Name
Riparo Tagliente
Date Range
58000 BC – 28000 BC
14300 BC – 11000 BC
Monuments
Cave

Seasons

  • AIAC_901 - Riparo Tagliente - 2006
    Only the Epigravettian levels of the deposit were investigated. Two separate areas were looked at. In the area outside the shelter the stratigraphic unit which was uncovered in 2001 was removed. This was constituted by a substantial mass of stone objects associated with faunal remains and other types of finds (a fragmentary nodule of hematite, several cobbles used as percussion tools). The stone objects were almost all the by-products of flaking, in particular the waste produced by the shaping, sizing and abandonment of flaked nodules (cores). The second excavation area was in the zone directly below the shelter’s overhang, where the medieval “break in” had destroyed most of the internal deposit. Here, research involved the upper part of the Epigravettian sequence. (MiBAC)
  • AIAC_901 - Riparo Tagliente - 2009
    La successione pleistocenica di Riparo Tagliente, individuata nel 1958 e in corso di indagine dal 1962, costituisce una delle principali serie di riferimento per il Paleolitico nell’Italia nord-orientale. Tale serie è articolata in due diversi depositi che, complessivamente, interessano uno spessore di oltre 4,5 m: quello inferiore, riferito all’evento glaciale noto come Würm (fasi antica e media, databili tra 60.000 e 30.000 anni fa circa), contiene reperti musteriani (uomo di Neandertal, Paleolitico medio) e, al tetto, aurignaziani (uomo moderno, Paleolitico superiore antico); quello superiore datato al Tardoglaciale würmiano (databile tra circa 17.000 - 11.500 anni fa circa) è caratterizzato da industrie dell’Epigravettiano recente (Paleolitico superiore finale). Le due serie sono intervallate da una lacuna dovuta ad un’erosione torrentizia. Il sito, ubicato a pochi chilometri dall’imbocco della Valpantena, sui Monti Lessini, a circa 250 metri di altitudine, al di sotto di una paretina rocciosa ai piedi del Monte Tregnago, occupa una posizione strategica rispetto al territorio circostante, ricco di risorse minerali e naturali, che ne ha sicuramente favorito l’intensa occupazione. Le uniche datazioni assolute ad oggi disponibili sono riferibili ai livelli epigravettiani e coprono il periodo compreso tra 13,430±180, 14,600-13,280 cal. B.C. (livelli 15-16) e 12,040±170 BP, 12,520-11,500 cal. B.C. (livelli 10-8), includendo il Dryas antico e parte dell’interstadio tardoglaciale. Nel corso della campagna 2009 sono stati indagati esclusivamente i livelli epigravettiani. In particolare, le ricerche hanno riguardato due aree: - nel settore nord, l’area esterna all’aggetto del riparo dove è proseguito il rilievo e la rimozione di un grande ammasso di scarti di litici che copre un’area di circa 8 mq (US 356), appartenente alla porzione inferiore della serie epigravettiana. Al fine di favorire la comprensione dei processi di formazione di tale ammasso lo scavo è proceduto per décapage successivi tramite la realizzazione di fotopiani e la rimozione dei singoli reperti previa registrazione delle coordinate. - Nel settore sud sono stati invece indagati i livelli superiori della serie epigravettiana nell’area di transizione tra interno ed esterno del riparo, a partire dal fianco destro della trincea fino alla sezione che delimita i depositi verso Sud. Sono stati messi in luce suoli d’abitato caratterizzati dalla presenza di resti di pasto e manufatti in posizione sub-planare (US 616 e 617) e la porzione di una fovea di focolare (US 615), parzialmente distrutta dagli interventi di epoca medievale e successivi. Questa area presenta notevole interesse anche ai fini della ricostruzione dei processi di formazione naturali, nelle fasi successive all’abbandono del sito con la deposizione di sedimenti e crolli che hanno sigillato e in parte disturbato la porzione superiore dei depositi epigravettiani.
  • AIAC_901 - Riparo Tagliente - 2010
    La campagna di scavo dell’anno 2010 nei depositi di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona) è iniziata venerdì 10 settembre e si è conclusa venerdì 8 ottobre. Sono stati indagati i livelli epigravettiani (Paleolitico superiore finale) e quelli musteriani (Paleolitico medio). Per quanto riguarda il deposito epigravettiano, sono state esplorate tre diverse aree: - nel settore nord (area esterna) è proseguita la rimozione dell’US 356 (grande ammasso di scarti litici appartenente alla porzione inferiore della serie epigravettiana), tramite la realizzazione di fotopiani e la rimozione dei singoli reperti previa registrazione delle coordinate. Nel corridoio più esterno, tra i massi di crollo e la sezione, si è continuato lo scavo del potente livello a clasti (US 365 II), derivato da un crollo della parete rocciosa. A questo stesso evento sono probabilmente da ricollegare anche i grandi massi presenti nella zona antistante il riparo. Sopra a questo crollo, entro un’area circoscritta, è stato inoltre individuato un nuovo livello (US 366), caratterizzato da una concentrazione di selci appartenenti alla Scaglia Variegata. - nel settore nord (area interna) è stata ripristinata una superficie epigravettiana già messa in luce nel corso dei primi anni ’90 del secolo scorso. Questa appartiene presumibilmente ad una delle prime fasi di occupazione tardo-paleolitica del sito e si sviluppa intorno a due focolari (US 250 e US 311), il primo dei quali già scavato negli anni ‘90, di cui è visibile l’interfaccia negativa, il secondo da scavare. E’stato effettuato il fotopiano dei due focolari (US 250 e US 311) e del relativo suolo d’abitato. E’ stato quindi ripreso lo scavo epigravettiano, nell’area sotto parete, a contatto diretto con quello musteriano. Sono inoltre riprese le indagini nella strisciata di quadrati corrispondente alla massima linea di aggetto della parete. Questi assumono grande interesse per la comprensione dei rapporti stratigrafici esistenti tra area interna ed area esterna del riparo essendo caratterizzati dallo sviluppo di livelli che proseguono, rispettivamente, nelle due aree di cui sopra. - nel settore sud è stato scavato il focolare US 615, in parte distrutto dallo scasso medievale e il livello US 616 formatosi a seguito delle attività antropiche svoltesi intorno al focolare stesso. In particolare è stato asportato il taglio I di questo livello caratterizzato da manufatti in posizione sub-planare e disturbato dalla presenza di piccole tane di animali fossoriali. Successivamente ne è stato messo in luce il secondo taglio (US 616II), caratterizzato da una diminuzione dei manufatti e delle ossa (realizzazione del fotopiano). Infine, nello stesso settore sono stati rimossi una serie di livelli, con il fine di cercare di mettere in luce la continuazione di US 9, strato a sviluppo planare con ossa e selci, corrispondente ad un’antica paleosuperficie, di cui una porzione era già stata messa in luce negli anni ’70 dello scorso secolo. I livelli in questa zona appaiono parzialmente tagliati dal solco di una profonda ed ampia tana, mentre nella zona esterna (US 617) risultano “omogeneizzati” da probabili disturbi post-deposizionale di natura non ben precisabile.
