Name
La Molinara
Date Range
300 BC – 700
Monuments
Villa

Seasons

  • AIAC_2774 - La Molinara - 2007
    In un’area dominata a nord dal monte Volturino e lambita a est dal torrente La Molinara, affluente del fiume Agri, proseguono le indagini di una villa rustica di notevoli dimensioni, individuata nel 2006 e rimasta in vita con fasi alterne dall’età graccana a quella alto-medievale, con sporadiche frequentazioni nel IV e III sec. a.C. All’età tardo-repubblicana sono ascrivibili solo due muri a secco. La monumentalizzazione dell’edificio avviene in età augustea/primo-imperiale, con orientamento e tecnica costruttiva diversi rispetto al precedente corpo di fabbrica. L’impianto si articola intorno ad un ampio cortile centrale su cui si aprono tre vani di servizio e un ambiente con funzione produttiva. Dei tre vani settentrionali, quello centrale (mq. 23), a pianta quadrata, è affiancato da due vani di minori dimensioni (11 e 12 mq). La zona sud dell’area scavata, è occupata, in questa fase, da un ambiente scoperto o dotato di copertura leggera, in cui sono state intercettate due canalette, una delle quali con pozzetto di decantazione centrale, termina con un coppo per lo scolo dei liquidi, molto probabilmente in tini di legno e si raccorda a due strutture di forma grosso modo rettangolare, probabili basi di due presse destinate alla lavorazione delle olive e alla produzione dell’olio. Questa fase si interrompe molto probabilmente per un terremoto, attestato anche nella vicina città di _Grumentum_. Nel II sec. d.C. la villa subisce una riorganizzazione degli spazi. Il fulcro dell’impianto è ancora rappresentato dal cortile centrale che diventa ora un peristilio circondato da un portico. A nord del cortile, ai tre ambienti di fase precedente si sostituisce un ambiente unico, pavimentato con tegoloni posti di piatto che obliterano i crolli e i tramezzi interni di età precedente. Ad ovest del cortile si colloca la _pars fructuaria_ della villa, composta da un ingresso centrale e da due coppie di ambienti simmetricamente disposte ai lati di questo, verosimilmente residenze del _vilicus_. L’ingresso era monumentalizzato con una semicolonna composta da file di laterizi sagomati in forma semicircolare, rinvenuti ancora in connessione, alternati a strati di malta biancastra, fra gli elementi di crollo del portico ovest del cortile. Sulla base della posizione della semicolonna e delle modalità di caduta della stessa, si ritiene che il suo crollo sia stato causato da un nuovo evento sismico verificatosi alla distanza di circa un secolo dal precedente. Allo stesso evento si deve probabilmente la morte violenta dell’individuo adulto di sesso maschile, rinvenuto in uno degli ambienti della _pars rustica_ al disotto di un crollo di copertura e al di sopra del pavimento. Lo scheletro era disteso su un fianco, con gli arti inferiori contratti e con un arto superiore sollevato verso la testa in atto di difesa, cosa che insieme alla posizione stratigrafica porta ad escludere che si tratti di una deposizione intenzionale. Sul piano pavimentale coperto dal crollo in prossimità della semicolonna si è rinvenuto un sigillo in bronzo di forma semilunata con la seguente iscrizione MODERATI AUG(usti) N(ostri), che attesta l’appartenza del complesso ad una proprietà imperiale. Ad età compresa fra III e IV sec. d.C. risale l’ultima fase di occupazione dell’area, alla quale si possono ascrivere due sepolture infantili individuate al di sopra dello strato di crollo più recente del cortile, con deposizione supina su un piano realizzato da spezzoni di tegole, nonché un ambiente rettangolare (mq 25), che si imposta sui crolli del IV secolo d.C., riutilizzando in parte i muri precedenti e realizzando due nuove strutture murarie costruite con pietre a secco.
  • AIAC_2774 - La Molinara - 2008
    La campagna di scavo 2008 si è concentrata prevalentemente nel settore occidentale dell’impianto, portando alla luce i livelli tardoantichi della _pars rustica_ e _fructuaria_. L’accesso a questa era possibile tramite un corridoio, ai lati del quale si sviluppano simmetricamente alcuni ambienti, probabilmente destinati all’abitazione del _vilicus_, articolati intorno ad un ampio peristilio. A pianta quadrangolare (m 13,10 × 10,30), il peristilio è costruito con poderosi pilastri, disposti in numero di 6 sui lati lunghi e 5 sui lati brevi, di cui sono visibili, in perfetto stato di conservazione, le basi intonacate, di forma rettangolare. Ai pilastri erano addossate semicolonne in pietra calcarea. Fulcro dell’impianto durante la fase di monumentalizzazione di età antonina, il peristilio viene rioccupato in epoca tardoantica, subendo una profonda ristrutturazione: la costruzione di nuovi muri ne ridimensionano lo spazio e varie soglie vendono riutilizzate come basi per il nuovo porticato. Tra VI e VII sec. d.C., si assiste alla defunzionalizzazione del peristilio, che si