Name
Montecorvino
Date Range
1000 – 1700
Monuments
Town

Seasons

  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2009
    Nei mesi di giugno e luglio 2009 è stata effettuata la seconda campagna di scavo sul sito archeologico di Montecorvino, incentrata sulle aree già sottoposte a primi sondaggi nel 2008, ovvero quella del potere signorile, configurata in forma castrale, e quella del potere religioso e cioè del complesso episcopale. _Saggio I: area della cattedrale_ Le indagini stratigrafiche svolte nel 2009 all’interno della cattedrale hanno interessato l’area della navata settentrionale e la zona tra le due torri già individuate in facciata. Per quanto riguarda le ricerche nella navata nord della basilica esse si sono concentrate in particolare nel prolungamento del saggio 2008 verso W. L’esplorazione 2009 ha consentito di acquisire ulteriori prove circa la pertinenza dell’edificio ecclesiastico a due fasi costruttive differenti. Sono state inoltre individuate due sepolture, una delle quali terragna (t. 4), riferibile forse alla chiesa di I fase, l’altra (t. 2), a cassa, realizzata lungo il muro perimetrale nord di II fase; contestualmente è stato approfondito lo scavo all’interno della t. 1 già venuta alla luce nel 2008; al di sotto dell’inumato rimosso lo scorso anno, forse un cavaliere, sono emerse altre due deposizioni supine e 4 crani, corredati da 4 fibbie in ferro. Il saggio condotto tra le due torri ha inoltre consentito di rintracciare la muratura di facciata della chiesa fino al momento sconosciuta, portando anche alla luce il tratto di una cortina muraria, ad essa parallela, esterna alla chiesa stessa, probabilmente preesistente. Ad una fase invece successiva all’impianto della chiesa pare doversi ascrivere una tomba-ossario (t. 3), addossata alla facciata, verosimilmente tardomedievale. I lavori di rimozione dei depositi umiferi superficiali effettuati nell’area a S della basilica hanno confermato l’esistenza di ambienti adiacenti all’edificio ecclesiastico, verosimilmente pertinenti all’episcopio, i cui spazi saranno oggetto di indagini future. _Saggi II-III. Area castrense_ Nel 2009 è proseguita la ricerca nei pressi della torre superstite dell’impianto castrale, databile, sulla base di un’analisi degli elevati, al tardo XII-inizi XIII sec. Il saggio II, ubicato a ovest della torre, ha messo in luce resti del fronte meridionale del recinto murario che circondava la motta castrale; inoltre ha individuato setti murari appartenenti a cinque distinte fasi costruttive, di cui la più antica (documentata sinora da poche vestigia murarie) forse precedente all’erezione della torre. Altri tre periodi costruttivi sono successivi alla costruzione della medesima struttura turrita e collocabili fra XIII e XV sec.: essi testimoniano dell’articolazione e dell’evoluzione del castello, con l’edificazione di elementi di ulteriore rafforzamento della torre (cinta da un muro a scarpa) e di una cappella castrale, mononave, absidata, pavimentata in pietra. Lo scavo ha restituito frammenti ceramici, vitrei, monete bronzee, oggetti metallici (quali p. es. punte di dardi di balestra) collocabili fra età normanna e aragonese. Il saggio III ubicato a nord della torre, al vertice nord-orientale del recinto castrale, ha fornito informazioni sulle ultime fasi di vita del castello, fra tardo medioevo e XVI-XVII secolo, costituite da una fossa verosimilmente destinata a lavorazioni edili per risistemazioni sommarie e precarie dell’area.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2010
    Nei mesi di giugno e luglio 2010 è stata effettuata la 5a campagna archeologica (3a campagna di scavo) sul sito di Montecorvino, incentrata sulle aree già sottoposte a sondaggi nelle campagne 2008-2009, ovvero la zona del castello e della cattedrale, segnata dai resti ancora in parte conservati in alzato delle strutture. Nel 2010 è stata aperta inoltre una terzo settore di ricerca, nell’area dell’abitato. _Saggio I. Area della Cattedrale_ Nell’area della cattedrale gli scavi effettuati nel 2010 hanno mirato ad indagare gli ambienti del presunto episcopio individuato a Sud della basilica in appoggio al muro meridionale della chiesa stessa, edificato verosimilmente in età tardosveva-primoangioina. Le ricerche hanno consentito di individuare il fronte murario di delimitazione sud del complesso episcopale, lungo non meno di 15 m., e di esplorare in profondità soltanto due vani, gli ambienti 5 e 15. Il primo di essi (dimensioni: 4,30 x 6,15 m), collegato mediante una porta direttamente all’edificio di culto e comunicante, tramite un altro ingresso, anche con una stanza collocata a Ovest, è apparso connotato da peculiari dispositivi: probabilmente un bancone ligneo, sorretto da mensole alloggiate nella parete, doveva occupare tutto il lato orientale dell’ambiente; un tubulo in terracotta inserito nel muro est, a quote un po’ più elevate rispetto al piano ligneo, doveva forse essere utilizzato per smaltire liquidi; non si può escludere che il vano fosse utilizzato per la preparazione dei pasti; gli spazi residenziali (da cui proviene la suppellettile ceramica e vitrea ritrovata negli strati di crollo) potevano essere collocati al piano superiore. L’ambiente 15 (dimensioni 4,30 x 2,10), attiguo al vano 5, fu aggiunto a quest’ultimo in un momento successivo; dotato di un piccolo accesso (0,78 m) sul lato est, appariva privo di finestre e dotato di un dispositivo di deflusso, alloggiato nel muro meridionale, che sfocia all’esterno, quasi in corrispondenza dello spigolo del fabbricato, al di sopra di una piccola piattaforma costruita aggettante dalla muratura, costruita contestualmente ad essa; le caratteristiche generali di questo amb. potrebbero suggerirne l’ipotetica funzione di ricovero per animali. Forse nel corso della stessa età angioina questi vani crollarono; l’amb. 15 probabilmente non fu più occupato, mentre l’amb. 5 fu prima oggetto di una frequentazione di tipo abitativo dai caratteri assai precari, successivamente, tra Tardomedioevo e inizi dell’età moderna, venne rifunzionalizzato con finalità produttive, con l’impianto di un’ampia e profonda canaletta in laterizi, forse adoperata per attività non chiaramente precisabili per assenza di indicatori particolari; si potrebbe ipotizzarne un uso collegato alla lavorazione di tessuti o pelli. Tra età sveva e angioina fu costruito, in appoggio al muro di fondo della cappella di S. Alberto, uno spesso muro, forse di recinzione di uno spazio funerario. A Est di questa cortina; nello spazio compreso tra il nuovo muro e l’abside della cappella fu installata una tomba infantile. _Saggi II-III-IV. Area castrense_ Nel 2010 è proseguita la ricerca nei pressi della torre superstite dell’impianto castrale, databile, sulla base di un’analisi degli elevati, al tardo XII-inizi XIII sec. Nel saggio II, ubicato a W della torre, si erano già individuati quattro periodi insediativi, di cui uno precedente alla edificazione della torre stessa; la nuova campagna ha permesso di meglio definire l’esistenza di un recinto castrale di cui la torre costituiva il rafforzamento angolare SE, lungo E-W oltre 25 m. e N-S circa 30 m.. In particolare si è constatata la presenza di una chiesetta castrale, ad auletta absidata, con muretto presbiteriale e pavimentazione lapidea e di altri quattro vani intercomunicanti, frequentati nel XIII-XIV sec.. Nel saggio IV è stata messa in luce una seconda torretta difensiva con livello ipogeo adibito a cisterna e un altro tratto del circuito murario. _Saggio V Area dell’abitato_ Il saggio V ha individuato un tratto di sede stradale della rete urbana insediativa, occupati da un silo granario e da una fossa per calce.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2011
    This year’s excavations concentrated exclusively on the area of the castrum. Due to technical-logistical problems, it was not possible to continue the investigation of the town and cathedral. _Trenches II-III-IV. Castrum area_ Work continued on the artificial hillock surrounded by a ditch, on which the castrum structures, including a high tower, stood. A length of wall (traced at the bottom of a ditch) was uncovered in this area (trench II), its position and alignment suggesting it may date to a phase pre-dating the formation of the late Norman-Swabian fortified nucleus. Excavation of the southern part of the complex provided further data about a room that also pre-dated the late 12th-13th century fortification. Along the northern front of the fortification (trench IV), excavation of the defensive tower with its underground cistern, identified in 2010, was completed. The tower was revealed to be of pentagonal form with a salient facing eastwards. Structures relating to a phase post-dating the construction of the complex were investigated close to the highest tower (trench II). In particular, work continued on the small castrum church, with apse, low presbytery wall, and stone paving, situated in the immediate vicinity of the tower. The excavation revealed that the church had an area of 7.60 x 4.00 m and confirmed the fact that there was no entrance in the wall opposite the apse. Therefore, the entrance was probably in the side of the tower itself. To the east of the chapel there was a room inside which was a silo and a work counter. At the bottom of the silo were the remains of an articulated skeleton. In the area in front of the chapel, a section of path paved with basoli was uncovered. North of this structure, what was probably a service room was partially exposed. In trench III, on the eastern side of the castrum hill, evidence of a room about 7.50 m long and at least 4 m wide came to light. The room was entered through a doorway with worked stone jambs (the structure may have been created by the partial removal of the earth dumped here for the keep’s construction). The excavation results showed the following sequence for the site: traces of 10th-11th century evidence, the formation of the late Norman and Swabian castrum with two towers, and finally in the late 13th-14th century the construction of the chapel and service room. The finds comprised glazed pottery dating to between the 13th and 16th century, as well as weapons (arrowheads, crossbow bolts), coins etc.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2012
    Dal 21 giugno al 3 agosto 2012 si è tenuta la VIIa campagna archeologica (Va dedicata espressamente allo scavo) sul sito di Montecorvino. Questa stagione di ricerca ha segnato, dopo un anno di interruzione, la ripresa dell’indagine sia nell’area della cattedrale e del complesso sacro episcopale che nell’abitato; l’intervento ha inoltre ripreso e ampliato i saggi impiantati nel settore castrense _Saggio I. Area della cattedrale_ Sono stati ripresi in particolare le indagini immediatamente all’esterno della cattedrale, lungo il suo fianco meridionale; essi hanno permesso di constatare che nella fase costruttiva di età normanna e poi verosimilmente in epoca sveva, tale spazio non era occupato da strutture annesse e di servizio alla chiesa ma utilizzato come luogo funerario; lo scavo infatti ha individuato cinque tombe dalla semplice struttura, ricavate nella terra e con pareti rinforzate e rivestite da pietre e ciottoli. Altri resti ossei umani si rinvengono alle spalle della cappella absidata laterale annessa alla chiesa. Solo in un secondo tempo dunque, verosimilmente in epoca angioina, fu obliterato lo spazio cimiteriale a favore di un’area costruita, identificabile come l’insieme degli ambienti legati alla condizione episcopale della chiesa di Montecorvino. La campagna del 2012 ha meglio definito, seppure non ancora interamente, la planimetria di tale insieme edilizio, organizzato in quattro ambienti collegati, di cui i due settentrionali in diretta comunicazione con l’aula sacra. _Saggi II-III-IV. Area castrense_ Nel 2012 un sondaggio di approfondimento nel saggio II nei pressi dell’angolo sudoccidentale dell’alta torre meridionale che domina l’area castrense ha consentito di verificare con maggiore nettezza stratigrafica l’esistenza di fasi insediative antecedenti all’erezione della suddetta torre (collocabile verosimilmente in età normanna avanzata), documentate in particolare da un allineamento murario, probabilmente di ampio sviluppo. Lo stesso sondaggio ha inoltre esposto la struttura di sostruzione della medesima torre, che si fonda su un poderoso zoccolo. Sempre nell’area castrense è stato posto in evidenza un vano voltato (epoca sveva presumibilmente) ed è stato definito il perimetro di un ambiente verosimilmente destinato alla funzione di cucina, connotato da un piano in laterizi per la cottura (di età angioina). Nell’area meridionale del castello è stata infine puntualizzata la successione e la riformulazione edilizia cui fu soggetto un originario nucleo architettonico, ubicato ai margini del fossato di protezione della rocca e verosimilmente realizzato nel XIV secolo. _Saggio VI. Area dell’abitato_ Nella campagna 2012 si è affrontata in maniera più sistematica l’indagine nell’abitato, sino a quel momento limitata a un piccolo saggio nel 2010. Nel quartiere compreso fra torre e cattedrale si è individuato un lungo fronte murario, riferibile ad un vasto ambiente, verosimilmente prospiciente un’arteria stradale Successivamente l’ambiente fu frazionato almeno in due vani. Esternamente a questo ambiente lo scavo ha messo in luce un’altra struttura muraria con grosse lastre e l’imboccatura di una fossa granaria.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2013
