Name
Fondo Melliche
Date Range
800 BC – 650 BC
350 BC – 250 BC

Seasons

  • AIAC_2373 - Fondo Melliche - 2007
    Nell’ambito del Progetto di valorizzazione dell’area archeologica di Vaste, nel Fondo Melliche sono state realizzate due successive campagne di scavo (giugno-luglio 2007, novembre-dicembre 2007), indagando complessivamente una superficie di ca. 150 mq. Sono state portate alla luce oltre trenta buche, scavate in parte nel terreno, in parte nel banco di roccia: all’interno di ognuna di esse sono state rinvenute, nei livelli inferiori, ossa di animali, mentre gli strati superiori hanno restituito vasellame dell’età del Ferro, prevalentemente appartenente alle produzioni del geometrico e subgeometrico del Salento (VIII-VII sec. a.C.) ed agli impasti. Inoltre, sempre all’interno di queste fosse, sono stati rinvenuti anche pezzi di fornelli in argilla concotta, oltre a ceneri ed antracoresti. I vasi attestati sono per la maggior parte _pithoi_, crateri con anse a fungo, olle, brocche, boccaletti, ollette e _skyphoi_ di produzione indigena, accanto ad una consistente presenza di ceramica di importazione dalla Grecia, in particolare da Corinto, e dell’area greco-orientale. Quasi tutte le buche risultano chiuse, per così dire “tappate”, da uno spesso strato di tufina e pietrisco pressati. In alcuni casi, accanto alle buche, sono presenti circoli di pietre, alcune delle quali recanti fori. Sulla base dei dati raccolti l’area interessata dai depositi sembra rivestire una valenza sacra: essa appare, infatti, destinata allo svolgimento di cerimonie religiose e pratiche rituali di carattere ctonio. In questo stesso settore si sono identificate anche evidenze relative alle epoche successive. In particolare sono stati scavati due depositi votivi di età arcaica sistemati all’interno di buche parzialmente scavate nel banco di roccia. La più profonda, in strati sovrapposti, conteneva alcuni vasi potorî, tra cui una coppa attica tipo Bolsal del terzo quarto del V sec. a.C., una _lekane_, una brocca ed un vaso miniaturistico, insieme a terreno cineroso di matrice organica. Al di sopra della fossa era allestito un piccolo tumulo di pietre a secco. Accanto era un’altra buca contenente un’olla ad impasto, una _kotyle_ corinzia, un attingitoio ed un’hydria. Lo scavo ha messo in luce alcune strutture riferibili alla frequentazione di età ellenistica, tra le quali una cisterna scavata nella roccia di base, profonda oltre 4 mt., funzionale alla raccolta dell’acqua piovana. Il riempimento era costituito da grossi blocchi in calcare locale, provenienti dalla demolizione di edifici, tegole e materiali ceramici, databili fra IV e III sec. a.C. (ceramica a vernice nera, acroma, a fasce, a vernice bruna). Di particolare interesse è la presenza di numerosi frammenti di _pithoi_ e _louteria_. Inoltre una buca di forma cilindrica, scavata nel terreno argilloso di base, ha restituito uno scarico di cenere, in cui erano deposti alcuni vasi a vernice nera, ceramica miniaturistica, e strumenti agricoli in ferro. Un’altra cavità, un pozzo non completato in antico, ha restituito un gran numero di pentole e casseruole, insieme a brocche e lekanai.
  • AIAC_2373 - Fondo Melliche - 2008
    Nel Fondo Melliche sono proseguite le ricerche nella stessa area dell’anno precedente (sett. A) e in un settore immediatamente adiacente, sul lato settentrionale (sett. B). In particolare, nell’area dei depositi dell’età del Ferro (sett. A), si è completato lo scavo del riempimento di tutte le buche identificate. Le buche presentavano la medesima tipologia del riempimento già riscontrata e documentata nei precedenti casi. Si tratta di depositi costituiti sempre da vasellame iapigio e ad impasto, oltre a residui di focolari e ossa animali. Inoltre si è scavata una buca di scarico di età ellenistica, che ha restituito reperti ceramici, laterizi e materiali architettonici, verosimilmente derivanti dalla distruzione di alcuni edifici che si trovavano nelle immediate vicinanze. Nel corso della campagna di scavo si sono anche indagati i resti di una capanna iapigia, appena intercettata in una trincea esplorativa effettuata precedentemente. Per quello che riguarda, invece, l’indagine dell’area B, l’intervento di scavo ha consentito di mettere in luce un impianto cultuale di età