  • AIAC_901 - Riparo Tagliente - 2011
    La campagna di scavo dell’anno 2011 nei depositi di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona) si è svolta tra il 12 settembre e il 14 ottobre. Sono stati indagati sia i livelli epigravettiani (Paleolitico superiore), sia quelli quelli musteriani (Paleolitico medio). Per quanto riguarda l’Epigravettiano, si è intervenuti in due diverse aree: - nel settore nord (area esterna) è proseguita la rimozione del IV taglio dell’US 356 (grande ammasso di scarti litici appartenente alla porzione inferiore della serie epigravettiana) tramite la rimozione dei singoli reperti previa registrazione delle coordinate. Solo nei QQ. 64-65 dove US 356 risultava ricoperta da potenti concrezioni, non potendo procedere alla rimozione dei singoli reperti separatamente, si è scavato per riquadri. Rimuovendo US 356 in questa zona (unico taglio) sono stati messi in luce due nuovi livelli, l’uno con abbondanti selci (US 373) l’altro caratterizzato da scheletro ricco di clasti (US 374). Si è iniziato, inoltre, a mettere in luce il V décapage della stessa US (taglio) rimuovendo il sedimento su cui poggiava il taglio IV per riquadri di 20 cm di lato a partire dai QQ addossati alla trincea (QQ. 21, 22, 36, 37, 38 e 52). Nel corridoio più esterno, tra i massi di crollo e la sezione, si è ripreso lo scavo dell’US366, costituita da un accumulo concrezionato di supporti/residui di scheggiatura, prevalentemente riferibili alla Scaglia Variegata, tipo SV3, di rapido deposito all’interno di US 365 (crollo di massi dalla parete rocciosa immersi in matrice loessica). E’ inoltre proseguito lo scavo del III taglio di 365 nei QQ. 64-65 e 79-80. Nel corso della prossima campagna sarà di primaria importanza chiarire i rapporti stratigrafici tra le UUSS 365III, 356, 373 e 374. - nel settore nord (area interna) si è ripreso lo scavo della strisciata di quadrati compresi lungo il limite massimo dell’aggetto del riparo (QQ. 23, 38, 53, 68, 83) asportando i lembi residui di una serie di US già identificate e scavate nell’area interna durante gli anni ’80 e ’90 dello scorso secolo. Si tratta rispettivamente di una serie di livelli limosi-cinerei contenenti selci ed ossa, interpretabili come suoli d’abitato (UUSS 13 interno, 367, 368, 369, 300), di accumuli di scarti di lavorazione (US 358) e “butti” di ceneri derivate dallo svuotamento di focolari (US 357). E’ stata identificata anche la porzione di una struttura di combustione/butto di residui di combustione che continua all’interno della sezione Nord (US 308). Al termine della campagna sono state messe in evidenza due UUSS riferibili alla parte basale della serie epigravettiana (UUSS 301 e 359) estese oltre che nei suddetti quadrati anche nei quadrati adiacenti verso l’interno del riparo (QQ. 24, 39, 54, 69 e 84). Per quanto riguarda i depositi musteriani (Paleolitico medio), lo scavo ha interessato l’area interna, con particolare riferimento ai quadrati prossimi alla parete rocciosa (QQ. 42, 57, 72 e 87). Si è proseguito il lavoro iniziato nel 2010, asportando l’US 35 α nei quadrati precedentemente elencati e l’US 810 nel Q. 72 riquadri 3 ,5, 6. Il sedimento è risultato sempre argilloso con la presenza variabile della componente limosa-sabbiosa. E’ stata così messa in luce la sottostante US 36. Tutti questi livelli contengono materiali musteriani ed epigravettiani rimescolati, attestando i profondi rimaneggiamenti subiti dalla porzione sommitale della serie musteriana in questo settore.
  • AIAC_901 - Riparo Tagliente - 2012
    La campagna di scavo dell’anno 2012 nei depositi di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona) ha interessato sia i livelli epigravettiani (Paleolitico superiore), sia quelli musteriani (Paleolitico medio). Per quanto riguarda l’Epigravettiano, si è intervenuti in due diverse aree: - settore Nord - area esterna. E’ proseguita la rimozione della base del IV taglio di US 356, una concentrazione di scarti litici in scarsa matrice. Lo scavo è stato effettuato per riquadri di 20 x 20 cm nei QQ. 21-22, 34-38, 49-50 e 52 al fine di mettere in luce il V taglio. Giunti al tetto di questo ultimo nei QQ. 20-22 e 36-37 ne è stata effettuata la pulitura ad acqua e si sono realizzate le fotografie per la composizione della prima parte del fotopiano. Le immagini sono state successivamente raddrizzate ed è stato composto il relativo fotopiano. Si è quindi iniziata la rimozione del V taglio partendo dal reperto n. 1, giungendo a fine campagna al n. 1051. - settore Nord - area di transizione tra interno ed esterno del riparo (QQ. 38-39, 53-54, 68-69, 83-84). Le indagini si sono concentrate su una superficie resa stratigraficamente omogenea dagli interventi dello scorso anno, finalizzati all’abbassamento dello “scalino” più alto che interessava i QQ. 38, 53, 68, 83. La situazione riscontrata risulta piuttosto articolata, per la presenza di diverse U.S. di limitata estensione, corrispondenti a differenti eventi più o meno puntuali nel tempo, parzialmente sovrapposti l’uno all’altro. Si tratta principalmente di accumuli di ceneri e porzioni di suoli d’abitato ricchi di residui antropici di varia natura (selci, macro e micro fauna, ocra), con numerosi strumenti litici e in osso ed ornamenti che attestano l’uso domestico di questa zona. In generale le U.S. presenti in questa area risultano ricollegabili con la stratigrafia interna, mentre quella esterna, dove si concentrano gli ammassi di scarti di lavorazione e di macellazione, sembra “agganciarsi” alla precedente in corrispondenza dell’accumulo dei massi di crollo situati subito all’esterno del riparo, grosso modo lungo la linea di sezione corrispondente al passaggio tra i QQ. 52-53. Per quanto riguarda i depositi musteriani (Paleolitico medio), lo scavo si è concentrato nel sondaggio esterno (QQ. 6-7), indagato negli anni ’70 e successivamente ampliato nelle campagne di scavo 1997-1998. I quadrati sondati corrispondono ai riqq. 8/5-6-8-9 e 9/2-3. Durante questa campagna di scavo è iniziato il lavoro di recupero di reperti faunistici idonei per poter effettuare le datazioni 14C. Lo scavo è avvenuto mantenendo la suddivisione in tagli di circa 10 cm, stabilita negli anni’70, a causa del maggiore ispessimento dell’US verso l’esterno del riparo. I reperti sono stati raccolti mediante rilevamento delle coordinate (X, Y, Z) secondo la metodologia impostata nel 1998

