- Item
- AIAC_2388
- Name
- Forcello
- Date Range
- 550 BC – 390 BC
- Monuments
- Settlement
Seasons
-
AIAC_2388 - Forcello - 2009Il Forcello di Bagnolo San Vito (MN) è il principale abitato etrusco-padano di VI-IV secolo a.C. scoperto finora in Lombardia. Ubicato pochi chilometri a sud-ovest di Mantova, in corrispondenza di un dosso di modesta entità e di forma allungata, fra il paleoterrazzo destro del Mincio ad ovest e la valle fluviale ad est, si estendeva su una superficie di circa 12 ettari, occupando un’area di forma triangolare con la base a nord-ovest. Dal 1981 ad oggi sono state condotte più di 20 campagne di scavo dirette da Raffaele C. de Marinis, dapprima come Soprintendenza Archeologica della Lombardia e dal 1988 come cattedra di Preistoria e Protostoria dell’Università degli Studi di Milano. Le ricerche si sono avvalse della collaborazione delle Civiche Raccolte Archeologiche di Milano dal 1987 al 1993 (Patrizia Frontini) e del Civico Museo Archeologico di Bergamo dal 1990 ad oggi (Stefania Casini). Tra il 1982 e il 1993 gli scavi sono stati condotti con la partecipazione della Cooperativa Ricerche Archeologiche di Trento (CO.R.A.). Le indagini condotte fino ad oggi si sono concentrate su un’area di circa 900 m2 in corrispondenza della parte centrale dell’abitato. Lo scavo stratigrafico dei livelli antropici, che in alcuni punti raggiungono i 2 m di spessore, ha consentito di delineare la presenza di almeno nove fasi insediative, in un susseguirsi di costruzioni, distruzioni e riedificazioni delle strutture d’abitato. E’ stato così possibile ricostruire le vicende che hanno interessato questa piccola porzione dell’insediamento per tutti i circa 150 anni della sua esistenza. Le diverse fasi, denominate con le lettere da A ad I a partire dall’alto, quindi dalla più recente alla più antica, si susseguono senza soluzione di continuità, ad eccezione dei livelli di fase F, i quali risultano separati dai successivi da un potente riporto artificiale di argilla sterile. I materiali rinvenuti - ceramica etrusco-padana, fibule tipo Certosa, fibule e altri ornamenti riconducibili a diverse sfere culturali, anfore greche da trasporto, ceramica attica, manufatti in vetro policromo - dimostrano che questo insediamento, i cui abitanti erano certamente di origine etrusca, rappresentava un centro di traffici di notevole importanza per Etruschi, Greci e popolazioni alpine e transalpine. Le campagne di scavo condotte a maggio-giugno e a settembre del 2009 hanno avuto come obiettivo principale quello di mettere in luce i limiti degli ambienti minori nord-orientali della casa FI di fase F (ca. 500 a.C.), nonché il limite nord-ovest dell’intera abitazione, che ha già raggiunto i 180 m2 di estensione. Si è ripreso innanzitutto lo scavo dell’area nord-orientale, corrispondente ai qq. R19 m-s 2-9, iniziato già lo scorso anno e durante il quale sono stati analizzati solo i contesti più recenti. A quest’area si è aggiunta quella corrispondente ai qq. R18 s-u 16-20 e S18 a-e 12-20, scavata parzialmente fra il 2006 e il 2007, permettendo di indagare contestualmente l’articolata sequenza stratigrafica di una fascia di scavo piuttosto stretta, ma estesa per quasi 20 metri. Sono stati individuati lacerti di piani pavimentali pertinenti a diverse fasi archeologiche ed elementi strutturali, quali grandi buche di palo, nelle fasi più recenti, e canaline di fondazione, nelle fasi più antiche. In particolare gli scavi hanno messo in luce, raggiungendo gli obiettivi preposti, tutto il limite nord-orientale della casa di fase F, consentendo di determinare l’estensione completa dei cinque ambienti piccoli laterali e parte del profondo canale che probabilmente separava l’abitazione da un asse viario dell’abitato. Durante la campagna di maggio è stata inoltre aperta una nuova area di scavo, collocata a nord-ovest delle aree scavate fra il 2002 e il 2008, in corrispondenza dei qq. R19 a-k 2-6 ed e-o 7-11. In questo caso il lavoro effettuato, intrapreso nuovamente a partire dai primi livelli sotto l’agrario, ha permesso di documentare solamente i contesti relativi alle fasi più recenti, che si sono conservati meglio che in altre aree dello scavo. L’andamento del deposito leggermente digradante verso la nuova sezione nord-occidentale fa supporre che, come già rilevato in passato, anche qui si possa trovare - nei livelli più profondi e pertinenti alla fase F - un ampio canale che ha provocato l’abbassamento dei livelli soprastanti e più recenti.
-
AIAC_2388 - Forcello - 2010Nel 2010 sono state condotte due campagne di scavo – da aprile a luglio e in settembre – per un totale di circa quattro mesi di lavoro. La campagna di scavo condotta da aprile a luglio ha avuto come obiettivo principale quello di individuare il limite della casa FI di fase F lungo il lato nord-ovest, al fine di mettere in luce l’estensione completa dell’abitazione. L’area indagata a partire dal 2002 e corrispondente ai qq. R18 a-g 13-20 e R19 b-k 1-5, infatti, non aveva permesso di individuare questo limite, mentre le campagne del 2009, concentratesi nelle aree corrispondenti ai qq. R19 m-s 2-9 e ai qq. R18 s-u 16-20 e S18 a-e 12-20, avevano permesso di individuare solo il lato nord-orientale dell’abitazione. Lo scavo è dunque ripreso nell’area aperta nel maggio 2009 e collocata a nord-ovest della sezione 134 e delle aree scavate dal 2002 al 2008, in corrispondenza dei qq. R19 a-k 2-6 ed e-o 7-11. Grazie alla lunga durata della campagna primaverile di quest’anno, organizzata non solo tramite i fondi dell’Università degli Studi di Milano ma anche per mezzo di un cofinanziamento concesso al Comune di Bagnolo San Vito da Regione Lombardia, è stato possibile innanzi tutto raggiungere l’obiettivo prefissato, completando la messa in luce del perimetro della casa FI di fase F. Questa abitazione si configura dunque come un grande oikos aristocratico: presenta una forma rettangolare (17,5x10m circa), per una estensione totale di quasi 180 m2, e una ripartizione regolare dei 15 ambienti interni, disposti secondo un modulo di un ambiente piccolo, uno grande e un altro piccolo, ripetuto per cinque volte. Nuove e importanti informazioni sono state raccolte anche riguardo alle fasi più recenti. Le indagini sono inoltre riprese in un’altra area, il cui scavo era stato interrotto nel 2008. Durante la campagna di settembre 2010 è infatti proseguito lo scavo nella zona corrispondente ai qq. Q18 s-u 13-19 e R18 a-d 11-18, aperta per la prima volta e documentata preliminarmente nel 2005. Qui erano state condotte alcune ricerche solo durante le campagne del 2008, con l’obiettivo principale di verificare, per una porzione più ampia, l’articolazione interna e i limiti della casa FII di fase F. L’area, collocata appena oltre l’allineamento di grosse buche di palo con orientamento SE-NO che delimitano verso SO la casa di fase C, ovvero la più recente struttura abitativa riconoscibile al di sotto del livello di agrario, si è configurata fin da subito quale zona di scarichi esterna agli spazi più propriamente abitativi. Lo scavo di quest’anno ha confermato questa funzione, almeno per quanto riguarda il periodo successivo alla fase F. Fra i materiali rinvenuti durante le campagne del 2010 si segnalano: fibule in bronzo tipo Certosa e di altre tipologie di diffusione nord-italica, figurine votive in lamina bronzea, perline in pasta vitrea, anfore greche arcaiche da trasporto, ceramica attica e, naturalmente, una grande quantità di ceramica locale etrusco-padana.
