzione del Tempio romano, che potrà quindi essere datata con notevole precisione in base allo studio dei materiali recuperati attualmente in corso. È stata inoltre rimessa in luce un’evidenza costituita da tre grandi blocchi in arenite sovrapposti all’interno di una profonda fossa dalle pareti verticali, plausibilmente interpretabile come fondazione per un monumento, forse un secondo altare. Lo scavo si è poi approfondito e ha intercettato anche murature che, sebbene di non semplice interpretazione, sono certamente pertinenti alla fase punica, che dal III scende fino al V sec. a.C.. Molteplici ed evidenti sono anche le tracce della prima occupazione di età fenicia.
Nel secondo saggio, PR2, aperto nel 2011 in corrispondenza dello spazio originariamente occupato dal pronao del Tempio romano, è continuato lo scavo al fine di riportare in luce le tracce di frequentazione precedenti la costruzione dell’edificio di culto di età medio imperiale. Già nella scorsa campagna, infatti, si erano intercettati due muri orientati in senso nord-sud, perimetrali di un grande ambiente di età tardo repubblicana, forse a destinazione sacra. Tra queste due strutture, allungata in senso est-ovest, è stata individuata quest’anno una profonda fossa di spoglio che si approfondiva sino a intercettare una cisterna.
È opportuno infine sottolineare che già a partire da quest’anno sono iniziate le prime operazioni connesse con la conservazione e la valorizzazione del complesso.
Nel corso della campagna 2012 è proseguito inoltre il progetto di ricerca dedicato allo studio delle cave di arenite presso la penisola di Is Fradis Minoris posta a poca distanza dalla città antica e caratterizzata dalla presenza di vistose tracce di un antico luogo di estrazione del materiale da costruzione largamente impiegato in città dall’arcaismo alla tarda antichità.
Infine va pure segnalata per la campagna 2012 (maggio e settembre) la prosecuzione delle attività di rilievo finalizzate alla ricostruzione dell’assetto architettonico e funzionale della fascia costiera del promontorio della città di Nora, alterato nella sua conformazione dall’innalzamento del livello marino e dall’avanzamento della linea di costa. -
en
The 2012 excavations continued work in the town’s eastern quarter (area P), with the study of the so-called Roman temple, the complex uncovered by G. Pesce situated on the eastern slopes of the so-called hill of Tanit, between the monumental forum and theatre. Investigations took place in three separate trenches (PR1, PR2 and PR6).
The first trench, PR1, was opened in correspondence with the open courtyard situated inside the sacred enclosure, between the road and the temple itself. The make up for the mosaic floor originally occupying the space in front of the _pronaos_ steps. It was was in a particularly fragmentary state to the sides of the temple altar. This intervention was continued only in correspondence with the two most lacunose patches of the mosaic, that is in the sector immediately in front of the altar and in the western part of the open area. The excavation identified both the sequence of preparation for the mid imperial period mosaic and the building site levels relating to the temple’s construction, which, based on the finds, can now be dated with considerable precision. Three overlying large sandstone blocks were found inside a deep pit with vertical walls that may be interpreted as the foundations for a monument, perhaps a second altar. Further down, walls were intercepted which, although not easy to interpret, certainly belong to the Punic phase that goes back to the 5th century B.C. Traces of the first Phoenician occupation were also documented.
In the second trench, PR2 opened in 2011 in correspondence with the space originally occupied by the _pronaos_ of the temple, excavation continued with the aim of bringing to light traces of occupation preceding the construction of the mid imperial temple. In fact, two walls had been intercepted in the previous season, running north-south on the edge of a large room of late Republican date, perhaps with a sacred function. This year, a deep robber trench was exposed between the two walls, on an east-west alignment, deep enough to cut a cistern below.
During this year, the first interventions connected with the conservation and enhancement of the complex began.
Furthermore, the research project studying the sandstone quarry on the Is Fradis Minoris peninsula continued. Situated near to the ancient town, it presents substantial traces of the ancient quarrying of the construction material that was widely used in the town from the archaic until the late antique period.