    Dal 24 giugno al 27 luglio 2013 si è svolta l’8a campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, provincia di Foggia). L'intervento costituisce la 6a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione del rilievo su cui sorge il _castrum_, concentrandosi in particolare nell’area est (saggio III) e nel settore nordovest (saggio IV) e si è proposta di indagare più ampiamente la zona dell’abitato (saggio VI). _Saggio III. Area nord-est del castrum_ È stata ripresa l’indagine del fianco orientale della collina, più ad Est dei saggi effettuati negli anni precedenti, per verificare sia la natura del rialzo su cui sorge l’insediamento fortificato, sia la presenza del fossato, suggerita dalla conformazione del terreno. Lo scavo ha portato ad intercettare un grande ambiente, forse un magazzino, e a riconoscere lavori di sistemazione del fianco collinare, ascrivibili, in base ai materiali, alla tarda età angioina. Queste vestigia furono poi obliterate da strati argillosi, su uno dei quali fu costruita, in età tardo medievale, una nuova cortina di terrazzamento o delimitazione in cui si apriva una porta, poi tompagnata. L’abbandono dell’area è collocabile nel corso dell’Età moderna, _Saggio IV. Area nord-ovest del castrum_ In questo settore sono stati svolti unicamente lavori di pulizia e diserbaggio. Essi hanno consentito di porre meglio in luce la cresta del muro di recinzione nordoccidentale dell’area del _castrum_, appoggiato alla torre pentagonale, e di osservare che a questa struttura di cinta dovevano addossarsi internamente alcuni ambienti. Anche sul versante ad est della torre pentagonale si è rilevata la presenza di una cortina di recinzione, leggibile però soltanto sul paramento esterno e distante circa 1,80 m dalla torre stessa; è possibile che in questo punto esistesse una porta di accesso all’area castrense, protetta dall’edificio pentagonale. _Saggio VI. Area dell’abitato_ Nel settore urbano si è ampliata e approfondita l’indagine del fabbricato individuato nel 2012, con la finalità di indagarne il vano ovest; le ricerche hanno consentito di delineare 4 fasi di occupazione cui si associano diversi interventi di distruzione e costruzione. Un secondo sondaggio è stato impostato a nord-ovest dell’edificio, area verosimilmente interessata dalla presenza della strada principale che attraversava l’intero poggio; qui, al disopra di un primo livello d’uso connesso ad irregolari cordoli di pietre giustapposte, sono state intercettate due fosse-immondezzaio, colme di terra argillosa, carboni, ossa animali, cariossidi, fr. ceramici e, limitatamente alla più grande delle due, mattoni cotti e crudi. Nell’area settentrionale del saggio, a seguito di una più accurata pulizia degli strati umiferi, sono stati messi in evidenza diversi allineamenti murari pertinenti a strutture verosimilmente abitative e/o funzionali. In questo settore lo scavo ha riguardato esclusivamente una fossa per la conservazione di derrate, ubicata quasi al limite nord del saggio, colmata non prima del XIV sec.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2014
    Dal 9 giugno al 26 luglio 2014 si è svolta la nona campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, prov. di Foggia). Questo intervento costituisce la 7a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione del rilievo su cui sorge il castrum, concentrandosi in particolare nell’area est (saggio III) e nel settore meridionale (saggio II), si è proposta di indagare più ampiamente la zona dell’abitato (saggio VI) e ha ripreso il saggio nella chiesa cattedrale (saggio I) Saggio I - Area della cattedrale I lavori di rimozione della pietraia localizzata a Ovest del margine di scavo dell’episcopio, mediante mezzi meccanici, ha consentito di riconoscere, sia pur in cresta, alcuni elementi strutturali, utili alla ricostruzione generale del complesso. In particolare è stato intercettato il muro occidentale pertinente all’ampliamento del nucleo edilizio primigenio (limitato all’amb. 5 costruito nel periodo IVa, nel tardo XIII sec.), che pertanto venne ad assumere nel periodo IVb (XIV sec.) le ragguardevoli dimensioni di circa 175 m2 (18,80x9,30 m.). Non è stato possibile appurare se il settore esteso ad Ovest degli ambb. 24 e 28 sia anch’esso costruito o rappresenti uno spazio recintato, scoperto, adibito ad usi differenti da quelli più strettamente abitativi. In appoggio al muro occidentale dell’amb. 24 è stato individuato un insieme strutturale articolato, interpretabile, per lo meno nella sua configurazione finale, come una scala di accesso al piano superiore dell’ala Est. In ogni caso gli scavi 2014 condotti nel settore si sono incentrati prevalentemente all’interno della parte orientale del fabbricato, specificatamente all’interno dell’amb. 24, uno dei vani aggiunti nel periodo IVb (XIV sec.), insieme all’amb. 15 cui era collegato da una porta; l’amb. 24 si affacciava a Nord su un corridoio (amb. 28) adiacente alla chiesa, sul quale prospettavano due accessi affiancati all’aula di culto, l’ingresso all’amb. 5 ed una porta di collegamento con la parte occidentale del polo. L’indagine stratigrafica ha consentito di accertare la funzione del vano 24 (dotato anche di una banchina aderente al muro ovest) come amb. di servizio, nel quale erano forse depositati gli attrezzi agricoli ed in cui si provvedeva alla loro manutenzione (traccia di piccole attività metallurgiche documentate da scorie di ferro); l’incendio delle travi di un solaio (forse di un soppalco) o ancora del sottotetto, seguito dal crollo del tetto e della parte sommitale dei muri, obliterò le tracce dell’uso originario dello spazio, successivamente riadattato per una frequentazione di tipo precario (periodo IVc o V: XV sec.); i crolli successivi (periodo V-VI: tardo XV-XVI sec.) ne decretarono la dismissione sancita anche dal tompagno della porta di accesso. Saggio II. Area sud del castrum La ripresa dello scavo in questa area ha analizzato il quadro stratigrafico esterno al tratto meridionale della cortina della rocca castrale della cittadina. In particolare la ricerca archeologica ha rinvenuto due segmenti murari di differenti fasi e fatture. Entrambi si collocano stratigraficamente ad un periodo insediativo antecedente al circuito perimetrale castrense; sulla base dei reperti ceramici queste strutture risultano obliterate ante XIII secolo, verosimilmente seconda metà Saggio III. Fronte orientale del castrum In quest’area è stato messo in luce un allineamento murario di circa 8 m. che potrebbe rappresentare il fronte murario di recinzione dell’area signorile in epoca bassomedievale e di articolazione della configurazione planimetrica interna. La testata muraria potrebbe segnare il segno del varco di accesso al castrum , dal versante dell’abitato con attraversamento del fossato. Saggio VI. Area dell’abitato Nel settore urbano si è ampliata e approfondita l’indagine del fabbricato individuato nel 2012-2013, con la finalità di indagarne il vano sud; le ricerche hanno consentito di articolare ulteriormente i periodi di occupazione in cinque momenti cui si associano diversi interventi di distruzione e costruzione. La fase più antica è rappresentata da un piano d’uso in terra battuta su cui fu installata una serie di fosse di forma circolare o elissoidale. La successiva frequentazione, presuntivamente collocabile in epoca bassomedievale è costituita dall’edificazione di un grande ambiente di forma rettangolare (8.70x6.40), con piano d’uso in terra battuta. Successivamente tale edifico fu frazionato e articolato in più spazi e ambienti tramite setti murari divisori. ( Pasquale Favia e Roberta Giuliani, Cinzia Corvino, Vincenzo Valenzano)
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2015
    Dal 16 giugno al 30 luglio 2015 si è svolta la decima campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, prov. di Foggia). Questo intervento costituisce la 8a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione della residenza vescovile, addossata alla cattedrale (saggio) e nel settore settentrionale dell’area castrense (saggi III-IV). Per ragioni logistiche, non è stato possibile proseguire la ricerca nell’abitato _Area della cattedrale. Saggio I_ Le ricerche svolte nel luglio 2015 nell’area dell’episcopio sono state orientate da un lato al completamento dell’indagine stratigrafica all’interno del corridoio 28, esplorato nel 2012 esclusivamente nella porzione orientale, dall’altro hanno investito principalmente il settore a Ovest degli ambienti 24-28, quasi del tutto inesplorato. Gli scavi nel corridoio 28 hanno consentito di raggiungere il livello da cui prese avvio la costruzione dell’ampliamento dell’episcopio (periodo IVb), un piano argilloso apprestato per regolarizzare la superficie di calpestio tra le tombe del cimitero che occupava fino a quel momento (periodi II e III) l’area a Sud della Cattedrale; al di sopra di questo suolo sono stati rintracciati lembi del battuto di frequentazione del periodo IVb; su queste superfici si sono poi avvicendati crolli (contenenti materiali relativi sia al disfacimento dei tetti, sia delle murature d’ambito) e piani di frequentazione precari relativi alle fasi più tarde (periodi IVc-d e V). Per quanto riguarda invece il settore ad Ovest degli ambienti 24-28, le ricerche hanno permesso di portare in evidenza le strutture perimetrali di un nuovo ambiente (38), affiancato al 24 e costruito contestualmente ad esso nel periodo IVb, dotato di un affaccio sul lato nord, prospiciente su uno spazio aperto, rivestito da un acciottolato; questo piano d’uso è sembrato realizzato in modo da inglobare al suo interno i resti delle strutture tombali del cimitero del periodo II e III . Nell’angolo tra gli ambb. 24 e 38 è stata portata in luce la struttura di una scala che consentiva l’accesso dall’esterno al piano superiore dell’episcopio. Diversi strati di crollo, depositatisi tra periodo IV c e V, andarono ad obliterare le tracce di questa occupazione. _Area del castrum. Settore Nord-Est. Saggio III_ In questo settore della zona signorile è stato messo più chiaramente in luce un lungo fronte murario con testata, interpretabile come la risistemazione, verosimilmente di età angiona del fronte di ingresso al poggio rialzato della rocca castrense. Questa cortina muraria è preceduta, sul fronte rivolto verso l’abitato da due paralleli muretti di semplice fattura, edificati controterra; verosimilmente essi fungono da strutture di contenimento, supporto terrazzamento della fascia antistante l’ingresso bassomedievale alla zona signorile e alla rocca castrense. Successivamente fra i due muretti controterra venne praticate una rozza canaletta, verosimilmente per il deflusso delle acque discendenti dal rilievo del _castrum_. _Area del castrum. Settore Nord-Ovest. Saggio IV_ In questo settore è stato messo in luce un segmento murario, purtroppo non definibile nella suo sviluppo, stratigraficamente attribuibile a epoca bizantina o normanna. Lo scavo ha portato in evidenza uno spesso, imponente setto murario verosimilmente in rapporto con la torre pentagonale settentrionale di fortificazione del _castrum_, databile forse ad epoca sveva. Presso questo grosso muro vi era un silos granario. Successivamente in appoggio alla torre pentagonale, nel corso del XIII secolo fu edificato un nuovo fronte settentrionale di recinzione dell’area; esso servì anche come muro portante per la formazione di un nuovo vano giustapposto alla torre, munito di una nuova fossa granaria che obliterò la precedente.
  • AIAC_2464 - Montecorvino - 2016
    Dal 20 giugno al 30 luglio 2015 si è svolta l’undicesima campagna di ricerca archeologica a Montecorvino (comune di Volturino-FG). Questo intervento costituisce la nona stagione di scavo su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. In tale stagione si è proseguita l’esplorazione della residenza vescovile, addossata alla cattedrale (saggio I) e nel settore settentrionale dell’area castrense (saggi III-IV). Per ragioni logistiche, non è stato possibile proseguire la ricerca nell’abitato. _Area della cattedrale. Saggio I_ Le ricerche svolte nel 2016 nell’area dell’episcopio hanno portato avanti la strategia del 2015, finalizzata all’approfondimento della stratigrafia all’interno del corridoio 28, di collegamento fra chiesa ed episcopio stesso, al di sotto dei piani connessi alla costruzione e alla frequentazione del complesso vescovile. A quote più basse rispetto a tali livelli fondativi, in effetti, si è ritrovato un piano d’uso tagliato da quattro fosse funerarie, testimonianza di una più ampia area cimiteriale all’esterno sud della cattedrale. Due tombe, frutto della suddivisione di un’originaria unica fossa, presentano una struttura a “triplice risega” che permetteva l’appoggio delle lastre di differenti livelli di copertura. I resti ossei rinvenuti, privi di connessione, si riferiscono a un alto numero di individui. Un’altra tomba presentava una struttura ad ossario, con tre lastre infisse nelle pareti per l’appoggio delle deposizioni. Una maggiore estensione della necropoli è dimostrata dall’affioramento di sepolture anche al disotto dei livelli d’uso e costruttivi del contiguo amb. 38. Quest’ultimo spazio rappresenta un ampliamento occidentale del complesso episcopale; l’ambiente subì poi danneggiamenti che costrinsero ad un puntellamento con pali lignei. In questa fase ad ovest dell’ambiente 38 fu edificato un ulteriore ambiente, indagato ad ora parzialmente. Esso risulta separato dal vano 38 medesimo da uno stretto corridoio al quale si accedeva mediante una soglia a gradini, rialzata rispetto al piano di circolazione esterno, con un concio squadrato di riutilizzo. _Area del castrum_ _Settore Est. Saggio III_ In questo settore della zona signorile è proseguita la ricerca finalizzata a ricomporre il sistema di fossato, terrapieno e cinta muraria della rocca, già individuato negli anni scorsi. nel 2014 era stato individuato un fronte murario alla base del poggio castrale, che si concludeva con una testata, la quale pare contrassegnare un varco d’accesso al _castrum_. Sulla linea di questo setto, nel saggio 2016, non è stata trovata traccia di strutture; l’ingresso poteva dunque verosimilmente conformarsi in un sistema a barriere “sfalsate, o a “chicane”. E’ stato invece recuperato un segmento che pare ricollegabile alla cortina edificata controterra che corre a Est al suddetto muro, verso l’abitato, già in parte scavata negli ultimi anni; si ricostruisce dunque un lungo sviluppo murario, di andamento curvilineo che fungeva da opera di contenimento-terrazzamento-sostegno della fascia antistante l’ingresso bassomedievale alla zona signorile e alla rocca castrense, probabilmente in una fase, di fine XIII-XIV secolo, di parziale riempimento del fossato che divideva il _castrum_ dai quartieri urbani. _Settore Nord-Ovest. Saggio IV_ In questo settore del _castrum_, connotato dai resti di una torre “a puntone” è stato messo in luce un ulteriore tratto dello spesso setto murario che corre parallelo al lato occidentale del bastione; l’ampliamento e l’approfondimento dello scavo portano ora ad ipotizzare, seppure con necessità di verifiche, una sua preesistenza rispetto alla stessa torre ed una sua possibile, presumibile collocazione cronologica fra età bizantina e normanna. Lo scavo ha inoltre portato in evidenza unità murarie riferibili alla sistemazione dell’area in rapporto all’erezione del suddetto bastione; l’indagine ha poi ulteriormente esposto il fronte nordorientale della cinta muraria delle rocca in epoca angioina, leggibile su 12 m. Sulla stessa cinta furono poi attestati i muri perimetrali di alcuni ambienti: al già individuato amb. 34, si giustappongono, verso Est, altri spazi recintati: l’amb. 40 e forse un secondo che lo scavo ha solo prefigurato.

