AIAC_54 - Falerii Novi - 2008A major ongoing geophysical survey has taken place over four seasons (1997-8, 2002, 2004 & 2008) at the Roman colony of Falerii Novi, undertaken by The University of Southampton, The University of Cambridge and the British School at Rome, first as part of The Tiber Valley Project and subsequently the Roman Towns in the Middle and Lower Tiber Valley Project. Falerii Novi is situated on the lower eastern slopes of Monti Cimino in the volcanic territory to the west of the Tiber valley, c. 50km north of Rome.
The 1997-8 magnetometry survey proved very successful in the identification of many features in the urban setting. From the results, a clear interpretive map was created of the town, showing hundreds of buildings, both private and public, including warehouses, shops, market places, temples, a theatre, and the forum. The overall geophysical plan produced from the results also showed a clear street layout over most of the area which varies from the previous suggested layout of Di Stefano Manzella. The 2002-4 and 2008 seasons demonstrated that evidence for human activity at Falerii Novi extends beyond the towns circuit walls, revealing a possible gladiator training ground beside the amphitheatre, areas of cultivation, and a wealth of mausolea and possible rock cut burial chambers clustering along the edges of roads leading from the town.
The clarity of the geophysical results from Falerii Novi and the large area covered by the survey provided us with one of the most complete town plans from Roman Italy; only Pompeii and Ostia offer similarly extensive plans. The results have considerable potential in shedding new light upon key issues in the development of Roman urbanism.
AIAC_64 - Teatro Greco - 2008La campagna del 2008 in principio s’incentrò nello scavo in tre settori, in cui già si era scavato nelle campagne precedenti: la zona della scena (Saggio 23), il _postscaenium_ (Saggio19, Saggio 19 Sondaggio 1, Saggio 19 Sondaggio 2, Saggio 27) e lo spazio del laterale ovest del Teatro (Saggio 24-26 e 28).
Nel primo settore si realizzò lo scavo del Saggio 23, con il relativo ampliamento, al fine di conoscere con maggior precisione la forma dello scenario, in particolar modo la parte relativa alla _frons scaenae_. Per questo motivo si programmò il saggio nell’angolo sud-est dello scenario, ma nel corso dei lavori si decise ampliarlo fino a raggiungere il saggio aperto, durante la prima campagna, in asse con l’edificio (Saggio 1).
A conclusione dei lavori si confermò quello che già indicavano i risultati della prima campagna riguardo alla _frons scaenae_, i _valva hospitalia_ e il tratto del _hiposcaenium_. Inoltre si ebbe una migliore comprensione degli spazi laterali allo scenario, disposti a mo’ di _parascaenia_ o _basilicae_.
Nella zona del _postscaenium_ si continuò lo scavo iniziato nelle campagne anteriori, ampliando l’area dei lavori e continuando lo scavo stratigrafico. In quanto alla struttura dell’edificio si dimostrò che la facciata posteriore del Teatro è più lunga della larghezza dell’edificio stesso. Per rintracciare la chiusura del suddetto tratto si aprì il Corte 27, grazie al quale si documentò la continuazione del summenzionato muro. Quest’ultimo muro sembra delimitare un ampio spazio dietro al teatro e la possibile continuità delle strutture che formavano l’accesso alla zona retrostante al complesso, in direzione ovest. L’intervento, inoltre, permise di documentare, parzialmente, l’interiore della basilica ovest.
La zona nord, interna alla prima delle sale rettangolari attigue al teatro(Saggio 19 Sondaggio 1), è completamente occupata da un forno per la calce. Di particolar rilievo sono i dati derivanti dai ritrovamenti della zona sud di questa stessa sala, dove si è potuto localizzare uno scarico composto in gran parte da frammenti ceramici. Questo insieme doveva far parte di una vera e propria discarica, giacché durante il processo di costruzione la sala fu destinata a questa funzione. Tale discarica fu in seguito interrata dalla costruzione dei pavimenti.
Quanto all’ultima zona presa in esame, cioè la zona a ovest del teatro, si continuarono i lavori iniziati nelle precedenti campagne per identificare la configurazione di questo settore, che per lo più svolse la funzione di "vestibolo" del teatro. Nel dettaglio l'attività s’incentrò nello scavo di quattro saggi (Saggi 24-26 e 28). Dai dati già riportati alla luce si è potuto interpretare l’area in questione come uno degli spazi a padilglioni presenti nella Villa, in sintonia con altri settori periferici del complesso. In particolare, in questo caso, lo spazio è definito da una serie di padiglioni, atterrazzati e intrecciati tra loro, in modo da formare un'area di transito in cui si combina l'architettura con la vegetazione, l'acqua e, molto probabilmente, anche la scultura; utilizzando così i ricorsi basici e abituali nell'organizzazione di gran parte di Villa Adriana