Name
Siris-Herakleia
Date Range
700 BC – 250

Seasons

  • AIAC_3358 - Siris-Herakleia - 2012
    Durante gli ultimi anni si è sviluppata una crescente collaborazione tra l’Università della Basilicata e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata. Siris-Herakleia rappresenta uno dei siti chiave di questa attività di collaborazione. Nel 2013 si è iniziata una attività di prospezione geomagnetica a Siris- Herakleia. _Ricognizione nella chora di Siris-Herakleia_ Nel 2012 la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera ha iniziato una ricognizione archeological nell'area SE di S.M. D’Anglona, una sommità che ha prodotto materiali provenienti dal periodo della prima età del ferro, 11 km da Policoro (antica Herakleia). Stiamo tentando una copertura quanto più completa possibile attraverso un'intensiva ricognizione sul campo, con archeologici che camminano a 10 m di distanza. Così come in altre ricognizioni della Scuola di Specializzazioni, l’uso moderno della terra e la visiiblità sono documentate sistematicamente. I dati collezionati fino ad oggi sono particolarmente abbondanti per quanto riguarda il period tra l’età del ferro e la tarda età ellenistica. Il periodo imperiale è solamente scarsamente documentato. I risultati mostrano come la trasformazione politica e sociale avvenuta al centro del posto (arrivo di gruppi di Greci, fondazioni della polis Siris-Olieioi, la sua distruzione e la fase ‘achea’ di Siritis, fondazione di Herakleia, il sorgere degli insediamenti lucani nell’entroterra, la Romanizzazione) interessano le strutture dell’insediamento rurale. La tipologia dei siti, che si differenziava in modo particolare durante il periodo ellenistico, include case coloniche di vario formato, strutture di immagazzinamento e luoghi di culto. Il denso insediamento rurale durante il tardo IV e III sec. a.C. ha paralleli non solo nel mondo greco (Metapoto, Argolis, Attica), ma anche nell’entroterra del territorio italiano (Torre di Satriano, Montescaglioso, Altojanni). Stiamo cercando di analizzare in modo sistematico dati pubblicati e di archivio (archeologici, geologici e storici) riguardanti un’area più vasta, al fine di comprendere l’insediamento antico su ampia scala e di riscostruire una geografia sociale delle comunità che vivano in quest’area. _Ricognizione a S. Maria d’Anglona_ La cima di S. Maria d’Anglona è parte dell’area che è stata ricognita nel 2012. All’interno dello scopo di questo nuovo progetto, la ricognizione dell’insediamento di S.M. d’Anglona è iniziata nel 2008 ed è proseguita. Nel 2012 abbiamo indagato i pendii sud della collina al fine di verificare se l’insediamento sulla cima si espandeva in questa area. Lo studio dei materiali, sebbene in uno stadio ancora preliminare, permette di ipotizzare che l’insediamento medievale di S.M. d’Anglona si estendesse lungo il pendio sud, usando terrazze naturali su questo lato della collina.
  • AIAC_3358 - Siris-Herakleia - 2014
    Dal 2014 si è dato avvio ad un nuovo programma di scavi franco-italiani nel sito dell’antica Herakleia di Lucania, oggi Policoro, da parte della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera (Università della Basilicata), l’École Pratique des Hautes Études e l’École Normale Supérieure di Parigi, in collaborazione con l’Università del Salento (Lecce), nel quadro di una concessione triennale del MIBAC in accordo con la Soprintendenza archeologica della Basilicata. L’estremo interesse del sito deriva dal fatto che esso presenta una successione di insediamenti, ciascuno caratterizzato da un’organizzazione urbana specifica. Si tratta di un vero ‘laboratorio a cielo aperto’ per studiare le dinamiche originali di formazione e di trasformazione delle città della Magna Grecia dall’VIII al I secolo a.C. e per comprendere le forme complesse di identità culturali e politiche nel quadro delle mutevoli relazioni tra società greche e comunità indigene a partire dall’età geometrica e orientalizzante fino all’epoca della romanizzazione. Tre sondaggi sono stati aperti. Il primo (A) ha riguardato il cortile dell’edifico porticato dell’isolato I del quartiere centrale della Collina del Castello, già scavato da Dinu Adamesteanu. In questo settore sono stati rinvenuti resti di produzione di piccole monete di bronzo del III-II sec. a.C. Due fosse contenevano dei tondelli di due tipi (fusi o tagliati in una piccola asticella), una moneta coniata dello stesso modulo, degli scarti di fusione e numerose scorie e frammenti di terracotta. Uno scarto di produzione di un vaso in ceramica matt-painted residuo attesta la fabbricazione di ceramiche indigena a Policoro nel VII sec. a.C. Un altro sondaggio (B) è stato effettuato sul lato sud del pianoro. Sono stati identificati l’estremità di un isolato di epoca ellenistica e, in superficie, numerosi frammenti ceramici arcaici, diversi dei quali pertinenti ad una oinochoe greco-orientale figurata, di origine milesia, databile al terzo quarto del VII sec. a.C. L’ultimo sondaggio (C), praticato nella cella del “tempio arcaico”, scoperto da Dinu Adamesteanu nella valle del Varatizzo, ha consentito di mettere in luce uno strato di ciottoli associato ad una serie di frammenti della seconda metà del VII sec. a.C.
  • AIAC_3358 - Siris-Herakleia - 2015
    Nel 2015, per la seconda campagna di scavo, l’indagine è continuata nei tre settori aperti nel 2014. Sulla collina del Castello, il proseguimento del sondaggio A, nel cortile del grande edificio porticato dell’isolato I del quartiere centrale, ha consentito la scoperta di una nuova fossa e di altre vestigia legate alla produzione di monete di bronzo del III-II sec. a.C. L’area interessata da questi resti si estende su una grande parte del cortile. I tondelli ritrovati sono di un modulo superiore a quelli dell’anno scorso, il che fa pensare che non si è di fronte a una coniazione isolata ma all’attività regolare di un atelier. La distruzione dell’edificio si data alla fine del II o all’inizio del I sec. a.C. Si nota la presenza di diversi proiettili di guerra (palle e punta di catapulta, frecce) che rimandano a un evento bellico che resta da identificare tra i diversi possibili. Nel sondaggio B, sul pendio sud della collina, si è continuato l’esame della stratigrafia dentro e fuori dall’isolato ellenistico identificato l’anno scorso. A nord, lo scavo ha permesso di identificare degli strati omogenei dei primi decenni di vita di Eraclea, anteriori alla risistemazione urbanistica dell’inizio del III sec. a.C. Una fossa colma di frammenti ceramici dell’inizio del IV sec. a.C. ha restituito tra l’altro dei frammenti di due grandi crateri a campana a figure rosse lucani. Si notano anche, tra i frammenti residui, dei pezzi di un gocciolatoio a testa leonina tardo arcaico e un orlo di brocchetta matt painted bicroma. A sud dell’isolato, sono stati scavati degli strati di riempimento di epoca ellenistica sotto la strada perimetrale. La loro caratteristica è di contenere, tra l’abbondante ceramica ritrovata, un altissimo tasso (90 a 99%) di frammenti ceramici residui della fine del VII e della prima metà del VI sec. a.C. (coppe a filetti, aryballoi di tipo corinzio, brocche, idrie, _lekanides_ a bande, _chytrai_, mortai, louteria, anfore da trasporto, ...). Tra i pezzi più notevoli, si notano due scarti di fabbricazione di coppe a filetti e un frammento di vaso eneolitico. Invece livelli arcaici in situ non sono stati ancora raggiunti. Nel vallo del Varatizzo, si è continuata l’indagine nel tempio « arcaico ». Si è proceduto alla pulizia completa della zona per effettuarne un rilievo fotogrammetrico. L’esame delle fondazioni suggerisce l’esistenza di due fasi di costruzione illustrate per la prima da una fila di lastre calcaree brute e per la seconda di piccoli blocchi di puddinga e di ciottoli di fiume. Due sondaggi effettuati nella cella permettono di riproporre una datazione alla fine del VII o all’inizio del VI sec. a.C. per la prima fase, che corrisponde a quella del Rosettendach degli anni 580 a.C. Non abbiamo nuovi elementi per datare la ricostruzione dell’edificio, che dovrebbe corrispondere alla fase riconosciuta dai sondaggi di G. Pianu nella peristasis, nonché alla serie di terrecotte architettoniche di epoca classica associata all’edificio.