-
AIAC_2388 - Forcello - 2011Le campagne di scavo condotte nei settori Q-R 18-19 da maggio a luglio e nel settembre 2011 hanno avuto come obiettivo principale quello di mettere in luce una porzione più ampia della casa FII di fase F, collocata immediatamente a sud-ovest della casa FI. Il limite settentrionale di quest’ultima è stato infatti individuato con le campagne del 2010, mentre della casa FII si conoscevano solo tre ambienti di dimensioni differenti e indagati parzialmente. La ricerca si è concentrata lungo la fascia più occidentale della trincea di scavo, comprendente sia l’area indagata nel settembre del 2010 sia l’area corrispondente ai qq. R18 b-m3-14, scavata fino al 1998. A giugno, infine, è stata anche aperta una nuova area, in corrispondenza dei qq. Q18-19 s-u18-3, R19 a-b1-3, necessaria per correlare le aree appena citate con quella scavata nel 2009-2010 in corrispondenza dei qq. R19 a-k2-6 ed e-o7-11. I lavori in questa zona, ripresi dai livelli sotto l’agrario, hanno messo in evidenza uno spazio sicuramente esterno alle strutture abitative, forse via di passaggio o area di scarico, caratterizzato da potenti riporti argillosi e interessato solo per una ristretta fascia da piani pavimentali. Qui, tuttavia, si ipotizzava, per simmetria con il limite settentrionale della casa FI, la presenza del limite settentrionale anche della casa FII. Al termine dei lavori non solo è stato raggiunto l’obiettivo proposto, mettendo in luce su tutta l’area indagata i piani d’uso di fase F, ma è stato anche completato il perimetro della casa FII, il cui limite occidentale è stato individuato poco prima della sezione di scavo. Sono state così raccolte nuove e importanti informazioni su una seconda abitazione di fine VI secolo a.C., che si distingue dalla prima per numero, forma e dimensioni degli ambienti, nonché per la tecnica edilizia adoperata. Nel settembre 2011, infine, sono ripresi gli scavi anche nel settore R17, dove è stato operato un ampliamento verso ovest, in corrispondenza di un crollo di concotti rinvenuto lo scorso anno. Su un’area di 5x5m, corrispondente ai qq. R17 n-t15-20, sono stati asportati i riporti di bonifica stesi per sigillare il crollo per incendio di una struttura abitativa e si è proceduto a rimuovere il crollo formato dai resti dell’incannucciato delle pareti, al di sotto del quale è affiorato un livello d’incendio poggiante direttamente sul piano d’uso. Da entrambi i livelli provengono moltissimi materiali ceramici, fra cui almeno 120 frammenti di un cratere attico a colonnette a figure rosse, ricomponibile quasi integralmente, e una cinquantina di frammenti di un secondo cratere a colonnette, di maggiori dimensioni. La possibilità di ricongiungimento dei frammenti ceramici dimostra che dopo l’evento catastrofico, tutti i materiali sono stati lasciati in situ e sigillati dai riporti di bonifica. Tra gli altri materiali provenienti dal crollo da segnalare una fibula Certosa in ferro. In base a una prima valutazione, in attesa della pulizia e del restauro, il cratere di dimensioni minori può essere datato al 450-430 a.C., fornendo così un prezioso dato di cronologia assoluta per la fase C a cui è attribuibile la struttura.
-
AIAC_2388 - Forcello - 2012La campagna di scavo si è svolta dal 3 al 28 settembre 2012. L’obiettivo principale dell’intervento consisteva nella prosecuzione dell’indagine della cd. casa “dei Crateri” nel settore R-S 17-18, lambita dagli interventi dell’anno 2010 e parzialmente messa in luce - per quanto riguarda la sua porzione più sud-occidentale - nel corso dello scavo 2011. La struttura, di cui si è conservata la fase di crollo per incendio _in situ_, ha restituito numerosi frammenti di ceramica attica, con i quali sono stati identificati almeno due crateri attici a f.r. Per la pertinenza stratigrafica la struttura è attribuibile alla fase C della sequenza insediativa del Forcello, che grazie proprio alla ceramica attica cui si associa nel contesto in oggetto può essere più puntualmente datata verso il terzo quarto del V secolo a.C. Nel 2011 erano stati messi in luce circa 35 mq del piano della abitazione, ma appurato che proseguiva sotto i livelli di fase B in R- S/17-18, se ne rimandava l’indagine alla successiva campagna. Pertanto, la campagna 2012 ha previsto l’asportazione di una serie di strutture più recenti, in particolare il piano della casa di fase B in R- S/17-18 e il riporto sottostante il pavimento, posto a sigillare il crollo di fase C. Il crollo, anche nel nuovo ampliamento, si articola in un livello più superficiale di concotti (US 2198), che alla base poggia su un livello più carbonioso (US 2792); US 2752 comprende abbondanti resti culturali e in particolare ceramiche. Sono stati notati numerosi concotti a faccia piana con impronte di fibre di legno e ancora più frequenti concotti con impronte di incannucciato, ma in ogni caso tutti presentano elevato grado di frammentarietà e tendenza a sbriciolarsi. Questo dato potrà essere approfondito per fornire indicazioni circa la temperatura e la natura dell’incendio che distrusse la struttura. Con l’avanzamento del 2012, la superficie di crollo portata finora alla luce raggiunge i 55 mq, senza naturalmente esaurire l’estensione della struttura che prosegue in direzione nord-est. -
AIAC_2388 - Forcello - 2013_L’intervento_ La campagna di scavo 2013 si è svolta a due riprese, nei settori R-S 18-19 e nei settori R-S 17-18. L’intervento nei Settori R-S 18-19 (maggio-giugno 2013) si è rivolto ad un’area dello scavo non più indagata da oltre 10 anni, la fascia di terreno di circa 20x5m compresa fra l’area occupata dalla casa di fase C ( _casa dei pesi da telaio_ ) nei settori R18-R19 e l’area in cui si sta indagando ormai da qualche anno un’abitazione coeva nei settori R17-S17 ( _casa dei Velna_ ). Scopo ultimo dell’intervento era quello di individuare stratigraficamente il rapporto fra le due unità abitative riconosciute e attribuite alla fase C e, nello stesso tempo, quello di confermare la destinazione d’uso di questa piccola porzione di abitato. È stato possibile portare in fase tutta l’area, confermando il suo utilizzo come spazio esterno di passaggio e di scarico di materiali provenienti dalle abitazioni di fase C, anche se sembra che l’utilizzo come spazio esterno di quest’area abbia dei limiti cronologici più ampi. Un altro dato acquisito riguarda le strutture di perimetrazione delle fasi più recenti (fasi A-B): tutta la fascia nord-orientale dello scavo si configura ora con le medesime caratteristiche già individuate nelle aree contigue, per la presenza di un canale, attivo almeno dalla fase F e riutilizzato probabilmente fino alle ultime fasi di vita dell’abitato, che costeggia sia l’area della struttura abitativa in R18-R19 ( _dei pesi da telaio_ ) sia l’area di quella in R17-S17 ( _casa dei Velna_ ) e di una serie di grandi buche di palo che includono senza soluzioni di continuità entrambi i nuclei di case individuati a nord e a sud dell’area di scarico attualmente in corso di scavo. In questo modo si potrebbe supporre che entrambe le case fossero comprese nel medesimo spazio urbano, ovvero nella stessa insula. Nel Settore R17-S17 (settembre 2013), l’intervento ha proseguito nella messa in luce di una struttura di cui si è conservata la fase di crollo per incendio _in situ_; per la pertinenza stratigrafica essa è attribuibile alla fase C della sequenza insediativa del Forcello, che grazie proprio alla ceramica attica cui si associa nel contesto in oggetto può essere più puntualmente datata verso il secondo quarto del V secolo a.C. Il contesto restituisce infatti numerosi frammenti di ceramica attica, con i quali sono stati identificati almeno due crateri attici a figure rosse, uno dei quali già parzialmente ricostruito e attribuito al pittore del Frutteto (470-460 a.C.). Una coppa iscritta in ceramica etrusco-padana rinvenuta nel 2012 ha fatto ipotizzare l’appartenenza della casa alla _gens_ dei _Velna_. La superficie di questa abitazione, lambita dagli interventi dell’anno 2010, e parzialmente messa in luce - per quanto riguarda la sua porzione più sud-occidentale - nel corso dello scavo 2011 e 2012, con la campagna 2013 giunge a interessare una superficie di oltre 75 mq.
