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  • AIAC_3334 - Vigna Barberini - 2009
    Lo scavo ha interessato l’angolo nord-occidentale della Vigna Barberini e ha messo in luce una serie di evidenze di cui si sintetizzano 5 fasi di occupazione, secondo l’ordine cronologico reale. 1. È stata finora scavata solo parte del primo piano di un potente corpo di fabbrica cilindrico (Ø 16 m), in opera laterizia, costituito da uno spesso muro anulare e da un imponente pilone centrale di pianta circolare (Ø 4 m). La costruzione doveva svilupparsi come una torre di ca. 12 m, organizzata internamente in due piani e due ordini di otto archi a tutto sesto che congiungevano il pilone col muro anulare. Al livello del primo piano si aprono verso sud una finestra e una porta che conduce ad un locale esterno. La superficie superiore degli archi è priva di tracce di pavimentazione ed è rivestita di un liscio strato di malta, interrotto da cavità emisferiche che, riempite e rivestite di materiale argilloso, sembrano predisposte per l’alloggiamento di sfere di bronzo o pietra. Questa situazione lascia ipotizzare sopra tale torre-basamento la presenza di un pavimento ligneo, poi smantellato. L’orientamento, l’assenza di tracce d’incendio e un primo esame dei materiali permettono di attribuire la costruzione a Nerone (verosimilmente dopo il 64). Le dimensioni del pilone, senza confronti nell’architettura romana, e gli elementi citati indirizzano verso la descrizione di Svetonio della _coenatio rotunda_ della _Domus Aurea_ (SVET., Nero, XXXI, 2). 2. La parte superiore della struttura neroniana fu smantellata e l’area fu interamente ricoperta dalle terre di riempimento per la creazione della terrazza flavia. In un secondo momento, ma apparentemente anche in età flavia, l’edificio neroniano venne intercettato dalla fondazione di una massicciata con orientamento N-S (lungo il margine W dello scavo), pertinente al corpo settentrionale del palazzo flavio. 3. Sono emerse diverse strutture ascrivibili alle trasformazioni di II sec. del palazzo flavio. Esse tagliano la struttura neroniana e sviluppandosi prevalentemente oltre i limiti del saggio risultano difficilmente interpretabili. Vengono perciò genericamente suddivise in due fasi. - a) Fondazione con orientamento N-S lungo il margine E del saggio, dalla quale se ne distacca un’altra ortogonale. Entrambe non presentano tracce di alzati e pavimentazioni. - b) Rete fognaria composta da un ramo N-S cui si innestano quattro rami ortogonali E-W. Un canale di scolo in grossi blocchi di travertino, connesso alla fogna sottostante, è sistemato alla quota di un coevo pavimento in _opus spicatum_. Il riempimento della canaletta N-S corrisponde all’ultimo momento di vita del corpo settentrionale del palazzo flavio prima del cantiere severiano. 4. I resti di un’aiuola e parte del piano di malta di uno dei viali del giardino sono le principali evidenze scavate del santuario severiano. 5. L’interpretazione degli strati posteriori all’età severiana è inficiata dallo sconvolgimento dei lavori di aratura delle superiori terre di giardino, coltivate dall’inizio dell’Ottocento. Di questi strati sconvolti si citano la sepoltura in fossa di una donna (successiva all’VIII d.C.) e due precedenti, attualmente solo individuate (forse di VI o VII d.C.) In epoca rinascimentale estesi interventi di spoliazione sconvolsero gran parte degli strati sottostanti.
  • AIAC_3334 - Vigna Barberini - 2010
    Nel 2010, lo scavo ha coinvolto un primo settore, a sud dell'area precedentemente indagata, e un altro (settore 2) ad est della stessa area. E' stato inoltre completato lo scavo sopra il pilone centrale della costruzione neroniana. Nel settore 1 lo scavo ha interessato fosse di spoliazione che hanno intaccato i resti del complesso severiano e parte del riempimento. Nel settore 2 le spoliazioni moderne consistono in grandi fosse; la più profonda è stata colmata da frammenti architettonici del monumento severiano, frammisti a poca terra. Il ritrovamento, nei nuovi settori di scavo, di due aiuole vicine, già parzialmente messe in luce nel 2009, ha permesso di completare la restituzione del giardino severiano, fondata fino ad ora sui risultati delle ricerche realizzate tra il 1985 e il 1998, che non avevano raggiunto questa zona. Al di sotto di queste sistemazioni sono stati individuati degli apprestamenti di cantiere della fase severiana fra cui tre fosse, probabilmente utilizzate per una macchina di cantiere mentre un’altra aveva contenuto calce viva. I resti appartenenti alle sistemazioni della terrazza, introdotte durante il II secolo e in età flavia, sono stati evidenziati solo nel settore 1, mentre nel settore 2 l'indagine è stata interrotta in corrispondenza del piano d'inizio del cantiere severiano. Nel settore 1 è stato evidenziato un altro tratto del sistema di canalette costruito in età adrianea e una struttura contemporanea. Quest'ultima si appoggia ad un muro orientato E-W che raggiunge e si unisce alla grande massicciata già in parte evidenziata lungo il margine occidentale dello scavo realizzato nel 2009. In questa struttura, di probabile datazione flavia, erano inseriti dei grossi blocchi sui quali poggiavano delle basi di colonne. A sud delle strutture probabilmente flavie sono stati scavati i resti di diverse pavimentazioni successive. La presenza di queste varie costruzioni ha ridotto radicalmente lo spazio disponibile per raggiungere il riempimento post-neroniano, rimasto intatto solo immediatamente a sud della struttura cilindrica ipoteticamente identificata con la _coenatio rotunda_. Riguardo quest'ultima lo scavo ha permesso di mettere in luce la faccia sud del breve tratto del muro anulare già identificato. E' stata così liberata totalmente la porta già identificata precedentemente, insieme ad un breve tratto del pavimento in _opus caementicium_ dello spazio esterno. In questo pavimento è presente un'apertura che probabilmente dava luce ad un ambiente posto al di sotto, all'altezza del pianterreno della "torre". Questo spazio "esterno" è delimitato verso est da un elemento legato alla costruzione di pianta circolare, di cui forma un'appendice. L'appendice insieme al tratto del muro anulare sul quale si innestava sono stati oggetti di una demolizione accurata al fine di recuperare degli oggetti, apparentemente in metallo, inseriti all'interno della muratura al momento della costruzione. Di questi oggetti è rimasto un testimone (in ferro) e delle impronte. Le indagini condotte sopra il pilone centrale dell’edificio neroniano hanno evidenziato la presenza di una cavità di 16 cm di diametro e 24 cm di profondità posta al centro esatto della struttura e quella di altre cavità emisferiche simili a quelle messe in luce nel 2009.