trasforma da ambiente residenziale in ambiente artigianale, destinato alla macellazione e alla cottura delle carni animali e alla produzione di calce derivata dalla trasformazione del materiale lapideo recuperato nell’area; le soglie vengono di nuovo riutilizzate come piani di appoggio connessi all’uso dei nove focolari rinvenuti all’interno del vano: composti da piani di cottura in laterizi o in argilla cotta: due di essi hanno restituito recipienti in pietra ollare e nelle vicinanze di un terzo si sono rinvenuti numerosi resti ossei bovini ed equini. Al centro del peristilio viene realizzata una vasca in malta utilizzata per lo spegnimento della calce, collegata a nord ad un vano di servizio e di deposito e a una calcara di forma circolare (diametro di m 1,20 e). Attestazioni della più tarda fase di rioccupazione dell’impianto si sono individuate anche all’interno degli ambienti che si sviluppano intorno al peristilio con chiara destinazione artigianale, come dimostrano i piani di cottura, la calcara e un bancone in pietra destinato alla macellazione dei capi di bestiame; gli ambienti 16 e 9 sono rispettivamente una discarica (che ha restituito notevoli quantità di ceramica, soprattutto comune – dipinta e acroma - e da fuoco) e un vano di deposito del materiale lapideo di risulta prima della trasformazione in calce. Tra gli oggetti più significativi di questa fase una serie di fibule in bronzo riproducenti cavalli e pavoni, una fibbia e un gancio in bronzo, un _anulus signatorius_ recante il monogramma verosimilmente del proprietario; un anello in bronzo con un serpente inciso sul castone, riconducibile a culti misterici; pettini in osso lavorato ed inciso, un vago in ambra e pasta vitrea; una _applique_ in vetro con maschera teatrale. Dai più tardi strati di frequentazione degli ambienti 11, 16, 17, 18, provengono anche 7 frammenti di tegole con bollo che si aggiungono ai due già rinvenuti recanti la formula onomastica di possesso _C. Bruttii Praesentis_ familiari di _Bruttia Crispina_, sposa nel 178 d.C. dell’imperatore Commodo. Infine, nell’ambiente 9, utilizzato come deposito in epoca tarda, sono state individuate due tombe tarde di una madre, sepolta entro una cappuccina con un bracciale di bronzo al polso, e del suo bambino, morto immediatamente dopo la nascita e deposto accanto a lei entro una fossa terragna coperta da tegole, di cui una con una croce latina impressa. Accanto era una brocchetta infissa nel terreno, utilizzata per il rito cristiano del _refrigerium_.
  • AIAC_2774 - La Molinara - 2009
    All’interno dei vani individuati sono stati scavati i livelli di frequentazione tardoantica, che attestano la rioccupazione, il riutilizzo e, in alcuni casi, la defunzionalizzazione delle strutture di epoca antonina (fase cui risale la monumentalizzazione dell’impianto): il peristilio, per esempio, viene prima ristretto con una serie di grossi blocchi di pietra calcarea allineati e poi trasformato in ambiente artigianale, destinato alla produzione di calce e alla macellazione e alla cottura delle carni animali, come attestano una vasca per lo spegnimento della calce e i numerosi focolari e piani di cottura rinvenuti. La campagna di scavo 2008-2009 ha interessato ancora la _pars rustica_ e _fructuaria_ dell’impianto. Si è proseguito lo scavo all’interno dell’ambiente 12, ubicato all’estremità nord-orientale del quartiere residenziale. Nella sua più tarda fase di occupazione, sul finire dell’età tardoantica, esso ha destinazione artigianale, come attestano i rinvenimenti effettuati: un focolare, una fossa di scarico, quattro buche di palo e due forni domestici - uno di forma rettangolare allungata e uno di forma quadrata, collegato ad un _pithos_ di riutilizzo (diametro di cm 136) e conservato per una profondità pari a cm. 110. Alla precedente fase di vita del vano appartiene uno splendido pavimento in cocciopesto arricchito da piccole tessere di colore bianco, rosso e blu. L’ambiente 12 ha restituito anche due sepolture tarde, attribuibili ad un momento di sporadica frequentazione della zona: la prima (tomba 19), monosoma, contenente i resti di un adulto deposto, in posizione supina, nell’angolo nord-occidentale dell’ambiente; la seconda (tomba 17), bisoma, contenente i resti di due individui, forse adolescenti, deposti affiancati, in posizione supina (l’individuo beta ha la testa posata sulla spalla sinistra dell’individuo alfa). Lo scavo 2008-2009 è proseguito anche all’interno dell’area del peristilio, occupato in epoca antonina da un giardino, al di sotto del quale si è individuato un ambiente di fase precedente, a pianta quadrata, attualmente ancora in corso di scavo. Dai più tardi strati di frequentazione degli ambienti distribuiti intorno al peristilio, provengono anche 3 frammenti di tegole con bollo, che vanno ad aggiungersi ai nove rinvenuti durante le passate campagne di scavo e presentati in questa stessa sede, recanti in rilievo, entro cartiglio rettangolare, una formula onomastica abbreviata che rimanda alla ricca e potente famiglia dei _Bruttii Praesentes_ ed in particolare ad un membro ben identificato della stessa, ovvero _Caius Bruttius Praesens_ nonno o padre di _Bruttia Crispina_, sposa dell’imperatore Commodo. Questi documenti epigrafici attestano l’importanza della villa, divenuta, nel corso della sua lunga storia, parte del _patrimonium principis_. Le prospettive di ricerca nell’area prevedono un ampliamento della superficie da indagare; in tal modo, ci si augura di definire con maggior precisione la planimetria della pars rustica della villa e la complessiva estensione ed articolazione funzionale dell’impianto.