Media

Name
Riparo Tagliente
Year
2006
Summary
en Only the Epigravettian levels of the deposit were investigated.
Two separate areas were looked at.
In the area outside the shelter the stratigraphic unit which was uncovered in 2001 was removed. This was constituted by a substantial mass of stone objects associated with faunal remains and other types of finds (a fragmentary nodule of hematite, several cobbles used as percussion tools). The stone objects were almost all the by-products of flaking, in particular the waste produced by the shaping, sizing and abandonment of flaked nodules (cores).
The second excavation area was in the zone directly below the shelter’s overhang, where the medieval “break in” had destroyed most of the internal deposit. Here, research involved the upper part of the Epigravettian sequence. (MiBAC)
it L’indagine è stata condotta esclusivamente nell’ambito dei livelli epigravettiani del giacimento. Due diverse aree sono state esplorate.
Nell’area esterna al riparo l’unità stratigrafica già messa in luce dal 2001 è stata rimossa ed era costituita da un consistente ammasso di manufatti litici, associati a resti faunistici, e ad altre tipologie di reperti (un nodulo di ematite frammentario, alcuni ciottoli utilizzati come percussori). I manufatti litici sono rappresentati quasi esclusivamente da sottoprodotti della scheggiatura, in particolare da scarti di lavorazione derivati dalla messa in forma, dalla gestione delle volumetrie e dall’abbandono dei noduli scheggiati (nuclei).

La seconda area di scavo è nella zona direttamente sottostante l’aggetto del riparo, a ridosso dello “scasso” di epoca medievale che ha distrutto la maggior parte del deposito interno. Qui, le ricerche hanno interessato la parte più alta della serie epigravettiana.
Summary Author
MiBAC
Team
Archaeologist representing the Soprintendenza - Luciano Salzani
Field director - Antonio Guerreschi
Field director - Alberto Broglio
Field director - Carlo Peretto

Media

Name
Riparo Tagliente
Year
2009
Summary
it La successione pleistocenica di Riparo Tagliente, individuata nel 1958 e in corso di indagine dal 1962, costituisce una delle principali serie di riferimento per il Paleolitico nell’Italia nord-orientale. Tale serie è articolata in due diversi depositi che, complessivamente, interessano uno spessore di oltre 4,5 m: quello inferiore, riferito all’evento glaciale noto come Würm (fasi antica e media, databili tra 60.000 e 30.000 anni fa circa), contiene reperti musteriani (uomo di Neandertal, Paleolitico medio) e, al tetto, aurignaziani (uomo moderno, Paleolitico superiore antico); quello superiore datato al Tardoglaciale würmiano (databile tra circa 17.000 - 11.500 anni fa circa) è caratterizzato da industrie dell’Epigravettiano recente (Paleolitico superiore finale). Le due serie sono intervallate da una lacuna dovuta ad un’erosione torrentizia.

