- Item
- AIAC_3194
- Name
- Muro Leccese, località Cunella
- Date Range
- 700 BC – 50 BC
Seasons
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AIAC_3194 - Muro Leccese, località Cunella - 2011La stipula nel 1999 di un Protocollo d’Intesa tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento e il Comune di Muro Leccese ha creato le premesse per l’avvio di una indagine archeologica sistematica, affidata alla cattedra di Urbanistica del mondo classico dell’Università del Salento e realizzata in un’area di proprietà comunale in località Cunella. Le campagne di scavo, condotte ogni anno tra il 2001 e il 2011, hanno interessato un’area di 2000 mq ca, ubicata in un settore di espansione dell’abitato moderno e nella parte nordorientale dell’abitato messapico. L’area, di forma triangolare, è delimitata sui 3 lati da strade moderne e quindi non sarà possibile un ampliamento di quanto rinvenuto al suo interno. L’area indagata ha restituito una sequenza stratigrafica che va dall’età del Ferro fino al II-I secolo a.C. senza soluzione di continuità. Alla fase iniziale di occupazione dell’area appartiene una capanna con pavimentazione a piccoli ciottoli, utilizzata tra la fine dell’VIII e la prima metà del VI secolo a.C. La documentazione materiale comprende soprattutto impasti e _matt-painted_ _ware_ mentre numericamente limitata appare la ceramica d’importazione, tra cui si segnala tuttavia il frammento di una coppa tipo Thapsos che al momento rappresenta una delle attestazioni cronologiche più antiche. Nel corso della seconda metà del VI a.C., similmente a quanto registrato a Cavallino, si colgono i segni di una organizzazione di tipo urbano. Una strada dal tracciato rettilineo, la cui pavimentazione poggia direttamente sulla roccia di base, costituisce l’elemento di separazione tra settori funzionali diversi. A sud di essa si attestano un’ampia terrazza occupata da un edificio a blocchi, che rientra solo in minima parte nell’area indagata e quindi di definizione funzionale e cronologica ancora incerta; un edificio residenziale, la cui parte ricadente nel triangolo di Cunella supera i 900 mq. La sua planimetria richiama quella della struttura palaziale arcaica di S. Vito dei Normanni, mentre la presenza di una grande teca fittile con ceramiche tardoarcaiche d’importazione testimonia lo svolgimento di pratiche cultuali e cerimoniali. Lo spazio a nord della strada, nonostante la sua estensione molto limitata, ha restituito i segni di una frequentazione segnata dalla presenza di ceramiche attiche di pregio (quali crateri a colonnette attici a figure rosse, _kantharoi_ , _skyphoi_ a vernice nera) e fibule in bronzo databili al V secolo a.C. Nella parte finale del IV secolo a.C. tutta l’area è interessata da interventi edilizi che modificano solo in parte le planimetrie precedenti, ma segnano delle fratture funzionali significative, come l’annullamento della teca. Tracce di incendi, crolli di strutture e segni di un abbandono rapido ed improvviso rappresentano il momento finale del quartiere di Cunella, verosimilmente collegabile con il _bellum sallentinum_ del 260 a.C. Posteriormente al III secolo a.C. soltanto la strada continua ad essere utilizzata nel II-I secolo a.C. in quanto tratto urbano della strada collegante l’abitato messapico di Muro Leccese con il porto di Otranto.
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AIAC_3194 - Muro Leccese, località Cunella - 2013Dal 16 al 27 settembre 2013 è stata condotta la tredicesima campagna di scavo nell’area dell’abitato messapico di Muro Leccese. L’indagine archeologica è stata concentrata nel settore a N della strada, occupato da uno spazio scoperto recintato a destinazione cultuale, dotato di una spessa pavimentazione in tufina pressata e in uso dalla seconda metà del VI fino al IV sec. a.C., quando viene realizzato un nuovo ambiente (fig. 1, amb. 12). Scavi condotti nel 2006, 2008 e 2010 nel contiguo ambiente 11 avevano permesso di individuare la presenza di una sequenza stratigrafica non disturbata e di eccezionale interesse per spessore (m. 1,40 ca.) e per arco cronologico (fine VIII – decenni centrali III sec. a.C.). Tale sequenza ha poi rappresentato la base documentaria per definire le principali fasi insediative che si sono succedute in questo settore dell’abitato messapico: villaggio iapigio (fine VIII-metà VI sec. a.C.); pianificazione e frequentazione delle strutture arcaiche (metà VI-seconda metà IV a.C.); ristrutturazione edilizia di ampi settori (fine IV sec. a.C.); distruzione violenta seguita da un abbandono rapido e definitivo (metà III sec. a.C) (Giardino, Meo 2013). L’intervento del 2013 è stato impostato e realizzato sulla base di due obiettivi. Il primo è stato quello di verificare l’eventuale continuazione e consistenza della sequenza stratigrafica individuata nell’amb. 11 (fig. 1), dato il costante innalzamento di quota del banco