- Item
- AIAC_2467
- Name
- Casa dei Gladiatori (V 5, 3)
- Date Range
- 600 BC – 500 BC
- 300 BC – 120 BC
- 1 – 79
Seasons
-
AIAC_2467 - Casa dei Gladiatori (V 5, 3) - 2004Il progetto di studio sull’Insula 5 della Regio V, si propone di chiarire lo sviluppo storico, architettonico ed urbanistico di un’area della città ancora poco studiata, situata nel quadrante nord-orientale della città, a poche decine di metri dalla linea della fortificazione e direttamente affacciata sull’asse della Via di Nola. Nel 2004 è stata condotta la prima campagna di sondaggi stratigrafici tesi a precisare le fasi costruttive dell’intero isolato. Scavi condotti in passato in aree limitrofe avevano, infatti, rivelato come tutta l’area, frequentata sin dall’età del bronzo, fosse stata racchiusa in epoca arcaica dalla primitiva cinta muraria in pappamonte. Nel 1947 Maiuri fece eseguire dei sondaggi stratigrafici in vari punti della casa, “allo scopo di accertare l’esistenza di strutture del periodo precedente all’impianto della casa”. La campagna di scavo del settembre 2004 aveva, dunque, come scopo quello di riaprire il sondaggio di Maiuri e riportare alla luce la struttura in pappamonte, per precisarne le dimensioni e le quote assolute, non riportate nella scarna relazione del 1947, oltre alla possibilità di osservare direttamente la struttura e di descriverla dettagliatamente. Inoltre la riapertura del saggio avrebbe permesso di controllare la stratigrafia, descritta solo sommariamente, e di cercare elementi utili a determinare la cronologia relativa ed assoluta della struttura in pappamonte e delle altre strutture individuate nel corso della precedente esplorazione. Va precisato che non era possibile allargare la trincea per non pregiudicare ulteriormente lo stato di conservazione, già abbastanza precario, dei pavimenti in cocciopesto del peristilio (b) e dell’ambiente (f) e per non compromettere la statica del colonnato dell’ambiente (b) e delle strutture circostanti. I saggi condotti sotto il portico sud del peristilio (b) hanno portato alla scoperta di una poderosa struttura in blocchi di pappamonte, databile agli inizi del VI secolo a.C. grazie ai numerosi frammenti ceramici ad essa associabili. Tale struttura è vissuta sino alla fine del V secolo a.C. ed è stata in parte distrutta nel corso delle successive vicende edilizie dell’Insula, quando tutta l’area è stata suddivisa in lotti regolari, sui quali si vennero ad impiantare delle abitazioni.
-
AIAC_2467 - Casa dei Gladiatori (V 5, 3) - 2005Nel settembre 2005 è continuata l’attività di documentazione e di scavo archeologico nella Casa dei Gladiatori (V 5, 3). La precedente campagna di scavi del settembre 2004 aveva permesso di verificare i risultati del sondaggio eseguito da Maiuri nel 1947 ed in particolare di riportare alla luce resti significativi di una struttura in grandi blocchi di pappamonte risalente all’età arcaica. Tale struttura era stata soltanto individuata e delimitata dal saggio di Maiuri, che ne aveva riportato alla luce la superficie superiore, senza tuttavia approfondire lo scavo. La campagna di scavi di quest’anno aveva come scopo quello di definire l’estensione e soprattutto la pianta dell’ambiente pavimentato in cocciopesto ed allo stesso tempo di verificare l’eventuale continuazione della struttura arcaica in pappamonte coperta dal pavimento stesso. I risultati della presente campagna di scavi consentono di precisare ulteriormente le vicende relative alla storia edilizia di questo settore dell’ _Insula_ 5 della _Regio_ V. Innanzitutto è stato possibile chiarire che la struttura in grandi blocchi di pappamonte non continua oltre l’estensione del pavimento in cocciopesto della casa ellenistica, anche se va precisato che ad ovest del pavimento gli strati arcaici sono stati totalmente asportati in seguito alla costruzione della casa tardo ellenistica e poi della casa romana, ovvero l’attuale Casa dei Gladiatori. Nelle successive campagne si vorrebbe capire in che relazione si veniva a trovare questa struttura con il tratto di muro in pappamonte scoperto nell’area del giardino durante gli scavi del 1947. Maiuri, infatti, fece eseguire un saggio orientato secondo l’asse longitudinale del giardino e riportò alla luce un piccolo tratto di una struttura in pappamonte. Quest’ultima consisteva di due blocchi allineati l’uno di seguito all’altro lungo il lato ovest del saggio e impostati direttamente nel terreno vergine (Archivio SAP, A VII 20, Giornale di sgombero e restauro eseguiti in dipendenza “danni di guerra”. Anno 1947, in particolare la pratica: “Saggi di scavo eseguiti a scopo di studio nell’area della città dal 1º al 31 luglio 1947”). La struttura era orientata perpendicolarmente a quella rinvenuta nel saggio 1 (2004) ed era posta in asse con il varco di accesso al giardino dal portico meridionale. Si prefigurerebbe dunque la presenza di un edificio dalla pianta complessa, che al momento risulta ancora difficile da ricostruire anche solo nelle sue linee generali.