Il sito, ubicato a pochi chilometri dall’imbocco della Valpantena, sui Monti Lessini, a circa 250 metri di altitudine, al di sotto di una paretina rocciosa ai piedi del Monte Tregnago, occupa una posizione strategica rispetto al territorio circostante, ricco di risorse minerali e naturali, che ne ha sicuramente favorito l’intensa occupazione. Le uniche datazioni assolute ad oggi disponibili sono riferibili ai livelli epigravettiani e coprono il periodo compreso tra 13,430±180, 14,600-13,280 cal. B.C. (livelli 15-16) e 12,040±170 BP, 12,520-11,500 cal. B.C. (livelli 10-8), includendo il Dryas antico e parte dell’interstadio tardoglaciale.

Nel corso della campagna 2009 sono stati indagati esclusivamente i livelli epigravettiani. In particolare, le ricerche hanno riguardato due aree:
- nel settore nord, l’area esterna all’aggetto del riparo dove è proseguito il rilievo e la rimozione di un grande ammasso di scarti di litici che copre un’area di circa 8 mq (US 356), appartenente alla porzione inferiore della serie epigravettiana. Al fine di favorire la comprensione dei processi di formazione di tale ammasso lo scavo è proceduto per décapage successivi tramite la realizzazione di fotopiani e la rimozione dei singoli reperti previa registrazione delle coordinate.
- Nel settore sud sono stati invece indagati i livelli superiori della serie epigravettiana nell’area di transizione tra interno ed esterno del riparo, a partire dal fianco destro della trincea fino alla sezione che delimita i depositi verso Sud. Sono stati messi in luce suoli d’abitato caratterizzati dalla presenza di resti di pasto e manufatti in posizione sub-planare (US 616 e 617) e la porzione di una fovea di focolare (US 615), parzialmente distrutta dagli interventi di epoca medievale e successivi. Questa area presenta notevole interesse anche ai fini della ricostruzione dei processi di formazione naturali, nelle fasi successive all’abbandono del sito con la deposizione di sedimenti e crolli che hanno sigillato e in parte disturbato la porzione superiore dei depositi epigravettiani.
en The pleistocene inheritance of Riparo Tagliente, identified in 1958 and the object of investigations from 1962, represents one of the main reference points for the series of the phases of the Paleolithic in north eastern Italy. The series consists of two different contexts which, together have a thickness of over 4.5 metres: the lower deposit, relating to the Glacial event known as Würm (ancient and middle phases, dating to between circa 60.000 and 30.000 years ago), contains Mousterian finds (the Neanderthal man, middle Palaeolithic) and, in the uppermost levels, aurignaziani (modern man, Palaeolithic superiore antico); the final upper level dated to the Late Glacial Würmianao (between circa 17.000 – 11.500 years ago) is characterized by the industries of the recent Epigravettiano (Paleolitico superiore finale). The two series are separated by a lacuna caused by a erosion due torrent.

The site is located a few kilometres from the entrance of the Valpantena, on Monti Lessini, about 250 metres above sea level, below a small rock face at the foot of Monte Tregago. It is in a strategic position compared to the surrounding territory, rich in mineral and natural resources, which has favoured the intense occupation. The only absolute dates available at present relate to the epigravettiani levels and cover the period between 13,430±180, 14,600-13,280 cal. B.C. (levels 15-16) and 12,040±170 BP, 12,520-11,500 cal. B.C. (levels 10-8), including il Dryas antico and part of the intermediate late glacial period.

During the 2009 season excavations concentrated exclusively on the epigravettiani levels. In particular, the research focused on two areas:

- in the northern sector, the area outside the overhang of the shelter where planning continued along with the removal of a great pile of lithic wasters covering an area of circa 8 sq.m (context 356), belonging to the lower part of the epigravettiana series. In order to better understand the formation processes of these deposits the excavation continued using _décapage_ photographic plans and the removal of individual finds through the recording of the coordinates.

- in the southern sector the investigations the upper levels of the epigravettiana series in the transition area between the interior and the exterior of the shelter, beginning on the right side of the trench up to the section which delimits the deposits towards the south. Soil levels relating to habitation were brought to light, characterized by the remains of meals and artefacts in a _sub-planare_ position (US 616 and 617) and a part of a hollow for a hearth (US 615), which had been partially destroyed by medieval and later interventions. This area is also of notable interest for the reconstruction of the natural formation processes, in the phases following the abandonment of the site with the deposition of sediments and collapses which have sealed and in part disturbed the upper portion of the epigravettiani deposits.
Team
Anthropologist - Carlo Peretto
Archaeozoologist - Ursula Thun Hohenstein
Geoarchaeologist - Luca Trombino
Lithic technologist - Marta Arzarello

Media

Name
Riparo Tagliente
Year
2010
Summary
it La campagna di scavo dell’anno 2010 nei depositi di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona) è iniziata venerdì 10 settembre e si è conclusa venerdì 8 ottobre.

Sono stati indagati i livelli epigravettiani (Paleolitico superiore finale) e quelli musteriani (Paleolitico medio).