  • AIAC_2774 - La Molinara - 2010
    La campagna di scavo condotta tra settembre 2009 e settembre 2010 ha interessato esclusivamente la _pars rustica_ e _fructuaria_ dell’impianto, muovendosi lungo due direttrici: da un lato, la prosecuzione delle indagini già avviate, dall’altra l’apertura di nuovi fronti di indagine. Si è completato lo scavo dell’ambiente 25, il vano di prima fase su cui, in età antonina, si imposta il peristilio rettangolare: si tratta di un vano a pianta quadrata esteso su una superficie pari a mq 85, del quale si è anche recuperata la originaria pavimentazione in acciottolato. Collegata al vano quadrato è anche una canaletta di scarico di andamento nord-est/sud-ovest, lunga m. 8,5 e foderata con tegole allineate, poste di piatto, con le alette rivolte verso l’alto. L’avvio delle operazioni di scavo all’interno dell’ambiente 44, il corridoio di deambulazione ad ovest del peristilio, ha condotto alla individuazione di una struttura di forma circolare (diametro m. 2,10), delimitata da blocchi di pietra calcarea non lavorati di grandi e medie dimensioni e riempita da sole pietre - parzialmente o totalmente - calcificate. Il particolare contenuto induce a collegare la struttura all’attività di produzione di calce - previa trasformazione del materiale lapideo recuperato in loco. In particolare, la struttura circolare, potrebbe essere interpretata come calcara da collegarsi alla vicina vasca (m 2,90 × 1,80) per lo spegnimento della calce, rinvenuta a ridosso della struttura stessa. All’interno dell’ambiente 46 si rinvengono un _lacus_ e re _pithoi_ collegabili alla produzione dell’olivo della fase augustea della villa. Il _lacus_ ha forma quadrata (m 1,60 × 1,60, prof. m. 1,68) ha pareti ricoperte da uno strato di _opus signimum_ e un pozzetto di decantazione posto sul fondo. Sulla parete est, un coppo di scolo garantiva l’afflusso del liquido dal vicino ambiente 19, dove è probabile fosse alloggiato un torchio a vite, dei cui pali resta traccia nelle buche che tagliano il pavimento in cocciopesto del vano. Dunque gli ambienti 46 e 19 costituirebbero un unico gruppo funzionale dove avvenire la premitura – di olive o di uva -; il liquido così ottenuto veniva convogliato, tramite il coppo, nel _lacus_ dal quale, a decantazione avvenuta, lo si prelevava per conservarlo all’interno dei tre _pithoi_. Di questi, dislocati lungo i lati nord e sud dell’ambiente, il _pithos_ n. 1 (diametro massimo m 1,23, prof. m 1,20) è quello in migliore stato di conservazione: è inserito entro una guaina in malta idraulica ( sp. cm 35-45); presenta sul corpo numerose fratture restaurate in antico con grappe in piombo. Sul versante occidentale, l’ampliamento realizzato entro una fascia di terreno delle dimensioni di m 35 × 5 ha incrementato l’area da sottoporre ad indagine - estesa ora su una superficie pari a mq 2300 – ed ha consentito sia la individuazione del probabile muro di chiusura occidentale del modulo costruttivo della _pars rustica_, sia la individuazione di cinque nuovi ambienti (49, 56, 61, 62, 63) a pianta quadrata che chiudono ad ovest il quartiere residenziale. Fra le testimonianze riferibili alla più tarda, sporadica frequentazione dell’impianto, è una sepoltura – la tomba 25 – rinvenuta nella zona nord. Del tipo a fossa terragna ed impostata al di sopra dei più tardi strati di crollo, conteneva al suo interno una deposizione infantile supina accompagnata da un paio di orecchini in bronzo in verga a sezione triangolare, da un bottone, entrambi decorati con brevi tratti obliqui incisi e da un piccolo punteruolo in ferro. Quanto ai materiali, restituiti dalla villa di Barricelle in grandi quantità, si ricordano un puntale di cintura antropomorfo in argento; un terminale di cintura in bronzo con chiodino ribattuto ad una estremità; uno spillone in bronzo con la testa decorata da brevi tratti incisi; un pettine in osso lavorato con decorazione incisa del tipo “a occhi di dado” (in basso a destra). Le prospettive di ricerca nell’area prevedono la prosecuzione delle indagini all’interno dell’area di ampliamento, in modo da poter definire con maggior precisione la complessa articolazione funzionale dell’impianto.