-
AIAC_2467 - Casa dei Gladiatori (V 5, 3) - 2008Nell\'ambito del progetto di studio sull’ _Insula_ 5 della _Regio_ V negli anni 2004 e 2005 sono state condotte due campagne di indagini stratigrafiche finalizzate a verificare i risultati dei saggi effettuati nella Casa V 5 ,3 da Amedeo Maiuri nel 1947 e a chiarire le fasi di sviluppo dell’intera _insula_ dall’età arcaica sino all’impianto della _domus_ tardo-repubblicana. Parallelamente è stata intrapresa e portata a termine l\'analisi delle stratigrafie verticali presenti nell’ _insula_ e la documentazione fotografica degli apparati decorativi, in gran parte mai documentati ed oggi molto rovinati. Tale ricerca si è avvalsa anche di un rilievo archeologico su base digitale della parte dell’ _Insula_ rimessa in luce. Tutte le informazioni confluiranno in un archivio informatizzato che conterrà anche tutti i dati provenienti dallo scavo e dallo studio dei materiali. Tra il 2006 ed 2007 le indagini di scavo sono state interrotte perché tutta l’ _insula_ V 5 è stata sottoposta a restauri strutturali e degli apparati decorativi da parte della Soprintendenza Archeologica di Pompei. Nel 2008, ultimati i restauri, è stato possibile effettuare una nuova campagna di scavi stratigrafici nell’area del giardino. La nuova campagna di scavo è stata condotta in collaborazione con il Prof. Mark Robinson dell’Università di Oxford. I fini dello scavo erano i seguenti: 1) acquisire nuovi dati utili a precisare lo sviluppo dell’insula V 5 dall’età arcaica all’età tardo repubblicana riaprendo e verificando i vecchi saggi eseguiti da Maiuri nell’area del giardino; 2) scavo stratigrafico di quei settori del giardino non interessati dai saggi di Maiuri per ricostruire l’organizzazione e la piantumazione del giardino romano al momento dell’eruzione del 79 d.C.; 3) approfondire lo scavo sotto del paleosuolo dei epoca arcaica per chiarire la stratigrafia dell’area in epoca pre e proto-storica. Tutti e tre gli obbiettivi sono stati raggiunti, anche se è stato necessario riaprire le trincee per proseguire e completare lo scavo anche nella successiva campagna del 2009, alla cui scheda informatica si rimanda per l’illustrazione sintetica dei risultati.