ellenistica. Questo è costituito, allo stato attuale della ricerca, da un recinto a blocchi squadrati e da una grossa cisterna. Quest’ultima, in particolare, non è stata ancora completamente svuotata, ma lo scavo dei primi strati del riempimento ha restituito pochissimi materiali ceramici, ma molte ossa appartenenti ad animali di grossa taglia. Il recinto è costituito da due ambienti affiancati, delimitati da muri realizzati con l’impiego di grossi blocchi squadrati. Lo scavo non ha restituito tracce di copertura. All’interno di uno degli ambienti, al centro, è presente un focolare, mentre subito all’esterno è stato rinvenuto un deposito votivo, con una piccola _lekane_ interrata che conteneva una coppetta capovolta. Nelle vicinanze è stato individuato anche un consistente scarico di ossa di caprovini, attualmente in corso di analisi a parte del Laboratorio di Archeozoologia dell’Università del Salento. Un disco fittile, rinvenuto nel recinto stesso, è un ulteriore indizio del carattere sacro del complesso, del quale la cisterna costituisce un altro elemento connotante. La struttura trova un preciso riscontro tipologico e funzionale in altri edifici individuati nella stessa Vaste.
  • AIAC_2373 - Fondo Melliche - 2009
    Nei mesi di novembre 2008-febbraio 2009, è stata effettuata nel Fondo Melliche un’indagine archeologica, nell’ambito del progetto di sistemazione dell’ingresso al Parco Archeologico dei Guerrieri. L’area si trova nel settore settentrionale della cinta muraria messapica, a circa 100 m. in direzione ovest rispetto alla porta nord, che costituiva uno degli ingressi alla città. L’obiettivo era verificare l’andamento della fortificazione messapica, in questo tratto solo ipotizzato. Lo scavo stratigrafico ha portato al rinvenimento di un consistente accumulo di blocchi di varie dimensioni, verosimilmente relativi al cantiere di edificazione delle mura. A breve distanza da questa evidenza è stata intercettata un’imponente struttura a blocchi, che si è potuto immediatamente interpretare, sulla base delle caratteristiche costruttive e della posizione, come un tratto della cinta muraria di età ellenistica. L’approfondimento dell’indagine ha poi permesso di riconoscere le varie fasi costruttive della struttura. La più antica è costituita da un possente muro a secco composto da pietre di grandi dimensioni, informi o parzialmente sbozzate. Non si è potuta stabilire l’intera larghezza del muro a secco, poiché esso prosegue al di là degli attuali limiti di scavo. Il filo esterno dell’aggere è stato foderato in un secondo momento da una struttura costruita con grossi blocchi parallelepipedi. La struttura, che rappresenta la seconda fase edilizia, è conservata per un assise di tre filari, uno di fondazione e due di spiccato. A una terza fase costruttiva è riferibile un ulteriore rinforzo costituito da blocchi di maggiori dimensioni, che, addossandosi al filo esterno della seconda fase, portano a un notevole aumento dello spessore della fortificazione. I blocchi della terza fase sono posti su tre filari affiancati, posti alternativamente di taglio e di testa. Si conserva la fondazione e tre blocchi appartenenti all’elevato. Proseguendo lo scavo in direzione est si è registrata un’interruzione nel tracciato della cinta muraria, in corrispondenza di un repentino innalzamento del banco di roccia. L’intera struttura muraria è ascrivibile ad un arco cronologico che va dalla seconda metà del IV alla prima metà del III sec. a.C. L’accumulo di blocchi rinvenuti presso la linea delle mura è posteriore alle fortificazioni, ma allo stato attuale della ricerca appare di difficile interpretazione. Si potrebbe trattare di scarti di lavorazione, accumulati nel corso della demolizione della cinta muraria, per recuperare materiale da costruzione o del crollo del circuito murario, successivamente rimaneggiato.
  • AIAC_2373 - Fondo Melliche - 2010