Finally, work continued on the survey being undertaken as an aid towards the reconstruction of the architectural and functional layout of the coastal strip of the promontory on which the town of Nora stands, which has been altered by the rising sea level and coastline’s advance.
Media
- Name
- Nora, Tempio romano
- Year
- 2013
- Summary
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it
Le indagini condotte nell’autunno 2013 dall’Università di Padova nel complesso noto come Tempio romano di Nora (area P) si sono concentrate in quattro distinti saggi (PR1, PR6, PS4 e PQ).
Nel saggio PR1, sviluppato in corrispondenza della corte del tempio, le indagini hanno restituito importanti evidenze pertinenti alle prime fasi di frequentazione dell’area: a ovest dell’altare è stato, infatti, individuato un pozzo che, direttamente inciso nella roccia, si configura come la struttura idraulica più antica rinvenuta nell’area del tempio; ad est, invece, è stata intercettata una cisterna «a bagnarola» riferibile alla prima età imperiale, ma defunzionalizzata nel corso delle operazioni prodromiche alla costruzione dell’edificio di culto medio imperiale.
Contestualmente nel saggio PR6, a est della cella del tempio, lo scavo ha confermato la presenza di un pozzo, profondo oltre 4 m, strutturato nella porzione più superficiale con filari di conci arenitici, in quella inferiore inciso nella roccia.
Con l’auspicio di meglio comprendere l’inserimento nel tessuto urbano del complesso di culto del Tempio romano, sono stati avviati i saggi PQ e PS4, localizzati rispettivamente a est della corte del tempio e immediatamente oltre il perimetrale occidentale dei tre ambienti che delimitano ad ovest il luogo di culto.
Lo scavo in PQ ha permesso di comprendere come l’area sacra medio imperiale si sviluppasse verso est oltre i limiti finora noti e sono stati già da ora intercettati piani di vita e strutture pertinenti alle precedenti fasi di frequentazione.
Il sondaggio in PS4, invece, ha messo in luce un’ulteriore articolata successione stratigrafica: rilevante è il rinvenimento anche in questo settore dello scavo di una cisterna che, sebbene rasata sino al fondo, testimonia ancora una volta quanto il settore urbano alle pendici del colle di Tanit fosse rilevante a Nora per l’approvvigionamento e la conservazione dell’acqua. - Funding Body
- Comune di Pula
Media
- Name
- Nora, Tempio romano
- Year
- 2014
- Summary
-
it
Nel corso della campagna di scavi 2014 sono state portate a compimento le indagini stratigrafiche nell’area dell’edificio noto come Tempio romano. L’edificio, che sorge alle pendici orientali del cosiddetto Colle di Tanit, a nord-ovest del complesso forense e immediatamente ad est del teatro, è stato oggetto delle ricerche da parte dell’Università degli Studi di Padova a partire dal 2008, riprendendo lo scavo dai livelli oltre ai quali non si erano approfondite le indagini condotte da G. Pesce nel 1952.
Le operazioni svolte nel settembre 2014 sono state svolte all’interno di tre diversi saggi (PP-PQ, PS2, PS4), al fine di colmare alcune lacune conoscitive relative al complesso di culto medio imperiale e nel tentativo di ampliare le conoscenze pertinenti alle frequentazioni precedenti dello spazio successivamente occupato dal Tempio romano.
Sul lato orientale dell’area indagata (saggi PP-PQ) lo scavo ha permesso di superare con ragionevole sicurezza i dubbi concernenti l’assetto della porzione orientale dello spazio destinato al culto. Sono state individuate, infatti, le tracce relative al lungo muro orientato in senso nord-sud, che costituiva nel contempo tanto il limite orientale dell’intero complesso sacro quanto la struttura di contenimento del potente interro, funzionale alla fondazione dell’edificio di culto di età medio imperiale..
Lo scavo di questo settore ha permesso inoltre di individuare varie testimonianze relative alle fasi più antiche e si è approfondito sino al livello di suolo sterile, ponendo in luce una fitta sequenza di buche di palo praticate nei livelli di frequentazione arcaica dell’area, nonché un punto di fuoco collocato direttamente sulla roccia in posto e contenuto da ciottoli disposti con andamento semicircolare.