-
AIAC_2467 - Casa dei Gladiatori (V 5, 3) - 2009Nel giardino della casa romana, nonostante la pesante azione di disturbo causata da lavori moderni (restauri 2006-2007; restauri degli anni Settante ed Ottanta del secolo scorso; piantumazione moderna del giardino di Fine XIX inizi XX Secolo), è stato, comunque, possibile identificare aree ancora risparmiate nelle quali si sono potute individuare porzioni del giardino risalente all’ultima fase di vita della casa. L’approfondimento dello scavo ha permesso anche di individuare un piccolo lembo di una precedente sistemazione del giardino, risalente con tutta verosimiglianza agli inizi del I secolo d.C. La superficie del giardino più antico, infatti, era obliterata da uno scarico che conteneva una moneta di età claudia. Al di sotto del giardino romano sono state scoperte le fosse di spoliazione di muri pertinenti alla precedente lottizzazione dell’isolato, pertinente alla fase tardo ellenistica dell’ _insula_ (III-II secolo a.C.). I muri di queste precedenti unità abitative erano stati completamente smantellati recuperandone le pietre e gettando via la calce. Tutta l’area del giardino era infatti sconvolta da grandi fosse, una delle quali larga almeno 6 metri, scavate solo in minima parte. Nonostante la presenza di queste fosse di scarico romane, è stato comunque possibile individuare piccole porzioni di strutture in blocchi di pappamonte, sia all’interno della trincea fatta realizzare nel 1947 da Maiuri al centro del giardino, sia nel saggio (3), posto nel lato est del giardino della casa. I blocchi rinvenuti erano pertinenti ad un’opera di terrazzamento per regolarizzare le pendenze nell’area poi occupata dall’ _insula_ V 5. Il rinvenimento nel saggio (3) di un ulteriore blocco di pappamonte ortogonale ai blocchi del muro di terrazzamento farebbe pensare alla presenza di una struttura più complessa, in parte distrutta ed in parte riutilizzata, almeno in fondazione, dalle successive case di epoca ellenistica. Parallelamente sono state realizzate due trincee di m 3 x 3 negli angoli nord-est e sud-est del giardino per documentare la sequenza stratigrafica presente al di sotto dello strato di cinerite grigia normalmente considerata a Pompei come terreno sterile posto al di sotto dei livelli arcaici. L’approfondimento dello scavo ha permesso di individuare una complessa sequenza geo-archeologica con l’individuazione di livelli di frequentazione risalenti all’epoca Eneolitica ed all’età del Bronzo.
-
AIAC_2467 - Casa dei Gladiatori (V 5, 3) - 2010Nell'ambito del progetto di studio sull’ _Insula_ 5 della _Regio_ V nel 2010 è stata condotta un’ultima campagna di scavo nell’angolo sud-ovest del giardino della Casa dei Gladiatori, aprendo una trincea di circa m 2 x 3. Lo scopo di questo saggio era quello di precisare la ricostruzione dell’organizzazione e della piantumazione del giardino della Casa dei Gladiatori al momento dell’eruzione del 79 d.C. ed eventualmente individuare le fasi di piantumazione più antiche del giardino. Nonostante la forte azione di disturbo causata da lavori moderni, è stato comunque possibile identificare una piccola porzione del giardino risalente all’ultima fase di vita della casa. Al di sotto del giardino è stato scoperto uno strato di interro di epoca romana, che aveva obliterato i resti del pavimento in acciottolato di un’abitazione di epoca sannitica (altre porzioni dello stesso pavimento erano già state rimesse in luce nel corso delle campagne 2008-2009). Un piccolo saggio (circa m 1,5 di lato) è stato aperto anche nel vicolo ad occidente della Casa dei Gladiatori, dove, in corrispondenza dell’ingresso postico della casa, si notava un affioramento del paleosuolo di epoca arcaica (VI secolo a.C.). Lo scopo del saggio era di approfondire lo scavo al di sotto del paleosuolo di epoca arcaica per chiarire la stratigrafia dell’area in epoca pre e proto-storica. L’approfondimento dello scavo ha permesso di individuare una complessa sequenza geo-archeologica con l’individuazione di livelli di frequentazione risalenti all’epoca Eneolitica ed all’età del Bronzo, come già emerso dai saggi praticati nel giardino nel corso delle precedenti campagne 2008-2009. Oltre al lavoro di scavo, limitato come si è detto a due piccoli saggi, è stato portato avanti lo studio dei materiali provenienti dallo scavo, con la schedatura e la documentazione fotografica del materiale ceramico rinvenuto nei saggi 1 e 3.
Media
- Name
- Casa dei Gladiatori (V 5, 3)
- Year
- 2004
- Summary
-
it
Il progetto di studio sull’Insula 5 della Regio V, si propone di chiarire lo sviluppo storico, architettonico ed urbanistico di un’area della città ancora poco studiata, situata nel quadrante nord-orientale della città, a poche decine di metri dalla linea della fortificazione e direttamente affacciata sull’asse della Via di Nola.