roccioso verso E; il secondo obiettivo aveva la finalità di controllare natura e consistenza di alcune anomalie registrate nel corso di indagini preliminari, non invasive, effettuate mediante georadar impulsato da parte di ricercatori dell’IBAM-CNR di Lecce, sotto la guida dell’ing. R. Persico. Per quanto riguarda il primo obiettivo, nel settore immediatamente ad E della pavimentazione in tufina si è constatato che il banco naturale di roccia corre ad una quota nettamente superiore (+ 81,45) rispetto a quella registrata in corrispondenza dell’amb. 11 (+ 80,71) e non presenta buche da palo o tagli riportabili alla presenza di una seconda capanna. Il sottile strato di terreno che ricopriva la roccia ha restituito una consistente quantità di ceramiche ascrivibili all’età del Ferro (impasti, iapigia) e rari frammenti di coppi e di ceramica messapica a fasce di età tardoarcaica. A diretto contatto con la roccia erano presenti un piano di cottura di forma sub circolare, con accanto una sacca di terreno cineroso, e una macina in pietra (fig. 2). La verifica delle anomalie segnalate dalle indagini con georadar impulsato è stata condotta operando un taglio rettangolare (m. 1,20 x 2,50) con andamento E-O nella pavimentazione in tufina pressata (fig. 3). Il banco roccioso è affiorato alla quota di + 81,34/81,30, ed il pacco di terra sovrastante è risultato composto da due strati, diversi per composizione e cronologia. Lo strato inferiore, costituito da terreno omogeneo di colore bruno, ha restituito esclusivamente ceramiche riferibili al periodo di vita del villaggio dell’età del ferro (fine VIII – metà VI sec. a.C.) e una notevole quantità di frammenti di intonaco pertinenti all’elevato di una capanna. Anche in questo settore non sono stati riscontrati tagli o cavità nella roccia di base e in tutta l’area indagata sono risultate scarsamente attestate le ceramiche greche d’importazione, esemplificate da rari frammenti di coppe a filetti, crateri stamnoidi e _kotylai_ mesocorinzie. -
AIAC_3194 - Muro Leccese, località Cunella - 2014Dal 07 al 18 luglio 2014 è stata condotta la tredicesima campagna di scavo nell’area dell’abitato messapico di Muro Leccese. Come negli anni precedenti (Fasti on line 2011 e 2013), le attività di scavo hanno interessato l’area archeologica di proprietà comunale in località Cunella, ubicata nella parte centrorientale del centro antico. Più in particolare, l’indagine archeologica è stata concentrata nella parte meridionale del cortile (fig. 1, amb. 9) del complesso residenziale che margina a S la strada. Scavi condotti fino al 2006 avevano messo in luce un allineamento di pietre di piccole dimensioni e forma irregolare che poteva essere riferibile a una strutture precedente all’impianto del complesso stesso, avvenuto verosimilmente attorno agli inizi del V secolo a.C. (Giardino, Meo 2013a). L’intervento del 2014 è stato impostato e realizzato sulla base di due obiettivi. Il primo è stato quello di verificare una eventuale frequentazione dell’area precedente all’impianto del complesso residenziale arcaico; il secondo obiettivo aveva la finalità di controllare natura e consistenza di alcune anomalie registrate nel corso di indagini preliminari, non invasive, effettuate nel 2012 mediante georadar impulsato da parte di ricercatori dell’IBAM-CNR di Lecce, sotto la guida dell’ing. R. Persico . Per quanto riguarda il primo obiettivo, l’individuazione di una buca da palo in fase con l’allineamento di pietre già visibile nel 2006 e non ancora indagato e di un lembo di acciottolato simile a quello individuato per la capanna a N della strada (fig. 1, amb. 11; Giardino, Meo 2013b) consentono di ipotizzare la presenza di un’altra capanna pertinente al villaggio iapigio pur non riuscendo ad individuarne la planimetria a causa della limitata estensione dell’intervento. I materiali rinvenuti negli strati superiori sono infatti per gran parte compresi tra la fine dell’VIII e la prima metà del VI secolo a.C.; tra gli indicatori principali, oltre ai numerosi frammenti di matt-painted ware con decorazioni riferibili al VII secolo a.C., sono anche stati rinvenuti rarissimi frammenti di materiale d’importazione ( _protokotyle_ corinzia e _kotylai_ mesocorinzie). La presenza di numerose tracce di fuoco, sacche di cenere, frammenti di argilla concotta sono in linea con quanto emerso anche nel contesto iapigio a N della strada mentre la notevole quantità di pietrame di piccole dimensioni è ascrivibile alla fase di abbandono e probabilmente a un livellamento successivo del terreno (Fig. 1). Le rare ceramiche ascrivibili a una primissima fase dell’insediamento arcaico (coppi, ceramica di produzione messapica acroma e a fasce di seconda metà VI - inizi V secolo a.C.) provengono tutte dai livelli più superficiali, comunque ad una quota inferiore rispetto a quella di allettamento dei blocchi del muro perimetrale Est del complesso residenziale. La verifica delle anomalie segnalate dalle indagini con georadar impulsato è stata condotta operando lo scavo in una porzione dell’area interessata dalle indagini, nella quale era stata segnalata una profonda depressione del banco roccioso. Il rinvenimento della roccia, abbastanza regolare, a una quota di 81.15-81.07 m s.l.m. ha consentito di evidenziare come il piano di acciottolato vada a livellare il piano stesso che non presenta tagli o cavità. -