Media

Name
La Molinara
Year
2007
Summary
it In un’area dominata a nord dal monte Volturino e lambita a est dal torrente La Molinara, affluente del fiume Agri, proseguono le indagini di una villa rustica di notevoli dimensioni, individuata nel 2006 e rimasta in vita con fasi alterne dall’età graccana a quella alto-medievale, con sporadiche frequentazioni nel IV e III sec. a.C.

All’età tardo-repubblicana sono ascrivibili solo due muri a secco.

La monumentalizzazione dell’edificio avviene in età augustea/primo-imperiale, con orientamento e tecnica costruttiva diversi rispetto al precedente corpo di fabbrica. L’impianto si articola intorno ad un ampio cortile centrale su cui si aprono tre vani di servizio e un ambiente con funzione produttiva.
Dei tre vani settentrionali, quello centrale (mq. 23), a pianta quadrata, è affiancato da due vani di minori dimensioni (11 e 12 mq). La zona sud dell’area scavata, è occupata, in questa fase, da un ambiente scoperto o dotato di copertura leggera, in cui sono state intercettate due canalette, una delle quali con pozzetto di decantazione centrale, termina con un coppo per lo scolo dei liquidi, molto probabilmente in tini di legno e si raccorda a due strutture di forma grosso modo rettangolare, probabili basi di due presse destinate alla lavorazione delle olive e alla produzione dell’olio. Questa fase si interrompe molto probabilmente per un terremoto, attestato anche nella vicina città di _Grumentum_.

Nel II sec. d.C. la villa subisce una riorganizzazione degli spazi. Il fulcro dell’impianto è ancora rappresentato dal cortile centrale che diventa ora un peristilio circondato da un portico. A nord del cortile, ai tre ambienti di fase precedente si sostituisce un ambiente unico, pavimentato con tegoloni posti di piatto che obliterano i crolli e i tramezzi interni di età precedente.

Ad ovest del cortile si colloca la _pars fructuaria_ della villa, composta da un ingresso centrale e da due coppie di ambienti simmetricamente disposte ai lati di questo, verosimilmente residenze del _vilicus_. L’ingresso era monumentalizzato con una semicolonna composta da file di laterizi sagomati in forma semicircolare, rinvenuti ancora in connessione, alternati a strati di malta biancastra, fra gli elementi di crollo del portico ovest del cortile. Sulla base della posizione della semicolonna e delle modalità di caduta della stessa, si ritiene che il suo crollo sia stato causato da un nuovo evento sismico verificatosi alla distanza di circa un secolo dal precedente. Allo stesso evento si deve probabilmente la morte violenta dell’individuo adulto di sesso maschile, rinvenuto in uno degli ambienti della _pars rustica_ al disotto di un crollo di copertura e al di sopra del pavimento. Lo scheletro era disteso su un fianco, con gli arti inferiori contratti e con un arto superiore sollevato verso la testa in atto di difesa, cosa che insieme alla posizione stratigrafica porta ad escludere che si tratti di una deposizione intenzionale.

Sul piano pavimentale coperto dal crollo in prossimità della semicolonna si è rinvenuto un sigillo in bronzo di forma semilunata con la seguente iscrizione MODERATI AUG(usti) N(ostri), che attesta l’appartenza del complesso ad una proprietà imperiale.

Ad età compresa fra III e IV sec. d.C. risale l’ultima fase di occupazione dell’area, alla quale si possono ascrivere due sepolture infantili individuate al di sopra dello strato di crollo più recente del cortile, con deposizione supina su un piano realizzato da spezzoni di tegole, nonché un ambiente rettangolare (mq 25), che si imposta sui crolli del IV secolo d.C., riutilizzando in parte i muri precedenti e realizzando due nuove strutture murarie costruite con pietre a secco.
en The excavation continued of a large Roman villa rustica, identified in 2006. Situated in an area dominated to the north by mount Volturino and flanked to the east by the La Molinara torrent, tributary of the river Agri, the villa was occupied in alternating phases from the Gracchan period until the late Middle Ages, with sporadic occupation during the 4th and 3rd century B.C.

The only surviving evidence for the late Republican period was constituted by two dry-stone walls.

Monumentalised during the Augustan-early Imperial period, its alignment was altered and a different construction technique used. The building was arranged around a large central courtyard onto which three service rooms and a probable production area opened. Of the three northern rooms, the central quadrangular one (23 m2) was flanked by two smaller rooms (11 and 12 m2). The southern part of the excavation area was occupied, in this phase, by a large space that was either open or had a light covering, in which there were two drainage channels, one with a central settling sump and terminating with an imbrex for draining liquid, probably into wooden tubs The channels were connected to two sub-rectangular structures, probably the bases of two olive presses. This phase was very probably interrupted by an earthquake, also attested in the nearby city of _Grumentum_.

In the second century A.D. the villa’s spaces were reorganised. The fulcrum of the complex remained the central courtyard, which became a peristyle surrounded by a portico. The three rooms north of the courtyard were substituted by a single space, paved with large tiles which obliterated the collapses and internal dividing walls from the earlier phase.

The villa’s pars fructuaria was situated to the west. It had a central entrance with two pairs of symmetrical rooms on either side, and was probably the residence of the _vilicus_. The entrance was monumentalised with a half-column made of rows of semicircular bricks, alternating with layers of whitish mortar. Some of the bricks were found, still joined, among the collapse of the west side of the portico. Based on the position of the pilaster and the way it fell, it is suggested that its collapse was caused by another earthquake, which occurred at a distance of about a century from the previous one. The same event probably caused the death of an adult male, found in one of the rooms of the pars rustica below a roof collapse and lying on a floor surface. The skeleton was on its side, with the lower limbs bent and one of the arms raised towards the head as if to protect it, which together with the stratigraphic position, indicates that this was not an intentional burial.

A bronze seal was found on the floor below the collapse, close to the pilaster. It was half-moon shaped and inscribed MODERATI AUG(usti) N(ostri), attesting that this complex was an imperial property.