Nel 2004 è stata condotta la prima campagna di sondaggi stratigrafici tesi a precisare le fasi costruttive dell’intero isolato. Scavi condotti in passato in aree limitrofe avevano, infatti, rivelato come tutta l’area, frequentata sin dall’età del bronzo, fosse stata racchiusa in epoca arcaica dalla primitiva cinta muraria in pappamonte. Nel 1947 Maiuri fece eseguire dei sondaggi stratigrafici in vari punti della casa, “allo scopo di accertare l’esistenza di strutture del periodo precedente all’impianto della casa”. La campagna di scavo del settembre 2004 aveva, dunque, come scopo quello di riaprire il sondaggio di Maiuri e riportare alla luce la struttura in pappamonte, per precisarne le dimensioni e le quote assolute, non riportate nella scarna relazione del 1947, oltre alla possibilità di osservare direttamente la struttura e di descriverla dettagliatamente. Inoltre la riapertura del saggio avrebbe permesso di controllare la stratigrafia, descritta solo sommariamente, e di cercare elementi utili a determinare la cronologia relativa ed assoluta della struttura in pappamonte e delle altre strutture individuate nel corso della precedente esplorazione. Va precisato che non era possibile allargare la trincea per non pregiudicare ulteriormente lo stato di conservazione, già abbastanza precario, dei pavimenti in cocciopesto del peristilio (b) e dell’ambiente (f) e per non compromettere la statica del colonnato dell’ambiente (b) e delle strutture circostanti.
I saggi condotti sotto il portico sud del peristilio (b) hanno portato alla scoperta di una poderosa struttura in blocchi di pappamonte, databile agli inizi del VI secolo a.C. grazie ai numerosi frammenti ceramici ad essa associabili. Tale struttura è vissuta sino alla fine del V secolo a.C. ed è stata in parte distrutta nel corso delle successive vicende edilizie dell’Insula, quando tutta l’area è stata suddivisa in lotti regolari, sui quali si vennero ad impiantare delle abitazioni.
-
en
The study of _Insula_ 5 in _Regio_ V, is aimed at clarifying the historical development of the architecture and urban layout of an area of the town that has been largely overlooked, situated in the north-eastern quadrant of the town, a few tens of metres from the line of the fortifications and facing directly onto the Via di Nola.
In 2004 the first trenches were excavated with the aim of defining the construction phases of the entire _insula_. In fact, past excavations in neighbouring areas had demonstrated that the entire area, occupied from the Bronze Age onwards, had been enclosed in the archaic period by the primitive curtain wall in pappamonte stone. In 1947 Maiuri had trial trenches dug in various parts of the house, “with the aim of ascertaining the existence of structures pre-dating the construction of the house”. Therefore, the object of the campaign in September 2004 was to reopen Maiuri’s trenches and expose the _pappamonte_ structure in order to define its dimensions and the absolute levels, as they had not been documented in the meagre excavation report of 1947. The aim was also to directly observe the structures and describe them in detail. Furthermore, the reopening of the trench would make it possible to check the stratigraphy, only sketchily described, and look for elements useful for defining the relative and absolute chronology of the _pappamonte_ structure and of the other structures identified by the preceding excavation. It must be stated that it was not possible to widen the trench as there was the risk of further compromising the already precarious state of preservation of the _opus signinum_ paving in the peristyle (b) and room (f) and the stability of the peristyle colonnade and surrounding structures.
The trenches below the south portico of the peristyle (b) led to the discovery of a substantial structure in _pappamonte_ blocks, which numerous fragments of associated pottery dated to the beginning of the 6th century B.C. This structure was in use until the end of the 5th century B.C. and was partially destroyed during the successive construction phases of the _Insula_, when the entire area was divided into regular lots, on which the houses were built. - Summary Author
- Domenico Esposito
- Research Body
- Università degli Studi di Napoli “Federico II”
- Funding Body
- Privato
Media
- Name
- Casa dei Gladiatori (V 5, 3)
- Year
- 2005
- Summary
-
it
Nel settembre 2005 è continuata l’attività di documentazione e di scavo archeologico nella Casa dei Gladiatori (V 5, 3). La precedente campagna di scavi del settembre 2004 aveva permesso di verificare i risultati del sondaggio eseguito da Maiuri nel 1947 ed in particolare di riportare alla luce resti significativi di una struttura in grandi blocchi di pappamonte risalente all’età arcaica. Tale struttura era stata soltanto individuata e delimitata dal saggio di Maiuri, che ne aveva riportato alla luce la superficie superiore, senza tuttavia approfondire lo scavo. La campagna di scavi di quest’anno aveva come scopo quello di definire l’estensione e soprattutto la pianta dell’ambiente pavimentato in cocciopesto ed allo stesso tempo di verificare l’eventuale continuazione della struttura arcaica in pappamonte coperta dal pavimento stesso.