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Name
Montecorvino
Year
2009
Summary
it Nei mesi di giugno e luglio 2009 è stata effettuata la seconda campagna di scavo sul sito archeologico di Montecorvino, incentrata sulle aree già sottoposte a primi sondaggi nel 2008, ovvero quella del potere signorile, configurata in forma castrale, e quella del potere religioso e cioè del complesso episcopale.

_Saggio I: area della cattedrale_

Le indagini stratigrafiche svolte nel 2009 all’interno della cattedrale hanno interessato l’area della navata settentrionale e la zona tra le due torri già individuate in facciata.

Per quanto riguarda le ricerche nella navata nord della basilica esse si sono concentrate in particolare nel prolungamento del saggio 2008 verso W. L’esplorazione 2009 ha consentito di acquisire ulteriori prove circa la pertinenza dell’edificio ecclesiastico a due fasi costruttive differenti. Sono state inoltre individuate due sepolture, una delle quali terragna (t. 4), riferibile forse alla chiesa di I fase, l’altra (t. 2), a cassa, realizzata lungo il muro perimetrale nord di II fase; contestualmente è stato approfondito lo scavo all’interno della t. 1 già venuta alla luce nel 2008; al di sotto dell’inumato rimosso lo scorso anno, forse un cavaliere, sono emerse altre due deposizioni supine e 4 crani, corredati da 4 fibbie in ferro.

Il saggio condotto tra le due torri ha inoltre consentito di rintracciare la muratura di facciata della chiesa fino al momento sconosciuta, portando anche alla luce il tratto di una cortina muraria, ad essa parallela, esterna alla chiesa stessa, probabilmente preesistente. Ad una fase invece successiva all’impianto della chiesa pare doversi ascrivere una tomba-ossario (t. 3), addossata alla facciata, verosimilmente tardomedievale.

I lavori di rimozione dei depositi umiferi superficiali effettuati nell’area a S della basilica hanno confermato l’esistenza di ambienti adiacenti all’edificio ecclesiastico, verosimilmente pertinenti all’episcopio, i cui spazi saranno oggetto di indagini future.

_Saggi II-III. Area castrense_

Nel 2009 è proseguita la ricerca nei pressi della torre superstite dell’impianto castrale, databile, sulla base di un’analisi degli elevati, al tardo XII-inizi XIII sec. Il saggio II, ubicato a ovest della torre, ha messo in luce resti del fronte meridionale del recinto murario che circondava la motta castrale; inoltre ha individuato setti murari appartenenti a cinque distinte fasi costruttive, di cui la più antica (documentata sinora da poche vestigia murarie) forse precedente all’erezione della torre.

