Name
Peter Wheeler
Organisation Name
University of Southampton

Season Team

  • AIAC_1897 - Porto - 2009
    The third and final season of excavations at Portus were undertaken for two weeks in the first half of July, and between the 26th August and the 23rd October. This involved the continuation of excavation on the western side of the side at the foot of the late antique walls, within the large building at the southern end of the site (Building 5), on the western side of the cistern block (Buildings 1 and 3) and on the western side of the path in the direction of the main body of the “Palazzo Imperiale.” Overall an area of c. 3000 square metres has now been excavated with an international team of c 50 people, resulting in the identification of seven main periods of structural development along the eastern side of the “Palazzo Imperiale.” One of the highlights of the season included the discovery of the western side of the amphitheatre, which was found to be inscribed within a monumental hemicycle, a seriously of luxuriously appointed rooms lying immediately to the west which formed the eastern edge of a garden complex. The rooms generated large quantities of imported marble, including a very fine head, possibly representing Ulysses, and environmental material. Another was the discovery of the Claudian mole and an associated series of beach deposits. In addition to the excavation, there was an intensive programme of Ground Penetrating Radar survey covering the whole of the “Palazzo Imperiale,” further environmental coring (with the Université de Lyon) and a first programme of helicopter-based infra-red photography of the whole of Portus and the Isola Sacra (with the University of Ghent).
  • AIAC_1897 - Porto - 2013
    Gli scavi per la Field School del Portus Project (24 giugno-12 luglio 2013) si sono concentrati nell’Edificio 5, “navalia”, e negli Edifici 8 e 3, facenti parte del “Palazzo Imperiale”. L’Edificio 5 (circa 240mx60m), articolato in grandi navate da 12 o 18m separate in gruppi da corridoi, fu costruito sotto Traiano, quando fu probabilmente usato per la costruzione e/o manutenzione di navi commerciali o da guerra. Tale edificio ebbe poi importanti trasformazioni alla fine del II d.C., quando molte navate vennero suddivise, e in età tardoantica quando verrà incluso nelle mura della città e infine occupato da sepolture. E’ stato realizzato un nuovo saggio stratigrafico nella grande navata già oggetto di indagini nel 2011-2012, dove è stata rimossa la massicciata del III d.C. su cui si conservavano resti delle _suspensurae_ di IV-V d.C., consentendo così di raggiungere prima i livelli di II d.C. connessi alla suddivisione della navata e poi i livelli pavimentali traianei costituiti da massicciate e depositi di sabbia, con profonde abrasioni e numerose buche di palo. Il Palazzo Imperiale è un complesso che si estende per circa 3 ettari su una penisola al centro del porto, situata tra il bacino esagonale di Traiano e il più antico bacino di Claudio. Dal 2012 lo scavo ha interessato l’angolo nordorientale del complesso (Edificio 8) con una strategia coordinata al restauro intrapreso sotto la direzione del dott. Angelo Pellegrino (SSBAR). Allo stato attuale il complesso, originariamente su tre livelli, conserva solo il piano terra e parte del primo piano. L’edificio, costruito in età traianea, mostra un lungo utilizzo con cambiamenti strutturali. Sono stati indagati alcuni ambienti del primo piano; tra questi una latrina con resti dell’originario pavimento traianeo in mosaico bianco e nero, tagliato per l’inserimento di un nuovo pavimento marmoreo, connesso al rifacimento del bancone della latrina e all’apertura di una nuova porta nel IV-V d.C. Tutti i marmi vennero spogliati, presumibilmente alla fine del V d.C. Un altro ambiente al primo piano, di forma trapezoidale e funzione ancora sconosciuta, venne arricchito da una cospicua decorazione marmorea pavimentale e parietale, di cui resta la preparazione, realizzata con lunghi frammenti di anfore africane. E’ stata indagata parte del portico e dell’area scoperta di un peristilio individuando due colonne laterizie ancora rivestite di stucco bianco e il crollo in posto del pilastro angolare, conservato adagiato sui depositi di obliterazione delle strutture. Nel portico è stato inoltre parzialmente scoperto il pavimento a mosaico che conserva una cornice costituita da una treccia policroma, nella parte scoperta i resti di un pavimento a lastre marmoree in fase con la cisterna sottostante. In un corridoio, originariamente scoperto, sono state indagate le colmate di abbandono databili a partire dal VI d.C. L’Edifico 3 è una struttura rettangolare delimitata da muri in _opus testaceum_ e _opus mixtum_, con interno articolato intorno a un peristilio centrale con portici voltati e pavimento in _opus spicatum_ con molteplici rifacimenti. Nel III d.C. fu sede di una manifattura di vasellame vitreo. La pulizia dei depositi di macerie ha rivelato la presenza di numerosi setti murari relativi alle coperture dei corridoi, di grande interesse per la ricostruzione degli alzati dell’edificio e in un punto non interessato da setti murari, si è iniziato un saggio stratigrafico con lo scopo di indagare gli accumuli sul pavimento.