I risultati della presente campagna di scavi consentono di precisare ulteriormente le vicende relative alla storia edilizia di questo settore dell’ _Insula_ 5 della _Regio_ V. Innanzitutto è stato possibile chiarire che la struttura in grandi blocchi di pappamonte non continua oltre l’estensione del pavimento in cocciopesto della casa ellenistica, anche se va precisato che ad ovest del pavimento gli strati arcaici sono stati totalmente asportati in seguito alla costruzione della casa tardo ellenistica e poi della casa romana, ovvero l’attuale Casa dei Gladiatori. Nelle successive campagne si vorrebbe capire in che relazione si veniva a trovare questa struttura con il tratto di muro in pappamonte scoperto nell’area del giardino durante gli scavi del 1947. Maiuri, infatti, fece eseguire un saggio orientato secondo l’asse longitudinale del giardino e riportò alla luce un piccolo tratto di una struttura in pappamonte. Quest’ultima consisteva di due blocchi allineati l’uno di seguito all’altro lungo il lato ovest del saggio e impostati direttamente nel terreno vergine (Archivio SAP, A VII 20, Giornale di sgombero e restauro eseguiti in dipendenza “danni di guerra”. Anno 1947, in particolare la pratica: “Saggi di scavo eseguiti a scopo di studio nell’area della città dal 1º al 31 luglio 1947”). La struttura era orientata perpendicolarmente a quella rinvenuta nel saggio 1 (2004) ed era posta in asse con il varco di accesso al giardino dal portico meridionale. Si prefigurerebbe dunque la presenza di un edificio dalla pianta complessa, che al momento risulta ancora difficile da ricostruire anche solo nelle sue linee generali. -
en
In September 2005 recording and excavation continued in the House of the Gladiators (V 5, 3). The 2004 campaign had checked the results of Maiuri’s 1947 excavations and brought to light the remains of an important structure of large _pappamonte_ stone blocks dating to the archaic period. This structure had only been identified and outlined by Maiuri, who had exposed its upper surface without deepening the excavation. This year’s excavations aimed to define the extension and, above all, the plan of the room paved in _opus signinum_ and at the same time check the possible continuation of the archaic _pappamonte_ structure underlying the floor itself.
The results of this campaign further clarified the events relating to the building history of this part of _Insula_ 5 in _Regio_ V. Firstly, it was seen that the _pappamonte_ structure did not continue beyond the extension of the _opus signinum_ floor of the Hellenistic house, although it must be stated that to the west of the floor the archaic layers had been totally removed during the construction of the late Hellenistic and then Roman house, that is the present House of the Gladiators. In subsequent campaigns it is hoped to clarify the relationship between this structure and the stretch of _pappamonte_ wall discovered in the garden area by the 1947 excavations. In fact, Maiuri had a trench dug that was aligned with the garden’s longitudinal axis which brought to light a short stretch of a _pappamonte_ structure. The latter consisted of two blocks placed side by side along the west side of the trench and resting directly on natural (Archivio SAP, A VII 20, Diary of clearance and restoration undertaken in relation to “war damage”. Year 1947, in particular the document: “Excavations undertaken for study purposes in the area of the town from the 1st-31st July 1947”). The structure was at a right angle to that found in trench 1 (2004) and on the same axis as the entrance to the garden from the south portico. Therefore, the presence of a building with a complex plan is prefigured, of which even a general outline is difficult to reconstruct for the moment. - Director
- Domenico Esposito
- Research Body
- Università degli Studi di Napoli “Federico II”
- Funding Body
- Privato
Media
- Name
- Casa dei Gladiatori (V 5, 3)
- Year
- 2008
- Summary
-
it
Nell\'ambito del progetto di studio sull’ _Insula_ 5 della _Regio_ V negli anni 2004 e 2005 sono state condotte due campagne di indagini stratigrafiche finalizzate a verificare i risultati dei saggi effettuati nella Casa V 5 ,3 da Amedeo Maiuri nel 1947 e a chiarire le fasi di sviluppo dell’intera _insula_ dall’età arcaica sino all’impianto della _domus_ tardo-repubblicana. Parallelamente è stata intrapresa e portata a termine l\'analisi delle stratigrafie verticali presenti nell’ _insula_ e la documentazione fotografica degli apparati decorativi, in gran parte mai documentati ed oggi molto rovinati. Tale ricerca si è avvalsa anche di un rilievo archeologico su base digitale della parte dell’ _Insula_ rimessa in luce. Tutte le informazioni confluiranno in un archivio informatizzato che conterrà anche tutti i dati provenienti dallo scavo e dallo studio dei materiali.