-
AIAC_2388 - Forcello - 2014Le attività dell’anno 2014 rappresentano in buona parte la continuazione di indagini già in corso, volte all’esplorazione di una struttura abitativa della metà del V secolo a.C. individuata nella porzione sud-orientale dell’area degli scavi. La struttura in esame occupa la parte sud-orientale dell’area di scavo aperta al centro dell’abitato e collocata a sud-ovest del grande asse di attraversamento dell’abitato (settori R 17-19 e S 17-18); qui sono venuti alla luce due blocchi di strutture di abitato separate da un canale di drenaggio e smaltimento rifiuti largo 6 m. Il blocco nord-occidentale, esteso 450 m2, è stato integralmente scavato fino alla fase F (fine VI secolo), mentre le fasi più antiche, G-H-I, sono state indagate su un’area più limitata di circa 120 m2. La struttura in corso di indagine nel blocco sud-orientale si riferisce alla fase C della sequenza insediativa del Forcello. Dal livello di incendio che segna la fine della struttura (US 2752) è stata rinvenuta metà di una ciotola etrusco padana, del tipo con piede echinoide distinto dal fondo da un cordolo a rilievo. Sul fondo esterno del piede è tracciata l’iscrizione “velnaś” (< velinas, per intervenuta sincope), un gentilizio ben radicato nell’Etruria settentrionale e interna e, alla luce di questa scoperta, possiamo quindi attribuire la casa alla famiglia dei Velna. A giudicare dall’abbondanza della ceramica attica siamo di fronte a un oikos aristocratico, come nel caso della fase F della fine del VI secolo a.C., che grazie proprio alla ceramica attica rinvenuta può essere più puntualmente datata verso il secondo quarto del V secolo a.C. Il contesto restituisce almeno due crateri attici a f.r., uno dei quali già parzialmente ricostruito e attribuito al pittore del Frutteto (470-460 a.C.). La campagna di scavi 2014 è stata dedicata all’indagine della porzione sud-orientale e alla ricerca del limite sud-occidentali della Casa dei Velna, che con l’intervento del 2014 sembra appurato interessare una superficie intorno ai 150 mq. Un nuovo filone di indagini, invece, è stato aperto nell’ottobre 2014, con l’avvio di una collaborazione con il Deutsche Archäologische Institut di Berlino (DAI), finalizzata allo svolgimento di prospezioni geomagnetiche nei settori dell’abitato esterni all’area di scavo di proprietà comunale, che è sede del Parco archeologico del Forcello, e off-site.
-
AIAC_2388 - Forcello - 2016Nel settembre 2016 sono proseguite le ricerche nella porzione sud-orientale dell’area di scavo, collocata all’intersezione dei settori R - S / 17- 18. Qui è in corso di scavo una struttura abitativa che si riferisce alla fase C della sequenza insediativa del Forcello e si data alla metà del V secolo a.C.; è stata definita Casa dei Velna sulla base di tre attestazioni epigrafiche, graffite su ceramica etrusco-padana, rinvenute nel livello di incendio che ha distrutto e segnato la fine del contesto. Dopo che nelle campagne precedenti era stato rimosso il livello di crollo degli alzati e ne erano stati messi in luce i piani pavimentali e le strutture perimetrali, con la campagna 2016 si è intrapreso lo smontaggio dei piani di calpestio (es 2427). È stata questa l’occasione per accertare e documentare in modo analitico la serie di interventi attuati per la preparazione dei piani d’uso, nonché alcune opere di rimaneggiamento e smantellamento al momento della sua dismissione. Per quanto concerne gli aspetti strutturali, di particolare rilievo è la presenza, nel vano centrale, di una struttura ellittica costituita da limo carbonatico compatto giallo chiaro, cd. castracane, (us 2980); essa presenta caratteristiche analoghe a quella dei focolari con piano incassato nel pavimento delle case già documentate al Forcello per le fasi F e C nei settori R18 e R19. Al limite sud-orientale dell’area di scavo, si interveniva in corrispondenza di un piano arrossato (us 2602); esso risultava coprire una struttura di combustione del tipo a fossa. La fornacetta si caratterizzava per la presenza di un taglio ovale (es 2971) con riempimento carbonioso, affiancato verso est da un piano rubefatto molto compatto (us 2976), il cui margine era definito da piccole buche circolari, preliminarmente intese come utili al sostegno di una intelaiatura per una piccola volta o camera di combustione.
Media
- Name
- Forcello
- Year
- 2009
- Summary
-
it
Il Forcello di Bagnolo San Vito (MN) è il principale abitato etrusco-padano di VI-IV secolo a.C. scoperto finora in Lombardia. Ubicato pochi chilometri a sud-ovest di Mantova, in corrispondenza di un dosso di modesta entità e di forma allungata, fra il paleoterrazzo destro del Mincio ad ovest e la valle fluviale ad est, si estendeva su una superficie di circa 12 ettari, occupando un’area di forma triangolare con la base a nord-ovest.
Dal 1981 ad oggi sono state condotte più di 20 campagne di scavo dirette da Raffaele C. de Marinis, dapprima come Soprintendenza Archeologica della Lombardia e dal 1988 come cattedra di Preistoria e Protostoria dell’Università degli Studi di Milano. Le ricerche si sono avvalse della collaborazione delle Civiche Raccolte Archeologiche di Milano dal 1987 al 1993 (Patrizia Frontini) e del Civico Museo Archeologico di Bergamo dal 1990 ad oggi (Stefania Casini). Tra il 1982 e il 1993 gli scavi sono stati condotti con la partecipazione della Cooperativa Ricerche Archeologiche di Trento (CO.R.A.).
Le indagini condotte fino ad oggi si sono concentrate su un’area di circa 900 m2 in corrispondenza della parte centrale dell’abitato. Lo scavo stratigrafico dei livelli antropici, che in alcuni punti raggiungono i 2 m di spessore, ha consentito di delineare la presenza di almeno nove fasi insediative, in un susseguirsi di costruzioni, distruzioni e riedificazioni delle strutture d’abitato. E’ stato così possibile ricostruire le vicende che hanno interessato questa piccola porzione dell’insediamento per tutti i circa 150 anni della sua esistenza. Le diverse fasi, denominate con le lettere da A ad I a partire dall’alto, quindi dalla più recente alla più antica, si susseguono senza soluzione di continuità, ad eccezione dei livelli di fase F, i quali risultano separati dai successivi da un potente riporto artificiale di argilla sterile.
I materiali rinvenuti - ceramica etrusco-padana, fibule tipo Certosa, fibule e altri ornamenti riconducibili a diverse sfere culturali, anfore greche da trasporto, ceramica attica, manufatti in vetro policromo - dimostrano che questo insediamento, i cui abitanti erano certamente di origine etrusca, rappresentava un centro di traffici di notevole importanza per Etruschi, Greci e popolazioni alpine e transalpine.