The final occupation phase dated to between the 3rd and 4th century A.D. This phase was attested by the burials of two infants, placed in a supine position on a surface created from tile fragments, overlying the latest collapse of the courtyard. A rectangular room (25 m2) overlying the 4th century A.D. collapses also dated to this phase. It partially reused the earlier walls and had two new dry-stone walls.
Funding Body
ENI
Team
Finds specialist - Helga Di Giuseppe

Media

Name
La Molinara
Year
2008
Summary
it La campagna di scavo 2008 si è concentrata prevalentemente nel settore occidentale dell’impianto, portando alla luce i livelli tardoantichi della _pars rustica_ e _fructuaria_. L’accesso a questa era possibile tramite un corridoio, ai lati del quale si sviluppano simmetricamente alcuni ambienti, probabilmente destinati all’abitazione del _vilicus_, articolati intorno ad un ampio peristilio.

A pianta quadrangolare (m 13,10 × 10,30), il peristilio è costruito con poderosi pilastri, disposti in numero di 6 sui lati lunghi e 5 sui lati brevi, di cui sono visibili, in perfetto stato di conservazione, le basi intonacate, di forma rettangolare. Ai pilastri erano addossate semicolonne in pietra calcarea.

Fulcro dell’impianto durante la fase di monumentalizzazione di età antonina, il peristilio viene rioccupato in epoca tardoantica, subendo una profonda ristrutturazione: la costruzione di nuovi muri ne ridimensionano lo spazio e varie soglie vendono riutilizzate come basi per il nuovo porticato.

Tra VI e VII sec. d.C., si assiste alla defunzionalizzazione del peristilio, che si trasforma da ambiente residenziale in ambiente artigianale, destinato alla macellazione e alla cottura delle carni animali e alla produzione di calce derivata dalla trasformazione del materiale lapideo recuperato nell’area; le soglie vengono di nuovo riutilizzate come piani di appoggio connessi all’uso dei nove focolari rinvenuti all’interno del vano: composti da piani di cottura in laterizi o in argilla cotta: due di essi hanno restituito recipienti in pietra ollare e nelle vicinanze di un terzo si sono rinvenuti numerosi resti ossei bovini ed equini. Al centro del peristilio viene realizzata una vasca in malta utilizzata per lo spegnimento della calce, collegata a nord ad un vano di servizio e di deposito e a una calcara di forma circolare (diametro di m 1,20 e).

Attestazioni della più tarda fase di rioccupazione dell’impianto si sono individuate anche all’interno degli ambienti che si sviluppano intorno al peristilio con chiara destinazione artigianale, come dimostrano i piani di cottura, la calcara e un bancone in pietra destinato alla macellazione dei capi di bestiame; gli ambienti 16 e 9 sono rispettivamente una discarica (che ha restituito notevoli quantità di ceramica, soprattutto comune – dipinta e acroma - e da fuoco) e un vano di deposito del materiale lapideo di risulta prima della trasformazione in calce.

Tra gli oggetti più significativi di questa fase una serie di fibule in bronzo riproducenti cavalli e pavoni, una fibbia e un gancio in bronzo, un _anulus signatorius_ recante il monogramma verosimilmente del proprietario; un anello in bronzo con un serpente inciso sul castone, riconducibile a culti misterici; pettini in osso lavorato ed inciso, un vago in ambra e pasta vitrea; una _applique_ in vetro con maschera teatrale.

Dai più tardi strati di frequentazione degli ambienti 11, 16, 17, 18, provengono anche 7 frammenti di tegole con bollo che si aggiungono ai due già rinvenuti recanti la formula onomastica di possesso _C. Bruttii Praesentis_ familiari di _Bruttia Crispina_, sposa nel 178 d.C. dell’imperatore Commodo. Infine, nell’ambiente 9, utilizzato come deposito in epoca tarda, sono state individuate due tombe tarde di una madre, sepolta entro una cappuccina con un bracciale di bronzo al polso, e del suo bambino, morto immediatamente dopo la nascita e deposto accanto a lei entro una fossa terragna coperta da tegole, di cui una con una croce latina impressa. Accanto era una brocchetta infissa nel terreno, utilizzata per il rito cristiano del _refrigerium_.
en This campaign mainly concentrated on the western sector of the complex where the late antique levels of the _pars rustica_ and _fructuaria_ were uncovered. This was entered via a corridor lined by a series of symmetrical rooms, arranged around the large peristyle. This was probably the residence of the _vilicus_.

The quadrangular peristyle (13.10 x 10.30 m) was built of imposing pillars, six on each of the long sides and five on the short sides. The rectangular, plastered bases were perfectly preserved. The pillars were abutted by semi-columns.

The peristyle was the fulcrum of the complex during the monumentalising phase dating to the Antonine period. It was reoccupied in the late antique period, when it was radically restructured: new walls reduced its size and several thresholds were reused as the bases for the new portico.

Between the 6th-7th century A.D., the peristyle lost its residential function and was transformed into an area used for the butchering and cooking of meat and the production of lime from the stone building materials. The thresholds were again reused, this time as work surfaces connected with the use of nine hearths found within this space. The hearths were constituted by cooking surfaces made of tile or baked clay. Two contained soap stone vessels, and the remains of a large quantity of bovine and horse bones were found close to a third hearth. A tank built of mortar, used for slaking lime, was built in the centre of the peristyle and was linked, to the north, to a service room, storeroom and a circular limekiln (diameter 1.20 m).