  • AIAC_1897 - Porto - 2014
    Gli scavi si sono concentrati nell’Edificio 5, “navalia”, e negli Edifici 3, 6, 8 facenti parte del “Palazzo Imperiale”. L’Edificio 5 (circa 240mx60m), articolato in grandi navate da 12 o 18m separate in gruppi da corridoi, fu costruito sotto Traiano, quando fu probabilmente usato per la costruzione e/o manutenzione di navi commerciali o da guerra. Tale edificio ebbe poi importanti trasformazioni alla fine del II secolo d.C., quando molte navate vennero suddivise, e in età tardoantica quando verrà incluso nelle mura della città e infine occupato da sepolture. È stato allungato il saggio stratigrafico nella grande navata già oggetto di indagini nel 2013, fino a raggiungere il limite orientale dell’ambiente, dove è stata rimossa la massicciata del III secolo d.C. su cui si conservavano resti delle suspensurae di III e IV-V secolo d.C., consentendo così di raggiungere prima i livelli di II secolo d.C. connessi alla suddivisione della navata e poi i livelli pavimentali traianei costituiti da massicciate e depositi di sabbia, con profonde abrasioni e numerose buche di palo. Il Palazzo Imperiale è un complesso che si estende per circa 3 ettari su una penisola al centro del porto, situata tra il bacino esagonale di Traiano e il più antico bacino di Claudio. L’Edifico 3 è una struttura rettangolare delimitata da muri in opus testaceum e opus mixtum, con interno articolato intorno a un peristilio centrale con portici voltati e pavimento in opus spicatum con molteplici rifacimenti. Nel III secolo d.C. fu sede di una manifattura di vasellame vitreo. Nelle campagne 2012 e 2013 è stato individuato il limite orientale dell’edificio, mentre nell’ultima campagna le indagini si sono concentrate nel settore meridionale, in particolare sono stati scavati gli strati di accumulo fino al raggiungimento del pavimento in opus spicatum in una fascia EW compresa tra due pilastri del portico meridionale. Nell’Edificio 6 è stato aperto un nuovo saggio stratigrafico che ha permesso di rinvenire i resti di un corridoio EW (pavimentato con un mosaico bianco nero di tessere di grandi dimensioni), di un podio e di una massicciata. L’Edificio 8 costruito in età traianea, mostra un lungo utilizzo con cambiamenti strutturali. Si tratta di un complesso di ambienti originariamente disposti su tre livelli lungo la fronte nord occidentale del Palazzo Imperiale intorno a un peristilio centrale, al primo piano, corrispondente a una cisterna, al piano terra. Nell’ultima campagna di scavi si sono conclusi sia l’indagine nel corridoio al primo piano (Room 11) e che il sondaggio nel corridoio (Room 3); è stato inoltre intrapreso un sondaggio lungo la fronte che dava sul porto di Claudio. Nella Room 11 sono stati asportati i depositi databili a partire dal VI secolo d.C. che ricoprivano il livello di spoliazione del pavimento a tarsie marmoree, del quale sopravvive solo un piccolo lacerto e le impronte sulla preparazione relativa. È stata altresì indagata l’area della porta di comunicazione con la Room 9, rinvenendo parte del mosaico policromo già identificato in altra zona dello stesso ambiente nella scorsa campagna. Nella parte meridionale dell’ambiente 3 del piano terra, dove è conservata l’intera sequenza stratigrafica, dai crolli delle demolizioni ai piani pavimentali, si è raggiunta la rampa traianea. Nel saggio lungo la fronte settentrionale sono stati indagati accumuli di macerie e di sabbia derivanti dal disfacimento della facciata nord dell’edificio che hanno restituito ceramica medievale; al di sotto livelli sabbiosi elimo sabbiosi ricchissimi di conchiglie, addossate al molo traianeo.