    Nel Fondo Melliche, grazie ad un nuovo cofinanziamento erogato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia (Convenzione del 30 ottobre 2009), è stato possibile continuare le ricerche nell’area già oggetto di indagine negli anni 2007-2008; qui si è proceduto con l’ampliamento di alcuni settori riguardanti sia l’impianto cultuale dell’età del Ferro (sett. A), sia le strutture della fase ellenistica (sett. B). Per quanto riguarda la prima fase, un saggio stratigrafico, praticato all’interno del recinto ellenistico, ha permesso di intercettare altre buche con depositi votivi appartenenti al luogo di culto dell’età del Ferro. Le buche contenevano impasti e ceramica matt-painted, in particolare del Subgeometrico del Salento (VII sec. a.C.), rappresentata da una notevole varietà di forme (olle, crateri, scodelle), quasi sempre in associazione con ceramica protocorinzia ed a fasce di tipo grecorientale (in particolare crateri). Da sottolineare la presenza di vasi miniaturistici, sia di produzione indigena (ollette, bocchette), sia di importazione greca (boccaletti). Nelle buche sono stati rinvenuti ancora grossi frammenti relativi ai fornelli utilizzati per la preparazione dei pasti rituali. Per quanto concerne invece il settore B, è stato approfondito lo scavo del recinto sacro già messo in luce nel precedente intervento, definendone la pianta attraverso l’identificazione di alcuni ghost walls. La messa in luce di alcuni setti murari con orientamento diverso da quelli dell’edificio, farebbero pensare ad un precedente recinto, sempre cultuale, verosimilmente di età arcaica, considerata anche la presenza nell’area limitrofa dei due depositi votivi di V sec. a.C. (v. sommario anno 2007). E’ stato inoltre completato lo svuotamento della cisterna ubicata accanto al recinto stesso. Il riempimento ha restituito ancora blocchi e frammenti architettonici derivanti dalla distruzione di edifici circostanti. Lo svuotamento della cisterna, inoltre, ha permesso di mettere in luce una situazione nuova che apre interessanti spunti di riflessione: è emerso che lo scavo dell’invaso ha intercettato una preesistente tomba messapica, la cui datazione è ancora da precisare. La sepoltura è pertinente ad un individuo adulto, ma al momento non sembrano essersi conservati elementi del corredo
  • AIAC_2373 - Fondo Melliche - 2011
    Nel corso del mese di luglio 2011, è stato svolto un breve intervento nel Fondo Melliche, in un’area sottoposta a piano di lottizzazione. Qui, da alcuni anni (v. schede 2008-2010), si indaga un settore dell’insediamento messapico di Vaste riguardante, in particolare, la fase di frequentazione dell’età del Ferro: è infatti attestato in questa zona un complesso cultuale riferibile all’VIII-VII sec. a.C. L’ultimo intervento è stato effettuato nei lotti 10 e 11, ubicati nell’angolo sud-orientale del settore. I due lotti furono già interessati, nei precedenti interventi, dallo scavo di una trincea esplorativa che non aveva consentito di rilevare livelli significativi. E’ stata quindi avviata un’indagine stratigrafica in estensione ai fini di una più completa lettura di eventuali depositi archeologici. Al di sotto dello strato di terreno agricolo superficiale, sono state intercettate e messe in luce una serie di buche, circa venti, di varia grandezza, scavate in parte all’interno di un terreno bruno-rossiccio ed in parte nella roccia di base. Come nelle precedenti indagini, si tratta di fosse riempite con materiali databili all’età del Ferro (VIII – VII sec. a.C.): notevole la presenza di ceramica iapigia, riferibile in particolare al Subgeometrico del Salento, e di vasi ad impasto, accompagnati in misura minore da frammenti di ceramica di importazione corinzia e a fasce greco-orientale, e da contenitori da trasporto di fabbrica greca (anfore corinzie di tipo A). All’interno delle buche erano presenti anche ossa animali e frammenti di concotto appartenenti a fornelli. La quasi totalità delle buche, di tipologia simile a quelle scavate negli anni precedenti, appare riferibile al medesimo impianto cultuale. Si tratta, dunque, di depositi di materiali legati allo svolgimento di attività sacre, come già rilevato nell’area contigua. Fanno eccezione solo due fosse (UU.SS. 315, 333), che sono probabilmente databili alla fase arcaica, ma sempre riferibili ad attività cultuali. La situazione emersa conferma dunque la lettura dell’area, già proposta sulla base delle altre evidenze. Data la minore concentrazione di depositi votivi, e l’assenza di altri elementi connotanti l’area sacra, è forse possibile ipotizzare che la zona in questione sia marginale rispetto al nucleo centrale dell’impianto, da identificarsi nell’area immediatamente a nord.