  • AIAC_3358 - Siris-Herakleia - 2017
    Nell’isolato I del quartiere centrale (Saggio A) la campagna del 2017 ha permesso di datare le diverse fasi di sistemazione, costruzione e distruzione durante l’età ellenistica. Ad una prima analisi sembra possibile datare la prima fase di costruzione dell’edificio porticato dell’isolato I alla fine del III sec. a.C. Le fondazioni dei muri e dei pilastri poggiano su un piano orizzontale precedentemente realizzato attraverso un radicale sbancamento. Nella parte centrale del pianoro, esso ha raggiunto il substrato geologico, motivo per cui non sono stati rinvenuti fino a questo momento strati anteriori. Diversamente, quando ci si avvicina ai margini della collina, come è stato fatto quest’anno sul lato nord, si trova sotto il piano di livellamento uno strato, sopravvissuto allo sbancamento, che risale almeno al IV sec. a.C. Le fondazioni dei muri di prima fase del complesso, così come gli strati associati, contengono numerosi frammenti della decorazione architettonica, in calcare tenero, di uno o più edifici di stile tarantino del III sec. a.C. È inoltre possibile datare alla fine del III sec. a.C. il riempimento di due grandi fosse ubicate nella parte sud-orientale dell'edificio. La prima, probabilmente un pozzo, ha restituito al momento una ricca ed omogenea serie di ceramiche associata ai resti della decorazione architettonica in stile tarantino nonché ad antefisse di età ellenistica, certamente provenienti da edifici più antichi. Dalla seconda fossa, il cui riempimento è anteriore ai muri dell’edificio porticato, provengono ceramiche identiche a quelle della precedente. Da entrambe le fosse provengono palle di catapulta in pietra, associate in un caso ad una punta di freccia in bronzo a tre alette, probabilmente di tipo punico. Ricordiamo anche il rinvenimento di un _pilum_ repubblicano e di una punta di scorpio. Tenuto conto della cronologia dei contesti e delle tracce di distruzione di edifici più antichi, questi elementi possono essere interpretati come indizi del passaggio dell'esercito di Annibale nel 213, piuttosto che dell'esercito di schiavi di Spartaco, come si era supposto in un primo momento. L’edificio porticato dell’insula I, la cui prima fase sembra risalire alla fine del III sec. a.C., è stato oggetto di numerosi rimaneggiamenti fino alla prima metà del I secolo. Nel settore B, che si trova sulla sommità del margine meridionale del pianoro, l'indagine è stata estesa a Nord e ad Ovest. L'ampliamento occidentale ha permesso di mettere in luce una stratigrafia di età arcaica più precisa di quella rilevata negli anni 2015-2016, compresa tra la seconda metà del VII sec. a.C. e gli inizi del V sec. a.C. Questa successione stratigrafica rafforza l'ipotesi dell'esistenza di uno iato nella frequentazione del pianoro tra il 570/560 ca. ed il 510/500 a.C. Da una piccola fossa tardo-arcaica provengono diversi frammenti di fusti di colonne e di una trabeazione dorica stuccati pertinenti ad un edificio di culto. L'ampliamento nord ha permesso di mettere in luce la continuazione dell’isolato ellenistico, con la stessa sequenza stratigrafica e cronologica tra il muro di delimitazione nord-sud, della prima metà del III sec. a.C., e le pareti interne, più recenti.
  • AIAC_3358 - Siris-Herakleia - 2018
    Nell’isolato I del quartiere centrale (Settore A) la campagna del 2018 ha permesso di completare lo scavo dell’intero edificio concentrando l’indagine negli ambienti 6, 7, 10, 11 e 12, secondo la nomenclatura degli scavi Adamesteanu. I materiali rinvenuti non si discostano, per categorie e cronologia, da quelli rinvenuti nella precedente campagna di scavi: frammenti di elementi architettonici di stile tarantino riutilizzati nelle fondazioni dei muri o nei livelli di riempimento per la preparazione dei battuti pavimentali, frammenti di coroplastica, elementi bronzei quali scorie o tondelli pertinenti alla fase della zecca, evidenze belliche come palle di catapulta e punte di freccia riferibili probabilmente alla seconda guerra punica. Va segnalata la presenza cospicua nell’ambiente 10 di particolari oggetti di bronzo, piombo e ferro simili a sigilli o ferma rotoli. Si conferma il fatto che la datazione delle strutture murarie oggi visibili sul sito e pertinenti all’isolato I non sia anteriore al II-I secolo a.C. e che dunque in questo periodo la città di Herakleia subisca una massiccia riedificazione per la realizzazione della quale viene effettuata una rasatura dell’area, che non lascia traccia delle strutture precedenti, sebbene si possa supporre che l’impianto urbanistico dell’isolato, nelle linee perimetrali, non abbia subito modifiche sostanziali. Di questa fase più antica se ne ha traccia solo attraverso i materiali: elementi architettonici di III sec. a.C. in calcare tarantino, ceramiche a vernice nera di IV-III sec. a.C., terrecotte votive coeve. Lungo lo stenopos I sono stati aperti tre piccoli sondaggi, alpha, beta e gamma, che hanno confermato la cronologia emersa nella precedente campagna, ovvero la presenza di livelli databili al V-IV secolo a.C in base al materiale ceramico rinvenuto. Non si segnala la presenza di strutture murarie al di sotto del battuto stradale. Nel settore B, posto sulla sommità del margine meridionale del pianoro della Collina del Castello, l'indagine è proseguita in direzione Nord-Ovest per mettere in luce parte di un possibile isolato, disturbato dalla costruzione di un canale moderno per il deflusso delle acque piovane, e meglio chiarire su base stratigrafica la sovrapposizione tra Siris ed Herakleia. Sono emersi in ordine di rinvenimento: un battuto stradale con orientamento NO/SE, databile al III sec. a.C., coevo al quartiere ellenistico-romano, di cui sin dalla prima campagna del 2014 erano stati rinvenuti i livelli di crollo delle coperture; un livello con materiale databile esclusivamente all’età arcaica che si imposta direttamente sullo strato geologico vergine; una fossa ovale interpretabile in base ai materiali contenuti come uno scarico di resti di pasto e dello smantellamento di un focolare, databile entro la prima metà del VI sec. a.C.; che attesterebbe dunque la fase più tarda dell’abitato di Siris arcaica prima della sua distruzione; un pozzo del diametro di 1,40 m, il cui riempimento si data al III sec. a.C. grazie alla presenza di numerose forme ceramiche ricostituibili per intero, tegole e coppi quasi integri, frammenti di elementi architettonici, vasi miniaturistici etc.

