- Item
- AIAC_2838
- Name
- Castro
- Date Range
- 800 BC – 650 BC
- 550 BC – 470 BC
- 350 BC – 150 BC
- 1150 – 1500
- Monuments
- Settlement
Seasons
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AIAC_2838 - Castro - 2011Indagini condotte nell’ambito di una collaborazione tra Amministrazione Comunale, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia ed Università del Salento, hanno consentito di riportare alla luce ampi tratti della struttura difensiva dell’abitato di età ellenistica, a cui si sovrappone la cinta cinquecentesca. Gli interventi di scavo hanno interessato alcuni settori della parte sud-orientale delle mura messapiche, presso il bastione sud-est, e la torre est. E’ possibile ipotizzare che la cinta messapica di Castro racchiudeva una superficie di circa 2 ettari. La struttura si conserva per un’altezza massima di sette filari su cui poggiano le mura di età medievale, a loro volta inglobate dalla soprastante fortificazione spagnola. In prossimità di uno sfalsamento del circuito si trova un porta, collocata in posizione arretrata di m 8 rispetto all’allineamento esterno, all’estremità di un corridoio largo m 2. Le indagini archeologiche hanno accertato che la struttura, che fungeva da terrazzamento oltre che da opera difensiva, presenta tre fasi costruttive databili tra la seconda metà del IV e gli inizi del III sec. a.C., tutte caratterizzate dall’impiego di blocchi squadrati di grandi dimensioni in calcarenite locale, messi in opera a secco in maniera molto accurata e disposti alternativamente di testa e di taglio. Un saggio stratigrafico nell’area interna alle mura, ad ovest della porta, ha permesso di identificare un consistente scarico di materiali ceramici, contenuti in uno strato a forte componente cinerosa, databile al III sec. a.C. Sono state rinvenute coppette, tazze, piattelli, vasi miniaturistici, ceramica da fuoco, alcune punte di freccia e di lancia e frammenti del panneggio di una statua femminile in calcare. La natura del contesto e la tipologia dei reperti indicano che si tratta di un deposito, in giacitura secondaria, da collegare ad attività cultuali che si svolgevano nella zona. Il fortunato rinvenimento di una statuetta in bronzo raffigurante Atena, di alcune iscrizioni e di un elemento architettonico pertinente alla decorazione del frontone di un tempio sono indicativi della complessa articolazione di uno spazio sacro dedicato alla dea. Alcuni materiali sono indicativi di una frequentazione dell’area anche nelle fasi dell’età del Ferro e di età arcaica. Nel corso delle indagini archeologiche è stato messo in luce anche un quartiere di abitazioni medievali che si imposta sugli strati di demolizione delle mura messapiche; sono documentate varie fasi di frequentazione comprese tra la fine del XII ed il XVI secolo.
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AIAC_2838 - Castro - 2013Nel periodo giugno-luglio 2013 si sono svolte a Castro indagini archeologiche nel settore orientale del circuito murario messapico (IV-III sec. a.C.), in località “Capanne”; in particolare la campagna di scavi si è concentrata nell’area della porta già messa in luce nel corso delle precedenti indagini. Il vano d’ingresso della porta risulta rimaneggiato in maniera consistente dalla costruzione di un impianto per il deflusso dei reflui provenienti dal centro storico. Realizzato negli anni ’50 del secolo scorso, esso ha comportato la chiusura del corridoio per l’intera altezza conservata. Lo scavo stratigrafico ha comportato la rimozione degli elementi di età moderna e contemporanea, procedendo dal livello più alto del centro storico, lungo la Via Goffredo Mameli. Sono state intercettate strutture murarie, pertinenti ad unità abitative di epoca angioina e spagnola (XIV-XVI secolo), adiacenti ad un asse stradale con orientamento E/W, delimitato da un cordolo di pietre giustapposte. Le strutture, di cui si conserva anche parte dell’alzato, sono realizzate con pietre e blocchetti di piccole dimensioni tenuti insieme con malta. La rimozione delle strutture ha consentito di procedere con lo scavo all’interno del vano porta, dove sono emersi tre piani di calpestio sovrapposti, databili tra il VII e l’VIII secolo d.C., costituiti da battuti di tufina impostati su consistenti strati di preparazione. Si sono poi intercettati strati di terreno bruno scuro, relativi a gettate di scarico, ricche di materiale ceramico, frammenti lapidei, resti faunistici e carboni, che riempivano gran parte del vano della porta. Gli strati sono databili ad epoca tardoromana (IV-VI sec. d.C.) e sono il risultato di ingenti opere di risistemazione dell’area dell’abitato sulla sommità del rilievo e nelle aree circostanti. Tali operazioni hanno determinato un consistente rimaneggiamento dell’intero settore occupato dal santuario di Athena. Le gettate, infatti, oltre a numerosi materiali ceramici residuali, contenevano anche frammenti architettonici e parti di sculture in pietra calcarea del IV-III sec. a.C.; tra essi risalta, in particolare, una testa femminile di dimensioni di poco inferiori al vero, forse pertinente ad un altorilievo. La rimozione della stratificazione di epoca posteriore rispetto al periodo di uso delle fortificazioni messapiche ha permesso di confermare l’esistenza di due principali fasi costruttive delle mura anche se non si sono conservati strati di uso ed occupazione della fase messapica. Adesso è possibile affermare che nella prima fase edilizia non esisteva la porta di accesso all’abitato: essa fu ricavata successivamente, operando un vero e proprio taglio della muratura in blocchi. Il prosieguo delle indagini servirà a definire quale fosse esattamente l’articolazione del vano di ingresso nella seconda fase: bisognerà chiarire, infatti, se si trattava di una postierla, o di una vera e propria porta, percorribile a piedi o con piccoli carri. E’ stato possibile condurre lo scavo fino alla parte inferiore del vano della porta dove è stato messo in luce il banco di roccia in cui si conservano piccole cavità con riempimento di terreno argilloso associato a rari frammenti ceramici arcaici e dell’età del Ferro. Sono stati effettuati interventi di restauro conservativo su alcuni settori delle mura messapiche messe in luce nelle precedenti campagne di scavo.