AIAC_3194 - Muro Leccese, località Cunella - 2015Dal 20 al 31 luglio 2015 è stata condotta la quindicesima campagna di scavo nell’area dell’abitato messapico di Muro Leccese. Come negli anni precedenti (Fasti online), le attività di scavo hanno interessato l’area archeologica di proprietà comunale in località Cunella, ubicata nella parte centrorientale del centro antico. Più in particolare, l’indagine archeologica è stata concentrata in due aree: la prima (fig. 1, Area A) nel cortile dell’edificio residenziale messapico; la seconda (fig. 1, Area B) nell’angolo meridionale dell’area archeologica dove, nel corso delle precedenti campagne, è stato messo in luce un edificio tagliato sia ad Est, sia ad Ovest, dalla viabilità moderna. Lo scavo nell’area A ha consentito l’allargamento dell’indagine realizzata lo scorso anno (vedi relazione 2014 su Fasti online). La rimozione di una serie di livelli di terreno ha permesso di verificare l’assenza di strutture ma ha anche consentito la raccolta di una notevole quantità di ceramiche pertinenti alla fase arcaica (metà VI-V sec. a.C.) e, in particolare, all’età del Ferro. Tra i reperti arcaici si segnala la presenza di un frammento di cratere a colonnette a figure rosse verosimilmente attico e numerosi frammenti di elementi architettonici litici; il materiale pertinente all’età del Ferro, invece, è per gran parte costituito da ceramica ad impasto e da ceramica figulina, sia acroma che matt-painted ware. Rare, come del resto anche nelle altre aree finora indagate a Muro Leccese (Giardino, Meo 2013a; 2013b), le ceramiche di importazione inquadrabili tra la metà dell’VIII e la prima metà del VI secolo a.C.; le coppe a filetti di VII sec. a.C. costituiscono la classe numericamente più rappresentata. La rimozione dei livelli archeologici è arrivata fino al banco roccioso (fig. 2) che non doveva essere coperto da terreno nel corso dell’età del Ferro in quanto i materiali archeologici sono stati rinvenuti a contatto diretto con esso. L’area B è ubicata nell’angolo meridionale della località Cunella, in corrispondenza di una struttura (ambiente 10) parzialmente tagliata dai muri di recinzione moderni e in parte indagata nel 2008. L’edificio è stato disturbato anche dal depredamento dei blocchi di fondazione. Lo scavo è stato finalizzato a mettere in luce le trincee di fondazione dei blocchi e il piano pavimentale dell’ambiente al fine di chiarire il momento di fondazione dell’edificio stesso. Le indagini hanno portato alla luce un piano di acciottolato che continua in parte al di sotto dei blocchi ed è dunque precedente alla struttura che è inquadrabile cronologicamente, grazie alle poche ceramiche rinvenute, tra la metà del IV sec. a.C. e il _bellum sallentinum_. La realizzazione di alcuni approfondimenti paralleli alle strutture murarie (fig. 3) ha permesso di verificare la diffusa presenza del piano di acciottolato che si presenta quindi come un intervento di livellamento della roccia. La totale assenza di materiali ceramici diagnostici rende particolarmente difficile determinare la datazione dell’intervento. È comunque possibile ipotizzare che il piano di acciottolato possa corrispondere ad un livellamento del banco roccioso connesso con una sistemazione dell’area prima della costruzione dell’edificio il cui impianto, alla luce delle tecniche costruttive, del materiale da costruzione utilizzato e delle poche ceramiche rinvenute, è verosimilmente ascrivibile alla tarda età ellenistica.
Media
- Name
- Muro Leccese, località Cunella
- Year
- 2011
- Summary
-
it
La stipula nel 1999 di un Protocollo d’Intesa tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento e il Comune di Muro Leccese ha creato le premesse per l’avvio di una indagine archeologica sistematica, affidata alla cattedra di Urbanistica del mondo classico dell’Università del Salento e realizzata in un’area di proprietà comunale in località Cunella. Le campagne di scavo, condotte ogni anno tra il 2001 e il 2011, hanno interessato un’area di 2000 mq ca, ubicata in un settore di espansione dell’abitato moderno e nella parte nordorientale dell’abitato messapico. L’area, di forma triangolare, è delimitata sui 3 lati da strade moderne e quindi non sarà possibile un ampliamento di quanto rinvenuto al suo interno.
L’area indagata ha restituito una sequenza stratigrafica che va dall’età del Ferro fino al II-I secolo a.C. senza soluzione di continuità.