Media

Name
Siris-Herakleia
Year
2012
Summary
it Durante gli ultimi anni si è sviluppata una crescente collaborazione tra l’Università della Basilicata e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata. Siris-Herakleia rappresenta uno dei siti chiave di questa attività di collaborazione. Nel 2013 si è iniziata una attività di prospezione geomagnetica a Siris- Herakleia.

_Ricognizione nella chora di Siris-Herakleia_

Nel 2012 la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera ha iniziato una ricognizione archeological nell'area SE di S.M. D’Anglona, una sommità che ha prodotto materiali provenienti dal periodo della prima età del ferro, 11 km da Policoro (antica Herakleia).

Stiamo tentando una copertura quanto più completa possibile attraverso un'intensiva ricognizione sul campo, con archeologici che camminano a 10 m di distanza. Così come in altre ricognizioni della Scuola di Specializzazioni, l’uso moderno della terra e la visiiblità sono documentate sistematicamente. I dati collezionati fino ad oggi sono particolarmente abbondanti per quanto riguarda il period tra l’età del ferro e la tarda età ellenistica. Il periodo imperiale è solamente scarsamente documentato. I risultati mostrano come la trasformazione politica e sociale avvenuta al centro del posto (arrivo di gruppi di Greci, fondazioni della polis Siris-Olieioi, la sua distruzione e la fase ‘achea’ di Siritis, fondazione di Herakleia, il sorgere degli insediamenti lucani nell’entroterra, la Romanizzazione) interessano le strutture dell’insediamento rurale.
La tipologia dei siti, che si differenziava in modo particolare durante il periodo ellenistico, include case coloniche di vario formato, strutture di immagazzinamento e luoghi di culto. Il denso insediamento rurale durante il tardo IV e III sec. a.C. ha paralleli non solo nel mondo greco (Metapoto, Argolis, Attica), ma anche nell’entroterra del territorio italiano (Torre di Satriano, Montescaglioso, Altojanni).