Media

Name
Vigna Barberini
Year
2009
Summary
it Lo scavo ha interessato l’angolo nord-occidentale della Vigna Barberini e ha messo in luce una serie di evidenze di cui si sintetizzano 5 fasi di occupazione, secondo l’ordine cronologico reale.

1. È stata finora scavata solo parte del primo piano di un potente corpo di fabbrica cilindrico (Ø 16 m), in opera laterizia, costituito da uno spesso muro anulare e da un imponente pilone centrale di pianta circolare (Ø 4 m). La costruzione doveva svilupparsi come una torre di ca. 12 m, organizzata internamente in due piani e due ordini di otto archi a tutto sesto che congiungevano il pilone col muro anulare. Al livello del primo piano si aprono verso sud una finestra e una porta che conduce ad un locale esterno. La superficie superiore degli archi è priva di tracce di pavimentazione ed è rivestita di un liscio strato di malta, interrotto da cavità emisferiche che, riempite e rivestite di materiale argilloso, sembrano predisposte per l’alloggiamento di sfere di bronzo o pietra. Questa situazione lascia ipotizzare sopra tale torre-basamento la presenza di un pavimento ligneo, poi smantellato.

L’orientamento, l’assenza di tracce d’incendio e un primo esame dei materiali permettono di attribuire la costruzione a Nerone (verosimilmente dopo il 64).

Le dimensioni del pilone, senza confronti nell’architettura romana, e gli elementi citati indirizzano verso la descrizione di Svetonio della _coenatio rotunda_ della _Domus Aurea_ (SVET., Nero, XXXI, 2).