Evidence of the later occupation of the complex was also found in the rooms situated around the peristyle. These were clearly used for craft-working activities as attested by cooking surfaces, the limekiln and a stone bench used for butchering meat. Rooms 16 and 9 were respectively, a dump (which produced large amounts of pottery, above all plain and painted coarse wares and cooking wares), and a deposit for stone which was to be thrown into the limekiln.

Among the most interesting finds for this phase were a series of fibulae in the form of horses and peacocks, a bronze buckle and hook, an _anulus signatorius_ with a monogramme (probably that of the property owner), a bronze ring with a snake engraved on the bezel (probably to be associated with a mystery cult), bone combs with incised decoration, a bead made of amber and glass paste and a glass appliqué of a theatrical mask.

The later occupation layers in rooms 11, 16, 17 and 18 produced seven stamped tile fragments, adding to the two already found, bearing the formula _C. Brutti Praesentis_ members of the family of _Bruttia Crispina_, who married the emperor _Commodus_ in 178 A.D. Lastly, two late burials came to light in room 9, which was used for storage in a late period. These were a mother in an “a cappuccina” tomb, wearing a bronze bracelet on her wrist, and her baby which died immediately after birth and was buried beside her in an earth grave covered by tiles. A Latin cross was impressed on one of the tiles and a small jug, used for the Christian ritual of the _refrigerium_, was stuck in the ground next to the grave.
Director
Alfonsina Russo
Funding Body
ENI
Team
Field director - Maria Pina Gargano
Finds specialist - Helga Di Giuseppe

Media

Name
La Molinara
Year
2009
Summary
it All’interno dei vani individuati sono stati scavati i livelli di frequentazione tardoantica, che attestano la rioccupazione, il riutilizzo e, in alcuni casi, la defunzionalizzazione delle strutture di epoca antonina (fase cui risale la monumentalizzazione dell’impianto): il peristilio, per esempio, viene prima ristretto con una serie di grossi blocchi di pietra calcarea allineati e poi trasformato in ambiente artigianale, destinato alla produzione di calce e alla macellazione e alla cottura delle carni animali, come attestano una vasca per lo spegnimento della calce e i numerosi focolari e piani di cottura rinvenuti.

La campagna di scavo 2008-2009 ha interessato ancora la _pars rustica_ e _fructuaria_ dell’impianto.
Si è proseguito lo scavo all’interno dell’ambiente 12, ubicato all’estremità nord-orientale del quartiere residenziale. Nella sua più tarda fase di occupazione, sul finire dell’età tardoantica, esso ha destinazione artigianale, come attestano i rinvenimenti effettuati: un focolare, una fossa di scarico, quattro buche di palo e due forni domestici - uno di forma rettangolare allungata e uno di forma quadrata, collegato ad un _pithos_ di riutilizzo (diametro di cm 136) e conservato per una profondità pari a cm. 110. Alla precedente fase di vita del vano appartiene uno splendido pavimento in cocciopesto arricchito da piccole tessere di colore bianco, rosso e blu.

L’ambiente 12 ha restituito anche due sepolture tarde, attribuibili ad un momento di sporadica frequentazione della zona: la prima (tomba 19), monosoma, contenente i resti di un adulto deposto, in posizione supina, nell’angolo nord-occidentale dell’ambiente; la seconda (tomba 17), bisoma, contenente i resti di due individui, forse adolescenti, deposti affiancati, in posizione supina (l’individuo beta ha la testa posata sulla spalla sinistra dell’individuo alfa).

Lo scavo 2008-2009 è proseguito anche all’interno dell’area del peristilio, occupato in epoca antonina da un giardino, al di sotto del quale si è individuato un ambiente di fase precedente, a pianta quadrata, attualmente ancora in corso di scavo.

Dai più tardi strati di frequentazione degli ambienti distribuiti intorno al peristilio, provengono anche 3 frammenti di tegole con bollo, che vanno ad aggiungersi ai nove rinvenuti durante le passate campagne di scavo e presentati in questa stessa sede, recanti in rilievo, entro cartiglio rettangolare, una formula onomastica abbreviata che rimanda alla ricca e potente famiglia dei _Bruttii Praesentes_ ed in particolare ad un membro ben identificato della stessa, ovvero _Caius Bruttius Praesens_ nonno o padre di _Bruttia Crispina_, sposa dell’imperatore Commodo. Questi documenti epigrafici attestano l’importanza della villa, divenuta, nel corso della sua lunga storia, parte del _patrimonium principis_.

Le prospettive di ricerca nell’area prevedono un ampliamento della superficie da indagare; in tal modo, ci si augura di definire con maggior precisione la planimetria della pars rustica della villa e la complessiva estensione ed articolazione funzionale dell’impianto.
en The late antique levels were excavated, attesting the reoccupation, reuse and, in some cases, the defunctionalisation of the Antonine structures (the monumental phase of the complex). For example, the peristyle was firstly reduced in size by the positioning of an alignment of large limestone blocks, and then transformed into a work area (see above).