Stiamo cercando di analizzare in modo sistematico dati pubblicati e di archivio (archeologici, geologici e storici) riguardanti un’area più vasta, al fine di comprendere l’insediamento antico su ampia scala e di riscostruire una geografia sociale delle comunità che vivano in quest’area.

_Ricognizione a S. Maria d’Anglona_

La cima di S. Maria d’Anglona è parte dell’area che è stata ricognita nel 2012. All’interno dello scopo di questo nuovo progetto, la ricognizione dell’insediamento di S.M. d’Anglona è iniziata nel 2008 ed è proseguita. Nel 2012 abbiamo indagato i pendii sud della collina al fine di verificare se l’insediamento sulla cima si espandeva in questa area.

Lo studio dei materiali, sebbene in uno stadio ancora preliminare, permette di ipotizzare che l’insediamento medievale di S.M. d’Anglona si estendesse lungo il pendio sud, usando terrazze naturali su questo lato della collina.
en During the last years there has been a steadily increasing collaboration between the University of Basilicata and the Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata. Siris-Herakleia is one of the key sites standing in the focus of our collaborative activities. 2013 we have started carrying out geomagnetic prospection in Siris-Herakleia.

_Archaeological Field Survey in the chora of Siris-Herakleia_

In 2012 the Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera has started an archaeological survey in the area SE of Santa Maria d’Anglona, a hilltop which has yielded materials from the Early Iron Age onwards (see below), 11 kilometres from Policoro (ancient Herakleia).

Through an intesive field survey, having archaeologists walk in 10 meters distance, we are trying to cover the landscape as completely as possible. As in other surveys of the Postgraduate School, modern landuse and visilibity are documented systematically. The data which have been collected so far are particularly rich for the time span between Iron Age (scattered indigenous settlement in the surroundings of Anglona) and the Late Hellenistic period. The Imperial period is only scarcely attested in the study area. The results show how deeply the political and social transformation going on in the central place (arrival of Greek groups, foundation of the polis Siris-Polieion, its destruction and the 'achaean' phase of the Siritis, foundation of Herakleia, rise of Lucanian settlements in the inland, 'Romanization') affect the structure of the rural settlement.
The typology of sites, which particularly differentiated during the Hellenistic period, include besides farmsteads of various sizes tomb areas, storage structures and cult places. The dense rural settlement during the late 4th and 3rdcenturies B.C. has parallels not only in the Greek world (e.g. Metaponto, Argolis, Attica ), but also in the Italic inland (e.g. Torre di Satriano, Montescaglioso, Altojanni).

We are trying to systematically analyse published and archive data (archaeological, geological, historical etc.) concerning a wider area, in order to understand the ancient settlement on a broader scale and to reconstruct the “social geography” of the communities living here.

_Infra-site survey at S. Maria d'Anglona_

The hilltop of S. Maria d’Anglona is part of the area which has been surveyed in 2012. Within the scope of this new project the infra-site survey of the settlement at Santa Maria d’Anglona, started already in 2008, has been continued. In 2012 we have covered the Southern slopes of the hill in order to see if the settlement on the hilltop expanded to this area.
The study of the materials, though still in a preliminary stadium, permits to hypothesize that the medieval settlement of hill.

Media

Name
Siris-Herakleia
Year
2014
Summary
it Dal 2014 si è dato avvio ad un nuovo programma di scavi franco-italiani nel sito dell’antica Herakleia di Lucania, oggi Policoro, da parte della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera (Università della Basilicata), l’École Pratique des Hautes Études e l’École Normale Supérieure di Parigi, in collaborazione con l’Università del Salento (Lecce), nel quadro di una concessione triennale del MIBAC in accordo con la Soprintendenza archeologica della Basilicata.

L’estremo interesse del sito deriva dal fatto che esso presenta una successione di insediamenti, ciascuno caratterizzato da un’organizzazione urbana specifica. Si tratta di un vero ‘laboratorio a cielo aperto’ per studiare le dinamiche originali di formazione e di trasformazione delle città della Magna Grecia dall’VIII al I secolo a.C. e per comprendere le forme complesse di identità culturali e politiche nel quadro delle mutevoli relazioni tra società greche e comunità indigene a partire dall’età geometrica e orientalizzante fino all’epoca della romanizzazione.

Tre sondaggi sono stati aperti. Il primo (A) ha riguardato il cortile dell’edifico porticato dell’isolato I del quartiere centrale della Collina del Castello, già scavato da Dinu Adamesteanu. In questo settore sono stati rinvenuti resti di produzione di piccole monete di bronzo del III-II sec. a.C. Due fosse contenevano dei tondelli di due tipi (fusi o tagliati in una piccola asticella), una moneta coniata dello stesso modulo, degli scarti di fusione e numerose scorie e frammenti di terracotta. Uno scarto di produzione di un vaso in ceramica matt-painted residuo attesta la fabbricazione di ceramiche indigena a Policoro nel VII sec. a.C.

