- Item
- AIAC_2975
- Name
- Albaredo
- Date Range
- 11500 BC – 6000 BC
- Monuments
- Settlement
Seasons
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AIAC_2975 - Albaredo - 2012La campagna di ricerche presso le sorgenti del Sile, con particolare riferimento al territorio del comune di Vedelago, frazioni di Albaredo e Casacorba, area nota sin dagli anni ‘80 del secolo scorso per la presenza di ritrovamenti di materiali litici mesolitici in superficie, ma mai oggetto di indagini sistematiche, ha avuto due principali obiettivi: da un lato la raccolta sistematica del materiale superficiale venuto a giorno con le recenti arature, dall’altro la verifica del contesto stratigrafico nell’ambito del quale questi ritrovamenti sono collocati. Per quanto riguarda il primo punto si è proceduto, per ogni singolo appezzamento di terreno attualmente utilizzato per fini agricoli, a raccogliere i materiali presenti in superficie e ad individuare su carta le aree di maggiore concentrazione. Tutta la zona è risultata estremamente ricca di testimonianze, rappresentate principalmente da manufatti litici scheggiati in selce rossa riferibili a fasi di occupazione inquadrabili nell’ambito del Mesolitico antico e recente, con più sporadiche tracce di frequentazioni successive. Le aree a maggiore densità di reperti trovano buona corrispondenza con le zone di alto stratigrafico, caratterizzate da sedimenti sabbiosi più chiari, a cui se ne intercalano altre, di colore più scuro e matrice argillosa, con minore densità di manufatti. Questi depositi rappresentano _facies_ leggermente differenti, ricollegabili principalmente al sistema alluvionale del Fiume Brenta. Relativamente al secondo punto sono stati aperti tre diversi sondaggi stratigrafici (dimensioni massime 200x100 cm, profondità massima 115 cm) all’interno del podere indicato col numero 82 nelle mappe catastali, il primo dei quali in una zona dove il terreno appariva più sabbioso, gli altri due in un’area caratterizzata da terreno superficiale scuro. Nei tre sondaggi effettuati i pochi rinvenimenti sono da ritenersi assolutamente sporadici essendo riferibili tutti all’US 1 (arativo). Alla luce di quanto osservato, sembra improbabile che in quest’area la porzione basale dello strato archeologico sia rimasta in posto. L’aratura, almeno per quanto riguarda il podere 82, ha asportato completamente i livelli mesolitici e gli strati rimasti in posto (US 2 e 2a – livelli rispettivamente limo-sabbioso e argillo-limoso con tracce di pedogenizzazione, di formazione probabilmente ricollegabile a depositi di canale del Fiume Brenta, tagliati al tetto da US 1) non hanno restituito evidenze archeologiche.
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AIAC_2975 - Albaredo - 2013The site at the Sile springs (Piombino Dese – PD – hamlet of Torreselle) has been known since the 1980s for surface finds of Mesolithic lithic materials. The 2013 campaign investigated the area known as “Bosco dei Fontanassi”, one of the main stopping points on the visitors’ route in the River Sile Natural Park. The main aim of the campaign was to check for the presence of residual patches of archaeological deposit still _in_ _situ_, undisturbed by ploughing. A total of nine _sondages_, 0.5 x 0.5 m and between 30 and 60 cm deep, were opened. Their variable depth was determined by the different levels at which the sterile substrata was located (presumably constituted by Pleistocenic alluvial deposits relating to the Last Glacial Maximum). The trenches can be divided into two distinct groups. The first four, situated to the south-east, produced a stratigraphic sequence that revealed the continuation of agricultural practices until about twenty years ago. The other five were characterised by the presence of a well-developed organic surface horizon attesting greater stability, at least in more recent years, in the area where they were dug. The excavations and recovered materials confirmed the presence of a Late Palaeolithic site or, more probably, Mesolithic, immediately south of the so-called “great oak”, which however appeared badly disturbed by recent and ancient ploughing. Most of the few dozen finds came from trenches 6 and 7, and may belong to the Sauveterrian culture. The existence of areas undisturbed by ploughing suggests further excavation could be useful.