Le campagne di scavo condotte a maggio-giugno e a settembre del 2009 hanno avuto come obiettivo principale quello di mettere in luce i limiti degli ambienti minori nord-orientali della casa FI di fase F (ca. 500 a.C.), nonché il limite nord-ovest dell’intera abitazione, che ha già raggiunto i 180 m2 di estensione. Si è ripreso innanzitutto lo scavo dell’area nord-orientale, corrispondente ai qq. R19 m-s 2-9, iniziato già lo scorso anno e durante il quale sono stati analizzati solo i contesti più recenti. A quest’area si è aggiunta quella corrispondente ai qq. R18 s-u 16-20 e S18 a-e 12-20, scavata parzialmente fra il 2006 e il 2007, permettendo di indagare contestualmente l’articolata sequenza stratigrafica di una fascia di scavo piuttosto stretta, ma estesa per quasi 20 metri.
Sono stati individuati lacerti di piani pavimentali pertinenti a diverse fasi archeologiche ed elementi strutturali, quali grandi buche di palo, nelle fasi più recenti, e canaline di fondazione, nelle fasi più antiche. In particolare gli scavi hanno messo in luce, raggiungendo gli obiettivi preposti, tutto il limite nord-orientale della casa di fase F, consentendo di determinare l’estensione completa dei cinque ambienti piccoli laterali e parte del profondo canale che probabilmente separava l’abitazione da un asse viario dell’abitato.
Durante la campagna di maggio è stata inoltre aperta una nuova area di scavo, collocata a nord-ovest delle aree scavate fra il 2002 e il 2008, in corrispondenza dei qq. R19 a-k 2-6 ed e-o 7-11. In questo caso il lavoro effettuato, intrapreso nuovamente a partire dai primi livelli sotto l’agrario, ha permesso di documentare solamente i contesti relativi alle fasi più recenti, che si sono conservati meglio che in altre aree dello scavo. L’andamento del deposito leggermente digradante verso la nuova sezione nord-occidentale fa supporre che, come già rilevato in passato, anche qui si possa trovare - nei livelli più profondi e pertinenti alla fase F - un ampio canale che ha provocato l’abbassamento dei livelli soprastanti e più recenti.
-
en
Forcello di Bagnolo San Vito (MN) is the most important Etrusco-Paduan settlement of the 6th-4th century B.C. discovered in Lombardy to date. Situated a few kilometres south-west of Mantua, on a low elongated rise, between the ancient terrace on the right of the Mincio to the west and the river valley to the east, it covered an area of circa 12 hectares, occupying a triangular-shaped area with its base to the north-west.
Since 1981 over twenty excavation campaigns have been directed by Raffaele C. de Marinis, first as part of the Archaeological Superintendency of Lombardy, than as professor of prehistory at the University of Milan. Over the years various institutions have collaborated on the excavations: Civiche Raccolte Archeologiche di Milano, 1987-1993 (Patrizia Frontini); Civico Museo Archeologico di Bergamo from 1990 to the present (Stefania Casini); Cooperativa Ricerche Archeologiche di Trento (CO.R.A.), 1982-1993.
To date the excavations have concentrated on an area of circa 900 m2 in the central part of the settlement. The stratigraphy, which in some places reached a thickness of 2 metres, showed the presence of at least nine settlement phases, in a continuous cycle of construction, destruction and rebuilding of the structures. The life of this small portion of the settlement has been reconstructed for all 150 years of its existence. The diverse phases, denominated with the letters A to I starting from the top, that is from the latest to the earliest, succeeded each other without interruption. The only exception being the phase F levels which were separated from the later ones by a massive dump of sterile clay.
The materials recovered – Etrusco-Paduan pottery, Certosa-type fibulae, fibulae and other personal ornaments from diverse cultural spheres, Greek transport amphorae, Attic pottery, polychrome glass artefacts – show that this settlement, whose inhabitants were certainly of Etruscan origin, was a commercial centre of considerable importance for Etruscans, Greeks and alpine and transalpine populations.
The main objective of the excavations in May-June and September 2009 was to find the limits of the smaller rooms in the north-eastern part of house FI from phase F (circa 500 B.C.), as well as the north-western edge of the entire house, which had already reached an extension of 180 m2. First of all the north-eastern area was reopened, corresponding with quadrants R19 m-s 2-9, which were begun in the previous year and for which only the latest contexts had been investigated. At the same time the areas corresponding to quadrants R18 s-u 16-20 and S18 a-e 12-20, partially dug between 2006-2007, were also reopened in order to investigate the stratigraphic sequence in a rather narrow strip which, however, was almost 20 metres long.
Patches of floor surfaces belonging to various phases were identified, as were structural elements, such as large post holes, in the later phases, and small foundation channels for the earlier phases. In particular the excavations uncovered the entire north-eastern edge of the phase F house, thus determining the complete extension of the five small lateral rooms and part of the deep channel which probably separated the house from a road.
During the May campaign a new area was opened, situated north-west of the areas dug between 2002 and 2008, in correspondence with quadrants R19 a-k 2-6 and e-o 7-11. In this case also only the contexts relating to the latest phases were investigated, which here were better-preserved than in other parts of the excavation. The deposit sloped slightly towards the new north-western section suggesting that, as noted in the past elsewhere, here too a wide channel in the deepest levels belonging to phase F may have caused the overlying later levels to sink. - Research Body
- Università degli Studi di Milano
- Funding Body
- Regione Lombardia
Media
- Name
- Forcello
- Year
- 2010
- Summary
-
it
Nel 2010 sono state condotte due campagne di scavo – da aprile a luglio e in settembre – per un totale di circa quattro mesi di lavoro. La campagna di scavo condotta da aprile a luglio ha avuto come obiettivo principale quello di individuare il limite della casa FI di fase F lungo il lato nord-ovest, al fine di mettere in luce l’estensione completa dell’abitazione. L’area indagata a partire dal 2002 e corrispondente ai qq. R18 a-g 13-20 e R19 b-k 1-5, infatti, non aveva permesso di individuare questo limite, mentre le campagne del 2009, concentratesi nelle aree corrispondenti ai qq. R19 m-s 2-9 e ai qq. R18 s-u 16-20 e S18 a-e 12-20, avevano permesso di individuare solo il lato nord-orientale dell’abitazione. Lo scavo è dunque ripreso nell’area aperta nel maggio 2009 e collocata a nord-ovest della sezione 134 e delle aree scavate dal 2002 al 2008, in corrispondenza dei qq. R19 a-k 2-6 ed e-o 7-11.
Grazie alla lunga durata della campagna primaverile di quest’anno, organizzata non solo tramite i fondi dell’Università degli Studi di Milano ma anche per mezzo di un cofinanziamento concesso al Comune di Bagnolo San Vito da Regione Lombardia, è stato possibile innanzi tutto raggiungere l’obiettivo prefissato, completando la messa in luce del perimetro della casa FI di fase F. Questa abitazione si configura dunque come un grande oikos aristocratico: presenta una forma rettangolare (17,5x10m circa), per una estensione totale di quasi 180 m2, e una ripartizione regolare dei 15 ambienti interni, disposti secondo un modulo di un ambiente piccolo, uno grande e un altro piccolo, ripetuto per cinque volte.
Nuove e importanti informazioni sono state raccolte anche riguardo alle fasi più recenti.
Le indagini sono inoltre riprese in un’altra area, il cui scavo era stato interrotto nel 2008. Durante la campagna di settembre 2010 è infatti proseguito lo scavo nella zona corrispondente ai qq. Q18 s-u 13-19 e R18 a-d 11-18, aperta per la prima volta e documentata preliminarmente nel 2005. Qui erano state condotte alcune ricerche solo durante le campagne del 2008, con l’obiettivo principale di verificare, per una porzione più ampia, l’articolazione interna e i limiti della casa FII di fase F. L’area, collocata appena oltre l’allineamento di grosse buche di palo con orientamento SE-NO che delimitano verso SO la casa di fase C, ovvero la più recente struttura abitativa riconoscibile al di sotto del livello di agrario, si è configurata fin da subito quale zona di scarichi esterna agli spazi più propriamente abitativi. Lo scavo di quest’anno ha confermato questa funzione, almeno per quanto riguarda il periodo successivo alla fase F.