2. La parte superiore della struttura neroniana fu smantellata e l’area fu interamente ricoperta dalle terre di riempimento per la creazione della terrazza flavia. In un secondo momento, ma apparentemente anche in età flavia, l’edificio neroniano venne intercettato dalla fondazione di una massicciata con orientamento N-S (lungo il margine W dello scavo), pertinente al corpo settentrionale del palazzo flavio.

3. Sono emerse diverse strutture ascrivibili alle trasformazioni di II sec. del palazzo flavio. Esse tagliano la struttura neroniana e sviluppandosi prevalentemente oltre i limiti del saggio risultano difficilmente interpretabili. Vengono perciò genericamente suddivise in due fasi.

- a) Fondazione con orientamento N-S lungo il margine E del saggio, dalla quale se ne distacca un’altra ortogonale. Entrambe non presentano tracce di alzati e pavimentazioni.
- b) Rete fognaria composta da un ramo N-S cui si innestano quattro rami ortogonali E-W. Un canale di scolo in grossi blocchi di travertino, connesso alla fogna sottostante, è sistemato alla quota di un coevo pavimento in _opus spicatum_. Il riempimento della canaletta N-S corrisponde all’ultimo momento di vita del corpo settentrionale del palazzo flavio prima del cantiere severiano.

4. I resti di un’aiuola e parte del piano di malta di uno dei viali del giardino sono le principali evidenze scavate del santuario severiano.

5. L’interpretazione degli strati posteriori all’età severiana è inficiata dallo sconvolgimento dei lavori di aratura delle superiori terre di giardino, coltivate dall’inizio dell’Ottocento.

Di questi strati sconvolti si citano la sepoltura in fossa di una donna (successiva all’VIII d.C.) e due precedenti, attualmente solo individuate (forse di VI o VII d.C.)
In epoca rinascimentale estesi interventi di spoliazione sconvolsero gran parte degli strati sottostanti.

en Excavations took place in the north-western corner of the Vigna Barberini exposing evidence that can be synthesised into five occupation phases.

1. To date only part of the first floor of a substantial cylindrical building (16 m in diameter), in _opus_ _latericius_, constituted by a wide annular wall and a wide circular central pillar (4 m diam.) has been excavated. This structure was probably a tower about 12 m high, divided internally into two floors and two orders of eight round arches that joined the central pillar to the annular wall. At first floor level, a window opened to the south and a door opened onto an outside room. The upper surfaces of the arches showed no traces of any paving and were faced with a smooth layer of mortar, interrupted by hemispherical cavities which, filled and lined with clay material, seemed to be the housings for bronze or stone spheres. This suggests that there had been a wooden floor that was later dismantled.
The structure’s alignment, lack of evidence of burning and a preliminary examination of the materials indicate that the construction can be attributed to Nero (probably post 64 A.D.)
The size of the pillar, without parallels in Roman architecture, and the elements described above suggest this may be the _coenatio_ _rotunda_ in the _Domus_ _Aurea_ as described by Suetonius.

2. The upper part of the Neronian structure was dismantled and the area was completely covered by dumps of earth to create the _Flavian_ _terrace_. Subsequently, but apparently still in the Flavian period, the Neronian building was intercepted by a loose foundation on a north-south alignment (along the west edge of excavation), relating to the north part of the Flavian palace.

3. Diverse structures can be ascribed to the Flavian palace. They cut the Neronian structure and most continue beyond the excavation edge, which makes them difficult to interpret. Therefore, they are generically divided into two phases.
a) Foundations on a north-south alignment along the eastern trench edge, from which another extended at a right angle. There were no traces of the walls themselves or floors.
b) Sewer network made up of a N-S branch joined by four orthogonal E-W branches. A drainage channel built of large travertine blocks, connected to the sewer below, was situated at the same level as a coeval _opus_ _spicatum_ floor. The fill in the N-S channel corresponded with the last occupation of the northern part of the Flavian palace prior to the Severan construction site.
4. The remains of a flower bed and part of a mortar surface belonging to a garden path were the main structures excavated in the Severan sanctuary.