Media
- Name
- Castro
- Year
- 2011
- Summary
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it
Indagini condotte nell’ambito di una collaborazione tra Amministrazione Comunale, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia ed Università del Salento, hanno consentito di riportare alla luce ampi tratti della struttura difensiva dell’abitato di età ellenistica, a cui si sovrappone la cinta cinquecentesca. Gli interventi di scavo hanno interessato alcuni settori della parte sud-orientale delle mura messapiche, presso il bastione sud-est, e la torre est. E’ possibile ipotizzare che la cinta messapica di Castro racchiudeva una superficie di circa 2 ettari.
La struttura si conserva per un’altezza massima di sette filari su cui poggiano le mura di età medievale, a loro volta inglobate dalla soprastante fortificazione spagnola. In prossimità di uno sfalsamento del circuito si trova un porta, collocata in posizione arretrata di m 8 rispetto all’allineamento esterno, all’estremità di un corridoio largo m 2.
Le indagini archeologiche hanno accertato che la struttura, che fungeva da terrazzamento oltre che da opera difensiva, presenta tre fasi costruttive databili tra la seconda metà del IV e gli inizi del III sec. a.C., tutte caratterizzate dall’impiego di blocchi squadrati di grandi dimensioni in calcarenite locale, messi in opera a secco in maniera molto accurata e disposti alternativamente di testa e di taglio.
Un saggio stratigrafico nell’area interna alle mura, ad ovest della porta, ha permesso di identificare un consistente scarico di materiali ceramici, contenuti in uno strato a forte componente cinerosa, databile al III sec. a.C. Sono state rinvenute coppette, tazze, piattelli, vasi miniaturistici, ceramica da fuoco, alcune punte di freccia e di lancia e frammenti del panneggio di una statua femminile in calcare. La natura del contesto e la tipologia dei reperti indicano che si tratta di un deposito, in giacitura secondaria, da collegare ad attività cultuali che si svolgevano nella zona. Il fortunato rinvenimento di una statuetta in bronzo raffigurante Atena, di alcune iscrizioni e di un elemento architettonico pertinente alla decorazione del frontone di un tempio sono indicativi della complessa articolazione di uno spazio sacro dedicato alla dea.
Alcuni materiali sono indicativi di una frequentazione dell’area anche nelle fasi dell’età del Ferro e di età arcaica.
Nel corso delle indagini archeologiche è stato messo in luce anche un quartiere di abitazioni medievali che si imposta sugli strati di demolizione delle mura messapiche; sono documentate varie fasi di frequentazione comprese tra la fine del XII ed il XVI secolo. -
en
This is a joint project undertaken in collaboration with the local administration, the Superintendency for Apulia and the University of the Salento. To date the excavations have uncovered large sections of the settlement’s Hellenistic defensive structures lying below the 16th century town wall. The excavations looked at several sectors of the south-eastern part of the Messapian walls, by the south-eastern bastion, and the east tower. It can be suggested that Castro’s Messapian curtain wall enclosed an area of about two hectares.
The structure was preserved to a maximum height of seven courses on which the medieval walls stand, in turn incorporated into the Spanish fortification above. Close to a stagger in the line of the wall, there was a gate, set back 8 m from its exterior face, at the end of a passageway 2 m wide.
The investigation, ascertained that the structure, which functioned as terracing as well as being a defensive feature, had three construction phases datable to between the second half of the 4th and the beginning of the 3rd century B.C. All phases were characterised by the use of large squared blocks of local calcarenite, placed as headers and stretchers in a carefully built dry-stone construction.