Tra il 2006 ed 2007 le indagini di scavo sono state interrotte perché tutta l’ _insula_ V 5 è stata sottoposta a restauri strutturali e degli apparati decorativi da parte della Soprintendenza Archeologica di Pompei.
Nel 2008, ultimati i restauri, è stato possibile effettuare una nuova campagna di scavi stratigrafici nell’area del giardino. La nuova campagna di scavo è stata condotta in collaborazione con il Prof. Mark Robinson dell’Università di Oxford. I fini dello scavo erano i seguenti: 1) acquisire nuovi dati utili a precisare lo sviluppo dell’insula V 5 dall’età arcaica all’età tardo repubblicana riaprendo e verificando i vecchi saggi eseguiti da Maiuri nell’area del giardino; 2) scavo stratigrafico di quei settori del giardino non interessati dai saggi di Maiuri per ricostruire l’organizzazione e la piantumazione del giardino romano al momento dell’eruzione del 79 d.C.; 3) approfondire lo scavo sotto del paleosuolo dei epoca arcaica per chiarire la stratigrafia dell’area in epoca pre e proto-storica. Tutti e tre gli obbiettivi sono stati raggiunti, anche se è stato necessario riaprire le trincee per proseguire e completare lo scavo anche nella successiva campagna del 2009, alla cui scheda informatica si rimanda per l’illustrazione sintetica dei risultati.
-
en
In 2004 and 2005, as part of the study of _Insula_ 5 in _Regio_ V, two excavation campaigns were carried out with the aim of checking the results of Amadeo Maiuri’s 1947 excavations in House V 5, 3 and to clarify the development phases of the entire _Insula_ from the archaic period until the construction of the late Republican domus. At the same time an analysis was made of the vertical stratigraphy present in the _Insula_ and the decorative schemes were photographed. The majority had never been recorded and today are in a badly degraded state. A digital survey was also made of the parts of the _Insula_ that were exposed. All the information will be fed into a database which will contain all the data produced by the excavations and finds study.
Between 2006 and 2007 the excavation was interrupted because the structures and decorations of the entire _insula_ were restored by the Archaeological Superintendency of Pompeii.
In 2008 with the restoration completed, new excavations were carried out in the garden. This campaign was undertaken in collaboration with Prof. Mark Robinson of Oxford University. Its aims were: 1) acquisition of new data regarding the development of Insula V 5 from the archaic to late Republican period and checking of Maiuri’s trenches in the garden area; 2) excavation of the garden areas not examined by Maiuri in order to reconstruct the planting in the garden at the time of the eruption in 79 A.D.; 3) deepen the excavation below the archaic ground level in order to clarify the stratigraphy of the area in the prehistoric period. All three objectives were reached, although it was necessary to reopen the trenches to complete the excavation in 2009 (see below). - Research Body
- Oxford University
Media
- Name
- Casa dei Gladiatori (V 5, 3)
- Year
- 2009
- Summary
-
it
Nel giardino della casa romana, nonostante la pesante azione di disturbo causata da lavori moderni (restauri 2006-2007; restauri degli anni Settante ed Ottanta del secolo scorso; piantumazione moderna del giardino di Fine XIX inizi XX Secolo), è stato, comunque, possibile identificare aree ancora risparmiate nelle quali si sono potute individuare porzioni del giardino risalente all’ultima fase di vita della casa. L’approfondimento dello scavo ha permesso anche di individuare un piccolo lembo di una precedente sistemazione del giardino, risalente con tutta verosimiglianza agli inizi del I secolo d.C. La superficie del giardino più antico, infatti, era obliterata da uno scarico che conteneva una moneta di età claudia. Al di sotto del giardino romano sono state scoperte le fosse di spoliazione di muri pertinenti alla precedente lottizzazione dell’isolato, pertinente alla fase tardo ellenistica dell’ _insula_ (III-II secolo a.C.). I muri di queste precedenti unità