Un altro sondaggio (B) è stato effettuato sul lato sud del pianoro. Sono stati identificati l’estremità di un isolato di epoca ellenistica e, in superficie, numerosi frammenti ceramici arcaici, diversi dei quali pertinenti ad una oinochoe greco-orientale figurata, di origine milesia, databile al terzo quarto del VII sec. a.C.

L’ultimo sondaggio (C), praticato nella cella del “tempio arcaico”, scoperto da Dinu Adamesteanu nella valle del Varatizzo, ha consentito di mettere in luce uno strato di ciottoli associato ad una serie di frammenti della seconda metà del VII sec. a.C.
en In 2014, a new programme of Franco-Italian excavations began on the site of ancient Herakleia di Lucania, today Policoro. These were carried out by the Department of Archaeological Heritage at Matera (University of Basilicata), the École Pratique des Hautes Études e l’École Normale Supérieure, Paris, in collaboration with the University of Salento (Lecce) as part of a three year concession granted by MIBAC and the Archaeological Superintendency for Basilicata.

The site’s interest derives from the fact that it presents a succession of settlements, each characterised by a specific urban organisation. It is ‘an open air laboratory’ for the study of the original dynamics of the formation and transformation of the cities of Magna Graecia from the 8th – 1st centuries B.C. It is also of great importance for gaining an insight into the complex forms of cultural and political identity in the picture of changeable relationships between Greek society and indigenous communities from the geometric and Orientalizing periods until Romanisation.

Three trenches were opened. The first (A), examined the courtyard of a porticoed building in _insula_ I of the central quarter of Collina del Castello, excavated in the past by Dinu Adamesteanu. In this sector, evidence was found for the production of small bronze coins dating to the 3rd-2nd centuries B.C. Two pits contained two types of discs (fused or cut in small bars), a coin minted from the same module, waste from smelting and numerous pieces of slag and terracotta fragments. The presence of a matt-painted ware waster attests the production of indigenous pottery at Policoro in the 7th century B.C.

Trench (B) was opened on the south side of the plateau. The end of a Hellenistic _insula_ was identified, and on the surface there were numerous fragments of archaic pottery that differed from those belonging to an Eastern Greek figured _oinochoe_, from Miletus, datable to the third quarter of the 7th century B.C.

The last trench (C), opened in the _cella_ of the “archaic temple”, discovered by Adamesteanu in the valley of Varatizzo, revealed a layer of cobblestones associated with a series of pottery fragments dating to the second half of the 7th century B.C.

Media

Name
Siris-Herakleia
Year
2015
Summary
it Nel 2015, per la seconda campagna di scavo, l’indagine è continuata nei tre settori aperti nel 2014.
Sulla collina del Castello, il proseguimento del sondaggio A, nel cortile del grande edificio porticato dell’isolato I del quartiere centrale, ha consentito la scoperta di una nuova fossa e di altre vestigia legate alla produzione di monete di bronzo del III-II sec. a.C. L’area interessata da questi resti si estende su una grande parte del cortile.

I tondelli ritrovati sono di un modulo superiore a quelli dell’anno scorso, il che fa pensare che non si è di fronte a una coniazione isolata ma all’attività regolare di un atelier.

La distruzione dell’edificio si data alla fine del II o all’inizio del I sec. a.C. Si nota la presenza di diversi proiettili di guerra (palle e punta di catapulta, frecce) che rimandano a un evento bellico che resta da identificare tra i diversi possibili.


Nel sondaggio B, sul pendio sud della collina, si è continuato l’esame della stratigrafia dentro e fuori dall’isolato ellenistico identificato l’anno scorso. A nord, lo scavo ha permesso di identificare degli strati omogenei dei primi decenni di vita di Eraclea, anteriori alla risistemazione urbanistica dell’inizio del III sec. a.C.

Una fossa colma di frammenti ceramici dell’inizio del IV sec. a.C. ha restituito tra l’altro dei frammenti di due grandi crateri a campana a figure rosse lucani.
Si notano anche, tra i frammenti residui, dei pezzi di un gocciolatoio a testa leonina tardo arcaico e un orlo di brocchetta matt painted bicroma.
A sud dell’isolato, sono stati scavati degli strati di riempimento di epoca ellenistica sotto la strada perimetrale.

La loro caratteristica è di contenere, tra l’abbondante ceramica ritrovata, un altissimo tasso (90 a 99%) di frammenti ceramici residui della fine del VII e della prima metà del VI sec. a.C. (coppe a filetti, aryballoi di tipo corinzio, brocche, idrie, _lekanides_ a bande, _chytrai_, mortai, louteria, anfore da trasporto, ...).

Tra i pezzi più notevoli, si notano due scarti di fabbricazione di coppe a filetti e un frammento di vaso eneolitico. Invece livelli arcaici in situ non sono stati ancora raggiunti.

Nel vallo del Varatizzo, si è continuata l’indagine nel tempio « arcaico ». Si è proceduto alla pulizia completa della zona per effettuarne un rilievo fotogrammetrico.

L’esame delle fondazioni suggerisce l’esistenza di due fasi di costruzione illustrate per la prima da una fila di lastre calcaree brute e per la seconda di piccoli blocchi di puddinga e di ciottoli di fiume.
Due sondaggi effettuati nella cella permettono di riproporre una datazione alla fine del VII o all’inizio del VI sec. a.C. per la prima fase, che corrisponde a quella del Rosettendach degli anni 580 a.C. Non abbiamo nuovi elementi per datare la ricostruzione dell’edificio, che dovrebbe corrispondere alla fase riconosciuta dai sondaggi di G. Pianu nella peristasis, nonché alla serie di terrecotte architettoniche di epoca classica associata all’edificio.
en In 2015, the second campaign continued excavations in the three sectors opened in 2014. On the Castle hill, work continued in trench A, situated in the courtyard of the large porticoed building in _insula_ I of the central quarter. A new pit and other remains associated with the minting of bronze coins in the 3rd-2nd centuries B.C. were discovered. The area occupied by these remains covered most of the courtyard.
The rondels/blanks found this year were of a superior quality module compared to those found last year, suggesting the regular production of an _atelier_ , rather than a single minting.