Altri tre periodi costruttivi sono successivi alla costruzione della medesima struttura turrita e collocabili fra XIII e XV sec.: essi testimoniano dell’articolazione e dell’evoluzione del castello, con l’edificazione di elementi di ulteriore rafforzamento della torre (cinta da un muro a scarpa) e di una cappella castrale, mononave, absidata, pavimentata in pietra. Lo scavo ha restituito frammenti ceramici, vitrei, monete bronzee, oggetti metallici (quali p. es. punte di dardi di balestra) collocabili fra età normanna e aragonese. Il saggio III ubicato a nord della torre, al vertice nord-orientale del recinto castrale, ha fornito informazioni sulle ultime fasi di vita del castello, fra tardo medioevo e XVI-XVII secolo, costituite da una fossa verosimilmente destinata a lavorazioni edili per risistemazioni sommarie e precarie dell’area.
en The second excavation campaign on the site of Montecorvino took place in June-July 2009. Work continued in the areas opened in 2008, that is a castra and Episcopal complex.

_Trench I: cathedral area_

The stratigraphic excavations inside the cathedral concentrated on the north nave and the zone between the two towers of the façade.

In the north nave the 2008 trench was lengthened towards the west. This uncovered further evidence showing that the church had two different construction phases. Furthermore, two burials were found, one in an earth grave (t. 4) perhaps relating to the church’s first phase. The other (t. 2) was an “a cassa” burial, built along the phase II north perimeter wall. At the same time excavation of T. 1, opened in 2008, continued. Another two supine depositions, four crania and four iron fibulae were found below the individual, perhaps a knight, removed the previous year.

The trench situated between the two towers exposed the walls of the façade, unknown until this point, also brought to light a part of the curtain wall parallel to the façade, outside the church itself and probably pre-dating it. A tomb-ossuary (t. 3) abutting the façade appeared to post-date the church and was probably late medieval in date.

The removal of the upper layers in the area south of the basilica confirmed the existence of rooms adjacent to the church building, probably relating to the bishop’s palace, which will be investigated in future campaigns.

_Trenches II –III. The castra_

In 2009 investigation in the area of the castra’s surviving tower continued. An analysis of the walls dated the towers to the late 12th-beginning of the 13th century. Trench II, west of the tower, revealed the remains of the southern front of the walled enclosure surrounding the motte. Walls belonging to five distinct construction phases were also exposed. The earliest (so far only modest remains) may have pre-dated the tower’s construction.

The construction of the tower was followed by another three building phases datable to between the 13th and 15th century. They attest the organisation and development of the castle, with the construction of further elements to reinforce the tower (surrounded by a scarp-faced wall) and of a chapel with a single nave and apse, paved with stone. The excavations recovered pottery and glass fragments, bronze coins, metal artefacts (for example the heads of crossbow bolts) datable to between the Norman and Aragonese periods. Trench III, north of the tower, at the north-eastern end of the castra enclosure, produced evidence regarding the last occupation phases of the castle, between the medieval period and the 16th-17th century, comprising a pit probably used for construction work during perfunctory and precarious reorganisation of the area.
Team
Anthropologist - Mauro Rubini
Archaeobotanist - Girolamo Fiorentino
Archaeozoologist - Giovanni De Venuto
Architect - Paolo Perfido
Architect - Valentina Castagnolo
Draftsman - Francesco Monaco
Draftsman - Nunzia Maria Mangialardi
Draftsman - Felice Stoico
Finds specialist - Marco Maruotti
Finds specialist - Anna Ignelzi
Geologist - Giacomo Eramo
Pottery specialist - Vincenzo Valenzano
Structural analyst - Angelo Cardone
Structural analyst - Giulio D’Amelio
Student - Enza Battiante
Student - Olga Pastore
Supervisor - Cinzia Corvino
Supervisor - Paola Menanno
Volunteers - Studenti

Media

Name
Montecorvino
Year
2010
Summary
it Nei mesi di giugno e luglio 2010 è stata effettuata la 5a campagna archeologica (3a campagna di scavo) sul sito di Montecorvino, incentrata sulle aree già sottoposte a sondaggi nelle campagne 2008-2009, ovvero la zona del castello e della cattedrale, segnata dai resti ancora in parte conservati in alzato delle strutture. Nel 2010 è stata aperta inoltre una terzo settore di ricerca, nell’area dell’abitato.

_Saggio I. Area della Cattedrale_

Nell’area della cattedrale gli scavi effettuati nel 2010 hanno mirato ad indagare gli ambienti del presunto episcopio individuato a Sud della basilica in appoggio al muro meridionale della chiesa stessa, edificato verosimilmente in età tardosveva-primoangioina. Le ricerche hanno consentito di individuare il fronte murario di delimitazione sud del complesso episcopale, lungo non meno di 15 m., e di esplorare in profondità soltanto due vani, gli ambienti 5 e 15. Il primo di essi (dimensioni: 4,30 x 6,15 m), collegato mediante una porta direttamente all’edificio di culto e comunicante, tramite un altro ingresso, anche con una stanza collocata a Ovest, è apparso connotato da peculiari dispositivi: probabilmente un bancone ligneo, sorretto da mensole alloggiate nella parete, doveva occupare tutto il lato orientale dell’ambiente; un tubulo in terracotta inserito nel muro est, a quote un po’ più elevate rispetto al piano ligneo, doveva forse essere utilizzato per smaltire liquidi; non si può escludere che il vano fosse utilizzato per la preparazione dei pasti; gli spazi residenziali (da cui proviene la suppellettile ceramica e vitrea ritrovata negli strati di crollo) potevano essere collocati al piano superiore. L’ambiente 15 (dimensioni 4,30 x 2,10), attiguo al vano 5, fu aggiunto a quest’ultimo in un momento successivo; dotato di un piccolo accesso (0,78 m) sul lato est, appariva privo di finestre e dotato di un dispositivo di deflusso, alloggiato nel muro meridionale, che sfocia all’esterno, quasi in corrispondenza dello spigolo del fabbricato, al di sopra di una piccola piattaforma costruita aggettante dalla muratura, costruita contestualmente ad essa; le caratteristiche generali di questo amb. potrebbero suggerirne l’ipotetica funzione di ricovero per animali. Forse nel corso della stessa età angioina questi vani crollarono; l’amb. 15 probabilmente non fu più occupato, mentre l’amb. 5 fu prima oggetto di una frequentazione di tipo abitativo dai caratteri assai precari, successivamente, tra Tardomedioevo e inizi dell’età moderna, venne rifunzionalizzato con finalità produttive, con l’impianto di un’ampia e profonda canaletta in laterizi, forse adoperata per attività non chiaramente precisabili per assenza di indicatori particolari; si potrebbe ipotizzarne un uso collegato alla lavorazione di tessuti o pelli.

Tra età sveva e angioina fu costruito, in appoggio al muro di fondo della cappella di S. Alberto, uno spesso muro, forse di recinzione di uno spazio funerario. A Est di questa cortina; nello spazio compreso tra il nuovo muro e l’abside della cappella fu installata una tomba infantile.

_Saggi II-III-IV. Area castrense_

Nel 2010 è proseguita la ricerca nei pressi della torre superstite dell’impianto castrale, databile, sulla base di un’analisi degli elevati, al tardo XII-inizi XIII sec. Nel saggio II, ubicato a W della torre, si erano già individuati quattro periodi insediativi, di cui uno precedente alla edificazione della torre stessa; la nuova campagna ha permesso di meglio definire l’esistenza di un recinto castrale di cui la torre costituiva il rafforzamento angolare SE, lungo E-W oltre 25 m. e N-S circa 30 m.. In particolare si è constatata la presenza di una chiesetta castrale, ad auletta absidata, con muretto presbiteriale e pavimentazione lapidea e di altri quattro vani intercomunicanti, frequentati nel XIII-XIV sec.. Nel saggio IV è stata messa in luce una seconda torretta difensiva con livello ipogeo adibito a cisterna e un altro tratto del circuito murario.

_Saggio V Area dell’abitato_

Il saggio V ha individuato un tratto di sede stradale della rete urbana insediativa, occupati da un silo granario e da una fossa per calce.
en The fifth archaeological campaign (3rd excavation season) on the site of Montecorvino took place between June-July 2010. The investigation concentrated on areas previously examined in 2008-2009, that is, the castle and cathedral areas, where standing remains are still present. In 2010 a third sector was also opened, in the residential area.

_Trench 1. Cathedral area_

Here, the 2010 excavations aimed to investigate the rooms of the presumed bishop’s palace, identified south of the basilica and abutting its south wall, probably built in the late Swabian-early Angevin period. The investigations identified the southern perimeter wall of the bishop’s palace, at least 15 m long, and explored two rooms, 5 and 15, in depth. The first (4.30 x 6.15 m) was linked directly to the church by a door and communicated with a room to the west via another door. It presented unusual features, a probable wooden counter supported by wall-brackets probably occupied the entire eastern side of the room; a terracotta tubulus inserted into the eastern wall, on a slightly higher level than the counter, may have been used to dispose of liquids. It cannot be excluded that the room may have been used for food preparation. The residential rooms (from which come the pottery and glass finds in the collapse) may have been situated on the upper floor.
Room 15 (4.30 x 2.10 m), next to room 5, was added to the latter in a subsequent period. It had a small door (0.78 m) on the eastern side and appeared to be without windows. It had a drainage structure housed in the south wall, with an external outlet, almost in correspondence with the corner of the building, above a small platform abutting the wall, built at the same time. The general characteristics of this room suggest it may have been used for stabling animals. Perhaps during the course of the Angevin period these rooms collapsed; room 15 was probably not reoccupied, whilst room 5 was first occupied as a temporary dwelling, and then between the late medieval and early modern period was used for production purposes. A wide, deep tile drainage channel was installed, whose function cannot be precisely defined due to a lack of related evidence. It may be suggested that its use was linked to textile or leather working.

Between the Swabian and Angevin periods a thick wall was built abutting the back wall of the chapel of S. Alberto. This was perhaps a cemetery enclosure. To the east of this enclosure, an infant burial was found in the space between the new wall and the chapel’s apse.