Media

Name
Fondo Melliche
Year
2007
Summary
it Nell’ambito del Progetto di valorizzazione dell’area archeologica di Vaste, nel Fondo Melliche sono state realizzate due successive campagne di scavo (giugno-luglio 2007, novembre-dicembre 2007), indagando complessivamente una superficie di ca. 150 mq. Sono state portate alla luce oltre trenta buche, scavate in parte nel terreno, in parte nel banco di roccia: all’interno di ognuna di esse sono state rinvenute, nei livelli inferiori, ossa di animali, mentre gli strati superiori hanno restituito vasellame dell’età del Ferro, prevalentemente appartenente alle produzioni del geometrico e subgeometrico del Salento (VIII-VII sec. a.C.) ed agli impasti. Inoltre, sempre all’interno di queste fosse, sono stati rinvenuti anche pezzi di fornelli in argilla concotta, oltre a ceneri ed antracoresti.

I vasi attestati sono per la maggior parte _pithoi_, crateri con anse a fungo, olle, brocche, boccaletti, ollette e _skyphoi_ di produzione indigena, accanto ad una consistente presenza di ceramica di importazione dalla Grecia, in particolare da Corinto, e dell’area greco-orientale.
Quasi tutte le buche risultano chiuse, per così dire “tappate”, da uno spesso strato di tufina e pietrisco pressati. In alcuni casi, accanto alle buche, sono presenti circoli di pietre, alcune delle quali recanti fori.
Sulla base dei dati raccolti l’area interessata dai depositi sembra rivestire una valenza sacra: essa appare, infatti, destinata allo svolgimento di cerimonie religiose e pratiche rituali di carattere ctonio.

In questo stesso settore si sono identificate anche evidenze relative alle epoche successive. In particolare sono stati scavati due depositi votivi di età arcaica sistemati all’interno di buche parzialmente scavate nel banco di roccia. La più profonda, in strati sovrapposti, conteneva alcuni vasi potorî, tra cui una coppa attica tipo Bolsal del terzo quarto del V sec. a.C., una _lekane_, una brocca ed un vaso miniaturistico, insieme a terreno cineroso di matrice organica. Al di sopra della fossa era allestito un piccolo tumulo di pietre a secco. Accanto era un’altra buca contenente un’olla ad impasto, una _kotyle_ corinzia, un attingitoio ed un’hydria. Lo scavo ha messo in luce alcune strutture riferibili alla frequentazione di età ellenistica, tra le quali una cisterna scavata nella roccia di base, profonda oltre 4 mt., funzionale alla raccolta dell’acqua piovana. Il riempimento era costituito da grossi blocchi in calcare locale, provenienti dalla demolizione di edifici, tegole e materiali ceramici, databili fra IV e III sec. a.C. (ceramica a vernice nera, acroma, a fasce, a vernice bruna). Di particolare interesse è la presenza di numerosi frammenti di _pithoi_ e _louteria_.

Inoltre una buca di forma cilindrica, scavata nel terreno argilloso di base, ha restituito uno scarico di cenere, in cui erano deposti alcuni vasi a vernice nera, ceramica miniaturistica, e strumenti agricoli in ferro. Un’altra cavità, un pozzo non completato in antico, ha restituito un gran numero di pentole e casseruole, insieme a brocche e lekanai.
en As part of the project to develop the archaeological area of Vaste, two excavation campaigns (June-July 2007, November-December 2007) were carried out in the Fondo Melliche, covering an overall area of circa 150 m2. More than thirty post-holes came to light, in part excavated in the earth and in part rock-cut. Inside each one the lower layers contained animal bones, whilst the upper layers produced Iron Age pottery, mainly geometric and sub-geometric Salento productions (8th-7th century B.C.) and impasto. Furthermore, pieces of baked clay cooking stands, ash and charcoal remains were also found in the post-holes.

The pottery vessels were mainly locally produced _pithoi_, kraters with mushroom handles, jars, jugs, small jugs, small jars and _skyphoi_. There were also numerous Greek imports, in particular from Corinth, and from eastern Greece. Almost all of the post-holes were closed, as it were “plugged”, by a thick layer of crushed tufina and gravel. In some cases stone circles were present beside the holes. Some of the stones had holes in them. The archaeological data collected from the area with these deposits suggested that it had a cult function, in fact, it appeared to have been used for religious ceremonies and ritual practices of a Chthonic nature.

The same sector also produced evidence for the successive periods. In particular two votive deposits of archaic date were excavated, both placed inside partially rock-cut holes. The deepest contained a number of pouring vessels, including a Bolsal type Attic cup dating to the third quarter of the 5th century B.C., a lekane, a jug and a miniature vase, together with ashy soil with an organic matrix. Overlying the pit was a small tumulus of stones. Beside this was another hole containing an impasto jar, a Corinthian _kotyle_, a ladle and a _hydria_. The excavation also uncovered structures relating to the Hellenistic occupation, including a rock-cut cistern, over 4 m deep, for rainwater collection. The fill was constituted by large local limestone blocks from the demolition of buildings, tiles and pottery dating to between the 4th and 3rd century B.C. (black glaze ware, plain ware, banded ware and brown glaze ware). The presence of numerous fragments of _pithoi_ and _louteria_ was of particular interest.