Per quanto riguarda il deposito epigravettiano, sono state esplorate tre diverse aree:
- nel settore nord (area esterna) è proseguita la rimozione dell’US 356 (grande ammasso di scarti litici appartenente alla porzione inferiore della serie epigravettiana), tramite la realizzazione di fotopiani e la rimozione dei singoli reperti previa registrazione delle coordinate.
Nel corridoio più esterno, tra i massi di crollo e la sezione, si è continuato lo scavo del potente livello a clasti (US 365 II), derivato da un crollo della parete rocciosa. A questo stesso evento sono probabilmente da ricollegare anche i grandi massi presenti nella zona antistante il riparo. Sopra a questo crollo, entro un’area circoscritta, è stato inoltre individuato un nuovo livello (US 366), caratterizzato da una concentrazione di selci appartenenti alla Scaglia Variegata.

- nel settore nord (area interna) è stata ripristinata una superficie epigravettiana già messa in luce nel corso dei primi anni ’90 del secolo scorso. Questa appartiene presumibilmente ad una delle prime fasi di occupazione tardo-paleolitica del sito e si sviluppa intorno a due focolari (US 250 e US 311), il primo dei quali già scavato negli anni ‘90, di cui è visibile l’interfaccia negativa, il secondo da scavare. E’stato effettuato il fotopiano dei due focolari (US 250 e US 311) e del relativo suolo d’abitato. E’ stato quindi ripreso lo scavo epigravettiano, nell’area sotto parete, a contatto diretto con quello musteriano. Sono inoltre riprese le indagini nella strisciata di quadrati corrispondente alla massima linea di aggetto della parete. Questi assumono grande interesse per la comprensione dei rapporti stratigrafici esistenti tra area interna ed area esterna del riparo essendo caratterizzati dallo sviluppo di livelli che proseguono, rispettivamente, nelle due aree di cui sopra.

- nel settore sud è stato scavato il focolare US 615, in parte distrutto dallo scasso medievale e il livello US 616 formatosi a seguito delle attività antropiche svoltesi intorno al focolare stesso. In particolare è stato asportato il taglio I di questo livello caratterizzato da manufatti in posizione sub-planare e disturbato dalla presenza di piccole tane di animali fossoriali. Successivamente ne è stato messo in luce il secondo taglio (US 616II), caratterizzato da una diminuzione dei manufatti e delle ossa (realizzazione del fotopiano).

Infine, nello stesso settore sono stati rimossi una serie di livelli, con il fine di cercare di mettere in luce la continuazione di US 9, strato a sviluppo planare con ossa e selci, corrispondente ad un’antica paleosuperficie, di cui una porzione era già stata messa in luce negli anni ’70 dello scorso secolo. I livelli in questa zona appaiono parzialmente tagliati dal solco di una profonda ed ampia tana, mentre nella zona esterna (US 617) risultano “omogeneizzati” da probabili disturbi post-deposizionale di natura non ben precisabile.
en The 2010 campaign of excavation in the rock shelter Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona) took place between the 10th September and 8th October. The levels from the Epigravettian (final Upper Palaeolithic) and Mousterian (Middle Palaeolithic) were investigated.

Three areas of the Epigravettian deposit were explored:
- in the north sector (external area) the removal of US 356 continued (large mass of waste from lithic working belonging to the lower part of the Epigravettian series). The surfaces were documented with geophotos and the finds coordinates registered.
- In the outermost corridor, between the collapsed boulders and section, excavation continued of a substantial clastic level (US 365 II), formed by the collapse from the rock face. The large rocks present in the area in front of the shelter probably resulted from the same collapse. Above this collapse, a new level was identified (US 366) within a limited area, characterised by a concentration of flints of the Scaglia Variegata type.

- In the north sector (internal area) an Epigravettian surface uncovered in the early 1990s was cleaned back. This presumably belonged to one of the first late Palaeolithic occupation phases of the site and developed around two hearths (US 250 and US 311), the first of which was excavated in the 1990s, (the negative interface was visible) and the second still to be excavated. The two hearths (US 250 e US 311) and related occupation surface were photographed. The excavation of the Epigravettian surface then resumed in the area at the bottom of the rock face, in direct contact with the Mousterian level. Investigations also resumed in the strip of quadrants corresponding with the line of the shelter’s maximum projection. These quadrants are significant for the understanding of the stratigraphic relationships existing between the internal and external areas of the shelter, as they are characterised by the development of levels continuing, respectively, in the two areas mentioned above.

In the south sector, hearth US 615, partially destroyed by a medieval cut, was excavated together with layer US 616 overlying the occupation surface around the hearths. In particular, cut 1 was removed which was characterized by artefacts in sub-planar position and disturbed by small animal burrows. Next, the second cut (US 616II) was exposed, characterized by a decrease in the number of artefacts and bones. Finally, a series of levels were removed in the same sector, with the aim of uncovering the continuation of US 9. This flat layer contained bones and flint, corresponded with an ancient palaeo-surface, a portion of which was uncovered in the 1970s. The layers in this zone appeared partially cut by a large deep burrow, while in the outer zone (US 617) they were “homogenized” by probable post-depositional disturbance of an unknown nature.
Team
Anthropologist - Carlo Peretto
Geologist - Luca Trombino
Lithic technologist - Marta Arzarello

Media

Name
Riparo Tagliente
Year
2011
Summary
it La campagna di scavo dell’anno 2011 nei depositi di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona) si è svolta tra il 12 settembre e il 14 ottobre. Sono stati indagati sia i livelli epigravettiani (Paleolitico superiore), sia quelli quelli musteriani (Paleolitico medio).