Media
- Name
- Albaredo
- Year
- 2012
- Summary
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it
La campagna di ricerche presso le sorgenti del Sile, con particolare riferimento al territorio del comune di Vedelago, frazioni di Albaredo e Casacorba, area nota sin dagli anni ‘80 del secolo scorso per la presenza di ritrovamenti di materiali litici mesolitici in superficie, ma mai oggetto di indagini sistematiche, ha avuto due principali obiettivi: da un lato la raccolta sistematica del materiale superficiale venuto a giorno con le recenti arature, dall’altro la verifica del contesto stratigrafico nell’ambito del quale questi ritrovamenti sono collocati.
Per quanto riguarda il primo punto si è proceduto, per ogni singolo appezzamento di terreno attualmente utilizzato per fini agricoli, a raccogliere i materiali presenti in superficie e ad individuare su carta le aree di maggiore concentrazione. Tutta la zona è risultata estremamente ricca di testimonianze, rappresentate principalmente da manufatti litici scheggiati in selce rossa riferibili a fasi di occupazione inquadrabili nell’ambito del Mesolitico antico e recente, con più sporadiche tracce di frequentazioni successive. Le aree a maggiore densità di reperti trovano buona corrispondenza con le zone di alto stratigrafico, caratterizzate da sedimenti sabbiosi più chiari, a cui se ne intercalano altre, di colore più scuro e matrice argillosa, con minore densità di manufatti. Questi depositi rappresentano _facies_ leggermente differenti, ricollegabili principalmente al sistema alluvionale del Fiume Brenta.
Relativamente al secondo punto sono stati aperti tre diversi sondaggi stratigrafici (dimensioni massime 200x100 cm, profondità massima 115 cm) all’interno del podere indicato col numero 82 nelle mappe catastali, il primo dei quali in una zona dove il terreno appariva più sabbioso, gli altri due in un’area caratterizzata da terreno superficiale scuro. Nei tre sondaggi effettuati i pochi rinvenimenti sono da ritenersi assolutamente sporadici essendo riferibili tutti all’US 1 (arativo). Alla luce di quanto osservato, sembra improbabile che in quest’area la porzione basale dello strato archeologico sia rimasta in posto. L’aratura, almeno per quanto riguarda il podere 82, ha asportato completamente i livelli mesolitici e gli strati rimasti in posto (US 2 e 2a – livelli rispettivamente limo-sabbioso e argillo-limoso con tracce di pedogenizzazione, di formazione probabilmente ricollegabile a depositi di canale del Fiume Brenta, tagliati al tetto da US 1) non hanno restituito evidenze archeologiche. -
en
This research is taking place in the area around the source of the river Sile, in particular the hamlets of Albaredo and Casacorba in the territory of Vedelago. Since the 1980s, surface finds of Mesolithic lithic materials have been noted in the area, but has never been a full investigation. This campaign aimed to make a systematic collection of the surface finds turned up by ploughing, and to check the stratigraphic context that produced them.
Surface material was collected from each individual plot of agricultural land , and the major concentrations were mapped. There was a wealth of evidence across the entire area, mainly comprising flaked red flint artefacts dating to the early and late Mesolithic, with sporadic traces of later occupation. The areas with the highest density of finds were those with the deepest stratigraphy, characterized by light coloured sandy sediments alternating with darker layers with a clay matrix containing a smaller number of finds. These deposits represent slightly different _facies_ that are mainly to be linked to the alluvial system of the River Brenta.