_Trenches II-III-IV. Castle area_

In 2010 work continued on the remaining tower of the castle complex, which the standing remains date to the late 12th-beginning of the 13th century. In trench II, situated west of the tower, four settlement phases had already been identified, one of which preceding the construction of the tower itself; the new campaign better defined the existence of a military enclosure of which the tower formed the reinforcement of the south-east corner. The enclosure measured over 25 m east to west and circa 30 m north to south. A small apsidal church was identified, with a presbytery wall and stone paving, together with another four inter-communicating rooms in use during the 13th-14th century. In trench IV a second defensive tower with an underground cistern and another stretch of the circuit wall were uncovered.

_Trench V. Residential area_

Trench V revealed a stretch of road, occupied by a grain silo and lime-pit.
Team
Anthropologist - Mauro Rubini
Archaeobotanist - Girolamo Fiorentino
Archaeobotanist - Valentina Caracuta
Archaeobotanist - Cinzia Corvino
Archaeozoologist - Giovanni De Venuto
Architect - Paolo Perfido
Architect - Valentina Castagnolo
Draftsman - Nunzia Maria Mangialardi
Draftsman - Francesco Monaco
Draftsman - Felice Stoico
Finds specialist - Marco Maruotti
Finds specialist - Anna Ignelzi
Geologist - Giacomo Eramo
Pottery specialist - Vincenzo Valenzano
Structural analyst - Fabio La Braca
Student - Valentina dell’Anno
Student - Enza Battiante
Student - Olga Pastore
Student - Angelo Cardone
Student - Giulio D’Amelio
Students - Studenti
Supervisor - Marco Campese
Supervisor - Paola Menanno

Media

Name
Montecorvino
Year
2011
Summary
en This year’s excavations concentrated exclusively on the area of the castrum. Due to technical-logistical problems, it was not possible to continue the investigation of the town and cathedral.

_Trenches II-III-IV. Castrum area_

Work continued on the artificial hillock surrounded by a ditch, on which the castrum structures, including a high tower, stood. A length of wall (traced at the bottom of a ditch) was uncovered in this area (trench II), its position and alignment suggesting it may date to a phase pre-dating the formation of the late Norman-Swabian fortified nucleus. Excavation of the southern part of the complex provided further data about a room that also pre-dated the late 12th-13th century fortification. Along the northern front of the fortification (trench IV), excavation of the defensive tower with its underground cistern, identified in 2010, was completed. The tower was revealed to be of pentagonal form with a salient facing eastwards.

Structures relating to a phase post-dating the construction of the complex were investigated close to the highest tower (trench II). In particular, work continued on the small castrum church, with apse, low presbytery wall, and stone paving, situated in the immediate vicinity of the tower. The excavation revealed that the church had an area of 7.60 x 4.00 m and confirmed the fact that there was no entrance in the wall opposite the apse. Therefore, the entrance was probably in the side of the tower itself. To the east of the chapel there was a room inside which was a silo and a work counter. At the bottom of the silo were the remains of an articulated skeleton. In the area in front of the chapel, a section of path paved with basoli was uncovered. North of this structure, what was probably a service room was partially exposed.

In trench III, on the eastern side of the castrum hill, evidence of a room about 7.50 m long and at least 4 m wide came to light. The room was entered through a doorway with worked stone jambs (the structure may have been created by the partial removal of the earth dumped here for the keep’s construction).

The excavation results showed the following sequence for the site: traces of 10th-11th century evidence, the formation of the late Norman and Swabian castrum with two towers, and finally in the late 13th-14th century the construction of the chapel and service room.

The finds comprised glazed pottery dating to between the 13th and 16th century, as well as weapons (arrowheads, crossbow bolts), coins etc.
en Nei mesi di giugno e luglio 2011 è stata effettuata la 6a campagna archeologica (4a campagna di scavo) sul sito archeologico di Montecorvino. L’indagine di questa campagna si è incentrata esclusivamente nella zona castrense. Per motivi tecnico-logistici non è stato possibile per ora proseguire le indagini nell’area dell’abitato e della cattedrale.

_Saggi II-III-IV. Area castrense_

Nel 2011 è dunque proseguita la ricerca sul rialzo artificiale contornato da un fossato, su cui erano installate le strutture dell’impianto castrense, dotato di un’alta torre. In quest’area (saggio II) è stato ritrovato un segmento murario (rintracciato al fondo di una fossa) che, per posizione e andamento, potrebbe riferirsi a una fase precedente alla formazione del nucleo fortificato tardo normanno-svevo. Lo scavo nella parte meridionale del complesso ha offerto ulteriori dati su un ambiente anch’esso forse preesistente all’organismo fortificato di tardo XII-XIII sec. Lungo il fronte settentrionale dello sviluppo della fortificazione (saggio IV) è stato completato lo scavo della torretta difensiva con livello ipogeo adibito a cisterna, individuata nel 2010, che ha rivelato una forma pentagonale con puntone rivolto verso Est.

Nei pressi della torre più alta (saggio II) sono invece stata esaminate strutture riferibili a una fase posteriore all’edificazione dello stesso nucleo: in particolare è proseguita l’indagine sulla chiesetta castrale, ad auletta absidata, con muretto presbiteriale e pavimentazione lapidea, situata nelle immediate vicinanze della torre; lo scavo ha ricomposto uno spazio di m. 7.60 x 4 e verificato l’assenza di ingresso nel fronte opposto all’abside; l’accesso dunque doveva avvenire dal lato della torre stessa. Ad Est della cappella si sviluppa un ambiente che ospitava al suo interno una fossa granaria e un banco di lavoro. Al fondo del silos giacevano i resti di una sepoltura in connessione anatomica. Nell’area antistante il tempietto è stato portato in evidenza un segmento stradale attribuibile a un viottolo lastricato in basole; a nord di questa struttura si è parzialmente messo in luce un ulteriore ambiente, verosimilmente con funzione di servizio.

Sul lato orientale della collinetta castrale il saggio III ha rivelato la presenza di un ambiente di circa 7.50 m per una larghezza di almeno 4 m. cui si accedeva da un portale dagli stipiti ben lavorati (la struttura potrebbe essere stata ricavata con un parziale asportazione della terra apportata per l’erezione della motta).

Lo scavo denuncia dunque alcune tracce di X-XI sec, la formazione di un complesso castrale di età tardonormanna e sveva, munito di due torri, la sua successiva (tardo XIII-XIV sec.) articolazione con edificazione di una cappella e di locali di servizio.

Sul piano dei manufatti, lo scavo ha restituito reperti ceramici invetriati che si muovono dal XIII sino al XVI sec., oltre a resti di armi (punte di freccia, dardi di balestra), monete, etc.

sommario a cura di Pasquale Favia e Roberta Giuliani, con la collaborazione di Marco Campese, Cinzia Corvino, Marco Maruotti, Paola Menanno,Vincenzo Valenzano
Team
Anthropologist - Valentina dell’Anno
Archaeologist - Francesco Monaco
Archaeologist - Enza Battiante
Archaeologist - Olga Pastore
Finds specialist - Anna Ignelzi
Finds specialist - Severina Mucciolo
Structural analyst - Angelo Cardone
Structural analyst - Giulio D’Amelio
Structural analyst - Fabio La Braca
Supervisor - Marco Maruotti
Supervisor - Cinzia Corvino
Supervisor - Marco Campese
Supervisor - Paola Menanno
Supervisor - Vincenzo Valenzano

Media

Name
Montecorvino
Year
2012
Summary
it Dal 21 giugno al 3 agosto 2012 si è tenuta la VIIa campagna archeologica (Va dedicata espressamente allo scavo) sul sito di Montecorvino. Questa stagione di ricerca ha segnato, dopo un anno di interruzione, la ripresa dell’indagine sia nell’area della cattedrale e del complesso sacro episcopale che nell’abitato; l’intervento ha inoltre ripreso e ampliato i saggi impiantati nel settore castrense

_Saggio I. Area della cattedrale_

Sono stati ripresi in particolare le indagini immediatamente all’esterno della cattedrale, lungo il suo fianco meridionale; essi hanno permesso di constatare che nella fase costruttiva di età normanna e poi verosimilmente in epoca sveva, tale spazio non era occupato da strutture annesse e di servizio alla chiesa ma utilizzato come luogo funerario; lo scavo infatti ha individuato cinque tombe dalla semplice struttura, ricavate nella terra e con pareti rinforzate e rivestite da pietre e ciottoli. Altri resti ossei umani si rinvengono alle spalle della cappella absidata laterale annessa alla chiesa. Solo in un secondo tempo dunque, verosimilmente in epoca angioina, fu obliterato lo spazio cimiteriale a favore di un’area costruita, identificabile come l’insieme degli ambienti legati alla condizione episcopale della chiesa di Montecorvino. La campagna del 2012 ha meglio definito, seppure non ancora interamente, la planimetria di tale insieme edilizio, organizzato in quattro ambienti collegati, di cui i due settentrionali in diretta comunicazione con l’aula sacra.

_Saggi II-III-IV. Area castrense_

Nel 2012 un sondaggio di approfondimento nel saggio II nei pressi dell’angolo sudoccidentale dell’alta torre meridionale che domina l’area castrense ha consentito di verificare con maggiore nettezza stratigrafica l’esistenza di fasi insediative antecedenti all’erezione della suddetta torre (collocabile verosimilmente in età normanna avanzata), documentate in particolare da un allineamento murario, probabilmente di ampio sviluppo. Lo stesso sondaggio ha inoltre esposto la struttura di sostruzione della medesima torre, che si fonda su un poderoso zoccolo. Sempre nell’area castrense è stato posto in evidenza un vano voltato (epoca sveva presumibilmente) ed è stato definito il perimetro di un ambiente verosimilmente destinato alla funzione di cucina, connotato da un piano in laterizi per la cottura (di età angioina). Nell’area meridionale del castello è stata infine puntualizzata la successione e la riformulazione edilizia cui fu soggetto un originario nucleo architettonico, ubicato ai margini del fossato di protezione della rocca e verosimilmente realizzato nel XIV secolo.

_Saggio VI. Area dell’abitato_

Nella campagna 2012 si è affrontata in maniera più sistematica l’indagine nell’abitato, sino a quel momento limitata a un piccolo saggio nel 2010. Nel quartiere compreso fra torre e cattedrale si è individuato un lungo fronte murario, riferibile ad un vasto ambiente, verosimilmente prospiciente un’arteria stradale Successivamente l’ambiente fu frazionato almeno in due vani. Esternamente a questo ambiente lo scavo ha messo in luce un’altra struttura muraria con grosse lastre e l’imboccatura di una fossa granaria.
en This season’s campaign saw the reopening of excavations both in the area of the cathedral and the Episcopal complex as well as in the town. Trenches in the _castrum_ area were also re-opened and extended.