Furthermore, a cylindrical hole, dug into the natural clay, produced a dump of ash in which there were several black glaze vases, miniature vases and iron agricultural implements. Another hole, an incomplete well, produced a large number of cooking pots and casseroles, together with jugs and _lekanai_.
Team
Field director - Arcangelo Alessio

Media

Name
Fondo Melliche
Year
2008
Summary
it Nel Fondo Melliche sono proseguite le ricerche nella stessa area dell’anno precedente (sett. A) e in un settore immediatamente adiacente, sul lato settentrionale (sett. B).

In particolare, nell’area dei depositi dell’età del Ferro (sett. A), si è completato lo scavo del riempimento di tutte le buche identificate. Le buche presentavano la medesima tipologia del riempimento già riscontrata e documentata nei precedenti casi. Si tratta di depositi costituiti sempre da vasellame iapigio e ad impasto, oltre a residui di focolari e ossa animali. Inoltre si è scavata una buca di scarico di età ellenistica, che ha restituito reperti ceramici, laterizi e materiali architettonici, verosimilmente derivanti dalla distruzione di alcuni edifici che si trovavano nelle immediate vicinanze. Nel corso della campagna di scavo si sono anche indagati i resti di una capanna iapigia, appena intercettata in una trincea esplorativa effettuata precedentemente.

Per quello che riguarda, invece, l’indagine dell’area B, l’intervento di scavo ha consentito di mettere in luce un impianto cultuale di età ellenistica. Questo è costituito, allo stato attuale della ricerca, da un recinto a blocchi squadrati e da una grossa cisterna. Quest’ultima, in particolare, non è stata ancora completamente svuotata, ma lo scavo dei primi strati del riempimento ha restituito pochissimi materiali ceramici, ma molte ossa appartenenti ad animali di grossa taglia.

Il recinto è costituito da due ambienti affiancati, delimitati da muri realizzati con l’impiego di grossi blocchi squadrati. Lo scavo non ha restituito tracce di copertura. All’interno di uno degli ambienti, al centro, è presente un focolare, mentre subito all’esterno è stato rinvenuto un deposito votivo, con una piccola _lekane_ interrata che conteneva una coppetta capovolta. Nelle vicinanze è stato individuato anche un consistente scarico di ossa di caprovini, attualmente in corso di analisi a parte del Laboratorio di Archeozoologia dell’Università del Salento. Un disco fittile, rinvenuto nel recinto stesso, è un ulteriore indizio del carattere sacro del complesso, del quale la cisterna costituisce un altro elemento connotante. La struttura trova un preciso riscontro tipologico e funzionale in altri edifici individuati nella stessa Vaste.
en Excavations continued in the same area as the previous year (sect. A) and in an adjacent area on the north side (sect. B). In the area of the Iron Age deposits (sect. A), excavation of all the identified post-holes was completed. The holes presented the same typology and fill as documented for the others. The deposits were constituted by Iapigian and impasto pottery, as well as the remains of cooking stands and animal bones. A Hellenistic midden was also excavated which produced pottery, tile and architectural materials probably from the demolition of a number of buildings that stood in the immediate vicinity. During the excavation the remains of Iapigian hut, only just intercepted by a previously dug trial trench, were examined.

As regards area B, the excavations uncovered a Hellenistic cult structure. So far this seems to have comprised an enclosure built of squared blocks and a large cistern. The latter has not been completely emptied, but the excavation of the first layers produced very little pottery but a large quantity of bones belonging to large animals. The enclosure comprised two adjoining spaces, delimited by walls made of large squared blocks. The excavation found no traces of roofing. At the centre of one of the spaces there was a hearth, whilst immediately outside there was a votive deposit with a small buried lekane containing a small upside down cup. Nearby there was a substantial dump of sheep/goat bones, at present being studied by the archeozoology department of Salento University. A terracotta disc found in the enclosure provided further evidence of the sacred character of the complex, also indicated by the presence of the cistern. The structure finds precise typological and functional parallels in other buildings identified in Vaste itself.
Team
Field director - Arcangelo Alessio

Media

Name
Fondo Melliche
Year
2009
Summary
it Nei mesi di novembre 2008-febbraio 2009, è stata effettuata nel Fondo Melliche un’indagine archeologica, nell’ambito del progetto di sistemazione dell’ingresso al Parco Archeologico dei Guerrieri. L’area si trova nel settore settentrionale della cinta muraria messapica, a circa 100 m. in direzione ovest rispetto alla porta nord, che costituiva uno degli ingressi alla città. L’obiettivo era verificare l’andamento della fortificazione messapica, in questo tratto solo ipotizzato.