Per quanto riguarda l’Epigravettiano, si è intervenuti in due diverse aree:
- nel settore nord (area esterna) è proseguita la rimozione del IV taglio dell’US 356 (grande ammasso di scarti litici appartenente alla porzione inferiore della serie epigravettiana) tramite la rimozione dei singoli reperti previa registrazione delle coordinate. Solo nei QQ. 64-65 dove US 356 risultava ricoperta da potenti concrezioni, non potendo procedere alla rimozione dei singoli reperti separatamente, si è scavato per riquadri. Rimuovendo US 356 in questa zona (unico taglio) sono stati messi in luce due nuovi livelli, l’uno con abbondanti selci (US 373) l’altro caratterizzato da scheletro ricco di clasti (US 374). Si è iniziato, inoltre, a mettere in luce il V décapage della stessa US (taglio) rimuovendo il sedimento su cui poggiava il taglio IV per riquadri di 20 cm di lato a partire dai QQ addossati alla trincea (QQ. 21, 22, 36, 37, 38 e 52).

Nel corridoio più esterno, tra i massi di crollo e la sezione, si è ripreso lo scavo dell’US366, costituita da un accumulo concrezionato di supporti/residui di scheggiatura, prevalentemente riferibili alla Scaglia Variegata, tipo SV3, di rapido deposito all’interno di US 365 (crollo di massi dalla parete rocciosa immersi in matrice loessica). E’ inoltre proseguito lo scavo del III taglio di 365 nei QQ. 64-65 e 79-80. Nel corso della prossima campagna sarà di primaria importanza chiarire i rapporti stratigrafici tra le UUSS 365III, 356, 373 e 374.

- nel settore nord (area interna) si è ripreso lo scavo della strisciata di quadrati compresi lungo il limite massimo dell’aggetto del riparo (QQ. 23, 38, 53, 68, 83) asportando i lembi residui di una serie di US già identificate e scavate nell’area interna durante gli anni ’80 e ’90 dello scorso secolo. Si tratta rispettivamente di una serie di livelli limosi-cinerei contenenti selci ed ossa, interpretabili come suoli d’abitato (UUSS 13 interno, 367, 368, 369, 300), di accumuli di scarti di lavorazione (US 358) e “butti” di ceneri derivate dallo svuotamento di focolari (US 357). E’ stata identificata anche la porzione di una struttura di combustione/butto di residui di combustione che continua all’interno della sezione Nord (US 308). Al termine della campagna sono state messe in evidenza due UUSS riferibili alla parte basale della serie epigravettiana (UUSS 301 e 359) estese oltre che nei suddetti quadrati anche nei quadrati adiacenti verso l’interno del riparo (QQ. 24, 39, 54, 69 e 84).


Per quanto riguarda i depositi musteriani (Paleolitico medio), lo scavo ha interessato l’area interna, con particolare riferimento ai quadrati prossimi alla parete rocciosa (QQ. 42, 57, 72 e 87). Si è proseguito il lavoro iniziato nel 2010, asportando l’US 35 α nei quadrati precedentemente elencati e l’US 810 nel Q. 72 riquadri 3 ,5, 6. Il sedimento è risultato sempre argilloso con la presenza variabile della componente limosa-sabbiosa. E’ stata così messa in luce la sottostante US 36. Tutti questi livelli contengono materiali musteriani ed epigravettiani rimescolati, attestando i profondi rimaneggiamenti subiti dalla porzione sommitale della serie musteriana in questo settore.
en The campaign took place between the 12th September and 14th October. Both Epigravettian (Upper Palaeolithic) and Mousterian (Middle Palaeolithic) levels were investigated.
Two areas of the Epigravettian deposit were investigated:
- In the north sector (external area) the removal of spit IVof US 356 continued (large mass of lithic working waste belonging to the lower part of the Epigravettian series). In quadrants 64-65 where US 356 was covered by substantial concretions, where it was not possible to remove the finds individually, excavation was undertaken by squares. The removal of US 356 in this zone revealed two new layers, one with abundant flints (US 373), the other characterised by a skeleton rich in clasts (US 374). Work began on uncovering the V spit of the same US with the removal, by 20 cm squares, of the sediment on which spit IV rested, starting from the quadrants next to the trench (QQ. 21, 22, 36, 37, 38 e 52).

- In the outermost corridor, between the collapsed rock and the section, excavation of US 366 continued. This layer comprised a concretionary mass of platforms/flint working residue, mainly Scaglia Variegata type SV3, rapidly deposited within US 365 (collapsed material from the rock face in a loess matrix). Excavation continued of spit III of US 365 in quadrants 64-65 e 79-80. During the next campaign one of the main aims will be to clarify the relationships between the US 365 III, 356, 373 and 374.

- In the north sector (internal area) excavation resumed of the strip of quadrants along the line of the shelter’s maximum projection (QQ. 23, 38, 53, 68, 83), removing residual patches of a series of layers already identified and excavated in the internal area during the 1980s and 90s. These comprised a series of silty-ash layers containing flints and bone, interpretable as an occupation surfaces (US 13 internal, 367, 368, 369, 300), accumulations of waste from working (US 358) and dumps of ash emptied from the hearths (US 367). Part of a combustion structure/dump of combustion residue was identified, which continued within the north section (US 308). At the end of the campaign two layers attributable to the basal part of the Epigravettian series (UUSS 301 and 359) were uncovered. As well as being present in these quadrants, they extended into the adjacent squares towards the shelter’s interior (QQ. 24, 39, 54, 69 e 84).