abitative erano stati completamente smantellati recuperandone le pietre e gettando via la calce. Tutta l’area del giardino era infatti sconvolta da grandi fosse, una delle quali larga almeno 6 metri, scavate solo in minima parte. Nonostante la presenza di queste fosse di scarico romane, è stato comunque possibile individuare piccole porzioni di strutture in blocchi di pappamonte, sia all’interno della trincea fatta realizzare nel 1947 da Maiuri al centro del giardino, sia nel saggio (3), posto nel lato est del giardino della casa. I blocchi rinvenuti erano pertinenti ad un’opera di terrazzamento per regolarizzare le pendenze nell’area poi occupata dall’ _insula_ V 5. Il rinvenimento nel saggio (3) di un ulteriore blocco di pappamonte ortogonale ai blocchi del muro di terrazzamento farebbe pensare alla presenza di una struttura più complessa, in parte distrutta ed in parte riutilizzata, almeno in fondazione, dalle successive case di epoca ellenistica.
Parallelamente sono state realizzate due trincee di m 3 x 3 negli angoli nord-est e sud-est del giardino per documentare la sequenza stratigrafica presente al di sotto dello strato di cinerite grigia normalmente considerata a Pompei come terreno sterile posto al di sotto dei livelli arcaici. L’approfondimento dello scavo ha permesso di individuare una complessa sequenza geo-archeologica con l’individuazione di livelli di frequentazione risalenti all’epoca Eneolitica ed all’età del Bronzo. -
en
The garden of the Roman house had suffered heavy disturbance caused by modern interventions (restorations in the 1970s, 80s and 2006-2007, modern planting in the garden at the end of the 19th-beginning of the 20th century), however, undisturbed areas were found where parts of the garden dating to the last occupation phase of the house were identified. The deepening of the excavation also revealed a small patch of the earlier garden layout, probably dating to the beginning of the 1st century A.D. In fact, the surface of the earliest garden was obliterated by a dump containing a Claudian coin. The Roman garden overlay the robber trenches relating to the walls from the previous parcelling out of the insula, dating to the late Hellenistic phase (3rd-2nd century B.C.) The walls of these preceding houses were completely dismantled, the stones recovered and the lime discarded. In fact, the entire garden area was disturbed by two large pits, one almost 6 m wide, only very partially excavated. Despite the presence of these Roman rubbish pits, small sections of structures in pappamonte blocks were identified, both inside Maiuri’s 1947 trench in the centre of the garden and in trench (3), situated on the eastern side of the house’s garden. The stone blocks belonged to terracing built to level the area occupied by Insula V 5. The find in trench (3) of another pappamonte block at a right angle to the blocks in the terrace wall suggests the presence of a more complex structure, partially destroyed and partially reused, at least at foundation level, by the subsequent Hellenistic houses.
At the same time two trenches (3 x 3 m) were dug in the north-eastern and south-eastern corners of the garden in order to document the stratigraphic sequence present below the layer of grey cinerite which at Pompeii is usually considered to be sterile soil below the archaic levels. The excavations revealed a complex geo-archaeological sequence with occupation levels dating to the Eneolithic period and the Bronze Age. - Research Body
- Oxford University
Media
- Name
- Casa dei Gladiatori (V 5, 3)
- Year
- 2010
- Summary
-
it
Nell'ambito del progetto di studio sull’ _Insula_ 5 della _Regio_ V nel 2010 è stata condotta un’ultima campagna di scavo nell’angolo sud-ovest del giardino della Casa dei Gladiatori, aprendo una trincea di circa m 2 x 3. Lo scopo di questo saggio era quello di precisare la ricostruzione dell’organizzazione e della piantumazione del giardino della Casa dei Gladiatori al momento dell’eruzione del 79 d.C. ed eventualmente individuare le fasi di piantumazione più antiche del giardino.