A trench placed inside the wall, west of the gate, revealed a substantial dump of pottery, containing a layer with an abundance of ash, datable to the 3rd century B.C. Cups, beakers, small plates, miniature vases, cooking ware, several arrow and spear heads and fragments of drapery from a female statue were found. The nature of the context and the type of finds indicate that this material was in secondary deposition, connected with cult activities taking place in this zone. A bronze statuette of Athena, several inscriptions and an architectural element from the decoration of a temple pediment provided an indication of the complex articulation of a sacred area dedicated to the goddess.
There was also evidence to suggest that the area had been occupied during the Iron Age and the archaic period.
During the excavations, an area of medieval housing was also uncovered. This was built on top of the rubble from the demolition of the Messapian walls. Various occupation phases were documented, dating to between the end of the 12th and the 16th century. - Director
- Francesco D'Andria
- Research Body
- Università del Salento, Dipartimento di Beni Culturali
Media
- Name
- Castro
- Year
- 2013
- Summary
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it
Nel periodo giugno-luglio 2013 si sono svolte a Castro indagini archeologiche nel settore orientale del circuito murario messapico (IV-III sec. a.C.), in località “Capanne”; in particolare la campagna di scavi si è concentrata nell’area della porta già messa in luce nel corso delle precedenti indagini.
Il vano d’ingresso della porta risulta rimaneggiato in maniera consistente dalla costruzione di un impianto per il deflusso dei reflui provenienti dal centro storico. Realizzato negli anni ’50 del secolo scorso, esso ha comportato la chiusura del corridoio per l’intera altezza conservata.
Lo scavo stratigrafico ha comportato la rimozione degli elementi di età moderna e contemporanea, procedendo dal livello più alto del centro storico, lungo la Via Goffredo Mameli.
Sono state intercettate strutture murarie, pertinenti ad unità abitative di epoca angioina e spagnola (XIV-XVI secolo), adiacenti ad un asse stradale con orientamento E/W, delimitato da un cordolo di pietre giustapposte. Le strutture, di cui si conserva anche parte dell’alzato, sono realizzate con pietre e blocchetti di piccole dimensioni tenuti insieme con malta.
La rimozione delle strutture ha consentito di procedere con lo scavo all’interno del vano porta, dove sono emersi tre piani di calpestio sovrapposti, databili tra il VII e l’VIII secolo d.C., costituiti da battuti di tufina impostati su consistenti strati di preparazione.
Si sono poi intercettati strati di terreno bruno scuro, relativi a gettate di scarico, ricche di materiale ceramico, frammenti lapidei, resti faunistici e carboni, che riempivano gran parte del vano della porta. Gli strati sono databili ad epoca tardoromana (IV-VI sec. d.C.) e sono il risultato di ingenti opere di risistemazione dell’area dell’abitato sulla sommità del rilievo e nelle aree circostanti. Tali operazioni hanno determinato un consistente rimaneggiamento dell’intero settore occupato dal santuario di Athena. Le gettate, infatti, oltre a numerosi materiali ceramici residuali, contenevano anche frammenti architettonici e parti di sculture in pietra calcarea del IV-III sec. a.C.; tra essi risalta, in particolare, una testa femminile di dimensioni di poco inferiori al vero, forse pertinente ad un altorilievo.
La rimozione della stratificazione di epoca posteriore rispetto al periodo di uso delle fortificazioni messapiche ha permesso di confermare l’esistenza di due principali fasi costruttive delle mura anche se non si sono conservati strati di uso ed occupazione della fase messapica. Adesso è possibile affermare che nella prima fase edilizia non esisteva la porta di accesso all’abitato: essa fu ricavata successivamente, operando un vero e proprio taglio della muratura in blocchi. Il prosieguo delle indagini servirà a definire quale fosse esattamente l’articolazione del vano di ingresso nella seconda fase: bisognerà chiarire, infatti, se si trattava di una postierla, o di una vera e propria porta, percorribile a piedi o con piccoli carri.
E’ stato possibile condurre lo scavo fino alla parte inferiore del vano della porta dove è stato messo in luce il banco di roccia in cui si conservano piccole cavità con riempimento di terreno argilloso associato a rari frammenti ceramici arcaici e dell’età del Ferro.
Sono stati effettuati interventi di restauro conservativo su alcuni settori delle mura messapiche messe in luce nelle precedenti campagne di scavo. - Summary Author
- Giovanni Mastronuzzi
- Research Body
- Università del Salento
Media
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D’Andria, De Mitri 2003F. D’Andria, C. De Mitri, 2003, Castro (Lecce), zona Muraglie, in Taras. Notiziario delle attività di tutela XXIII, 1-2: 216-220.
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D’Andria 2009F. D’Andria (a cura di), 2009, Castrum Minervae, Galatina.