Sul lato opposto dell’area indagata è stato completato lo scavo dell’ambiente PS2, uno dei tre vani allineati lungo il perimetrale occidentale del complesso sacro medio imperiale. In questo saggio è stato possibile negli anni esaminare un’interessante sequenza stratigrafica, indicativa del protrarsi di un’estesa fase insediativa che, dal III sec. d.C., rimonta ancora una volta fino all’età arcaica. Proprio alla prime frequentazioni dell’area va riferita la presenza di uno straordinario apprestamento per la cottura di cibi, costituito da una fossa delimitata da assi lignee, contenente un’anfora appositamente tagliata e reimpiegata allo scopo. Il contenitore conservava ancora all’interno i carboni pertinenti al suo ultimo fuoco, che, sottoposti a datazione calibrata con il metodo del radiocarbonio, risultano riferibili a un periodo compreso tra l’VIII e il VI sec. a.C.
Un’analoga successione insediativa, che attesta l’ininterrotta frequentazione del sito dall’età arcaica sino a quella romana imperiale, è stata documentata anche nel saggio PS4, situato immediatamente all’esterno dello stesso muro perimetrale occidentale. Anche in questo contesto, si sono messe in luce strutture pertinenti alle fasi precedenti di occupazione, sino a giungere al livello di suolo sterile, pure inciso da una buca di palo, ulteriore testimonianza dei complessi strutturali stagionali in materiale deperibile, certamente dislocati in tutta l’area indagata.
Al termine dello scavo, nella seconda parte della campagna, sono stati attuati i previsti interventi di reinterro, consolidamento e valorizzazione delle strutture murarie del Tempio romano. Tale operazione, concordata con la Soprintendenza Archeologia della Sardegna, risponde alla duplice esigenza da un lato di garantire la conservazione delle murature di età romana imperiale, dall’altro di permettere la piena intelligibilità dell’edificio e dei suoi ambienti attraverso il ripristino dei piani d’uso originari. È stato dunque scelto di preservare le evidenze pertinenti alle fasi precedenti, rivestite di tessuto non tessuto e ricoperte di materiale drenante, valorizzando così l’edificio templare datato al III sec. d.C.
Il reinterro ha permesso dunque la ricostituzione dei livelli pavimentali del complesso di culto, in parte consistente compromessi dopo gli spogli di età post-antica e non più percepibili a seguito degli scavi degli scorsi anni Cinquanta. La stesura di livelli di ghiaia superficiali, finalizzati a integrare le pavimentazioni mancanti, ha inoltre consentito di evidenziare, mediante la diversa colorazione dei ghiaini impiegati, le diverse funzioni degli spazi, seguendo il criterio già felicemente applicato nel vicino contesto del Foro. -
en
During the 2014 campaign, the excavation was completed of the so-called Roman temple situated on the eastern slopes of the “Hill of Tanit”, north-west of the forum complex and immediately east of the theatre. The University of Padova began excavations on this building in 2008, reopening the excavations at the levels where the investigations undertaken by G. Pesce in 1952 were halted.
In 2014, excavation took place in three trenches (PP-PQ, PS2, PS4), with the aim of filling gaps in knowledge about the mid imperial cult complex and in the attempt to gain more evidence about earlier occupation on the site of the Roman temple.
On the east side of the area in question (trenches PP-PQ), the excavations clarified with reasonable certainty the problems relating to the layout of the eastern sector of the cult space. In fact, traces of a long wall running north-south were identified, which constituted both the eastern edge of the entire sacred complex and the containing wall for a massive dump of earth that functioned as the foundations for the mid imperial temple.
The excavation in this sector also uncovered evidence for the earliest phases, reaching natural, and exposed a dense sequence of post-holes cut in the archaic occupation levels, in addition to a semicircular hearth of cobblestones placed directly on the bedrock.