Fra i materiali rinvenuti durante le campagne del 2010 si segnalano: fibule in bronzo tipo Certosa e di altre tipologie di diffusione nord-italica, figurine votive in lamina bronzea, perline in pasta vitrea, anfore greche arcaiche da trasporto, ceramica attica e, naturalmente, una grande quantità di ceramica locale etrusco-padana. -
en
Two campaigns were undertaken in 2010 – April-July and in September. The main objective of the first campaign was the identification of the north-western side perimeter of house FI of phase F in order to define the full extension of the dwelling. In fact, the area investigated from 2002 onwards and corresponding with quadrants R18 a-g 13-20 and R19 b-k 1-5, had not identified this perimeter, whilst the 2009 excavation in quadrants R19 m-s 2-9, R18 s-u 16-20 and S18 a-e 12-20, had exposed only the north-eastern side of the house. Therefore, the excavation restarted in the area begun in May 2009, situated north-west of section 134 and areas excavated from 2002 to 2008, corresponding with quadrants R19 a-k 2-6 and e-o 7-11.
Thanks to the long spring campaign, organised thanks to funding from Milan University and the Lombardy Region, the full extent of house F was defined. The house was seen to be a large aristocratic oikos with rectangular plan (about 17.5 x 10m) covering almost 180 m2 and divided internally into 15 rooms, arranged in the module of one small, one large and another small room, repeated five times.
New and important information was collected regarding the latest phases.
Excavations also recommenced in another area, where they were halted in 2008. In fact, in September 2010 excavation of the area corresponding to quadrants Q18 s-u 13-19 and R18 a-d 11-18, continued. Previous investigation of these areas was aimed at defining the perimeter and internal organisation of a larger portion of house FII of phase F. This area was situated just beyond a row of large post holes on a south-east/north-west alignment and delimited the phase C house towards the south-west, the latest dwelling identifiable below the agricultural terrain. The area was immediately noted to be a zone of dumps external to the residential spaces. This was confirmed by this years excavation, at least for the period following phase F.
Among the finds from this year of note were; bronze fibulae of the Certosa type and of other typologies diffuse on northern Italic sites, bronze lamina votive figurines, glass paste beads, Archaic Greek transport amphora, Attic pottery and, naturally, a large quantity of local etrusco-padana pottery. - Funding Body
- Regione Lombardia
Media
- Name
- Forcello
- Year
- 2011
- Summary
-
it
Le campagne di scavo condotte nei settori Q-R 18-19 da maggio a luglio e nel settembre 2011 hanno avuto come obiettivo principale quello di mettere in luce una porzione più ampia della casa FII di fase F, collocata immediatamente a sud-ovest della casa FI. Il limite settentrionale di quest’ultima è stato infatti individuato con le campagne del 2010, mentre della casa FII si conoscevano solo tre ambienti di dimensioni differenti e indagati parzialmente.
La ricerca si è concentrata lungo la fascia più occidentale della trincea di scavo, comprendente sia l’area indagata nel settembre del 2010 sia l’area corrispondente ai qq. R18 b-m3-14, scavata fino al 1998. A giugno, infine, è stata anche aperta una nuova area, in corrispondenza dei qq. Q18-19 s-u18-3, R19 a-b1-3, necessaria per correlare le aree appena citate con quella scavata nel 2009-2010 in corrispondenza dei qq. R19 a-k2-6 ed e-o7-11. I lavori in questa zona, ripresi dai livelli sotto l’agrario, hanno messo in evidenza uno spazio sicuramente esterno alle strutture abitative, forse via di passaggio o area di scarico, caratterizzato da potenti riporti argillosi e interessato solo per una ristretta fascia da piani pavimentali. Qui, tuttavia, si ipotizzava, per simmetria con il limite settentrionale della casa FI, la presenza del limite settentrionale anche della casa FII.
Al termine dei lavori non solo è stato raggiunto l’obiettivo proposto, mettendo in luce su tutta l’area indagata i piani d’uso di fase F, ma è stato anche completato il perimetro della casa FII, il cui limite occidentale è stato individuato poco prima della sezione di scavo. Sono state così raccolte nuove e importanti informazioni su una seconda abitazione di fine VI secolo a.C., che si distingue dalla prima per numero, forma e dimensioni degli ambienti, nonché per la tecnica edilizia adoperata.
Nel settembre 2011, infine, sono ripresi gli scavi anche nel settore R17, dove è stato operato un ampliamento verso ovest, in corrispondenza di un crollo di concotti rinvenuto lo scorso anno.
Su un’area di 5x5m, corrispondente ai qq. R17 n-t15-20, sono stati asportati i riporti di bonifica stesi per sigillare il crollo per incendio di una struttura abitativa e si è proceduto a rimuovere il crollo formato dai resti dell’incannucciato delle pareti, al di sotto del quale è affiorato un livello d’incendio poggiante direttamente sul piano d’uso. Da entrambi i livelli provengono moltissimi materiali ceramici, fra cui almeno 120 frammenti di un cratere attico a colonnette a figure rosse, ricomponibile quasi integralmente, e una cinquantina di frammenti di un secondo cratere a colonnette, di maggiori dimensioni. La possibilità di ricongiungimento dei frammenti ceramici dimostra che dopo l’evento catastrofico, tutti i materiali sono stati lasciati in situ e sigillati dai riporti di bonifica. Tra gli altri materiali provenienti dal crollo da segnalare una fibula Certosa in ferro. In base a una prima valutazione, in attesa della pulizia e del restauro, il cratere di dimensioni minori può essere datato al 450-430 a.C., fornendo così un prezioso dato di cronologia assoluta per la fase C a cui è attribuibile la struttura. -
en
The excavations undertaken in May-June and September in sectors Q-R 18-19 aimed to uncover more of house FII from phase F, situated immediately south-west of house FI. In fact, the northern edge of the latter was identified during the 2010 campaign, while only three various-sized rooms of house FII, were partially investigated.
The excavation concentrated on the westernmost strip of the trench, including both the area investigated in 2010 and the area corresponding with quadrants R18 b-m3-14, excavated until 1998. In June, a new area was opened (quadrants Q18-19 s-u18-3, R19 a-b1-3), which served to link the above mentioned areas with those excavated in 2009-2010 (quadrants R19 a-k2-6 and e-o7-11). Work in this area uncovered a space that would have been outside of the residential structure, perhaps a passageway or dumping area. This was characterised by substantial clay dumps in which paved levels only appeared in a narrow strip. However, it is suggested that the northern perimeter of house FII would also have been present here, so as to be symmetrical with the northern perimeter of house FI.
By the end of the season, the phase F occupation levels had been exposed across the entire area. The perimeter of house FII was revealed, its western side being identified just in front of the limit of excavation. Important evidence was collected for a second house dating to the end of the 6th century B.C., which differed from the first in the number, shape and size of its rooms, as well as in construction technique.
Lastly, in September 2001, excavations continued in sector R17, which was enlarged to the west in correspondence with a collapse of baked clay bricks.
In an area of 5x 5 m (quadrants R17 n-t15-20) the dumps used to seal the collapse of a house destroyed by fire were removed as was the collapse formed by the remains of the lath walls. Below was a layer of burning directly overlying the occupation surface. Both layers produced a large amount of pottery, including 120 fragments of an Attic Red-figure column krater, almost entirely reconstructable, and about fifty fragments from a second, larger column krater. The presence of reconstructable vessels indicated that, following the fire, all of the materials remained in situ and were sealed by the dumps. Among the material in the collapse was an iron Certosa type fibula. A preliminary study dates the smaller krater to 450-430 B.C., thus providing an absolute date for phase C, to which this structure can be attributed.