The 2008-2009 campaign continued excavations in the _pars rustica_.
Work continued in room 12, in the far north-eastern part of the residential quarters. During its latest occupation phase it was used as a work area, as attested by a hearth, a drain, four postholes and two domestic ovens, one in the shape of an elongated rectangle, the other square with rounded corners. The latter was connected to a reused pithos (diameter 136 cm), which was preserved to a depth of 1.10 m. The earlier occupation phase in this room was attested by a splendid _opus signinum_ floor decorated with small white, red and blue tessera. Two late burials were uncovered in room 12, attributable to a period of sporadic occupation. The first (tomb 19) was that of an adult male in a supine position, situated in the north-west corner of the room. The second (tomb 17) contained the remains of two individuals, perhaps juveniles, laying side by side, in a supine position (the head of individual beta was resting on the left shoulder of individual alpha).

Excavation also continued in the peristyle area, reserving many surprises. The _opus signinum_ floor of Antonine date, had been almost completely destroyed by successive restructuring and reuses of the space. However, below it, an earlier room with a square plan came to light, the excavation of which is ongoing.

The later levels in the rooms around the peristyle produced three more stamped tile fragments (bringing the total to 12). The stamp is in relief, within a rectangular cartouche and the abbreviated formula refers to the rich and powerful family of the _Bruttii Praesentes_, and in particular one well–known member, that is _Caius Bruttius Praesens_. He was either the grandfather or father of _Bruttia Crispina_, wife of the emperor _Commodus_. These epigraphic documents attest the importance of the villa, which during its long history became part of the _patrimonium principis_.
Director
Alfonsina Russo
Funding Body
ENI
Team
Field director - Maria Pina Gargano
Finds specialist - Helga Di Giuseppe

Media

Name
La Molinara
Year
2010
Summary
it La campagna di scavo condotta tra settembre 2009 e settembre 2010 ha interessato esclusivamente la _pars rustica_ e _fructuaria_ dell’impianto, muovendosi lungo due direttrici: da un lato, la prosecuzione delle indagini già avviate, dall’altra l’apertura di nuovi fronti di indagine.

Si è completato lo scavo dell’ambiente 25, il vano di prima fase su cui, in età antonina, si imposta il peristilio rettangolare: si tratta di un vano a pianta quadrata esteso su una superficie pari a mq 85, del quale si è anche recuperata la originaria pavimentazione in acciottolato.
Collegata al vano quadrato è anche una canaletta di scarico di andamento nord-est/sud-ovest, lunga m. 8,5 e foderata con tegole allineate, poste di piatto, con le alette rivolte verso l’alto.

L’avvio delle operazioni di scavo all’interno dell’ambiente 44, il corridoio di deambulazione ad ovest del peristilio, ha condotto alla individuazione di una struttura di forma circolare (diametro m. 2,10), delimitata da blocchi di pietra calcarea non lavorati di grandi e medie dimensioni e riempita da sole pietre - parzialmente o totalmente - calcificate. Il particolare contenuto induce a collegare la struttura all’attività di produzione di calce - previa trasformazione del materiale lapideo recuperato in loco. In particolare, la struttura circolare, potrebbe essere interpretata come calcara da collegarsi alla vicina vasca (m 2,90 × 1,80) per lo spegnimento della calce, rinvenuta a ridosso della struttura stessa.

All’interno dell’ambiente 46 si rinvengono un _lacus_ e re _pithoi_ collegabili alla produzione dell’olivo della fase augustea della villa. Il _lacus_ ha forma quadrata (m 1,60 × 1,60, prof. m. 1,68) ha pareti ricoperte da uno strato di _opus signimum_ e un pozzetto di decantazione posto sul fondo. Sulla parete est, un coppo di scolo garantiva l’afflusso del liquido dal vicino ambiente 19, dove è probabile fosse alloggiato un torchio a vite, dei cui pali resta traccia nelle buche che tagliano il pavimento in cocciopesto del vano. Dunque gli ambienti 46 e 19 costituirebbero un unico gruppo funzionale dove avvenire la premitura – di olive o di uva -; il liquido così ottenuto veniva convogliato, tramite il coppo, nel _lacus_ dal quale, a decantazione avvenuta, lo si prelevava per conservarlo all’interno dei tre _pithoi_.

Di questi, dislocati lungo i lati nord e sud dell’ambiente, il _pithos_ n. 1 (diametro massimo m 1,23, prof. m 1,20) è quello in migliore stato di conservazione: è inserito entro una guaina in malta idraulica ( sp. cm 35-45); presenta sul corpo numerose fratture restaurate in antico con grappe in piombo.

Sul versante occidentale, l’ampliamento realizzato entro una fascia di terreno delle dimensioni di m 35 × 5 ha incrementato l’area da sottoporre ad indagine - estesa ora su una superficie pari a mq 2300 – ed ha consentito sia la individuazione del probabile muro di chiusura occidentale del modulo costruttivo della _pars rustica_, sia la individuazione di cinque nuovi ambienti (49, 56, 61, 62, 63) a pianta quadrata che chiudono ad ovest il quartiere residenziale.

Fra le testimonianze riferibili alla più tarda, sporadica frequentazione dell’impianto, è una sepoltura – la tomba 25 – rinvenuta nella zona nord. Del tipo a fossa terragna ed impostata al di sopra dei più tardi strati di crollo, conteneva al suo interno una deposizione infantile supina accompagnata da un paio di orecchini in bronzo in verga a sezione triangolare, da un bottone, entrambi decorati con brevi tratti obliqui incisi e da un piccolo punteruolo in ferro.