Alla fase iniziale di occupazione dell’area appartiene una capanna con pavimentazione a piccoli ciottoli, utilizzata tra la fine dell’VIII e la prima metà del VI secolo a.C. La documentazione materiale comprende soprattutto impasti e _matt-painted_ _ware_ mentre numericamente limitata appare la ceramica d’importazione, tra cui si segnala tuttavia il frammento di una coppa tipo Thapsos che al momento rappresenta una delle attestazioni cronologiche più antiche.
Nel corso della seconda metà del VI a.C., similmente a quanto registrato a Cavallino, si colgono i segni di una organizzazione di tipo urbano. Una strada dal tracciato rettilineo, la cui pavimentazione poggia direttamente sulla roccia di base, costituisce l’elemento di separazione tra settori funzionali diversi. A sud di essa si attestano un’ampia terrazza occupata da un edificio a blocchi, che rientra solo in minima parte nell’area indagata e quindi di definizione funzionale e cronologica ancora incerta; un edificio residenziale, la cui parte ricadente nel triangolo di Cunella supera i 900 mq. La sua planimetria richiama quella della struttura palaziale arcaica di S. Vito dei Normanni, mentre la presenza di una grande teca fittile con ceramiche tardoarcaiche d’importazione testimonia lo svolgimento di pratiche cultuali e cerimoniali. Lo spazio a nord della strada, nonostante la sua estensione molto limitata, ha restituito i segni di una frequentazione segnata dalla presenza di ceramiche attiche di pregio (quali crateri a colonnette attici a figure rosse, _kantharoi_ , _skyphoi_ a vernice nera) e fibule in bronzo databili al V secolo a.C.
Nella parte finale del IV secolo a.C. tutta l’area è interessata da interventi edilizi che modificano solo in parte le planimetrie precedenti, ma segnano delle fratture funzionali significative, come l’annullamento della teca. Tracce di incendi, crolli di strutture e segni di un abbandono rapido ed improvviso rappresentano il momento finale del quartiere di Cunella, verosimilmente collegabile con il _bellum sallentinum_ del 260 a.C.
Posteriormente al III secolo a.C. soltanto la strada continua ad essere utilizzata nel II-I secolo a.C. in quanto tratto urbano della strada collegante l’abitato messapico di Muro Leccese con il porto di Otranto. -
en
Excavations were undertaken on communal land in the locality of Cunella, over an area of about 2000 m2 situated on the edge of the modern town and overlying the north-eastern part of the Messapian settlement. Modern roads border the triangular area and therefore further enlargement of the excavation area was not possible. The excavations documented a continuous stratigraphic sequence that runs from the Iron Age to the 2nd-1st century B.C.
The earliest occupation evidence was a hut with a floor of small cobblestones, in use between the end of the 8th century and mid 6th century B.C. The pottery finds were mainly impasto and matt painted ware while a limited number of imported pottery fragments were recovered. These included a fragment of Thapsos type cup which to date is one of the earliest pieces of evidence.
Traces of an urban type organisation were identified dating to the second half of the 6th century B.C., similarly to that documented at Cavallino. A straight road, whose surface rested directly on the bedrock, separated three areas with diverse functions. To the south was a large terrace occupied by a block-built construction, which only just fell within the excavation area and therefore remains of uncertain function and date. A residential building was also situated south of the road, part of which lay within the excavation area covered over 900 m2. The plan was similar to that of the archaic palace structure at S. Vito dei Normanni, while the presence of a large terracotta shrine associated with imported late archaic pottery attests cult and ceremonial practices. Despite its limited extension, the space north of the road produced occupation evidence characterised by the presence of high quality Attic pottery (such as Red-figure column kraters, black glaze _kantheroi_, _skyphoi_) and bronze fibulae dating to the 5th century B.C.
In the final part of the 4th century, building took place across the entire area that only partially modified the earlier layout, but marked significant changes in function such as the suppression of the shrine. Traces of fires, collapses, and signs of rapid and sudden abandonment represent the end of occupation, probably linked with the _bellum_ _sallentinum_ in 260 B.C.
Only the road continued in use in the 2nd-1st centuries as this stretch of urban road linked the Messapian settlement of Muro Leccese with the port of Otranto. - Summary Author
- Liliana Giardino - Università del Salento
Media
- Name
- Muro Leccese, località Cunella
- Year
- 2013
- Summary
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it
Dal 16 al 27 settembre 2013 è stata condotta la tredicesima campagna di scavo nell’area dell’abitato messapico di Muro Leccese. L’indagine archeologica è stata concentrata nel settore a N della strada, occupato da uno spazio scoperto recintato a destinazione cultuale, dotato di una spessa pavimentazione in tufina pressata e in uso dalla seconda metà del VI fino al IV sec. a.C., quando viene realizzato un nuovo ambiente (fig. 1, amb. 12). Scavi condotti nel 2006, 2008 e 2010 nel contiguo ambiente 11 avevano permesso di individuare la presenza di una sequenza stratigrafica non disturbata e di eccezionale interesse per spessore (m. 1,40 ca.) e per arco cronologico (fine VIII – decenni centrali III sec. a.C.). Tale sequenza ha poi rappresentato la base documentaria per definire le principali fasi insediative che si sono succedute in questo settore dell’abitato messapico: villaggio iapigio (fine VIII-metà VI sec. a.C.); pianificazione e frequentazione delle strutture arcaiche (metà VI-seconda metà IV a.C.); ristrutturazione edilizia di ampi settori (fine IV sec. a.C.); distruzione violenta seguita da un abbandono rapido e definitivo (metà III sec. a.C) (Giardino, Meo 2013).