Media
- Name
- Forcello
- Year
- 2012
- Summary
-
it
La campagna di scavo si è svolta dal 3 al 28 settembre 2012. L’obiettivo principale dell’intervento consisteva nella prosecuzione dell’indagine della cd. casa “dei Crateri” nel settore R-S 17-18, lambita dagli interventi dell’anno 2010 e parzialmente messa in luce - per quanto riguarda la sua porzione più sud-occidentale - nel corso dello scavo 2011.
La struttura, di cui si è conservata la fase di crollo per incendio _in situ_, ha restituito numerosi frammenti di ceramica attica, con i quali sono stati identificati almeno due crateri attici a f.r.
Per la pertinenza stratigrafica la struttura è attribuibile alla fase C della sequenza insediativa del Forcello, che grazie proprio alla ceramica attica cui si associa nel contesto in oggetto può essere più puntualmente datata verso il terzo quarto del V secolo a.C.
Nel 2011 erano stati messi in luce circa 35 mq del piano della abitazione, ma appurato che proseguiva sotto i livelli di fase B in R- S/17-18, se ne rimandava l’indagine alla successiva campagna. Pertanto, la campagna 2012 ha previsto l’asportazione di una serie di strutture più recenti, in particolare il piano della casa di fase B in R- S/17-18 e il riporto sottostante il pavimento, posto a sigillare il crollo di fase C.
Il crollo, anche nel nuovo ampliamento, si articola in un livello più superficiale di concotti (US 2198), che alla base poggia su un livello più carbonioso (US 2792); US 2752 comprende abbondanti resti culturali e in particolare ceramiche. Sono stati notati numerosi concotti a faccia piana con impronte di fibre di legno e ancora più frequenti concotti con impronte di incannucciato, ma in ogni caso tutti presentano elevato grado di frammentarietà e tendenza a sbriciolarsi. Questo dato potrà essere approfondito per fornire indicazioni circa la temperatura e la natura dell’incendio che distrusse la struttura.
Con l’avanzamento del 2012, la superficie di crollo portata finora alla luce raggiunge i 55 mq, senza naturalmente esaurire l’estensione della struttura che prosegue in direzione nord-est. -
en
The excavations took place between the 3rd and 28th September 2012. The main objective was to continue the investigation of the so-called house “of the Craters” in sector R-S 17-18, the south-westernmost part which had been exposed during the 2011 excavations.
The structure’s collapse, caused by fire, was preserved _in situ_ and produced numerous fragments of Attic pottery, including at least two Attic craters.
Stratigraphically, the building can be attributed to phase C of the Forcello settlement sequence, which thanks to the Attic pottery within the context can be dated to the third quarter of the 5th century B.C.
In 2011, an area of 35 m2 of the house’s floor was exposed, but as the surface continued below the levels of phase B in R-S/17-18, its excavation was postponed until the following year. Therefore, the 2012 campaign foresaw the removal of a series of later structures, in particular the floor of the phase B house in R-S/17-18 and the fill below the floor, sealing the phase C collapse.
In the trench extension, the collapse was also formed by an upper level of baked clays (US 2198), which at its base rested on a more charcoally level (US 2792). This contained an abundant amount of ceramic fragments. Numerous baked clay fragments were noted, with a flat surface showing the imprints of wood fibres, and even more with wattle imprints. These materials were extremely fragmented and very crumbly, and further study may reveal information about the temperature and nature of the fire that destroyed this structure.
So far, the excavation has uncovered 55 m2 however, more of the building remains to be uncovered towards the north-east. - Summary Author
- Raffaele C. de Marinis
Media
- Name
- Forcello
- Year
- 2013
- Summary
-
it
_L’intervento_
La campagna di scavo 2013 si è svolta a due riprese, nei settori R-S 18-19 e nei settori R-S 17-18.
L’intervento nei Settori R-S 18-19 (maggio-giugno 2013) si è rivolto ad un’area dello scavo non più indagata da oltre 10 anni, la fascia di terreno di circa 20x5m compresa fra l’area occupata dalla casa di fase C ( _casa dei pesi da telaio_ ) nei settori R18-R19 e l’area in cui si sta indagando ormai da qualche anno un’abitazione coeva nei settori R17-S17 ( _casa dei Velna_ ).
Scopo ultimo dell’intervento era quello di individuare stratigraficamente il rapporto fra le due unità abitative riconosciute e attribuite alla fase C e, nello stesso tempo, quello di confermare la destinazione d’uso di questa piccola porzione di abitato.
È stato possibile portare in fase tutta l’area, confermando il suo utilizzo come spazio esterno di passaggio e di scarico di materiali provenienti dalle abitazioni di fase C, anche se sembra che l’utilizzo come spazio esterno di quest’area abbia dei limiti cronologici più ampi.
Un altro dato acquisito riguarda le strutture di perimetrazione delle fasi più recenti (fasi A-B): tutta la fascia nord-orientale dello scavo si configura ora con le medesime caratteristiche già individuate nelle aree contigue, per la presenza di un canale, attivo almeno dalla fase F e riutilizzato probabilmente fino alle ultime fasi di vita dell’abitato, che costeggia sia l’area della struttura abitativa in R18-R19 ( _dei pesi da telaio_ ) sia l’area di quella in R17-S17 ( _casa dei Velna_ ) e di una serie di grandi buche di palo che includono senza soluzioni di continuità entrambi i nuclei di case individuati a nord e a sud dell’area di scarico attualmente in corso di scavo.
In questo modo si potrebbe supporre che entrambe le case fossero comprese nel medesimo spazio urbano, ovvero nella stessa insula.
Nel Settore R17-S17 (settembre 2013), l’intervento ha proseguito nella messa in luce di una struttura di cui si è conservata la fase di crollo per incendio _in situ_; per la pertinenza stratigrafica essa è attribuibile alla fase C della sequenza insediativa del Forcello, che grazie proprio alla ceramica attica cui si associa nel contesto in oggetto può essere più puntualmente datata verso il secondo quarto del V secolo a.C.
Il contesto restituisce infatti numerosi frammenti di ceramica attica, con i quali sono stati identificati almeno due crateri attici a figure rosse, uno dei quali già parzialmente ricostruito e attribuito al pittore del Frutteto (470-460 a.C.).
Una coppa iscritta in ceramica etrusco-padana rinvenuta nel 2012 ha fatto ipotizzare l’appartenenza della casa alla _gens_ dei _Velna_.
La superficie di questa abitazione, lambita dagli interventi dell’anno 2010, e parzialmente messa in luce - per quanto riguarda la sua porzione più sud-occidentale - nel corso dello scavo 2011 e 2012, con la campagna 2013 giunge a interessare una superficie di oltre 75 mq. -
en
Excavations took place in sectors R-S 18-19 and R-S 17-18.
The intervention in sectors R-S 18-19 involved an area that had not been investigated for over 10 years, the strip of terrain c. 20 x 5 m between the area occupied by the phase C house (_House of the loom weights_) in sectors R18-R19 and the area occupied by a coeval dwelling in sectors R17-S17 (_House of the Velna_).
The aim of the latest intervention was to identify the stratigraphic relationship between the two Phase C houses and, at the same time, confirm the nature of the use of this small sector of the town.
The entire area was exposed, confirming it to be an open area used as a passageway and for dumping materials from the Phase C houses, although its use as an open area continued for a longer period.