On the opposite side of the area, the excavation of room PS2 was completed, one of a row of three along the western perimeter of the mid imperial sacred complex. Over the years, an interesting stratigraphic sequence has been revealed in this trench, indicative of the continuation of a prolonged settlement phase, going back from the 3rd century A.D. to the archaic period. The earliest occupation of the area was attested by an extraordinary cooking structure, formed by a pit bordered by wooden planks, containing a re-used amphora that had been purposely cut with the charcoal from its last use still inside it. C14 dating gave a result of between the 8th and 6th centuries B.C.
A similar settlement sequence, attesting continuous occupation on the site from the archaic until the imperial period, was also documented in trench PS4, situated immediately outside the western perimeter wall. Structures relating to earlier occupation phases were also seen in this trench, where the excavation reached a layer of sterile soil cut by a posthole, further evidence of the seasonal structures made of perishable materials that were certainly present across the entire excavation area.
At the end of the excavation, during the second part of the campaign, the trenches were back-filled and the walls of the Roman temple were consolidated and cleaned. These interventions, undertaken in agreement with the Archaeological Superintendency for Sardinia, meet the dual necessity of guaranteeing the preservation of the imperial structures and of permitting the full understanding of the building and its rooms through the restoration of its original floor levels. Therefore, it was decided to preserve the remains relating to earlier phases by covering them with appropriate materials and thus enhance the 3rd century A.D. temple building.
The back-filling made it possible to reconstitute the floor levels of the temple complex that had been partially compromised after the post-antique robbing and were no longer visible after the excavations of the 1950s. Gravel surface layers were used to fill the gaps in the ancient paving and different colours were used to code the various room functions, as had been done with success in the nearby forum. - Summary Author
- Andrea Raffaele Ghiotto Università degli Studi di Padova - Dipartimento dei Beni Culturali
- Jacopo Bonetto Università degli Studi di Padova - Dipartimento dei Beni Culturali
- Arturo Zara- Università degli Studi di Padova - Dipartimento dei Beni Culturali
Media
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Bonetto et al. 2009J. Bonetto, G. Falezza, A. R. Ghiotto, M. Novello (a cura di), 2009, Nora. Il foro romano. Storia di un’area urbana dall’età fenicia alla tarda Antichità. Scavi 1997-2006. I. Lo scavo; II,1 I materiali di età preromana; II,2 I materiali di età romana e altri studi; III Le unità stratigrafiche e i loro reperti; IV I diagramma stratigrafici e la pianta generale, Padova.
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Bonetto, Falezza 2009J. Bonetto, G. Falezza, 2009, Scenari di romanizzazione a Nora: un deposito di fondazione e un deposito votivo per la costituzione della provincia Sardinia et Corsica,in Sardinia, Corsica et Baleares antiquae, VII: 81-100.
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Bonetto et al. 2010J. Bonetto, S. Berto, S. Cespa, G. Falezza, G. Furlan, A.R. Ghiotto, M.G.S. Pavoni, A. Zara, 2010, Il Tempio romano, in Quaderni Norensi III: 178-208.
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Bonetto, Falezza 2011J. Bonetto, G. Falezza, a cura di 2011, Vent’anni di scavi a Nora. Formazione, ricerca e politica culturale, Atti della Giornata di studio (Padova, 22 marzo 2010), Padova.
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Bonetto et al. 2012J. Bonetto, G. Falezza, A. Bertelli, D. Ebner, 2012, Nora e il mare. Il Progetto Noramar. Attività 2011, in Quaderni Norensi IV: 327-338.
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Bonetto et al. 2012J. Bonetto, A. R. Ghiotto , A. Bertelli, S. Berto, S. Cespa, G. Falezza, R. Di Maio, La M. Manna, C. Meola, E. Piegari, L. Savio, A. Stella, M. Tabaglio, A. Zara, 2012, Il Tempio romano, in Quaderni Norensi IV: 145-243.
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Zara 2015A. Zara, 2015, Il Tempio romano di Nora. Riflessioni sulla dedica in base a un frammento epigrafico inedito, in L’Africa romana XX, Romaa: 1889-1902.
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