5. The disturbance caused by the ploughing of the upper garden layers, cultivated from the beginning of the 1800s, made it impossible to interpret the post-Severan layers.
Among the disturbed layers were a female burial in an earth grave (post 8th century A.D.) and two earlier burials, unexcavated at present (perhaps 6th or 7th century A.D.)
In the Renaissance period, extensive robbing disturbed most of the underlying layers.
Team
Anthropologist - L. Pescucci - SSBAR
Archaeologist - Barbara Faticoni
Archaeologist - Marco Rossi
Archaeologist - Marta Fedeli
Architect - Antonella Tomasello - SSBAR
Engineer - Stefano Podestà - Università di Genova
Surveyor - Ugo Colalelli
Surveyor - Maria Sole Bianchi

Media

Name
Vigna Barberini
Year
2010
Summary
it Nel 2010, lo scavo ha coinvolto un primo settore, a sud dell'area precedentemente indagata, e un altro (settore 2) ad est della stessa area. E' stato inoltre completato lo scavo sopra il pilone centrale della costruzione neroniana.

Nel settore 1 lo scavo ha interessato fosse di spoliazione che hanno intaccato i resti del complesso severiano e parte del riempimento. Nel settore 2 le spoliazioni moderne consistono in grandi fosse; la più profonda è stata colmata da frammenti architettonici del monumento severiano, frammisti a poca terra.

Il ritrovamento, nei nuovi settori di scavo, di due aiuole vicine, già parzialmente messe in luce nel 2009, ha permesso di completare la restituzione del giardino severiano, fondata fino ad ora sui risultati delle ricerche realizzate tra il 1985 e il 1998, che non avevano raggiunto questa zona. Al di sotto di queste sistemazioni sono stati individuati degli apprestamenti di cantiere della fase severiana fra cui tre fosse, probabilmente utilizzate per una macchina di cantiere mentre un’altra aveva contenuto calce viva.

I resti appartenenti alle sistemazioni della terrazza, introdotte durante il II secolo e in età flavia, sono stati evidenziati solo nel settore 1, mentre nel settore 2 l'indagine è stata interrotta in corrispondenza del piano d'inizio del cantiere severiano. Nel settore 1 è stato evidenziato un altro tratto del sistema di canalette costruito in età adrianea e una struttura contemporanea. Quest'ultima si appoggia ad un muro orientato E-W che raggiunge e si unisce alla grande massicciata già in parte evidenziata lungo il margine occidentale dello scavo realizzato nel 2009. In questa struttura, di probabile datazione flavia, erano inseriti dei grossi blocchi sui quali poggiavano delle basi di colonne.

A sud delle strutture probabilmente flavie sono stati scavati i resti di diverse pavimentazioni successive.

La presenza di queste varie costruzioni ha ridotto radicalmente lo spazio disponibile per raggiungere il riempimento post-neroniano, rimasto intatto solo immediatamente a sud della struttura cilindrica ipoteticamente identificata con la _coenatio rotunda_.

Riguardo quest'ultima lo scavo ha permesso di mettere in luce la faccia sud del breve tratto del muro anulare già identificato. E' stata così liberata totalmente la porta già identificata precedentemente, insieme ad un breve tratto del pavimento in _opus caementicium_ dello spazio esterno. In questo pavimento è presente un'apertura che probabilmente dava luce ad un ambiente posto al di sotto, all'altezza del pianterreno della "torre". Questo spazio "esterno" è delimitato verso est da un elemento legato alla costruzione di pianta circolare, di cui forma un'appendice. L'appendice insieme al tratto del muro anulare sul quale si innestava sono stati oggetti di una demolizione accurata al fine di recuperare degli oggetti, apparentemente in metallo, inseriti all'interno della muratura al momento della costruzione. Di questi oggetti è rimasto un testimone (in ferro) e delle impronte.

Le indagini condotte sopra il pilone centrale dell’edificio neroniano hanno evidenziato la presenza di una cavità di 16 cm di diametro e 24 cm di profondità posta al centro esatto della struttura e quella di altre cavità emisferiche simili a quelle messe in luce nel 2009.
en In 2010, the excavations concentrated on two areas, sector 1 south of the previously investigated area, and another (sector 2) to the east of the same. The excavation above the central pillar of the Neronian structure was also completed.