Evidence for the perimeter structures of the latest phases (A-B) was uncovered. The entire north-eastern strip of the excavation now appears to have the same characteristics as those identified in adjacent areas. These include a channel, in use in least from phase F onwards and probably reused until the settlement’s final occupation phases, which skirts both the area of the house in R18-R19 (_House of the loom weights_) and the area of that in R17-S17 (_House of the Velna_), and a series of large postholes which included without a break in continuity both the groups of houses identified to the north and south of the dump area currently under excavation.
This suggests both houses were part of the same urban space, in other words of the same _insula_.
In Sector R17-S17 work continued on the excavation of a structure whose collapse, caused by a fire, was preserved _in situ_ . The stratigraphy showed that it can be attributed to Phase C of the Forcello settlement sequence, which thanks to the Attic pottery present can be more precisely dated to the second quarter of the 5th century B.C.
In fact, the context produced numerous fragments of Attic pottery, among which at least two Attic Red-figure craters have been identified; one partially reconstructed and attributed to the Orchard Painter (470-460 B.C.).
On the evidence of an inscribed Etrusco-Padovan ceramic cup found in 2012, it may be suggested that the house belonged to the _gens Velna_.
By the end of the 2013 campaign, a total of 75 m2 of the house’s surface area had been exposed.
Media
- Name
- Forcello
- Year
- 2014
- Summary
-
it
Le attività dell’anno 2014 rappresentano in buona parte la continuazione di indagini già in corso, volte all’esplorazione di una struttura abitativa della metà del V secolo a.C. individuata nella porzione sud-orientale dell’area degli scavi.
La struttura in esame occupa la parte sud-orientale dell’area di scavo aperta al centro dell’abitato e collocata a sud-ovest del grande asse di attraversamento dell’abitato (settori R 17-19 e S 17-18); qui sono venuti alla luce due blocchi di strutture di abitato separate da un canale di drenaggio e smaltimento rifiuti largo 6 m. Il blocco nord-occidentale, esteso 450 m2, è stato integralmente scavato fino alla fase F (fine VI secolo), mentre le fasi più antiche, G-H-I, sono state indagate su un’area più limitata di circa 120 m2.
La struttura in corso di indagine nel blocco sud-orientale si riferisce alla fase C della sequenza insediativa del Forcello. Dal livello di incendio che segna la fine della struttura (US 2752) è stata rinvenuta metà di una ciotola etrusco padana, del tipo con piede echinoide distinto dal fondo da un cordolo a rilievo. Sul fondo esterno del piede è tracciata l’iscrizione “velnaś” (< velinas, per intervenuta sincope), un gentilizio ben radicato nell’Etruria settentrionale e interna e, alla luce di questa scoperta, possiamo quindi attribuire la casa alla famiglia dei Velna. A giudicare dall’abbondanza della ceramica attica siamo di fronte a un oikos aristocratico, come nel caso della fase F della fine del VI secolo a.C., che grazie proprio alla ceramica attica rinvenuta può essere più puntualmente datata verso il secondo quarto del V secolo a.C. Il contesto restituisce almeno due crateri attici a f.r., uno dei quali già parzialmente ricostruito e attribuito al pittore del Frutteto (470-460 a.C.).
La campagna di scavi 2014 è stata dedicata all’indagine della porzione sud-orientale e alla ricerca del limite sud-occidentali della Casa dei Velna, che con l’intervento del 2014 sembra appurato interessare una superficie intorno ai 150 mq.
Un nuovo filone di indagini, invece, è stato aperto nell’ottobre 2014, con l’avvio di una collaborazione con il Deutsche Archäologische Institut di Berlino (DAI), finalizzata allo svolgimento di prospezioni geomagnetiche nei settori dell’abitato esterni all’area di scavo di proprietà comunale, che è sede del Parco archeologico del Forcello, e off-site. -
en
Most of the work in 2014 was a continuation of the exploration of a residential structure dating to the 5th century B.C., identified in the south-eastern part of the excavation area opened at the centre of the settlement, and situated south-west of the large road crossing it (sectors R 17-19 and S 17-18).
Here, there were two blocks of residential structures separated by a 6 m wide drainage and rubbish disposal channel. The north-western block, covering 450 m2 was completely excavated down to phase F (late 6th century), while the earliest phases, G-H-I, were excavated over a smaller area of about 120 m2.
The structure presently being investigated in the south-eastern block dates to phase C of the settlement sequence. An Etrusco-Paduan bowl was found in the level of burning that marked the end of this structure (US 2752). It had an “echinoide” shaped foot separated from the base by a raised cordon. There is a graffito on the exterior of the base “velnaś” (< velinas, by sincope), a well established gentilitial name in northern and inner Etruria and, in the light of this discovery, the house can be attributed to the family of the Velna. Judging by the abundance of Attic pottery, this was an aristocratic _oikos_, like the phase F house of the late 6th century B.C., which thanks to the Attic pottery found there can be more precisely dated to around the second quarter of the 5th century B.C. The context produced at least two Attic Red-figure craters, one of which already partially reconstructed and attributed to the Orchard Painter (470-460 a.C.).
The 2014 excavations concentrated on the investigation of the south-eastern area and the discovery of the south-western perimeter of the House of the Velna, which the 2014 excavations seemed to suggest covered an area of about 150 m2.
However, a new line of investigation was opened in October 2014, with the start of collaboration with the Deutsche Archäologische Institut di Berlino (DAI), for undertaking geophysical surveys in the settlement areas outside the excavation area owned by the local council and seat of the Forcello Archaeological Park, and in off-site areas. - Funding Body
- Università degli Studi di Milano
Media
- Name
- Forcello
- Year
- 2016
- Summary
-
it
Nel settembre 2016 sono proseguite le ricerche nella porzione sud-orientale dell’area di scavo, collocata all’intersezione dei settori R - S / 17- 18. Qui è in corso di scavo una struttura abitativa che si riferisce alla fase C della sequenza insediativa del Forcello e si data alla metà del V secolo a.C.; è stata definita Casa dei Velna sulla base di tre attestazioni epigrafiche, graffite su ceramica etrusco-padana, rinvenute nel livello di incendio che ha distrutto e segnato la fine del contesto.
Dopo che nelle campagne precedenti era stato rimosso il livello di crollo degli alzati e ne erano stati messi in luce i piani pavimentali e le strutture perimetrali, con la campagna 2016 si è intrapreso lo smontaggio dei piani di calpestio (es 2427). È stata questa l’occasione per accertare e documentare in modo analitico la serie di interventi attuati per la preparazione dei piani d’uso, nonché alcune opere di rimaneggiamento e smantellamento al momento della sua dismissione. Per quanto concerne gli aspetti strutturali, di particolare rilievo è la presenza, nel vano centrale, di una struttura ellittica costituita da limo carbonatico compatto giallo chiaro, cd. castracane, (us 2980); essa presenta caratteristiche analoghe a quella dei focolari con piano incassato nel pavimento delle case già documentate al Forcello per le fasi F e C nei settori R18 e R19.
Al limite sud-orientale dell’area di scavo, si interveniva in corrispondenza di un piano arrossato (us 2602); esso risultava coprire una struttura di combustione del tipo a fossa. La fornacetta si caratterizzava per la presenza di un taglio ovale (es 2971) con riempimento carbonioso, affiancato verso est da un piano rubefatto molto compatto (us 2976), il cui margine era definito da piccole buche circolari, preliminarmente intese come utili al sostegno di una intelaiatura per una piccola volta o camera di combustione. -
en
This season research continued in the south-eastern area of the excavation, at the intersection between sectors R - S / 17- 18. Here, excavation is taking place of a dwelling belonging to phase C of the Forcello settlement sequence dating to the mid 5th century B.C. The house has been named the House of the Velna based on three graffiti on Etrusco-Padana pottery, found in the layers burnt by the fire that destroyed and marked the end of the context.