_Trench I. Cathedral area_

The trench re-opened immediately outside the cathedral along its south side showed that in its Norman construction phase, and probably in the Swabian period, this space was occupied by structures annexed to the church but was used as a cemetery area. Five burials were identified, in simple earth graves with walls reinforced and lined with stones and cobbles. Other human remains were found behind the lateral apsidal chapel of the church. Therefore, it was only at a later date, probably in the Angevin period, that the cemetery area was obliterated and the structures of the Episcopal complex of the church at Montecorvino were built. The 2012 campaign provided a better definition of the plan of this complex, formed by four connecting rooms, the two northern ones communicating directly with the church.

_Trenches II-III-IV. Castrum area_

In 2012 excavations continued in trench II, situated by the south-western corner of the tall south tower dominating the _castrum_ area. The deepening of the trench clearly showed the existence of settlement phases pre-dating the tower’s construction (probably in the late Norman period), attested by the line of a wall that probably developed for some length. The tower’s substructure, consisting of a massive footing, was also exposed in the same trench. Excavation in the _castrum_ area also brought to light a room with a vaulted ceiling (probably of Swabian date), and the perimeter of a room suggested to have been a kitchen was identified. A tile cooking surface (Angevin) was present in this room. South of the castle, a sequence of structural alterations was documented, which had been made to an original architectural nucleus situated at the edge of the ditch protecting the Rocca and probably built in the 15th century.

_Trench VI. The town_

A further investigation was made in this area where only small trench had been excavated in 2010. A long wall belonging to a vast room, which probably faced onto a road, was identified in the quarter between the tower and the cathedral. Subsequently, this room was divided into at least two spaces. Another wall with large stone slabs and the mouth of a grain pit were uncovered outside this large room. (Pasquale Favia e Roberta Giuliani)
Team
Archaeobotanist - Girolamo Fiorentino
Archaeologist - Francesco D'Adduzio
Archaeologist - Enza Battiante
Archaeologist - Luca D'Altilia
Archaeologist - Giulio D’Amelio
Archaeologist - Francesco Monaco
Archaeologist - Olga Pastore
Finds specialist - Anna Ignelzi
Geologist - Giacomo Eramo
Osteologist - Valentina dell’Anno
Supervisor - Angelo Cardone
Supervisor - Cinzia Corvino
Supervisor - Marco Maruotti
Supervisor - Severina Mucciolo
Supervisor - Vincenzo Valenzano

Media

Name
Montecorvino
Year
2013
Summary
it Dal 24 giugno al 27 luglio 2013 si è svolta l’8a campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, provincia di Foggia).
L'intervento costituisce la 6a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica.
Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione del rilievo su cui sorge il _castrum_, concentrandosi in particolare nell’area est (saggio III) e nel settore nordovest (saggio IV) e si è proposta di indagare più ampiamente la zona dell’abitato (saggio VI).

_Saggio III. Area nord-est del castrum_

È stata ripresa l’indagine del fianco orientale della collina, più ad Est dei saggi effettuati negli anni precedenti, per verificare sia la natura del rialzo su cui sorge l’insediamento fortificato, sia la presenza del fossato, suggerita dalla conformazione del terreno.

Lo scavo ha portato ad intercettare un grande ambiente, forse un magazzino, e a riconoscere lavori di sistemazione del fianco collinare, ascrivibili, in base ai materiali, alla tarda età angioina.
Queste vestigia furono poi obliterate da strati argillosi, su uno dei quali fu costruita, in età tardo medievale, una nuova cortina di terrazzamento o delimitazione in cui si apriva una porta, poi tompagnata.

L’abbandono dell’area è collocabile nel corso dell’Età moderna,

_Saggio IV. Area nord-ovest del castrum_

In questo settore sono stati svolti unicamente lavori di pulizia e diserbaggio. Essi hanno consentito di porre meglio in luce la cresta del muro di recinzione nordoccidentale dell’area del _castrum_, appoggiato alla torre pentagonale, e di osservare che a questa struttura di cinta dovevano addossarsi internamente alcuni ambienti.

Anche sul versante ad est della torre pentagonale si è rilevata la presenza di una cortina di recinzione, leggibile però soltanto sul paramento esterno e distante circa 1,80 m dalla torre stessa; è possibile che in questo punto esistesse una porta di accesso all’area castrense, protetta dall’edificio pentagonale.

_Saggio VI. Area dell’abitato_

Nel settore urbano si è ampliata e approfondita l’indagine del fabbricato individuato nel 2012, con la finalità di indagarne il vano ovest; le ricerche hanno consentito di delineare 4 fasi di occupazione cui si associano diversi interventi di distruzione e costruzione.

Un secondo sondaggio è stato impostato a nord-ovest dell’edificio, area verosimilmente interessata dalla presenza della strada principale che attraversava l’intero poggio; qui, al disopra di un primo livello d’uso connesso ad irregolari cordoli di pietre giustapposte, sono state intercettate due fosse-immondezzaio, colme di terra argillosa, carboni, ossa animali, cariossidi, fr. ceramici e, limitatamente alla più grande delle due, mattoni cotti e crudi.

Nell’area settentrionale del saggio, a seguito di una più accurata pulizia degli strati umiferi, sono stati messi in evidenza diversi allineamenti murari pertinenti a strutture verosimilmente abitative e/o funzionali.
In questo settore lo scavo ha riguardato esclusivamente una fossa per la conservazione di derrate, ubicata quasi al limite nord del saggio, colmata non prima del XIV sec.
en This was the sixth excavation campaign on the settlement site. This season, the hill on which the _castrum_ stood was explored, in particular the eastern area (trench III) and the north-western sector (trench IV). In addition, further investigation of the settlement area (trench VI) was planned.

_Trench III. North-eastern area of the castrum_

The investigation on the east side of the hill continued, further east than the trenches opened in previous years, in order to examine the nature of the rise on which the fortified settlement stands and check for the presence of a ditch suggested by the lie of the terrain.
The excavation intercepted a large room, perhaps a storeroom, and identified interventions carried out on the hillside, dated by the finds to the late Angevin period. Clayey layers obliterated these structures. A new terracing or perimeter wall in which there was a gate, later blocked, was built on top of one of these layers in the late medieval period.
The area was abandoned during the modern era.

_Trench IV. North-west area of the castrum_

No excavation took place in this area, only the clearing of vegetation and cleaning. This made it easier to see the crest of the north-western curtain wall of the _castrum_ area abutting the pentagonal tower and showed that several rooms must have abutted the interior of this wall.
The presence of a curtain wall was also documented to the east of the pentagonal tower, however, only the external facing was visible at about 1.80 m from the tower itself. It is possible that a gate into the _castrum_ existed at this point, protected by the pentagonal structure.

_Trench VI. Settlement area_

In the urban area, work continued on the building identified in 2012, with the aim of investigating the west room. At least four occupation phases were defined, associated with several episodes of destruction and construction. A second trench was opened north-west of the building, where the main road crossing the hill probably passed. Here, overlying a first occupation level associated with irregular kerbs made of juxtaposed stones, there were two midden pits, filled with clayey soil, charcoal, animal bones, kernels, and pottery fragments. The larger of the two also contained baked and unbaked bricks.

In the northern part of the trench, several walls were exposed below the top soil that probably relate to a residential and/or functional structure. In this sector, excavation was limited to the investigation of a grain pit situated almost at the north edge of the trench that was not filled before the 14th century.

Media

Name
Montecorvino
Year
2014
Summary
it Dal 9 giugno al 26 luglio 2014 si è svolta la nona campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, prov. di Foggia). Questo intervento costituisce la 7a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione del rilievo su cui sorge il castrum, concentrandosi in particolare nell’area est (saggio III) e nel settore meridionale (saggio II), si è proposta di indagare più ampiamente la zona dell’abitato (saggio VI) e ha ripreso il saggio nella chiesa cattedrale (saggio I)

Saggio I - Area della cattedrale
I lavori di rimozione della pietraia localizzata a Ovest del margine di scavo dell’episcopio, mediante mezzi meccanici, ha consentito di riconoscere, sia pur in cresta, alcuni elementi strutturali, utili alla ricostruzione generale del complesso. In particolare è stato intercettato il muro occidentale pertinente all’ampliamento del nucleo edilizio primigenio (limitato all’amb. 5 costruito nel periodo IVa, nel tardo XIII sec.), che pertanto venne ad assumere nel periodo IVb (XIV sec.) le ragguardevoli dimensioni di circa 175 m2 (18,80x9,30 m.).

Non è stato possibile appurare se il settore esteso ad Ovest degli ambb. 24 e 28 sia anch’esso costruito o rappresenti uno spazio recintato, scoperto, adibito ad usi differenti da quelli più strettamente abitativi. In appoggio al muro occidentale dell’amb. 24 è stato individuato un insieme strutturale articolato, interpretabile, per lo meno nella sua configurazione finale, come una scala di accesso al piano superiore dell’ala Est.

In ogni caso gli scavi 2014 condotti nel settore si sono incentrati prevalentemente all’interno della parte orientale del fabbricato, specificatamente all’interno dell’amb. 24, uno dei vani aggiunti nel periodo IVb (XIV sec.), insieme all’amb. 15 cui era collegato da una porta; l’amb. 24 si affacciava a Nord su un corridoio (amb. 28) adiacente alla chiesa, sul quale prospettavano due accessi affiancati all’aula di culto, l’ingresso all’amb. 5 ed una porta di collegamento con la parte occidentale del polo. L’indagine stratigrafica ha consentito di accertare la funzione del vano 24 (dotato anche di una banchina aderente al muro ovest) come amb. di servizio, nel quale erano forse depositati gli attrezzi agricoli ed in cui si provvedeva alla loro manutenzione (traccia di piccole attività metallurgiche documentate da scorie di ferro); l’incendio delle travi di un solaio (forse di un soppalco) o ancora del sottotetto, seguito dal crollo del tetto e della parte sommitale dei muri, obliterò le tracce dell’uso originario dello spazio, successivamente riadattato per una frequentazione di tipo precario (periodo IVc o V: XV sec.); i crolli successivi (periodo V-VI: tardo XV-XVI sec.) ne decretarono la dismissione sancita anche dal tompagno della porta di accesso.


