- Item
- AIAC_2853
- Name
- Otricoli, Teatro
- Date Range
- 50 BC – 500
Seasons
-
AIAC_2853 - Otricoli, Teatro - 2011L'intervento della campagna di scavo 2011 ha avuto lo scopo di esplorare il fronte scenico del teatro, già in parte scavato negli anni 60 del '900 dal Dott. U. Ciotti, funzionario dell'allora ispettorato per l'Umbria. Gli scavi, all'epoca, furono intrapresi nell’ _aditus_ di destra, riportando alla luce un muro in opera quadrata, mentre nell’area della scena e del _pulpitum_ si riportò alla luce una scalinata utilizzata per accedere al piano superiore della scena. La scala è rivestita in opera reticolata sul lato nord, in opera quadrata sul lato est, mentre sul lato ovest appoggiava ad un muro. Quest'ultimo muro, in opera quadrata, sembra chiudere su quel lato l'edificio scenico, creando un ambiente interno interpretabile come un _parascaenium_. Nella campagna appena trascorsa si è aperto un saggio adiacente a quello poc'anzi menzionato, evidenziando una grande US negativa (taglio), interpretabile come una fase di spolio avvenuta probabilmente nel settecento. Si è , infatti, a conoscenza dai documenti di archivio che scavi sistematici furono intrapresi su tutta l'area, tra il 1776 e il 1782, dal Card.le Pallotta Pro Tesoriere Generale e seguiti da Gianni Battista Antonio Visconti (1722-1784) prefetto pontificio per le antichità, per ordine di Pio VI. Parte di queste indagini interessarono anche il teatro, dal quale emersero: una statua colossale di donna seduta, una statua femminile seduta di grandezza naturale, un tripode di marmo con rilievi da tre lati e tre are intagliate. Infine quattro colonne di marmo africano rotte, del diametro di 0,66 m, quattro di cipollino del diametro di 0,44 m e alcuni rocchi di alabastro e giallo antico. Tra le altre cose furono rinvenute molti pezzi di cornici e capitelli. Lo scavo fu eseguito anteriormente al fronte scenico, scavando un crollo dello spessore di circa un metro, riemerso anche durante le fasi di scavo moderne, fu asportato in parte anche dal Ciotti. Il crollo avvenne, dopo l'abbandono della città e la dismissione del teatro dalle sue funzioni. Durante le odierne fasi di scavo è riemerso il muro del fronte scenico, già riportato alla luce nella parte posteriore dal Dott. Ciotti. Le sue dimensioni lo prefigurano come una enorme struttura in cementizio, larga circa 2,20 m, alta 1,80 m e lunga 4 m che serviva a sostenere l’apparato marmoreo. Posteriormente e sul lato sinistro il paramento è in opera quadrata in tufo, mentre anteriormente è ricoperto in _opus reticulatum_, inquadrato da due grandi blocchi in travertino bianco che mettono in evidenza una apertura sul fianco destro, la quale può essere interpretata come la valva _hospitalitatium_. Il paramento sinistro del fronte scenico si prolunga verso l'orchestra, formando un muro che divideva il _pulpitum_ dal _parascaenium_, di questo si sono rinvenuti sul lato nord dello scavo due corsi di blocchi regolari in tufo. Sulla _scaenae frons_ si aprono canonicamente tre porte: le _valvae hospitalitates_, situate lateralmente e la valva regia posizionata al centro del muro. L’apertura delle tre porte doveva rispettare il canone vitruviano dei triangoli inscritti in un cerchio; nel caso ocricolano sembra essere in parte rispettato. Infatti il teatro di Otricoli è costruito su un ottadecagono, cioè su di un poligono di 18 lati regolari.
Media
- Name
- Otricoli, Teatro
- Year
- 2011
- Summary
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it
L'intervento della campagna di scavo 2011 ha avuto lo scopo di esplorare il fronte scenico del teatro, già in parte scavato negli anni 60 del '900 dal Dott. U. Ciotti, funzionario dell'allora ispettorato per l'Umbria. Gli scavi, all'epoca, furono intrapresi nell’ _aditus_ di destra, riportando alla luce un muro in opera quadrata, mentre nell’area della scena e del _pulpitum_ si riportò
alla luce una scalinata utilizzata per accedere al piano superiore della scena. La scala è rivestita in opera reticolata sul lato nord, in opera quadrata sul lato est, mentre sul lato ovest appoggiava ad un
muro. Quest'ultimo muro, in opera quadrata, sembra chiudere su quel lato l'edificio scenico, creando un ambiente interno interpretabile come un _parascaenium_.