As regards the Mousterian (Middle Palaeolithic) deposits, the excavation involved the interior area with particular attention to the quadrants by the rock face (QQ. 42, 57, 72 e 87). Work begun in 2010 continued with the removal of US 35 α in the latter quadrants and US 810 in quadrant 72 squares 3, 5, 6. The sediment was increasingly clayey with a varying silt-sand content. The underlying US 36 was exposed. All of these levels contained jumbled-together Moustarian and Epigravettian material, attesting the heavy disturbance of the upper part of the Mousterian sequence in this sector.
Team
Anthropologist - Carlo Peretto
Archaeozoologist - Ursula Thun Hohenstein
Geoarchaeologist - Luca Trombino
Lithic technologist - Maria Giovanna Cremona
Lithic technologist - Marta Arzarello

Media

Name
Riparo Tagliente
Year
2012
Summary
it La campagna di scavo dell’anno 2012 nei depositi di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona) ha interessato sia i livelli epigravettiani (Paleolitico superiore), sia quelli musteriani (Paleolitico medio).

Per quanto riguarda l’Epigravettiano, si è intervenuti in due diverse aree:

- settore Nord - area esterna. E’ proseguita la rimozione della base del IV taglio di US 356, una concentrazione di scarti litici in scarsa matrice. Lo scavo è stato effettuato per riquadri di 20 x 20 cm nei QQ. 21-22, 34-38, 49-50 e 52 al fine di mettere in luce il V taglio. Giunti al tetto di questo ultimo nei QQ. 20-22 e 36-37 ne è stata effettuata la pulitura ad acqua e si sono realizzate le fotografie per la composizione della prima parte del fotopiano. Le immagini sono state successivamente raddrizzate ed è stato composto il relativo fotopiano. Si è quindi iniziata la rimozione del V taglio partendo dal reperto n. 1, giungendo a fine campagna al n. 1051.

- settore Nord - area di transizione tra interno ed esterno del riparo (QQ. 38-39, 53-54, 68-69, 83-84). Le indagini si sono concentrate su una superficie resa stratigraficamente omogenea dagli interventi dello scorso anno, finalizzati all’abbassamento dello “scalino” più alto che interessava i QQ. 38, 53, 68, 83. La situazione riscontrata risulta piuttosto articolata, per la presenza di diverse U.S. di limitata estensione, corrispondenti a differenti eventi più o meno puntuali nel tempo, parzialmente sovrapposti l’uno all’altro. Si tratta principalmente di accumuli di ceneri e porzioni di suoli d’abitato ricchi di residui antropici di varia natura (selci, macro e micro fauna, ocra), con numerosi strumenti litici e in osso ed ornamenti che attestano l’uso domestico di questa zona. In generale le U.S. presenti in questa area risultano ricollegabili con la stratigrafia interna, mentre quella esterna, dove si concentrano gli ammassi di scarti di lavorazione e di macellazione, sembra “agganciarsi” alla precedente in corrispondenza dell’accumulo dei massi di crollo situati subito all’esterno del riparo, grosso modo lungo la linea di sezione corrispondente al passaggio tra i QQ. 52-53.

Per quanto riguarda i depositi musteriani (Paleolitico medio), lo scavo si è concentrato nel sondaggio esterno (QQ. 6-7), indagato negli anni ’70 e successivamente ampliato nelle campagne di scavo 1997-1998. I quadrati sondati corrispondono ai riqq. 8/5-6-8-9 e 9/2-3. Durante questa campagna di scavo è iniziato il lavoro di recupero di reperti faunistici idonei per poter effettuare le datazioni 14C. Lo scavo è avvenuto mantenendo la suddivisione in tagli di circa 10 cm, stabilita negli anni’70, a causa del maggiore ispessimento dell’US verso l’esterno del riparo. I reperti sono stati raccolti mediante rilevamento delle coordinate (X, Y, Z) secondo la metodologia impostata nel 1998
en The 2012 excavation on the deposits of Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona) worked on both the Epigravettian (Upper Paleolithic) and Musterian (Middle Paleolithic) levels.
The Epigravettian levels were investigated in two areas:
- North sector – external area. Work continued on the removal of the base of spit IV of US 356, a concentration of lithic waste materials in a thin matrix. The excavation was carried out in 20 x 20 cm squares in QQ. 21-22, 34-38, 49-50 and 52 in order to expose spit V. Once the latter’s roof was reached in QQ. 20-22 and 36-37 it was cleaned with water and photographs were taken for the first part of the composite photographic plan. Removal of spit V then began, starting from find No. 1, reaching, by the end of the season find No. 1051.

- North sector – transition area between interior and exterior of the shelter (QQ. 38-39, 53-54, 68, 69, 83-84). The excavations concentrated on a surface levelled by the interventions undertaken in the preceding season, aimed at lowering the highest “step” extending across QQ. 38, 53, 68, 83. Diverse partially overlying layers of limited extension were present, corresponding to various events occurring over a more or less restricted period of time. These layers were mainly accumulations of ash and patches of surfaces with an abundance of occupation evidence of various types (flints, macro and micro fauna, ochre), numerous stone and bone implements and ornaments attesting the domestic use of this zone. In general, the layers present in this area can be linked to the cave’s interior stratigraphy. The external stratigraphy where the waste from tool-making and butchery was concentrated, seemed to “link” to the preceding one in correspondence with an accumulation of collapsed boulders situated immediately outside the shelter, more or less along the section line corresponding with the transition between QQ. 52-53.