Lo scavo stratigrafico ha portato al rinvenimento di un consistente accumulo di blocchi di varie dimensioni, verosimilmente relativi al cantiere di edificazione delle mura. A breve distanza da questa evidenza è stata intercettata un’imponente struttura a blocchi, che si è potuto immediatamente interpretare, sulla base delle caratteristiche costruttive e della posizione, come un tratto della cinta muraria di età ellenistica. L’approfondimento dell’indagine ha poi permesso di riconoscere le varie fasi costruttive della struttura. La più antica è costituita da un possente muro a secco composto da pietre di grandi dimensioni, informi o parzialmente sbozzate. Non si è potuta stabilire l’intera larghezza del muro a secco, poiché esso prosegue al di là degli attuali limiti di scavo. Il filo esterno dell’aggere è stato foderato in un secondo momento da una struttura costruita con grossi blocchi parallelepipedi. La struttura, che rappresenta la seconda fase edilizia, è conservata per un assise di tre filari, uno di fondazione e due di spiccato. A una terza fase costruttiva è riferibile un ulteriore rinforzo costituito da blocchi di maggiori dimensioni, che, addossandosi al filo esterno della seconda fase, portano a un notevole aumento dello spessore della fortificazione. I blocchi della terza fase sono posti su tre filari affiancati, posti alternativamente di taglio e di testa. Si conserva la fondazione e tre blocchi appartenenti all’elevato.

Proseguendo lo scavo in direzione est si è registrata un’interruzione nel tracciato della cinta muraria, in corrispondenza di un repentino innalzamento del banco di roccia. L’intera struttura muraria è ascrivibile ad un arco cronologico che va dalla seconda metà del IV alla prima metà del III sec. a.C. L’accumulo di blocchi rinvenuti presso la linea delle mura è posteriore alle fortificazioni, ma allo stato attuale della ricerca appare di difficile interpretazione. Si potrebbe trattare di scarti di lavorazione, accumulati nel corso della demolizione della cinta muraria, per recuperare materiale da costruzione o del crollo del circuito murario, successivamente rimaneggiato.
en In the months November 2008-February 2009 excavations were undertaken in the Fondo Melliche as part of the work to create the entrance to the ‘Parco Archeologico dei Guerrieri’. The area is situated in the northern sector of the Messapian defensive walls, at circa 100 m west of the north gate, one of the entrances to the settlement. The excavations aimed to check the line of the Messapian fortifications which in this stretch are only hypothesised.

The stratigraphic excavation revealed a substantial accumulation of blocks of varying sizes, probably relating to the construction of the wall. At a short distance an imposing structure of stone blocks was intercepted, which on the basis of the construction type and position was interpreted as a stretch of the Hellenistic town wall. Further excavation revealed various construction phases. The earliest was constituted by a substantial dry-stone wall built of large irregular or partially worked stones. It was not possible to establish its width as it continued beyond the present excavation limits. In a later phase the external course of the embankment was faced by a structure of large parallelepiped blocks. The structure represented the second construction phase and three courses were preserved, one of the foundation and two of the standing wall. A third construction phase was represented by a reinforcement of larger blocks which, abutting the external row of the second phase, greatly widened the fortification. The third phase blocks were arranged in three flanking rows, placed alternately crossways and lengthways. The foundation and three blocks from the wall were preserved.

Continuing the excavation to the east an interruption in the line of the wall was reached in correspondence with a sudden rise in the bed-rock. The entire wall structure can be attributed to a period that runs from the second half of the 4th to the first half of the 3rd century B.C. The accumulation of blocks found by the line of the wall post-dates the fortifications, but at the present state of the research is difficult to interpret. It may be formed by waste material accumulated during the demolition of the wall circuit to be used for subsequent construction or may be the collapse of the wall circuit that was later readapted.

Media

Name
Fondo Melliche
Year
2010
Summary
it Nel Fondo Melliche, grazie ad un nuovo cofinanziamento erogato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia (Convenzione del 30 ottobre 2009), è stato possibile continuare le ricerche nell’area già oggetto di indagine negli anni 2007-2008; qui si è proceduto con l’ampliamento di alcuni settori riguardanti sia l’impianto cultuale dell’età del Ferro (sett. A), sia le strutture della fase ellenistica (sett. B).