Nella campagna appena trascorsa si è aperto un saggio adiacente a quello poc'anzi menzionato, evidenziando una grande US negativa (taglio), interpretabile come una fase di spolio avvenuta
probabilmente nel settecento. Si è , infatti, a conoscenza dai documenti di archivio che scavi sistematici furono intrapresi su tutta l'area, tra il 1776 e il 1782, dal Card.le Pallotta Pro Tesoriere
Generale e seguiti da Gianni Battista Antonio Visconti (1722-1784) prefetto pontificio per le antichità, per ordine di Pio VI. Parte di queste indagini interessarono anche il teatro, dal quale
emersero: una statua colossale di donna seduta, una statua femminile seduta di grandezza naturale, un tripode di marmo con rilievi da tre lati e tre are intagliate. Infine quattro colonne di marmo
africano rotte, del diametro di 0,66 m, quattro di cipollino del diametro di 0,44 m e alcuni rocchi di alabastro e giallo antico. Tra le altre cose furono rinvenute molti pezzi di cornici e capitelli. Lo
scavo fu eseguito anteriormente al fronte scenico, scavando un crollo dello spessore di circa un metro, riemerso anche durante le fasi di scavo moderne, fu asportato in parte anche dal Ciotti. Il
crollo avvenne, dopo l'abbandono della città e la dismissione del teatro dalle sue funzioni.
Durante le odierne fasi di scavo è riemerso il muro del fronte scenico, già riportato alla luce nella parte posteriore dal Dott. Ciotti. Le sue dimensioni lo prefigurano come una enorme struttura in
cementizio, larga circa 2,20 m, alta 1,80 m e lunga 4 m che serviva a sostenere l’apparato marmoreo. Posteriormente e sul lato sinistro il paramento è in opera quadrata in tufo, mentre anteriormente è ricoperto in _opus reticulatum_, inquadrato da due grandi blocchi in travertino bianco che mettono in evidenza una apertura sul fianco destro, la quale può essere interpretata come la valva _hospitalitatium_. Il paramento sinistro del fronte scenico si prolunga verso l'orchestra, formando un muro che divideva il _pulpitum_ dal _parascaenium_, di questo si sono rinvenuti sul lato
nord dello scavo due corsi di blocchi regolari in tufo.
Sulla _scaenae frons_ si aprono canonicamente tre porte: le _valvae hospitalitates_, situate lateralmente e la valva regia posizionata al centro del muro. L’apertura delle tre porte doveva rispettare il canone
vitruviano dei triangoli inscritti in un cerchio; nel caso ocricolano sembra essere in parte rispettato.
Infatti il teatro di Otricoli è costruito su un ottadecagono, cioè su di un poligono di 18 lati regolari. -
en
The 2011 campaign aimed to further explore the theatre’s scaena frons which was partially excavated in the 1960s by Dr. U. Ciotti. At that time, investigations in the right-hand aditus, uncovered an opus quadratum wall and, on the left-hand side of the _scaena_ and _pulpitum_ area, a stairway leading to the upper floor of the _scaena_. The stairway was faced with _opus reticulatum_ on the north side and _opus quadratum_ on the east side, while to the west it abutted an _opus quadratum_ wall. This wall seemed to close the _scaena_ building on this side, creating an inner space interpretable as a _parascaenium_.
This year’s campaign opened a trench next to the one described above. It revealed a large cut, interpretable as a robber trench probably dating to the 18th century. From archive documents it is known that excavations were carried out across the area between 1717 and 1782, on the orders of Pope Pius VI, by Cardinal Pallotta Pro Treasurer General and directed by Gianni Battista Antonio Visconti (1722-1784) papal prefect for antiquities. These excavations also involved the theatre, where a colossal statue of a seated woman, a life-size seated female statue, a marble tripod with relief decoration on three sides and three engraved altars came to light. Four broken African marble columns, 0.66 cm in diameter; four cipollino columns, diameter 0,44 m, a number of alabaster and giallo antico column drums and numerous fragments of cornice and capitals were also recovered. The cut was in a collapse about one metre deep, which re-emerged during the excavation and had been partially removed by Ciotti. The collapse probably occurred following the abandonment of the town and the theatre’s fall into disuse.
During the 2011 campaign the wall of the _scaena_ frons re-emerged, the rear part of which had been partially uncovered by Ciotti. Its dimensions indicate that it was an enormous cement structure, about 2.20 m wide, 1.80 m high, and 4 m long, built to support the marble structures. Behind and on the left side the facing was in tufa _opus quadratum_, while at the front the wall was faced in _opus reticulatum_, framed by two large white travertine blocks, which highlight an opening on the right side, possibly the _valva hospitalitatium_. The left hand facing of the _scaena frons_ extended towards the _orchestra_, forming a wall dividing the _pulpitum_ from the _parascaenium_, of which two courses of tufa blocks were found on the northern side of the excavation.
Three doors opened in the _scaena frons_: the _valvae hospitalitates_ at the sides and the _valva regia_ at the centre. The width of the three doors ought to have respected the Vitruvian canon of triangles within a circle, which here seems to have been partially adhered to. In fact, the theatre of Otricoli was constructed on an octadecagon, that is a polygon with 18 regular sides. - Summary Author
- Marco Menichini
- Director
- Patrizio Pensabene
- Research Body
- Sapienza Università di Roma
- Funding Body
- Comune di Otricoli
Media
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