The destruction of the building dates to the late 2nd or early 1st century B.C. Several missiles (catapult balls and points, arrows) were found that can be attributed to a wartime event, which remains to be identified among the different possibilities.

In trench B, on the south slope of the hill, work continued on the stratigraphy inside and outside the Hellenistic _insula_ that was identified last year. To the north, the excavations revealed homogeneous layers from the first decades of the occupation of Heraclea, pre-dating the urban reorganization that occurred in the early 3rd century B.C.

A pit was excavated that was filled with fragments of pottery dating to the early 4th century B.C. including sherds from two large red-figure Lucanian bell craters. Also present were pieces from an eaves drip in the form of a lion’s head, of late archaic date, and the rim of a matt painted bi-chrome jug.
To the south of the _insula_, layers of Hellenistic fill were excavated below the perimeter road.
The abundant pottery from these layers was characterised by a very high percentage (90-99%) of residual fragments dating to the late 7th and first half of the 6th centuries B.C. (cups with fine grooved decoration, Corinthian _aryballoi_, jugs, _hydria_, banded _lekanides_, _chytrai_ mortars, _loutaria_, transport amphora....).
Among the most interesting pieces were two wasters of grooved cups and one fragment from an Enotrian vase. The _in_ _situ_ archaic layers have yet to be reached.

In the Varatizzo valley, investigation of the “archaic” temple continued. The zone was completely cleared so that a photogrammetric survey could be made.
An examination of the foundations suggested the existence of two construction phases, the first attested by a row of coarse limestone slabs and the second by small blocks of pudding stone and cobblestones.
Evidence from two trenches opened in the _cella_ dated the first phase to the late 7th or early 6th century B.C., which corresponds with that of the _Rosettendach_ (type of rosette decoration on architectural terracottas) of the 580s B.C. No new elements were found that could date the building’s reconstruction, which ought to correspond with the phase identified by the trenches excavated by G. Pianu in the _peristasis_, as well as to the series of architectural terracottas of the Classical period associated with the building.

Media

Name
Siris-Herakleia
Year
2017
Summary
it Nell’isolato I del quartiere centrale (Saggio A) la campagna del 2017 ha permesso di datare le diverse fasi di sistemazione, costruzione e distruzione durante l’età ellenistica. Ad una prima analisi sembra possibile datare la prima fase di costruzione dell’edificio porticato dell’isolato I alla fine del III sec. a.C. Le fondazioni dei muri e dei pilastri poggiano su un piano orizzontale precedentemente realizzato attraverso un radicale sbancamento. Nella parte centrale del pianoro, esso ha raggiunto il substrato geologico, motivo per cui non sono stati rinvenuti fino a questo momento strati anteriori.

Diversamente, quando ci si avvicina ai margini della collina, come è stato fatto quest’anno sul lato nord, si trova sotto il piano di livellamento uno strato, sopravvissuto allo sbancamento, che risale almeno al IV sec. a.C. Le fondazioni dei muri di prima fase del complesso, così come gli strati associati, contengono numerosi frammenti della decorazione architettonica, in calcare tenero, di uno o più edifici di stile tarantino del III sec. a.C. È inoltre possibile datare alla fine del III sec. a.C. il riempimento di due grandi fosse ubicate nella parte sud-orientale dell'edificio. La prima, probabilmente un pozzo, ha restituito al momento una ricca ed omogenea serie di ceramiche associata ai resti della decorazione architettonica in stile tarantino nonché ad antefisse di età ellenistica, certamente provenienti da edifici più antichi. Dalla seconda fossa, il cui riempimento è anteriore ai muri dell’edificio porticato, provengono ceramiche identiche a quelle della precedente. Da entrambe le fosse provengono palle di catapulta in pietra, associate in un caso ad una punta di freccia in bronzo a tre alette, probabilmente di tipo punico. Ricordiamo anche il rinvenimento di un _pilum_ repubblicano e di una punta di scorpio. Tenuto conto della cronologia dei contesti e delle tracce di distruzione di edifici più antichi, questi elementi possono essere interpretati come indizi del passaggio dell'esercito di Annibale nel 213, piuttosto che dell'esercito di schiavi di Spartaco, come si era supposto in un primo momento. L’edificio porticato dell’insula I, la cui prima fase sembra risalire alla fine del III sec. a.C., è stato oggetto di numerosi rimaneggiamenti fino alla prima metà del I secolo.

Nel settore B, che si trova sulla sommità del margine meridionale del pianoro, l'indagine è stata estesa a Nord e ad Ovest. L'ampliamento occidentale ha permesso di mettere in luce una stratigrafia di età arcaica più precisa di quella rilevata negli anni 2015-2016, compresa tra la seconda metà del VII sec. a.C. e gli inizi del V sec. a.C. Questa successione stratigrafica rafforza l'ipotesi dell'esistenza di uno iato nella frequentazione del pianoro tra il 570/560 ca. ed il 510/500 a.C. Da una piccola fossa tardo-arcaica provengono diversi frammenti di fusti di colonne e di una trabeazione dorica stuccati pertinenti ad un edificio di culto.