Per quanto riguarda la prima fase, un saggio stratigrafico, praticato all’interno del recinto ellenistico, ha permesso di intercettare altre buche con depositi votivi appartenenti al luogo di culto dell’età del Ferro. Le buche contenevano impasti e ceramica matt-painted, in particolare del Subgeometrico del Salento (VII sec. a.C.), rappresentata da una notevole varietà di forme (olle, crateri, scodelle), quasi sempre in associazione con ceramica protocorinzia ed a fasce di tipo grecorientale (in particolare crateri). Da sottolineare la presenza di vasi miniaturistici, sia di produzione indigena (ollette, bocchette), sia di importazione greca (boccaletti). Nelle buche sono stati rinvenuti ancora grossi frammenti relativi ai fornelli utilizzati per la preparazione dei pasti rituali.

Per quanto concerne invece il settore B, è stato approfondito lo scavo del recinto sacro già messo in luce nel precedente intervento, definendone la pianta attraverso l’identificazione di alcuni ghost walls. La messa in luce di alcuni setti murari con orientamento diverso da quelli dell’edificio, farebbero pensare ad un precedente recinto, sempre cultuale, verosimilmente di età arcaica, considerata anche la presenza nell’area limitrofa dei due depositi votivi di V sec. a.C. (v. sommario anno 2007).

E’ stato inoltre completato lo svuotamento della cisterna ubicata accanto al recinto stesso. Il riempimento ha restituito ancora blocchi e frammenti architettonici derivanti dalla distruzione di edifici circostanti. Lo svuotamento della cisterna, inoltre, ha permesso di mettere in luce una situazione nuova che apre interessanti spunti di riflessione: è emerso che lo scavo dell’invaso ha intercettato una preesistente tomba messapica, la cui datazione è ancora da precisare. La sepoltura è pertinente ad un individuo adulto, ma al momento non sembrano essersi conservati elementi del corredo
en Thanks to new funding from the Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, researched continued on the Fondo Melliche, in an area previously examined in 2007-2008. Here, the excavation areas regarding both the Iron Age cult structure (sect. A), and the Hellenistic structures (sect. B) were enlarged.
As regards the first phase, a trench placed inside the Hellenistic enclosure intercepted more pits containing votive deposits belonging to the Iron Age cult site. The pits contained impasto and matt-painted pottery, in particular Sub-geometric ware from the Salento (7th century B.C.). The latter was represented by a notable variety of forms (jars, kraters, bowls), almost all in association with proto-Corinthian pottery and banded ware of the east Greek type (kraters in particular). Miniature vases were also present, both local productions (small jars, small bottles) and Greek imports (beakers). Large fragments from cooking stands used for the preparation of the ritual meals were also found in the pits.
As regards sector B, the excavation of the sacred enclosure uncovered during the previous intervention continued. The plan was defined through the identification of several ghost walls. The exposure of a number of walls on a different alignment to those of the building, suggested the presence of an earlier enclosure, also for cult use, probably of archaic date, given the presence nearby of two 5th century B.C. votive deposits (see 2007 summary).
The emptying of the cistern situated next to the enclosure was completed. The fill produced more stone blocks and architectural fragments from the destruction of surrounding buildings. The emptying of the cistern, also revealed a new situation which provided interesting material on which to reflect. It was seen that the excavation of the cistern cut a pre-exisiting Messapian tomb, whose dating has yet to be established. This was the burial of an adult individual, but at the moment no grave goods seem to have been preserved.
Research Body
Università del Salento
Team
Field director - Arcangelo Alessio

Media

Name
Fondo Melliche
Year
2011
Summary
it Nel corso del mese di luglio 2011, è stato svolto un breve intervento nel Fondo Melliche, in un’area sottoposta a piano di lottizzazione. Qui, da alcuni anni (v. schede 2008-2010), si indaga un settore dell’insediamento messapico di Vaste riguardante, in particolare, la fase di frequentazione dell’età del Ferro: è infatti attestato in questa zona un complesso cultuale riferibile all’VIII-VII sec. a.C. L’ultimo intervento è stato effettuato nei lotti 10 e 11, ubicati nell’angolo sud-orientale del settore. I due lotti furono già interessati, nei precedenti interventi, dallo scavo di una trincea esplorativa che non aveva consentito di rilevare livelli significativi. E’ stata quindi avviata un’indagine stratigrafica in estensione ai fini di una più completa lettura di eventuali depositi archeologici.