L’intervento del 2013 è stato impostato e realizzato sulla base di due obiettivi. Il primo è stato quello di verificare l’eventuale continuazione e consistenza della sequenza stratigrafica individuata nell’amb. 11 (fig. 1), dato il costante innalzamento di quota del banco roccioso verso E; il secondo obiettivo aveva la finalità di controllare natura e consistenza di alcune anomalie registrate nel corso di indagini preliminari, non invasive, effettuate mediante georadar impulsato da parte di ricercatori dell’IBAM-CNR di Lecce, sotto la guida dell’ing. R. Persico.
Per quanto riguarda il primo obiettivo, nel settore immediatamente ad E della pavimentazione in tufina si è constatato che il banco naturale di roccia corre ad una quota nettamente superiore (+ 81,45) rispetto a quella registrata in corrispondenza dell’amb. 11 (+ 80,71) e non presenta buche da palo o tagli riportabili alla presenza di una seconda capanna. Il sottile strato di terreno che ricopriva la roccia ha restituito una consistente quantità di ceramiche ascrivibili all’età del Ferro (impasti, iapigia) e rari frammenti di coppi e di ceramica messapica a fasce di età tardoarcaica. A diretto contatto con la roccia erano presenti un piano di cottura di forma sub circolare, con accanto una sacca di terreno cineroso, e una macina in pietra (fig. 2).
La verifica delle anomalie segnalate dalle indagini con georadar impulsato è stata condotta operando un taglio rettangolare (m. 1,20 x 2,50) con andamento E-O nella pavimentazione in tufina pressata (fig. 3). Il banco roccioso è affiorato alla quota di + 81,34/81,30, ed il pacco di terra sovrastante è risultato composto da due strati, diversi per composizione e cronologia. Lo strato inferiore, costituito da terreno omogeneo di colore bruno, ha restituito esclusivamente ceramiche riferibili al periodo di vita del villaggio dell’età del ferro (fine VIII – metà VI sec. a.C.) e una notevole quantità di frammenti di intonaco pertinenti all’elevato di una capanna.
Anche in questo settore non sono stati riscontrati tagli o cavità nella roccia di base e in tutta l’area indagata sono risultate scarsamente attestate le ceramiche greche d’importazione, esemplificate da rari frammenti di coppe a filetti, crateri stamnoidi e _kotylai_ mesocorinzie. -
en
This was the 13th season of excavations on the Messapian settlement of Muro Leccese. As in previous campaigns, work took place in the archaeological area owned by the municipal administration in the locality of Cunella, situated in the central-eastern part of the ancient site. This year’s investigations concentrated on the sector north of the road, occupied by an enclosure used for cult purposes, paved in thick surface of pressed crushed tufa and in use between the second half of the 6th and the 4th century B.C., when a new room was created (fig. 1, rm. 12). Excavations in 2006, 2008 and 2010 in the adjacent room 11 exposed a sealed stratigraphic sequence of exceptional interest for its depth (c. 1.40 m) and chronological span (end of the 8th century B.C. – central decades of the 3rd century B.C.). This sequence was used to define the main occupation phases in this sector of the Messapian settlement: Iapygian village (end of the 8th-mid 6th century B.C.); layout and occupation of the archaic structures (mid 6th century-second half of the 4th century B.C.); restructuring in several sectors (end of the 4th century B.C.); violent destruction followed by a rapid and definitive abandonment (mid 3rd century B.C.).
The 2013 intervention had two objectives. The first was to check for the possible continuation and consistence of the sequence in room 11 (fig. 1), given the constant rise in the height of the bedrock towards the east; the second was to check the nature and consistence of several anomalies registered during the geo-radar survey undertaken by IBAM-CNR of Lecce.
As regards the first objective, it was seen that in the sector immediately east of the crushed tufa floor the bedrock lay at a much higher level (+ 81.45) than was recorded in room 11 and did not present any postholes or cuts indicating the presence of a second hut. The thin layer of soil covering the rock contained a substantial amount of Iron Age pottery (impasto and Iapygian ware) and a few fragments of Messapian cups in late archaic banded ware. This would seem to indicate that the layer was formed by an intervention to level the pre-existing occupation layers of the Iapygian village prior to the creation of the sacred enclosure. A sub-circular cooking surface lay in direct contact with the bedrock and alongside it were a pocket of ashy soil and a grindstone (fig.2).