L'ampliamento nord ha permesso di mettere in luce la continuazione dell’isolato ellenistico, con la stessa sequenza stratigrafica e cronologica tra il muro di delimitazione nord-sud, della prima metà del III sec. a.C., e le pareti interne, più recenti.
en In _insula_ I of the central quarter (Trench A), the 2017 campaign was able to date several phases of reorganisation, construction and destruction during the Hellenistic period. A preliminary analysis suggests the first construction phase of the porticoed building in _Insula_ I dates to the late 3rd century B.C. The foundations of the walls and pillars rest on a horizontal surface that was created by a substantial intervention to level the area. In the central part of the plateau, the levelling reached bedrock, reason for which earlier layers were not found. On the contrary, around the edges of the hill an earlier layer dating to at least the 4th century B.C. survived the levelling; this season it was reached on the north side. The foundations of the first phase walls and the associated layers contained numerous fragments of the architectural decorations, in soft limestone, from one or more buildings in Tarantine style of the 3rd century B.C. The fill of two large pits situated in the south-eastern part of the building dated to the late 3rd century B.C.

The first, probably a well, has so far produced a rich and uniform pottery assemblage associated with the remains of architectural decorations in the Tarantine style in addition to Hellenistic antefixes from earlier buildings. The second pit, whose fill pre-dates the walls of the porticoed building, contained ceramics identical to those in the first. Stone catapult balls were found in both pits, in one case associated with a trilobate bronze arrowhead, probably a Punic type. A Republican _pilum_ and a _scorpio_ point were also found. Given the chronology of the contexts and the traces of destruction of the earlier buildings, these elements may be interpreted as evidence of the passing of Hannibal’s army in 213 B.C. rather than that of the slave army led by Spartacus as originally thought. The porticoed building in _Insula_ I, whose first phase seems to date to the late 3rd century B.C., underwent many alterations until the first half of the 1st century B.C. In sector B, situated on the summit of the plateau’s southern edge, the excavations were extended to the north and west. The western extension uncovered an archaic stratigraphy that was better-defined than that excavated in 2015-2016, dating to between the second half of the 7th century B.C. and the early 5th century B.C. This sequence reinforces the idea that there was a hiatus in the occupation of the plateau between c. 570/560 B.C. and 501/500 B.C. A small late archaic pit contained fragments of stuccoed column drums and a Doric trabeation belonging to a cult building. The northern extension revealed the continuation of the Hellenistic _insula_, with the same stratigraphic and chronological sequence between the north-south perimeter wall, dating to the first half of the 3rd century B.C., and the later internal walls.

Media

Name
Siris-Herakleia
Year
2018
Summary
it Nell’isolato I del quartiere centrale (Settore A) la campagna del 2018 ha permesso di completare lo scavo dell’intero edificio concentrando l’indagine negli ambienti 6, 7, 10, 11 e 12, secondo la nomenclatura degli scavi Adamesteanu.

I materiali rinvenuti non si discostano, per categorie e cronologia, da quelli rinvenuti nella precedente campagna di scavi: frammenti di elementi architettonici di stile tarantino riutilizzati nelle fondazioni dei muri o nei livelli di riempimento per la preparazione dei battuti pavimentali, frammenti di coroplastica, elementi bronzei quali scorie o tondelli pertinenti alla fase della zecca, evidenze belliche come palle di catapulta e punte di freccia riferibili probabilmente alla seconda guerra punica. Va segnalata la presenza cospicua nell’ambiente 10 di particolari oggetti di bronzo, piombo e ferro simili a sigilli o ferma rotoli. Si conferma il fatto che la datazione delle strutture murarie oggi visibili sul sito e pertinenti all’isolato I non sia anteriore al II-I secolo a.C. e che dunque in questo periodo la città di Herakleia subisca una massiccia riedificazione per la realizzazione della quale viene effettuata una rasatura dell’area, che non lascia traccia delle strutture precedenti, sebbene si possa supporre che l’impianto urbanistico dell’isolato, nelle linee perimetrali, non abbia subito modifiche sostanziali. Di questa fase più antica se ne ha traccia solo attraverso i materiali: elementi architettonici di III sec. a.C. in calcare tarantino, ceramiche a vernice nera di IV-III sec. a.C., terrecotte votive coeve.

Lungo lo stenopos I sono stati aperti tre piccoli sondaggi, alpha, beta e gamma, che hanno confermato la cronologia emersa nella precedente campagna, ovvero la presenza di livelli databili al V-IV secolo a.C in base al materiale ceramico rinvenuto. Non si segnala la presenza di strutture murarie al di sotto del battuto stradale. Nel settore B, posto sulla sommità del margine meridionale del pianoro della Collina del Castello, l'indagine è proseguita in direzione Nord-Ovest per mettere in luce parte di un possibile isolato, disturbato dalla costruzione di un canale moderno per il deflusso delle acque piovane, e meglio chiarire su base stratigrafica la sovrapposizione tra Siris ed Herakleia. Sono emersi in ordine di rinvenimento: un battuto stradale con orientamento NO/SE, databile al III sec. a.C., coevo al quartiere ellenistico-romano, di cui sin dalla prima campagna del 2014 erano stati rinvenuti i livelli di crollo delle coperture; un livello con materiale databile esclusivamente all’età arcaica che si imposta direttamente sullo strato geologico vergine; una fossa ovale interpretabile in base ai materiali contenuti come uno scarico di resti di pasto e dello smantellamento di un focolare, databile entro la prima metà del VI sec. a.C.; che attesterebbe dunque la fase più tarda dell’abitato di Siris arcaica prima della sua distruzione; un pozzo del diametro di 1,40 m, il cui riempimento si data al III sec. a.C. grazie alla presenza di numerose forme ceramiche ricostituibili per intero, tegole e coppi quasi integri, frammenti di elementi architettonici, vasi miniaturistici etc.
en This season, in _insula_ 1 of the central quarter (Sector A), the excavation of the entire building was completed, concentrating the investigation on rooms 6, 7, 10, 11, and 12 (according to the nomenclature of the Adamesteanu excavations).