In sector 1, the excavation investigated the robber trenches that had cut the remains of the Severan complex and part of the fill. In sector 2, large pits attested the modern robbing; the deepest was filled by architectural fragments from the Severan monument, mixed with a small amount of soil.

The discovery, in the new trenches, of two adjacent flowerbeds, partially excavated in 2009, completed the plan of the Severan garden, based to date on the results of research undertaken between 1985 and 1998, which had not reached this zone. Below the flowerbeds lay structures relating to the Severan construction site, including three pits, probably used for a machine used during the construction work, while another had contained quicklime.

The remains belonging to the terrace system, built during the 2nd century A.D. and in the Flavian period, were only exposed in Sector 1, while in Sector 2 the excavation was halted in correspondence with the first level of the Severan construction site. In Sector 1, another system of small channels built in the Hadrianic period, and a contemporary structure were uncovered. The later abutted a wall on an E-W alignment, which joined the large loose foundation already partially exposed on the western edge of the excavation in 2009. Large blocks were inserted into this structure that was probably Flavian, and column bases rested on these blocks.

South of the probable Flavian structures the remains of several later floors were excavated.

The presence of the various constructions greatly reduced the space available for reaching the post-Neronian fill, only preserved intact immediately south of the cylindrical structure hypothetically identified as the _coenatio_ _rotunda_.

As regards the later, the excavation exposed the south face of the short stretch of previously identified annular wall. This freed the door together with a small sector of the _opus_ _caementicium_ floor outside it. There was an opening in this floor, probably providing light to a room below on the ground floor of the “tower”. The “external” space was bordered to the east by an element linked to the circular construction, of which it formed an appendage. The appendage, together with the stretch of annular wall which it joined, were carefully demolished in order to recover objects, apparently metal, inserted into the wall at the time of its construction. One example (in iron) was preserved _in_ _situ_, and others were attested by the impressions they left.

The excavations above the central pillar of the Neronian building revealed the presence of a cavity 16 cm in diameter and 24 cm deep, situated at the exact centre of the structure, and of other hemispherical cavities similar to those uncovered in 2009.
Summary Author
Laura David
Team
Archaeologist - Marta Fedeli
Archaeologist - Valeria Fontana
Archaeologist - Riccardo Montalbano
Archaeologist - Stéphane Abellon
Archaeologist - Jérémy Kohler
Archaeologist - Simona Libetti
Architect - Antonella Tomasello - SSBAR
Conservator - Giovanna Bandini
Conservator - A. Passi
Conservator - R. Tomaino
Surveyor - Maria Sole Bianchi
Surveyor - Jérémy Schodet

Media

  • Tomei 2011
    M.A. Tomei, 2011, La ex Vigna Barberini e le costruzioni neroniane del Palatino, in Neronia electronica (http://www.sien-neron.fr/2011/11/neronia-electronica-%E2%80%93-fascicule-1-2011/), fasc. 1: 25-36.
  • Villedieu 2010
    F. Villedieu, 2010, La coenatio rotunda de la Maison Dorée de Néron, in CRAI , III: 1089-1114.
  • Villedieu 2010-2011
    F. Villedieu, 2010-2011,Rome (Italie). La fouille des vestiges de la salle à manger tournante du palais de Néron, BullSFAC 42.
  • Villedieu 2011
    F. Villedieu, 2011, Une construction néronienne mise au jour sur le site de la Vigna Barberini: la cenatio rotunda de la Domus Aurea ?, in Neronia electronica (http://www.sien-neron.fr/2011/11/neronia-electronica-%E2%80%93-fascicule-1-2011/), fasc. 1: 37-52.
  • Villedieu 2011
    F. Villedieu, 2011, La “coenatio rotunda” neroniana e altre vestigia nel sito della Vigna Barberini al Palatino, in BdA 12: 1-28.
  • Villedieu 2012
    F. Villedieu, 2012, La fouille des vestiges de la salle à manger tournante du palais de Néron, in RA 1: 170-178.
  • F. Villedieu 2012
    F. Villedieu, 2012, « Palatin (Rome) », Chronique des activités archéologiques de l’École française de Rome, URL: http://cefr.revues.org/318

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Location
Roma, Palatino
Easting
12.489292
Northing
41.890022
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Italy
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Rome