As regards the Mousterian deposits (Middle Paleolithic), the excavations concentrated on the external trench (QQ. 6-7), investigated in the 1970s, and subsequently extended during the 1997-98 campaigns. Work began on the recovery of faunal remains to be used for C14 dating. As in the 1970s, the excavation was done in 10 cm spits due to the greater thickness of the deposit towards the shelter’s exterior. The finds were collected according to the methodology established in 1998, through the mapping of their coordinates (X, Y, Z).
Director
Federica Fontana
Funding Body
Comune di Grezzana
Team
Geoarchaeologist - Luca Trombino
Surveyor - Fabio Cavulli

Media

  • Fontana et al. 2009
    F. Fontana, C. Cilli, M.G. Cremona, G. Giacobini, F. Gurioli, J. Liagre, G. Malerba, A. Rocci Ris, C. Veronese, A. Guerreschi, 2009, Recent data on the Late Epigravettian occupation at Riparo Tagliente, Monti Lessini (Grezzana, Verona): a multidisciplinary perspective, in Preistoria Alpina, 44: 49-58.
  • Fontana et al. 2008
    F. Fontana, Guerreschi A., Bertola S., Bonci F., Cilli C., Liagre J., Longo L., Pizziolo G., Thun Hohenstein U., 2008, The first occupation of the Southern Alps in the Late Glacial at Riparo Tagliente (Verona, Italy). Detecting the organisation of living-floors through a G.I.S. integrated analysis of technological, functional, palaeoeconomic and spatial attributes, in Grimaldi S., Perrin T., (Eds) Mountain environments in prehistoric Europe: settlement and mobility strategies from Palaeolithic to the early Bronze age. Proceedings of the XV U.I.S.P.P. Congress, Lisbona,3-9 settembre 2006, Session C31, (Series Editor L. Oosterbeek), vol. 26, B.A.R. International Series: 71-80.
  • Arzarello et al. 2007
    M. Arzarello, S. Bertola, F. Fontana, A. Guerreschi, U. Thun Hohenstein, J. Liagre, C. Peretto, A. Rocci Ris, 2007, Aires d’approvisionnement en matières premières lithiques et en ressources alimentaires dans les niveaux mousteriens et épigravettiens de l’Abri Tagliente (Verone, Italie) : une dimension « locale », in M.H. Moncel, A.-M. Moigne, M. Arzarello, C. Peretto (Eds.) Aires d’approvisionnement en matières premières et aires d’approvisionnement en ressources alimentaires. Approche intégrées des comportements, Proceedings of the XV U.I.S.P.P. Congress, Lisbona,3-9 settembre 2006, B.A.R. International Series, 1725: 161-169.
  • Cremona, Fontana 2007
    M.G. Cremona, F. Fontana, 2007, Analisi tecno-economica di una concentrazione di scarti litici (US 411) dai livelli epigravettiani di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona). In Thun Hohenstein U. (Ed.) Atti del I Convegno Nazionale degli Studenti di Antropologia, Preistoria e Protostoria, Ferrara, 8-10 Maggio 2004, Annali dell’Università di Ferrara, Volume Speciale 2007: 59-62.
  • Fontana et al. 2007
    F. Fontana, S. Bertola, F. Bonci, C. Cilli, U. Thun Hohenstein, J. Liagre, L. Longo, G. Pizziolo, 2007, L’Unità Stratigrafica 11 nei depositi epigravettiani di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona). Analisi integrata di attributi tecnologici, funzionali, paleoeconomici e spaziali. In Thun Hohenstein U. (Ed.) Atti del I Convegno Nazionale degli Studenti di Antropologia, Preistoria e Protostoria, Ferrara, 8-10 Maggio 2004, Annali dell’Università di Ferrara, Volume Speciale 2007: 95-98.
  • Arzarello et al. 2006
    M. Arzarello, S. Bertola, F. Fontana, A. Guerreschi., J. Liagre, C. Peretto, 2006, Modalità di approvvigionamento delle materie prime nel sito di Riparo Tagliente (Stallavena di Grezzana, Verona). Quali differenze nei comportamenti tecno-economici tra Musteriano ed Epigravettiano? Materie Prime e scambi nella Preistoria Italiana. Atti della XXXIX Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze I: 357-361.
  • Peretto et al. 2004
    C. Peretto, P. Biagi, G. Boschian, A. Broglio, M. De Stefani, L. Fasani, F. Fontana, R. Grifoni, A. Guerreschi, A. Iacopini, A. Minelli, R. Pala, M. Peresani, G. Radi, A. Ronchitelli, L. Sarti, U. Thun Hohenstein, C. Tozzi, 2004, Living-floors and structures from the lower Palaeolithic to the Bronze age in Italy. (Guerreschi A., Fontana F: The structures and living-floors from the Sauveterrian layers of Mondeval de Sora; Guerreschi A., Fontana F.: Organisation at Riparo Tagliente). Collegium Anthropologicum, Zagreb (Croatia), 28,1: 63-88.
  • Bietti et al. 2004
    A. Bietti, G. Boschian, G. Mirocle Crisci, E. Danese, A.M. De Francesco, M. Dini, F. Fontana, A. Giampietri, R. Grifoni, A. Guerreschi, J. Liagre, F. Negrino, G. Radi, C. Tozzi, R. Tykot, 2004, Inorganic raw materials economy and provenance of chipped industry in some stone age sites of Northern and Central Italy. (Guerreschi A., Fontana F., Liagre J.: Epigravettian and Mesolithic sites of the Veneto area. Riparo Tagliente. Mondeval de Sora.). Collegium Anthropologicum, Zagreb (Croatia), 28,1: 41-54.

Location

Location
Grezzana
Easting
11.0199909877
Northing
45.5206809957