The investigation of the results from the geo-radar survey was undertaken by making a rectangular cut (1.20 x 2.50 m) on an east-west alignment in the crushed tufa floor (fig.3). The bedrock appeared at level +81.34/81.30, and the compact overlying soil was seen to be formed by two layers, different in composition and chronology. The lower layer, made up of homogeneous brown soil only produced pottery relating to the Iron Age occupation of the site (8th-mid 6th century B.C.) and a large quantity of plaster fragments from the walls of a hut. The upper layer, immediately below the crushed tufa floor, was characterised by the presence of numerous pockets of clay and materials very similar to those found in the sector to the east: Iron Age pottery and a few fragments of Messapian cups in late archaic banded ware.
In this sector there were no cuts or cavities in the bedrock and the whole area produced only very few fragments of Greek imported pottery: filleted cups, stamnoide kraters and Mesocorinthian _kotylai_. - Summary Author
- Francesco Meo
Media
- Name
- Muro Leccese, località Cunella
- Year
- 2014
- Summary
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it
Dal 07 al 18 luglio 2014 è stata condotta la tredicesima campagna di scavo nell’area dell’abitato messapico di Muro Leccese. Come negli anni precedenti (Fasti on line 2011 e 2013), le attività di scavo hanno interessato l’area archeologica di proprietà comunale in località Cunella, ubicata nella parte centrorientale del centro antico. Più in particolare, l’indagine archeologica è stata concentrata nella parte meridionale del cortile (fig. 1, amb. 9) del complesso residenziale che margina a S la strada.
Scavi condotti fino al 2006 avevano messo in luce un allineamento di pietre di piccole dimensioni e forma irregolare che poteva essere riferibile a una strutture precedente all’impianto del complesso stesso, avvenuto verosimilmente attorno agli inizi del V secolo a.C. (Giardino, Meo 2013a).
L’intervento del 2014 è stato impostato e realizzato sulla base di due obiettivi. Il primo è stato quello di verificare una eventuale frequentazione dell’area precedente all’impianto del complesso residenziale arcaico; il secondo obiettivo aveva la finalità di controllare natura e consistenza di alcune anomalie registrate nel corso di indagini preliminari, non invasive, effettuate nel 2012 mediante georadar impulsato da parte di ricercatori dell’IBAM-CNR di Lecce, sotto la guida dell’ing. R. Persico
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Per quanto riguarda il primo obiettivo, l’individuazione di una buca da palo in fase con l’allineamento di pietre già visibile nel 2006 e non ancora indagato e di un lembo di acciottolato simile a quello individuato per la capanna a N della strada (fig. 1, amb. 11; Giardino, Meo 2013b) consentono di ipotizzare la presenza di un’altra capanna pertinente al villaggio iapigio pur non riuscendo ad individuarne la planimetria a causa della limitata estensione dell’intervento. I materiali rinvenuti negli strati superiori sono infatti per gran parte compresi tra la fine dell’VIII e la prima metà del VI secolo a.C.; tra gli indicatori principali, oltre ai numerosi frammenti di matt-painted ware con decorazioni riferibili al VII secolo a.C., sono anche stati rinvenuti rarissimi frammenti di materiale d’importazione ( _protokotyle_ corinzia e _kotylai_ mesocorinzie). La presenza di numerose tracce di fuoco, sacche di cenere, frammenti di argilla concotta sono in linea con quanto emerso anche nel contesto iapigio a N della strada mentre la notevole quantità di pietrame di piccole dimensioni è ascrivibile alla fase di abbandono e probabilmente a un livellamento successivo del terreno (Fig. 1). Le rare ceramiche ascrivibili a una primissima fase dell’insediamento arcaico (coppi, ceramica di produzione messapica acroma e a fasce di seconda metà VI - inizi V secolo a.C.) provengono tutte dai livelli più superficiali, comunque ad una quota inferiore rispetto a quella di allettamento dei blocchi del muro perimetrale Est del complesso residenziale.
La verifica delle anomalie segnalate dalle indagini con georadar impulsato è stata condotta operando lo scavo in una porzione dell’area interessata dalle indagini, nella quale era stata segnalata una profonda depressione del banco roccioso. Il rinvenimento della roccia, abbastanza regolare, a una quota di 81.15-81.07 m s.l.m. ha consentito di evidenziare come il piano di acciottolato vada a livellare il piano stesso che non presenta tagli o cavità. -
en
This was the 13th season of excavations on the Messapian settlement of Muro Leccese. As in previous campaigns, work took place in the archaeological area in the locality of Cunella, corresponding with the central-eastern part of the ancient settlement. More precisely, the excavations concentrated on the southern part of the courtyard (fig. 1, room 9) forming part of the residential complex on the south side of the road.
The 2006 excavations had exposed a line of small irregular stones, possibly part of a structure pre-dating the building of the complex, which occurred sometime around the beginning of the 5th century B.C.
The 2014 intervention had two objectives. The first was to check for possible occupation of the area prior to the building of the archaic residential complex; the second to check the nature and consistency of the anomalies registered during the preliminary geophysical survey.