The materials found were similar in category and chronology to those found during previous seasons. These included architectural fragments in Tarantine style reused in wall foundations or in the levels of fill for the preparation of beaten earth floors, choroplastic fragments, bronze elements such as slag or roundels relating to the mint phase, military materials such as catapult balls and arrowheads, probably relating to the Punic war. In room 10, there was a substantial concentration of unusual bronze, lead, and iron objects similar to seals or for closing scrolls. The dating of the walls visible on the site and belonging to _insula_ 1 was confirmed to be no earlier than the 2nd-1st century B.C., and therefore in this period the city of _Herakleia_ underwent massive rebuilding prior to which the area was razed, leaving no traces of the earlier structures. However, it may be presumed that the perimeter of the _insula_ did not undergo any substantial modifications. This early phase was only visible through the material finds: 3rd century B.C. architectural elements in Tarantine limestone, 4th – 3rd century B.C. black glaze pottery, and votive terracottas of the same date.

Three small trenches, alpha, beta and gamma, were opened along _stenopos_ I, which confirmed the chronology documented during the previous campaign as layers datable by the pottery finds to the 5th - 4th century B.C., were present. No structures were present underneath the road surface. In sector B, situated on the summit of the southern edge of the plateau of Collina del Castello, the excavations continued in a north-westerly direction in order to uncover what was possibly part of the _insula_ that had been disturbed by the construction of a modern rainwater drainage channel. The aim here was also to clarify, based on the stratigraphy, the stratigraphic relationship between Siria and Herakleia. The following emerged in this order: a beaten road surface on a NW/SE alignment, datable to the 3rd century B.C., coeval with the Hellenistic-Roman quarter, of which layers of roof tile collapse were already found during the first campaign in 2014; a level of material dating exclusively to the archaic period resting directly on natural; an oval pit, its contents suggesting it was a dump of food remains and the dismantling of a hearth, datable to within the first half of the 6th century B.C. and therefore attesting the latest phase of the archaic city of Siria prior to its destruction; a well 1.40 m in diameter whose fill is dated to the 3rd century B.C. by the presence of numerous reconstructable pottery forms, almost intact tiles and imbrices, architectural fragments, and miniature vases etc.

Media

  • Osanna et al. 2008
    M. Osanna, L. Prandi, A. Siciliano, 2008, Eraclea "Culti greci in Occidente" II, Taranto.
  • D' Esposito, Galioto 2008
    L. D'Esposito, G. Galioto, Nuove ricerche sui culti di Eraclea: l'area sacra del c.d. Vallo, Siris IX 2008: 35-57.
  • Battiloro et al. 2010
    I. Battiloro, A. Bruscella, M. Osanna, 2010, Ninfe ad Heraklea Lucana? Il santuario extra-urbano di Masseria Petrulla nella Valle del Sinni (Policoro - MT), Kernos XXIII: 239-270.
  • Osanna, Zuchtrigel 2012
    M. Osanna, G. Zuchtrigel (a cura di), 2012, AMPHI SIRIOS RHOAS. Nuove ricerce su Eraclea e la Siritide, Venosa.
  • Osanna, Zuchtrigel 2012
    M. Osanna, G. Zuchtrigel (a cura di), AMPHI SIRIOS RHOAS. Nuove ricerce su Eraclea e la Siritide, Venosa 2012.
  • Zuchtriegel 2012
    G. Zuchtriegel, 2012, Nella chora: un nuovo progetto di archeologia del paesaggio nel territorio di Eraclea, "SIRIS" 12: 141-156.
  • Osanna et al. c.s.
    M. Osanna, St. Verger, R. Pace, G. Zuchtriegel et Fr. Silvestrelli,2015, Première campagne de fouilles franco-italienne à Policoro (Basilicate). Compte rendu préliminaire, SIRIS, 15, 2015, sous presse.
  • Osanna et al. 2016
    M. Osanna, St. Verger, R. Pace, G. Zuchtriegel et Fr. Silvestrelli, c.d.s., Deuxième campagne de fouilles franco-italienne à Policoro (Basilicate). Compte rendu préliminaire, SIRIS, 16, 2016.
  • Osanna et al. 2015
    M. Osanna, St. Verger, R. Pace, G. Zuchtriegel e F. Silvestrelli, 2015, Première campagne de fouilles franco-italienne à Policoro (Basilicate). Compte rendu préliminaire, SIRIS, 15, 2015: 153-162.
  • Verger and Pace 2017
    S. Verger, R. Pace, 2017, “Da Siris a Herakleia di Lucania”, in « Testimonianze di città e non città della Basilicata antica », Forma Urbis, XXII, n. 4, aprile: 8-19.

Location

Ancient Site Name
Siris, Herakleia
Location
Policoro
Easting
16.6704
Northing
40.219
Country
Italy
Admin Level 1
Basilicate
Admin Level 2
Province of Matera
Admin Level 3
Policoro