Saggio II. Area sud del castrum
La ripresa dello scavo in questa area ha analizzato il quadro stratigrafico esterno al tratto meridionale della cortina della rocca castrale della cittadina. In particolare la ricerca archeologica ha rinvenuto due segmenti murari di differenti fasi e fatture. Entrambi si collocano stratigraficamente ad un periodo insediativo antecedente al circuito perimetrale castrense; sulla base dei reperti ceramici queste strutture risultano obliterate ante XIII secolo, verosimilmente seconda metà

Saggio III. Fronte orientale del castrum
In quest’area è stato messo in luce un allineamento murario di circa 8 m. che potrebbe rappresentare il fronte murario di recinzione dell’area signorile in epoca bassomedievale e di articolazione della configurazione planimetrica interna. La testata muraria potrebbe segnare il segno del varco di accesso al castrum , dal versante dell’abitato con attraversamento del fossato.

Saggio VI. Area dell’abitato
Nel settore urbano si è ampliata e approfondita l’indagine del fabbricato individuato nel 2012-2013, con la finalità di indagarne il vano sud; le ricerche hanno consentito di articolare ulteriormente i periodi di occupazione in cinque momenti cui si associano diversi interventi di distruzione e costruzione.

La fase più antica è rappresentata da un piano d’uso in terra battuta su cui fu installata una serie di fosse di forma circolare o elissoidale. La successiva frequentazione, presuntivamente collocabile in epoca bassomedievale è costituita dall’edificazione di un grande ambiente di forma rettangolare (8.70x6.40), con piano d’uso in terra battuta. Successivamente tale edifico fu frazionato e articolato in più spazi e ambienti tramite setti murari divisori. ( Pasquale Favia e Roberta Giuliani, Cinzia Corvino, Vincenzo Valenzano)
it Dal 9 giugno al 26 luglio 2014 si è svolta la nona campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, prov. di Foggia). Questo intervento costituisce la 7a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione del rilievo su cui sorge il _castrum_, concentrandosi in particolare nell’area est (saggio III) e nel settore meridionale (saggio II), si è proposta di indagare più ampiamente la zona dell’abitato (saggio VI) e ha ripreso il saggio nella chiesa cattedrale (saggio I).

_Saggio I - Area della cattedrale_
I lavori di rimozione della pietraia localizzata a Ovest del margine di scavo dell’episcopio, mediante mezzi meccanici, ha consentito di riconoscere, sia pur in cresta, alcuni elementi strutturali, utili alla ricostruzione generale del complesso. In particolare è stato intercettato il muro occidentale pertinente all’ampliamento del nucleo edilizio primigenio (limitato all’amb. 5 costruito nel periodo IVa, nel tardo XIII sec.), che pertanto venne ad assumere nel periodo IVb (XIV sec.) le ragguardevoli dimensioni di circa 175 m2 (18,80x9,30 m.).

Non è stato possibile appurare se il settore esteso ad Ovest degli ambb. 24 e 28 sia anch’esso costruito o rappresenti uno spazio recintato, scoperto, adibito a usi differenti da quelli più strettamente abitativi. In appoggio al muro occidentale dell’amb. 24 è stato individuato un insieme strutturale articolato, interpretabile, per lo meno nella sua configurazione finale, come una scala di accesso al piano superiore dell’ala Est.

In ogni caso gli scavi 2014 condotti nel settore si sono incentrati prevalentemente all’interno della parte orientale del fabbricato, specificatamente all’interno dell’amb. 24, uno dei vani aggiunti nel periodo IVb (XIV sec.), insieme all’amb. 15 cui era collegato da una porta; l’amb. 24 si affacciava a Nord su un corridoio (amb. 28) adiacente alla chiesa, sul quale prospettavano due accessi affiancati all’aula di culto, l’ingresso all’amb. 5 ed una porta di collegamento con la parte occidentale del polo. L’indagine stratigrafica ha consentito di accertare la funzione del vano 24 (dotato anche di una banchina aderente al muro ovest) come amb. di servizio, nel quale erano forse depositati gli attrezzi agricoli ed in cui si provvedeva alla loro manutenzione (traccia di piccole attività metallurgiche documentate da scorie di ferro); l’incendio delle travi di un solaio (forse di un soppalco) o ancora del sottotetto, seguito dal crollo del tetto e della parte sommitale dei muri, obliterò le tracce dell’uso originario dello spazio, successivamente riadattato per una frequentazione di tipo precario (periodo IVc o V: XV sec.); i crolli successivi (periodo V-VI: tardo XV-XVI sec.) ne decretarono la dismissione sancita anche dal tompagno della porta di accesso.

_Saggio II. Area sud del castrum_
La ripresa dello scavo in questa area ha analizzato il quadro stratigrafico esterno al tratto meridionale della cortina della rocca castrale della cittadina. In particolare la ricerca archeologica ha rinvenuto due segmenti murari di differenti fasi e fatture. Entrambi si collocano stratigraficamente ad un periodo insediativo antecedente al circuito perimetrale castrense; sulla base dei reperti ceramici queste strutture risultano obliterate ante XIII secolo, verosimilmente seconda metà

_Saggio III. Fronte orientale del castrum_
In quest’area è stato messo in luce un allineamento murario di circa 8 m. che potrebbe rappresentare il fronte murario di recinzione dell’area signorile in epoca bassomedievale e di articolazione della configurazione planimetrica interna. La testata muraria potrebbe segnare il segno del varco di accesso al _castrum_, dal versante dell’abitato con attraversamento del fossato.

_Saggio VI. Area dell’abitato_
Nel settore urbano si è ampliata e approfondita l’indagine del fabbricato individuato nel 2012-2013, con la finalità di indagarne il vano sud; le ricerche hanno consentito di articolare ulteriormente i periodi di occupazione in cinque momenti cui si associano diversi interventi di distruzione e costruzione.

La fase più antica è rappresentata da un piano d’uso in terra battuta su cui fu installata una serie di fosse di forma circolare o elissoidale. La successiva frequentazione, presuntivamente collocabile in epoca bassomedievale è costituita dall’edificazione di un grande ambiente di forma rettangolare (8.70x6.40), con piano d’uso in terra battuta. Successivamente tale edifico fu frazionato e articolato in più spazi e ambienti tramite setti murari divisori.

Media

Name
Montecorvino
Year
2015
Summary
it Dal 16 giugno al 30 luglio 2015 si è svolta la decima campagna di ricerca archeologica in località Montecorvino (comune di Volturino, prov. di Foggia). Questo intervento costituisce la 8a stagione di scavo archeologico su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. Questa stagione di ricerca ha proseguito l’esplorazione della residenza vescovile, addossata alla cattedrale (saggio) e nel settore settentrionale dell’area castrense (saggi III-IV). Per ragioni logistiche, non è stato possibile proseguire la ricerca nell’abitato

_Area della cattedrale. Saggio I_

Le ricerche svolte nel luglio 2015 nell’area dell’episcopio sono state orientate da un lato al completamento dell’indagine stratigrafica all’interno del corridoio 28, esplorato nel 2012 esclusivamente nella porzione orientale, dall’altro hanno investito principalmente il settore a Ovest degli ambienti 24-28, quasi del tutto inesplorato.

Gli scavi nel corridoio 28 hanno consentito di raggiungere il livello da cui prese avvio la costruzione dell’ampliamento dell’episcopio (periodo IVb), un piano argilloso apprestato per regolarizzare la superficie di calpestio tra le tombe del cimitero che occupava fino a quel momento (periodi II e III) l’area a Sud della Cattedrale; al di sopra di questo suolo sono stati rintracciati lembi del battuto di frequentazione del periodo IVb; su queste superfici si sono poi avvicendati crolli (contenenti materiali relativi sia al disfacimento dei tetti, sia delle murature d’ambito) e piani di frequentazione precari relativi alle fasi più tarde (periodi IVc-d e V).

Per quanto riguarda invece il settore ad Ovest degli ambienti 24-28, le ricerche hanno permesso di portare in evidenza le strutture perimetrali di un nuovo ambiente (38), affiancato al 24 e costruito contestualmente ad esso nel periodo IVb, dotato di un affaccio sul lato nord, prospiciente su uno spazio aperto, rivestito da un acciottolato; questo piano d’uso è sembrato realizzato in modo da inglobare al suo interno i resti delle strutture tombali del cimitero del periodo II e III . Nell’angolo tra gli ambb. 24 e 38 è stata portata in luce la struttura di una scala che consentiva l’accesso dall’esterno al piano superiore dell’episcopio. Diversi strati di crollo, depositatisi tra periodo IV c e V, andarono ad obliterare le tracce di questa occupazione.

_Area del castrum. Settore Nord-Est. Saggio III_

In questo settore della zona signorile è stato messo più chiaramente in luce un lungo fronte murario con testata, interpretabile come la risistemazione, verosimilmente di età angiona del fronte di ingresso al poggio rialzato della rocca castrense. Questa cortina muraria è preceduta, sul fronte rivolto verso l’abitato da due paralleli muretti di semplice fattura, edificati controterra; verosimilmente essi fungono da strutture di contenimento, supporto terrazzamento della fascia antistante l’ingresso bassomedievale alla zona signorile e alla rocca castrense. Successivamente fra i due muretti controterra venne praticate una rozza canaletta, verosimilmente per il deflusso delle acque discendenti dal rilievo del _castrum_.

_Area del castrum. Settore Nord-Ovest. Saggio IV_

In questo settore è stato messo in luce un segmento murario, purtroppo non definibile nella suo sviluppo, stratigraficamente attribuibile a epoca bizantina o normanna. Lo scavo ha portato in evidenza uno spesso, imponente setto murario verosimilmente in rapporto con la torre pentagonale settentrionale di fortificazione del _castrum_, databile forse ad epoca sveva.