During previous campaigns, the level of wall collapse was removed and the floor surfaces and perimeter structures were exposed. This season the floor surfaces were excavated (US 2427). A series of interventions for the preparation of the floors surfaces were documented, along with addition to some alterations and the dismantling of the structure at the time it went out of use. As regards the structural aspects, the presence in the central room of an elliptical structure formed by compact light yellow carbonaceous limestone, a so-called _castracane_ (US 2980), is of particular interest. It presented similar characteristics to the hearths sunken into the floors of the houses already documented at Forcello in phases F and C in sectors R18 and R19.
At the south-eastern edge of the excavation area, a reddened surface (US 2602) was investigated. It covered a pit oven or forge, characterized by the presence of an oval cut (US 2971) with a charcoally fill, flanked to the east by a very compact reddened surface (US 2976), whose edge was defined by small circular holes, which probably housed the framework for a small vault or combustion chamber. - Summary Author
- Marta Rapi, Università degli Studi di Milano, Dipartimento Beni culturali e ambientali
Media
-
de Marinis 2010R.C. de Marinis 2010, Die etruskische Siedlung des Forcello im Lichte der Beziehungen zu den Gebieten nördlich der Alpen, in Aktuelle Forschungen zu den Kelten in Europa, Festkolloquium für Jörg Biel, Altheim – Heuneburg 2008, Esslingen: 101-114, 127-132.
-
de Marinis, Rapi 2007R.C. de Marinis, M. Rapi (a cura di), 2007, L’abitato etrusco del Forcello di Bagnolo S.Vito (Mantova). Le fasi di età arcaica, Firenze 311 pp.
-
de Marinis 2001R.C. de Marinis 2001, L'età del Ferro in Lombardia: stato attuale delle conoscenze e problemi aperti, in La Protostoria in Lombardia, Atti del 3° Convegno archeologico regionale, Como Villa Olmo 22-24 ottobre 1999, Como: 27-76.
-
de Marinis 1999R.C. de Marinis, 1999, Anfore chiote dal Forcello di Bagnolo S. Vito (Mantova), in , Miscellanea di studi archeologici in onore di P. Orlandini, Milano: 255-278.
-
de Marinis et al. 1995R.C. de Marinis, S. Casini, A.C. Cattaneo, N. Degasperi, P. Frontini, 1995, Forcello (Bagnolo S. Vito, Mantova), in Studi Etruschi LX-1994, Roma: 534-549, tavv. LXXIX-c, LXXX, LXXXI.
-
de Marinis 1991R.C. de Marinis, 1991, La stratigrafia dell'abitato del Forcello di Bagnolo S. Vito e i rapporti cronologici con le culture dell'area circumalpina, in Archeologia Classica 43 1991, Miscellanea etrusca e italica in onore di M. Pallottino: 237-259.
-
de Marinis et al. 1987R.C. de Marinis, S. Attene, P. Boscato, S. Casini, P. Frontini, S. Tuzzato, 1987, Bagnolo S. Vito (Mantova). Località Forcello. Scavi nell'abitato etrusco, in Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia: 34-37.
-
de Marinis 1986-87R.C. de Marinis (a cura di), 1986-87, Etruschi a Nord del Po, Gli Etruschi a Nord del Po, Catalogo della mostra, Mantova 1986 (I vol.), 1987 (II vol.).
-
de Marinis 1982R.C. de Marinis, 1982, Bagnolo S. Vito (Mantova), in Studi Etruschi L: 495-502.
-
De Marinis 2012R.C. De Marinis, 2012, “Forcello, Handelknotenpunkt in der Poebene”, in Die Welt der Kelten, Zentren der Macht, Kostbarkeinten der Kunst, Stuttgart: 178 ss.
-
Quirino 2013T. Quirino, 2013, “Forcello di Bagnolo S.Vito (MN): dalle strutture abitative alla forma urbana. Alcune riflessioni sull’architettura etrusca della pianura padana”, in Padusa 2013.
-
QUIRINO C.S.QUIRINO T., C.S., “La casa ‘F I’ del Forcello di Bagnolo San Vito (MN) e il suo confronto in ambito celtico: problemi aperti di architettura padana”, Actes du XXXVIe Colloque International de l’Association Française pour l’Étude de l’Age du Fer, Les Celtes et le Nord de l'Italie / I Celti e l'Italia del Nord, 17-20 maggio 2012, Verona (Italia).
-
QUIRINO 2012QUIRINO T., 2012, “Forcello di Bagnolo San Vito (MN): dalle strutture abitative alla forma urbana. Alcune riflessioni sull’architettura etrusca della pianura”, Padusa, 2012, pp. 173-191.
-
RAVAZZI et al. 2011C. RAVAZZI, M. MARCHETTI, M. ZANON, R. PEREGO, L. CASTELLANO, M. DEADDIS, M. DE AMICIS, C. FREDELLA, D. MARGARITORA, R.C. DE MARINIS, T. QUIRINO, 2011, “Lake Evolution since the Bronze Age in the Lower Mincio River Valley and the Forcello Etruscan Harbour (Central Po Plain)”, Il Quaternario, 24.
-
QUIRINO 2011T. QUIRINO, 2011, “Le case F I e F II del Forcello di Bagnolo S. Vito (MN): analisi preliminare di due abitazioni etrusche di fine VI secolo a.C.”, NotArchBerg, 19, pp. 379-390.
-
WIEL MARIN 2011F.WIEL MARIN, 2011, “Ceramica attica: novità dal Forcello”, NotArchBerg, 19, pp. 391-399.
-
FREDELLA et al. 2011C. FREDELLA, R. PEREGO, L. CASTELLANO, M. DEADDIS, M. DE AMICIS, D. MARGARITORA, T. QUIRINO, C. RAVAZZI, M. ZANON, 2011, “Il Forcello: un porto etrusco sull’antico lago di Bagnolo” in C. Fredella, a c. di, Archeologia e Ambiente, Anthus Markes, Collana del Parco archeologico del Forcello, (Bagnolo San Vito - Mantova), 1, pp. 7-27.
-
de Marinis 2010R.C. de Marinis, 2010, “Anfore greche da trasporto”, in E. Govi, G. Sassatelli, Marzabotto, La casa 1 della Regio IV insula 2, tomo II, I materiali, Bologna, pp. 77-93.
-
De Martinis 2015R.C. De Martinis, 2015, “Una residenza aristocratica etrusca al Forcello di Bagnolo San Vito (MN)”, in S. Casini, a c. di, Food, Archeologia del cibo dalla Preistoria all’Antichità, Bergamo: pp. 127-132.
-
De Martinis et al 2016R. C. De Martinis, S. Casini, M. Rapi, 2016, “Il basso corso del Mincio nel IV e III secolo a.C.”, in GOVI E., a c. di, “Il mondo etrusco e il mondo italico di ambito settentrionale prima dell’impatto con Roma (IV – II sec. a.C.)”, Atti del Convegno, della Sezione Etruria Padana e Italia Settentrionale - Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici (Bologna 28 febbraio-1 marzo 2013), Biblioteca di «Studi Etruschi», 57: pp. 437-464.
-
De MArinis 2016R.C. De Marinis, 2016, “La datazione della fase F del Forcello di Bagnolo San Vito”, in S. Lusuardi Siena, C. Perassi, F. Sacchi, M. Sannazaro, a c. di, Archeologia classica e post-classica tra Italia e Mediterraneo. Studi in onore di Maria Pia Rossignani, Milano: pp. 159-172.
-
Rapi et al 2016M. Rapi, E. Croce, D. Veneziano, 2106, “Aggiornamenti sulle recenti campagne di scavo dell’Università degli Studi di Milano al Forcello”, in Anthus Markes, Collana del Parco archeologico del Forcello, (Bagnolo San Vito - Mantova), 3: 31-35.