Nonostante la forte azione di disturbo causata da lavori moderni, è stato comunque possibile identificare una piccola porzione del giardino risalente all’ultima fase di vita della casa. Al di sotto del giardino è stato scoperto uno strato di interro di epoca romana, che aveva obliterato i resti del pavimento in acciottolato di un’abitazione di epoca sannitica (altre porzioni dello stesso pavimento erano già state rimesse in luce nel corso delle campagne 2008-2009).
Un piccolo saggio (circa m 1,5 di lato) è stato aperto anche nel vicolo ad occidente della Casa dei Gladiatori, dove, in corrispondenza dell’ingresso postico della casa, si notava un affioramento del paleosuolo di epoca arcaica (VI secolo a.C.). Lo scopo del saggio era di approfondire lo scavo al di sotto del paleosuolo di epoca arcaica per chiarire la stratigrafia dell’area in epoca pre e proto-storica. L’approfondimento dello scavo ha permesso di individuare una complessa sequenza geo-archeologica con l’individuazione di livelli di frequentazione risalenti all’epoca Eneolitica ed all’età del Bronzo, come già emerso dai saggi praticati nel giardino nel corso delle precedenti campagne 2008-2009.
Oltre al lavoro di scavo, limitato come si è detto a due piccoli saggi, è stato portato avanti lo studio dei materiali provenienti dallo scavo, con la schedatura e la documentazione fotografica del materiale ceramico rinvenuto nei saggi 1 e 3. -
en
As part of the research project on Insula 5 in the _Regio_ V a final excavation campaign opened a trench of circa 2 x 3 m in the south-west corner of the garden of the House of the Gladiator. The aim was to further define the reconstruction of the garden layout and planting at the moment of the eruption in 79A.D. and identify any earlier phases of planting.
Despite substantial modern disturbance, it was possible to identify a small portion of the garden dating to the final phase of the house’s occupation. Below the garden there was a level of Roman fill obliterating the remains of a cobble paving belonging to a house of Samnite date (another section of the same floor had previously come to light during the 2008-2009 excavations).
A small trench (circa 1.5 x 1.5 m) was opened in the vicolo west of the house, where, in correspondence with its rear entrance, the Archaic (6th century B.C.) ground surface was seen to emerge. The trench aimed to further investigate below the Archaic surface in order to clarify the stratigraphy of the area in the prehistoric and proto-historic periods. A complex geo-archaeological sequence was identified with occupation levels dating to the Eneolithic period and the Bronze Age, as had emerged in trenches excavated in the garden in 2008-2009.
Along side the limited excavations work continued on the finds, with the cataloguing and photography of the pottery from trenches 1 and 3. - Research Body
- Oxford University
Media
-
Esposito et al. 2010D. Esposito, P. Kastenmeier, C. Imperatore, 2010, A contribution to our understanding of Archaic Pompeii. The excavations in the House of the Gladiators, in S. Ellis (ed.), The Making of Pompeii: studies in the history and urban development of an ancient city, Journal of Roman Archaeology Suppl. Series 2010, c.s..
-
Esposito 2008D. Esposito, 2008, Un contributo allo studio di Pompei arcaica. I saggi nella Regio V, Ins. 5 (Casa dei Gladiatori), in P. G. Guzzo, M. P. Guidobaldi (a cura di), Nuove ricerche archeologiche nell’area vesuviana (scavi 2003-2006), Atti del Convegno Internazionale, Roma 1-3 febbraio 2007, Roma: 71-80.
-
Esposito, Kastenmeier 2008D. Esposito, P. Kastenmeier, 2008, Pompei Regio V Insula 5. Relazione sulla seconda campagna di scavi, in Rivista di Studi Pompeiani 18/2007, Roma: 113-116.
-
Esposito 2006D. Esposito, 2006, Pompei Regio V Insula 5. Relazione sulla prima campagna di scavi, Rivista di Studi Pompeiani 16/2005, Roma: 156-166.
-
Esposito, Kastenmeier, Imperatore 2011D. Esposito, P. Kastenmeier, C. Imperatore, 2011, Excavations in the Caserma dei Gladiatori: a contribution to our understanding of Archaic Pompeii, in S. J. R. Ellis (Ed.), The Making of Pompeii: studies in the history and urban development of an ancient town, Journal of Roman Archaeology, Suppl. Series 85, 2011, pp. 112-137