As regards the first aim, the excavations uncovered a posthole in phase with the line of stones seen in 2006 and a patch of cobblestone floor similar to that identified for the hut north of the road (fig. 1, room 11). This evidence suggests the presence of another hut belonging to the Iapygian village, although the plan could not be defined due to the limited nature of the excavations. Most of the materials found in the upper layers dated to between the end of the 8th century B.C. and the first half of the 6th century B.C. Together with the numerous fragments of matt-painted ware with decorations datable to the 7th century B.C., a very few fragments of imported pottery were also recovered (Corinthian _protokotylai_ and meso-Corinthian _kotylai_). The presence of abundant traces of burning, pockets of ash, and fragments of baked clay is in line with what emerged in the Iapygian context north of the road. A substantial spread of small stones can be attributed to the abandonment phase and probably represents a later levelling of the area (fig. 1). The few ceramics ascribable to a very early phase of the archaic settlement (cups, Messapian plain and banded wares dating to the second half of the 6th-early 5th century B.C.) were present in all surface layers, at a lower level than the make up for the blocks in the eastern perimeter wall of the residential complex.
In order to check the geophysical results, a trench was opened in the area where a deep depression in the bedrock was registered. The exposure of the rock, which had a moderately regular surface, at a level of 81.15-81.07 m a.s.l. showed that the cobblestone surface levelled the rock surface, which did not present cuts or hollows. - Summary Author
- Francesco Meo, Università del Salento
- Director
- Liliana Giardino - Università del Salento
- Laura Masiello, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia
- Funding Body
- Università del Salento
Media
- Images
-
MURO LECCESE 2014_Fig_1.jpg
- Name
- Muro Leccese, località Cunella
- Year
- 2015
- Summary
-
it
Dal 20 al 31 luglio 2015 è stata condotta la quindicesima campagna di scavo nell’area dell’abitato messapico di Muro Leccese. Come negli anni precedenti (Fasti online), le attività di scavo hanno interessato l’area archeologica di proprietà comunale in località Cunella, ubicata nella parte centrorientale del centro antico.
Più in particolare, l’indagine archeologica è stata concentrata in due aree: la prima (fig. 1, Area A) nel cortile dell’edificio residenziale messapico; la seconda (fig. 1, Area B) nell’angolo meridionale dell’area archeologica dove, nel corso delle precedenti campagne, è stato messo in luce un edificio tagliato sia ad Est, sia ad Ovest, dalla viabilità moderna.
Lo scavo nell’area A ha consentito l’allargamento dell’indagine realizzata lo scorso anno (vedi relazione 2014 su Fasti online). La rimozione di una serie di livelli di terreno ha permesso di verificare l’assenza di strutture ma ha anche consentito la raccolta di una notevole quantità di ceramiche pertinenti alla fase arcaica (metà VI-V sec. a.C.) e, in particolare, all’età del Ferro. Tra i reperti arcaici si segnala la presenza di un frammento di cratere a colonnette a figure rosse verosimilmente attico e numerosi frammenti di elementi architettonici litici; il materiale pertinente all’età del Ferro, invece, è per gran parte costituito da ceramica ad impasto e da ceramica figulina, sia acroma che matt-painted ware. Rare, come del resto anche nelle altre aree finora indagate a Muro Leccese (Giardino, Meo 2013a; 2013b), le ceramiche di importazione inquadrabili tra la metà dell’VIII e la prima metà del VI secolo a.C.; le coppe a filetti di VII sec. a.C. costituiscono la classe numericamente più rappresentata.
La rimozione dei livelli archeologici è arrivata fino al banco roccioso (fig. 2) che non doveva essere coperto da terreno nel corso dell’età del Ferro in quanto i materiali archeologici sono stati rinvenuti a contatto diretto con esso.
L’area B è ubicata nell’angolo meridionale della località Cunella, in corrispondenza di una struttura (ambiente 10) parzialmente tagliata dai muri di recinzione moderni e in parte indagata nel 2008. L’edificio è stato disturbato anche dal depredamento dei blocchi di fondazione.
Lo scavo è stato finalizzato a mettere in luce le trincee di fondazione dei blocchi e il piano pavimentale dell’ambiente al fine di chiarire il momento di fondazione dell’edificio stesso. Le indagini hanno portato alla luce un piano di acciottolato che continua in parte al di sotto dei blocchi ed è dunque precedente alla struttura che è inquadrabile cronologicamente, grazie alle poche ceramiche rinvenute, tra la metà del IV sec. a.C. e il _bellum sallentinum_.
La realizzazione di alcuni approfondimenti paralleli alle strutture murarie (fig. 3) ha permesso di verificare la diffusa presenza del piano di acciottolato che si presenta quindi come un intervento di livellamento della roccia.