Presso questo grosso muro vi era un silos granario. Successivamente in appoggio alla torre pentagonale, nel corso del XIII secolo fu edificato un nuovo fronte settentrionale di recinzione dell’area; esso servì anche come muro portante per la formazione di un nuovo vano giustapposto alla torre, munito di una nuova fossa granaria che obliterò la precedente.
en This was the 10th campaign of archaeological research on the site in the locality of Montecorvino (Volturino, FG) and the 8th campaign of excavations on this abandoned settlement in the Monti Dauni. This season, exploration of the bishop’s residence abutting the cathedral (trench I) continued and excavation also took place in the northern sector of the _castrum_ area (trenches III-IV). For logistical reasons it was not possible to continue excavation within the residential part of the settlement.
Cathedral Area Trench I
This season’s excavations aimed to complete the stratigraphic investigation in corridor 28 (partially investigated in 2012), and investigate the sector west of rooms 24-28, which was largely unexplored.
The excavations in corridor 28 reached the level at which the construction of the extension to the bishop’s residence began (period IVb), represented by a clay surface that was laid in order to level the ground between the tombs in the cemetery which until that moment (periods II and III) occupied the area south of the cathedral. Above this layer there were patches of a beaten surface dating to period IVb. The latter was then buried by collapsed material (from roofs and walls) and occupation levels relating to the later phases (period IVc-d and V).
In the sector to the west of rooms 24-28, the excavations uncovered the perimeter walls of a new room (38), next to room 24 and built at the same time in period IVb. The new room opened onto an open space with a cobblestone floor on its north side. The floor seemed to have incorporated the remains of tomb structures from the period II and III cemetery. Remains of a staircase leading from the outside to the upper floor of the bishop’s residence were uncovered in the corner between rooms 24 and 38. Several layers of collapse, deposited between period IVc and V, obliterated the traces of this occupation.

_Castrum_ area. North-east sector. Trench III
In this sector of the nobles’ living area, more work was done on a long wall with a header, interpreted as the restructuring, probably in the Angevin period, of the facade providing access to the rise on which the _castrum_ keep stood. On the side facing the town, this curtain wall was preceded by two low parallel walls built directly against the terrain. These were probably retaining walls supporting the terrace in front of the late medieval entrance to the aristocratic area and the keep. Subsequently, a roughly-made channel was inserted between the two retaining walls, probably for the drainage of water coming down from the _castrum_ hill.

_Castrum_ area. North-western sector. Trench IV
In this area a section of wall was uncovered that can be attributed to the Byzantine or Norman period.
A wide wall was exposed, probably relating to the northern pentagonal tower of the _castrum_ fortifications, perhaps datable to the Swabian period. Alongside this was there was a grain silo. During the 13th century, a new northern enclosure wall was built abutting the pentagonal tower. This functioned as a supporting wall for the creation of a new room adjacent to the tower, with a new grain silo that obliterated the earlier one.
Director
Pasquale Favia

Media

Name
Montecorvino
Year
2016
Summary
it Dal 20 giugno al 30 luglio 2015 si è svolta l’undicesima campagna di ricerca archeologica a Montecorvino (comune di Volturino-FG). Questo intervento costituisce la nona stagione di scavo su questo insediamento abbandonato dei Monti Dauni, dopo le prime due dedicate ad operazioni preventive e di diagnostica archeologica. In tale stagione si è proseguita l’esplorazione della residenza vescovile, addossata alla cattedrale (saggio I) e nel settore settentrionale dell’area castrense (saggi III-IV). Per ragioni logistiche, non è stato possibile proseguire la ricerca nell’abitato.

_Area della cattedrale. Saggio I_

Le ricerche svolte nel 2016 nell’area dell’episcopio hanno portato avanti la strategia del 2015, finalizzata all’approfondimento della stratigrafia all’interno del corridoio 28, di collegamento fra chiesa ed episcopio stesso, al di sotto dei piani connessi alla costruzione e alla frequentazione del complesso vescovile. A quote più basse rispetto a tali livelli fondativi, in effetti, si è ritrovato un piano d’uso tagliato da quattro fosse funerarie, testimonianza di una più ampia area cimiteriale all’esterno sud della cattedrale.

Due tombe, frutto della suddivisione di un’originaria unica fossa, presentano una struttura a “triplice risega” che permetteva l’appoggio delle lastre di differenti livelli di copertura. I resti ossei rinvenuti, privi di connessione, si riferiscono a un alto numero di individui. Un’altra tomba presentava una struttura ad ossario, con tre lastre infisse nelle pareti per l’appoggio delle deposizioni. Una maggiore estensione della necropoli è dimostrata dall’affioramento di sepolture anche al disotto dei livelli d’uso e costruttivi del contiguo amb. 38.
Quest’ultimo spazio rappresenta un ampliamento occidentale del complesso episcopale; l’ambiente subì poi danneggiamenti che costrinsero ad un puntellamento con pali lignei. In questa fase ad ovest dell’ambiente 38 fu edificato un ulteriore ambiente, indagato ad ora parzialmente. Esso risulta separato dal vano 38 medesimo da uno stretto corridoio al quale si accedeva mediante una soglia a gradini, rialzata rispetto al piano di circolazione esterno, con un concio squadrato di riutilizzo.

_Area del castrum_

_Settore Est. Saggio III_

In questo settore della zona signorile è proseguita la ricerca finalizzata a ricomporre il sistema di fossato, terrapieno e cinta muraria della rocca, già individuato negli anni scorsi. nel 2014 era stato individuato un fronte murario alla base del poggio castrale, che si concludeva con una testata, la quale pare contrassegnare un varco d’accesso al _castrum_. Sulla linea di questo setto, nel saggio 2016, non è stata trovata traccia di strutture; l’ingresso poteva dunque verosimilmente conformarsi in un sistema a barriere “sfalsate, o a “chicane”. E’ stato invece recuperato un segmento che pare ricollegabile alla cortina edificata controterra che corre a Est al suddetto muro, verso l’abitato, già in parte scavata negli ultimi anni; si ricostruisce dunque un lungo sviluppo murario, di andamento curvilineo che fungeva da opera di contenimento-terrazzamento-sostegno della fascia antistante l’ingresso bassomedievale alla zona signorile e alla rocca castrense, probabilmente in una fase, di fine XIII-XIV secolo, di parziale riempimento del fossato che divideva il _castrum_ dai quartieri urbani.

_Settore Nord-Ovest. Saggio IV_

In questo settore del _castrum_, connotato dai resti di una torre “a puntone” è stato messo in luce un ulteriore tratto dello spesso setto murario che corre parallelo al lato occidentale del bastione; l’ampliamento e l’approfondimento dello scavo portano ora ad ipotizzare, seppure con necessità di verifiche, una sua preesistenza rispetto alla stessa torre ed una sua possibile, presumibile collocazione cronologica fra età bizantina e normanna.

Lo scavo ha inoltre portato in evidenza unità murarie riferibili alla sistemazione dell’area in rapporto all’erezione del suddetto bastione; l’indagine ha poi ulteriormente esposto il fronte nordorientale della cinta muraria delle rocca in epoca angioina, leggibile su 12 m. Sulla stessa cinta furono poi attestati i muri perimetrali di alcuni ambienti: al già individuato amb. 34, si giustappongono, verso Est, altri spazi recintati: l’amb. 40 e forse un secondo che lo scavo ha solo prefigurato.
en This was the 11th campaign of archaeological research at Montecorvino and the 9th season of excavation on this abandoned settlement in the Monti Dauni, after the first two seasons dedicated to rescue interventions and evaluation of the site’s archaeology. This year, exploration continued in the bishop’s residence next to the cathedral (trench I), and in the north sector of the _castrum_ (trenches III-IV). Logistical problems prevented the continuation of work in the residential area.

_Trench I, cathedral area_

Work continued the 2015 strategy aimed at investigating the stratigraphy inside corridor 28, linking the church to the bishop’s residence, below the levels connected with the construction and occupation of the Episcopal complex. In fact, below the foundations a floor surface cut by four graves was identified, attesting the presence of a large cemetery area outside the cathedral’s south side.

Two tombs, the result of the division of a single grave, presented a structure with “triple offset” that allowed the covering slabs to be placed at different levels. The skeletal remains, not articulated, belonged to numerous individuals. Another tomb was an ossuary, with three slabs fixed into the walls on which to place the depositions. The emergence of burials below the occupation and construction levels of adjacent room 38 indicates that the cemetery extended further.

This latter space represents an extension to the west of the Episcopal complex; the room later suffered damage that required shoring with timber posts. In this phase, another room was built to the west of room 38 (partially investigated). It was separated from room 38 by a narrow corridor, which was entered via a stepped threshold, raised with respect to the exterior floor surface, with a reused ashlar block.

_Castrum_ area
_East sector. Trench III_

In this sector of the zone occupied by the nobility, the research aimed at reconstructing the Rocca’s ditch, earthwork, and curtain wall system that was identified in previous years. In 2014, the face of a wall was identified at the base of the low hill, which terminated with a header that seemed to mark an entrance to the _castrum_. No trace of structures on the line of this wall were found in the 2016 trench; the entrance could probably have taken the form of a system of staggered or chicane barriers. A section of a structure was exposed, probably relating to the curtain wall built up against the terrain that ran east from the wall towards the residential area (partially excavated in recent campaigns). Therefore, a long stretch of curved wall can be reconstructed, which functioned as containment – terracing – support of the strip of terrain in front of the late medieval entrance to the aristocratic zone and the Rocca, probably in a phase (late 13th-14th century) when the ditch dividing the _castrum_ from the various urban quarters was partially filled.

_North-west sector. Trench IV_

In this sector of the _castrum_, where the remains of a salient tower are present, another stretch of the same wide wall that runs parallel to the west side of the bastion was uncovered. The extension and deepening of the excavation now suggest there was a pre-existing structure on the site of the tower, although this needs to be verified, presumably datable to between the Byzantine and Norman periods.

The excavations also uncovered walls relating to the organization of the area when the bastion was built. Investigations took place on the north-eastern front of the curtain wall dating to the Angevin period, legible for 12 m. The perimeter walls of a number of rooms were built on this curtain wall; on the east side of room 34 (already identified), there was another room (40) and evidence suggesting there may be a second room.

Media

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    P. Favia, C. Corvino, G. De Venuto, M. Maruotti, S. Mucciolo, V. Valenzano, 2014, Modelli di trattamento degli alimenti in un contesto castrense medievale: la cucina e la dispensa della rocca di Montecorvino, in “Facta”, A Journal of Late Roman, Medieval and Post-medieval Material Culture Studies, n. 8: 25-55.
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Location

Ancient Site Name
Montecorvino (Mons Corbinus)
Location
Torre di Montecorvino
Easting
15.148867
Northing
41.516778