Quanto ai materiali, restituiti dalla villa di Barricelle in grandi quantità, si ricordano un puntale di cintura antropomorfo in argento; un terminale di cintura in bronzo con chiodino ribattuto ad una estremità; uno spillone in bronzo con la testa decorata da brevi tratti incisi; un pettine in osso lavorato con decorazione incisa del tipo “a occhi di dado” (in basso a destra).

Le prospettive di ricerca nell’area prevedono la prosecuzione delle indagini all’interno dell’area di ampliamento, in modo da poter definire con maggior precisione la complessa articolazione funzionale dell’impianto.
en This campaign, undertaken between 2009 and September 2010, concentrated exclusively on the _pars rustica_ and _fructuaria_, continuing previously begun investigations and also opening new areas.

Excavation of room 25 was completed, the first phase room above which, in the Antonine period, the rectangular peristyle was built. This was a square room covering an area of 85 m2, of which the original cobbled floor was also uncovered. A narrow drain on a north-east/south-west alignment, 8.5 m long, lined with tiles laid flat with the raised flanges facing upwards, was connected to the room.

The start of excavations in room 44, the corridor along the western side of the peristyle, revealed a circular structure (diameter 2.10 m), bordered by large to medium un-worked limestone blocks, and filled only with partially or totally calcified stones. The nature of the fill suggests this feature was related to lime production, which was undertaken using stone building materials recovered _in loco_. The circular structure may be interpreted as a limekiln to be associated with the nearby lime-slaking tank (2.90 x 1.80 m), which abutted the structure itself.

A _lacus_ and three pithoi used for oil production during the villa’s Augustan phase were uncovered in room 46. The lacus was square (1.60 x 1.60 m, 1.68 m deep) and its sides were faced with a layer of _opus signinum_. There was a settling-well in its floor. In the east side of the _lacus_ there was a drainage imbrex which ensured the flow of liquid from nearby room 19, which was probably where the press was housed. The presence of the press was attested by the postholes which cut the _opus signinum_ floor. Therefore, rooms 46 and 19 constituted a functional unit where olives or grapes were pressed and the liquid obtained collected, via the imbrex, in the _lacus_. Once settling had occurred then the liquid was removed and stored in the _pithoi_.

These were situated along the north and south sides of the room and pithos n. 1 (max. Diam. 1.23 m, depth 1.20 m) was the best preserved. It was inserted in a sheath of waterproof mortar (35-45 cm thick) and the body presented numerous fractures which had been repaired in antiquity using lead ties.

A new excavation area (35 x 5 m) was opened on the west side, bringing the total excavation area to 2,300 m2. In the new area what was probably the western perimeter wall of the _pars urbana_ was uncovered, together with five new rooms (49, 56, 61, 62, 63), square in plan, which closed the residential quarter to the west.

Evidence for later, sporadic occupation of the site, included a burial – tomb 25 – found in the north zone. This earth grave, overlaying the latest layers of collapse, contained an infant buried in a supine position. The grave goods comprised a pair of bronze earrings with triangular section, and a button, both decorated with short, slanted incisions, and a small iron punch.

The excavations at the villa of Baricelle have produced a great number of finds, among which a silver anthropomorphic belt point; the terminal of a bronze belt with a clinched nail at one end; a large bronze pin, the head decorated with short incisions; a bone comb with “dice-eye” decoration.

Excavations are to continue in the new, extended area, in order to gain a better understanding of the layout and function of this complex.
Summary Author
Maria Pina Gargano
Director
Alfonsina Russo
Funding Body
ENI
Team
Draftsman - Antonio Pellegrino
Finds specialist - Helga Di Giuseppe
Finds specialist - Antonio Bruscella
Finds specialist - Angelo Accolito
Finds specialist - Giuseppina Baldacchino
Finds specialist - Simona Catacchio

Media

  • Russo et al. 2007
    A. Russo, M.P. Gargano, H. Di Giuseppe con appendice di M. Mucciarelli, M. Bianca, D. Liberatore, M. Iaria, 2007, Dalla villa dei Bruttii Praesentes alla proprietà imperiale. Il complesso archeologico di Marsicovetere - Barricelle (PZ), in Siris 8: 81-119.
  • Di Giuseppe 2010
    H. Di Giuseppe, 2010, I Bruttii Praesentes. Interessi politici ed economici di un’importante famiglia lucana, in F. Tarlano (a cura di), Il territorio grumentino e la valle dell’Agri nell'antichità, Atti Convegno (Grumento Nova 25 aprile 2009), Bologna: 39-47.
  • Gargano 2010
    M.P. Gargano, 2010, La villa romana di Marsicovetere-Barricelle(Potenza), in F. Tarlano (a cura di), Il territorio grumentino e la valle dell’Agri nell'antichità, Atti Convegno (Grumento Nova 25 aprile 2009), Bologna: 67-76.
  • Di Giuseppe, Russo 2011
    H. Di Giuseppe, A. Russo, 2011, Una proprietà dei Bruttii Praesentes in Lucania. Instrumenta inscripta, in Instrumenta inscripta IV. Nulla dies sine littera. La escritura cotidiana en la casa romana, Atti del convegno (Barcellona 7-9 settembre 2011), in corso di stampa.

Location

Location
Barricelle
Easting
15.796
Northing
40.372
Country
Italy
Admin Level 1
Basilicate
Admin Level 2
Province of Potenza
Admin Level 3
Marsicovetere