La totale assenza di materiali ceramici diagnostici rende particolarmente difficile determinare la datazione dell’intervento. È comunque possibile ipotizzare che il piano di acciottolato possa corrispondere ad un livellamento del banco roccioso connesso con una sistemazione dell’area prima della costruzione dell’edificio il cui impianto, alla luce delle tecniche costruttive, del materiale da costruzione utilizzato e delle poche ceramiche rinvenute, è verosimilmente ascrivibile alla tarda età ellenistica. -
en
This was the fifteenth campaign at the Messapian settlement of Muro Leccese. As in previous years, excavation took place on the public land in the locality of Cunella, situated in the central-eastern part of the ancient site.
The investigations looked at two areas: the first (Fig. 1, Area A) in the courtyard of the residential Messapian building; the second (Fig. 2, Area B) in the south corner of the archaeological area where, over the course of preceding campaigns, a building cut both to the east and west by a modern road, was uncovered.
In Area A, last season’s excavation area was extended. The removal of a series of earth layers confirmed the absence of structures but also revealed a substantial amount of pottery from the Archaic phase (mid 6th-5th centuries B.C.), in particular the Iron Age. Among the Archaic finds were a fragment of a red-figure column crater, probably Attic, and numerous fragments of stone architectural elements. Most of the Iron Age material was constituted by impasto pottery and plain and matt-painted wares. As in other contexts excavated on the site, imported pottery datable to between the mid 8th century and the first half of the 6th century B.C. was rare; the best represented class being _a filetti_ cups
The archaeological levels were removed down to the bedrock (Fig. 2), which was probably exposed during the Iron Age as archaeological materials were found resting directly on it.
Area B is situated in the south corner of the locality of Cunella, in correspondence with a structure (room 10) partially cut by modern enclosure walls, and partly investigated in 2008. The structure had also been damaged by the robbing of its foundation blocks.
The excavation aimed to expose the foundation trenches and the floor in order to clarify the date of its construction. The excavations revealed a cobbled surface that partially continued below the foundation blocks and therefore predated the structure, which the pottery evidence attributes to between the 4th century B.C. and the _bellum_ _sallentium_.
Several test trenches placed parallel to the walls (Fig. 3) showed the cobbled surface to be extensive. It can be interpreted as an intervention to level the surface of the bedrock.
The total absence of diagnostic pottery makes it difficult to determine the date this cobble surface was laid. However, it may be suggested that the surface was part of work to prepare the area before the construction of the building, which in the light of the techniques and materials used, and the few pottery fragments recovered, can be dated to the late Hellenistic period. - Summary Author
- Francesco Meo - Università del Salento
- Director
- Liliana Giardino - Università del Salento
- Laura Masiello, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia
- Funding Body
- Università del Salento
Media
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Giardino, Meo 2011L. Giardino, F. Meo, (a cura di), 2011, Prima di Muro. Dal villaggio iapigio alla città messapica, Catalogo della Mostra, Lecce.
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Giardino, Meo 2008L. Giardino, F. Meo, 2008, Muro Leccese. Recupero di un patrimonio, Catalogo della Mostra Fotografica - Muro Leccese, Palazzo del Principe, agosto-settembre 2008.
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Andreassi 2008G. Andreassi, 2008, L’attività archeologica in Puglia nel 2007, in Atti XLVII Convegno di Studi sulla Magna Grecia – Taranto 2007, Taranto: 966.
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Giardino 2003L. Giardino, 2003, Muro Leccese (Lecce), in M. Guaitoli (a cura di), Lo sguardo di Icaro. Le collezioni dell’Aerofototeca Nazionale per la conoscenza del territorio, Roma: 336-338.
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Giardino 2000L. Giardino(a cura di), Muro Leccese. Una città messapica senza nome. Dal libro di Pasquale Maggiulli del 1922 al parco archeologico del 2000, Maglie.
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La Rocca c.d.s.L. La Rocca, c.d.s.,Attività archeologica in Puglia, in Atti LII Convegno Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2012), cs.
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Giardino, Meo 2013L. Giardino, F. Meo, 2013, Un decennio di indagini archeologiche a Muro Leccese. Il villaggio dell’età del Ferro e l’abitato arcaico, in G. Andreassi, A. Cocchiaro, A. Dell'Aglio (a cura di), Vetustis novitatem dare. Temi di antichità e archeologia in ricordo di Grazia Angela Maruggi, 2013: 299-319
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Giardino, Meo 2013L. Giardino, F. Meo, 2013, Attestazioni di pratiche rituali di età arcaica nell’abitato messapico di Muro Leccese (Le), in L. Giardino, G. Tagliamonte (a cura di), Archeologia dei luoghi e delle pratiche di culto. Atti del Convegno (Cavallino, 26-27 gennaio 2012), in Bibliotheca Archaeologica 32: 165-203, tavv. XIX-XXIV
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Giardino, Meo 2016L. Giardino, F. Meo (a cura di), 2016, Muro Leccese. I segreti di una città messapica, Lecce.
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Giardino 2002L. Giardino (a cura di), 2002, Muro Leccese. La città messapica senza nome. Dal libro di Pasquale Maggiulli del 1922 al parco archeologico del 2000, Maglie.