Three trenches were opened (maximum size 200 x 100 cm, maximum depth 115 cm) on land belonging to the farm marked n. 82 on the cadastral map. The first trench was dug in an area where the terrain appeared sandier, the other two in a zone with darker surface soil. The few finds from all three are to be considered absolutely sporadic as they all came from the ploughsoil US 1. It seems unlikely that the basal portion of the stratigraphy has remained intact in this area. Ploughing, at least on farm 82, has completely removed the Mesolithic levels and the layers that have remained in place (US 2 and 2a – respectively sandy-silt and silty-clay with traces of pedogenesis, their formation probably linked to channel deposits from the river Brenta, cut at the roof by US 1) contained no archaeological evidence. - Research Body
- Università degli Studi di Ferrara
Media
- Name
- Albaredo
- Year
- 2013
- Summary
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en
The site at the Sile springs (Piombino Dese – PD – hamlet of Torreselle) has been known since the 1980s for surface finds of Mesolithic lithic materials. The 2013 campaign investigated the area known as “Bosco dei Fontanassi”, one of the main stopping points on the visitors’ route in the River Sile Natural Park. The main aim of the campaign was to check for the presence of residual patches of archaeological deposit still _in_ _situ_, undisturbed by ploughing.
A total of nine _sondages_, 0.5 x 0.5 m and between 30 and 60 cm deep, were opened. Their variable depth was determined by the different levels at which the sterile substrata was located (presumably constituted by Pleistocenic alluvial deposits relating to the Last Glacial Maximum).
The trenches can be divided into two distinct groups. The first four, situated to the south-east, produced a stratigraphic sequence that revealed the continuation of agricultural practices until about twenty years ago. The other five were characterised by the presence of a well-developed organic surface horizon attesting greater stability, at least in more recent years, in the area where they were dug.
The excavations and recovered materials confirmed the presence of a Late Palaeolithic site or, more probably, Mesolithic, immediately south of the so-called “great oak”, which however appeared badly disturbed by recent and ancient ploughing. Most of the few dozen finds came from trenches 6 and 7, and may belong to the Sauveterrian culture. The existence of areas undisturbed by ploughing suggests further excavation could be useful. -
it
La campagna di ricerche dell’anno 2013 presso le sorgenti del Sile (Comune di Piombino Dese –PD - frazione Torreselle), area nota sin dagli anni ‘80 del secolo scorso per la presenza di ritrovamenti di materiali litici mesolitici in superficie, ha interessato la zona nota come “Bosco dei Fontanassi”, che costituisce una dei punti principali del percorso di visita all’interno del Parco Naturale del Fiume Sile. Obiettivo principale della campagna è stato quello di verificare la presenza di possibili lembi residui di deposito archeologico ancora in posto, non turbati dalle arature che si sono succedute durante le varie epoche nell’area.
In totale sono stati realizzati 9 saggi esplorativi di dimensioni 0,5 x 0,5 m e profondità variabile fra 30 e 60 cm. Le modalità di effettuazione dell’intervento hanno comportato la rimozione della zolla erbosa superficiale, ove presente, e il successivo scavo manuale dei saggi. La profondità variabile dei saggi è stata determinata dalla differente quota a cui era localizzato il substrato sterile (presumibilmente costituito da depositi alluvionali pleistocenici riferibili all’Ultimo Massimo Glaciale).
I saggi effettuati possono essere distinti in due gruppi. I primi quattro, posti a sud-est dei successivi hanno restituito una sequenza stratigrafica che tradisce il protrarsi delle pratiche agricole fino a circa due decenni fa. Gli altri cinque saggi sono caratterizzati dalla presenza di un orizzonte organico superficiale ben sviluppato che attesta la maggiore stabilità, per lo meno negli anni più recenti, dell’area in cui sono stati realizzati.
I saggi effettuati e i materiali rinvenuti confermano la presenza di un sito tardo-paleolitico o, più probabilmente, mesolitico immediatamente a sud della cosiddetta “grande quercia”, che però appare profondamente disturbato dalle arature recenti e antiche. I materiali rinvenuti nei diversi saggi, ammontanti ad alcune decine e più abbondanti nei saggi 6 e 7, potrebbero indicare un’appartenenza al Sauveterriano. La presenza di aree non intaccate dalle arature induce a ritenere opportuno lo svolgimento di ulteriori approfondimenti stratigrafici. - Funding Body
- Università di Ferrara
Media
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Padova 2013Presentazione di un poster con i risultati delle campagne 2012-2013 alla XLVIII Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Padova 5-9 novembre 2013