Al di sotto dello strato di terreno agricolo superficiale, sono state intercettate e messe in luce una serie di buche, circa venti, di varia grandezza, scavate in parte all’interno di un terreno bruno-rossiccio ed in parte nella roccia di base.
Come nelle precedenti indagini, si tratta di fosse riempite con materiali databili all’età del Ferro (VIII – VII sec. a.C.): notevole la presenza di ceramica iapigia, riferibile in particolare al Subgeometrico del Salento, e di vasi ad impasto, accompagnati in misura minore da frammenti di ceramica di importazione corinzia e a fasce greco-orientale, e da contenitori da trasporto di fabbrica greca (anfore corinzie di tipo A). All’interno delle buche erano presenti anche ossa animali e frammenti di concotto appartenenti a fornelli.

La quasi totalità delle buche, di tipologia simile a quelle scavate negli anni precedenti, appare riferibile al medesimo impianto cultuale. Si tratta, dunque, di depositi di materiali legati allo svolgimento di attività sacre, come già rilevato nell’area contigua. Fanno eccezione solo due fosse (UU.SS. 315, 333), che sono probabilmente databili alla fase arcaica, ma sempre riferibili ad attività cultuali.

La situazione emersa conferma dunque la lettura dell’area, già proposta sulla base delle altre evidenze. Data la minore concentrazione di depositi votivi, e l’assenza di altri elementi connotanti l’area sacra, è forse possibile ipotizzare che la zona in questione sia marginale rispetto al nucleo centrale dell’impianto, da identificarsi nell’area immediatamente a nord.
en In July 2011, a short excavation was undertaken on the Fondo Melliche, in an area divided into building plots. In recent years, investigations have taken place (see entries for 2008-2010) on a sector of the Messapian settlement of Vaste, in particular the Iron Age occupation. In fact, a cult complex datable to the 8th-7th century B.C. is attested here. The latest excavation took place in lots 10 and 11, situated in the south-eastern corner of the sector. Previously, a trial trench had been dug on the two lots but did not reveal any significant layers. Therefore, an open area excavation was started, with the aim of gaining a broader vision of any archaeological deposits present.

A series of about twenty holes of varying sizes was uncovered, below the agricultural top soil, partially excavated in a reddish-brown soil and in part in the bedrock.
As in previous excavations, these pits were filled with material datable to the Iron Age (8th-7th century B.C.): a substantial amount of Iapygian pottery, in particular the sub-geometric type from the Salento, and impasto vases, together with a lesser number of fragments of Corinthian imported pottery and eastern Greek banded ware and Greek transport amphora (Corinthian type A). The pits also contained animal bones and fragments of baked clay from cooking stands.
Almost all of the holes, of a similar typology to those excavated in past years, appeared to relate to the same cult structure. Therefore, these were deposits of material linked to cult activities, as already documented in the adjoining area. There were two exceptions (US 315 and 333), which probably date to the archaic period, but none the less relate to cult activities.

The situation revealed by the excavation confirmed the proposed interpretation based on the other evidence. Given the smaller number of votive deposits present here, and the absence of other elements denoting a sacred area, it may be suggested that this zone was marginal with respect to the structure’s central nucleus, which was probably situated in the area immediately to the north.
Team
Draftsman - Fabrizio Ghio
Field director - Arcangelo Alessio
Finds specialist - Valeria Melissano
Supervisor - Amedeo Galati

Media

  • D’Andria et al. 2006
    D’Andria, G. Mastronuzzi, V. Melissano, 2006, La chiesa e la necropoli paleocristiana di Vaste nel Salento, RACr LXXXII: 231-321.
  • D’Andria et al. 2008
    F. D’Andria, J. De Grossi Mazzorin, G. Fiorentino (eds.), 2008, Uomini, piante e animali nella dimensione del sacro, Atti del Seminario di studi di Bioarcheologia, Cavallino, 28-29 giugno 2002, Bari.
  • Mastronuzzi, Melissano 2002
    G. Mastronuzzi, V. Melissano, 2002, Poggiardo (Lecce), Vaste, Fondo Giuliano, in Taras, XXII, 1-2: 159-161.
  • Mastronuzzi 2007
    G. Mastronuzzi, 2007, Poggiardo (Lecce), Vaste. Fondo Melliche, in Taras, XXIII, 1-2: 210-212.
  • Melissano 2007
    V. Melissano, 2007, Poggiardo (Lecce), Vaste. Fondo Pizzinaghe, in Taras, XXIII, 1-2: 212-215.
  • D’andria 2010
    F. D’andria (a cura di), 2010, Vaste. Parco dei Guerrieri, Lecce.

Location

Ancient Site Name
Basta
Location
Vaste
Easting
18.387014
Northing
40.051211